La generazione dei piani senza espansione

17° Convegno Nazionale



"Associazione italiana di diritto urbanistico"

Sezione italiana dell'Association internationale du droit de l'urbanisme (A.I.Dr.U.)

 

Presidente

Prof. Paolo Stella Richter

Comitato esecutivo

Prof. Sandro Amorosino
Prof. Francesca Cangelli
Prof. Paola Chirulli
Prof. Daria de Pretis
Prof. Maria Immordino
Prof. Patrizia Marzaro
Prof. Giorgio Pagliari
Prof. Eugenio Picozza
Prof. Maria Alessandra Sandulli
Prof. Paolo Urbani

Presentazione del Convegno "La generazione dei piani senza espansione"

 Catanzaro 26 | 27 settembre 2014

La caratteristica più rilevante della trasformazione subita dal nostro territorio negli ultimi 50/60 anni è rappresentata dalla dispersione insediativa, favorita da un concorso di fattori quali l'aumento del benessere delle famiglie (seconda e terza casa), la diffusione dell'automobile e dei collegamenti informatici, un assurdo sistema tributario che equipara la mera destinazione abitativa in un piano regolatore anche solo adottato a un'area edificabile.

Le conseguenze di tale trasformazione sono disastrose in termini di sottrazione di suolo all'agricoltura, di impermeabilizzazione dello stesso, fonte prima di dissesto; di perdita di concorrenzialità internazionale delle nostre città; di antieconomicità delle infrastrutture, di inquinamento connesso al prevalere del trasporto su gomma.

Si impone una svolta decisa sia nella normativa che nella cultura della città, come luogo dello scambio culturale, delle occasioni di sviluppo della persona e della coesione sociale, dell'attrattiva di investimenti anche esteri, di facile collegamento ferroviario.

A tal fine non bastano le proposte di norme che vietano il consumo di suolo, quali quelle oggi esistenti in Parlamento, occorrendo: una pianificazione di carattere meno settoriale, che punti alla riabilitazione dell'abitato esistente, alla integrazione funzionale delle zone della città, alla creazione di centralità nelle periferie; agevolazioni agli interventi di recupero nell'esistente degradato o dismesso o da mutare di destinazione; un regolamento che consenta di frazionare le abitazioni per adeguarle alla mutata composizione media delle famiglie; una diversa normativa tributaria; un riequilibrio tra trasporto pubblico e trasporto privato; un coordinamento tra la disciplina propriamente urbanistica e quelle della circolazione e del commercio; una migliore

utilizzazione degli spazi pubblici (soprattutto strade e piazze oggi occupate dalle automobili) con la valorizzazione dell'uso dell'informatica (c.d. smart cities).

La conclusione è che la campagna si salva solo con un modo del tutto nuovo di pianificare la città.


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data pubblicazione: mercoledì 3 settembre 2014
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