Ulteriori istruzioni sui «Minimi»

Finanziaria 2008 - agg. rassegna stampa

Manovra 2008. «Minimi» anche con fattura Iva. L'emissione nel 2008 non pregiudica l'accesso al nuovo regime semplificato. Seconda circolare delle Entrate con i chiarimenti sul forfait: la nota di variazione mette in salvo.

Avere emesso fatture con Iva nel 2008 non pregiudica l'accesso al regime dei minimi: il contribuente può emettere una nota di variazione (articolo 26, decreto Iva) restituendo l'importo pagato a titolo di Iva al cedente o al prestatore. E quanto precisa l'agenzia delle Entrate che, con la circolare n. 7/2007 del 28 gennaio 2008, offre chiarimenti a tutto campo con la formula delle domande e risposte, alcune delle quali risolvono qualche dubbio sollevato - da ultimo - sul Sole 24 Ore di domenica 27 gennaio [in calce, ndr].

Irrilevante - spiega la circolare - è poi il fatto di tenere i registri Iva, anche se ne è previsto l'esonero per chi applica il regime dei minimi. L'esonero dalla tenuta delle scritture non esclude che il contribuente, per sua e altrui memoria, e per la chiarezza necessaria ai fini di un eventuale controllo, decida di tenere i libri contabili. Tanto più che la volontaria tenuta dei libri contabili potrebbe essere utile qualora si superi il limite di 45mila euro che fa uscire dal regime nell'anno in corso. In questo caso, sarebbe più semplice eseguire lo scorporo Iva sulle operazioni attive e detrarre l'lva sulle fatture di acquisto.

Le esclusioni. Un'altra risposta si occupa dei contribuenti che esercitano contemporaneamente attività escluse dal nuovo regime e attività d'impresa, arte o professione: è escluso, in questa ipotesi, che ci si possa avvalere del regime dei minimi. Le Entrate fanno l'esempio di una rivendita di tabacchi con annesso bar. In questo caso, il contribuente è escluso dal regime dei minimi, sia per la stessa attività di tabacchi, sia per l'attività del bar.

Al contrario, il produttore agricolo che applica il regime speciale Iva previsto all'articolo 34 del Dpr 633/72 e dichiara il reddito fondiario ai fini Irpef può avvalersi del regime dei minimi se esercita anche un'attività d'impresa, arte o professione.

Per le Entrate, il regime dei minimi può essere applicato dal contribuente che nel 2007 ha applicato un regime speciale, ma che possiede i requisiti per il nuovo regime. Nessun ostacolo al nuovo regime anche da parte del contribuente che possiede i requisiti al 1° gennaio 2008, avendo ceduto una quota di partecipazione entro il 31 dicembre 2007.

L'esclusione dal regime dei minimi non scatta nel caso in cui l'associato ha effettuato nell'associazione un apporto che non sia di esclusivo lavoro, o quando all'associato non sono stati distribuiti utili perchè l'esercizio si è chiuso in perdita.

I beni strumentali. In caso di donazione d'azienda, rilevano gli acquisti di beni strumentali effettuati dal donante nel triennio precedente. I beni strumentali a uso promiscuo rilevano sempre al 50%, a prescindere dalle eventuali diverse percentuali di deducibilità contenute nel Tuir.

Ai fini del calcolo del limite dei 15mila euro, è irrilevante l'Iva, anche se non è stata detratta. Per i beni in leasing, rileva l'importo dei canoni corrisposti nel triennio precedente. Sempre ai fini del calcolo dei 15mila euro, è irrilevante l'eventuale cessione di beni strumentali che sono stati acquistati nel corso del triennio 2005-2007, così come è irrilevante l'eventuale utilizzo di beni in comodato. E altresì ininfluente l'eventuale avviamento commerciale corrisposto. La rettifica dell'Iva, per chi passa dal regime normale a quello dei minimi, va fatta anche per i beni strumentali di importo inferiore a 516,46 euro e per i beni il cui coefficiente di ammortamento è superiore al 25%, non ancora entrati in funzione al momento del passaggio al regime dei minimi, cioè per i quali non sono state ancora eseguite le deduzioni integrali o delle relative quote di ammortamento.

