Doppio binario per le regole sulle costruzioni

Dl Milleproroghe - agg. rassegna stampa

Progettisti. Nel Dl milleproroghe - Doppio binario per le regole sulle costruzioni

ROMA - I tecnici della progettazione brindano all'arrivo del testo definitivo del decreto milleproroghe, che ha ridefinito tempi e modalità di operatività delle nuove «Norme tecniche per le costruzioni» (Dm 14 gennaio 2008), emendando l'articolo 20 del Dl 248/2007.

Le nuove regole. Il nuovo regime transitorio prevede che il Testo unico per le costruzioni del 2008 entri in vigore il prossimo 5 marzo, ma fino al 30 giugno 2009 la sua applicazione correrà su due binari. L'obbligatorietà scatterà da subito per gli edifici di interesse strategico e le opere infrastrutturali indicate nel decreto della Protezione civile 21 ottobre 2003, mentre per l'edilizia privata sarà possibile continuare ad applicare le norme contenute nel Dm del 1996 oppure quelle più recenti scritte nel Tu del 14 settembre 2005. O ancora: il recentissimo Dm 14 gennaio 2008. La nuova disciplina transitoria allarga, poi, i casi di progetti e lavori già avviati alla data di entrata in vigore, per i quali è ancora possibile proseguirei lavori in base alle norme con le quali si è avviata l'opera.

Le modifiche al milleproroghe hanno avuto il merito di sanare la situazione di caos interpretativo, generata da una prima formulazione oscura dell'articolo 20, che disciplinava il regime transitorio per le Norme tecniche in astratto, scadenzandone fumosamente i tempi. Se finora i progettisti si chiedevano quale normativa fosse applicabile nelle more dell'entrata in vigore del Dm del 2008 (l'inviso Dm del 2005 o la vecchia disciplina del 1996), oggi è sicuro che fino a mercoledì prossimo - e oltre - sarà possibile applicarle entrambe. Una proroga che ha effetto retroattivo, salvando tutti i progetti redatti in base alle norme del 1996 e presentati dopo il 31 dicembre 2007.

Le reazioni. «Anche se ci si è arrivati in modo rocambolesco - afferma Braccio Oddi Baglioni, vicepresidente dell'Oice - l'epilogo del tormentone delle norme tecniche ci soddisfa. Alla fine si è riusciti a ottenere il risultato voluto, cioè certezza del diritto per i tecnici della progettazione». Ora resta da capire quale sarà la risposta dei progettisti al nuovo Tu. «Sarebbe opportuno - prosegue Oddi Baglioni - che il testo del 2008 divenga normativa di riferimento, per evitare di arrivare alla fine del periodo di sperimentazione senza aver maturato l'esperienza necessaria: per questo motivo l'Oice intende promuovere la conoscenza del Dm 2008, con workshop e seminari».

Anche il Consiglio nazionale ingegneri si dichiara soddisfatto delle modifiche. «Sono state accolte tutte le richieste che abbiamo presentato al ministero delle Infrastrutture - osserva il presidente, Paolo Stefanelli -: le nuove norme tecniche del 2008 devono ancora superare la prova dei fatti, quindi la riformulazione della fase transitoria, consentendo l'applicazione delle norme del 1996 e di quelle del 2005, era un atto dovuto». L'unica cosa che non convince particolarmente il Cni è la nuova norma che impone entro il 31 dicembre 2010 la verifica tecnica degli edifici progettati prima del 1984. «Un'operazione mastodontica, ma anche un'occasione per i tecnici - conclude Stefanelli -. Peccato però che per attuarla servono milioni di euro e nel decreto non c'è copertura».

 

di Azzurra Pacces
da Il Sole 24ore del 01.03.08


Dietrofront sulle norme tecniche. Costruzioni: le regole del '96 valide fino al 30 giugno 2009. Lo stabilisce l'emendamento sostitutivo dell'articolo 20 del decreto milleproroghe da approvare.

