Professionisti, il tirocinio diventa obbligatorio

rassegna stampa

Un tirocinio a tutto campo. CONSIGLIO DEI MINISTRI - Via libera del Governo al provvedimento che riforma l'accesso alle professioni. In molti casi la candidatura all'esame per entrare negli Albi è vincolata a un doppio titolo di studio. Varato il riordino dell'accesso agli Ordine e degli esami di stato: obbligatori almeno 6 mesi di pratica.

Estensione generalizzata del tirocinio di almeno sei mesi alle professioni che sin'ora non lo prevedevano; revisione degli esami di Stato e delle loro modalità di svolgimento, anche se per consulenti del lavoro e giornalisti la laurea non diventerà requisito obbligatorio ma affiancherà il tradizionale diploma superiore. Sono i punti principali del via libera definitivo del Consiglio dei Ministri allo schema di revisione del Dpr 328/2001, il provvedimento che ridisegna i percorsi formativi per l'accesso alle professioni e che, dopo i dubbi sollevati da Consiglio di Stato e Antitrust, era atteso a Palazzo Chigi proprio entro marzo. Soddisfatto il sottosegretario all'Istruzione, Maria Grazia Siliquini.

ROMA - Tirocinio "istituzionalizzato" - da sei mesi ad un anno - per tutte le professioni sin'ora "esonerate". Percorsi universitari rigidamente finalizzati a esami di Stato che modificano, in gran parte, la propria architettura e, in molti casi, anche le commissioni giudicanti. Agli informatici, poi, non sarà precluso a priori l'Albo degli ingegneri, mentre per giornalisti e consulenti del lavoro la laurea resta un binario parallelo al diploma.

Definitivo disco verde di Palazza chigi, ieri, al corposo pacchetto di interventi sul Dpr 328/2001, che codifica l'accesso agli Albi in funzioni delle classi di laurea introdotte dalla riforma universitaria del "3+2". Un provvedimento che sintetizza anche le osservazioni di Consiglio di Stato e Antitrust e che nel corso della legislatura è stato un punto d'orgoglio per il sottosegretario al Miur, Maria Grazia Siliquini. Che lo definisce "una scelta di qualità perchè i ragazzi diventino professionisti qualificati e con sempre maggiore cognizione di causa. Il tirocinio è certificato, più serio contro gli abusi, obbligatorio per tutte le professioni e potrà essere inserito nei percorsi universatari per non gravare sui tempi di accesso al mondo del lavoro".

Il tirocinio. L'obiettivo è fornire una preparazione professionalizzante con un tirocinio obbligatorio e semestrale per dottori agronomi e forestali, attuari, biologi, chimici, farmacisti, geologi, ingegneri, tecnologi alimentari, veterinari, statistici, geometri, agrotecnici, periti industriali e agrari, architetti e pianificatori paesaggisti. Per questi ultimi vale la possibilità di "alleggerire" la prova di esame con un secondo semestre di pratica. Fanno eccezione ingegneri, psicologi e consulenti del lavoro, la cui durata di pratica sarà annuale, mentre per gli assistenti sociali sono fissate 700 ore (sezione A) e 450 (elenco B). Il tirocinio potrà comunque essere svolto anche in contemporanea con gli studi universitari (ma solo in presenza di convenzioni tra Ordini e Università), tranne che per i veterinari, che avranno un tirocinio solo post laurea.

Percorso "binario". Recependo le censure del Consiglio di Stato, per diventare giornalisti, geometri, periti industriali, periti agrari, agrotecnici e consulenti del lavoro, permane l'accesso binario: oltre alla laurea triennale restano infatti in vigore i tradizionali percorsi con diploma superiore. Per Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia, "è un punto di partenza. L'obiettivo è la laurea come unico titolo per l'iscrizione nel Registro dei praticanti".

Informatici. Si aprono le porte degli albi anche per i vecchi informatici non ingegneri. I laureati in Scienze dell'Informazione e Informatica - secondo l'ordinamento universitario pre-riforma - potranno accedere all'esame di stato per l'iscrizione alla sezione A - settore informazione dell'Albo degli ingegneri (anche se la prova non sarà semplificata). (...)

