Una mela nel cielo di Brooklyn

il nuovo progetto di Calatrava

L'architetto spagnolo disegna una funicolare sul fiume Hudson. Cabine trasparenti unite da tre supporti.

MADRID - Una funicolare molto più leggera di quelle convenzionali, con cabine trasparenti a forma di mela dalle quali si potrà osservare il panorama a 360 gradi. Santiago Calatrava non finisce di stupire New York: dopo il progetto per il nuovo terminal di trasporti del World Trade Center e il grattacielo formato da dodici cubi di vetro sovrapposti, che sorgerà nel Lower Manhattan, l'architetto spagnolo ha elaborato - e regalato all'amministrazione di Michael Bloomberg - il disegno di questa nuova struttura avveniristica, che collegherà Manhattan e Brooklyn con Governors Island.

La funicolare verrà costruita con tre soli supporti, nessuno dei quali sarà ancorato nelle acque del fiume Hudson, in modo da poter lasciare liberi i canali di navigazione. Le cabine saranno sospese a sessanta metri d´altezza, e il punto d'aggancio sarà sul tetto, così come avviene per quelle che si utilizzano sulle piste di sci. In ogni stazione, i cavi saranno retti da un'altissima asta (160 metri sul livello dell'acqua) inclinata sul fiume tipo una gru. Per costruire la nuova struttura ci vorrà più o meno un anno e mezzo, anche se la data d'inizio dei lavori non è stata ancora decisa. Il costo sarà di circa cento milioni di dollari.

L'idea chiave del disegno di Calatrava è di creare un sistema continuo tra Brooklyn (la stazione verrà installata alla fine di Atlantic Avenue) e Manhattan (terminal a Battery Park), con un solo punto di trasbordo nel punto nord di Governors Island, dove i passeggeri possono decidere di fermarsi (la speranza è di dare impulso al turismo nell'isola, la cui proprietà è stata trasferita due anni fa dal governo federale allo Stato e alla città di New York) o continuare verso la destinazione finale. Ogni segmento della nuova linea di trasporto sarà di quasi un chilometro di lunghezza.

Il progetto iniziale per la realizzazione di una funicolare era stato avviato dallo Studio Stv, che collabora con Calatrava nel disegno del nuovo terminal del World Trade Center. L'amministrazione Bloomberg ha poi chiesto all'architetto valenziano - al quale proprio in questi mesi il Metropolitan Museum dedica una mostra monografica - che si unisse alla fase di progettazione. La risposta è stata subito positiva ed entusiasta: due mesi di lavoro per realizzare 480 bozzetti, sei mappe, vari fotomontaggi e un grande plastico. Il disegno è piaciuto molto al sindaco repubblicano della «Grande Mela», che ha ringraziato pubblicamente Calatrava per il prezioso omaggio. «New York ora è la mia città, la mia casa», è stata la risposta.

«Perciò abbiamo fatto questo progetto in maniera disinteressata, perché vogliamo contribuire alla rivitalizzazione della città. E' un regalo alla città». E anche l'idea di prevedere, per la nuova struttura, cavi d'acciaio molto sottili, quasi invisibili alla vista, e legata alla volontà di alterare il meno possibile la celebre skyline di Manhattan, della quale è un grande ammiratore. «La sagoma dei grattacieli di Manhattan è, a mio parere, la più grande costruzione architettonica del XX secolo». 

 

di Alessandro Oppes
da La Repubblica del 17.02.06

 

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vedi anche:

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data pubblicazione: lunedì 27 febbraio 2006
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