News di fine anno per gli architetti

di Enrico Milone

NEWS DI FINE ANNO: INGEGNERI SUI BENI CULTURALI, AFFIDAMENTO INCARICHI, NORME TECNICHE E PAGAMENTO PARCELLE

 

INGEGNERI SUI BENI CULTURALI

Gli ingegneri civili potrebbero operare nel campo degli edifici vincolati come beni culturali. Questa la conclusione del Tar Veneto nella sentenza 3630 del 15.11.2007, segnalata da Edilportale. L'art.52 del RD 2537/1925 (che riserva agli architetti il campo dei beni culturali) può non essere applicato perché sarebbe discriminatorio nei confronti degli ingegneri civili italiani. Ciò perché il Tar ritiene che la direttiva UE consenta agli ingegneri civili degli altri paesi UE di operare sui beni culturali in Italia.

Penso che l'assunto del Tar sia erroneo, anche perché in contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato n.5239 del 11.09.2006. Questo ha fatto riferimento alla Corte di giustizia europea che ha precisato come la Direttiva 85/384 (ora inclusa nella 2005/36/CE) non si proponga di disciplinare le condizioni di accesso alla professione di architetto, né di definire la natura delle attività svolte da chi esercita tale professione, ma ha invece ad oggetto solamente il reciproco riconoscimento, da parte degli Stati membri, dei diplomi in materia di formazione per le attività del settore della architettura. Non è vero quanto sostiene il Tar che gli ingegneri civili di altri paesi possono operare in Italia sui beni culturali. L'art.52 del RD 2537/1925 si applica anche a loro. Pertanto non c'è alcuna discriminazione.

La sentenza riguarda un ingegnere civile incaricato di dirigere i lavori di un edificio vincolato. La soprintendenza ai monumenti di Verona non ha accettato il direttore dei lavori perché non competente. L'ingegnere ha fatto ricorso sostenuto dall'Ordine degli ingegneri e dal CNI. Ad opponendum sono intervenuti al ricorso l'Ordine architetti di Verona e il CNAPPC.

Confido che l'Ordine architetti di Verona e il CNAPPC facciano ricorso al Consiglio di Stato per l'annullamento della sentenza del Tar.

Con l'occasione preciso che il problema non riguarda gli ingegneri che hanno la laurea 4/S (architettura e ingegneria edile), che hanno superato l'esame di abilitazione alla professione di architetto e si sono iscritti all'Ordine architetti PPC, perché essi hanno diritto al titolo di architetto. Pertanto operano pienamente come architetti su tutto il campo di pertinenza della professione e quindi anche sui beni culturali.

 

NORME TECNICHE DELLE COSTRUZIONI

A distanza di due anni dalla emanazione, le Norme Tecniche sulle Costruzioni, dette anche Testo Unico delle Costruzioni, non sono ancora entrate obbligatoriamente in vigore. Le Norme sono state approvate con Decreto del Ministero delle infrastrutture del 14 settembre 2005. Stabiliscono i criteri di progettazione delle strutture portanti degli edifici e delle opere infrastrutturali (ponti, viadotti, gallerie): metodi di calcolo secondo le tensioni ammissibili o agli stati limite. Trattano anche degli interventi sulle strutture degli edifici esistenti e degli edifici in zona sismica. Le Norme avrebbero dovuto essere applicate obbligatoriamente dall'aprile 2007. Tuttavia con la legge 17 del 26.2.2007, è stata prorogata fino al 31.12.2007 la possibilità di applicare le vecchie normative per la progettazione statica delle costruzioni.

Nel frattempo il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato, il 27 luglio 2007, un nuovo testo delle Norme Tecniche che modifica quelle approvate con DM 14 settembre 2005, mai entrate pienamente in vigore.

Visto l'approssimarsi dell'entrata in vigore delle Norme con il 31 dicembre, la Conferenza delle Regioni ha chiesto che venga previsto un nuovo periodo transitorio e di sperimentazione, in considerazione della complessità delle norme e dell'importanza del tema della sicurezza delle costruzioni. Durante tale periodo di 18 mesi potrà essere consentita per l'edilizia privata l'applicazione della previgente normativa. A tale fine dovrebbe essere emanato un decreto-legge prima della definitiva entrata in vigore, cioè nei pochi giorni che restano prima della fine del 2007.

 

AFFIDAMENTO DI INCARICHI: LA CIRCOLARE MINISTERIALE

Per sindaci e assessori sarà meno facile di prima affidare incarichi a nipotini e amici di partito. La circolare 16.11.2007 n. 2473 del Ministero delle infrastrutture cerca di definire procedure trasparenti e oggettive per l'affidamento degli incarichi di progettazione sotto 100.000 euro. Stabilisce il Codice degli appalti, art.91, che occorre fare una gara informale invitando almeno 5 professionisti o società di professionisti ecc. Il Codice stabilisce criteri generici per la scelta dei cinque da invitare: in sostanza la stazione appaltante potrebbe scegliere liberamente chi vuole. Ma in questo modo ritorna il sistema fiduciario, con la sola differenza che invece di scegliere direttamente un amico, si deve scegliere tra cinque amici.