Le principali risposte

  • 1- LA FATTURA IVA NON PREGIUDICA L'ACCESSO. L'avere emesso una fattura con Iva nel 2008 non pregiudica l'accesso ai minimi. L'emissione potrebbe infatti essere stata causata dalle incertezze per le rilevanti novità introdotte dalla Finanziaria. Perciò basterà effettuare le opportune rettifiche dei documenti emessi.
  • 2- LE RITENUTE IN PIÙ POSSONO ENTRARE NEL RIMBORSO. Le ritenute subite dal contribuente in regime dei minimi, se eccedenti il debito dello stesso contribuente, possono essere chieste a rimborso indicando il relativo importo nel quadro RX del modello Unico 2009, per il 2008.
  • 3- IL REGIME APRE AI PRODUTTORI AGRICOLI. I produttori agricoli, titolari ai fini Irpef di redditi fondiari e non di impresa, anche se soggetti a regime speciale Iva, possono avvalersi del regime dei minimi in riferimento esclusivamente alle ulteriori attività di impresa, arte e professione eventualmente svolte.
  • 4- VALGONO I COMPORTAMENTI CONCLUDENTI. Chi ha iniziato l'attività nel 2008 può applicare il regime dei minimi anche se non ha barrato la specifica casella nel modello di inizio attività. Vale il comportamento concludente del contribuente, il quale è soggetto comunque a una sanzione di 258 euro.
  • 5- ESENZIONE IRAP LIMITATA ALLA SCELTA. L'esenzione dall'Irap vale solo per i contribuenti che applicano il regime dei minimi. Nessuna esenzione dall'imposta sulle attività produttive spetta, al contrario, ai contribuenti che scelgono il regime ordinario ai fini Iva e delle impose sui redditi.
  • 6- POSSIBILE ANCHE TENERE I LIBRI CONTABILI. L'esonero dalla tenuta delle scritture non esclude che il contribuente, per sua e altrui memoria e per la chiarezza necessaria ai fini di un eventuale controllo, decida anche di tenere i libri contabili. La decisione, anzi, potrebbe rivelarsi utile in caso di uscita dal regime.


Per le ritenute in eccesso spazio ai rimborsi. Importo da indicare in Unico 2009

Le ritenute subite dal contribuente in regime dei minimi, se eccedenti il debito del contribuente, possono essere chieste a rimborso, indicando il relativo importo nel quadro RX del modello Unico 2009, per il 2008. Lo precisa ancora la circolare 7/E/2008 dell'agenzia delle Entrate, secondo la quale, ai fini del regime dei minimi, è inoltre irrilevante il fatto che gli scontrini abbiano specificata l'aliquota Iva, il cui ammontare, comunque, non è riportato sugli scontrini.

I contribuenti che applicano il regime sostitutivo delle nuove iniziative produttive, di cui all'articolo 13 della legge 388/2000, possono passare al nuovo regime dei minimi, comunicando la scelta fatta nel modello AA9/8 di variazione dati, barrando nel quadro B la casella relativa alla revoca del regime. Non è possibile invece passare dal nuovo regime dei minimi a quello delle nuove iniziative produttive, per la ragione che quest'ultimo regime va scelto in sede di inizio attività e non dopo l'uscita dal regime dei minimi.

Chi ha iniziato l'attività nel 2008 può applicare il regime dei minimi a prescindere dal fatto che non abbia barrato la specifica casella nel modello di inizio attività. Vale il comportamento concludente del contribuente che, comunque, non avendo eseguito la comunicazione, è soggetto a una sanzione di 258 euro.

L'esenzione dall'Irap, poi, vale solo per i contribuenti che applicano il regime dei minimi. Nessuna esenzione spetta perciò a chi sceglie il regime ordinario ai fini Iva e delle imposte sui redditi.

Nel caso di superamento del limite di 45mila euro, si dovrà procedere allo scorporo dell'Iva e al relativo versamento. Le rimanenze di merci, il cui costo è stato sostenuto e dedotto nel corso dell'applicazione del regime dei minimi, non assumono rilevanza come esistenze iniziali al momento in cui si esce dal regime dei minimi. L'ingresso nel regime dei minimi comporta l'applicazione del principio di cassa ai componenti positivi e negativi di reddito ai fini della imputazione al periodo d'imposta al momento della loro percezione e del loro sostenimento.

Il versamento dell'Iva relativa alla rettifica sulla merce e sui beni strumentali, inoltre, deve essere effettuato entro il termine per il versamento a saldo dell'Iva relativa all'anno precedente, cioè entro il 16 marzo 2008, che slitta a lunedì 17, ferma restando la possibilità di frazionare il pagamento in cinque rate annuali, senza interessi. È cioè esclusa la possibilità di spostare in avanti il versamento dell'Iva dovuta per la rettifica.

