Sapienza, inchiesta sui maxi-appalti

Roma - rassegna stampa

LA SAPIENZA - Inchiesta sull'appalto per la Pellico. Dipartimento di informatica. Sede della Sapienza nella scuola Pellico inchiesta sull'appalto.

Inaugurata da Walter Veltroni e finita nel mirino della procura, che indaga sugli appalti della Sapienza. L'ex scuola Silvio Pellico, in via Ariosto, all'Esquilino, è stata ristrutturata e trasformata nel dipartimento di Informatica e Sistemistica «Antonio Ruberti». Ma prima che il rettore Renato Guarini tagliasse il nastro rosso davanti al sindaco e al sottosegretario all'Università, Luciano Modica, ieri mattina, la Guardia di finanza aveva già acquisito la documentazione sull'appalto. Costato otto milioni di euro e affidato alla Cdc, la Compagnia progetti e costruzioni guidata dal professor Leonardo Di Paola, titolare della cattedra di Estimo ed Economia edilizia alla Sapienza, facoltà di Architettura. L'impresa sta realizzando anche il parcheggio del Teatro ateneo e la sopraelevazione di Giurisprudenza ma, nel caso della ex scuola, non ha avuto l'incarico dall'università: «Nel 2000 spiega il rettore - la Cdc ha vinto un ricorso al Tar. L'aveva presentato perchè era arrivata seconda alla gara».

L'appalto, come altri, è finito nell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cordova perchè la società che ha eseguito i lavori fa capo a un docente dell'ateneo: un doppio incarico che sarebbe vietato dalla legge. Anche la progettazione delle sedi decentrate è stata affidata ai dipartimenti della Sapienza, con una scelta che però l'università rivendica: «Se ci fossimo rivolti all'esterno, in base alle tariffe minime degli Ordini professionali avremmo dovuto pagare sette milioni 942 mila euro di parcelle. Così invece abbiamo speso tre milioni 395 mila euro, con un risparmio di quattro milioni».

  • Costato otto milioni e affidato alla Cdc guidata da un docente dell'ateneo

 

di Lavinia Di Gianvito
dal Corriere della sera del 10.10.07


Nella ex scuola Silvio Pellico - Sapienza, nuova sede all'Esquilino

L'ex scuola Silvio Pellico, nel cuore dell'Esquilino, torna agli studenti. Sarà la sede del dipartimento di Informatica e sistemistica della facoltà di Ingegneria della Sapienza. Apre agli universitari, dopo un intervento di consolidamento statico e di restauro.

Al taglio del nastro, ieri mattina, presenti tra gli altri il sindaco Walter Veltroni e il rettore dell'università della Sapienza, Renato Guarini. «L'edificio c'è stato concesso in uso dal comune di Roma - ha detto Guarini - a testimonianza dello stretto rapporto tra Comune e Università. Qui si trasferisce un fiore all'occhiello sotto il profilo scientifico e istituzionale, testimonianza della vocazione della capitale sempre più città universitaria». I lavori di ristrutturazione sono costati otto milioni di euro. Il dipartimento accoglie 10 aule, 8 laboratori informatici, una biblioteca e studi per dottorandi e tesisti arredati ex novo.

 

pagina IX - Roma
da La Repubblica del 10.10.07


Esquilino, nuova sede della Sapienza. All'ex Silvio Pellico informatica e sistemistica.

Una nuova sede all’Esquilino per l’Ateneo più grande d’Europa, La Sapienza. Ieri è stata inaugurata la nuova sede del dipartimento di Informatica e sistemistica della facoltà di Ingegneria. La struttura che ospitava l’ex scuola Silvio Pellico, accoglie 10 aule, 8 laboratori informatici, una biblioteca e studi per dottorandi e tesisti.

Nuova sede all’Esquilino per l’Ateneo più grande d’Europa, La Sapienza. Dopo un periodo di restauro l'ex scuola Silvio Pellico, torna infatti agli studenti e diventa la nuova sede del dipartimento di Informatica e sistemistica della facoltà di Ingegneria. Ad inaugurarla ieri mattina il sindaco Walter Veltroni, il rettore de La Sapienza, Renato Guarini, il sottosegretario al ministero dell'Università e della ricerca, Luciano Modica, il direttore del dipartimento di Informatica e sistemistica, Luigia Carlucci Aiello. L’edificio, di proprietà comunale e in concessione all'Università La Sapienza è stato ristrutturato con un totale di 8 milioni di euro. Al suo interno, durante le operazioni di restauro, sono state ritrovate e rese visibili, vestigia romane. Il dipartimento accoglie 10 aule, 8 laboratori informatici, una biblioteca e studi per dottorandi e tesisti arredati ex novo.

«È significativo - ha detto Guarini - che un dipartimento storico si trasferisca in uno stabile che sorge in un quartiere antico e in piena evoluzione. Qui infatti si trasferisce un dipartimento storico, un fiore all'occhiello sotto il profilo scientifico e istituzionale, testimonianza della vocazione di Roma come sempre più città dell'università». «Dove c'era il degrado non c'è cosa migliore che portare vita, e portare studenti nel quartiere dell'Esquilino significa portare vita - aggiunge il sindaco Veltroni - Abbiamo cominciato con la caserma Sani, ora abbiamo recuperato la scuola abbandonata, a breve la zecca diventerà sede della facoltà di scienze della Comunicazione, attualmente in stato di affollamento. Roma è una città universitaria, abbiamo 4 università pubbliche e altre private ma bisogna tendere ad accorpare le sedi in luoghi più funzionali e costruire campus». 

 

da Il Messaggero del 10.10.07


SULL'ONORE DELLA SAPIENZA - Ateneo, inchieste, rilancio

Alla Sapienza, sono in corso inchieste della magistratura. È inevitabile un senso di preoccupazione e di malessere in chi ci studia e in chi ci lavora con impegno e senso di appartenenza. Certamente pervade anche tanti cittadini che hanno sempre guardato con rispetto e orgoglio a questa istituzione culturale di prestigio internazionale.

