Impianti negli edifici: il nuovo regolamento

di Enrico Milone

Con Decreto del Ministero dello sviluppo economico 22.1.2008 n.37 (GU 12.3.2008 n.61) è stato pubblicato il tanto atteso Regolamento per le attività di installazione di impianti negli edifici. Ne diamo qui una sintetica illustrazione.

Il decreto riguarda tutti gli edifici indipendentemente dalla destinazione d'uso.

Il decreto riordina la normativa preesistente, legge 46/1990 (eccetto articoli 8,4,16), DPR 447/1991, articoli da 107 a 121 del DPR 380/2001 (Testo Unico dell'Edilizia).

Ai sensi dell'articolo 3.1 della legge 26/2/2007 n.17, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, cioè dal 27 marzo 2008, le sopra dette normative sono abrogate. In particolare, gli articoli da 107 a 121 del TUE, essendo stati assoggettati a rinvii successivi, vengono abrogati senza essere mai entrati in vigore.

Gli impianti negli edifici sono:

  • impianti elettrici e parafulmini
  • impianti radiotelevisivi ed elettronici
  • impianti di riscaldamento, climatizzazione e ventilazione
  • impianti idrico-sanitari
  • impianti gas
  • impianti ascensori, montacarichi, scale mobili
  • impianti di protezione antincendio

Solo le imprese abilitate ai sensi dell'art. 3 possono realizzare gli impianti negli edifici.

Progettazione degli impianti. L'art.5 stabilisce che per la realizzazione degli impianti occorre un progetto. Il progetto deve essere redatto da un professionista tecnico iscritto all'albo o, in alternativa in caso di impianti semplici, dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice. Tuttavia, quest'ultimo non può redigere il progetto in casi più complessi, dei quali indichiamo i più frequenti:

  • se la potenza impegnata è superiore a 6 kw o per utenze domestiche  di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq;
  • per impianti elettrici relativi agli immobili adibiti ad attività  produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o qualora la superficie superi i 200 mq;
  • per impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora;
  • per impianti elettrici relativi a locali adibiti ad uso medico;
  • per impianti relativi alla distribuzione di gas combustibili con portata termica  superiore a 50 kw o dotati di canne fumarie collettive ramificate, o per impianti relativi a gas medicali per uso ospedaliero e simili, compreso lo stoccaggio.

Il progetto dell'impianto è depositato presso lo sportello unico per l'edilizia del comune, contestualmente al progetto edilizio. Nel caso di edificio esistente, già dotato di certificato di agibilità, l'impresa installatrice deposita, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo sportello unico per l'edilizia, la dichiarazione di conformità ed il progetto dell'impianto o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.

Come abbiamo già indicato in questo sito nell'articolo del 28.2.2008 “Impianti negli edifici: ennesimo rinvio”, la progettazione degli impianti negli edifici è di competenza sia degli ingegneri che degli architetti. Il chiarimento è venuto dalla Corte di Cassazione (sent. 3814/2000) che ha stabilito la competenza dell’architetto per la progettazione di tutti gli impianti affini o connessi con i progetti di opere di edilizia civile.

Edifici costruiti prima del 13.3.1990. Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all'origine dell'impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.

Dichiarazione di conformità. Ai sensi dell'art.7, al termine dei lavori l'impresa  installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati alle norme vigenti. Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello di cui all'allegato I, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonchè il progetto.

Rifacimento di impianti. In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità e l'attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell'opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell'intero impianto. Nella dichiarazione e nel progetto è espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell'impianto.

La dichiarazione di conformità è rilasciata anche dai responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici, secondo il modello di cui all'allegato II del decreto.

Mancanza di dichiarazione di conformità. In tale caso la dichiarazione è sostituita, per gli impianti precedenti al DM 5.3.2008, da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all'albo professionale per le specifiche competenze  tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, ovvero, per gli impianti più semplici di cui all'art.5, da un soggetto che  ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un'impresa abilitata, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.

Obblighi del committente e del proprietario. L'art.8 stabilisce che il committente deve affidare i lavori ad imprese abilitate. Il proprietario dell'impianto deve adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza, tenendo conto delle istruzioni predisposte dall'impresa installatrice e dai fabbricanti delle apparecchiature installate.

Certificato di agibilità. Il certificato di agibilità è rilasciato dalle autorità competenti previa acquisizione della dichiarazione di conformità, nonché del certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.