Gli agenti di commercio che devono fatturare ricavi di competenza del 2007, se possiedono i requisiti per applicare il regime dei minimi dal 2008, potranno emettere le fatture nel 2008 senza addebito di Iva.

È ammesso al regime dei minimi, se in possesso dei requisiti, il collaboratore dell'impresa familiare, che svolge per suo conto un'attività d'impresa, arte o professione. Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale non sono considerate di lavoro dipendente e, pertanto, sono irrilevanti ai fini della verifica dei requisiti per l'accesso al regime.

  • L'ESCLUSIONE - Nessuna esenzione Irap spetta a chi opta per il sistema ordinario ai fini dell'Iva e delle imposte sui redditi

 

di Tonino Morina
da Il Sole 24ore del 29.01.08


Circolare dell'Agenzia delle entrate fornisce chiarimenti a 360 gradi sul nuovo regime. I minimi non seguono il Tuir. Autovetture e telefoni cellulari a deducibilità limitata.

I minimi non seguono le ordinarie regole previste dal Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) sia per quanto riguarda la determinazione del reddito sia per quanto riguarda il computo di valore dei beni strumentali.

La circolare numero 7/E diffusa ieri dall'agenzia delle entrate fornisce chiarimenti a 360 gradi sul nuovo regime semplificato per imprese e lavoratori autonomi. La circolare prende in considerazione molte delle questioni aperte e fornisce la risposta ufficiale dell'amministrazione finanziaria. Vediamo brevemente le più importanti risposte fornite dall'agenzia.

Partecipazioni. In merito alla presenza di partecipazioni in società l'agenzia precisa che qualora il soggetto dovesse cedere la partecipazione prima dell'ingresso nel regime dei minimi, rimovendo quindi la causa ostativa della contestuale presenza di redditi d'impresa o lavoro autonomo con redditi da partecipazione, l'accesso al regime deve ritenersi consentito.

L'esempio è quello del soggetto che cede la quota di partecipazione in società entro il 31 dicembre 2007 e pertanto può accedere al regime dei minimi per l'esercizio 2008.

L'effettuazione di attività soggette a regime speciale iva impedisce l'accesso al regime dei minimi anche nell'ipotesi in cui lo stesso soggetto svolga contemporaneamente altre attività non in regime speciale.

Beni strumentali. Per i beni strumentali non valgono i criteri fiscali previsti dal Testo unico delle imposte sui redditi in tema di determinazione di valori massimi fiscalmente deducibili. Nell'ipotesi ad esempio di un agente di commercio che deduce all'80% il costo dell'autovettura l'agenzia precisa che ai fini del regime dei minimi si deve considerare il costo del bene da ridurre al 50% in caso di uso promiscuo.

Peraltro, aggiunge la circolare firmata dal direttore dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, devono presumersi a deducibilità limitata e quindi da computare al 50% del corrispettivo d'acquisto i beni indicati negli articoli 164 e 102 del Testo unico delle imposte sui redditi quali autovetture, autocaravan, ciclomotori, telefonini eccetera. Naturalmente essendo il corrispettivo l'elemento al quale occorre fare riferimento ai fini del calcolo del valore dei beni strumentali l'iva indetraibile afferente tali acquisiti non dovrà essere considerata.

Nell'ipotesi di beni strumentali acquisiti tramite contratti di locazione finanziaria non è il valore di acquisto sostenuto dal concedente al quale si deve fare riferimento bensì, come anticipato da ItaliaOggi7 di ieri (in edicola per tutta la settimana), all'importo dei canoni corrisposti nel triennio solare precedente.

Sempre in tema di beni strumentali la circolare chiarisce definitivamente la non concorrenza nel limite dei 15.000 euro dei beni utilizzati in virtù di contratti per i quali non vi è una determinazione di valore quali il comodato gratuito, l'uso etc.

Nemmeno eventuali cessioni di beni strumentali rilevano in diminuzione degli acquisti del triennio precedente. In tali ipotesi si computeranno solo i beni acquistati senza tenere conto, in diminuzione degli stessi, di eventuali cessioni effettuate nel medesimo arco temporale.

Contratti di leasing. Per i contratti di leasing non si deve far riferimento alle norme previste nel Testo unico delle imposte sui redditi in materia di durata minima e pertanto, per il regime dei minimi, anche contratti di locazione finanziaria che non rispettano i requisiti temporali previsti dal decreto del presidente della repubblica numero 917 del 1986 rileveranno senza limitazioni.

