Architettura | I Pregiudicati

Seminario internazionale che si terrà nelle giornate 11-12 ottobre 2012 presso il padiglione centrale dei Giardini della Biennale di Venezia.

Il seminario, promosso dall'università di architettura Iuav, attraverso una call for papers si propone di raccogliere contributi su un tema urgente e trasversale a tutte le discipline, quello della qualità del paesaggio e del rapporto tra sapere e forme prodotte nel territorio.

I TEMI
La call for papers invita i diversi ambiti del sapere a formulare proposte, critiche, riflessioni e interrogativi usando come punti di partenza i seguenti temi, che richiamano alcuni dei "pregiudicati" della cultura progettuale architettonica e del paesaggio.

1 architettura

"Importante non è essere moderni ma eterni!" (Le Corbusier)
Nel suo nome risuonano due radici: arché, conoscenza degli universali-atemporali; tèchne, esperienza degli individuali-cronologici. L'opera costruita è la risultante indivisibile di questi due progetti, teorico e tecnico; il primo chiamato a fondare, il secondo a realizzare. Si può ancora parlare di architettura nel momento in cui una delle due istanze viene meno?

2 estetica
"L'essenza del sapere" (Martin Heidegger)

È il piano determinante e invalicabile di architettura, essendo la modalità in cui ogni cosa, visibile  e ogni cosa invisibile -sogni, pensieri, idee- è e si manifesta ai nostri sensi. Inconsapevolmente rispondiamo ogni istante in modo estetico al mondo. Prima ancora di qualsiasi istanza politica, tecnica, sociale, economica, il progetto di architettura ha come sfondo l'estetico; la sua comprensione essenziale passa attraverso la forma. A quale sapere e immaginario fa riferimento il paesaggio contemporaneo, la sua forma?

 

3 rappresentazione
"L'immagine è ciò che non c'è" 
(Giordano Bruno)
La dimensione che tiene insieme i due estremi del piano estetico: quello visibile e quello invisibile. La rap-presentazione porta alla presenza e visibilità ciò che è assente, che non è facilmente visibile (i significanti). La cultura contemporanea si è progressivamente schiacciata sulla sola presenza, una bulimia di immagini svuotate del significante; simulacri. Qual'è il carattere di fondo della cartografia, delle immagini sulle quale impostiamo il nostro progetto?

4 tecnica
"La tecnica è il cavallo di Troia che s'insinua in ogni sapere che crede di servirsene come di un semplice mezzo" 
(Emanuele Severino)
La natura analitica, calcolante, dominante della tecnica illude di potere controllare e gestire il mondo inquadrandolo in indici, diagrammi, flussi che permettono di progettarlo per formule, ma il mondo è irriducibile e eccederà sempre il calcolo. La tecnica è morbida, s'insinua e auto-affermativa, si candida sempre a divenire lo scopo di quei saperi che l'assumono come mezzo.  Occorre una predisposizione diversa dello sguardo, la coscienza che la progettazione del paesaggio richiede non la mediazione di standard e astrazioni, ma una capacità di prefigurazione che si muove negli strati atemporali delle cose, e che non dimentica che il poetico è l'unico linguaggio che resta, atemporale.

5 teoria
"Tutto ciò che è relativo presuppone qualcosa di assoluto, il nostro compito è trovare l'invariante nascosta nelle cose" 
(Max Planck)
La lente stessa attraverso la quale vediamo; theoria, la visione essenziale. Non è un sapere storiografico, antologico o in qualche modo astratto, ma il modo dello sguardo -del pensiero- che vede nel modo più acuto, nell'insieme, tutte le relazioni. Osserva le cose dal loro interno, come dalla loro invisibilità. La teoria è lo sguardo del senso, della consapevolezza del punto di vista.


chiusura della call for papers 27 agosto 2012

Sito ufficiale del seminario www.iuav.it


data pubblicazione: giovedì 2 agosto 2012
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