Invece la circolare del ministero esplicitamente "invita le stazioni appaltanti a procedere alla scelta dei cinque o più operatori economici tramite la selezione di soggetti da un elenco di operatori economici, istituito a seguito di un apposito avviso, ovvero tramite specifiche indagini di mercato". L'elenco deve essere aggiornato ogni anno.

In realtà su questo sistema si sono già orientati molti Comuni, visto che il metodo di attingere ad un elenco era stato indicato dall'Autorità di vigilanza dei lavori pubblici con determinazione 1/2006 semprechè l'elenco fosse aggiornabile periodicamente. Altro principio espresso dall'Autorità e ripreso nella circolare è il divieto di effettuare una selezione di concorrenti privilegiando coloro che esercitano prevalentemente la loro attività nello stesso ambito territoriale in cui devono essere svolte le prestazioni.

Altro punto importante è l'arco temporale di prestazioni effettuate che possono essere prese in considerazione e inserite nel curriculum. Stabilisce la circolare almeno cinque anni. Io non sono d'accordo. Mi sembra che non si dovrebbe scendere sotto i 10 anni. Ma direi meglio considerare l'intero periodo di vita professionale, perché la mancanza di continuità nell'attività professionale caratterizza da sempre il lavoro dell'architetto. Le limitazioni temporali tagliano fuori un numero enorme di progettisti. Si tratta di una questione molto importante, anche perché il sistema introdotto dalla circolare potrebbe costituire una anticipazione del nuovo Regolamento dei lavori pubblici, di imminente emanazione.

 

PARCELLE PAGATE IN CONTANTI

La legge 248/2006 art.35 ha stabilito che il professionista non può accettare pagamento in contanti di una prestazione, eccettuati i compensi inferiori a 1000 euro, che possono essere pagati in contanti fino al 30 giugno 2008. Dal 1.7.2008 potranno essere pagate in contanti solo le parcelle fino a 500 euro; dal 1.7.2009 solo le parcelle fino a 100 euro.

I compensi non pagabili in contanti possono essere pagati solo in modo "tracciabile" cioè con assegno, carta di credito, bancomat ecc.

Una eccezione a tale divieto è stata stabilita dal decreto del Ministero dell'economia del 3 ottobre 2007 (GU n. 260 del 8-11-2007). Riguarda alcune categorie di committenti che possono pagare in contanti:

  • a) le persone fisiche il cui reddito complessivo non sia superiore all'importo annuo dell'assegno sociale di cui all'art. 3, commi 6 e 7, della legge 8 agosto 1995, n.335;
  • b) le persone fisiche non residenti ai sensi dell'art. 2 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917;
  • c) i diversamente abili che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione ai sensi dell'art. 3 della legge 5 febbraio 1992, n.104.

Al fine di attestare la sussistenza di una delle condizioni di esonero è necessario che il soggetto tenuto al pagamento del corrispettivo per la prestazione effettuata dal professionista produca un'apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, resa e sottoscritta dall'interessato, secondo quanto disposto dagli articoli 2 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445.

 

di Enrico Milone, architetto
del 09.12.07

 

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Commenti

15/12/2007 20:56: Accordo tra gli ordini
Sono d'accordo con te. In particolare il problema delle competenze professionali, come tu ben sai, deve essere risolto in sede legislativa. Anche se penso, data la ignavia dei nostri politici, che ciò non avverrà mai. Non ho mai capito perchè non sia possibile un accordo, non so dire in quale forma, tra il CNA e il CNI sulla ripartizione delle reciproche competenze che sia vincolante per tutti gli iscitti ai due ordini professionali, invece di rimettere continuamente alle sentenze dei tribunali le reciproche competenze.
mario porreca

19/12/2007 17:56: Ingegneri su Beni Culturali
Anni dedicati allo studio di tutte quelle materie che hanno caratterizzato l'indirizzo " storico della Facoltà di Architettura buttati? Spero di no. L'impostazione storico-culturale deve e fa la differenza. Massimo rispetto per gli ingegneri che ci affiancano nella vita e nella professione. Assoltamente necessari e complementari a noi ma in questo caso specifico diversi, troppo diversi. Non me ne vogliano ma è così. Aiutatiamoci a tenere nostra una qualifica per cui ci siamo preparati dal primo giorno di facoltà. Le sentenze e le norme europee non creano l'architetto storico dell'arte preparato ad intervenire sui beni culturali del nostro e di altri paesi.
Culturalmente impreparati.

vedi anche:

Progettazione, concorrenza nelle gare

Codice appalti - circolare 2473 del 16.11.07

Lettera sul II correttivo del Codice appalti

inviata al CNAPPC ed agli Ordini provinciali

Deludente il II correttivo del Codice Appalti

Sintesi delle principali modifiche apportate

Le nuove norme deontologiche

per la professione di architetto


data pubblicazione: martedì 18 dicembre 2007
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