L'avviamento, così come ogni altro bene di natura immateriale non rileva invece ai fini del computo del limite dei 15.000 euro per l'accesso al regime dei minimi e ciò è dovuto al fatto che detti beni non si caratterizzano per il loro concreto utilizzo nell'ambito dell'attività d'impresa o di lavoro autonomo.

Ricavi o compensi. Quanto al requisito dei ricavi o compensi dell'anno precedente a quello di accesso ai minimi l'agenzia precisa che per la determinazione del valore occorrerà fare riferimento agli ordinari criteri di determinazione degli stessi vigenti per il regime di appartenenza del soggetto.

Ciò significa che nel caso del reddito d'impresa se un soggetto nel 2007 ha fatturato ricavi inferiori ad euro 30.000 ma dovrà imputare per competenza fatture da emettere nel 2008 per importo tale da superare detto limite sarà sulla base di quest'ultimo calcolo che dovrà fare riferimento.

Qualora un soggetto minimo avesse invece corrisposto nel 2007 compensi a terzi a titolo di prestazioni occasionali, le stesse, non essendo ricomprese nell'ambito del lavoro dipendente né in quello ad esso assimilato non saranno causa ostativa per l'accesso al regime.

Impresa familiare. I partecipanti all'impresa familiare non devono inoltre ritenersi esclusi dal regime dei minimi per eventuali redditi prodotti al di fuori del regime dell'impresa familiare. Resta ovviamente inteso che il collaboratore dell'impresa familiare deve prestare nella stessa in modo continuativo e prevalente la propria attività.

Altri importanti chiarimenti forniti dalla circolare dell'amministrazione finanziaria riguardano infine le ipotesi di donazione d'azienda ove si precisa che in questo caso il limite di valore dei beni strumentali debba essere considerato con riguardo al donante a causa della continuità dei valori fiscalmente riconosciuti in capo al donatario.

 

di Andrea Bongi
da Italia Oggi del 29.01.08


Minimi con scontrini e ricevute. La certificazione fiscale non determina l'uscita dal regime. La circolare delle Entrate chiarisce che è possibile tenere spontaneamente i registri contabili.

Il rilascio di scontrini e ricevute fiscali, oppure l'annotazione spontanea dei corrispettivi per esigenze documentali proprie del contribuente, non possono considerarsi espressione della volontà di rinunciare al regime dei minimi. Stesso discorso nell'ipotesi di erronea emissione di fattura con rivalsa dell'Iva, in relazione alla quale il contribuente abbia emesso nota di rettifica e si sia astenuto dall'effettuare la liquidazione periodica dell'imposta. Sono alcuni chiarimenti sul nuovo regime dei minimi introdotto dalla Finanziaria 2008 forniti dall'Agenzia delle entrate con la circolare n.7 del 28 gennaio 2008, che sgombrano il campo da fantasiose ipotesi messe in circolazione nei giorni scorsi per “animare” il dibattito, che hanno allarmato inutilmente contribuenti e professionisti (...).

Emissione della fattura con addebito dell'imposta. Su questa questione, l'Agenzia riconosce che l'emissione di fattura con addebito dell'imposta potrebbe essere stata causata dalle incertezze connesse alle novità normative, senza l'intenzione di manifestare la volontà di non avvalersi del regime dei contribuenti minimi. I soggetti interessati ad avvalersi del regime speciale, pertanto, potranno effettuare le opportune rettifiche, emettendo nota di variazione ai sensi dell'art. 26 del dpr 633/72 (da conservare, senza obbligo di registrazione ai fini Iva) per correggere l'errore in fattura. Il cessionario o committente che abbia registrato la fattura, da parte sua, è tenuto a registrare la nota di variazione, salvo il diritto alla restituzione dell'importo a titolo di rivalsa. Solo se, insieme all'emissione della fattura con addebito dell'imposta, il contribuente abbia esercitato il diritto alla detrazione e proceduto alle liquidazioni periodiche il comportamento potrà essere considerato espressione della volontà di optare per il regime ordinario. (...)