Ripescate le norme tecniche per le costruzioni del 1996, applicabili in alternativa alle nuove norme tecniche fino al 30 giugno 2009. E' quanto stabilisce l'emendamento sostitutivo dell'articolo 20 del decreto legge «mille proroghe» concordato dal cosiddetto «Comitato dei nove» dopo che il presidente dell'aula di Montecitorio ha rinviato il testo alle commissioni di merito per la definizione delle singole norme. Il provvedimento governativo deve essere convertito entro il 29 febbraio (l'aula del senato è già convocata per il 26 febbraio) e ieri sera era ancora in corso l'esame dei singoli emendamenti, ma appare più che probabile che il testo finale della norma sulle norme tecniche per le costruzioni sarà quello entrato in commissione ieri pomeriggio.

Nel merito il nuovo articolo 20 conferma innanzitutto la proroga del termine previsto dalla legge 186 del 2004, dal 31 dicembre 2007 al 30 giugno 2009.

La norma del 2004 stabiliva che per avviare una fase sperimentale di applicazione delle norme tecniche, per un periodo di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore delle stesse, era possibile applicare in alternativa alle nuove norme tecniche, la normativa precedente sulla medesima materia, di cui alla legge 5 novembre 1971, n. 1086, e alla legge 2 febbraio 1974, n. 64, e relative norme di attuazione. Il differimento al 30 giugno 2009 non opererà però per le verifiche tecniche e «le nuove progettazioni» degli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici ed alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso di cui al decreto del capo del dipartimento della protezione civile 21 ottobre 2003.

Era sorta però la necessità di fare chiarezza sul regime previdente applicabile dal momento che dal primo gennaio scorso erano comunque entrate in vigore le disposizioni del d.m. 14 settembre 2005. A tale proposito il secondo comma della norma concordata ieri stabilisce che a seguito dell'entrata in vigore delle norme del 2005, durante il periodo dei diciotto mesi previsto dalla richiamata legge del 2004 «in alternativa all'applicazione della suddetta revisione generale è possibile l'applicazione del decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 settembre del 2005 oppure dei decreti del ministero dei lavori pubblici del 20 novembre 1987, del 3 dicembre 987, dell'11 marzo 1988, del 4 maggio del 1990, del 9 gennaio 1996 e del 16 gennaio 1996», cioè di tutta la normativa di attuazione precedente al d.m. del 2005.

Intanto a seguito della pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del decreto del ministero delle infrastrutture del 14 gennaio 2008 recante l'approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni, dal 5 marzo prossimo dovrebbe essere possibile applicare in alternativa, per 18 mesi, le nuove norme di febbraio,  quelle del d.m. del 2005 e stando alla norma votata, anche quelle del '96.

Importante anche il chiarimento previsto al comma successivo dove si stabilisce che in caso di «opere iniziate» e in caso di opere in relazione alle quali le stazioni appaltanti abbiano «affidato i lavori o avviato progetti definitivi o esecutivi» prima del 1° gennaio 2008 (termine di entrata in vigore del d.m. 14 settembre 2005), si continua ad applicare «la normativa tecnica utilizzata per la redazione dei progetti, fino all'ultimazione dei lavori e all'eventuale collaudo». In sostanza si fanno salve le norme tecniche adottate in fase di progettazione che, quindi, continueranno ad essere seguite fino alla conclusione dei lavori, per ovvie esigenze di continuità. Per quanto riguarda le verifiche tecniche dell'ordinanza della presidenza del consiglio n. 3274 del 2003, la norma prevede che, ad esclusione delle opere progettate in base alle norme sismiche in vigore dopo il 1984, si debba procedere, su iniziativa dei proprietari, a verifiche tecniche entro il 31 dicembre 2010 iniziando dagli edifici ubicate nelle zone sismiche 1 e 2.