Niente da dire in ordine al giudizio sui fatti, che spetta soltanto agli organi competenti. Qualcosa da auspicare sul come debba agire in questa circostanza l'ateneo. Un principio dovrebbe fungere da guida: onorare l'istituzione universitaria come sede di costruzione e trasmissione della conoscenza, ma anche come luogo di avanzato civismo, vera e propria scuola dei valori di etica civile. Spetta, quindi, a chi governa La Sapienza aprire le porte a chi sta indagando, facilitare il loro compito, mettendo a disposizione ogni documentazione possa rivelarsi utile, favorire in ogni modo l'accertamento, nei tempi più rapidi possibili, della verità e, qualora ci fossero, delle eventuali responsabilità. Ma per tornare a sognare la nostra università come tempio laico dei saperi e della democrazia, serve qualcosa di più. Un'impennata di orgoglio della più grande università d'Europa, un sussulto delle tante energie positive che la popolano per perseguire tre obiettivi:

1) rendere trasparenti procedure e decisioni di spesa, specialmente nel momento in cui si sta avviando un rilevante progetto di acquisizione di aree e costruzione di nuove sedi con una significativa massa di appalti;

2) far trionfare il merito rifuggendo con puntigliosità da ogni fenomeno di famigliopoli nel reclutamento dei giovani;

3) puntare con determinazione ad innestare un impegno straordinario e diffuso per far crescere la qualità nella didattica, nella ricerca, nella gestione.

Queste vicende spiacevoli possono diventare l'occasione per il rilancio della Sapienza. Perché diventi capofila nella necessaria operazione di sviluppo e di recupero di competitività del sistema universitario e di ricerca del Paese. Perché concorra a costruire nella città, e specie nei giovani, la cultura della legalità e il senso delle istituzioni. Perché restituisca alla nozione stessa di istituzione universitaria pubblica la valenza di sede alta di sapienza, dove si guarda ai valori e al futuro, dove si forgiano coscienze e conoscenze per una una classe dirigente all'altezza delle sfide della società globale e in grado di innestare quel profondo processo di rinnovamento di cui hanno bisogno il nostro sistema politico, la nostra democrazia e la nostra società.

 

di Gianni Orlandi
dal Corriere della sera del 09.10.07


I PROTAGONISTI - Sapienza, parentopoli e sprechi al Senato le accuse al vice rettore. E ieri la Finanza è tornata nell´ateneo per sequestrare i bilanci dal 2002 al 2006. Longhi, ex manager all'Umberto I, parla dell'impero di Frati alla commissione d'inchiesta sulla sanità.

Il «sistema di potere» del vice rettore della Sapienza, Luigi Frati, da un quindicennio incontrastato preside di Medicina, viene messo sotto accusa negli atti della commissione speciale che in Parlamento indaga sullo sfascio della sanità. A muovere le accuse è l'ex direttore dell'Umberto I, Tommaso Longhi. Quali accuse? Dalle responsabilità per il deficit dell'Umberto I alla "parentopoli", dall'elargizione di cattedre e primariati all'organizzazione del consenso, anche attraverso favori e nepotismi, dalle equiparazioni illegittime del personale universitario a quello ospedaliero in vicinanza delle elezioni del rettore, all'inquadramento di Frati come primario oncologo.

E proprio la gestione fallimentare della sanità universitaria è al centro dell'inchiesta del procuratore aggiunto Maria Cordova e del pm Angelantonio Racanelli che hanno già sequestrato i bilanci del Policlinico dell'ultimo quinquennio (dal 2002 al 2006). L'ipotesi è che i soldi destinati all'Umberto I siano finiti anche negli appalti della Sapienza. Ieri la finanza è tornata nell'ateneo, dopo la visita di otto ore, alla fine della settimana scorsa, negli uffici Affari generali, Patrimonio e Personale.

«Si vuole fare in modo», spiega Longhi, «che l'acqua scorra per l'orto, ossia che i finanziamenti si dividano in mille rivoli: ognuno deve avere il suo studio, il suo istituto e deve poter privilegiare la ditta cui fa riferimento. La politica universitaria e i portatori di voti condizionano tutti gli aspetti economico-aziendali del Policlinico». E ancora: «Nell'ospedale universitario ci sono 60 sale operatorie ma la media degli interventi è di 1 al giorno». (...)

 

di Marino Bisso - Carlo Picozza
da La Repubblica del 09.10.07


L'INCHIESTA - Sapienza, supermanager senza laurea. La carriera del dirigente arrivato dalla "Federico II" e i viaggi con l´auto di servizio nel weekend per tornare nella casa di Napoli. Esposto contro la gestione del direttore amministrativo, il geometra D'Amore. È tra i cento italiani di successo citati da Class Indagini di Procura e Corte dei Conti.

Un perito agrario che, abusivamente, fa il direttore dei lavori per i cantieri importanti nel cuore della Sapienza. E non basta: c'è anche un geometra che da quattro anni occupa una poltrona tra le più ambite dell´ateneo più grande d'Europa. Senza laurea, Carlo Musto D'Amore, è il potente direttore amministrativo che governa i conti della città degli studi (un bilancio che sfiora un miliardo di euro per 5 mila dipendenti e 140 mila iscritti). E sul penultimo numero di Class figura nel novero dei «cento italiani di successo internazionale, su cui puntare per la ripresa autunnale: un vero squadrone di testa fatto di manager, artisti, imprenditori, scienziati, intellettuali con un curriculum speciale e un percorso formativo forte, capaci di spiegare come farsi valere fuori dai confini nazionali».

Al suo predecessore fu contestato l'uso dell'auto dell'università per i rientri a casa fuori regione? E lui, Musto D'Amore - lo scrivono in un esposto i dirigenti del sindacato Cisas Università - inciamperebbe nella stessa pratica. Con la macchina di servizio, si fa accompagnare a Napoli dall'autista dell'ateneo, tra le mura domestiche, nei fine settimana. Partenza il venerdì sera e rientro a Roma il lunedì mattina. Tra le sue giustificazioni, quelle pesanti borse che, come un carico di ansia, deve portarsi dietro per i "compiti a casa". La gestione del manager della Sapienza è così finita all'attenzione dei magistrati della Corte dei Conti e del procuratore aggiunto Maria Cordova che coordina l´inchiesta sugli appalti d'oro nell'edilizia universitaria. Il reato ipotizzato è abuso d'ufficio, ma non ci sono ancora indagati.