Annotazione dei corrispettivi. L'Agenzia non ritiene che l'istituzione e la tenuta dei registri Iva integrino gli estremi del comportamento concludente. Il fatto che i contribuenti minimi siano esonerati dagli obblighi di tenuta dei registri non esclude che essi possano, per libera scelta, dettata anche da esigenze amministrative, decidere di tenere comunque i registri di cui agli artt. 23, 24 e 25 del dpr 633/72, oppure il giornale di fondo del misuratore fiscale distinto per aliquote. L'Agenzia osserva opportunamente che tale scelta, come pure la sommatoria dei compensi e dei ricavi indicati nei documenti emessi, può essere adottata per tenere sotto controllo il rispetto del limite di ricavi o compensi di 30.000 euro. Aggiunge, poi, che in caso di superamento della predetta soglia in corso d'anno per oltre il 50%, sarà dovuta l'Iva sui corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell'intero anno solare, determinata mediante scorporo, salvo il diritto alla detrazione dell'imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo. Pertanto la tenuta dei registri potrebbe rivelarsi utile anche ai detti fini. Sempre in tema di scorporo, l'Agenzia conferma inoltre esplicitamente che nell'ipotesi del superamento in corso d'anno dei 45 mila euro di ricavi, occorre scorporare l'Iva dei corrispettivi e procedere al versamento secondo le regole ordinarie.

Versamento della rettifica. In merito alla disposizione secondo cui il versamento dell'Iva (in unica soluzione o rateale) dovuta per la rettifica della detrazione in dipendenza del passaggio al regime speciale va effettuato entro il termine di versamento del saldo annuale Iva, l'Agenzia ha escluso che tale versamento possa effettuarsi nel maggior termine previsto per il versamento a saldo delle imposte dovute in base alla dichiarazione unificata, come pure la possibilità di avvalersi della rateazione ex art. 20, dlgs n. 241/97.

Bollo su fatture. L'Agenzia afferma che le eventuali fatture emesse dai contribuenti minimi sono soggette all'imposta di bollo se di importo superiore a 77,47 euro, atteso che documentano operazioni per le quali, ai sensi del comma 100, non viene esercitato il diritto di rivalsa, e quindi non scontano il tributo. La risposta suscita perplessità, giacché non pare esatto che si tratti di operazioni che non scontano il tributo (tanto che, in caso di superamento della soglia per oltre il 50%, questo va scorporato), ma piuttosto di operazioni esonerate dal versamento. L'agenzia aggiunge, comunque, che sono esenti da bollo le fatture riguardanti gli acquisti intracomunitari e le operazioni per le quali il contribuente minimo assume la veste di debitore di imposta (ad esempio acquisti soggetti al reverse charge).

 

di Franco Ricca
da Italia Oggi del 29.01.08


I minimi girano al minimo. Scarsa la convenienza economica. Salvo per chi ha già altri redditi di lavoro dipendente o pensione e gli affianca il nuovo regime fiscale.

Convenienza ai minimi termini per il regime dei minimi. Non sembra destinato ad avere grande successo il meccanismo introdotto con la Finanziaria del 2008 per le attività produttive di minori dimensioni. Troppo alta l'aliquota dell'imposta sostitutiva e troppo penalizzante la perdita delle detrazioni. Non solo l'Iva, ma anche le detrazioni per coniuge e figli a carico, interessi sul mutuo, spese mediche, assicurazione sulla vita, ristrutturazioni e così via. Nel nuovo regime, infatti, i ricavi dichiarati non concorrono a formare il reddito complessivo per cui, in mancanza di altri redditi compatibili con il nuovo meccanismo, tutte queste detrazioni risultano inutilizzabili.

Ritornano in campo, invece, se il lavoratore ha già un altro reddito di lavoro dipendente o di pensione: in questo caso si avrebbe addirittura una doppia convenienza. Da una parte non si perdono le detrazioni; dall'altra, affiancando a un reddito di lavoro o pensione (tassato con aliquote ordinarie) un'attività di lavoro autonomo in regime dei minimi, si abbatte notevolmente l'aliquota Irpef su questi ricavi. Per i redditi più alti si può scendere addirittura dal 45% della tassazione progressiva Irpef (addizionali comprese) al 20% dell'imposta sostitutiva. Non è certo lo spirito con il quale è stata pensata la norma, ma d'altra parte il contribuente bada alla propria convenienza, più che alle intenzioni del ministro delle finanze.

In pratica, quindi, il regime dei minimi risulta conveniente solo per contribuenti con redditi alti che affiancano al reddito di lavoro dipendente o di pensione ricavi da lavoro autonomo inferiori a 30 mila euro. Per chi ha solo redditi d'impresa, i vantaggi offerti dal nuovo regime, riassumibili nella semplificazione amministrativa, sono spesso compensati da un aumento del carico fiscale complessivo. Senza contare il rischio che in un futuro più o meno lontano l'amministrazione finanziaria possa contestare i ricavi dichiarati, disconoscendo così il regime applicato negli anni precedenti. Creando problemi e rischi di non poco conto.

