|
"Metapolis", per Charleroi Danses, evoca i diversi ritmi della città.
La struttura scenica è una topologia intrecciata di diversi strati, fatti di materiali diversi che permettono uno spazio fluido, ibrido, che coincide con i movimenti dei danzatori. I danzatori sono avvolti in una complessità spaziale che li cattura e li libera allo stesso tempo.
La coreografia di Flamand segue e provoca la trasformazione morfologica dello spazio, tracciando un doppio movimento di fluidità e rottura. Le frequenze e i ritmi, come i codici rigidi di comportamento, sono spezzati in episodi emozionali. La struttura è come "uno spazio che respira" attraverso compressione e rilassamento costantemente in transizione.
Tre ponti traslucidi larghi 10 metri scivolano in diverse configurazioni, guidati dai ballerini.
I costumi sono visti come strati intermedi, con una struttura flessibile che estende la danza in matrici quadridimensionali.
|