Protocollo sugli appalti a Roma

Comune, sindacati ed imprenditori - rass. stampa

Appalti su misura per le pmi. Le esigenze delle piccole imprese vanno rispettate. Il protocollo firmato tra comune di Roma e associazioni afferma questo principio.

Un protocollo sugli appalti a Roma a misura anche di piccola impresa. Lo ha siglato il comune di Roma insieme alle associazioni imprenditoriali e ai sindacati, sintetizzando le diverse posizioni espresse dalle parti sociali per la definizione di regole capaci di garantire tutti i soggetti coinvolti nella esecuzione di appalti del comune di Roma.

In un unico documento sono state infatti affrontate questioni legate alla sicurezza dei lavoratori e al loro diritto per una buona occupazione, alle responsabilità dell'amministrazione, affinché le progettazioni e la gestione degli appalti siano della qualità necessaria per una loro buona esecuzione, agli impegni richiesti dalle imprese affinché siano messe in grado di operare garantendo qualità e correttezza.

Particolarmente soddisfatta è la Cna per l'inserimento di uno specifico impegno finalizzato a definire un contratto tipo capace di garantire i diritti delle piccole imprese nei rapporti con le grandi imprese concessionarie dei grandi appalti.

«Esprimiamo un forte apprezzamento per il ruolo svolto dal sindaco Walter Veltroni volto alla stesura di un protocollo realmente condiviso da tutte le parti sociali», spiega Danilo Martorelli, presidente della Cna di Roma, «cosa che ha permesso di superare un iniziale approccio a mio avviso troppo semplicistico che vedeva, ad esempio, l'adozione del sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa quale panacea di tutti i problemi legati alla realizzazione di opere e la fornitura di servizi al comune di Roma».

«Aver voluto discutere di queste questioni al tavolo del progetto di Roma, ha permesso alle associazioni imprenditoriali, in modo sostanzialmente unitario, di inserire nel protocollo altri fattori chiave per garantire un corretto mercato degli appalti, a beneficio delle imprese e degli stessi lavoratori», ha aggiunto Martorelli. «Si è chiarito che gli artigiani e le piccole imprese non sono contrari a priori ai grandi appalti», spiega dal canto suo Alessandro Maruffi, presidente dell'Unione costruzioni della Cna di Roma, «ma nell'ambito del necessario equilibrio fra grandi opere e piccoli appalti, quali ad esempio quelli delle manutenzioni, si è affermata la necessità che la piccola impresa venisse tutelata nel rapporto con la grande impresa, concessionaria o general contractor di grandi lavori, attraverso la definizione di un contratto tipo contenente norme a tutela della parte debole, sui tempi di pagamento, ad esempio o sulla gestione di eventuali contenziosi. Tale contratto l'amministrazione si è impegnata ad inserirlo nel capitolato d'appalto quale obbligo per il concessionario».

Per la Cna il protocollo è stato firmato dal presidente Martorelli, in rappresentanza degli artigiani e delle piccole imprese di tutti i settori interessati e dal presidente Maruffi specificatamente per le imprese del settore delle costruzioni.

 

di Fabio Camilletti
da Italia Oggi del 02.10.07


Incontro in Campidoglio. Gli imprenditori: troppa burocrazia. Veltroni bacchetta i costruttori: «Investite più risorse sulla città»

Procedure più snelle, burocrazia meno macchinosa, accelerazione nell'approvazione definitiva del Piano regolatore. Sono queste alcune delle richieste presentate ieri mattina in Campidoglio dai costruttori romani aderenti all'associazione Acer. Il presidente capitolino Giancarlo Cremonesi, accompagnato dal numero uno nazionale Paolo Buzzetti, ha illustrato la «piattaforma» a Walter Veltroni e agli assessori Roberto Morassut (Urbanistica), Claudio Minelli (Patrimonio), Giancarlo D'Alessandro (Lavori pubblici) e Mauro Calamante (Mobilità). E il sindaco ha rilanciato: «Siate più propositivi», ha detto, ricordando che l'impresa privata può avere un ruolo determinante nell'edilizia pubblica nel cosiddetto housing sociale (la realizzazione di alloggi popolari in cambio di cubature e licenze e con attraverso altre forme di collaborazione con le istituzioni) e con il project financing (procedura che prevede la realizzazione di opere da parte di privati in cambio della gestione).