 

di Marino Longoni
da Italia Oggi Sette del 28.01.08 


Cercansi minimi disperatamente. I paletti d'accesso riducono il numero dei contribuenti interessati. Il fisco non apre sui beni strumentali. Pochi i soggetti con le carte in regola.

Minimi al minimo. Le adesioni, o meglio, i contribuenti che risultano con le carte in regole per accedere al regime semplificato dei minimi sono ridotti all'osso. Dai primi monitoraggi delle associazioni di impresa, in attesa delle comunicazioni che l'Agenzia delle entrate invierà ai potenziali «minimi» risulta che i naturali sono pochi. (...) A tenere fuori dall'accesso soprattutto le indicazioni estremamente restrittive, a giudizio delle imprese, del mantenimento della soglia dei 15 mila euro investiti nei tre anni per i beni strumentali. E le prospettive da parte dell'amministrazione finanziaria non sono delle migliori. Proprio sul punto, secondo quanto risulta a ItaliaOggiSette, la circolare in dirittura di arrivo, non dovrebbe discostarsi dalla lettera «secca» del decreto ministeriale del 2 gennaio 2008 senza lasciare margini per un ammorbidimento. «Con il decreto si ridimensionano le condizioni d'accesso. Una scrematura consistente arriva dall'indicazione delle spese per beni strumentali pari a 15 mila euro per il triennio. sono sufficienti 450 euro di affitto del negozio per essere fuori», dichiara Andrea Trevisani, responsabile fiscale di Confartigianato. (...)

Periodo di calcoli e proiezioni dunque per associazioni e imprese. E non solo. L'Agenzia delle entrate ha attivato sul sito il servizio del software per poter fare un test di autovalutazione, e sempre i tecnici dell'Agenzia delle entrate stanno predisponendo anche l'invio delle comunicazioni ai potenziali beneficiari del servizio.

Le valutazioni sono identiche sul fronte dei professionisti. «Stiamo monitorando i dati in nostro possesso che ad oggi ci dicono che il professionista ha utilità a restare nel “regime sostitutivo” solo se molto distanti dal limite dei 30 mila euro», spiega Rosario De Luca, presidente della fondazione studi dei consulenti del lavoro e anche loro dalle sedi locali «raccogliamo sostanziali perplessità in quanto risulta comunque un regime di determinazione delle imposte che non risponde al principio di capacità contributiva costituzionalmente garantito» tanto da prospettare un aumento del contenzioso tributario.

Le novità dal primo gennaio. Dal primo gennaio il regime dei contribuenti minimi e marginali rappresenta il regime naturale per le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni che, nel 2007, abbiano percepito ricavi o compensi inferiori a 30.000 lordi, non abbiano effettuato cessioni alle esportazioni, non abbiano sostenuto spese per lavoro dipendente e non abbiano effettuato, nel triennio 2005-2007, acquisti di beni strumentali per un ammontare complessivo superiore a 15.000. Dal 1° gennaio 2008 possono iniziare automaticamente ad avvalersi del regime forfettario senza dover fare alcuna comunicazione preventiva all'amministrazione fiscale. Proprio sul punto il ministero dell'economia e delle finanze aveva premuto l'acceleratore sulla rilevanza dei comportamenti concludenti e cioè l'emissione delle fatture con l'indicazione dell'Iva.

Nella circolare in arrivo si conferma un periodo di tolleranza per quei contribuenti che ancora indicano in fattura l'Iva. Per loro infatti sarà possibile operate una nota di rettifica se intenzionati a restare minimi altrimenti l'emissione della fatture è prova della volontà di restare fuori.

I chiarimenti dell'amministrazione finanziaria risponderanno a una serie di quesiti posti dalle associazioni di categorie ma dalle prime informazioni il fisco non amplia, con le interpretazioni la portata della norma. Anzi potrebbe comparire l'imposta di bollo per le fatture emesse senza l'addebito Iva. Per i documenti sui quali non risulta evidenziata l'imposta sul valore aggiunto, l'esenzione è applicabile a condizione che gli stessi contengano l'indicazione che trattasi di documenti emessi in relazione al pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto. In altre parole, per “operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto” si intendono quelle che scontano l'Iva ossia quelle operazioni per le quali sia effettivamente dovuto il tributo.

