diario - quotidiano di architettura

> HOME - incontri-architettura - mostra "Angel of decay"

 

LO SKATEBOARD COME "LIFESTYLE"
Ed Templeton con la sua versatilità rappresenta la figura dell'artista del nostro millennio. Nato come skateboarder, sport che continua a praticare, Templeton si appropria delle contaminazioni dei linguaggi comunicativi, che nelle sue opere diventano apparati grafici, materiali casuali su cui fissare le immagini dipinte, la sensibilità di una pellicola fotografica. L'arte di Templeton nasce dal mondo dello skateboard, e come esso, è profondamente radicata allo "street life": alla musica (punk, rock, rap), alla cultura grafica (murales, tags e graffiti), e a tutti i codici visivi e comportamentali legati a quel mondo.

Templeton indaga il contesto sociale in cui i giovani skateboarder vivono, le loro problematiche nelle relazioni con le famiglie e con gli altri; temi che hanno segnato la stessa giovinezza dell'artista, in cui lo skateboard diviene via di fuga e strumento di salvezza.

Per quanto praticato e diffuso, ancora oggi lo skateboard viene proibito nella maggior parte delle città americane, assumendo quel ruolo di territorio di confine che è all'origine della componente autarchica di questo sport: "Do it yourself" diventa il massimo comune denominatore della cultura urbana e dei molti artisti nati nel contesto skate.

Non è paradossale che quanto più una società tenda all'omologazione e all'appiattimento della soggettività dell'individuo, tanto più essa produca delle minoranze dal forte potere eversivo.

Le strategie di comunicazione adottate dalle società occidentali hanno individuato negli adolescenti l'utenza più sensibile ed influenzabile, e per questo ne hanno sinteticamente potenziato la posizione all'interno della società stessa.

Le radici profonde dell'età dell'adolescenza e del suo mondo, sono in realtà una chimera che sempre si rinnova, sfuggendo alle regole di una mercificazione obbligatoria: e la vita di gruppo a cui uno sport come lo skateboard costringe, si offre agli occhi di un attento osservatore come Templeton, mostrandosi in tutta la sua crudezza, che poi è l'essenza della sua poeticità.

La scelta di presentare in Italia un artista come Templeton, nasce dalla necessità di indicare la componente propulsiva ed originaria di una minoranza, prima che essa venga piegata alle leggi di mercato imposte dalla società contemporanea.

Dopo aver portato a Roma la religiosità contraddittoria di un artista come Andres Serrano, oggi la Drago Arts & Communication sceglie nuovamente l'indagine di un territorio di confine: quello degli "angeli" di Templeton, decaduti, certamente, senza peccato.

 

L'ARTISTA

Figura fondamentale della scena skate di Los Angeles, Ed Templeton realizza fotografie e dipinti che testimoniano la sua vita, i suoi tour e i suoi viaggi, e che sono la forza motrice all'origine della sua ispirazione e della sua identità di artista.

Per questo i suoi lavori si sviluppano come una storia di vita, rappresentata da uno straordinario numero di fotografie e di grandi tele dipinte, ma allo stesso tempo anche da una notevole quantità di materiale grafico, costituito da disegni, fogli di appunti e lettere. Un materiale che, nelle sue mostre, l'artista allestisce con un disordine che nella sua struttura richiama l'album dei ricordi e dei diari dell'adolescenza.

Templeton racconta la sua storia personale, che inevitabilmente è anche quella dei suoi amici e dei suoi compagni, rivelando la quotidianità di coloro che lo circondano, soprattutto i teenager, fissandone i volti utilizzando prevalentemente il ritratto, il suo medium preferito. Lo skate, la droga, l'amore, il sesso, gli incidenti legati a questo sport: Ed Templeton racconta il quotidiano di questi giovani adulti.

Sorprendentemente, lo skateboard compare raramente all'interno delle sue immagini, e quando lo fa, è una presenza così discreta da essere praticamente suggerita. Templeton lascia ai giornali specializzati i grandi reportage su questo sport. Ciò che questi giornali non fanno emergere, è l'ombra grigia nella vita della maggior parte di questi giovani, ed è quella su cui Templeton focalizza la propria attenzione, concentrandosi unicamente sul lato umano della loro esistenza.

Come in molti altri famosi skaters divenuti artisti, Tobin Yelland, Thomas Campbell e Mark Gonzales, anche in Templeton la grafica ha un'importanza fondamentale, seppure all'inizio sottomessa al mezzo fotografico, comparendo all'interno delle sue fotografie e dei suoi collage come il giornale di bordo di una generazione.

La forza di Templeton sta nell'essere riuscito a conservare l'energia creativa, l'innocenza e la spontaneità dei suoi primi lavori, come le fanzines illustrate che Ed inviava ai suoi amici in ricordo delle loro gare.

 

BIOGRAFIA

Ed Templeton nasce nel 1972 negli Stati Uniti. Tutt'oggi vive e lavora vicino a Los Angeles, a Huntington Beach.

Dopo un'infanzia povera e movimentata, inizia ad avvicinarsi allo skateboard nella prima giovinezza. Ad ispirarlo sono i grandi skaters dell'epoca, come Neil Bender, Mark Gonzales e Chris Miller, che sono anche degli artisti.

Nel 1990, divenuto professionista, comincia a girare il mondo con le competizioni e le dimostrazioni, approfittando dei viaggi visita i musei ed inizia a fare fotografie. Le esperienze fatte nel corso dei viaggi, al suo ritorno divengono materiale per i suoi quadri. Contemporaneamente, finisce la High School, senza poi proseguire gli studi. Nel 1993 fonda una società che produce skateboard, la Toy Machine Bloodsucking Skateboard Company, un'esperienza che lo avvicinerà anche al graphic design.

Nel 1994 realizza la sua prima personale negli Stati Uniti. Dal 1995 in poi, la sua passione per la fotografia diviene un impegno sempre più costante. Negli Stati Uniti è rappresentato da Aaron Rose, il gallerista newyorkese più attento all'emergere delle nuove tendenze urbane.

Nel 2000 Ed Templeton partecipa in Italia alla mostra collettiva "Search for Art", tenutasi a Milano all'Area Bovisa, dove presenta una raccolta di fotografie intitolata "Teenage Smokers", con cui si aggiudica un premio di 50.000 dollari.

Nell'ottobre 2002 è presente al Palais de Tokyo di Parigi con la sua personale "The Essencial Disturbance", curata da Jerome Sans. In quest'occasione viene pubblicato il suo primo catalogo, "The Golden Age of Neglect", edito dalla Drago Arts & Communication. Attualmente l'artista è presente con 60 opere all'interno della mostra collettiva "Il quarto sesso. Territorio estremo dell'adolescenza" curata da Francesco Bonami e Raf Simons alla Stazione Leopolda di Firenze.


Per ulteriori informazioni:
Tel. 06 68802434
E-mail: info@dragolab.it