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Ara Pacis, inaugurazione il 23 settembre

Ara Pacis, inaugurazione il 23 settembre

poi ancora tre mesi di lavori

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Ara Pacis, regalo di compleanno per l'imperatore. L'opera dell'architetto Richard Meier sarà aperta, per visite guidate, il giorno del compleanno numero 2.068 dell'imperatore. Ma ci saranno ancora tre mesi di lavori. Via libera al sottopasso sul lungotevere.

Ara Pacis, l'inaugurazione è fissata al 23 settembre. Una data scelta non a caso: è, infatti, quella del compleanno dell'imperatore Augusto, nato il 23 settembre del 63 a.C. Si può considerare un regalo per il suo 2.068° anniversario, anche se un dono «parziale»: i lavori proseguiranno nel lato nord, dalla parte di via e passeggiata di Ripetta, per completare l'auditorium, la sala conferenze ed i luoghi espositivi e di ristoro. In questi giorni nel cantiere sono al lavoro 100 operai con turni anche notturni per permettere la prima visita del 23 settembre, «guidata» dal sindaco Walter Veltroni.

L'Ara Pacis si potrà poi tornare ad ammirare con visite guidate settimanali: romani e turisti si dovranno mettere d'accordo con la sovrintendenza. Entro l'anno, comunque, l'opera sarà completata. E l'amministrazione ha deciso di dare il via libera al sottopasso sul lungotevere per ricollegare monumento e fiume: sarà un project financing da 40 milioni di euro.

Museo dell'Ara Pacis, inuagurazione fissata al 23 settembre. Una data scelta non a caso: è il giorno in cui nacque Augusto. Caio Giulio Cesare Ottaviano, il primo imperatore romano, vide la luce, infatti, il 23 settembre del 63 a.C. a Roma. E quindi il fatidico giorno in cui si tornerà ad ammirare il più famoso altare dell'antichità, quell'Ara Pacis nascosta da esattamente cinque anni (i lavori per il nuovo Museo che porta la firma dell'architetto americano Richard Meier iniziarono nel settembre del 2000) Augusto avrebbe «compiuto» 2068 anni. Sarà un'inaugurazione «parziale», perchè i lavori proseguiranno ancora per qualche mese nel lato nord del cantiere, verso via e passeggiata di Ripetta. Si dovrà terminare la parte che riguarda l'Auditorium, la sala conferenze e i luoghi destinati alle esposizioni e al ristoro. Anche la grande scalinata di ingresso sarà terminata in modo parziale: per il momento, infatti, al posto del marmo vi sarà una copertura forse in moquette o in materiale plastico. A compiere la prima visita all'Ara Pacis, che fu dedicata all'Imperatore dal Senato romano nel 9 a.C dopo le vittorie in Sapgna e in Gallia, sarà il sindaco Walter Veltroni accompagnato dall'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut e da un fitto stuolo di invitati illustri tra i quali lo stesso progettista Richard Meier, la cui presenza, però, non è ancora confermata. E dal 23 settembre in poi anche i romani e i turisti potranno tornare a visistare il monumento, sia pure con visite guidate settimanali e previo appuntamento con le sovrintendenze. Entro l'anno, comunque, il nuovo Museo sarà del tutto terminato e il cantiere - dopo anni di polemiche e di momenti con il fiato sospeso - sparirà da piazza Augusto Imperatore.

Gli operai lavorano adesso anche la notte: passando dal piazzale con il buio si vedono, al di là delle impalcature, la luce e i bagliori delle fiamme ossidriche. I turni sono stati rinforzati (nel cantiere sono in questo momento sono in attività 100 persone) e si va avanti a tappe forzate.

Si conclude così una vicenda che «è stata sicuramente complessa - afferma l'assessore Roberto Morassut - segnata da un lato dal dibattito culturale sull'inserimento di nuova architettura nel cuore di Roma antica, dall'altro dalle faticose procedure amministrative che in questo paese segnano la realizzazione di grandi opere. Sono orgoglioso per questa amministrazione comunale - aggiunge Morassut - e per come la questa storia si sia conclusa con il riconoscimento della regolarità amministrativa degli atti e delle congruità dei costi, grazie anche al preziosissimo e scrupoloso lavoro dell'ufficio Città storica». Tra i momenti difficili di questa vicenda c'è stata, infatti, anche un'indagine della Corte dei Conti sui maggiori oneri del costo del Museo, durata due anni, che si è conclusa con la piena assoluzione per l'amministrazione capitolina. E il responsabile dell'ufficio Città storica, l'architetto Gennaro Farina ricorda come il nuovo complesso sarà «importante anche per gli eventi che verranno realizzati intorno all'opera, collocata in una posizione strategica nella città. Nel nuovo complesso museale - aggiunge - vi saranno mostre, dibattitti ed un laboratorio di restauro». Soddisfazione infine per il presidente dell'impresa Calosi del Mastio, nonchè amministratore delegato della «Maire engennering», Fabrizio Di Amato: «Questo è il primo appuntamento, il primo step importante - afferma - È il compimento di un grande sforzo».