Adempimenti. Il regime forfettario prevede un imposta del 20 percento sul reddito (ricavi meno costi) in alternativa a Irpef, Irap e Iva. Per potersi avvalere del regime forfetario, spiega la nota del ministero, «i soggetti interessati devono, a partire dal 1 Gennaio 2008, eliminare dalla fatturazione ai propri clienti l'addebito dell'Iva». «Di conseguenza», continua la nota, «venendo meno per essi l'obbligo di versamento dell'Iva sulle vendite di beni o prestazioni di servizi, verrà meno anche il diritto alla detrazione dell'Iva assolta sugli acquisti». Per queste ragioni, continuare nel tempo ad addebitare l'Iva ai propri clienti indicherà da parte del contribuente interessato la scelta di escludere al momento il regime semplificato e di permanere invece nel regime ordinario: chi invece intraprende nuove attività deve specificare la sua adesione o meno al regime. Secondo i dati del ministero delle finanze i potenziali aderenti al forfait il 75,9% dei soggetti interessati. Con una punta dell'89,4% per quanto riguarda il settore dei servizi, «meno» appeal per il settore delle costruzione. Il sì al forfait minimi dovrebbe essere dato nel 63% dei casi.

 

di Cristina Bartelli
da Italia Oggi Sette del 28.01.08


Manovra 2008. «Minimi» in attesa di un supplemento nelle istruzioni. Dubbi operativi per il nuovo regime. Le richieste più urgenti per ritenute e fatture.

Il regime semplificato per i contribuenti «minimi» è pronto a partire. O quasi. Messo al sicuro dalla Finanziaria 2008 (articolo 1, commi da 96 a 117, della legge 244/07) ed entrato in vigore il 1° gennaio scorso, non dovrebbe subire i contraccolpi della caduta del Governo guidato da Romano Prodi. Alla prova dell'operatività, sono però numerosi i punti oscuri delle nuove regole (i maggiori sono riassunti nella scheda qui accanto), che aspettano i chiarimenti dell'amministrazione finanziaria.

Per esempio, le persone fisiche esercenti impresa, arte o professione che hanno i requisiti (tra l'altro, ricavi e compensi che non superano i 30mila euro l'anno) per entrare nel regime dei «minimi» si chiedono se dovranno applicare la ritenuta sulle somme pagate ai professionisti o ad altri contribuenti che scelgono il nuovo regime. Se la ritenuta dovesse essere applicata porterebbe con sè inevitabili complicazioni, in contrasto con la semplificazione attesa e con il fatto che il forfait del 20% è sostitutivo dell'Irpef; inoltre, i contribuenti minimi rischierebbero di finire spesso a credito e sarebbero costretti a intraprendere la strada dei rimborsi.

L'amministrazione finanziaria dovrebbe anche chiarire se i contribuenti minimi possono chiedere il rimborso delle ritenute operate in eccedenza rispetto alle somme dovute a titolo di imposta sostitutiva, compilando il quadro RX del modello Unico (compensazioni e rimborsi). È quello che già fanno, per esempio, i contribuenti che intraprendono nuove attività d'impresa, arte o professione, e applicano il regime sostitutivo con il forfait del 10% (previsto dall'articolo 13 della legge 388/2000).

Attendono precisazioni anche quei contribuenti che nei primi giorni di quest'anno hanno emesso fatture con addebito di Iva. Va infatti chiarito se il contribuente che intende applicare il regime dei minimi dal 2008 può emettere note a credito per annullare eventuali fatture emesse con Iva. Inoltre, il Fisco dovrà pronunciarsi sull'irrilevanza, ai fini dell'applicabilità del regime dei minimi, del fatto che gli scontrini emessi o gli incassi siano stati registrati con distinzione delle aliquote. E una precisazione servirebbe anche per chiarire se non rileva - come sembra probabile -, ai fini dell'applicabilità del regime, il fatto di avere tegistrato le fatture attive o passive sui libri contabili. Infatti, nonostante l'esonero dalla tenuta delle scritture contabili, nulla vieta al «minimo», anche per ragioni di chiarezza in sede di controllo, di registrare in forma libera e in un qualsiasi libro o documento di riepilogo, entrate e uscite per determinare correttamente il reddito d'impresa o di lavoro autonomo.