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 20.02.08


I professionisti denunciano il caos

In attesa dell'entrata in vigore delle nuove norme tecniche per le costruzioni che definiscono le regole da seguire per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle costruzioni, tra i professionisti del settore è il caos. Perché in assenza, fino all'emendamento di ieri nel decreto mille proroghe all'esame, della proroga della sospensione del decreto del 14 settembre 2005, già molte regioni hanno bloccato, dall'inizio di gennaio 2008, tutte quelle autorizzazioni ai progetti redatti secondo il decreto del 1996 che di fatto disciplinava il settore. E ora si cerca la soluzione della fase transitoria nella modifica all'articolo 20 del decreto mille proroghe che renda utilizzabile, in parallelo, proprio le vecchie norme del 1996.

Il dl mille proroghe ha creato il caos perché, secondo le categorie interessate, obbligava gli operatori del settore ad applicare le norme del 2005 invece di quelle del 1996. Il problema è, comunque, come ha sottolineato Angelo Devalenza, consigliere dell'ordine dei Periti industriali, che «i professionisti hanno bisogno di sapere con certezza se le norme del testo vigente coesistono insieme alle precedenti. E questa coesistenza deve essere chiarita e soprattutto garantita anche per dare la possibilità a chi opera nel settore di prendere confidenza con i nuovi metodi di calcolo». Dello stesso avviso Matteo Capuani consigliere dell'ordine degli architetti che ha ribadito anche «che poiché queste nuove norme tecniche vanno a modificare l'intera materia deve essere spiegato con chiarezza cosa si dovrà fare in questo periodo transitorio. Il tutto ha concluso anche per garantire quella continuità lavorativa necessaria». Nel frattempo il modificato articolo 20 del dl mille proroghe prevede l'istituzione fino al 30 giugno 2009 di una commissione consultiva per il monitoraggio delle revisioni generali di queste norme al fine degli adeguamenti normativi che potranno essere necessario.

In Italia il settore delle costruzioni è regolato da un legge del 1971, che prevede la pubblicazione, a cadenza biennale, di norme tecniche. Ormai da più di 10 anni si operava però con quelle pubblicate dal ministero delle infrastrutture nel 1996, perché quelle del Dm del 14 settembre 2005 sono state poco applicate per una serie di motivi legati sostanzialmente alla non conformità agli euro-codici. Per questo motivo sostanzialmente è stata via via prorogata sino al 31 dicembre 2007 la possibilità di applicazione in alternativa dei dm del 96. Nel periodo di coesistenza con la normativa precedente, un'apposita Commissione ministeriale ha lavorato per la stesura delle nuove «Norme tecniche per le costruzioni», tenendo conto anche del quadro di riferimento europeo. L'obiettivo era che le citate norme fossero pubblicate in G.U. prima della scadenza del 31 dicembre 2007, sostituendo quindi il dm 2005 prima che questo entrasse in vigore. Il Ministero delle Infrastrutture aveva approvato il testo del dm a fine luglio 2007 e successivamente era arrivata anche l'approvazione del ministero degli interni, della Protezione civile e l'intesa con la Conferenza unificata stato-regioni.

 

di Benedetta P. Pacelli
da Italia Oggi del 20.02.08

 

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  • LEGGE 28 Febbraio 2008, n. 31 
    Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria. (GU n. 51 del 29-2-2008  - Suppl. Ordinario n.47)
    [fonte:gazzettaufficiale.it]

 

  • TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 31 Dicembre 2007, n. 248 
    Testo del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 302 del 31 dicembre 2007), coordinato con la legge di conversione 28 febbraio 2008, n. 31 (in questo stesso S.O., alla pag. 5) recante: «Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria». (GU n. 51 del 29-2-2008  - Suppl. Ordinario n.47) 
    [fonte:gazzettaufficiale.it]


 

vedi anche:

Arriva il decreto ma il caos resta

Norme tecniche sulle costruzioni - breve rass.stampa


data pubblicazione: martedì 4 marzo 2008
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