  • IL MONUMENTO - Nel 13 a.C. il Senato di Roma decise di commemorare, con un altare dedicato alla pace, le vittorie di Augusto in Spagna e in Gallia. Nel 9 a.C. L'Ara Pacis fu inagurata (nella zona del Campo Marzio).
  • I RITROVAMENTI -  I primi frammenti del celebre altare vennero per la prima volta alla luce nel 1568 nei pressi di Palazzo Fiano (via in Lucina). Successivi ritrovamenti si vericheranno nella stessa zona lungo l'arco di quasi quattro secoli.
  • IL BIMILLENARIO DI AUGUSTO - Nel 1937, in pieno fascismo, il Consiglio dei ministri decreta, in vista del bimillenario della nascita di Augusto, il recupero e la ricostruzione dei frammenti che compongono l'Ara, all'epoca interrata a più di sette metri sotto l'impianto stradale.
  • IL PROGETTO MEIER - nle 1996 l'allora sindaco Rutelli incarica l'architetto newyorkese Richard Meier di ideare un nuovo progetto (approvato nel 1998 dal Campidoglio) per la sistemazione dell'Ara di Augusto.
  • LE POLEMICHE - Fin dall'inizio il progetto Meier suscita violente polemiche, sia politiche sia tecniche. Tra i critici della prima ora, l'allora sottosegretario Vittorio Sgarbi. Con vari stop al cantiere e numerose modifiche il progetto è portato avanti dalla giunta Veltroni.

 

Un sottopasso fino a Ripetta da 40 milioni di euro

Per il nuovo Museo dell'Ara Pacis ci sarà un contesto diverso. «L'amministrazione ha deciso - afferma l'architetto Gennaro Farina - che l'opera non si dovrà affacciare su un lungotevere denso di traffico. Bensì su un boulevard ricollegato con il fiume». Si farà, dunque, il sottopasso: le auto all'altezza di ponte Cavour scenderanno in un tunnel, lungo non più di 50 metri, per bypassare questo tratto di lungotevere, ricollegandosi a passeggiata di Ripetta. Un mini-sottopasso che permetterà di riunire il monumento al fiume, perchè sui muraglioni sono previste terrazze panoramiche, un ascensore per scendere a livello delle banchine, e una nuova fermata del battello. Il via libera è arrivato perchè «fin dall'inizio l'amministrazione ha avuto chiaro un punto - afferma l'assessore Roberto Morassut - La nuova architettura di Meier doveva avere un contesto più ampio. Da un lato il Tevere, dall'altro piazza Augusto Imperatore». Così «nell'immediato - aggiunge il titolare dell'Urbanistica - stiamo per varare un project financing di 40 milioni di euro per realizzare il sottopasso, creando così un'ampia zona pedonale e a verde».

L'idea di incanalare in sotterranea le macchine è venuta in contemporanea sia ai costruttori dell'opera di Richard Meier che all'aministrazione capitolina, proprio per risolvere il problema delle troppe auto che passano a fianco del monumento. E il tempo previsto per la realizzazione non è lungo (circa 12 mesi) perchè le strutture di contenimento sono già pronte: sono state realizzate dalla parte del Museo come fondamenta, mentre dalla parte del fiume risalgono alla costruzione dei muraglioni. E all'interno del sottopasso potrebbe essere ricavato anche un parcheggio. «Abbiamo già presentato all'amministrazione il progetto e la proposta di project financing come promotori», racconta Fabrizio Di Amato, amministratore delegato della Maire eneneering. E come tale l'impresa costruttrice dell'Ara Pacis si pone in pole position.

Quanto alla piazza, dopo che si è sciolta senza alcuna proposta definitiva la commissione presieduta da Leonardo Benevolo, si pensa a un concorso internazionale di architettura: «Siamo pronti fin da subito a riprendere l'argomento con il ministero dei Beni culturali», conclude Robert Morassut.

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 28.08.05


DOPO IL CANTIERE - Adesso bisogna ripensare tutta la piazza di Augusto

Non sarà una vera inaugurazione, ma che il nuovo contenitore dell'Ara Pacis cominci ad essere quasi pronto è pur sempre una buona notizia. Da troppi anni infatti sono stati indicati traguardi e scadenze cui sono seguiti rinvii accompagnati sempre da miserevoli ragioni. Su questo rosario di date si è innestata la giaculatoria delle polemiche: secondo i critici estremi l'architetto americano Richard Meier, che ha fatto quasi sempre opere straordinarie - compresa la chiesa di Tor Tre Teste sulla Casilina - qui, a piazza Augusto Imperatore, starebbe per regalarci una «schifezza». Ma il Comune va oltre, e rischia di esagerare: si fa anche il sotto-lungotevere. Ma alla piazza, ridotta al degrado, qualcuno si ricorderà di pensare?

