Vittoriano, spunta l'ascensore

Inaugurato il 31 maggio - rassegna stampa

Due ascensori verso l'Olimpo - Vittoriano, ecco i nuovi ascensori. Nell'Urbe 2007, guardando il Soratte dai Fori. Due ascensori panoramici che salgono fino alla Terrazza delle Quadrighe sono stati inaugurati ieri al Vittoriano, insieme con la mostra sul «lavoro che cambia», dal presidente Napolitano, dal ministro Rutelli e dal sindaco Veltroni.

Guarda laggiù l'alto Soratte, coperto di neve. Chissà dov'era Orazio quando indicava quella cresta lontana, nella campagna a Nord di Roma, oggi perforata da cunicoli bellici lunghi chilometri. Questa vecchissima città compie un altro piccolo passo nella sua faticosa conquista della Modernità facendo vedere la sua montagna più alta dai Fori. Sì, dal centro del suo centro storico, anche se lo sguardo non si slancia nel vuoto dall'area archeologica ma dalla terrazza più alta del Vittoriano, costruito quasi cent'anni fa proprio su una parte dei Fori imperiali.

Di là il Soratte, di qua i Colli Albani. Il monte Gennaro e, all'opposto, il profilo brillante del mare. L'ascesa al cielo costa solo sette euro e un viaggio di 40 metri che corre su 34 secondi. E' tanto, se si conta la moneta, è poco se si guarda al tempo speso per cambiare il modo di vedere il mondo. Sopra non ci sono che le due gigantesche quadrighe di bronzo, retoriche ma bellissime. E sotto c'è tutto il resto. Se poi si arriva alla terrazza in una giornata di sole ed a mezzogiorno, quando le campane dell'Ara Coeli spezzano il silenzio, ci si può fare un'idea di come gli Dei guardano gli uomini (e le donne, e il teatro dove recitano). Traffico, rumori, paure ma anche speranze: niente.

Dall'Olimpo costruito ai primi del Novecento si vede Roma nello sviluppo del Tempo, dove insieme c'è il presente e il passato e, senza che ce ne accorgiamo, anche il futuro.

La città dei ventisette secoli (ce ne sono di più vecchie) si mostra tutta insieme, dagli umili resti di un'epoca orgogliosa alle tracotanti insegne di una realtà vile come possono essere il vacuo cilindro del gazometro o il campanile delle teletrasmissioni. La torretta dell'Osservatorio del Collegio Romano pare estratta da una tela di De Chirico, un simbolo senza funzioni. Filano sulle ali degli uccellacci tiberini che fanno la ronda attorno alla Quadriga le meditazioni sulla grandezza di una città che era il centro del mondo ed ora combatte la sua battaglia quotidiana per restare tra le grandi capitali europee e non scivolare tra le sorelle del Mediterraneo.

Un ascensore di cristallo può bastare, per oggi, a vincere questo snervante continuo confronto? Entrando nella cabina viene in mente l'elevator della Morgan Library, a New York, e già questo è un incasso. Per come è sistemato sul dorso del Vittoriano il condotto vetro e acciaio che contiene il doppio stantuffo, si pensa alla facciata del museo Reina Sofia, a Madrid. Questo salire al cielo, con l'aspettativa di vedere laggiù la Terra rotonda ricorda il lift delle Sears Tower di Chicago, tra le più alte del mondo. Per oggi l'ascensore voluto dal presidente Ciampi per dare ai romani lo sguardo (e la malinconia) degli Dei riesce a farci credere di essere con i Primi, evitando compagnie di second'oridine. Certo, la presenza di un ministro della Cultura e del Presidente della Repubblica per tagliare il nastro di un elevator sembra esagerata: dà quasi la sensazione di vivere, nonostante tutto, piuttosto sulle sponde dell'ex Mare Nostrum che non sulle coste atlantiche. Ma forse anche Elisabetta II ha tagliato il nastro di un lift.

Ciò che veramente sigilla in una dimensione moderna e avanzata il nuovo etereo attributo del Vittoriano è la filosofia che ha accompagnato la sua realizzazione: il cilindro ascensionale è considerato «un'addizione estranea al monumento» e pertanto si tratta di qualcosa dotato di «reversibilità totale». In parole povere: quando, un domani, qualcuno decidesse di togliere gli ascensori che portano al cielo, ecco si potrà farlo presto e senza rovinare il «botticino» del monumento alla Patria. Questo mettere in campo un cambiamento di rotta, una scelta opposta, pensare a togliere dopo aver messo («Less is More» diceva l'architetto modernista Ludwig Mies Van Der Rohe), insomma, la possibilità di auto-smentita è veramente segno di appartenere al Contemporaneo, l'Era del Dubbio. Tutto ciò, assieme alle forme essenziali, alla funzionalità e allo stesso scopo del nuovo manufatto è la prova che Roma si salda, con un semplice ascensore, al gruppo delle Grandi Capitali, seppure per un giorno.

