Senza riforma tecnici bloccati

Riforma professioni - breve agg.rassegna stampa

Ordini & mercato. Il presidente dei ragionieri, William Santorelli, critica la litigiosità tra le categorie: «Il Cup ha fallito la missione». L'alternativa è un tavolo per l'area economica-giuridica. «Con la vicenda dei notai il sistema, ha dato un'immagine di sè chiusa e corporativa».

ROMA - «La vicenda relativa all'esclusiva per i notai sulla cessione degli immobili è una sconfitta per tutto il sistema ordinistico, che continua a dare di sè un'immagine chiusa e corpotativa. Servirebbe una camera di compensazione, ma «il Cup è inadeguato a svolgere un ruolo di coordinamento». Affermazioni dure ma circostanziate quelle espresse per iscritto, ieri, dal presidente del Consiglio nazionale dei ragionieri, William Santorelli.

Santorelli rifiuta di scendere nel merito della contesa appena archiviata sulle rìserve legali, ma trae lo spunto per una riflessione più ampia.

Sull'immagine di credibilità che i professionisti danno all'esterno, Santorelli è tranchant: «Ci si scontra pubblicamente - ha insistito - su riserve ed esclusive e si è poco attenti a interloquire con i reali interessi dei cittadini-utenti, con la loro esigenza di tutela. Ci vorrebbe un luogo di confronto e di ascolto reciproco tra le diverse professioni, una camera di compensazione in cui elaborare soluzioni condivise e praticabili. Questa funzione potrebbe e dovrebbe essere svolta dal Cup, il qùale però appare, una volta di più, un organismo inadeguato a svolgete un ruolo di coordinamento efficace».
Ma a monte, riconosce Santorelli, si pone un problema di rappresentanza delle professioni.

«Il Cup - ha aggiunto - si è perso in mille rivoli che ormai operano senza coordinamento e senza strategie condivise e non è riuscito a centrare quello che doveva essere il suo obiettivo storico: fare delle professioni una parte sociale ascoltata al pari di sindacati e imprenditori».

Per questo il presidente dei ragionieri sollecita con forza il tema di un «coordinamento permanente» tra le professioni dell'area economico-giuridica: ragionieri e dottori commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati e notai.

Una sorta di "tavolo" permanente di settore, in cui, «pur con le loro peculiarità - conclude Santorelli - le nostre cinque realtà, operanti in una grande, comune area dei servizi professionali, sono unite dalla necessità di fornire alla collettività assicurazioni e garanzie in termini di qualità delle prestazioni».

Un tavolo dove potrebbe trovare spazio anche «un confronto a tutto campo sui reali bisogni di semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti posti a carico di imprese e cittadini». A insistere su questo punto è Claudio Siciliotti, consigliere nazionale dei dottori commercialisti.

Il trasferimento di aziende o la cessione di quote di Srl sono solo esempi - ha proseguito Siciliotti - per i quali la legge richiede l'autentica delle firme solo ai fini dell'iscrizione nel Registro imprese e non certo per la validità dell'atto stesso».
In questi casi, ha concluso Siciliotti, «ci si deve chiedere se oggi, anche con lo sviluppo della telematica e con la firma digitale abbia ancora senso far gravare su imprese e cittadini, senza possibilità di scelta, gli oneri che derivano dal meccanismo dell'autentica, quando quest'ultima è richiesta dalla legge ai soli fini dell'iscrizione sui pubblici registri».

  • SEMPLIFICAZIONI - Per Claudio Siciliotti (dottori commercialisti) è essenziale riflettere sugli adempimenti senza più giustificazione

Alleanze. Senza riforma tecnici bloccati. In stand-by l'Albo unico di periti e geometri.

MILANO - La riforma delle professioni - convertita in legge quadro - va fatta valorizzando l'opportunità di un accorpamento razionale degli Ordini "per famiglie". Un'operazione necessaria per dare continuità, soprattutto generazionale, alle professioni tecniche. È un appello al legislatore quello di Berardino Cantalini, presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, al termine degli «Stati generali» della categoria che si sono chiusi ieri a Roma.

«Senza un completo riassetto di sistema - ha detto Cantalini - è fermo ancne il Ddl per l'Albo unico delle professioni tecniche, che rappresenterebbe lo sbocco naturale per i nuovi laureati triennali in ingegneria».

