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La rivoluzione urbanistica dovrebbe portare alla luce, con gli scavi, anche il porto di Ripetta: "Abbattiamo due palazzi fascisti per vedere il mausoleo d'Augusto". Roma, progetto choc di Benevolo: "E' l'unica soluzione". Il monumento si trova oggi 5 metri sotto il manto stradale. Ma il Comune è contrario.
ROMA - Un grande prato verde a circondare i monumenti nel cuore di Roma, là dove scorre il traffico, dove sono allineati i capolinea degli autobus e i ristoranti famosi, i parcheggi dei motorini, le boutique di lusso, i grandi uffici. E per realizzarlo, una campagna di scavi archeologici, l'abbattimento dei palazzi, lo sbancamento dei lungotevere, la demolizione dei ponti ottocenteschi. È una rivoluzione estrema quella proposta da Leonardo Benevolo, urbanista di fama mondiale, per piazza Augusto Imperatore, quadrilatero definito dai palazzi di impronta fascista e centrato dal mausoleo di Augusto, sontuosa sepoltura che l'imperatore si fece costruire sul modello dei sovrani ellenistici, oggi ridotta a un rudere buio, degradato, chiuso al pubblico. Per accendere i riflettori sul mausoleo - spiega Benevolo che ha sottoposto queste ipotesi alla commissione Stato-Comune della quale fanno parte i soprintendenti Adriano La Regina, Eugenio La Rocca e Roberto Di Paola e che dovrà indire un concorso di progettazione internazionale sulla piazza - bisogna prima tirarlo fuori dalla "buca" in cui è infossata. Il mausoleo si trova infatti circa cinque metri al di sotto del piano stradale moderno e il palazzo più distante sta a una sessantina di metri. Non quanto necessario perché sia il centro di un parco archeologico, integrato dal porto di Ripetta, distrutto a fine Ottocento, che potrebbe riemergere dopo nuovi scavi. Per avere più spazio, la soluzione proposta è, insieme a una serie di interventi minori, buttar giù due dei quattro palazzi che fanno parte della risistemazione voluta alla fine degli anni Trenta da Ballio Morpurgo per la piazza dopo la liberazione dell'Augusteo e la sostituzione di ponte Cavour con un paio di ponti pedonali. La rivoluzione Benevolo viene ipotizzata come integrazione alla risistemazione dell'Ara pacis, che è sul lato lungotevere della piazza, progettata dall'architetto americano Richard Meier, che ha suscitato infinite discussioni per essere il primo intervento sul centro di Roma dal dopoguerra, ma anche per aver comportato soltanto la demolizione di una teca che proteggeva il monumento con i bassorilievi delle gesta di Augusto che ora sarà invece all'interno di un involucro moderno, pensato come un nuovo complesso museale. Benevolo non è nuovo a questo genere di creatività urbanistica: in passato si è schierato a favore della cancellazione di via dei Fori imperiali e dell'Altare della patria di piazza Venezia. In chiusura del suo scritto su piazza Augusto imperatore, dice: «La situazione dei vincoli e le aspettative diffuse in questo momento si oppongono allo scenario descritto...». La giunta Veltroni non pare favorevole all'ipotesi Benevolo ma in Campidoglio si parla invece di un sottopasso su quel tratto di lungotevere, per alleggerire il traffico. Qualcosa nel cuore di Roma sta cambiando comunque.
Intervista all'urbanista Giuseppe Campos Venuti: "Una provocazione che non ha futuro". "A Roma non si può realizzare nulla del genere".
L'urbanista Giuseppe Campos Venuti è uno degli autori del nuovo piano regolatore di Roma, docente al Politecnico di Milano, stessa generazione di Leonardo Benevolo.
- Come giudica la proposta del suo collega?
«È una provocazione. Una forma di onanismo urbanistico. Discorsi fatti perché tanto a Roma non si può realizzare nulla quindi si parla di cose impossibili».
- Ma lei è conservatore sul centro di Roma?
«Bisogna ricordare che Roma ha un centro storico dieci volte più grande di Parigi e lì la distanza tra le fermate del metro non supera i cinque minuti di cammino».
- Anche per costruire le metropolitane si deve intervenire.
«In una città decente la mobilità dev'essere la prima cosa. Roma ha vene che non consentono al sangue di scorrere. È cresciuta in funzione dell'incentivazione del trasporto privato e ora è prigioniera delle lamiere».
- È favorevole alla demolizione dei palazzi di epoca fascista?
«Io non amo quell'architettura pur essendo cresciuto alla scuola del razionalismo, se non altro per aver fatto il partigiano a diciassette anni. Sono cose non diverse da quelle che faceva Speer ai tempi di Hitler».
- L'ipotesi di Benevolo prevede anche alcune ricostruzioni. Che ne pensa?
«Le ricostruzioni si giustificano solo in casi eccezionali. Nel centro di Varsavia hanno dovuto farlo per recuperare l'identità nazionale».
IL PROGETTO
- Le demolizioni: riguardano i palazzi di epoca fascista dal lato di via Ripetta e via del Corso, dove si trovano alcuni ristoranti. Quelli dal lato di via Tomacelli vengono conservati.
- Gli scavi: riportare alla luce i resti del Porto di Ripetta che si troverebbe al di sotto del Lungotevere. Scavi recenti, realizzati alle fondamenta dell'edificio di Richard Meier che proteggerà l'Ara Pacis, ne hanno portato già alla luce alcune tracce.
- Le ricostruzioni: tra le ipotesi anche il ripristino di via delle Colonnette e piazza degli Otto Cantoni demoliti in epoca fascista.
- Il Lungotevere: rimozione, nel tratto che costeggia l'Ara Pacis, del Lungotevere e dei muraglioni col ripristino della quota antica, da realizzarsi dopo gli scavi archeologici e insieme alla pedonalizzazione della piazza.
di Francesca Giuliani da La Repubblica del 23.07.03
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