Il faccia a faccia è arrivato tre giorni dopo la firma, sempre in Campidoglio, del protocollo degli appalti da parte di comune, costruttori e sindacati. Nonostante l'intesa finale, il protocollo dicono gli insider - non sarebbe piaciuto molto agli imprenditori edili, che hanno già messo in guardia dal pericolo di «fughe in avanti nell'applicazione delle nuove norme». In sostanza i costruttori chiedono un'introduzione soft delle regole sottoscritte.

Ieri però al centro del confronto c'è stato soprattutto il Piano regolatore. L'Acer ha sollecitato l'espletamento rapido delle ultime tappe della lunghissima procedura, per attivare al più presto i nuovi cantieri. Veltroni, dal canto suo, ha ricordato l'impegno del Comune che ha sbloccato già importanti progetti di riqualificazione delle periferie, i cosiddetti articoli 11 fermi per anni per il veto della vecchia giunta regionale di Francesco Storace, attivando fra l'altro convenzioni con i privati per l'edilizia sociale. Il sindaco, per quanto riguarda le grandi opere pubbliche, ha invitato gli imprenditori ad avere «un ruolo attivo nel rapporto con l'amministrazione comunale: sulla gestione dei servizi delle stazioni della futura Metro C fateci una proposta, noi la valuteremo con attenzione. Per finanziarle ci sono diverse possibilità, dalla differenziazione dei costi dei biglietti, come già avviene in molte metropoli europee, fino alla valutazione di possibili compensazioni». Insomma, i costruttori - secondo Veltroni - possono e devono investire di più nello sviluppo urbanistico di Roma. L'assessore Morassut ha comunque sottolineato «la forte intesa con i costruttori per un futuro migliore della città». Non sono mancate poi le critiche: Fabio Rampelli, deputato di An, leggendo i resoconti dell'incontro ha diffuso una nota esprimendo «preoccupazione per lo sviluppo urbanistico della città».

  • RESPONSABILE - Roberto Morassut assessore all'Urbanistica del Comune di Roma: «Intesa forte per lo sviluppo»

 

di Pa. Fo.
dal Corriere della sera del 02.10.07


L'INCONTRO - "I nostri progetti per la città". I costruttori da Veltroni : "Idee su traffico e verde". Vertice in Campidoglio costruttori-giunta "Porteremo progetti per la nuova città". Il sindaco al presidente Acer Giancarlo Cremonesi: "A Roma uno sviluppo urbanistico che non si vedeva da decenni". "Presenteremo piani con strumenti innovativi che coinvolgono i privati".

Urbanistica, lavori pubblici, emergenza abitativa, grandi opere e lo sviluppo della città: questi i temi al centro dei colloqui tra Il presidente dell'Acer Giancarlo Cremonesi, con una delegazione dell'associazione dei costruttori di Roma e Provincia (Acer) ha incontrato ieri in Campidoglio il sindaco Walter Veltroni e gli assessori Roberto Morassut, Giancarlo d´Alessandro, Claudio Minelli e Mauro Calamante.

Il presidente Cremonesi ha affermato di voler «essere al fianco dell'amministrazione della città per proporre idee condivise e contribuire alla crescita dell'intero sistema Roma. Tra pochi giorni le nostre società operative presenteranno all'amministrazione della città progetti concreti per il sistema della mobilità, i parcheggi, la valorizzazione delle aree verdi e l'emergenza abitativa con strumenti innovativi che coinvolgano anche il capitale privato. Se le nostre proposte saranno considerate valide chiediamo che siano realizzate in breve tempo con il coinvolgimento delle Pmi romane» ed ha ribadito che «l'edilizia è uno dei settori vitali dell'economia romana e il nostro impegno è quello di rilanciare il ruolo dell'associazione romana nei confronti delle istituzioni per contribuire in maniera sempre più positiva alla riqualificazione e allo sviluppo della città». E poi ha sottolineato che «a Roma il nostro settore rappresenta il 30 per cento dell'intera economia, e chiediamo di coinvolgere il tessuto imprenditoriale nella crescita della città: con vantaggi concreti anche per la sicurezza dei cittadini e di chi lavora nel nostro comparto, per far emergere il lavoro nero e combattere la disoccupazione».