«Disinvoltura», «carenza di potere», «violazione delle leggi». L'esposto non risparmia accuse: «Senza concorso pubblico Musto D'Amore assume con un contratto da dirigente, Fabrizio De Angelis, nipote di Tommaso Pelosi (il direttore amministrativo dell´università Federico II di Napoli, sospeso nel ´94 perché coinvolto in un'inchiesta giudiziaria sulle assunzioni privilegiate nell'ateneo partenopeo; ndr)». Poi Musto D'Amore ingaggia «lo stesso Pelosi nel collegio dei sindaci, una volta andato in pensione», scrivono nell'esposto i sindacalisti. I legami del direttore amministrativo con la Federico II sono forti: da quando Musto D'Amore è alla Sapienza, la forza lavoro partenopea è lievitata tra i marmi razionalisti voluti da Marcello Piacentini.

Ma non è solo il sindacato a rivolgere critiche al potente geometra. Sui costi della "immagine coordinata", dal marchio con la "nuova" Minerva alla carta intestata (200 mila euro più iva), i collettivi studenteschi lanciano accuse per la «spesa spropositata»: «Ancora più rabbia ha suscitato la posizione del direttore amministrativo», si legge nel sito degli studenti della Sapienza, «che nel corso del Cda ha mentito sulla cifra spesa dichiarando un esborso intorno agli 85 mila euro».

Critiche e denunce ormai sono entrate anche nel Consiglio di amministrazione dell'ateneo. Antonio Sili Scavalli, che nelle assise siede come rappresentante dei ricercatori, il 3 aprile scorso, incalza il rettore e lo stesso Musto D'Amore: «Chiedo se sia applicabile al direttore amministrativo della Sapienza quanto ha stabilito la Corte dei conti nella seduta del 3 maggio 2001, negando il visto di legittimità alla proposta di nomina a dirigente di un ragioniere presso il ministero dell'Ambiente». Di più: Sili Scavalli chiede al rettore se Musto D'Amore sia andato in pensione con l'università di Napoli e se allo stesso sia stato riformulato il contratto con la Sapienza. Poi, considerato il silenzio, il primo ottobre scorso «diffida il rettore»: «Senza una risposta, mi rivolgerò nuovamente alla Corte di conti e alla Procura della Repubblica».

  • L'APPALTO - il parcheggio: La realizzazione del parking sotterraneo dell'ateneo (8,8 milioni) è stata affidata alla Cpc, spa di cui è presidente Leonardo Di Paola docente di Estimo. L'ad della spa è suo figlio Marco, docente a contratto.
  • LA PROCURA - Abuso D'Ufficio: È il reato per cui procede il procuratore aggiunto Maria Cordova che, con il pm Angelantonio Racanelli, indaga sulle presunte irregolarità nell'affidamento di incarichi e appalti di edilizia universitaria.
  • LA PARENTOPOLI - Il concorso: La figlia del rettore, Maria Rosaria Guarini, il 14.2.'06 vince il concorso da ricercatrice Una riunione della commissione si tiene nello studio di Di Paola. Nello stesso edificio c'è anche la sede della Cpc spa.

 

di Marino Bisso - Carlo Picozza
da La Repubblica del 08.10.07


Inchiesta sulla Sapienza gli ultimi cinque bilanci sequestrati dalla Finanza. Intrecci con i verbali di Speziale su Lady Asl

I bilanci sequestrati. E decine di appalti finiti al vaglio della procura. Sono stati almeno cinque, l'ultimo venerdì scorso, i blitz compiuti dalla Guardia di finanza negli uffici della Sapienza per acquisire documenti. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cordova, è cominciata a gennaio, dopo i casi di legionella al Policlinico e la scoperta che i 200 milioni di euro stanziati per la ristrutturazione dell'Umberto 1° non erano mai stati spesi. E poichè l'università e l'ospedale sono «governati» da un unico bilancio, l'ipotesi è che i soldi del Policlinico siano stati destinati a coprire, almeno in parte, i costi di realizzazione delle sedi decentrate dell'ateneo. Un affare da 370 milioni di euro.

Nei giorni scorsi il Nucleo di polizia tributaria ha consegnato alla procura una prima informativa sui bilanci sequestrati: cinque, quelli relativi agli anni tra il 2002 e il 2006. Si tratta di un rapporto preliminare, in cui i finanzieri descrivono i criteri seguiti nella redazione delle scritture contabili. L'obiettivo infatti è accertare se ci siano stati trasferimenti di fondi da un capitolo di spesa a un altro, poichè si tratterebbe di passaggi vietati dalla legge.

Decine di scatoloni sono accatastati nella sede del Comando provinciale delle Fiamme gialle, in via Nomentana, in attesa di essere consegnati alla procura. Cinque faldoni sequestrati dai carabinieri del Nas sono invece già da tempo negli uffici di piazzale Clodio: anch'essi riguardano gli appalti, dai servizi alla mancata ristrutturazione degli impianti elettrici e idraulici. All'esame della procura ci sono centinaia di documenti sui lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, gli importi, le gare, i sistemi di aggiudicazione. I documenti sono stati acquisiti all'indomani delle ispezioni che avevano rivelato il degrado e la sporcizia dell'Umberto 1°.

Non solo: c'è un filo rosso che lega l'inchiesta sulla Sapienza e quella condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo su Lady Asl. Il trait d'union è una ditta che da una quindicina d'anni fornisce lenzuola e camici al Policlinico. La società, per vincere lo stesso appalto al Pertini (Asl Rm B, mentre l'Umberto 1° è nel territorio della Asl Rm A), avrebbe pagato 100-200 mila euro di tangenti. A rivelarlo è stato Cosimo Giovanni Speziale, l'ex direttore generale della Asl RmB arrestato, condannato e diventato uno dei «pentiti» dell'inchiesta sugli affari di Anna Giuseppina Iannuzzi. «Loro - ha raccontato il manager riferendosi ai proprietari della ditta - mi hanno chiesto: "Che dobbiamo fare?". Dico: "A me non mi dovere fare niente; andate da..."». Se è stata versata una mazzetta per vincere una gara al Pertini, come escludere che sia accaduto anche all'Umberto I? E che le tangenti abbiano inquinato anche gli altri appalti?