Manutenzione ordinaria. La manutenzione ordinaria degli impianti non comporta la redazione del progetto.

Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e dell'attestazione di collaudo le installazioni per apparecchi per usi domestici e la fornitura provvisoria di energia elettrica per gli impianti di cantiere e similari, fermo restando l'obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità.

Per la manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi in servizio privato si applica il DPR 162/1999.

Trasferimento dell’immobile. L'art.13 obbliga i soggetti destinatari delle prescrizioni del decreto a conservare la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di uso e manutenzione. Essi, in caso di trasferimento dell'immobile, consegnano la documentazione all'avente causa.

L'atto di trasferimento riporta la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità ovvero la dichiarazione di rispondenza sostitutiva. Copia della stessa documentazione è consegnata anche a chi utilizza l'immobile, cioè all’inquilino.

Sanzioni. Sono previste sanzioni anche per i professionisti: alla terza violazione delle norme riguardanti la progettazione ed i collaudi, i soggetti accertatori propongono agli ordini professionali provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti.

 

di Enrico Milone, architetto
del 18.03.08

 

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  • DECRETO - 22 gennaio 2008, n. 37 
    Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivita' di installazione degli impianti all'interno degli edifici. (GU n. 61 del 12-3-2008 ) 
    [fonte: gazzettaufficiale.it]

 



 

Commenti

27/03/2008 14.39: dichiarazione di rispondenza
se l'architetto può progettare gli impianti di uso civile come da sentenza della corte costituzionale, può anche emettere una dichiarazione di rispondenza degli impianti?
giuseppe morra

28/03/2008 18.46: RISPOSTA al quesito di Morra
L'art.7 del regolamento stabilisce che la dichiarazione di rispondenza deve essere resa da un professionista iscritto all'albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione. Pertanto non basta essere architetto o ingegnere, ma è necessario avere anche una esperienza svolta per 5 anni nel settore impiantistico specifico. E.M.
Enrico Milone

02/04/2008 19.35: la compravendita
Se è stato dato regolare incarico ad un'agenzia immobiliare per la vendita di un immobile che occorre ristrutturare totalmente, perchè vecchio, o comunque con impianti da rifare, è sufficiente il rilascio del certificato di rispondenza? grazie
Rosanna

03/04/2008 10.59: Dichiarazione di conformità
Per quanto tempo si è responsabili per gli impianti termo-tecnici? Per 2 anni? Per 10 anni?
Gianluca

04/04/2008 01.27: titolo
Grazie per il chiarimento in merito alla competenza dell'Architetto
Giulio Capuano

06/04/2008 11.31: RISPOSTA al quesito di "Rosanna"
QUESITO "Rosanna" per vendita di immobile con impianti da rifare. Consiglio di fare riferimento al "parere giuridico del 26.3.2008" del Ministero, riportato in link su questa pagina. In esso viene chiarito che i documenti da allegare al contratto sono solo quelli obbligatori secondo le norme applicabili all'epoca della costruzione dell'immobile o dell'impianto. Per gli impianti che non hanno la dichiarazione di conformità occorre la dichiarazione di rispondenza, ma solo se le parti non si accordano per escluderla.
Enrico Milone

08/04/2008 19.01: RISPOSTA al quesito di "Gianluca"
Risposta al quesito di Gianluca, relativo alla durata della responsabilità per la dichiarazione di conformità. Il Regolamento tratta delle sanzioni all’art.15. Per la dichiarazione di conformità si applicano le sanzioni amministrative da euro 100 ad euro 1.000 con riferimento all'entita' e complessita' dell'impianto, al grado di pericolosita' ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazione. Alla terza violazione delle norme riguardanti la progettazione ed i collaudi, i soggetti accertatori propongono agli ordini professionali provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi. In merito alla prescrizione, il diritto al conseguimento della somma dovuta a titolo di sanzione si prescrive in 5 anni dalla consumazione dell'illecito, salvo interruzione della prescrizione, ad esempio con l'atto con cui si richiede il pagamento, che fa decorrere un nuovo periodo di 5 anni. Nel caso di dichiarazione non veritiera è applicabile l’art.481 del codice penale, “falsità ideologica in certificati” che stabilisce la reclusione fino ad un anno o una multa. Il reato si prescrive dopo sei anni. Nel caso di responsabilità del professionista per i danni derivanti dall'inadeguato funzionamento dell'impianto si entra nel campo dei reati o del diritto del soggetto danneggiato al risarcimento del danno, per cui si applicano le norme sulla prescrizione del codice penale e civile, che non sono state per nulla modificate dal nuovo Regolamento. Si tratta di un argomento complesso, che richiederebbe un parere legale non possibile in questa sede.
Enrico Milone