L'incontro è stato introdotto dal sindaco Veltroni che ha ricordato come «Roma in questi ultimi anni ha avuto uno sviluppo urbanistico che non si vedeva da decenni. La prossima approvazione del nuovo Piano regolatore generale di Roma, nonostante la crisi internazionale, garantirà prospettive di sviluppo importanti per i prossimi anni.

Sono state attuate il 40% delle convenzioni, sbloccati gli articoli 11, firmato il protocollo etico per il superamento del massimo ribasso che ha creato problemi alle imprese e messo a rischio la vita di tanti lavoratori che non hanno avuto le indispensabili garanzie dal punto di vista della sicurezza. Nei prossimi anni occorrerà accelerare le procedure attuative dei vari programmi approvati, rafforzare gli investimenti per la mobilità. Vi è inoltre, l'obiettivo di realizzare 20 mila alloggi per l'emergenza abitativa e 6 mila alloggi (da estendere a 30 mila) per gli studenti nell'ambito dei progetti per i campus universitari». «E qui l'impresa privata» ha aggiunto Veltroni, «può dare un contributo decisivo attraverso gli strumenti del project financing e dell'housing sociale».

- la città Urbanistica, lavori pubblici, emergenza abitativa e lo sviluppo della città: questi i temi al centro dei colloqui tra l'Acer e il Comune
- gli alloggi Saranno realizzati 20 mila alloggi per l'emergenza abitativa e 6 mila per gli studenti nell'ambito dei progetti per i campus universitari
- Gli obiettivi Saranno presentati progetti concreti per la mobilità, i parcheggi, le aree verdi con strumenti che coinvolgano anche i privati

 

di Anna Maria Liguori
da La Repubblica del 02.10.07


Codice appalti: più sicurezza. Nuove regole per gli appalti. Le hanno stabilite ieri in un protocollo d'intesa il sindaco Veltroni, affiancato dall'assessore Causi, gli imprenditori ed i sindacati. Si punterà su sicurezza, rispetto dei contratti e progetti innovativi. Accordo siglato fra Campidoglio, sindacati, piccole e medie imprese, costruttori, industriali e LegaCoop. Appalti, nuove regole per la sicurezza. Firmato il protocollo d'intesa, premiata «l'offerta economicamente più vantaggiosa».

«L'offerta economicamente più vantaggiosa»: sono queste le parole magiche sulla quali si basa il protocollo d'intesa che stabilisce nuove regole per gli appalti, gli affidamenti di lavori pubblici e forniture di beni e servizi. L'accordo è stato siglato ieri in Campidoglio dal sindaco Veltroni e dai rappresentanti dei sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e delle associazioni datoriali: le piccole e media imprese (Cna e Federlazio), i costruttori edili (Acer), gli industriali (Uir) e la Legacoop.

«Mentre prima il criterio di riferimento era l'offerta al massimo ribasso - ricorda il sindaco, affiancato dagli assessori Pomponi, D'Alessandro e Causi - da ora in avanti abbiamo deciso di scegliere un'altra modalità, quella dell'offerta economicamente più vantaggiosa perchè vogliamo tutelare i lavoratori e garantire maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro». In sostanza «verranno premiate le imprese che presenteranno progetti di qualità e garantiranno certezza nei tempi di realizzazione dei lavori, cosa che è una mia fissazione parossistica - precisa sorridendo Veltroni - . Altro criterio importante per la selezione delle ditte sarà il rispetto delle norme in materia contrattuale ed i contenuti di innovazione tecnologica dei progetti».