Dalla terrazza sospesa tra Terra e cielo, tuttavia, ciò che appare sotto testimonia un ben diverso assunto da parte delle generazioni che hanno edificato la città. Prima e dopo il Pantheon si è costruito senza riserve mentali, senza incertezze, senza dubbi. Anzi, con una sicurezza che spesso è arrivata all'arroganza. Nessuno mai ha voluto distruggere ciò che aveva fatto, semmai ha sovrapposto la propria idea ad una precedente. Ed è così che, un secolo dopo l'altro, si è composta questa città che descrive il decorso del Tempo come nessun'altra e che, vista dall'alto, non teme il paragone con i grandi centri urbani del mondo. Con l'ascensore dubitativo, allineata per un giorno alle grandi capitali moderne, Roma si prepara al futuro con spirito nuovo. Quasi rivoluzionario.

 

di Giuseppe Pullara
dal Corriere della sera del 01.06.07


Il Vittoriano con vista su Roma inaugurati gli ascensori di vetro

ROMA - Tornano accessibili, dopo quasi cento anni, le terrazze più alte del Vittoriano, il monumento che si trascina molte discussioni fin dal momento della sua inaugurazione, avvenuta nel 1911 in occasione del cinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. Alle terrazze ora si potrà salire anche con due ascensori costruiti in vetro e acciaio, alti quaranta metri e staccati dall'edificio. Gli ascensori sono stati inaugurati ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e dal ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli. Insieme a loro anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni. «Così si corona il sogno del progettista Giuseppe Sacconi», ha commentato il ministro.

La nuova struttura è stata progettata dall'architetto Paolo Rocchi. Gli ascensori possono portare ad ogni carico 12 persone e il biglietto costa 7 euro (ma chi vorrà potrà salire sulle terrazze anche con le scale). «Giuseppe Sacconi immaginava le terrazze del Vittoriano piene di gente a godersi il panorama di Roma», ha aggiunto Rutelli. «Oggi coroniamo il sogno di offrire al pubblico una terrazza sulla città, che è una terrazza sul mondo».

Gli ascensori sono stati realizzati in cristallo trasparente e dovrebbero essere smontabili. Con una struttura completamente autoportante e staccata dal monumento, permettono di raggiungere la terrazza delle Quadrighe che si trova all'altezza di 81 metri. Da qui si può ammirare Roma comprendendo le cupole barocche del centro storico e arrivando all'architettura moderna dell'Eur, per spingersi fino alla collina di Monte Mario ed ai Castelli Romani. «Spero che non mi venga additato un conflitto d'interesse visto che mio nonno, Mario Rutelli, ha realizzato la quarta Vittoria Alata della Quadriga, con a sinistra un ramo d'ulivo ed a destra un ramo di quercia: all'epoca non era ancora in essere la simbologia floreale del centro sinistra», ha detto ancora Rutelli.

Il costo dell'opera ammonta a un milione centocinquantamila euro compresi i piccoli interventi di restauro alla prima terrazza, mentre è pari a dieci milioni di euro il costo complessivo degli interventi che interesseranno il Complesso del Vittoriano con «la messa in sicurezza, la pulitura del marmo esterno, la creazione di sale per mostre e allestimenti ed il collegamento interno con la stazione della metro C qualora si faccia anche a Piazza Venezia», ha spiegato l'architetto Rocchi.


Vittoriano, su con l'ascensore da oggi le terrazze con vista. Napolitano: "Il belvedere più bello del mondo". Un biglietto di sette euro per 35 secondi sui cabinati ipertecnologici aperti dalle 9,30 alle 19,30. Ma il venerdì e il sabato viaggi fino alle 23,30. Chi vuole risparmiare può arrivare in cima salendo la scalinata del Milite ignoto. Per le nuove strutture 10 pilastri d'acciaio che portano 720 persone ogni ora.