10/04/2008 15.02: Blocco del mercato edizizio
A Roma,dove i palazzinari hanno fatto il bello e il brutto tempo con la complicità del Comune,,,non ci sarà quasi nessuna casa a norma e con la penuria che c'e di abitazioni,,,,,il mercato sarà bloccato per anni, visto anche che circa il 70% degli edifici non ha neanche l'abitabilità......per inerzia degli addetti a fare collaudi!!!!!!!
paola

13/04/2008 16.05: titolo
Con il DM 37/08 si responsabilizza sia il venditore e sia l'acquirente nei confronti della "sicurezza" degli impianti installati. In fase di rogito vi è l'obbligo di indicare se l'impianto è a norma di legge, inoltre l'acquirente dovrà farsi carico anche penalmente nel mantenere in esercizio impianti non a norma. Si ritiene inoltre che, chi acquista immobili con impianti non a norma debba comunque ottemperare alla normativa dl 626 relativamente alle attività lavorative.
Ing.Claudio MASOCH

01/05/2008 18.08: presentazione del progetto
Perfetto per la sicurezza!!! Ma in fase di presentazione della D.I.A. perchè posso integrare la documentazione sulla regolarità contributiva dell'impresa esecutrice se ancora non "individuata", ma non posso integrare con il progetto degli impianti (che deve essere redatto dall'impresa)? Grazie
Alessandra

02/05/2008 14.01: RISPOSTA al quesito di "Alessandra"
Nel caso di lavori soggetti a Permesso di costruire o a DIA (art.11 comma 2) il progetto degli impianti va consegnato allo sportello unico del comune contestualmente al progetto edilizio. Ciò sia che la redazione del progetto possa essere effettuata dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice sia che spetti ad un professionista iscritto all'albo.
Enrico Milone

10/05/2008 14.32: Se la DIA è stata presentata prima del 27/03/08
Nel caso in cui una DIA per opere di manutenzione straordinaria all'interno di un appartamento sia stata presentata prima della entrata in vigore della Legge 37/08, (nel caso specifico anno 2006), dovendo ora presentare il fine lavori e la conformità cosa deve chiedere il professionista all'impresa esecutrice?
Massimiliano

14/05/2008 16.33: titolo
dove posso trovare questa dichiarazione di rispondenza? I presunti moduli non sono ancora in commercio. Grazie per un'eventuale Vs. risposta
Fascia Raffaele

17/05/2008 16.09: RISPOSTA al quesito di "Raffaele Fascia"
Raffaele Fascia chiede dove trovare i moduli per la "dichiarazione di rispondenza". In allegato al Decreto 37/2008 vi sono i moduli per la certificazione di conformità (Allegato I e Allegato II). Sono pubblicati anche su Edilizia e Territorio n.14/2008. Credo che tali moduli possano essere utilizzati, con opportuni adattamenti, per la dichiarazione di rispondenza, dato che il contenuto è analogo a quello della certificazione di conformità.
Enrico Milone

26/05/2008 19.30: titolo
Sto per acquistare un immobile ed il venditore dice che gli impianti sono a norma ma non dispone di una certificazione. Ora, dato che un tecnico diverso da quello che li ha installati non si assume la responsabilità di certifica, cosa posso fare? Grazie
Marina

28/05/2008 00.10: titolo
dove posso trovare i moduli per la relazione delle tipologie dei materiali e per lo schema dell'impianto realizzato, da allegare al certificato di conformità?
D'achilli Maurizio

04/06/2008 11.32: competenza architetti nella progettazione impianti
La sentenza 3814/2000 è particolarmente favorevole all'architetto sull'interpretazione di cosa sia "edilizia civile". Esiste però meno autorevole ma più recente giurisprudenza che nega la competenza agli architetti per qualsiasi impianto (termico, elettrico, gas, antincendio etc) proprio in virtù della L.46/90 che individua la progettazione di tali impianti come progettazione distinta da quella "edile" in cui, nelle varie sentenze TAR, viene relegata l'edilizia civile di competenza dell'architetto. Gradirei una sua opinione in merito e sapere se esistono opposizioni promosse da nostro ordine, soprattutto in virtù delle conseguenze che porterebbe il consolidarsi di tale giurisprudenza.
arch. marco andriollo