Anche se è stata sempre uno dei luoghi meno frequentati ed amati dai romani, piazza Augusto Imperatore non merita lo stato in cui versa. In gran parte ridotta a parcheggio abusivo e tollerato, ospita oleosi capolinea degli autobus. Per il resto, ha la funzione di una specie di rotatoria per le macchine che vanno dal Flaminio al centro o in Prati.

Quanto ai marmorei palazzoni di stile imperiale che Vittorio Ballio Morpurgo edificò a fine anni Trenta, sono stati sempre oggetto di insofferenza tanto che gli abitanti dell'area adiacente sembrano averli subiti piuttosto che accettati. Solo in tempi recentissimi i portici sono stati animati dai tavolini di ristoranti tanto da far pensare ad un nuovo ruolo di questi edifici nel quartiere. Quando Rutelli fece abbattere la teca in vetro e cemento che proteggeva l'Ara Pacis gli uffici comunali pensarono giustamente che si doveva pur provvedere ad un rinnovamento dell'intera piazza. E infatti sono scorsi fiumi di parole sui «nuovi equilibri» da fissare. Sono passati quasi dieci anni e mentre si avvicina il sospirato giorno della restituzione del monumento augusteo alla città, la piazza continua a versare in uno stato di completo abbandono, con muretti caduti da anni nei giardini sottostanti, con inferriate divelte, con erbacce esuberanti, sporcizia e tutto il resto.

L'assessore Morassut promette «concorsi internazionali di architettura» per provvedere, ma di tempo ce n'è stato parecchio per intervenire in modo da consegnare ai romani, insieme, una nuova Ara Pacis in una piazza se non rinnovata almeno risistemata.

L'amministrazione comunale ricorda la Recherche di Proust, un romanzo «à tiroirs», a cassetti: opera unica ma a compartimenti separati. Per la verità il Campidoglio ha avuto buone intenzioni: ha perfino istituito una commissione speciale per reinventare la piazza. Quando, presieduta dal prestigioso e leggermente onirico Leonardo Benevolo, ha indicato tanto per cominciare l'abbattimento totale dei palazzoni bianchi che la circondano, il Comune ha decretato la sua fine.

In attesa dell'eventuale bando di concorso, della scelta dei commissari, della conclusione delle procedure urge un'operazione di «pronto intervento» che non si limiti però a ripulire la piazza dall'immondizia o a ripristinare le ringhiere dei giardinetti. Il Campidoglio dispone di uffici adeguati ad agire se non altro in supplenza di un futuro Grande Progetto. Resta la dimostrazione dell'incapacità pratica, se non teorica, di agire in modo coordinato. È un po' come andare al matrimonio con la marsina, i jeans e le scarpe di gomma. Molto chic, ma solo per gli snob.

 

di Giuseppe Pullara
dal Corriere della sera del 28.08.05


ARA PACIS - Costi e modifiche è ancora polemica

La quarta perizia di variante sul cantiere dell'Ara Pacis del costo di 4 milioni di euro riaccende le polemiche sul progetto dell'architetto Richard Meier. Secondo il consigliere di An Marco Marsilio, il Comune arriverà a spendere 10 milioni di euro in più rispetto a quelli previsti nell'appalto assegnato nel 2000. Ma l'assessore all'Urbanistica Morassut si difende: «I costi sono stati approvati dalle autorità competenti».

Una nuova perizia di variante, la quarta, sul cantiere dell'Ara Pacis ed è ancora una volta polemica sui costi di realizzazione del complesso museale progettato da Richard Meier. La sua approvazione, denuncia il consigliere comunale di An Marco Marsilio, costerà al Comune di Roma 4 milioni di euro, vale a dire il 36 per cento dell'intero appalto. Dal 2000, anno di avvio dei lavori, l'aumento della spesa che il Campidoglio dovrà sostenere sarebbe, a detta dell'esponente di An, del 266 per cento. «Questa è solo l'ultima delle varianti e degli incrementi di spesa che hanno riguardato la realizzazione dell'Ara Pacis - spiega Marsilio - l'appalto affidato era di 5.940.063,84 euro. In cinque anni, l'incremento è stato però di quasi 10 milioni». Uno scandalo, secondo il consigliere dell'opposizione, che ricorda come anche all'interno dell'Ufficio per il centro storico c'è chi suona un campanello d'allarme. «L'enormità della spesa e l'oggettiva consistenza delle varianti - afferma Marsilio - è tale che lo stesso direttore è stato costretto a scrivere una relazione tecnica nella quale richiede una riflessione generale sulla situazione di questa opera pubblica in fase di realizzazione».

A difesa del progetto dell'architetto americano e della gestione dei costi dell'opera si erge l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut. «I costi finali - spiega - sono giustificati dalle modifiche dovute alle fondazioni, alle verifiche archeologiche e alle nuove normative di legge in materia. I conti sono stati approvati dall'Autorità di vigilanza sulle opere pubbliche e dal Provveditorato per i lavori pubblici del Lazio».

 

di N. Zac.
dal Corriere della sera del 26.08.05

 

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