Nasce il Museo dei Fori

Mercati di Traiano - breve rassegna stampa

Mercati di Traiano. Nasce il Museo dei Fori - Il progetto era stato annunciato agli inizi degli anni Novanta. Inaugurato il primo spazio espositivo sull'architettura antica.

«Un museo unico al mondo, uno dei gioielli più importanti della città e persino dei più inaspettati»: con queste parole il sindaco Walter Veltroni ha inaugurato ieri il Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano, insieme al sovrintendente archeologico Eugenio La Rocca e alla responsabile Lucrezia Ungaro. Si tratta del primo spazio espositivo di architettura antica. «Uno straniero che passando qui davanti decide di entrare - ha proseguito Veltroni - scopre un mondo a parte, dove c'è il senso della storia, della ricerca e della genialità dei nostri avi».

Il museo occupa una superficie di oltre duemila metri quadrati, suddivisi tra i due piani dell'edificio della Grande Aula e il corpo centrale dei Mercati. Ospita 172 frammenti originali in marmo, provenienti dagli scavi dei Fori, 15 calchi e 12 ricomposizioni, quattro delle quali di partiture architettoniche, quindi di grandi dimensioni: tre restituiscono frammenti del Foro di Augusto (come l'attico, la nicchia e l'ordine della facciata dei portici), un altro ricostruisce invece l'attico dei portici del Foro di Nerva.

L'allestimento, realizzato seguendo i metodi più nuovi anche dal punto di vista didattico, è dedicato alla decorazione scultoreo-architettonica dei Fori, ne indaga gli aspetti costruttivi e cerca di restituire la visione originale degli edifici.

Il complesso dei Mercati di Traiano in realtà non è mai stato adibito a mercato. Fu chiamato così in occasione della riscoperta negli anni 1926-1934, ma non è mai stato dimostrato che gli spazi fossero dedicati allo scambio e alla vendita delle merci. Fu costruito agli inizi del II secolo d.C., nello stesso periodo del Foro di Traiano, lungo le pendici del colle Quirinale. Articolato su sei livelli, con edifici separati da vie basolate, una delle quali è chiamata dalle fonti medioevali via Biberatica, era in realtà un centro polifunzionale con attività amministrative al servizio del Foro di Traiano. Nel corso delle epoche successive, grazie alla sua posizione elevata, il complesso è stato oggetto di continue occupazioni e trasformazioni, tra le quali quella di un castello medioevale e quella di un monastero in età rinascimentale. Negli anni Novanta del secolo scorso sono iniziati i restauri e gli spazi hanno ospitato mostre e attività culturali, diventando una tappa importante nel percorso tra i monumenti della città.

I Mercati erano stati chiusi nuovamente nel 2005 per le ultime fasi dei lavori, che hanno non solo ripulito la volta monumentale della Grande Aula, ma soprattutto messo in sicurezza tutto il complesso. «Ci sono restauri decisivi per la salvaguardia dei monumenti - ha sottolineato Veltroni - se non avessimo consolidato i mercati forse avremmo compromesso per sempre la loro stabilità».

Ad accogliere il visitatore è, in fondo alla Grande Aula, la ricomposizione dell'attico dei portici del Foro di Augusto, con frammenti originali, calchi di resina e integrazioni in pietra calcarea e con la cariatide originale conservata a Villa Corsini a Firenze e prestata per l'occasione della riapertura.

  • MERCATI DI TRAIANO. MUSEO DEI FORI IMPERIALI, via IV novembre 94, tel.06.82059127. Aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, chiuso il lunedì. Biglietto: 6,50 euro.

 

di Lauretta Colonnelli
dal Corriere della sera del 18.10.07


LE OPERE IN MOSTRA - Sotto le volte di Apollodoro le meraviglie del museo dei Fori. Dopo due anni di lavori inaugurata ieri la nuova sede dei Mercati Traianei. Le ricostruzioni dei Fori di Cesare e di Augusto. Video, acquerelli e simulazioni al pc aiutano nel viaggio alle origini di Roma "La prossima mostra sarà dedicata ai Daci".

L'espressione terrificante di Giove Ammone, impressa nel marmo lunense dagli scalpellini di Augusto, fa capolino dal clipeo in gesso. Mentre, un passo più in là, una cariatide (forte e gentile, anche se si tratta di un calco in vetroresina) sorregge sul capo la trabeazione originaria. Sembra di essere tornati sotto l'attico dei portici del Foro voluto dal primo imperatore di Roma, più di 2000 anni fa.