Prima mezzo minuto con il fiato sospeso scalando il Vittoriano chiusi con altre 11 persone nell'ascensore di cristallo piazzato alle spalle del monumento al Milite ignoto. Poi, il paesaggio mozzafiato che si può ammirare solo dalla terrazza delle Quadrighe, il belvedere più alto e ampio sulla Città Eterna. Ieri Giorgio Napolitano ha inaugurato la prima corsa dei due ascensori («un'innovazione che apprezzo moltissimo» ha detto il presidente della Repubblica) che, ha rivelato il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, nel 2002 volle Carlo Azeglio Ciampi durante il suo settennato al Quirinale. E da stamattina sarà possibile mettersi in fila per salire, alla fine di una corsa di 35 secondi per 40 metri d'altezza, sulla terrazza dove diorami aiutano a orientarsi tra cupole e colli; e 4 cannocchiali permettono di scrutare la città fino al mare, dall'alto di 80 metri.

Il costo di ascensione (e discesa) è di 7 euro (gratis sotto i 10 anni, 3,50 per under 18 e over 65). Dalle 9,30 alle 19,30, ma venerdì e sabato fino alle 23.30. Chi ha buone gambe può scegliere però i gratuiti 196 gradini della scala interna. L'importante è arrivare sulla terrazza del Caffè che si trova al livello del colonnato: dove si giunge sia dalla scalinata centrale, sia dall'ingresso laterale destro (quello che porta al Museo del Risorgimento, servito peraltro dall´antico ascensore da 8 persone a volta) sia dal Campidoglio, percorrendo la scala di papa Sisto. Giunti alla base dell'ascensore - 10 pilasti di acciaio e due cabine capaci di portare 720 persone l'ora, per un massimo di 2500 al giorno - si paga il biglietto e si sale in cima.

Progettata dall'architetto Paolo Rocchi e costata 1.155mila euro, la struttura in acciaio e cristallo è semicilindrica: ripete la curva dell'emiciclo. La linea è arrotondata e la forma leggera. Soprattutto, separata dal monumento. «Reversibilità totale» ha sottolineato ieri il direttore regionale dei Beni culturali, Luciano Marchetti, per parare, preventivamente, le polemiche circa l'impatto della struttura sull'edificio di Giuseppe Sacconi inaugurato nel 1911: «L'ascensore è staccato dal monumento, come anche la passerella che conduce sulla terrazza, e il traliccio indipendente ha proprie fondamenta» ha assicurato l'ingegnere. Ora ci sono altri 8 milioni e mezzo per i lavori di pulitura, consolidamento e messa a punto di nuove sale. «Intanto va avanti il monitoraggio dell'edificio, dopo che una nuova lesione s'è verificata nella parte bassa» spiega l'architetto Rocchi. Che aggiunge: «Abbiamo in programma anche un collegamento interno, diretto, con la fermata della metro C di piazza Venezia, sempre che alla fine si trovi il modo di realizzare l'uscita della stazione ...».

 

La visita - L'inaugurazione con il sindaco Veltroni e il ministro Rutelli. Napolitano: "È il belvedere più bello del mondo"

«Così si corona il sogno dell'architetto Sacconi, che in un disegno del suo Vittoriano aveva immaginato la terrazza delle quadrighe gremita di persone» ha detto il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli inaugurando ieri gli ascensori che da oggi porteranno 2500 persone al giorno «sul belvedere più bello del mondo». E il capo dello Stato, Giorgio Napolitano: «L'idea che ci troviamo in uno dei punti più straordinari del mondo mi è suggerita da ogni occasione di incontro, e anche da quelli più recenti con i presidenti dell'Europa centrale e meridionale». Il sindaco Walter Veltroni, salendo in cima all'Altare della Patria, ha definito «sobri, eleganti, amovibili e lievi» gli ascensori. «Penso che molti turisti - ha aggiunto - avranno voglia di vivere questa esperienza che si aggiunge alle altre che Roma offre». Ossia «l'immutabilità nel tempo e nello stesso tempo l'innovazione. Uno spettacolo molto affascinante».

La terrazza, si augurano gli organizzatori, da oggi sarà gremita come successe solo due volte, ha ricordato il direttore del Vittoriano, Alessandro Nicosia: «Nel 1921 quando fu portata la salma del Milite ignoto e nel 1927 all'inaugurazione delle due quadrighe in bronzo». E la visita alla "Patria di marmo" consente di guardare meglio anche la "Vittoria alata" di Mario Rutelli. «L'ha realizzata mio nonno: tiene nella mano sinistra un ramo d'ulivo mentre in quella destra un ramo di quercia. Vi assicuro che all'epoca non era in auge, come oggi, la simbologia floreale del centrosinistra» ha detto scherzando il vicepremier. Che molto seriamente ha invece sottolineato, inaugurandola, il valore della mostra (dipinti, disegni, foto ma anche oggetti e testimonianze documentarie) "Il lavoro che cambia: mestieri tra identità e futuro". L'esposizione nella Sala gipsoteca - fino al 14 ottobre, ingresso gratuito dal lato dell'Aracoeli - rientra nel progetto nato nel 2004 "Le radici della nazione", che si svilupperà attraverso una serie di eventi (5 mostre monografiche) fino al 2011.