04/06/2008 20.27: Risposta al quesito di Marina
Ho già trattato questo tema nella "Risposta al quesito di Rosanna" (vedi sopra). In sostanza, secondo il parere giuridico del Ministero del 26.3.2008, le parti si possono accordare per escludere la dichiarazione di conformità.
Enrico Milone

04/06/2008 20.27: Risposta al quesito D'Achilli Maurizio
In allegato al decreto non vi sono moduli per la relazione sulla tipologia dei materiali e sullo schema degli impianti. Nè vi sono indicazioni normative in merito. Tuttavia la Guida CEI 0-3 (reperibile nelle librerie tecniche come la DEI) fornisce indicazioni che possono essere utili a tal fine.
Enrico Milone

17/06/2008 12.33: modulo rispondenza impianto elettrico
Dovrei certificare un impianto elettrico eseguito prima dell'entrata in vigore della legge 46/90. I due tecnici abilitati da me interpellati non hanno la copia del modulo di rispondenza (come da DM 37 del 22/01/2008) e non sanno esattamente quali verifiche effettuare. Chi può fornire i moduli in bianco?
Benvenuti Gabriele

18/06/2008 17.53: RISPOSTA al quesito di "Benvenuti Gabriele"
Quesito sui moduli per la "dichiarazione di rispondenza": vedere la risposta che ho dato il 17/05/2008 a Raffaele Fascia.
Enrico Milone

24/06/2008 15.16: RISPOSTA al quesito dell'arch. Marco Andriollo
Vedere il seguente link: http://www.architettiroma.it/archweb/dettagli.asp?id=10424
Enrico Milone

02/09/2008 14.42: impianti fv
salve, volevo sapere se gli architeti sono abiltati a firmare progetti esecutivi di impianti fotovoltaici e, in caso affermativo, fino a quale taglia dell'impianto. grazie
giovanna

13/09/2008 10.52: certificazioni 37/08
io collaboro da esterno come architetto da più di cinque anni con un'impresa di impianti elettrici, cosa devo fare per poter firmare le certificazioni in base al 37/08? E per la progettazione degli impianti? si ringrazia per la collaborazione
enzo

15/09/2008 11.02: RISPOSTA al quesito di Giovanna
Non mi risulta esistano norme sulla competenza per la progettazione di impianti fotovoltaici. Come ho scritto nell'articolo pubblicato su questo sito il 18 giugno 2008, gli architetti sono competenti, in senso generale, per la progettazione e direzione lavori di impianti negli edifici.
Enrico Milone

15/09/2008 19.57: RISPOSTA al quesito di Enzo
Quesito proposto da Enzo: "cosa occorre fare per firmare un progetto di impianto o per certificarne la conformità", posso rispondere, come detto sopra nell’articolo “Impianti negli edifici: il nuovo Regolamento” e nell’articolo del 18/6/2008 su questo sito web in merito alla competenza dell’architetti, che il progettista deve essere iscritto all’Albo professionale ovvero può essere il responsabile tecnico dell’impresa nel caso di impianti non complessi. Invece la dichiarazione di conformità deve essere firmata dall’imprenditore o dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.
- Responsabile dell’impresa. Ai sensi dell’art.3 “Imprese abilitate” e dell’art.4 “Requisiti professionali”, l’imprenditore o il responsabile tecnico dell’impresa installatrice dell’impianto deve essere in possesso dei requisiti professionali di cui all'articolo 4. Tra i requisiti necessari vi è il diploma di laurea in materia tecnica specifica (inclusa pertanto la laurea specialistica-magistrale in architettura). E’ inoltre certamente valida anche la laurea triennale in materia tecnica, che tuttavia deve essere integrata da un periodo di uno-due anni alle dipendenze di una impresa del settore.
- Progettista dell’impianto. Ai sensi dell’art.5 il progetto dell’impianto deve essere redatto da un professionista iscritto all’Albo professionale, ma nel caso di impianti semplici può essere redatto dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice. Nel caso degli impianti complessi descritti nell’art.5 comma 2, il progetto può essere redatto solo da un professionista iscritto all’Albo.