L'inchiesta, al momento aperta per abuso d'ufficio, potrebbe presto ipotizzare un reato molto più grave: la corruzione.

  • L'ipotesi che i soldi dell'Umberto I siano stati «deviati» verso l'ateneo

 

di Lavinia Di Gianvito
dal Corriere della sera del 07.10.07


Sapienza, tutti gli appalti sotto accusa. Si allarga l'inchiesta sulle presunte irregolarità nell'affidamento degli incarichi per le opere di edilizia universitaria. Dall'Aula magna a Odontoiatria fino ai lavori a Legge.

È il "non possumus" di un dirigente dell'Ufficio tecnico della Sapienza ad aprire il varco ad appalti e incarichi nella più grande università d'Europa. La ventina tra geometri, architetti e ingegneri dipendenti del primo ateneo romano non è in grado di svolgere le funzioni per cui sta lì? Niente paura, il rettorato si rivolge ad altri. Eppure, nel solo Ufficio tecnico, almeno cinque esperti con la "patente" di "ep", elevata professionalità, sarebbero in grado di firmare progetti e dirigere i lavori. Nell'intero ateneo di "ep" tecnici ce n'è almeno una ventina. Ma il rettorato guarda all'esterno, ai dipartimenti e ai professionisti sul mercato. Così fioriscono gli affidamenti delle progettazioni (preliminari e definitive) e gli appalti dei lavori a imprese controllate da docenti. Ma incarichi e cantieri sono finiti al centro dell'inchiesta del procuratore aggiunto Maria Cordova e del pm Angelantonio Racanelli. Il reato ipotizzato? Abuso di ufficio. E ai piani alti della Sapienza sono in tanti a tremare. Anche perché molti progetti sono da mesi nel mirino della Corte dei conti, dopo un esposto presentato da un sindacato. E ora i magistrati valuteranno se si sono consumati degli illeciti.

La progettazione della sala del senato accademico (2,2 milioni) è stata affidata «senza selezione» a un architetto di Avellino e il direttore dei lavori è un perito agrario, ora indagato per esercizio abusivo della professione. Per i progetti delle nuove aule nell'area dell'ex centrale termica (190 mila euro) è stato incaricato un professionista esterno. Come esterno, un ingegnere, è il direttore operativo della ristrutturazione della Clinica odontoiatrica (5,5 milioni), mentre i collaudi statico e tecnico-amministrativo sono stati affidati a un prof della Sapienza. La "nuova" Clinica ortopedica (sui 600 mila euro), ora quasi ultimata, ha come progettista e rup (responsabile unico del procedimento) un dipendente dell'Ufficio tecnico. E per aggirare l'ostacolo dell'incompatibilità tra le due funzioni il progetto è stato diviso in due: impianti ed edilizia.

Con una convenzione, il rettore ha delegato il provveditorato ai Lavori pubblici a soprintendere alle procedure di costruzione del parcheggio interrato (8,8 milioni) e del completamento della sopraelevazione di Giurisprudenza (sui 4 milioni). Anche il rup per la ristrutturazione dei tunnel dell´Umberto I è un collaboratore a contratto dell´azienda Policlincio.

L'elenco è sotto gli occhi delle fiamme gialle che in queste ore stanno preparando un rapporto da passare ai magistrati. Sotto la lente degli inquirenti non ci sono solo incarichi e cantieri. Il procuratore Cordova vuole capire se esistano relazioni tra affidamento dei lavori a prof-imprenditori e concorsi vinti dai parenti del rettore Renato Guarini.

 

LA PRECISAZIONE - "Denunciata da un collega". Precisa Paola Di Bisceglie: «L'indagine nei miei confronti è scaturita dalla denuncia di un collega, per motivi personali, relativi all'assegnazione di incarichi di servizio già alla base di un ricorso al Tar. L'iscrizione del mio nome è dunque un atto dovuto. Non è esatto che l'indagine abbia oggetto l'affidamento dell'incarico di progettazione a un professionista esterno all'Ateneo, né che l'attenzione degli investigatori sia concentrata sull'eventuale incremento dell'appalto: fatti antecedenti alla mia nomina di coordinatore degli Uffici Tecnici. Non sono mai stata interrogata dalla Finanza, né sono una figura chiave del decentramento della Sapienza».

 

di Marino Bisso - Carlo Picozza
da La Repubblica del 07.10.07


Appalti d'oro e parentopoli. Fiamme Gialle alla Sapienza. Accertamenti anche sul rettore dell'Università della capitale.

ROMA - Appalti di edilizia universitaria e spa controllate da docenti dell'ateneo, concorsi pilotati per parenti e amici e ora la "Parentopoli" investe lo stesso rettore della Sapienza. È l'inchiesta della Procura di Roma sull'ateneo più grande d'Europa.

L'aggiunto Maria Cordova e il pm Angelantonio Racanelli vogliono far luce sulle commistioni tra incarichi d'oro e docenze. E ieri la Finanza, un maggiore e sei sottufficiali hanno invaso gli uffici Affari Generali, Personale e Patrimonio. Per otto ore hanno spulciato atti e acquisito la documentazione del parcheggio interrato che dovrà liberare dalle auto la città degli studi. L'opera, avviata a marzo, costa 8,8 milioni. Commissionata dalla Sapienza, è stata appaltata dal provveditorato per i Lavori pubblici e poi affidata alla Cpc, Compagnia progettazione e costruzioni il cui presidente è l'architetto Leonardo di Paola, docente di Estimo. Suo figlio Marco, amministratore delegato della spa, già presidente dei giovani costruttori Ance, alla Sapienza è professore a contratto ad Architettura.

Con le carte sul bando e appalto del parking, i finanzieri della Tutela spesa pubblica, del colonnello Fabio Pisani, si sono fatti consegnare gli atti sul concorso da ricercatore per l'area di Estimo vinto da Maria Rosaria Guarini, figlia maggiore dell'attuale rettore. Così tra le carte al vaglio dei magistrati entra un nuovo capitolo della "Parentopoli" alla Sapienza dopo i precedenti consumati dal prorettore vicario Luigi Frati i cui voti nel 2005 sono stati decisivi per l'elezione di Renato Guarini. Il numero "due" della Sapienza, potente preside di Medicina, è riuscito a rendere più "familiare" l'ambiente di lavoro. Così, tra cattedre ad amici e colleghi fidati, Frati vanta tre professori in casa: la moglie e i due figli.