Cantalini non vuole sentire parlare di "sezioni" verticali, ma di settori di competenza su un piano orizzontale in cui andrebbero a confluire geometri, periti industriali e periti agrari ad "esaurimento" e i nuovi laureati.

«Ma è essenziale - ha proseguito Cantalini - che ai laureati triennali (una proposta di legge in commissione Ambiente alla Camera opta per la denominazione di «ingegneri diplomati») siano riconosciute le stesse competenze progettuali che abbiamo noi diplomati. Come hanno i loro omologhi nell'Unione Europea». La questione è da tempo terreno di contesa con gli ingegneri quinquennali.

Il destino dei laureati triennali è determinante per il futuro della Cassa di previdenza, ha insistito Giuseppe Jogna, presidente dell'Eppi. In ogni caso, l'unificazione tra Albi e la conseguente costruzione di una previdenza sotto lo stesso "ombrello" porrebbe problemi di armonizzazione dei sistemi. La cassa geometri, infatti, si regge sul calcolo retributivo, mentre le gestioni dei periti (anche agrari) si fondano sul contributivo.

Dal punto di vista economico Jogna ha posto l'accento sulle tariffe. «In un sistema contributivo, in cui tanto si versa, tanto si riceve, l'eliminazione dei minimi e soprattutto della tariffa applicata ai lavori pubblici può avere ricadute pesanti sia in termini di fatturati che di versamenti previdenziali», ha commentato Jogna.
Con il legislatore, ha proseguito Jogna, insistiamo sull'urgenza di avere una normativa adeguata e flessibile per garantire soprattutto la "dignità" delle prestazioni.

«In primo luogo è necessario abolire il meccanismo della doppia tassazione. Quindi, occorre consentire alle Casse di distribuire parte delle riserve sui montanti individuali. È una battaglia che facciamo da anni - ha concluso Jogna - e riteniamo resti prioritaria anche in questa legislatura.

  • IN ATTESA DI RISPOSTE - Il presidente Cantalini: nel prossimo organismo i laureati triennali dell'area di ingegneria con competenze adeguate

 

di Laura Cavestri
da il Sole 24ore del 09.06.07


Pubblicità, Ordini prudenti. Nel mirino dell'Antitrust i freni alle liberalizzazioni.

ROMA - Disincentivi "psicologici" all'abbandono dei minimi tariffari e autorizzazioni preventive (e per l'Antitrust non dovute) sulle iniziative pubblicitarie.

Sono questi i cardini su cui si sta concentrando l'indagine dell' Antitrust sui codici deontologici degli Ordini professionali. L'analisi sarà resa nota «entro l'estate», spiega l'Authority, facendo presagire che i risultati definitivi saranno pronti a settembre. Infatti, «i Consigli nazionali hanno tempo sino a fine giugno per far pervenire relazioni illustrative, circolari e comunicazioni».

Un surplus di informazioni richieste dall'Antitrust agli ordini che entro il 31 dicembre scorso dovevano recepire, nei propri codici deontologici, le novità contenute nella manovra Bersani (decreto legge 223/06, convertito nella legge 248/06). Ovvero, eliminazione dell'inderogabilità dei minimi tariffari e del divieto rispetto al "patto diquota lite", apertura alla pubblicità informativa e alla costituzione di società multidisciplinari.

Nonostante nel giro di consultazioni con l'Authority gli Ordini si siano dimostrati aperti a ulteriori correzioni, in molti casi, gli Albi hanno sinora giocato in difesa, con formulazioni ambigue e interpretazioni parzialmente restrittive, come sottolineato nella relazione del presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, a Montecitorio, di fronte alle commissioni riunite Giustizia e Attività produttive (si veda «Il Sole-24 Ore» del 9 marzo). E' in molti casi la pubblicità ad essere attentamente monitorata. La pubblicità informativa, ad esempio, è spesso subordinata a un'autorizzazione preventiva (farmacisti) o a una comunicazione "ex ante", richiesta - tra gli altri - ad avvocati, commercialisti, geologi e geometri.

I geometri devono inoltre segnalare in anticipo anche la possibilità di partecipazioni a trasmissioni radiotelevisive e la costruzione del sito Internet, il cui indirizzo web va "notificato" al Collegio di appartenenza.