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 01.06.07


Dal cielo del Vittoriano una Roma mai vista. Da ammirare. Dall’alto del Vittoriano Roma mai vista così. Napolitano e Rutelli inaugurano l’ascensore che porta alle Quadrighe.

Da oggi Roma può aggiungere ai suoi tanti primati quello della balconata più bella del mondo. E’ il commento dell’ospite doc che ieri, sigillando con la sua presenza l’evento, l’ha inaugurata: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Da quale altro posto ci si può affacciare su un panorama mozzafiato come quello che si gode dalla terrazza incorniciata dalle due enormi quadrighe di bronzo che coronano la cima del Vittoriano.

Un luogo al quale romani e turisti non hanno praticamente avuto mai accesso. Il tabù e finalmente caduto. E ora questa stupenda passerella sospesa a più di 70 metri di altezza, a destra la spianata dei Fori a sinistra i tetti e le cupole del centro, puà essere raggiunta comodamente da tutti. In ascensore. Basterà arrampicarsi fino alla terrazza mediana, percorrendo gli scaloni interni del monumento e il museo del Risorgimento, o attraverso il convento che dà su piazza del Campidoglio. Pagare il biglietto: 7 euro. E poi mettersi in coda. Con molta pazienza, almeno i primi giorni: perché la relativa capienza delle cabine dei due nuovi ascensori ad ampie vetrate non consente di accogliere più di 2500 persone al giorno, nonostante gli orari molto ampi e senza soste (9.30-19.30 dal lunedì al giovedì, fino alle 23,30 il venerdì e il sabato, fino alle 20.30 la domenica).

La realizzazione degli ascensori, un gioiellino tecnologico ingabbiato in un binario di acciaio che supera il dislivello senza addossarsi ai marmi della facciata, è il regalo che la soprintendenza ha consegnato alla città per le celebrazioni del 2 giugno, chiudendo con un milione di euro di spesa e un anno di lavoro, un percorso iniziato 4 anni fa su incalzante richiesta dell’allora capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi, promotore del rilancio del Vittoriano, dopo una visita privata alla terrazza delle Quadrighe, durante la quale rimase intrappolato in un vecchio montacarichi vecchio di oltre cent’anni, che serve l’istituto italiano del Risorgimento.

A battezzarne il varo una cerimonia di presentazione animata dal vicepremier Francesco Rutelli, fan entusiasta sin da quando era sindaco di questa smagliante collina di marmo, cui lavorò anche suo nonno, lo scultore Mario Rutelli, autore di una delle Vittorie alate giù in basso. «Una statua involontariamente quasi profetica del mio percorso politico perchè regge in una mano un ramoscello d’ulivo e nell’altra una corona di quercia», scherza il ministro, ammaliato dallo spettacolo. Una vista che spazia fino al mare, alle Creste dei castelli e alle chiome dei pini di Villa Ada, e ingloba come una mappa a tre dimensioni tutti i monumenti, le chiese e i palazzi di Roma. Per il 2 giugno Il Vittoriano ha allestito nelle sale del pianoterra anche un secondo omaggio, una mostra di documenti, foto, quadri, cimeli d’epoca che racconta le trasformazioni del mondo del lavoro in Italia, curata da Franco Ferratotti e Giuseppe Talamo. 

 

di Danilo Maestosi
da Il Messaggero del 01.06.07


Ascensori panoramici per ammirare la città

Un panorama mozzafiato di Roma, dalla vertigine di 70 metri d’altezza. È quello che offre la terrazza del Vittoriano che da domani sarà raggiungibile con i due ascensori panoramici, progettati dall’architetto Paolo Rocchi. Un evento perché, come dice Alessandro Nicosia, presidente di Comunicare Organizzando la società che gestisce il monumento, «in cento anni di storia, questa terrazza è stata utilizzata sono in due occasioni, nel 1921 per la cerimonia di sepoltura del milite ignoto, quando vennero montate qui due tribune per il pubblico, e nel ’27 per l’integrazione delle Quadrighe». Fu l’affetto dell’ex capo dello Stato Ciampi verso il monumento a incoraggiare l’apertura al pubblico della terrazza. Un’operazione, che tra restauro dell’opera architettonica e la realizzazione degli ascensori, è costata un milione e 155mila euro e che si inserisce nel programma più generale di restauro del Vittoriano, avviato, con un finanziamento complessivo di 10 milioni di euro, in previsione dell’anniversario, nel 2011, dei 150 anni dell’Unità d’Italia e dei 100 anni del monumento stesso.

