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E' un intersecarsi di superfici e piani obliqui e inclinati, ciascuno dei quali saetta lungo autonome linee di fuga.
Situata in un'area ai margini del campus della Vitra, segna in maniera decisa il luogo; con i ritmi serrati e articolati che sviluppa, esprime una forte identità che si trasmette a tutta la zona.
"L'edificio - ha dichiarato Hadid - è movimento congelato. Esprime la tensione dello stato di allarme, può esplodere in azione in ogni momento. I muri sembrano scivolare gli uni sugli altri, mentre le grandi pareti scorrevoli sono letteralmente muri mobili.
Interamente realizzato in cemento armato e privo di ogni accenno di ornamentazione, delinea un linguaggio asciutto, netto, che esalta maggiormente la manipolazione spaziale svolta, tesa a creare cavità dinamiche.
L'assenza di dettagli rende più eloquente "l'affastellarsi"e stratificarsi dei volumi, disposti e riordinati in modo tale da rendere l'uso dell'edificio necessariamente esatto e rapido.

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