Il peso esercitato dal Campidoglio come ente che assegna appalti a privati emerge nettamente guardando le cifre: per opere dirette il Comune ogni anno assegna lavori per circa 500 milioni di euro, ai quali bisogna aggiungere le centinaia di milioni di gare pubbliche assegnate dalle aziende come l'Atac e Met.Ro. «Questo è un giorno importante per la città - aggiunge il sindaco - perchè segna la realizzazione di un punto importante della campagna elettorale con cui ci siamo presentati nel 2006». Bisognerà attendere «90 giorni - spiega l'assessore Causi - perchè il tavolo tecnico definisca i criteri dell'accordo che è sperimentale e che non ha precedenti in Italia».

Parole condivise da Giancarlo Cremonesi, presidente dei costruttori romani dell'Acer che sottolinea la necessità di garantire «la correttezza delle procedure di realizzazione degli appalti» perchè «sono proprio le imprese irregolari, che si sottraggono ai propri obblighi in materia di trattamento dei dipendenti e di sicurezza nei cantieri, che rappresentano concorrenti sleali e minano alla base le regole di un mercato sano e corretto». Ma Cremonesi invita in Campidoglio a non promuovere «pericolose forzature del quadro normativo, nè fughe in avanti» perchè «non è imponendo modelli di organizzazione imprenditoriale alle aziende ed ipotizzando soluzioni fantasiose che si coglie l'obiettivo di assicurare la regolarità del processo di costruzione».

E Attilio Tranquilli, rappresentante dell'Unione industriali, osserva che l'intesa «rappresenta anche uno dei casi in cui la concertazione non è un fine, ma un mezzo per ottenere risultati importanti». Commenti positivi anche dai sindacati: «È un passo in avanti - dice Walter Schiavella della Cgil - ma le procedure attuative sembrano complesse». Paolo Rigucci della Cisl aggiunge: «È una svolta storica e innovativa».

A nome di tutte le organizzazioni datoriali, Massimo Tabacchiera, presidente della Federlazio, ha chiesto al sindaco di «sollecitare il prefetto Mosca a voler costituire un tavolo con le forze sociali che attivi decise iniziative contro l'offerta di manodopera illegale che sta dilagando nella capitale». Immediata la risposta di Veltroni: «Sono pienamente d'accordo: avevo già scritto tre mesi fa al prefetto e lo risolleciterò contro il neocaporalato ».

  • Marco Causi: «Entro 90 giorni definiti i criteri dell'accordo»

 

di Francesco Di Frischia
dal Corriere della sera del 29.09.07


LAVORI PUBBLICI - Firmato un protocollo con le aziende. Appalti del Comune "Alt al massimo ribasso". Si sceglierà l´offerta più vantaggiosa nel complesso.

Dall'Auditorium di Piano alla Nuvola di Fuksas è sempre la stessa storia: spesso gli appalti aggiudicati con il minimo ribasso raddoppiano in corso d'opera tempi e costi di realizzazione. Ecco perché il Comune ha deciso di cambiare registro, firmando con sindacati e imprese un protocollo d'intesa che consente di affidare lavori pubblici e forniture di beni e servizi in base all'offerta economicamente più vantaggiosa, valutando cioè non solo il prezzo, ma tutta una serie di criteri sulla qualità del progetto, il rispetto dei tempi, la sicurezza dei lavoratori nei cantieri.

L'accordo è stato siglato ieri in Campidoglio alla presenza del sindaco Veltroni che ne ha subito sottolineato l'importanza per la città. Le modalità di valutazione dei criteri nei singoli bandi verranno definite entro 90 giorni da un tavolo tecnico, incaricato appunto di studiare le garanzie progettuali, contrattuali e operative che le imprese dovranno indicare nell'offerta di partecipazione alla gara. «È una sfida per tutti - ha precisato l'assessore al Bilancio, Marco Causi - per la pubblica amministrazione ma anche per le imprese: grazie a questo protocollo, quando si parteciperà a un bando pubblico non conterà più soltanto il soldo ma la qualità e l'innovazione del progetto». Senza dimenticare «la centralità che ha la tutela dell'occupazione e la sicurezza sul lavoro», gli ha fatto eco l'assessore al Lavoro Dante Pomponi.

