Oficina Bo Bardi

giovedì 16 settembre 2010 ore 18.00
Casa dell'Architettura Piazza Manfredo Fanti, 47 - Roma


INVITO

 

Proiezione del documentario di Silvia Davoli, Francisca Parrino e Andrea Balossi
Introduce Silvia Davoli | Italia / 2006 / 26' / portoghese e italiano

 

L'architetto Lina Bo Bardi arrivò a Salvador de Bahia nel 1958 in un momento di grande effervescenza culturale che si sarebbe concluso con la dittatura del 1964. Il suo passaggio come architetto e direttrice del Museo di Arte Moderna di Bahia lasciò un segno indelebile. Affascinata dalla cultura popolare del Nordest concepì, insieme allo scultore Mario Cravo, il progetto CETA, Centro de Estudo do Trabalho Artesanal, il cui obiettivo era la creazione di un vero e proprio design industriale brasiliano. Lina organizzò una raccolta scientifica del materiale artigianale della regione bahiana e sognò di creare dei laboratori, le Oficinas do Unhão, in cui artigiani e giovani designer potessero incontrarsi e collaborare. Il progetto non si realizzò mai, ma "Lina aveva ormai gettato un seme...".

LINA BO BARDI (1914 - 1992)
Lina Bo nasce a Roma nel 1914, nel 1939 si laurea in architettura nella stessa città.
Successivamente si trasferisce a Milano dove inizia la sua collaborazione professionale con Carlo Pagani con il quale svolge lavori per lo studio di Gio Ponti. Contemporaneamente collabora a diversi periodici tra cui Tempo, Stile, Grazia, L'illustrazione Italiana. Nel 1944, insieme a Carlo Pagani, assume il ruolo di vicedirettore della rivista Domus.
L'anno seguente i due fondano e dirigono Quaderni di Domus e, con l'appoggio di Bruno Zevi, creano la rivista A'Cultura della vita.
Al termine della guerra si trasferisce in Brasile con il marito Pietro Maria Bardi invitato a dirigere il Museo d'Arte di San Paolo (MASP).
A San Paolo, dove risiede, si occupa inizialmente di architettura di interni e di design fondando con l'architetto Giancarlo Palanti lo Studio d'Arte e Architettura Palma. Nel 1950 fonda e dirige con il marito la rivista Habitat. In questi anni progetta l'edificio Diários Associados a San Paolo, il Museo d'Arte a São Vicente e l'edificio Taba Guayanases, quest'ultimo in collaborazione con Pier Luigi Nervi. Nel 1951 costruisce la sua prima opera: la Casa de Vidro, sua residenza. Tra il 1955 ed il 1957 insegna Teoria dell'Architettura presso la Facoltà di Architettura dell'Università di San Paolo e scrive il testo: "Contributo propedeutico all'insegnamento della teoria dell'architettura". In questi stessi anni inizia il progetto e la realizzazione del MASP. Nel 1958 si trasferisce a Salvador de Bahia dove è invitata ad insegnare Teoria e Filosofia dell'architettura. Contemporaneamente, con Martin Gonçalves, realizza diverse scenografie e si occupa dell'organizzazione della mostra "Bahia no Ibirapuera" presentata alla V Biennale d'Arte di San Paolo. Rientrata a San Paolo nel 1964, riprende a lavorare sul MASP che verrà concluso solamente nel 1968. Nei primi anni '70 il lavoro della Bo Bardi è prevalentemente concentrato su progetti di scenografie per teatro e cinema e nell'organizzazione di due grandi esposizioni: "La mano del popolo brasiliano" (1969) e "Ritrovamenti" (1975) Nel 1977 ha inizio il progetto di recupero della fabbrica della Pompéia la cui costruzione proseguirà lentamente nei dieci anni successivi. Tra il 1986 ed 1989, si stabilisce a Salvador de Bahia dove viene invitata per il piano di recupero del centro storico; qui realizza diversi progetti tra cui la Casa do Benin e il recupero della Ladeira da Misericordia. Nel 1990 inizia il progetto per la nuova sede del Municipio di San Paolo nel Palazzo degli Industriali ed il restauro del Teatro Officina. Muore a San Paolo nel 1992. (Biografia tratta da Lina Bo Bardi architetto a cura di Antonella Gallo, Marsilio Ed., Venezia, 2004)


data pubblicazione: giovedì 2 settembre 2010
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