Si prova meraviglia (un viaggio a ritroso nel tempo favorito dalla visione delle animazioni al computer, dei video e dei semplici, ben fatti, acquerelli) nel vedere ricostruiti, sotto le magnifiche volte di Apollodoro di Damasco, gli alzati di importanti elementi architettonici e scultorei dell'architettura antica di Roma. Questa ed altre simili reintegrazioni sono l'elemento caratterizzante - filologico e scenografico al tempo stesso - del Museo dei Fori Imperiali che riapre oggi, dopo due anni e mezzo di chiusura per lavori, ai Mercati di Traiano. Ma davanti alle decine di frammenti marmorei, disposti nella grande aula, nelle sale del primo livello e in quelle del piano superiore, dove dominano le ricostruzioni dei Fori di Cesare e di Augusto, si viene presi anche dalla nostalgia per tutto ciò che è andato perduto: l´arte nel suo insieme di corpo utile e bello.

«Sono circa 40mila i frammenti ritrovati durante gli scavi degli anni Trenta e, da allora, conservati nei depositi», ha spiegato ieri il sovrintendente ai Beni culturali del Comune, Eugenio La Rocca. «E altri se ne sono aggiunti grazie agli scavi ripresi nel 1997». Ora ciò che rimane di questi capolavori andati in polvere (i marmi dei Fori vennero usati per farne calce) ha una nuova casa. Che si integrerà in futuro con «l'altro museo per i Fori, a palazzo Rivaldi. I cosiddetti Mercati - ha spiegato il sindaco, alludendo alla vera funzione di centro polifunzionale dell'edificio traianeo - è uno dei gioielli più importanti e inaspettati di Roma». Il turista che varcherà il portone di via IV Novembre 94, «troverà un mondo - ha sottolineato Walter Veltroni - non solo un museo».

Sotto le volte di calcestruzzo «continueremo a proporre reading letterari e spettacoli teatrali, naturalmente consoni con la storia di questo luogo, oltre che mostre, innanzitutto quella sui Daci» (...), spiega l'assessore alla Cultura, Silvio di Francia. Che annuncia: «I restauri, indispensabili, sono costati 5 milioni e 350mila euro. Ma 4 milioni verranno dalla legge Roma Capitale e permetteranno, dal 2008, di mettere mano alla parte inferiore dell'edificio di Traiano».

Proprio il "padrone di casa" - l'uomo sotto il cui dominio, dal 98 al 117 d.C., l'impero raggiunse la massima estensione - è il meno "omaggiato", insieme con Nerva, dal nuovo museo. Nei Mercati spadroneggiano Cesare, con i resti dei suoi edifici (suggestivo il rilievo degli "amorini tauroctoni", con l'originale appoggiato sulla foto di ciò che è andato perduto); e Augusto, con i lacerti della sua colossale statua o con i frammenti del gruppo di Enea e Anchise, ricostruito grazie ai calchi di copie in Spagna.

«Tranquilli, nel grande emiciclo, grazie ai futuri finanziamenti, troveranno posto le ricostruzioni degli attici della basilica Ulpia e della biblioteca di Traiano», spiega la direttrice Lucrezia Ungaro. Nelle due sale che s'affacciano sul Foro dell'imperatore «innalzeremo i due livelli dell'attico. Lo schema - sottolinea l'archeologa Marina Milella - è lo stesso dell'attico di Augusto: ma con gli imperatori al posto della testa di Zeus e i rudi Daci nella posizione delle cariatidi». 

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 18.10.07


Ai Fori spuntò Prassitele. Terminato il restauro durato 15 anni. In mostra reperti che giacevano nei depositi. Da oggi il museo aperto al pubblico: lungo il percorso video interattivi ricostruiscono l’immagine originaria dei siti.

E’ stata una gestazione a singhiozzo. Lunghissima: una qunidicina di anni. Costellata di slittamenti, false partenze, imprevisti. L’ultimo, legato alle precarie condizioni statiche del monumento, che ne hanno imposto la chiusura per molti mesi. Ed è tutt’altro che conclusa: ci vorrà un’altra iniezione di fondi e un altro biennio di lavori per inserire nel percorso di visita le due grandi aule absidate giù in basso, destinate alle stupefacenti ricostruzioni della facciata della Basilica Ulpia, aprire stabilmente i passaggi di collegamento con il Foro romano e le altre piazze imperiali. Ma ora il complesso dei Mercati di Traiano può sostenere senza più rischi la sfida del tempo e dei terremoti: «Il più importante dei doveri che dovevamo assolvere e dei traguardi che abbiamo raggiunto», confessa il sindaco alla cerimonia del varo. E il museo che ospita nelle sue sale restaurate alle perfezione, e che da oggi sarà aperto al pubblico (orario 10-19, 6,50 euro l’ingresso), è un nuovo prezioso gioiello che Roma offre ai suoi abitanti e ai turisti.