Commissioni d'esame. Modificate la composizione delle commissioni e le modalità di svolgimento delle prove anche per dottori commercialisti ed esperti contabili. (...)

Le reazioni. Soddisfatti il presidente degli architetti (CNAPPC), Raffaele Sirica, per cui "il semestre di tirocinio ci mette in linea con l'Europa" e Pietro De Paola, presidente dei geologi, che lo ritiene "essenziale per inserire i ragazzi nella professione autonoma". Plaude al decreto anche Giovanni Donzelli (Azione Universitaria) secondo cui "il regolamento servirà proprio a contrastare gli attuali fenomeni di abuso e sfruttamento". Mentre Antonella Maizza, del "Movimento di Dpr 328/2001", contrario al provvedimento, rivendita trattamenti differenziati tra ingegneri del vecchio e del nuovo ordinamento: "Il Dpr 328/2001 - spiega - nasce sulle esigenze di raccordo del "3+2". Mentre aggraverà il percorso anche ai circa 50.000 iscritti alla vecchia e onerosa laurea in ingegneria". Almeno per quelli che non riusciranno a laurearsi entro l'ultima sessione di esami del 2006.

 

di Laura Cavestri
da Sole 24ore del 30.03.06


Albi, per l'accesso serve il tirocinio. Dal consiglio dei ministri l'ok definitivo alla riforma del Miur per l'iscrizione agli ordini professionali. Da sei mesi a un anno in studio prima di fare l'esame di stato.

La riforma dell'accesso agli ordini professionali e i relativi esami di stato taglia il traguardo. Il regolamento del Miur è stato approvato ieri in via definitiva dal consiglio dei ministri. Per partecipare all'esame di stato, utile per iscriversi all'albo, quindi, sarà necessario aver compiuto un periodo di pratica che va dai sei mesi a un anno. Con l'ampliamento delle classi di laurea, il tirocinio professionalizzante servirà a selezionare meglio i futuri professionisti. Per questo motivo il dpr del ministero riscrive le coordinate del praticantato. Che dovrà essere svolto in modo continuativo e sotto la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni. Ancora, potrà essere svolto in tutto o in parte durante gli studi attraverso le convenzioni che gli ordini stipuleranno con le università entro i limiti stabiliti dai ministeri dell'istruzione e della giustizia. Novità anche per gli esami di abilitazione. Che saranno svolti in maniera più trasparente e con regole più omogenee su tutto il territorio nazionale. Per il ministro dell'istruzione Letizia Moratti la riforma porterà "professionisti più qualificati a tutela degli interessi dei cittadini".  Mentre per il sottosegretario Maria Grazia Siliquini il dpr "potenzierà il raccordo tra formazione e lavoro". Vediamo meglio casa cambia.

Consulenti del lavoro. Gli aspiranti professionisti, oltre al percorso classico del diploma di maturità e un periodo di pratica in studio di due anni, potranno iscriversi all'esame anche con la laurea triennale (il regolamento contiene l'elenco delle classi riconosciute) e con un solo anno di tirocinio.

Architetti e ingegneri. Per le due categorie, il dpr definisce meglio la suddivisione dei settori, tracciandone in maniera precisa i confini. Più chiari, rispetto al passato, anche i contenuti delle prove da sostenere. Ampliate le classi di laurea che danno diritto all'esame di abilitazione. Per gli architetti il periodo di tirocinio sarà di sei mesi. Per gli ingegneri di un anno. Dopo i rilievi del Consiglio di Stato e dell'Antitrust, una soluzione è stata trovata anche per gli informatici e i laureati in scienze dell'informazione. I quali potranno partecipare all'esame di stato per l'iscrizione alla sezione A dell'albo.
(...)

Biologi, chimici, geologi, attuari, dottori agronomi e forestali. Per i chimici, in particolare, è stata allargata la base per l'accesso alla professione. Sono state, cioè, inserite nuovi classi di laurea che permettono la partecipazione all'esame di stato. Per tutte e cinque le categorie viene inserito il tirocinio di sei mesi.

