Deludente il II correttivo del Codice Appalti

Sintesi delle principali modifiche apportate

Il secondo decreto correttivo è stato approvato con DLgs 31.7.2007 n.113. Il testo del Codice degli appalti DLgs 163/2006, coordinato con DLgs 113/2007 è stato pubblicato dal settimanale Edilizia e Territorio n.32/33 2007.

 

Segnalo solo alcune modifiche importanti ai fini della progettazione.

  • L'appalto di progettazione (definitiva e/o esecutiva) e costruzione è consentito, senza alcun limite, al disopra della soglia di € 5.278.000. Al di sotto della soglia è consentito solo in caso di opere di speciale complessità, di progetti integrali, o di lavori di manutenzione, restauro e scavi archeologici (art.53 e art. 122). Come ho sostenuto da anni, questo tipo di appalto è negativo per la qualità dell'architettura perché spezza in due tronconi la progettazione, affidando il progetto esecutivo e/o il progetto definitivo all'impresa di costruzione. Rispetto al DLgs 163/2006 la modifica ora introdotta restringe l'uso di questo tipo di appalto, ma rispetto alla legge 109/1994 lo amplia dato che la soglia era di 10 milioni di euro. In base all'art.253 c.1 quater, l'appalto di progettazione e costruzione può essere indetto solo dopo l'entrata in vigore dell'emanando Regolamento.

 

  • Concorsi di progettazione e di idee sotto soglia, non aperti a tutti !! Una modifica all'art.110 stabilisce che i concorsi di importo inferiore alla soglia comunitaria (€ 211.000) non sono aperti a tutti gli iscritti all'Ordine. Gli architetti possono partecipare solo se invitati dall'amministrazione. Gli invitati devono essere almeno cinque. Il Regolamento stabilirà come assicurare la partecipazione dei giovani. Ritengo che questa norma sia davvero sbagliata. I concorsi dovrebbero essere aperti a tutti i progettisti. Per quelli di progettazione è accettabile la procedura ristretta, sempre che il bando di concorso sia aperto a tutti.

 

  • Cancellati i minimi inderogabili della tariffa professionale. L'art.92, ovviamente, applica ai lavori pubblici la legge 248/2006 che ha abolito i minimi tariffari.

 

  • “Unità progettuale” mancata. Una modifica all'art.112 stabilisce che tutti i progetti devono essere verificati, in contraddittorio con il progettista, per accertare la conformità rispettivamente del progetto esecutivo a quello definitivo e del progetto definitivo a quello preliminare. Al contraddittorio partecipa anche il progettista degli elaborati messi a base di gara. Penso che questa norma cerchi di ricostituire la unitarietà del progetto. Ma che può fare il progettista del definitivo quando esamina il progetto esecutivo fatto dall'architetto dell'impresa? Può solo dire che non è d'accordo, ma non può sostituirsi al progettista dell'esecutivo e progettare i particolari costruttivi (che fanno parte del progetto esecutivo) al suo posto!

 

  • Contentini. Modifiche all'art.53 sono state apportate per far digerire ai progettisti l'appalto di progettazione e costruzione. In caso di appalto nel quale l'impresa fa sia il progetto definitivo che quello esecutivo, devono essere valorizzati i punteggi per la qualità e le caratteristiche estetiche e ambientali del progetto presentato per la gara. Inoltre la stazione appaltante ha la facoltà di indicare nel bando di gara che pagherà direttamente al progettista dell'impresa il compenso spettante per il progetto. Ma lo farà?

 

di Enrico Milone, architetto
del 12.10.07

 

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Commenti

06/03/2008 09.48: Sono favorevole
Sono favorevole!
Architetto Giorgio Tamburrelli

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data pubblicazione: lunedì 15 ottobre 2007
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