Enrico Milone

08/10/2008 13.50: Sulla laurea specialistica nuovo ordinamento
Leggendo tutti i commenti di quest'articolo deduco che per un ingegnere civile-ambientale nuovo ordinamento non ci sono limiti nella progettazione e certificazione degli impianti. Se non fosse così potrebbe spiegarmi quali sono? Esempio un impianto fotovoltaico sul tetto di una fabbrica, con potenza 200kwp può essere firmato da un ingegnere civile - ambientale sezione A(quinquenale). Grazie
hartina

28/01/2009 13.26: certificati di conformità
Può il titolare dell'impresa rifiutarsi di rilasciare i certificati di conformità relativi agli impianti elettrico e idrosanitario da lui realizzati nell'ambito di una dia presentata? Come devo regolarmi, in questo caso specifico, per il rilascio del fine lavori?
architetto

09/11/2009 16.54: Salve
Salve, nella speranza di avere una sua risposta. Sono un arch. iscritto all'albo di roma e dovrei redigere un progetto per un impianto di climatizzazione in prima circoscrizione a roma su un intervento di manutenzione ordinaria (di cui io non sono il responsabile) l'impianto in pompa di calore ha una potenza di 22,50kw e muove 5000mc di aria,vorrei sapere se in questo caso va redatto il progetto e se posso firmarlo o occorre un diverso grado di specializzazione. Grazie ancora
andrea aschi

23/11/2009 12.03: RISPOSTA AI COMMENTI
- Ad Hartina rispondo che, a mio avviso, un ingegnere civile-ambientale, così come un architetto, è competente per la progettazione degli impianti negli edifici.
- Quesito di “architetto”. Se la ditta installatrice rifiuta di rilasciare la certificazione di conformità dell’impianto da essa realizzato, il proprietario diffida la ditta a provvedere e successivamente denuncia l’accaduto alla Camera di Commercio. Alla fine dei lavori, il proprietario nella domanda di rilascio del certificato di agibilità può descrivere la situazione e informare della diffida e della denuncia. Se occorre potrebbe affidare ad altra ditta il rilascio della certificazione di conformità degli impianti, a spese della ditta inadempiente.
- Quesito di Andrea Aschi. 1. l’impianto di pompa di calore richiede il progetto sempre, a prescindere dalla potenza dell’impianto. 2. Come ho detto nell'articolo su questo sito “La competenza degli architetti per gli impianti” ritengo che l’architetto sia competente per progettare gli impianti che normalmente fanno parte degli edifici. La mia opinione è stata rafforzata dal decreto ministeriale 23.7.2009 sulla verifica degli ascensori che prevede, per gli edifici vincolati, una certificazione in merito all'impianto di ascensore, redatta da un architetto o da un ingegnere iscritto all'albo dell'Ordine. Tuttavia è bene tenere conto che sulla materia esistono opinioni controverse.

Enrico Milone

04/01/2010 14.56: titolo
vorrei sapere se è possibile che una ditta che mi ha installato l'impianto del gas non essendo abilitata secondo Dm 37/08 possa rilasciarmi la dichiarazione di conformità da un idraulico abilitato loro "amico". ringrazio cortesemente
piergiorgio

07/01/2010 10.02: Risposta al quesito di Piergiorgio
Il Regolamento degli impianti negli edifici stabilisce che la certificazione deve essere fatta dalla ditta che ha eseguito l'impianto. Non sono previste soluzioni alternative. Quando la norma non viene rispettata si può ricorrere solo ad espedienti che non danno sicurezza del risultato. Comunque ripeto quanto ho già ipotizzato per un analogo quesito: “Se la ditta installatrice rifiuta di rilasciare la certificazione di conformità dell'impianto da essa realizzato, il proprietario diffida la ditta a provvedere e successivamente denuncia l'accaduto alla Camera di Commercio. Alla fine dei lavori il proprietario, nella domanda di rilascio del certificato di agibilità, può descrivere la situazione e informare della diffida e della denuncia. Se occorre potrebbe affidare ad altra ditta il rilascio della certificazione di conformità degli impianti, a spese della ditta inadempiente.”
Enrico Milone

20/03/2010 14.56: durata di una dichiarazione
vorrei sapere quanto e la durata di una dichiarazione di conformita elettrica. arrivedrci e grazie.
clementi massimo-perito elettronico