«Il Comune di Roma è una delle maggiori stazioni appaltanti del Paese: questo meccanismo può far bene all'intero processo produttivo», si congratula il segretario Cgil Walter Schiavella: «Rispetto al massimo ribasso l'offerta più vantaggiosa favorisce le aziende in grado di garantire standard eccellenti». Non a caso «è la prima volta che in Italia si applicano questi criteri», dice Veltroni, «speriamo diventino un prototipo». Che, tra l'altro, assicurano «maggiore trasparenza negli appalti», ha rilevato Attilio Tranquilli dell'Unione industriali. Soddisfatto pure per il metodo: «Abbiamo dimostrato che, quando c'è, la concertazione genera risultati concreti».

 

di Giovanna Vitale
da La Repubblica del 29.09.07


Appalti, nuove regole: addio all'assegnazione al massimo ribasso

A Roma va in archivio l'era degli appalti assegnati al “massimo ribasso”: quelli in cui il prezzo richiesto per eseguire lavori pubblici o fornire beni servizi al Comune era, in pratica, il fattore decisivo per determinare l'azienda vincitrice. Spesso a scapito della qualità dell'opera realizzata, del rispetto dei tempi stabiliti. e della sicurezza sul lavori. Il protocollo d'intesa firmato ieri in Campidoglio dal sindaco Walter Veltroni e dai rappresentanti di organizzazioni sindacali e datoriali, apre la strada al criterio dell'offerta “economicamente più vantaggiosa”: un mix di standard di qualità, rispetto dei tempi, sicurezza e stabilità della forza lavoro utilizzata.

«Realizziamo così un punto molto importante del programma elettorale - spiega Veltroni - Abbiamo deciso di affidare i lavori pubblici premiando le imprese che garantiscono la qualità del lavoro e la sicurezza dei dipendenti». Secondo il sindaco, «l'affidamento dei lavori non seguirà la logica dell'offerta a ribasso, ma i criteri di efficienza, la qualità del progetto, la rapidità e la certezza dei tempi, l'organizzazione dell'impresa rispetto alle norme contrattuali e alla tutela dei lavoratori». Insomma, per dirla con l'assessore capitolino al Lavoro, Dante Pomponi, «è un passo importante per costruire una cultura del lavoro centrata sulla sicurezza e sui diritti dei lavoratori». Secondo l'assessore al Bilancio Marco Causi «questa è una sfida per tutti, la sfida della qualità», mentre l'assessore ai Lavori pubblici Giancarlo D'Alessandro annuncia che «la sperimentazione partirà su dieci grandi appalti».

Un mercato degli appalti «sano e corretto», senza la concorrenza sleale di imprese irregolari, è l'obiettivo anche dell'Acer, l'associazione dei costruttori edili romani: «Ma questo non può e non deve comunque essere raggiunto attraverso pericolose forzature del quadro normativo di riferimento sui criteri di aggiudicazione - sottolinea il presidente Giancarlo Cremonesi - né attraverso “fughe in avanti” sulla congruità della manodopera, che già è stata oggetto di accordi nazionali». I punti più qualificanti e innovativi di questo protocollo, sostiene Attilio Tranquilli, consigliere dell'Unione industriali di Roma, «sono la maggiore trasparenza prima e dopo le gare: prima, attraverso la pubblicazione sistematica di tutte le gare del comune e dopo, mediante la costituzione di una banca dati telematica di tutte le aggiudicazioni, l'adeguamento quantitativo dei costi della sicurezza previsti negli appalti, l'inserimento di forti strumenti di tutela in favore delle piccole e medie imprese».

Da Massimo Tabacchiera, presidente di Federlazio, arriva un appello per «un deciso intervento di tutti gli soggetti istituzionali interessati contro l'offerta illegale di manodopera che ormai dilaga nella città». Il leader delle piccole e medie imprese regionali sollecita il prefetto «a voler costituire un tavolo, con la presenza delle forze sociali, che attivi decise iniziative a riguardo».