 

di redazione
da Il Giornale del 01.06.07


Vittoriano, spunta l'ascensore. L'inaugurazione il 31 maggio. Una corsa di 35 secondi a pagamento per 5.600 visitatori al giorno. "Se non piace si smonterà". Già visibili la cabina in vetro e ferro sul tetto del monumento.

Il taglio del nastro è fissato per giovedì 31 maggio, giusto in tempo per offrire uno straordinario belvedere sulla parata del due giugno. Ma il velo è già calato. E l'ascensore che sta cambiando lo skyline del Vittoriano, da due giorni fa capolino alle spalle del colosso di piazza Venezia: ecco ferro e vetro, liberi da ponteggi e coperture, che si stagliano su marmi e bronzi.

Ieri la folla, percorrendo via del Corso, ha visto spiccare, al termine della prospettiva a cannocchiale, la stazione d'arrivo della struttura trasparente: proprio sopra il colonnato (impacchettato per i restauri in corso) dell'Altare della Patria; ed esattamente in asse con la statua di Vittorio Emanuele. Non un segno mimetizzato, quindi, quello del "capolinea" dell'ascensore (realizzato dalla Mannelli costruzioni nell'ambito degli interventi, finanziati con 10 milioni di euro, di restauro dell'edificio). Nel "cappello" posto a 62 metri d'altezza, si fermeranno le due cabine, già montate ma ancora protette dai teloni, che porteranno 13 passeggeri ciascuna.

Dopo l'inaugurazione, gli ascensori inizieranno subito le corse anche se entreranno a regime dopo un paio di settimane. Alla fine di una corsa di circa 35 secondi, e dietro il pagamento di un biglietto il cui prezzo è ancora da stabilire, riverseranno 5600 visitatori al giorno sulla spianata delle Quadrighe, «la più bella terrazza del mondo». Così la definì il 3 agosto, presentando il cantiere, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli che il 31 maggio accompagnerà il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il viaggio inaugurale dell'ascensore. Ben visibile sia da via dei Fori imperiali sia dall'Aracoeli, l'ascensore è un corpo estraneo all'edificio di Giuseppe Sacconi: volutamente avulso dal punto di vista stilistico; e staccato dalla "schiena" del Vittoriano.

Il ministero ha puntato sulla reversibilità della struttura. Se non piace, o non funziona, potrà essere smontato.

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 20.05.07

 

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Commenti

04/06/2007 17:25: Niente da dire!
Che cosa vuoi dire davanti a quest'ultimo lampo di genio delle nostre più recenti amministrazioni? Avevamo bisogno, dopo il piazzale del Gianicolo, lo Zodiaco di Monte Mario, volendo, la Torre delle Milizie, la scala delle Scuderie del Quirinale, di un altro punto panoramico di questa città. Se é per estorcere altri 7 euro, va bene pure questa pensata. Oramai tutto si può fare a Roma! Uno sventrava perchè il traffico, segno di modernità, tagliasse come un bisturi il corpo vile di quest'urbe, altri costruiscono strutture in ferro e vetro, altro segno di modernità, per gareggiare con la Torre Campanaria del Campidoglio. Speriamo che, con la saggezza che le é propria, il Vaticano non voglia seguire questo andazzo! Non vorrei che, per seguire lo spirito del tempo, si attrezzasse anche qui un'area struttura arrampicantesi sul Cupolone! Mia moglie che, poverina, soffre di claustrofobia e non é mai riuscita a percorrere le strette scale che portano in cima, ne sarebbe felicissima ma a me verrebbe lo stesso mammadrone che sento guardando con il naso all'in su questo gioiello!
sergio marzetti

09/06/2007 10:29: titolo
E' stato deturpato un monumento, simbolo dell'Unità d'Italia - si poteva usare la torre delle Milizie che consente una vista di Roma Migliore. Ma la Sinistra deve distruggere tutto ciò che li precede.
ortino


data pubblicazione: domenica 3 giugno 2007
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