Di Pietro e l'Architettura

In GU la modifica del Codice degli Appalti

DI PIETRO E L’ARCHITETTURA
In GU la modifica del Codice degli Appalti

 

Il primo decreto (DLgs 26.1.2007 n.6) correttivo del Codice degli appalti è stato pubblicato sulla GU del 31 gennaio. Ricordiamo che a giugno 2006, appena formato il nuovo Governo, il ministro Di Pietro affermò l’intenzione di modificare diverse parti del Codice (DLgs 163/2006) entrato in vigore il 1° luglio 2006. Infatti fu emanato immediatamente un DL che sospese, fino al 1.2.2007,  l’entrata in vigore di alcuni articoli, fra i quali l’art.53 che ampliava senza limiti il sistema di appaltare alle imprese la progettazione insieme alla esecuzione dei lavori. 

Affermai in quella occasione che il rinvio del famigerato art.53 dava al Ministro il tempo per proporre al Parlamento un nuovo testo che restituisse alla pubblica amministrazione e agli architetti il diritto-dovere di elaborare i progetti nella loro interezza, dal preliminare all’esecutivo. La proposta di modifica fu subito approntata dal Ministero e trasmessa al Parlamento. Ma purtroppo si limitava ad alcune correzioni al Codice, per lo più marginali, senza proporre nulla sull’art.53.  Molti pensarono che il Ministro avesse lasciato che la modifica venisse fuori dai lavori delle commissioni parlamentari.  Ma, a sei mesi dal decreto di proroga, il tempo è scaduto senza che la modifica venisse neppure formulata. Così che non è restato altro che prorogare l’entrata in vigore dell’art.53 di altri sei mesi, fino al 1° agosto 2007.

Nel frattempo il dibattito su questo problema è quasi del tutto mancato. Non se ne è parlato in sede politica. Se ne è parlato poco tra i tecnici, più che altro solo su questo sito web dell’Ordine di Roma. Abbiamo avuto la conferma che la qualità dell’architettura non è un problema. In Italia.

Incredibilmente, tutti accettano che i progetti vengano elaborati dalle stesse imprese che poi li devono realizzare: dove è il problema? Da un lato, la pubblica amministrazione non rinuncerebbe al suo diritto di committente perché, si afferma, in ogni caso ad essa spetta di approvare il progetto fatto dall’impresa. Dall’altro lato, i progettisti comunque sarebbero impiegati per fare i progetti: molte imprese hanno uffici tecnici con tanti geometri e disegnatori. Un architetto o ingegnere disposto a coordinare e a firmare il progetto non mancherà.

Nell’inverno 2006 il Consiglio nazionale architetti (+ ppc) ha detto flebilmente di essere preoccupato “circa le notizie di stampa, recentemente apparse, sulla possibile entrata in vigore di una nuova disciplina dell’appalto-integrato generalizzato” . Come se non sapesse che la norma è contenuta nell’art.53 del Codice degli appalti approvato dal precedente Governo nel marzo 2006, con il tacito assenso dello stesso CNA. 

Come al solito, solo l’Ordine architetti di Roma è intervenuto in maniera visibile per sostenere le ragioni dell’architettura. Ha proposto addirittura che le norme sulla progettazione vengano escluse dal Codice degli appalti. Per essere inserite in una legge apposita sulla progettazione degli interventi sia pubblici che privati. 

Il Ministro Di Pietro, rispondendo ad un iscritto all’Ordine di Roma, ha assicurato che l’art.53 verrà modificato. Speriamo che lo sarà nel senso del rispetto dell’architettura.

 

di Enrico Milone, architetto
del 05.02.07

 

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  • DECRETO LEGISLATIVO 26 gennaio 2007, n.6 
    Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62 (Legge comunitaria 2004). (GU n. 25 del 31-1-2007)
    [fonte: gazzettaufficiale.it] 

 

  • ERRATA-CORRIGE 
    Comunicato relativo al decreto legislativo 26 gennaio 2007, n. 6, recante: «Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, a norma dell'articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62. (Legge comunitaria 2004).». (Decreto legislativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 25 del 31 gennaio 2007). (GU n. 26 del 1-2-2007)
    [fonte: gazzettaufficiale.it] 

 


 

Commenti

06/02/2007 10:06: codice appalti
A mio modesto parere non dobbiamo meravigliarci più di tanto. Da un ministro che proviene da tutt'altro ambito e che non ha le competenze adeguate a migliorare le situazioni attuali e la legislazione vigente in questo caso peggiora le cose e fa solo danni e quelli che ci rimettono sono i professionisti seri e la buona progettazione architettonica che da sempre in Italia ha le sue eccellenze ma sempre più demotivate da politici biechi e incompetenti. La colpa poi è sempre nostra che li votiamo.
architetto gustavo grassi

06/02/2007 10:19: senza vera rappresentanza
Io credo che che il problema non sia il "rispetto dell'architettura" ma ancor prima, il rispetto di tanti lavoratori, uomini e donne i cui interessi non sono tutelati da potenti sindacati o associazioni confindustriali, con cui il potere di turno stipula compromessi. Le promesse e le assicurazioni del politico di turno valgono per quello che sono, e per quello che in questi mesi non ha fatto. Governo dopo governo, continuiamo ad essere scippati del nostro lavoro, del nostro mestiere. Senza una vera rappresentanza, semplicemente non esistiamo.
Clemente Baccarini

27/03/2007 20:09: professionisti e impresa
E' di certo un problema! Infatti le imprese stanno sicuramente crescendo dal punto di vista dell'organizzazione del progetto; resta da vedere che ruolo si vuole attribuire al progettista. Ho la sensazione che comunque, l'integrazione con l'impresa, possa essere una opportunità per gli architetti, ma anche una condizione un pò limitante per il libero professionista. Speriamo in Di Pietro..... cordiali saluti.
arch. Domenico d'Amico

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data pubblicazione: lunedì 5 febbraio 2007
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