Anche il rettore Guarini ha famiglia: due figlie sono nella sua università. Per gli esami da ricercatrice, Maria Rosaria sceglie la materia insegnata da Di Paola che, con altri due docenti, tiene la prima seduta di commissione nel suo studio privato, in un palazzo di pregio dove ha sede anche la sua spa. La stessa che sta realizzando il parking sotterraneo. Le altre riunioni della commissione si tengono ad Architettura. Dai verbali è l'architetto Maria Rosaria Guarini, fino allora impiegata della Sapienza con mansioni tecnico-amministrative, a uscire incontrastata. Dalla sua, ci sono anni di dottorato e insegnamento. Gli altri due candidati non hanno speranze. Armando R., laureato in Agraria, non allega al curriculum pubblicazioni. Mario M., architetto, «dichiara tre pubblicazioni che non esibisce». Alle prove, scritte e orali, si presenta solo lei, Maria Rosaria Guarini. E dopo sei riunioni, nel giro di un mese (dal 9 gennaio al 9 febbraio 2006) la commissione la sceglie come ricercatrice. Cinque giorni dopo, l'atto è controfirmato da suo padre, il rettore Guarini. L'altra figlia, Paola, dall'ottobre 2006, insegna Architettura degli interni. Ancora prima dell'investitura avrebbe svolto attività didattica nonostante il contratto da impiegata. Anche il suo compagno, geologo, presta servizio alla Sapienza.

 

di Marino Bisso - Carlo Picozza
da La Repubblica  del 06.10.07


"Subito gli ispettori alla Sapienza". Sindacati e studenti chiedono l'intervento di Mussi e Di Pietro. Interrogazioni dei deputati Smeriglio e Longhi su appalti e concorso della figlia del rettore Guarini.

Subito l'invio degli ispettori dei ministeri dell'Università e dei Lavori pubblici alla Sapienza. Lo chiedono alcuni parlamentari, i dirigenti di Cgil e Uil, quelli dei Cobas, della Cisas Università, dell'Udu, Unione degli universitari. Alcuni (Cobas e Cisas), sollecitano le dimissioni del rettore. I controlli invocati dovrebbero far luce sulle presunte irregolarità nell'affidamento di maxiappalti di edilizia universitaria ad alcuni docenti dell'ateneo. La vicenda è già al centro degli accertamenti disposti dal procuratore aggiunto Maria Cordova che sta indagando su alcune opere nell'università più grande d'Europa e sui cantieri aperti tra i 46 padiglioni del policlinico Umberto I.

In particolare il deputato dei Comunisti italiani, Aleandro Longhi, presenterà una richiesta di chiarimenti al ministro Fabio Mussi. «Siano immediatamente inviati alla Sapienza gli ispettori del ministero», esorta. «E si accerti se siano state consumate irregolarità nello svolgimento del concorso da ricercatore vinto da Maria Rosaria Guarini, figlia del rettore». La prima seduta della commissione esaminatrice per un posto da ricercatore si era tenuta nello studio privato dell'architetto Leonardo Di Paola, docente di Estimo e di Economia edilizia nella facoltà di Architettura, è presidente della Cpc, Compagnia progetti e costruzioni, la spa cui sono stati affidati i lavori di progettazione e realizzazione del parcheggio vicino allo slargo della Minerva. L'opera, che sfiora i 9 milioni di euro, è stata commissionata dall'ateneo e appaltata dal provveditorato alle Opere pubbliche.

Sul caso-Sapienza il deputato Massimiliano Smeriglio, segretario della federazione romana di Rifondazione comunista annuncia la consegna di un'interrogazione al ministro dell'Università «con la richiesta di un'indagine ispettiva alla Sapienza».

«Si metta la parola fine alla pratica degli appalti poco trasparenti nell'ateneo più grande d'Europa», esorta il segretario regionale della Uil Funzione pubblica, Sandro Biserna. «I cittadini - commenta - non la tollerano più. Chiediamo l'intervento deciso degli ispettori del ministero, della Corte dei conti, della Procura». Dello stesso tono la dichiarazione del segretario regionale della Federazione dei lavoratori della Conoscenza della Cgil, Stefano Di Caro: «La vicenda dell'Umberto I segnalata da Repubblica, ripropone la necessità di un intervento tempestivo e deciso del ministro e dei giudici». E i Cobas dell'area Sanità, Università e Ricerca si domandano: «Come fanno i dirigenti dell'Università e del Policlinico a non andare a casa?». Dopo aver presentato un esposto alla Corte dei Conti, la Cisas Università chiede esplicitamente le dimissioni del rettore Renato Guarini che «così potrà tutelare meglio la propria immagine». E l'Unione degli universitari sollecita il ministero dell'Università: «Si stringa un patto per la legalità negli atenei per restituire credibilità alle istituzioni universitarie».

 

di Marino Bisso - Carlo Picozza
da La Repubblica del 05.10.07


Sapienza, esami nella spa degli appalti. E a vincere il concorso da ricercatrice è la figlia del rettore. È la società Ccp di cui è presidente Leonardo Di Paola, docente di Estimo. Affidata all'azienda la realizzazione del parking da 8,8 milioni di euro. Promossa Maria Rosaria Guarini, gli altri candidati non si sono presentati.

Società per azioni dirette da baroni ai quali vengono appaltati lavori alla Sapienza e non solo. C'è anche una commissione di esame per scegliere un ricercatore universitario, che si riunisce nello studio privato di uno dei titolari della spa cui sono stati affidati i lavori della Nuova Università. Appalti al centro delle indagini di Procura e Authority per le opere pubbliche. E c'è un candidato illustre ad aggiudicarsi il posto, la figlia del rettore. Tutto regolare sulla carta. Nessuno degli aspiranti ricercatori in lizza opporrà ricorso. Anche perché a presentarsi agli esami è solo lei.