Ancora: i contribuenti che intendono entrare nel regime semplificato dei «minimi» si chiedono se saranno esonerati dall'obbligo di trasmettere in via telematica i corrispettivi. Mentre altri dubbi riguardano il giusto calcolo dei beni strumentali per la verifica del limite di 15mila euro: in caso di contributi ricevuti, va chiarito se il valore dei beni strumentali acquistati nel triennio precedente al 2008 va preso al lordo dei contributi ricevuti. Mentre per i beni strumentali acquistati senza contributi si aspetta la conferma che il valore dei beni strumentali acquistati nel triennio precedente al 2008 si calcola al netto dell'Iva detratta.

Alla ricerca di chiarimenti

  • 1- RITENUTE SUBITE IN PIU' RISPETTO ALL'IMPOSTA. L'amministrazione deve chiarire se i contribuenti «minimi» possono chiedere il rimborso delle ritenute operate in eccedenza rispetto alla somma dovuta per l'imposta sostitutiva, compilando il quadro RX del modello Unico.
  • 2- SE LA FATTURA E' STATA EMESSA CON L'IVA. Gli operatori attendono precisazioni rispetto alla possibilità, per i contribuenti che vogliono applicare il regime dei «minimi» dal 2008, di emettere note di credito per annullare le eventuali fatture emesse con l'Iva.
  • 3- INCASSI SCHEDATI CON ALIQUOTE DISTINTE. Tra i punti ancora da chiarire per consentire l'applicazione del regime dei «minimi» c'è l'irrilevanza, o no, del fatto che gli scontrini emessi o gli incassi siano registrati con distinzione delle aliquote Iva.
  • 4- SE LA FATTURA È REGISTRATA SU LIBRI CONTABILI. Un altro chiarimento che i contribuenti che aspirano a entrare nel regime semplificato dei «minimi» attendono riguarda l'irrilevanza (o no) del fatto di aver registrato le fatture sui libri contabili.
  • 5- TRASMISSIONE TELEMATICA DEGLI INCASSI. I contribuenti che rientrano nel regime dei «minimi» sono tenuti a trasmettere in via telematica i corrispettivi al Fisco? C'è anche questo tra i punti interrogativi sui quali si attende la pronuncia dell'amministrazione finanziaria.
  • 6- VALORE DEI BENI STRUMENTALI CON IVA DETRAIBILE. Il Fisco deve poi chiarire se i contribuenti che rientrano nel regime dei «minimi» possono calcolare il valore dei beni strumentali acquistati nel triennio precedente al 2008 al netto dell'Iva.
  • 7- VALORE DEI BENI STRUMENTALI CON CONTRIBUTI. Se invece i beni strumentali sono stati acquistati nel triennio precedente al 2008 utilizzando contributi ricevuti, i «minimi» possono calcolare il valore dei beni al lordo dei contributi ma al netto dell'Iva?
  • 8- L'AGRICOLTORE CHE HA ANCHE ALTRE ATTIVITA'. La Finanziaria ha precisato che gli agricoltori sono esclusi dal regime dei «minimi». L'amministrazione deve però chiarire se l'agricoltore che ha un'altra attività professionale o d'impresa gestita con contabilità separata può, per questa, essere ammesso al regime semplificato.
  • 9- RITENUTE E COMPILAZIONE DEL MODELLO 770. I «minimi» aspettano semplificazioni in caso di ritenute operate, per esempio, per compensi ad altri professionisti. Va chiarito se sarà previsto un quadro ad hoc nel modello Unico o se, a monte, i «minimi» saranno considerati consumatori finali, anzichè sostituti d'imposta.
  • 10- IL CALCOLO DEGLI ACCONTI PER IL 2008. Infine, l'amministrazione deve fugare i dubbi sugli acconti 2008: i «minimi» potranno applicare il metodo previsionale se l'acconto non è inferiore alla somma dovuta in base al debito dell'imposta sostitutiva che risulterà dalla dichiarazione dei redditi successiva?

 

di Tonino Morina
da Il Sole 24ore del 27.01.08 


FISCO/2 - Test attitudinale per i «minimi»

È disponibile sul sito dell'agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.it) il test per imprenditori e professionisti "candidati" al regime semplificato. Una serie di quesiti e risposte chiarisce i dubbi per l'adesione al semplificato. Chi sono i soggetti «minimi», chi non può esserlo, i vantaggi, l'opzione per il regime ordinario e la cessazione del regime sono le risposte guida.

 

pag. 32
da Il Sole 24ore del 26.01.08

 

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vedi anche:

Cassa: i minimi con l'integrativo

Finanziaria 2008/minimi - agg.rassegna stampa

Minimi: esordio pieno di insidie

Finanziaria 2008 - rassegna stampa


data pubblicazione: mercoledì 30 gennaio 2008
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