Architetti, due pesi e due misure

Trento, ex Michelin - breve rassegna stampa

LA PARCELLA DI PIANO - ARCHITETTI, DUE PESI E DUE MISURE

Che Renzo Piano sia uno fra gli architetti più bravi al mondo è fuor di dubbio. Che una società privata possa fare con lui un contratto per qualsiasi importo è altrettanto evidente. Ma la vicenda dell'altissimo onorario che incassa a Trento mette in risalto almeno due contraddizioni. Una parte consistente di tale onorario viene pagato da una società pubblica, Trentino Servizi, che possiede il 20% di Iniziative Urbane committente di Piano. E Trentino Servizi è di proprietà di una serie di Comuni trentini, fra cui quelli di Trento e Rovereto. Quegli stessi Comuni trentini che organizzano gare al massimo ribasso per la progettazione di opere pubbliche, che praticano sconti sugli onorari fino al 65%, che non riconoscono la qualità progettuale nelle prestazioni professionali.

La contraddizione è evidente e merita un chiarimento: se la qualità progettuale va ben pagata, che la si paghi a tutti e non solo a qualche archistar. Si smetta di dire che ciò che conta è il libero mercato, costringendo la generalità dei progettisti a onorari da fame salvo poi giustificare, sempre in nome del libero mercato, qualunque pretesa economica purché ci sia una grande firma.

Anche l'altra contraddizione è palese. In Trentino operano altri grandi professionisti: si pensi a Coop Immelb(l)au con la Fiera di Riva o a Pierluigi Niccolin con il nuovo Tribunale di Trento. Opere pubbliche di grande valore architettonico che, contrariamente al Museo della Scienza alla ex Michelin, sono state sottoposte a concorso internazionale. Ebbene in questi casi i progetti sono stati compensati a tariffa professionale alle quali il committente pubblico ha imposto lo sconto di 20% di legge.

Insomma, siamo in presenza di una doppia morale che non porta alcun giovamento pubblico. Non solo: risulta assente qualunque investimento serio sulla qualità progettuale, con la tendenza a delegare i mega-interventi alle grandi firme, escludendo il merito di chi, giovani e meno giovani, dell'architettura hanno fatto ragione di vita e professione. Non è un gran che come panorama e non dà grandi speranze per un generale miglioramento delle qualità della città. Credo che su questi temi sia giunto il tempo per una profonda revisione delle modalità d'incarico, facendo emergere la ricerca, il merito, dando spazio ai giovani e smettendo di mettere l'accento esclusivamente sull'onorario che è giustificato solo dalla qualità dell'opera.

 

di Roberto Bortolotti
da Corriere dell'Alto Adige del 08.01.08


PARCELLA CON GRIFFE - IL COMPENSO DI RENZO PIANO

Dopo aver letto i numeri della parcella che verrà liquidata all'architetto Renzo Piano (25 milioni di euro secondo Iniziative Urbane, 38 milioni secondo voci finora non confermate), un noto professionista della città - quindi un addetto ai lavori abituato a sottoscrivere contratti sostanziosi - mi ha rivolto questa domanda: «Ma ti pare moralmente giusto pagare simili cifre?».

L'interrogativo, così come è stato posto, è fuorviante e rischia di alimentare un dibattito fine a se stesso. Sia chiaro: interrogarsi su quanto costi l'architetto genovese a Iniziative Urbane - società privata ma con all'interno una percentuale pubblica grazie a Trentino Servizi - è legittimo. La trasparenza, su queste cose, alla fine paga sempre, evitando il poco edificante balletto di cifre di questi giorni. Ma sono altre le questioni che investono la sfera «morale». La domanda da porsi potrebbe essere un'altra: «È opportuno pagare una cifra di tali dimensioni?». Il dubbio, tuttavia, andava semmai avanzato prima di intraprendere la strada che ha poi legato il nome del più importante architetto mondiale (Piano, appunto) allo sviluppo della Trento moderna.

La parcella è di quelle impegnative. Addirittura «sbalorditiva» ha dichiarato al Corriere del Trentino l'architetto Michelangelo Lupo. Per Lupo, Piano non si discute. È la filosofia che ha portato alla scelta del suo nome che lo lascia perplesso: «Si è forse pensato più alla pubblicità che ne deriva che non al progetto in sé» ha commentato.