Giornalisti. Per i giornalisti vale il doppio binario. Diploma di maturità più 18 mesi di pratica all'interno di una redazione, oppure laurea triennale accompagnata da un biennio di specializzazione che per il 50% dovrà essere costituito da attività pratica orientata alla professione giornalistica. Quest'ultimo titolo può essere sostituito da un master universitario biennale oppure da corsi biennali presso strutture accreditate.

Agrotecnici, periti industriali, periti agrari e geometri. Per queste quattro categorie, inizialmente si era preventivato innalzamento secco del titolo di studio. Dopo le censure del Consiglio di Stato, si è però ritornato al doppio binario già previsto dal dpr 328/01. Accesso con diploma o laurea e tirocinio di sei mesi.
(...)

 

di Ignazio Marino
da Italia Oggi del 30.03.06


Ordini professionali, riforma a metà. Il Consiglio dei ministri vara le nuove norme, ma non scioglie i nodi avanzati dall'Antitrust europeo. Tirocinio obbligatorio per tutti, ma restano le tariffe minime. Da sei a dodici mesi il percorso di prova sotto il controllo di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni.

ROMA - Una riforma a metà. Che disciplina e impone il tirocinio obbligatorio per l'accesso a un ordine professionale e ridisegna gli esami di stato. Quella varata ieri dal Consiglio dei ministri è una riforma che introduce nuove regole nel sistema dell'accesso alle professioni, ma non affronta i nodi che l'Antitrust e Bruxelles hanno più volte denunciato. La chiusura degli ordini, le tariffe minime, le lobby che difendono lo status quo. È semmai l'inizio di un percorso per avviare quella riforma delle professioni che Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust e i sindacati hanno chiesto venga varata nei primi cento giorni del prossimo esecutivo.

Varare le nuove norme era però un passaggio necessario, spiegano al ministero dell'Istruzione, perché con l'introduzione del 3+2 nei corsi di laurea e l'autonomia didattica degli atenei è venuto meno lo stretto raccordo tra percorsi formativi e sbocchi professionali. Molti giovani sono infatti già usciti dalle università con lauree triennali e specialistiche che attualmente non hanno però sbocchi nelle professioni.

Cuore della riforma è il tirocinio, requisito che diventa fondamentale per l'accesso alla professione. La sua disciplina è stata completamente rivista introducendolo anche dove non era previsto e assicurandogli nuove modalità di svolgimento. Si potrà fare presso una struttura pubblica o privata (ma accreditata dagli ordini professionali) e il suo svolgimento sarà sotto lo stretto controllo degli stessi ordini.

Il tirocinante sarà seguito da un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni, che tra l'altro verificherà il percorso formativo, qualora sia svolto durante gli studi. E a vigilare saranno anche gli ordini professionali. Un tirocinio dal quale si dovrebbe uscire con in mano gli strumenti della professione e che durerà sei mesi, un anno per gli ingegneri, gli psicologi (sez. A) e i consulenti del lavoro laureati. «La possibilità di svolgere il tirocinio anche in parte già nel percorso universitario - osservano al ministero - risponde all'esigenza di accrescere il livello di preparazione senza gravare sulla lunghezza del percorso, in modo da garantire un più rapido accesso al mondo del lavoro, in linea con le tendenza europee».

Rivoluzione anche per gli esami di Stato. Si terranno esclusivamente presso sedi universitarie e saranno anonimi. Infine è stata aggiornata la composizione delle commissioni: ne è prevista una sola per entrambi le sezioni degli albi, debitamente integrata con rappresentanti della sezione B, per le prove d'esame dei laureati triennali. E se la tabella di marcia verrà rispettata già dalla seconda sessione degli esami di Stato del 2006 vedrà la luce la nuova disciplina.

 

di Barbara Ardù
da La Repubblica del 30.03.06


Consiglio dei Ministri  - Professioni, sì alla riforma. Obbligo di tirocinio e tutor.