Una chiave indispensabile per rileggere e comprendere la storia dei Fori, dare un senso ed un volto a quei ruderi sgranati tra piazza Venezia e il Colosseo che imprigionano la memoria del più imponente centro monumentale dell’antichità. Già, perchè - come spiegano il soprintendente Eugenio La Rocca e l’assessore alla cultura Silvio Di Francia nel presentare l’evento - Roma ha pagato la sua sopravvivenza al crollo del regno dei Cesari e la sua rinascita come capitale dei Papi con uno stillicidio devastante di distruzioni, spogli, operazioni di riuso, che ha il suo epicentro proprio nei Fori. Di quello scrigno sfolgorante di palazzi, statue, marmi non ci resta che uno spolverio di tessere lacunose e lacerti. Migliaia di stupendi frammenti cha giacevano muti nei depositi e ora tornano a parlare e a raccontare la loro perduta magnificenza, grazie al rigoroso lavoro di recupero e riallestimento curato da Lucrezia Ungaro, la direttrice di questo museo, sulla scorta dei nuovi reperti e delle nuove mappe dei siti emersi dagli scavi dei Fori ancora in corso. Lungo il percorso accurati disegni e video interattivi ricostruiscono con efficace approssimazione l’immagine originaria dei cinque Fori. Ma a colpire ed emozionare è soprattutto lo spettacolo dei reperti rimontati in mostra. La leggiadra danza di amorini che tappezzava il sacello del tempio di Venere al Foro di Cesare.

L’imponenza del Colosso dell’imperatore che troneggiava nel Foro di Augusto restituita dai giganteschi resti della statua, rimontati come ossa di dinosauro. La vasca di porfido che nel Foro della Pace catturava i riflessi dei capolavori greci sistemati nei portici. Ne è stata ritrovata, ed ora è esposta, una firma: quella di Prassitele. 

 

di Danilo Maestosi
da Il Messaggero del 18.10.07


Roma, Museo dei Fori

Riaprono oggi, dopo due anni di restauri, gli spazi interni dei Mercati di Traiano, gli edifici della Grande Aula e il Corpo Centrale, che ospiteranno il nuovo museo dei Fori Imperiali di Roma, uno spazio unico al mondo e primo esempio di museo di architettura antica concepito in questo modo.

Il complesso si sviluppa su 2.078 metri quadrati e ospita 172 frammenti originali in marmo provenienti dai Fori Imperiali, 15 calchi e 12 ricomposizioni, quattro delle quali di partiti architettonici di grandi dimensioni (tre restituiscono parti del Foro di Augusto, l'attico dei portici, la nicchia dei portici e l'ordine della facciata dei portici, uno del Foro di Nerva - l'attico dei portici). «Diventerà un grande polo museale», ha dichiarato il sindaco Veltroni all'inaugurazione, ieri, «Il museo sarà dedicato alla decorazione scultoreo-architettonica dei Fori, che si propone di affrontarne gli aspetti costruttivi e di restituire la visione finale originale degli edifici, e ospiterà nel tempo delle esposizioni.(...) 

 

pag. 15
da Italia Oggi del 18.10.07


Musei aperti - La Galleria dei Fori imperiali

«Un museo unico al mondo» dice lo slogan del nuovo Museo dei Fori Imperiali. Unico per location, ovviamente, gli inimitabili Mercati di Traiano. Ma anche perche ospita una riflessione rara sul valore pubblico e politico della grande architettura. Che trascina le folle ma proprio per questo non viene mai spiegata alle folle. È il potere delle Sette meraviglie, quelle antiche come anche quelle emerse da un recente sondaggio di un abile imbonitore. Popolarissimo in tutto l'orbe terracqueo. Perchè nulla al mondo, neppure nel XXI secolo, eguaglia quel potente senso del sublime che si prova difronte alla visione di maestose opere fisiche dell'ingegno umano. Lo sapeva bene anche l'architetto Apollodoro di Damasco, o chi in quel nome ha costruito per Traiano una piazza e una scenografia di astronomica arditezza. E anche chi prima di lui ha colmato nove ettari di terreno con cinque fori riverberanti di templi, basiliche, colonnati, decori, statue dei summi viri dell'urbe. Ostentazione di gloria e potere. Ma inesauribile cava di marmo dal Medioevo in poi.