Il punto della questione, alla fine, è proprio questo. La «griffe» Renzo Piano sotto il nuovo quartiere Michelin è da sfruttare e monetizzare. Sarebbe sciocco non creare attorno a Renzo Piano il giusto battage pubblicitario. Ciò che conta, però, è che dietro al grande nome ci sia un'altrettanto grande idea urbanistica. La città fa ancora fatica a comprendere cosa stia per nascere lungo il fiume Adige, a due passi da Piazza Duomo. La qualità di una città - di cui tutti ormai si riempiono la bocca, talvolta a sproposito - passa anche attraverso la riorganizzazione degli spazi e il recupero di zone abbandonate. L'equilibrio tra costruito e verde sta alla base di un simile obiettivo.

Questo tipo ragionamento dovrebbe allora sottendere alla diatriba avviata sulla parcella di Renzo Piano. E qui assistiamo al tipico teatrino trentino: un tempo tutti gridavano alla necessità di avere un architetto famoso per colmare i guasti pianificatori di amministratori distratti, oggi gli stessi interpreti di quel copione suonano un altro spartito «perché i 25 o i 38 milioni per Piano sono esagerati». Ma se tu prendi il top del top devi sapere con chi ti dovrai rapportare. Che poi il grande nome sappia interpretare la città, questo lo si vedrà a progetto finito. Piuttosto, per evitare il rischio di riletture urbanistiche paradossali (il discorso è in generale e non riguarda Piano), si dovrebbe alimentare maggiormente una sinergia tra chi arriva da fuori, con tanto di curriculum, e chi opera quotidianamente sul territorio. A patto però che la classe architettonica locale non si faccia risucchiare all'interno di polemiche tipicamente provinciali.

 

di Luca Malossini
dal Corriere dell'Alto Adige del 06.01.08


Ex Michelin - Dibattito sul mega-compenso all'architetto. «Parcella alta? Vedremo il rione». Agostini: le cifre non mi spaventano. Filippin: caso Piano, speriamo in un risultato all'altezza. Il consigliere della Lega: «Vorrei sapere quanto ha pagato la Provincia per il Museo delle scienze». Il presidente dell'ordine: «Il dato va rapportato al valore dell'opera».

TRENTO - Giuseppe Filippin non trattiene una battuta divertita: «Di certo - scherza il capogruppo comunale della Lega nord - io avrei presentato un disegno per una cifra molto minore». Architetto di professione, spesso voce critica rispetto alle prospettive di trasformazione dell'area di via Sanseverino, Filippin non mostra alcun stupore di fronte all'entità della mega-parcella che sarà corrisposta a Renzo Piano per il progetto del nuovo quartiere dell'ex Michelin (Corriere del Trentino di ieri [in calce, ndr]). «Al momento della firma del contratto con l'architetto - continua Filippin - la società si sarà fatta fare un preventivo. E dunque non credo ci possano essere colpi di scienza». Poi precisa: «È difficile dire se questa cifra è troppo alta o è proporzionata. Di fatto, non ci sono metri di paragone. È un po' come chiedere un quadro ad un artista di strada e ad un pittore di fama internazionale». Ma il consigliere qualche dubbio lo insinua.

«Personalmente - dice - comincio ad avere qualche perplessità sul fatto che all'ex Michelin sarà realizzato un grande quartiere: i grandi architetti lavorano bene quando possono farlo in estrema libertà. Quando i committenti sono privati, invece, ci sono grossi condizionamenti». E dunque? «Mi auguro, a questo punto - risponde il capogruppo del Carroccio - che il risultato ottenuto in riva all'Adige sia all'altezza della cifra corrisposta a Piano: una parcella alta vale solo se alla fine si ottiene un quartiere di altissima qualità. Anche perché in quella zona i prezzi dell'edificato saranno tutt'altro che abbordabili».

Filippin entra anche nel «balletto» di cifre che in questi giorni sta animando il dibattito nel mondo professionale trentino. «La parcella viaggerà attorno ai 25 milioni di euro» è stata l'assicurazione dei vertici di Iniziative Urbane. Ma in città si parla di somme ben più consistenti, che arriverebbero anche a superare i 38 milioni di euro. «Anch'io - conferma il professionista - ho sentito voci di un compenso superiore ai 30 milioni di euro. Va ricordato che architetti del calibro di Piano non ragionano a tariffa minima, ma stabiliscono una percentuale sull'operazione immobiliare complessiva». Il consigliere non nasconde qualche curiosità anche sugli altri compensi «importanti» previsti in Trentino per i big dell'architettura. «Mi piacerebbe sapere - osserva - quanto ha pagato la Provincia per il Museo delle scienze, anch'esso disegnato da Piano». E conclude con un'altra battuta: «Speriamo che almeno Piano paghi le tasse in Italia».