Lo studio professionale che ospita la commissione esaminatrice è quello dell'architetto Leonardo Di Paola, docente di Estimo e di Economia edilizia nella facoltà di Architettura nonché presidente della Cpc, Compagnia progetti e costruzioni, cui sono stati affidati i lavori di progettazione e realizzazione del parcheggio interrato per liberare da auto e moto lo slargo della Minerva nell'ateneo più affollato d'Europa (140 mila iscritti).

Commissionata dalla Sapienza, l'opera è stata appaltata dal Provveditorato alle Opere pubbliche per un importo che sfiora i 9 milioni di euro (8,8). I lavori sono iniziati nel marzo 2007.

È il 14 febbraio 2006 quando l'impiegata della Sapienza, architetto Maria Rosaria Guarini (qualifica D2 con mansioni tecnico-amministrative), diventa ricercatrice universitaria per l'area scientifica di Estimo nella facoltà di Valle Giulia. La stessa materia insegnata da Leonardo Di Paola, suo selezionatore insieme con i colleghi Ferruccio Zorzi e Alfredo Passeri. La commissione di esami, il 9 gennaio 2006, si riunisce in piazza della Marina 1, nello studio del professor Di Paola. Un palazzo di pregio. È a un tiro di schioppo dalla facoltà di Architettura e qui ha sede legale la sua società, Cpc (di cui è amministratore delegato suo figlio, l'avvocato Mario Di Paola, docente a contratto nella stessa facoltà e presidente dei giovani imprenditori dell'Associazione nazionale costruttori edili della Confindustria). Alla Compagnia di progettazione e costruzioni si accede anche dall'ingresso principale, in via Flaminia 79.

Alla stessa spa, con i lavori per il parking (interrotti e ripresi l'estate scorsa dopo il rinvenimento di reperti archeologici), sono stati appaltati «il restauro e il risanamento strutturale dell'ex scuola Silvio Pellico» per farne, nel centro di Roma, una sede della facoltà di Informatica. Un'opera della discordia. Finisce in un esposto che attira l'attenzione dell'autorità di Vigilanza sui contratti per il lavori pubblici. Così, nel 2002 vengono bloccati i cantieri. Sono stati «affidati incarichi di progettazione senza un'adeguata pubblicità». Lavori fermi anche nel 2004. Motivo: «l'errata progettazione, a firma di un docente, del consolidamento strutturale». Un ritardo di quattro anni. Con lievitazione dei costi al seguito, «800 mila euro», come segnala in un esposto il segretario del sindacato Cisas Università, Giuseppe Polinari. «Ma - spiega - nominata dalla Sapienza, la commissione d'inchiesta non ha mai chiarito le responsabilità di errori e ritardi».

Per valutare curricula e titoli dei candidati, la commissione di esami si dà appuntamento in piazza della Marina 1, lo studio di Di Paola. I verbali danno conto che tra i contendenti, l'unica a poter aspirare al primo gradino della carriera della docenza universitaria è proprio lei, Maria Rosaria Guarini, figlia di Renato. Vanta, infatti, tra gli altri titoli, anni di dottorato e insegnamento nella facoltà di Valle Giulia e master alla Luiss di Siena e alla Normale di Pisa. Gli altri due concorrenti, invece, non hanno speranze. Armando R., laureato in Agraria a Napoli, non allega al curriculum pubblicazioni di sorta. Mario M., architetto, ha esperienze di «progettazione, direzione lavori e stime» e «dichiara di avere al suo attivo tre pubblicazioni che, tuttavia, non presenta». Alle prove, scritte e orali, si presenta solo lei, Maria Rosaria Guarini. E dopo sei riunioni (cinque delle quali «nell´aula 2 della facoltà di Valle Giulia»), nel giro di un mese (dal 9 gennaio al 9 febbraio 2006) la commissione la incorona ricercatrice. Cinque giorni dopo l´atto viene controfirmato da suo padre, il rettore Renato Guarini.

 

di Marino Bisso - Carlo Picozza
da La Repubblica del 04.10.07


LA LETTERA - "Nel mio ateneo non c´è malaffare". Il rettore Guarini interviene dopo l'inchiesta di Repubblica. La stazione appaltante che si occupa dei parcheggi non è l'università.

Gentile Direttore, negli ultimi giorni «la Repubblica» ha pubblicato nelle pagine delle cronache cittadine alcuni articoli sul tema delle opere edilizie alla Sapienza. Articoli che costituiscono nel loro complesso una vera e propria campagna denigratoria, particolarmente negativa per la nostra università in questa fase di inizio dell'anno accademico. Le informazioni riportate non rispondono al vero o sono collegate tra loro in modo strumentale, allo scopo di sostenere un'unica tesi, ovvero che la nostra università sia un covo di malaffare. Lo affermo fatti alla mano. Un'iniziativa come quella del parcheggio interrato - il primo intervento che sia stato attuato da molti anni per il ripristino degli spazi esterni della città universitaria - viene bollata sull'edizione del 3 ottobre, come un'operazione semicriminosa.

Viene ipotizzato che la Sapienza abbia commesso irregolarità nell'affidamento dell'appalto, ignorando che la stazione appaltante è il Provveditorato alle opere pubbliche. L'autore dell'articolo insinua persino che potrebbero essere stati dirottati fondi destinati alla ricerca, quando l'investimento è stato reso possibile attraverso un faticoso recupero di fondi Fio in scadenza, esplicitamente vincolati alla costruzione di posteggi: cosa c'entrano allora le risorse per la ricerca?

Il 28 settembre un articolo dello stesso tono - «Appalti alla Sapienza, indagato un funzionario» - coinvolge pesantemente una dipendente dell'Ateneo. Per «la Repubblica» non ha nessuna importanza che l'indagine sia scaturita solo dalla denuncia di un altro funzionario che ha intrapreso iniziative in sede giudiziaria riguardo all'assegnazione di incarichi professionali interni, peraltro incassando già un primo alt dal Tribunale amministrativo.

Purtroppo gli articoli degli ultimi giorni sull'edilizia universitaria, programma che vede coinvolti numerosi soggetti istituzionali e che riveste un ruolo strategico nello sviluppo di Roma, legittimano l'ipotesi di un atteggiamento volutamente scandalistico e pregiudiziale delle pagine della cronaca romana del Suo giornale nei confronti dell'Ateneo. Ciò amareggia e sorprende, anche in considerazione della storia e della capacità di approfondimento che caratterizzano la testata da Lei diretta. Le chiedo di poter comprendere la ragione di questa palese forzatura dei fatti e mi vedo costretto a informarLa che sto verificando tutte le forme di tutela possibili dell'Ateneo anche attraverso atti formali.