  • Veltroni: «Più qualità del lavoro e sicurezza»
  • Critica l'Acer: «Ma che non siano norme più restrittive»

 

di Fa. Ro.
da Il Messaggero del 29.09.07


Cantieri e appalti, cambiano le regole. Pronto il protocollo del Comune: stop alle imprese già sanzionate. Ma dalle piccole ristrutturazioni alla terza corsia del raccordo gli operai continuano a lavorare senza protezioni. «Mai più cantieri senza regole». Svolta negli appalti del Comune. Pronto il nuovo protocollo per le gare del Campidoglio. Tagliate fuori le imprese sanzionate negli ultimi 5 anni.

Rivoluzione negli appalti per le opere pubbliche del Comune. Il Campidoglio ha deciso di fissare nuove regole per garantire più trasparenza nelle gare e soprattutto più sicurezza nei cantieri. Il protocollo è quasi pronto per la firma, oggi un comitato tecnico sindacati-imprese limerà gli ultimi dettagli. E non appena le nuove norme entreranno in vigore, scatterà il giro di vite: le aziende sanzionate per gravi infrazioni alla legge per la sicurezza nei luoghi di lavoro saranno escluse dagli appalti. Inoltre per partecipare alle procedure le imprese dovranno dimostrare di avere alle proprie dipendenze un numero congruo di operai assunti a tempo indeterminato. Ma intanto nei cantieri si continua a lavorare a rischio della vita. Dal metrò al Gra, il Corriere è tornato dove ad agosto aveva documentato continue violazione delle norme anti- infortuni. E da allora nulla è cambiato.

Porte sbarrate alle imprese che non hanno operai assunti a tempo indeterminato e a quelle sanzionate negli ultimi anni per violazioni gravi alle norme anti-infortuni. Sono alcune delle nuove regole per gli appalti del Comune. Saranno contenute nel protocollo che il Campidoglio sta mettendo a punto insieme a sindacati e imprenditori. Ieri c'è stato un incontro per trovare un'intesa condivisa, oggi si riunirà una commissione tecnica e se tutto andrà bene domani o comunque entro la fine dalla settimana il documento sarà firmato. Due gli obiettivi del sindaco Walter Veltroni: più trasparenza nelle gare. E soprattutto più sicurezza nei cantieri, visto che ancora oggi - come testimonia il reportage fotografico pubblicato - sia nelle piccole ristrutturazioni, sia nelle grandi opere pubbliche, gli operai lavorano in condizioni spesso precarie e pericolose.

Il percorso per le nuove norme è stato comunque a ostacoli. Proprio ieri l'Acer, l'associazione dei costruttori romani guidata da Giancarlo Cremonesi, e le altre organizzazioni datoriali hanno presentato una proposta di protocollo. La bozza è stata però giudicata da Cgil, Cisl e Uil troppo «morbida » per contrastare il lavoro nero e per riportare la sicurezza nei cantieri. La mediazione di Veltroni, rappresentato dagli assessori Marco Causi (Bilancio) e Dante Pomponi (Lavoro), ha evitato la rottura. «Abbiamo fatto un passo avanti sostanziale», ha commentato Paolo Ricucci, della Cisl.

Il testo del protocollo è ancora top secret, ma - come chiesto dai sindacati- dovrebbe alla fine sancire che gli appalti pubblici banditi dal Comune non saranno più assegnati con il meccanismo del massimo ribasso («che spinge le imprese a risparmiare sulla sicurezza e a impiegare operai in nero », dicono dalla Uil), ma con quello dell'«offerta economicamente più vantaggiosa» (non conta solo il prezzo, ma la convenienza generale). Saranno tagliate fuori le aziende colte in «fallo» negli ultimi cinque anni (cioè bloccate dagli ispettori per lavoro per violazioni gravi): per questo verrà chiesto un «certificato storico», per partecipare alle gare, che attesti una sorta di buona condotta imprenditoriale. Inoltre sarà introdotto l'indice di congruità: le imprese, per ottenere gli appalti, dovranno dimostrare di avere alle proprie dipendenze un numero adeguato di dipendenti assunti a tempo indeterminato. Il protocollo dovrebbe riuscire così anche a limitare il fenomeno della frammentazione delle opere in tantissimi sub-appalti che spesso sfuggono al controllo del committente. E che diventano terreno fertile per lavoro nero, precarietà e violazioni della legge sulla sicurezza.