Il Consiglio dei Ministri approva, in via definitiva, dopo il via libera del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, la riforma dell’accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. Il provvedimento riguarda un milione e 800 mila professionisti iscritti agli albi, “numero - precisa Letizia Moratti - che è aumentato negli ultimi 10 anni del 30 per cento”.

Un aspetto fondamentale della riforma è il tirocinio - che prevede la supervisione di un tutor - introdotto d'ora in avanti per tutte le categorie professionali. Il tirocinio è posto sotto la gestione e la responsabilità degli Ordini (il tutor deve essere iscritto all’albo da almeno cinque anni) e la verifica del percorso formativo, qualora sia svolto durante il percorso di studi. Il tirocinio puuò essere svolto presso una struttura pubblica o privata, accreditata dagli Ordini. La riforma riguarda le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, consulente del lavoro, farmacista, geologo, giornalista, ingegnere, psicologo, statistico, tecnologo alimentare, veterinario, agrotecnico, geometra, perito agrario, perito industriale.

“Il sistema di accesso alle professioni — spiega Moratti - sarà selettivo ma più snello ed 'aperto' per le decine di migliaia di giovani che si affacciano ogni anno al mercato professionale”. La principale novità, oltre al tirocinio, riguarda l' elevazione del titolo di studio, prevedendo così almeno la laurea triennale, per giornalisti, consulenti del lavoro, geometri, periti agrari e industriali, agrotecnici. Per la categoria dei giornalisti si tratta di una vera rivoluzione: finora era l’unico albo al quale si poteva accedere, al limite, anche senza un titolo di scuola superiore.

“È un’innovazione significativa - commenta Ermanno Corsi, presidente dell’Ordine dei giornalisti - : già molto prima della riforma l’Ordine dei giornalisti, in sede di proposte di autoriforma, aveva individuato nella laurea (meglio se quadriennale) il titolo di studio necessario per essere iscritti all’elenco dei Professionisti”. Oltre alla laurea triennale, per affrontare l’esame da giornalista, occorre una laurea specialistica (magistrale) il cui percorso formativo biennale sia almeno per il 50 per cento costituito da attività pratica orientata alla professione di giornalista; oppure un master universitario biennale il cui percorso formativo sia disciplinato sulla base di convenzioni tra l’università e il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti; oppure, ancora, corsi biennali presso Istituti di formazione al giornalismo.

“La riforma è positiva - commenta Maurizio De Tilla, presidente della Consulta interprofessionale - anche perché nata da un confronto aperto”. Infatti per il varo della riforma è stato rafforzato il metodo del “dialogo progettuale” con gli Ordini professionali. La proposta è stata elaborata da una Commissione mista formata da rappresentanti dell’Università e dei professionisti. “L’impalcatura della riforma punta sulla qualità - afferma Luigi Vinci, presidente degli ingegneri partenopei - : e in questo senso non può che vedermi favorevole”. “Si mette ordine in un settore importante - dice Paolo Pisciotta, presidente degli architetti napoletani - : ora c’è più spazio per qualità e competitività”.

 

di Giovanni Capozzi
da Il Denaro del 30.03.06


Ordini professionali, sì definitivo al decreto che rende obbligatori la laurea e il tirocinio

ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva la riforma dell’accesso agli ordini professionali. È il provvedimento che rende obbligatoria una laurea e un periodo di tirocinio per chiunque voglia essere ammesso a un albo. Trattandosi di un dpr (decreto del presidente della Repubblica), il testo non ha avuto bisogno di un’approvazione parlamentare: nei giorni scorsi è arrivato il via libera del Consiglio di Stato, e ieri i ministri hanno dato l’ultimo sì. Le nuove regole potrebbero essere applicate già in occasione della seconda sessione degli esami di Stato di quest’anno. La legge comunque prevede una serie di norme transitorie per «garantire le aspettative dei giovani già in procinto di accedere alle professioni», recita il comunicato del ministero dell’Istruzione.