07/12/2010 21.36: sulla rispondenza
Vorrei porre l'attenzione su una questione che, con l'istituzione dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), diventa di importanza sempre maggiore, vista la necessità di produrre autocertificazioni per l'avvio di attività produttive. In molti SUAP, anche in assenza di opere e di lavori in genere, cioè anche solo per l'avvio di un'attività presso un locale che non necessiti di lavori, è richiesto di autocertificarne l'agibilità. Tra i documenti che comporrebbero questa autocertificazione, ci sono quelli relativi alla conformità. Ora, se l'impianto fu realizzato precedentemente all'entrata in vigore della L.46/90, ovviamente non ci sarà la certificazione di conformità e non perchè smarrita o non rilasciata ma semplicemente perchè non necessaria. Per questo motivo è da intendersi che l'ultimo comma dell'art. 7 della norma in questione, non solo sia applicabile solamente in quei casi dove siano previsti lavori agli impianti (e non dove non se ne debbano fare), ma esclusivamente quando l'impianto sia stato realizzato successivamente all'entrata in vigore della 46/90 ma è rimasto sprovvisto (per i motivi indicati allo stesso comma) della certificazione di conformità. Non potrebbe essere diversamente perchè altrimenti la cosiddetta "rispondenza" a che cosa dovrebbe essere riferita? Alle norme CEI? A quali, di che epoca? Al massimo si dovrebbe verificare la presenza dei dispositivi di sicurezza previsti dalla 46/90 per impianti preesistenti alla sua entrata in vigore. Ogni altra formalità appare del tutto in contrasto con la norma sia perchè non è scritto nulla di diverso da quanto sopra detto, sia per logicità. In ogni caso - e a voler essere sin troppo zelanti - se per un vecchio impianto venisse rilasciato un certificato di conformità da parte di tecnico abilitato, per quanto non sia il realizzatore dell'impianto, appare ovvio che esso avrebbe almeno lo stesso valore di una "certificazione di rispondenza" che formalmente non esiste! Saluti. Ale
Alex

29/06/2011 18.33: CHIARIMENTI
Salve, mi è stato chiesto di fare il responsabile tecnico per un'impresa che si occupa di installazione di impianti termo-elettrici-idrico-sanitari. Ho letto la legge, la mia domanda è: Posso fare il responsabile pur essendo iscritta all'albo da pochi mesi? oppure vi sono vincoli particolari da rispettare, come ad esempio per il certificato di rispondenza secondo cui devo essere iscritta all'albo da 5 anni ed aver operato nel settore impiantistico per almeno altrettanti anni? Grazie
L.Russo

30/06/2011 18.19: Risposta all'arch. L.Russo
Il responsabile tecnico di impresa impiantistica è regolato dagli articoli 3 e 4 del DPR 37/2008. Salvo modifiche intervenute recentemente o in corso di entrata in vigore, il responsabile tecnico, se “laureato in materia tecnica” cioè architetto o ingegnere con laurea quinquennale, non deve avere requisito di anzianità lavorativa. Per avere informazioni sicure in materia si può fare riferimento al Ministero dello Sviluppo economico e a quello delle Attività produttive. Invito a leggere anche il parere n.31288 del 07.10.2008 del Dipartimento per la regolazione del mercato del Ministero dello Sviluppo Economico che tratta lo stesso tema sotto altri aspetti.
Enrico Milone

29/02/2012 14.43: DICHIARAZIONE DI CONFORMITA IMPIANTI TERMICI
ci ritento .. sperando di rientrare nei requisiti :-) un installatore, registrato alla amera di commercio con la 46/90, puo emettere dichiarazione secondo la 37/08? ..... Aggiungo ..... nei casi di nuovo edificio o rifacimento degli impianti, l'eventuale dichiarazioner di conformità 37/08, puo essere rilasciata in assenza di progetto ?? Grazie
per. ind Marco

vedi anche:

Luce, acqua e gas: allaccio senza «visto»

Nuovo Regolamento Impianti - breve agg. rass-stampa

Un labirinto di certificati per tutti gli impianti

Impianti negli edifici - agg. rassegna stampa

Negli appalti la sicurezza non ha più alibi

Iter decreto sicurezza - breve rassegna stampa

Arriva il decreto ma il caos resta

Norme tecniche sulle costruzioni - breve rass.stampa


data pubblicazione: martedì 18 marzo 2008
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