 

di Renato Guarini
da La Repubblica del 04.10.07


Sapienza, inchiesta su appalti & baroni. Accertamenti dell'Authority per i lavori pubblici su alcune opere di edilizia universitaria realizzate da s.p.a. controllate da professori. Il caso del nuovo parcheggio sotterraneo dell'Ateneo

Maxiappalti & baroni alla Sapienza: ora anche l'authority di Vigilanza sui contratti per le opere pubbliche indaga sulla presunta «violazione del divieto di conferire incarichi professionali (anche se non retribuiti) a docenti universitari a tempo pieno». La commistione è già oggetto dell'inchiesta del procuratore aggiunto Maria Cordova e dal pm Angelantonio Racanelli.

Sotto la lente dell'Authority finiscono i cantieri della Cpc, Compagnia progetti e costruzioni, la spa che sta realizzando il parcheggio interrato per liberare da auto e moto lo slargo della Minerva nell'ateneo più affollato del Vecchio Continente. È una delle opere avviata dalla società il cui presidente, l'architetto Leonardo Di Paola, è titolare della cattedra di Estimo ed Economia edilizia nella facoltà di Architettura. Suo figlio Mario, avvocato e docente a contratto nella stessa facoltà (Diritto di opere e lavori pubblici nell'edilizia), della spa è amministratore delegato e all'Ance, associazione nazionale costruttori edili è presidente dei giovani imprenditori.

Ora l'Authority vuole vederci chiaro. Chiede le carte all'università. Vuole appurare se i finanziamenti per realizzare le opere pubbliche siano stati distolti dalle attività di ricerca. Vuole capire se nel cuore dell´ateneo razionalista disegnato da Marcello Piacentini, si stia consumando un'irregolarità. Se ci sia incompatibilità tra le funzioni di docente e quelle di fornitore di servizi. In particolare l'Authority vuole verificare se ci sia stata una «violazione del divieto di conferire incarichi professionali a docenti a tempo pieno, precisato dall´articolo 11 del DpR 382 dell´11 luglio 1980». Un divieto che l'università, in nome dell'autonomia, potrebbe aver superato, «mediante una modifica all'articolo 50 del regolamento di ateneo, con delibera numero 353 del 20 giugno 2006».

In altre parole, l'Authority accerterà se «la nuova disposizione» sia lecita o no. Se quella delibera abbia o meno «attribuito in modo esplicito al rettore il potere di assegnare, in via fiduciaria, incarichi di progettazione a docenti a tempo pieno in deroga al regime di incompatibilità previsto». Anche se la Cpc si è aggiudicata la realizzazione del parcheggio passando il vaglio di una regolare gara indetta dal Provveditorato alle opere pubbliche.

E dallo scorso marzo, il nome della Compagnia di progetti e costruzioni è in bella vista sul cartello del cantiere che, tra i marmi bianchi della città degli studi, sta realizzando, con un finanziamento di quasi nove milioni di euro (8,8), il parking che accoglierà sotto terra 350 auto.

 

di Marino Bisso - Carlo Picozza
da La Repubblica del 03.10.07


Sapienza, lavori diretti da un perito agrario. INDAGINE sulla ristrutturazione milionaria.

A chi si affida la direzione dei lavori quando si decide di ristrutturare un immobile? A un ingegnere? A un architetto? A un geometra?

Errore: a un perito agrario, anhe se il suo titolo di studio ha ben poco a che fare con calcoli strutturali e cemento armato.

Sembra uno scherzo, ma non lo è: è successo alla Sapienza, dove per i lavori di restauro della sala del senatino del Rettorato la scelta è caduta, appunto, su un perito agrario. L'appalto però, da un milione e mezzo di euro, è finito negli uffici della procura, che ora indaga sulla sua regolarità.

L'inchiesta è stata affidata al pm Maria Cristina Palaia ed è coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cordova. I magistrati contestano la nomina del perito agrario, ma non solo: secondo la procura, la Sapienza non avrebbe dovuto incaricare della progettazione del restauro una ditta esterna, come invece è successo.

L'impresa ha vinto una gara che sembra essersi svolta regolarmente e ha poi eseguito i lavori ma, si sostiene a piazzale Clodio, a progettare l'intervento avrebbe dovuto essere l'università.

Per questo la responsabile dell'ufficio tecnico dell'Ateneo, Paola Di Bisceglie, è finita sul registro degli indagati per abuso d'ufficio, mentre al perito agrario è contestato il reato di «esercizio abusivo di una professione».

Un'altra inchiesta sulla Sapienza vuole verificare la regolarità delle procedure d'appalto seguite per realizzare le sedi decentrate e gli impianti sportivi e i parcheggi in via De Lollis.

Nei mesi scorsi la Finanza ha acquisito una montagna di documenti, che ora dovranno essere esaminati per stabilire se la legge sia stata rispettata.

 

di L.D.G.
dal Corriere della sera del 28.09.07


L'INCHIESTA - Appalti alla Sapienza indagato un funzionario. Paola Di Bisceglie è accusata di abuso d'ufficio.

Primi indagati nell'inchiesta sugli appalti alla Sapienza. Tra le opere finite sotto la lente della Procura c'è anche la ristrutturazione dell'aula del Senatino, al primo piano del palazzo del rettorato. L'indagine del pm Maria Cristina Palaia è uno dei filoni della super-inchiesta sulle presunte irregolarità nelle procedure di assegnazione dei maxi appalti nel settore dell´edilizia universitaria coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cordova.