Il decreto estende le norme che regolano l’esame di Stato anche alle professioni per le quali non era previsto: statistici, tecnologi alimentari, dottori commercialisti ed esperti contabili, odontoiatri. Gli esami dovranno svolgersi all’interno di sedi universitarie, e il ministero potrà inviare un proprio rappresentante per verificarne la regolarità formale. Le professioni avranno un doppio albo: quello B per chi ha solo la laurea triennale, quello A per chi ha la laurea magistrale (in alcuni casi anche la specializzazione).

Il decreto non tocca l’ordine degli avvocati, la cui riforma è stata rinviata.

 

da Il Messaggero del 30.03.06


Professionisti, il tirocinio diventa obbligatorio

Dopo la riforma universitaria, scatta quella dell’accesso alle professioni. Per diventare architetto, o giornalista, ingegnere, o farmacista, servirà un tirocinio. Sarà certificato da Ordini e atenei. Potrà infatti essere inserito durante il percorso di studi universitari. Cambieranno anche gli esami (dove verrà introdotto l’anonimato) e le commissioni esaminatrici. Il disco verde del Consiglio dei ministri è definitivo. Per entrare in vigore saranno necessari la registrazione e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Considerato il tempo necessario per gli adempimenti è prevedibile quindi che il nuovo sistema si potrà applicare a partire dalla seconda sessione di esami del 2006. Da un punto di vista numerico, sono 868.351 i professionisti interessati, su un totale di un milione e 800mila iscritti agli albi. Ma, in realtà, le nuove norme riguardano la maggior parte delle categorie professionali. Tra gli esclusi vi è infatti un albo numerosissimo, quello degli avvocati. La principale novità riguarda, dunque, i requisiti per l’accesso all’esame di Stato. Il tirocinio diventa fondamentale. È stato introdotto nei casi in cui prima non era previsto e sarà gestito dagli ordini. Al ministero della Pubblica istruzione spiegano che dovrà essere «effettivamente professionalizzante». Si potrà svolgere presso strutture pubbliche o private accreditate dagli ordini. Avrà una durata di un anno per gli ingegneri, gli psicologi (sezione A) e i consulenti del lavoro. Sarà di sei mesi, invece, per le altre professioni. Ma, in base ad accordi stipulati tra ordini e ministero, si potrà effettuare durante il percorso degli studi universitari. Cambieranno, poi, gli esami. Si svolgeranno nelle sedi degli atenei e il ministero potrà inviare un proprio rappresentante per verificarne la regolarità. In particolare, per i giornalisti è previsto un percorso parallelo all’attuale praticantato di 18 mesi. Potrà partecipare all’esame di Stato anche chi è in possesso di una laurea triennale, insieme con una laurea specialistica (magistrale) il cui percorso formativo biennale sia almeno per il 50% costituito da attività pratica orientata alla professione di giornalista, o un master universitario biennale, o corsi biennali presso istituti di formazione al giornalismo. Soddisfatti della riforma, sia il presidente delle casse previdenziali, Maurizio De Tilla, sia Marco Politi, presidente della commissione giuridica dell’ordine dei giornalisti. Mentre il sottosegretario all’Istruzione, Maria Grazia Siliquini, fa notare che «è stata superata l’assurda competenza concorrente Stato-Regioni». Ora, c’è l’esclusiva competenza statale.

 

di Cinzia Peluso
da Il Mattino del 30.03.06


ALBI E ORDINI. Professioni, cambiano le regole. Rivoluzionato il tirocinio. Introdotta la figura del tutor. Il Consiglio dei ministri approva le nuove norme di accesso.

Roma. Cambia la normativa che regola l’accesso agli ordini professionali: novità sono state approvate ieri dal consiglio dei ministri che ha dato il via alla riforma dell’accesso alle professioni e degli esami di Stato. Tutte le novità introdotte, rese necessarie raccordare meglio l’idoneità all’esercizio delle professioni, ruotano attorno alla revisione dei tirocini: i giovani che vorranno essere inseriti in uno dei 16 albi professionali italiani dovranno svolgere il praticantato in una struttura pubblica o privata accreditata e posta sotto la gestione degli stessi Ordini.

