Novità per la sicurezza nei cantieri

Modifiche apportate dalla legge 123/07

Niente POS per lavoratori autonomi e per fornitori

La legge 3 agosto 2007 n.123 ha modificato l'art.7 del DLgs 626/1994 per stabilire che i lavoratori autonomi che operano nel cantiere devono cooperare e coordinarsi con il committente per l'elaborazione del documento di valutazione dei rischi. Nel documento devono essere indicate le misure da adottate per eliminare i rischi derivanti dalle interferenze tra l'attività del lavoratore autonomo e le attività degli altri soggetti che operano nel cantiere. Questo adempimento si aggiunge a quello, già previsto dal DLgs 626, di elaborare un documento di valutazione dei rischi relativi alla  specifica attività del lavoratore autonomo. Tale ultimo documento va conservato dal lavoratore autonomo, ma non vi è obbligo di consegnarlo al committente. Non è richiesto, invece, che il lavoratore autonomo rediga e consegni al committente un Piano Operativo di Sicurezza.

Per quanto riguarda i fornitori di materiali al cantiere (calcestruzzo, laterizi, materiali per finiture, infissi ecc.) esisteva il dubbio che dovessero o meno consegnare al committente o al responsabile del cantiere un proprio Piano Operativo di Sicurezza. Infatti rischi di infortuni e danni alla salute potrebbero derivare dalle operazioni di carico e scarico e di conservazione dei materiali. La circolare del Ministero del Lavoro n.4 del 28.2.2007, in base al DLgs 494/96 art.9.1 lettera c-bis e al DPR 222/2003 art.6,  ha chiarito che le aziende fornitrici non hanno l'obbligo di redigere un POS per ogni cantiere dove devono consegnare materiali. Però sono tenute (art.7 DLgs 626/1994) a consegnare al committente-impresa una informativa unica standard, valida per tutti i cantieri, sui rischi connessi alla loro attività (scarico materiali, accatastamento ecc.).

 

Responsabilità penale delle persone giuridiche per infortuni sul lavoro

La legge 3.8.2007 n.123 coinvolge le persone giuridiche nel campo delle sanzioni penali per la sicurezza sul lavoro. Infatti introduce nel DLgs 231/2001 (che disciplina le responsabilità amministrative delle persone giuridiche) l’art. 25 septies per i casi di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime. Tale articolo stabilisce (a carico della persona giuridica) sanzioni pecuniarie e sanzioni interdittive. Queste ultime hanno una durata da tre mesi a un anno. Consistono principalmente nell’interdizione all’esercizio dell’attività, nel divieto di stipulare contratti con la pubblica amministrazione, nell’esclusione o nella revoca di contributi e finanziamenti.

Come riferisce Daniele Verdesca sul settimanale  Edilizia e Territorio n.35/2007, è possibile “riferire alla persona giuridica il reato commesso dall’autore materiale, qualora vi sia un difetto di organizzazione (compreso l’interesse o il vantaggio della persona giuridica), ovverosia un omesso controllo sull’operato dei dirigenti o dei dipendenti…”.

In conseguenza della norma le imprese dovrebbero adottare programmi di formazione e procedure aziendali volte a prevenire gli infortuni. Prevedendo anche provvedimenti disciplinari a carico dei dirigenti e del personale dell’azienda nel caso di mancato rispetto delle procedure di prevenzione infortuni.

 

di Enrico Milone, architetto
del 01.10.07

 

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  • LEGGE 3 Agosto 2007, n. 123 
    Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia.
    (GU n. 185 del 10-8-2007 ) 
    [fonte: gazzettaufficiale.it]

 


 

 


 

vedi anche:

Sicurezza: c'è la legge...

...ma non ancora il Testo Unico


data pubblicazione: lunedì 1 ottobre 2007
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