Il richiamo al «decoro» e alla «proporzionalità dei compensi» e il «divieto di accaparramento della clientela» - secondo la relazione di Catricalà alle commissioni Giustizia e Attività produttive - disincentivano, di fatto, l'allontamento dei professionisti dai minimi tariffari. Analogo fenomeno accade per rendere praticabile il nuovo "patto di quota lite" ovvero la parametrazione del compenso legale all'esito del procedimento.

  • L'AUTHORITY AL LAVORO - Sarà ultimata entro la fine dell'estate l'indagine di Catricalà sull'adeguamento dei codici deontologici

 

di Laura Cavestri
da Il Sole 24ore del 12.06.07


CONVEGNO A NAPOLI - De Tilla: penalizzati dalla «Bersani»

Sono oltre due milioni i professionisti italiani penalizzati dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Lo sostiene Maurizio de Tilla, presidente del Cup Campania: «Il Governo - dice - si è permesso di imporre ai professionisti regole invasive, citando principi europei che, in realtà, non esistono». Le critiche al pacchetto Bersani sono state rinnovate durante un convegno, che si è svolto ieri a Napoli sul ruolo delle professioni nel campo della ricerca scientifica. De Tilla rivendica «l'indipendenza dei professionisti» e sottolinea che «in Europa non c'è una visione mercantile delle professioni e non si spiegano, quindi,le misure del Governo».

Tocca al ministro per le Riforme, Luigi Nicolais, difendere i provvedimenti dell'Esecutivo, strizzando però l'occhio ai professionisti: «Comprendo le preoccupazioni delle categorie interessate - afferrna - ma anche per i professionisti bisogna avere una visione globale, europea. L'obiettivo è metterli in condizione di affrontare un mercato sempre più esigente». Per il ministro, inoltre, è importante coinvolgere i professionisti nei processi di cambiamento in atto, «adeguando la regolamentazione del sistema alle istanze espresse anche a livello comunitario». Nicolais si è soffermato anche sulla necessità di un maggiore raccordo tra le Università e professioni soprattutto per quanto riguarda l'applicazione dei risultati della ricerca scientifica. È d'accordo de Tilla, che però ribadisce: «dove ci sono cultura e storia etica, non c'è concorrenza commerciale».

 

di Vanni Truppi
da il Sole 24ore del 12.06.07


PROFESSIONISTI/2 - Sindacati alla Camera sul Ddl Mastella

«L'attuale Ddl di riforma delle professioni presenta una struttura organica e unitaria, complessivamente condivisibile, di principi e criteri che, dando nuovo impulso modernizzatore e liberalizzatore al settore dei servizi professionali, lo inserisce nello scenario europeo». È quanto scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil che oggi saranno ascoltati in audizione presso le commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera.

 

pag. 34
da Il Sole 24ore del 14.06.07


INIZIATIVA DEL CUP - Parte la raccolta delle firme

E' stata ufficialmente avviata la raccolta di firme per la presentazione del disegno di legge di iniziativa popolare di riforma delle professioni intellettuali. Lo hanno dichiarato ieri a Roma presidente e vice presidente del Cup, Raffaele Sirica e Pietro De Paola. La proposta mira a mantenere l'attuale numero di Ordini professionali, che si candidano a maggiori compiti e nuove responsabilità in base al principio di sussidiarietà.

Intanto ieri alle commissioni Giustizia e Attività produttive della Camera sono proseguite le audizioni sul tema professionale. La Cgil, con Marigia Maulucci, chiede «democratizzazione degli Ordini, regolazione del tirocinio e società multiprofessionali». Il testo Mastella «è già sufficientemente mediato». Ma - conclude - no a strappi come richiesto dall'avvocatura, come invece richiesto dai penalisti dell'Unione camere penali, che puntano anche a criteri selettivi d'accesso e alla valorizzazione delle specializzazioni. Mentre Legacoop suggerisce il modello cooperativo come tra i più adatti a sostenere le società professionali, «perche consente, in quanto fondato sulla centralità della persona, di valorizzare le competenze».

 

pag. 29
da Il Sole 24ore del 15.06.07

 

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vedi anche:

Ordini professionali: o si cambiano o si aboliscono

nota introduttiva al convegno del 20 giugno

A fine giugno il testo unificato

Riforma delle professioni - agg. rassegna stampa

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Il ministro Mastella sulla Riforma delle Professioni

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Riforma delle professioni

Via libera alla riforma delle professioni intellettuali

estratto comunicato stampa Consiglio dei Ministri


data pubblicazione: sabato 16 giugno 2007
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