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Il Terminal Traghetti forgerà un nuovo, intimo rapporto tra la Città e l'Acqua. Come un'ostrica, ha una conchiglia dura che racchiude all'interno elementi molli e fluidi. Un tetto a nervature serve da protezione estesa dall'intenso sole Mediterraneo.
Quando il passeggero arriva al Terminal il viaggio sarà già iniziato, per continuare in un'insieme di spazi dinamici organizzati intorno a punti focali come il ristorante e la sala d'aspetto. La topografia acquatica offrirà spazi ed esperienze molto differenziati, pur offrendo un chiaro orientamento.
Il terreno è scolpito come una collina dolce, sulla quale inizia un percorso inclinato. L'intera zona è illuminata in modo da 'accompagnare' i passeggeri attraverso la lunghezza dell'edificio. L'idea dell'illuminazione opera anche a un altro livello: dall'esterno, la luce del Terminal sarà come un faro per il porto, un marchio simbolico sulle complesse tracce normanne e saracene della città.
Il Terminal è composto da elementi principali che si intrecciano: gli uffici per la sezione amministrativa, il terminal per i traghetti e il terminal per la navi da crociera. I movimenti quotidiani dei passeggeri del traghetto sono veloci e intensi e l'organizzazione del piano enfatizza la velocità e l'efficienza del transito. Sul piano, il passeggero arriverà, comprerà biglietto, caffè
e giornale. Poi salirà attraverso le rampe al livello superiore ed arriverà all'ingresso della nave.
Il Terminal opererà, visualmente e funzionalmente, come una transizione intensificata e dolce tra la terra e il mare: una terraferma artificiale come solido in corso di fusione verso il liquido.
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