Gli aspiranti professionisti saranno supervisionati da un tutor, iscritto all’albo da almeno 5 anni. La riforma prevede il coinvolgimento del consiglio dell’ordine territoriale che verificherà lo svolgimento del tirocinio, anche tramite resoconti o colloqui con il tirocinante. L’addestramento, per la maggior parte degli ordini durerà 6 mesi: 1 anno per ingegneri e psicologi sezione A dell’Albo e consulenti del lavoro laureati e potrà essere svolto anche durante il corso di studi universitari.

«Abbiamo anche modificato le obsolete modalità di svolgimento degli esami di Stato», ha spiegato Maria Grazia Siliquini, An, sottosegretario al Miur, ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca, «che saranno più trasparenti e omogenee sul territorio nazionale. Anche le prove si svolgeranno con una più efficiente e moderna composizione delle attuali anacronistiche commissioni esaminatrici, introducendo il regime di anonimato e, ove necessario, sarà consentito l’uso delle moderne tecnologie»,

Il provvedimento riguarda una lunga lista di professioni: agronomo, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, commercialista (solo per gli esami di Stato), consulente del lavoro, farmacista, geologo, geometra, giornalista, ingegnere, perito agrario, perito industriale, psicologo, statistico, tecnologo alimentare e veterinario.

«Sono ormai più di un milione e 800mila i professionisti iscritti agli albi», ha spiegato il ministro Letizia Moratti, «un numero che è andato crescendo, negli ultimi 10 anni, con un incremento del 30 per cento (da 1.399.338 nel 1995 a 1.827.279 nel 2005). Dunque, abbiamo voluto focalizzare l’attenzione del governo sulla riforma del sistema di accesso agli ordini professionali per dare un contributo all’ammodernamento del sistema ordinistico, guardando soprattutto al futuro dei nostri giovani e alla tutela degli interessi dei cittadini, che beneficeranno di professionisti più qualificati».

Per alcune professioni è richiesto un doppio requisito formativo: alla laurea specialistica si dovrà abbinare una specifica laurea triennale «al fine di assicurare un percorso omogeneo e quanto più coerente con la successiva attività professionale». Gli esami per l’accesso agli albi si terranno esclusivamente in sedi universitarie e saranno tenuti da commissioni esaminatrici rinnovate. La nuova normativa potrebbe essere attuata dalla seconda sessione degli esami di Stato 2006.

 

da L'Arena del 30.03.06


Accesso professioni, si cambia. Novità anche per l'accesso agli esami di Stato. Sarà attiva già a partire da quest'anno. Palazzo Chigi vara la riforma: era necessaria e condivisa Tirocinio previsto in tutte le categorie e con nuovi svolgimenti.

ROMA - Una riforma «necessaria» e «condivisa» quella varata ieri dal Consiglio dei ministri per introdurre nuove regole nel sistema dell'accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. Necessaria perchè - spiegano al ministero dell'Istruzione - con l'introduzione del «3+2» e l'autonomia didattica degli Atenei è venuto meno lo stretto raccordo tra percorsi formativi e sbocchi professionali; condivisa perchè la proposta è stata elaborata da una Commissione mista formata da rappresentanti dell'Università e dei professionisti.

IL TIROCINIO - Il tirocinio è requisito fondamentale per l'accesso alle professioni. La sua disciplina è stata completamente rivista introducendolo anche laddove non era previsto; assicurando nuove modalità di svolgimento «che ne garantiscano la serietà, la continuità, il carattere effettivamente professionalizzante»; aprendo alla possibilità di svolgerlo presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli Ordini; ponendolo sotto la gestione e la responsabilità degli Ordini (attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo da almeno cinque anni) e prevedendo la verifica del percorso formativo, qualora sia svolto durante gli studi. Il professionista presso il quale il tirocinio viene svolto vigila sull'attività del tirocinante per verificare che questa sia effettivamente mirata all'apprendimento delle tecniche professionali e all'acquisizione di esperienza. Il consiglio dell'ordine territoriale verifica l'effettivo svolgimento del tirocinio, anche tramite resoconti del tirocinante o colloqui con questi. Quanto alla durata di questo periodo di addestramento, per la maggior parte degli ordini sarà di 6 mesi: 1 anno per gli ingegneri, gli psicologi sez.A dell'Albo e i consulenti del lavoro laureati tenendo conto della possibilità di espletarlo anche durante il corso di studi universitari, sulla base di accordi stipulati fra ordini e Università. «La possibilità di svolgere il tirocinio anche in parte già nel percorso universitario - osservano a viale Trastevere - risponde all'esigenza di accrescere il livello di preparazione, senza gravare sulla lunghezza del percorso». In alcuni casi, è stato anche previsto un doppio requisito formativo per l'accesso alla sezione A degli Albi, ovvero, oltre alla laurea specialistica (ora magistrale ) una specifica laurea triennale al fine di assicurare un percorso omogeneo e quanto più coerente con la successiva attività professionale. Una scelta che consente, ad esempio, a un laureato in Lettere di prendere la Laurea Magistrale in Ingegneria.