Non si scompone nemmeno Mario Agostini, presidente dell'ordine degli architetti. «Per questa operazione - dice - va fatta subito una premessa: siamo nell'ambito di una trattativa privata». Poi punta l'attenzione sulla parcella di 25 milioni di euro: «È molto difficile dare un giudizio. Anche perché ci sono una serie di aspetti che non sono noti. Ad esempio, l'entità delle prestazioni che con questa cifra si vanno a pagare. Non solo: non so se gli specialisti che sono stati coinvolti sono stati pagati dallo studio dell'architetto o dai committenti». Agostini è chiaro: «Ho imparato da tempo a non farmi spaventare dalle cifre, ma a confrontarmi con il valore dell'opera». Nessuna polemica, dunque, assicura il presidente dell'ordine. Che chiarisce la questione delle tariffe professionali degli architetti. «Il tariffario - sottolinea Agostini - esiste. Ma è solo indicativo. È cogente solo nel caso in cui si vada in tribunale».

Intanto, c'è attesa anche per la scelta della cordata a cui affidare l'appalto del primo lotto dei lavori, del valore di oltre 100 milioni di euro. In questi giorni la Castello Sgr avvierà la fase finale, ossia quella che porterà all'individuazione del raggruppamento vincitore: in lizza per l'incarico ci sono tre cordate, tutte con all'interno una presenza di imprenditori locali. 

 

di Marika Giovannini
dal Corriere dell'Alto Adige del 05.01.08


L'intervista - Lupo critico: «Una somma sbalorditiva». L'ex direttore del Buonconsiglio: «L'effetto del mercato libero genera eccessi e carenze». Il professionista: più che al progetto si è pensato alla pubblicità data dal nome.

TRENTO - La parcella di 25 milioni di euro corrisposta da Inziative Urbane a Renzo Piano per l'ex Michelin risulta difficile da comprendere non solo per tanti comuni cittadini, ma anche per una nutrita schiera di architetti, tra i quali Michelangelo Lupo, già direttore del Castello del Buonconsiglio, che definisce la cifra semplicemente «sbalorditiva».

  • Architetto, cosa ne pensa di questo ingaggio plurimilionario? «Sgomberiamo subito il campo da equivoci. Nessuno discute la grandezza di Renzo Piano e la bellezza delle sue opere. Parliamo di un architetto tra i migliori al mondo, capace di caratterizzare le proprie opere con mirabile bravura. Detto questo la cifra è sbalorditiva, conta un numero di zeri che pochi architetti vedono in tutta la loro vita professionale».
  • È una parcella proporzionata all'opera? «È molto difficile rispondere a questa domanda, proprio perché siamo fuori dalle esigenze del mercato ed alle sue articolazioni. Quanti sono gli architetti che lavorano su queste cifre? Al mondo si conteranno sulle dita di una mano. Credo che chi ha commissionato quest'opera abbia pensato, più che al progetto di per sé, alla pubblicità che ne deriva».
  • Si è puntato su un nome di richiamo? «Direi di sì, assolutamente. È una tendenza che si va affermando sempre più al giorno d'oggi. Ci sono nomi conosciutissimi anche al grande pubblico e che offrono oltre al progetto maggiore visibilità. Ma ci sono anche effetti secondari non trascurabili».
  • Quali? «Faccio un esempio. Botta ha realizzato un'opera mirabile al Mart, eppure gran parte dei lavori è stata diretta dall'ingegner Andreolli, un professionista di Rovereto. Spesso i grandi nomi danno linee di indirizzo, e lavorano poi con strutture a piramide che realizzano in concreto le loro idee. Altrimenti sarebbe difficile spiegare anche l'elevato numero di opere che riescono a realizzare. Nei grandi studi di architettura le menti sono tre, ma lavorano in quaranta realmente, e per gli altri non c'è gloria né denaro, solo curriculum».
  • Con 25 milioni si poteva pensare a una soluzione diversa per l'area ex Michelin? «Non so. Rilevo solo che ci sono validi architetti trentini che lavorano per la sede centrale della Provincia e non hanno parcelle nemmeno vagamente paragonabili. L'effetto del mercato libero genera eccessi e carenze, con architetti che non vengono più pagati nemmeno secondo quello che una volta erano i minimi. Ma prendiamo Busquets: parliamo di un nome di prima grandezza, eppure anche nel suo caso la cifra (179mila euro, ndr) non è nemmeno avvicinabile. Forse con 25 milioni di euro si possono costruire degli edifici veri e importanti, non solo dei progetti. Ma queste non sono valutazioni che spettano a me».