La riportò alla luce il Ventennio, e anche il recente Giubileo fece la sua parte. Svelarono tanta urbanistica e circa 40mila frammenti di decori, enigmaticamente conservati in magazzini che ora la direttrice del museo Letizia Ungaro e i suoi collaboratori hanno usato a mo' di cava dove prelevare ogni sorta di raffinatezza marmorea. Frammenti di statue e ricami su pietre di ogni preziosità e colore. Capolavori per limpidezza del disegno e sorprendente uso del chiaroscuro. Ungaro & Co. hanno ricomposto pezzi sparsi, li hanno restaurati e integrati con attenzione, e ricostruito rivestimenti e decori spesso addirittura nelle dimensioni originali. Sforzi titanici. E dove neppure il Titano ce l'avrebbe fatta, si sono lanciati in azzardati ma studiati esperimenti con film e ricostruzioni virtuali. Lavori certosini durati anni. Disegni di grande perfezione filologica. Per ogni "caso" si è studiata l'opzione comunicativa più appropriata. Senza inutile sfoggio di high tech o al contrario di manualità artigianale. Perchè le tecniche antiche e moderne si sono mirabilmente integrate in un piano di comunicazione armonico e realmente efficace. Ed elegantemente discreto.

Così i Fori imperiali, oggi enorme e vuota voragine che si apre dall'alta imperiale via, nelle sale dei Mercati riacquistano vita, personalità, colore. Recuperano quei volumi decorativi che i piatti muri oggi a vista non possono rivelare. Manifestano tutto il loro valore simbolico. Qui un capitello (colossale) rimontato con parte della sua colonna e dell'architrave. Lì un fregio-architrave con amorini dal Foro di Cesare. Poco oltre le decorazioni emerse dai nuovi scavi al Tempio della Pace come il ritratto in bronzo forse del filosofo Crisippo. Un piede femminile di bronzo dorato dal Foro di Augusto. Un ritratto di Traiano dal suo Foro. E ad accogliere i visitatori, un'enorme testa di Costantino che, come si usava all'epoca del primo imperatore cristiano, è in realtà un ritratto di un paio di secoli prima e per lui rilavorato. Purtroppo però la cristianità, che salvò altri ritratti costantiniani dall'oblio, non servì a questo che col tempo finì addirittura in una fogna.

Ma quel che colpisce di più all'ingresso dei Mercati è forse la volta immensa della Grande Aula. Un tempo era nero fumo. Oggi, al termine di oltre due anni di arditi restauri, brilla di candore. Ed è solidissima, mentre prima rischiava di crollare. Anche i muri dei Mercati ora sono resistentissimi e sostenuti da potenti tiranti. E sale e terrazze sono state ripavimentate di cotto in armonia coi muri. Muri di mattoni per un edificio modesto anche se elegante, che poco si adattava agli splendori e le ricchezze marmoree dell'adiacente foro traianeo. Lo dicono tutti ma è bene ripeterlo: li chiamiamo «mercati» ma non lo erano. Le scale che li percorrono erano inadatte a trasportare le merci. Probabilmente erano uffici di alti funzionari imperiali. Ora sono una meraviglia del paesaggio romano, ma in antico nessuno scrittore si peritò di menzionarli. Erano solo una necessaria e funzionale estensione del foro.

  • Sistemati nei Mercati di Traianoi reperti tratti dagli scavi sottostanti: statue, decorazioni e capitelli colossali

 

di Cinzia Dal Maso
da Il Sole 24ore Domenica del 14.10.07

 

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Commenti

23/10/2007 18:03: la rinascita
accolgo con immenso piacere questa che spero sia l'inizio di una stagione di rinascita per la città romana-antica, e una speranza affinchè quel mondo torni finalmente a dialogare con il nostro (che ne è figlio). Un commento positivo per l'articolo del Sole 24ore, che ha saputo toccare gli animi facendo al tempo stesso buon giornalismo.
Fabrizio

vedi anche:

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data pubblicazione: sabato 20 ottobre 2007
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