A finire sul registro degli indagati è uno dei massimi dirigenti della Sapienza: Paola Di Bisceglie che coordina gli Uffici tecnici dell´ateneo più grande d'Europa. Il reato ipotizzato è l'abuso d'ufficio. Nelle scorse settimane, interrogata dalla Finanza, l'alto funzionario ha respinto tutte le accuse. Gli investigatori le contestavano di non aver seguito una procedura corretta nell'assegnazione della progettazione. E in particolare vogliono capire per quale ragione l'incarico non sia stato affidato ai tecnici interni all'università ma a professionisti esterni. Altra questione riguarda l'importo dell'opera: circa un milione mezzo di euro. Gli investigatori vogliono comprendere se l'appalto sia stato gonfiato o se i costi siano giustificati anche da interventi di consolidamento statico.

Il reato di esercizio abusivo di professione è stato, invece, contestato a un perito agrario che avrebbe avuto l'incarico della direzione del cantiere. Il dirigente dell'Ufficio tecnico ora sotto accusa è anche una delle figure chiave del piano di decentramento della Sapienza. Proprio su questa vicenda la Finanza ha acquisito nei mesi scorsi montagne di carte e delibere. La documentazione ora è al vaglio del sostituto procuratore Angelantonio Racanelli.

 

di Marino Bisso
da La Repubblica del 28.09.07


L'intervista - Il rettore Guarini: "Macché appalti, solo incarichi". "C'è chi sparge veleni con lettere anonime".

«Un'inchiesta? Non mi risulta, ma non mi meraviglierebbe: è il frutto di lettere anonime. Qui, c'è chi sparge veleni. E i nostri non sono appalti, ma semplici incarichi ai dipartimenti che ci fanno risparmiare milioni». Il rettore Renato Guarini difende le scelte sulla progettazione della Nuova Sapienza.

  • Che tipo di incarichi sono?
    «Per studi di fattibilità elaborati da alcuni dipartimenti di Architettura e di Ingegneria con docenti, ricercatori e dottorandi i cui nomi, intorno ai 400, sono scritti nel bel volume che dà conto del progetto edilizio dell'università che verrà».
  • Per gli onorari degli incarichi sono stati impegnati 20 milioni?
    «No, solo 4. I direttori di dipartimento corrispondono ai progettisti, dal professore al dottorando, parcelle di gran lunga inferiori a quelle previste dagli ordini professionali. Un'università che progetta i suoi spazi fa un'operazione culturale. A questa noi abbiamo dedicato 30 mesi di lavoro, l´impegno di 400 persone con il risultato di un bel piano per i 200 mila metri quadrati dei tre campus al Santa Maria della Pietà, all´ex Snia e a Pietralata».
  • Ora però la responsabile dell'Ufficio tecnico viene indagata per un altro incarico sospetto...
    «Non mi risulta. C'è chi sparge veleni con lettere anonime: forse l'indagine è partita da queste».
  • La magistratura ha aperto un'inchiesta anche sullo svolgimento delle prove per l'accesso alle facoltà a numero chiuso...
    «Anche di questo non sono stato informato. So solo che sui test di accesso siamo un modello di organizzazione: i posti sono stati assegnati ai candidati in base alla loro data di nascita».

 

di Carlo Picozza
da La Repubblica del 28.09.07


Sapienza, inchiesta sui maxi-appalti. Blitz della Finanza all'università. Coinvolti impiegati e luminari. La magistratura indaga sulle procedure seguite nell'assegnazione delle opere e sul business delle sedi decentrate. Al lavoro il capo della Procura Ferrara e l'aggiunto Cordova.

Una super inchiesta della Procura sui maxi appalti alla Sapienza. Procedure irregolari nell'assegnazione dei lavori per la realizzazione di nuovi edifici e aule universitarie. Dall'inizio dell'estate gli investigatori della guardia di finanza stanno mettendo a soqquadro gli uffici amministrativi dell'ateneo più grande d'Europa a caccia di documentazione compromettente su molte opere e intrecci societari che vedrebbero coinvolti anche "intoccabili" docenti della Sapienza. Un business da centinaia di milioni di euro che ruota anche attorno al piano da 370 milioni di euro per il decentramento della più importante università della capitale.

L'inchiesta è coordinata dal procuratore Giovanni Ferrara e dall'aggiunto Maria Cordova a capo del pool specializzato nei reati contro la pubblica amministrazione. I reati ipotizzati vanno dal falso all'abuso d´ufficio. In questi mesi gli uomini delle fiamme gialle, hanno acquisito decine di scatoloni pieni zeppi di carte, di pratiche e di delibere votate dal consiglio di amministrazione della Sapienza.

Le indagini sono scattate, la scorsa estate, a seguito dei controlli effettuati dalla Finanza su alcuni cantieri già aperti all'interno della cittadella degli studi di Castro Pretorio. Gli investigatori in particolare hanno visitato la sede dell'Ufficio tecnico, della Ripartizione terza Affari Patrimoniali e dell'Ufficio al personale. Le indagini puntano a verificare soprattutto se si siano verificate commistioni tra mondo universitario, professionisti e imprenditori che hanno poi ricevuto l'incarico di progettare o realizzare i nuovi spazi da destinare allo studio e non solo. I campus universitari che dovrebbero sorgere nei quartieri Pietralata e San Lorenzo, prevedono infatti anche la costruzione di impianti sportivi e parcheggi in via De Lollis. Il piano di edilizia universitaria della Sapienza, varato l'anno scorso, ha in programma anche la riconversione dell'ex Snia Viscosa e dell'ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà.

Dallo scorso dicembre è depositato al Tar un ricorso contro la procedura seguita dalla Sapienza di affidare la progettazione delle nuove sedi ad alcuni professori di Architettura e di Ingegneria. Un incarico deciso senza alcun bando pubblico. Una procedura difesa dal rettore della Sapienza, Renato Guarini, che parla solo di «attività di ricerca universitaria» e non di «incarichi professionali». L'attività di progettazione, comunque, costerà solo per gli onorari circa 20 milioni di euro. Ora anche su queste parcelle d'oro la Procura vuole vederci chiaro.

 

di Marino Bisso
da La Repubblica del 27.09.07

 

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vedi anche:

Protocollo sugli appalti a Roma

Comune, sindacati ed imprenditori - rass. stampa

Ancora la «Merloni» sull'appalto integrato

Codice appalti - agg. rassegna stampa

Le nuove norme deontologiche

per la professione di architetto

Norme di Deontologia Professionale

in vigore dal 01.01.2007


data pubblicazione: giovedì 11 ottobre 2007
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