ESAMI - Si è adeguata la disciplina degli esami di Stato (commissioni di esame e svolgimento delle prove). Sono state estese le norme che regolano gli esami di Stato a molte professioni come quelle di statistico; tecnologo alimentare; dottore commercialista ed esperto contabile, odontoiatra. Riguardo alle modalità di svolgimento delle prove, che si terranno esclusivamente presso sedi universitarie, è stato introdotto l'anonimato, consentendo, se necessario, l'uso delle moderne tecnologie. E' infine stata aggiornata la composizione delle commissioni esaminatrici. In particolare, è stata prevista una sola commissione esaminatrice per entrambi le sezioni degli albi, debitamente integrata con rappresentanti della sezione B, per le prove d'esame dei laureati triennali.

TEMPI DI ATTUAZIONE - Se i tempi saranno rispettati, già dalla seconda sessione degli esami di Stato del 2006 sarà adottata la nuova disciplina. Sono state comunque inserite nel provvedimento norme transitorie per garantire le aspettative dei giovani già in procinto di accedere alle professioni.

 

da La Gazzetta del Mezzogiorno del 30.03.06


Professioni, tutto da rifare. Via alla riforma. Novità per l’accesso e gli esami di Stato. Il tirocinio (6-12 mesi) è il requisito fondamentale.

ROMA — Una riforma «necessaria» e «condivisa» quella varata oggi dal consiglio dei ministri per introdurre nuove regole nel sistema dell'accesso alle professioni e dei relativi esami di Stato. Necessaria perchè — spiegano al ministero dell'Istruzione — con l'introduzione del '3+2' e l'autonomia didattica degli Atenei è venuto meno lo stretto raccordo tra percorsi formativi e sbocchi professionali e pertanto era necessaria una verifica più seria dell'idoneità a esercitare una professione; condivisa perchè la proposta è stata elaborata da una Commissione mista formata da rappresentanti dell'Università e dei professionisti. Il tirocinio è requisito fondamentale per l'accesso alle professioni. La sua disciplina è stata rivista introducendolo anche laddove non era previsto; assicurando nuove modalità di svolgimento «che ne garantiscano la serietà, la continuità»; aprendo alla possibilità di svolgerlo presso una struttura pubblica o privata accreditata dagli Ordini; ponendolo sotto la gestione e la responsabilità degli Ordini (attraverso la supervisione di un tutor iscritto all'albo) e prevedendo la verifica del percorso formativo, qualora sia svolto durante gli studi. Il professionista presso il quale il tirocinio viene svolto vigila sull'attività del tirocinante per verificare che questa sia effettivamente mirata all'apprendimento delle tecniche professionali e all'acquisizione di esperienza. Il consiglio dell'ordine territoriale verifica l'effettivo svolgimento del tirocinio, anche tramite resoconti del tirocinante o colloqui con questi. Quanto alla durata di questo periodo di addestramento, per la maggior parte degli ordini sarà di 6 mesi: 1 anno per gli ingegneri, gli psicologi.

 

da La Provincia del 30.03.06

 

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vedi anche:

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data pubblicazione: venerdì 31 marzo 2006
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