Casa Zampini e Ivo Pannaggi

mercoledì 17 febbraio 2010 ore 17.00
alla Casa dell'Architettura piazza Manfredo Fanti 47, Roma

 

LOCANDINA - INVITO


L'Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia è lieta di invitarla alla prima della proiezione del documentario "Casa Zampini e Ivo Pannaggi" di Massimo Angelucci Cominazzini.

Seguirà tavola rotonda "Casa Zampini e Ivo Pannaggi"

Saluti:

Francesco Orofino Consigliere dell'Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia

Interventi:

  • Ivana Jachetti Responsabile Spettacolo ed Attività Culturali della Regione Marche
  • Maria Grazia Vignati Assessore alla Cultura della Provincia di Macerata
  • Giorgio Pizzi Sindaco di Esanatoglia
  • Marco Asunis Presidente della Ficc Federazione Italiana Circoli del Cinema
  • Massimo Angelucci Cominazzini Regista del documentario

Tavola rotonda:

  • Architetto Anna Verducci Direttore dell'Accademia Belle Arti di Macerata
  • Luca Verdone Regista
  • Architetto Mario Volpi Studioso di Ivo Pannaggi e Casa Zampini
  • Massimo Angelucci Cominazzini - Regista, docente di regia del documentario – Accademia delle Belle Arti di Macerata

Modera:

  • Francesco Orofino Consigliere dell' Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia

Il documentario "Casa Zampini e Ivo Pannaggi" per la regia di Massimo Angelucci Cominazzini, raccoglie testimonianze e documentazione sulla complessa figura artistica di Ivo Pannaggi (Macerata 1901 - 1981) pittore futurista, rappresentante dell'avanguardia artistica del '900, artista poliforme, creatore di scenografie, costumi, poesie. Nel 1926 progetta gli arredamenti di Casa Zampini ad Esanatoglia con influenze stilistiche delle correnti artistiche europee più avanzate dell'epoca, è architetto in Norvegia nel dopoguerra dove porta istanze della scuola Bauhaus che frequenta negli anni '30.

Il documentario raccoglie il lavoro di più di un anno di ricerche e contiene le più recenti riprese degli ambienti superstiti di Casa Zampini ad Esanatoglia, una possibilità esclusiva di vedere gli arredamenti progettati da Pannaggi essendo la casa privata e chiusa per gran parte dell'anno. Il documentario contiene inoltre novità ed aggiornamenti rispetto alla documentazione sviluppatasi in questi ultimi anni su Ivo Pannaggi, come notizie riguardanti le sue origini e ritrovamenti di documenti fino ad ora sconosciuti; attraverso interviste ad architetti, studiosi delle opere di Pannaggi e ai familiari emerge un nuovo e diverso quadro delle attività e della personalità dell'artista marchigiano.

 

Casa Zampini e Ivo Pannaggi, documentario durata 80 minuti

Produzione: Regione Marche, Provincia di Macerata, Comune di Macerata, Istituzione Macerata Cultura Biblioteca e Musei

in collaborazione con: Comune di Esanatoglia, Accademia delle Belle Arti di Macerata, Ficc-Federazione Italiana Circoli del Cinema, Ordine degli Architetti di Roma.

Regia: Massimo Angelucci Cominazzini, Direttore della fotografia: Cesidio Vespa, Montaggio: Piero Mollaioli,

Soggetto e Sceneggiatura: Massimo Angelucci Cominazzini

 

Ivo Pannaggi nasce a Macerata il 28 agosto 1901. Frequenta gli studi classici ma presto manifesta la sua attitudine per la pittura. Nel 1919 si presenta alla Casa d'Arte Bragaglia di Roma con due quadri futuristi accolto con entusiasmo da Marinetti e Balla. Iniziano mostre in tutto il mondo e collaborazioni con importanti riviste di cultura italiane. Nel 1922 scrive con Vinicio Paladini il Manifesto dell'Arte Meccanica Futurista. Collabora come scenografo con il Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia e si iscrive alla Facoltà di Architettura di Roma. Svolge anche un'attività di grafico pubblicitario, è riconosciuto come uno degli inventori dell'Arte Postale e un innovatore nel campo poco battuto della caricatura. Nel 1925-26 progetta l'arredamento di quattro ambienti di Casa Zampini a Esanatoglia (Mc). Seguono mostre futuriste anche in America e nel 1927 decide di presentarsi da Walter Gropius alla Bauhaus che frequenta, senza rinunciare agli impegni artistici internazionali, fino al giorno della chiusura da parte della polizia nazista il 12 aprile 1933. Nel 1936 iniziano viaggi verso la Lapponia, coinvolto dai suoi amici norvegesi conosciuti alla Bauhaus e partecipa anche a importanti spedizioni artiche e antartiche. Dopo il Venezuela e il Brasile, costeggia l'Africa continuando a collaborare come fotoreporter per importanti riviste italiane. Nel 1939 si sposa con una norvegese, Nini Daae Meinich, dal matrimonio nascono tre figli. Nel 1940 è di nuovo in Germania; da Berlino è corrispondente di notizie di guerra per importanti giornali italiani.

Nel 1942 si stabilisce in Norvegia dove riprende a dipingere e inizia una nuova attività come architetto e designer. Nel 1971,l'Anticamera Neoplastica di casa Zampini viene trasferita nella Pinacoteca di Macerata. Continua a lavorare per alcuni anni a progetti grafici e artistici. A metà degli anni settanta decide di trasferirsi definitivamente a Macerata. Muore nella Casa di Riposo della stessa città l'11 maggio 1981.



data pubblicazione: giovedì 11 febbraio 2010
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