 

di Guido Sassi
da Corriere dell'Alto Adige del 05.01.08


Ex Michelin - Una parcella da 25 milioni per pagare l'architetto Renzo Piano. Ex Michelin «Giallo» sul compenso dell'architetto, ma la società smentisce una cifra maggiore. Piano, una parcella da 25 milioni. Iniziative Urbane: «Parliamo del top, il contratto è adeguato».

TRENTO — Torna a far discutere la parcella di Renzo Piano, il famoso architetto chiamato a Trento per ridare un volto all'ex area industriale Michelin. Il compenso liquidato da Iniziative Urbane è di «25 milioni di euro» afferma il presidente Chiricozzi. Ma c'è chi parla di una cifra che si avvicina ai 38 milioni.
«Fantasie» replica Chiricozzi.

La parcella dell'architetto Renzo Piano, al cui nome è legata la riqualificazione dell'ex area Michelin, fa discutere il mondo professionale trentino. E subito scoppia il balletto delle cifre. Da una parte si parla di un compenso complessivo (Iva inclusa) di 38 milioni 700 mila euro (di cui 22 milioni sarebbero già stati liquidati come anticipo al noto professionista). Dal quartier generale di Inziative Urbane - società che ha stipulato nel 2001 il contratto con Piano - fanno invece sapere, pur senza ufficializzare la cifra esatta, che «la parcella viaggia attorno ai 25 milioni di euro (50 miliardi delle antiche lire)».

In entrambi i casi si sta comunque parlando di un compenso importante e impegnativo. Numeri a cui il Trentino non è abituato e che quindi non possono passare inosservati. Vanno pertanto metabolizzati e contestualizzati. Soprattutto perché all'interno di Iniziative Urbane - pur con una quota societaria minoritaria - è presente anche Trentino Servizi, società a capitale pubblico. L'importante è che la discussione non presti il fianco a polemiche «tardive ». Queste, semmai, potevano essere fatte sette anni fa, quando in consiglio comunale venne fatta esplicita richiesta di avere un grande nome per costruire, sul terreno che ospitò la fabbrica francesce, il nuovo quartiere Michelin. Rileggendo oggi le dichiarazioni dell'epoca facciamo fatica a trovare voci contrarie.
I proprietari dell'area accolsero l'input che venne dalla città e puntarono al top del top, Renzo Piano appunto. L'architetto accettò la proposta e avanzò le sue richieste economiche. Richieste simili a quelle fatte, ad esempio, per costruire la sede del «New York Times» oppure il campus della nuova Columbia University, o riqualificare l'area delle ex officine Falck di Sesto S. Giovanni. Richieste di mercato, insomma. Prendere o lasciare. Iniziative Urbane accettò.

La parcella, dunque, non poteva non essere impegnativa. Ma del resto siamo al cospetto di colui, Renzo Piano, che la rivista Time, non più tardi di qualche mese fa, ha annoverato tra le 100 persone «più influenti del pianeta». Il nome dell'architetto, tanto per intenderci, è stato accostato a quello del Papa, di Bill Clinton, George Bush, Bill Gates solo per citarne alcuni. Proprio per questo, Iniziative Urbane non si scandalizza. Il presidente Lucio Chiricozzi è chiaro: «Siamo al cospetto di una figura di richiamo mondiale. Un architetto di qualità. Un professionista che da anni sta lavorando al progetto di Trento e lo farà per altri anni ancora. Va poi detto che simili parcelle si distaccano dai prezzi normali del mercato. Siamo all'interno di un'altra dimensione». Chiricozzi non gioca in difesa: «Non lo faccio - spiega - semplicemente perché se fossi stato nei panni del professor Fedrizzi (all'epoca dell'accordo presidente di Iniziative Urbane, ndr) anch'io avrei sottoscritto un simile contratto. Per quella zona di città vogliamo un progetto di qualità. Per noi è una sfida».

 

di Luca Malossini
dal Corriere dell'Alto Adige del 04.01.08


La rivoluzione - Quartiere vip, nel 2010 palazzi moderni e un grande parco. Entro la fine del mese verrà affidato l'appalto per il primo lotto. A nord sorgerà il Museo delle scienze.

TRENTO - I lavori sono iniziati a fine dicembre, con gli interventi preliminari legati a servizi, sottoservizi e viabilità. E porteranno, nel giro di tre anni, alla realizzazione del quartiere più atteso del capoluogo: il rione vip uscito dalla penna dell'architetto genovese Renzo Piano.