  • 95 - È il numero delle persone morte in incidenti nel lavoro nel Lazio nel 2006, secondo i dati Inail. Nella provincia di Roma le vittime sono state 61, a Rieti solamente 3.
  • 24 - È il numero di morti nell'edilizia nel Lazio nel 2006. La causa più frequente (40% dei casi) è la caduta dall'alto. Spesso basterebbe l'uso del casco o delle imbragature per salvarsi.


IN PRIMO PIANO - Dal metrò al Gra, ecco la mappa del rischio

Operai che lavorano sospesi nel vuoto senza caschi e imbragature. Impalcature senza protezioni. Attrezzature inadatte. Gru che spostano carichi pesantissimi sopra la testa di tecnici e manovali che passeggiano come se stessero a via del Corso. I cantieri di Roma restano luoghi di lavoro a rischio. Piccole ristrutturazione o grandi opere pubbliche: la musica è la stessa, la sicurezza è un optional. Il 25 agosto il Corriere
aveva documentato con una serie di fotografie le numerose infrazioni alla legge. Si era levato il solito coro di sdegno. Da politici e imprenditori. Siamo tornati negli stessi cantieri. E lo scenario è lo stesso del mese scorso.

  • Ore 10,30. Piazza Conca d'Oro, appalto pubblico. Come a fine agosto, nel piazzale dove si scava per il prolungamento del metrò fra ruspe, perforatrici e pale meccaniche si muovono diverse persone senza indossare il casco obbligatorio previsto dalla legge.
  • Ore 10,45. Via della Bufalotta, appalti privati. La zona è un grande cantiere. Palazzine e uffici. E basta girare in macchina dalla strada per vedere operai arrampicati su impalcature senza protezione, senza casco. Molti sono a torso nudo e in scarpe da ginnastica. E, proprio come ad agosto, nessuno degli addetti che si muovono fra le gru del centro commerciale Porte di Roma indossa il casco.
  • Ore 12,30. Raccordo-Portuense, appalto pubblico. Sul viadotto in costruzione camminano con disinvoltura operai e tencici. Nessuno indossa il casco. Nessuno è legato con l'imbragatura. L'unica protezione è una balaustra in legno dall'aspetto precario.
  • Ore 13,50. Portuense, Fiera di Roma, appalto pubblico. La zona è ancora un enorme cantiere, decine di operai lavorano alla realizzazione di viadotti e strade d'accesso al complesso fieristico. Lungo la Roma-Fiumicino alcuni addetti si sporgono dal terzo piano di un'impalcatura. Nessuno è legato. Nessuno indossa il casco. E nessuno - ovviamente - controlla il rispetto delle norme anti-infortuni. A poche decine di metri alcuni operai lavorano su un terrapieno rialzato: se inciampano, rischiano di cadere rovinosamente. Ma anziché indossare il casco, sul capo portano solo una bandana: meno sicura, ma più glamour e fresca.
  • Ore 14,15. Raccordo-Cassia, appalto pubblico. È uno dei tanti cantieri per il completamento della terza corsia. Due operai lavorano sulla volta di una delle nuove gallerie. Sono arrampicati su un'impalcatura. Anche in questo caso non si vedono caschi, imbragature o altre protezioni.
  • Ore 14,30. Raccordo-Flaminia, appalto pubblico. Ancora opere per la terza corsia, è uno cantieri attivi più grandi. Già ad agosto avevamo fotografato operai sospesi nel vuoto in condizioni precarie. Non è cambiato nulla. Gli addetti con il casco obbligatorio si contano sulla punta delle dita. La maggior parte si muove su impalcature precarie senza alcuna protezione. E mentre il fotografo riprende la scena, si avvicina con fare non troppo conciliante un responsabile del cantiere: «Non si possono fare foto, è vietato», fa capire a gesti nel frastuono del traffico che corrono veloci a pochi metri di distanza e fra il rumore di delle ruspe. Già, scattare foto è vietato. E infrangere la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro?

 

di Paolo Foschi
dal Corriere della sera del 11.09.07

 

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data pubblicazione: mercoledì 3 ottobre 2007
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