Una vera e propria «rivoluzione», per l'ex area industriale Michelin: nei 116mila metri quadrati affacciati sul fiume Adige troveranno spazio infatti palazzi colorati e moderni (realizzati facendo ampio uso del legno), ma anche un grande parco urbano e il prestigioso Museo delle scienze. Nel dettaglio, saranno 98mila i metri quadrati di superficie edificabile all'interno del quartiere, per una volumetria complessiva che supererà i 300mila metri cubi. Quasi la metà dei palazzi (il 45%) sarà riservata alla residenza: stando al progetto, gli appartamenti saranno circa 300. E, secondo quanto assicurato dal presidente di Castello Sgr Giovanni Pegoretti qualche settimana fa, «saranno a prezzo di mercato». Il restante 55% dell'edificato sarà invece destinato ad uso collettivo e al terziario avanzato. Quasi duemila, infine, i posti auto, che saranno per lo più interrati. A completare il quartiere sarà il grande parco urbano di cinque ettari, che sarà realizzato a ridosso degli edifici: un importante polmone verde che, secondo le intenzioni, dovrebbe permettere di recuperare il rapporto tra la città e il fiume Adige. Proprio per facilitare questo passaggio, l'amministrazione ha previsto l'interramento del tratto di via Sanseverino compreso tra Palazzo delle Albere e l'Enel: la strada, per 180 metri, sarà «abbassata» in galleria. Sopra, spazi a verde e piste ciclabili.

Per la realizzazione del primo lotto dei lavori, del valore di 100 milioni di euro, si attende la scelta di Castello Sgr: le cordate in lizza, dopo l'attenta scrematura, sono rimaste in tre. Ed entro la fine di gennaio dovrebbe essere reso noto il nome del vincitore.

Ma il vero fiore all'occhiello della nuova Michelin sarà il Museo delle scienze (il «Muse»), anch'esso disegnato da Piano: un'avveniristica struttura da 13mila metri quadrati e da 37 milioni di euro. All'interno, due dimensioni distinte: la prima (verticale) dedicata all'ambiente alpino, la seconda (orizzontale) destinata alla biodiversità globale, con una serra tropicale di 400 metri quadrati.

 

di Ma. Gio.
da Corriere dell'Alto Adige del 04.01.08

 

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Commenti

26/01/2008 11:31: Istio- ostia - astio !!!
Ci risiamo, siamo una classe di professionisti uniti solo quando c'è da lamentarsi ed individualisti, egoisti disposti a mettere i piedi in testa a chiunque e a pensare di essere i più furbi del mondo quando si riesce a scavalcare un "collega". In una realtà italiana in cui architettura è una parola astratta, adatta a personaggi fantasiosi più da soap che reali (e quindi come tali pagati), ci si stupisce poi che una archistar prenda cifre del genere... mah... La verità è che il concetto di architettura, oggi, è inesistente e il mestiere di architetto, quello normale che va in circoscrizione, al comune a scornarsi con dipendenti che hanno la pagnotta a fine mese e che sono pronti a tutto pur di impedirti di fare "il ricco professionista che evade le tasse.." e a cui magari chiedono un "regalo" non è tutelato da nessuno. Ovviamente men che meno dall'ordine tutto preso com'è da corsi di aggiornamento che cavalcano l'illusione di chi spera di trovare un pezzo di paradiso in specializzazioni molto spesso improbabili e molto spesso che nulla hanno a che fare con l'Architettura (quella vera). Come al solito, una bella polemica dal vs. collega Claudio Flabiano...ciao
arch. Claudio Flabiano

01/02/2008 20:07: Un piccolo calcolo...
Più che sorprendermi dell'entità della parcella (indipendentemente dal suo effettivo importo non ho dubbi sulla sua esosità) mi sorprendo che vi siano committenti (a partecipazione pubblica !!!!) disposti a pagarla senza fiatare! Renzo Piano, oltre ad essere un grandissimo, non è certamente stupido e ringrazia di buon grado. Ho fatto un calcolo che per raggiungere lo stesso importo della parcella (minima) ipotizzata (22 milioni) con il mio attuale stipendio di architetto dipendente pubblico dovrei lavorare 594 anni !!! Che dire di più? Complimenti vivissimi al grande Renzo Piano !!!
Stefano D'Amico

26/02/2008 22:40: degenero
il progetto di piano per trento è deludente, parola di studente di architettura trentino.....sinceramente, come tutti i suoi progetti urbani, anche quello di trento è piuttosto banalotto...tutto puntato sul nome dell'architetto e sulla qualità del museo...le residenze, solita roba già vista a parigi e berlino...
Davide Donati

14/02/2012 15:22: quartiere Michelin
ci stanno costruendo un quartiere Shanghai, un mostro urbanistico è questo il vero problema
antonio bonvecchio

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data pubblicazione: venerdì 25 gennaio 2008
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