Architetti senza Architetture

Quali prospettive per 123.000 architetti?

IMMAGINE E DEGRADO - ARCHITETTI SENZA ARCHITETTURE

Ogni settimana scendono in campo, a Roma, trenta nuovi architetti. Assieme ai colleghi già operativi, la cosa che i neo-progettisti temono di più per l'esercizio del loro lavoro sono le procedure burocratiche. Sempre secondo un'indagine dell'Ordine degli Architetti, probabilmente la speranza più diffusa nella categoria è di aumentare il reddito medio annuo che risulta di 28 mila euro (salvo verifica fiscale). Nel Lazio la media sale a 37 mila euro, in Trentino vola a 85 mila, ma in Calabria piomba a quota 17 mila euro.

L'Italia è il paese degli architetti: ce ne sono quasi 130 mila, il quadruplo degli Stati Uniti e molti, molti di più che in ciascuna delle grandi nazioni europee. A Roma la quota è 15.560: un decennio fa erano 9.500. E, per rendere omaggio alla statistica, ogni studio d'architettura cittadino dispone di un progettista e mezzo. Solo un quarto degli architetti romani non ha mai avuto esperienze di formazione o di lavoro all'estero: mancò la fortuna o il valore?

A Roma ci sono tantissimi architetti e sterminate distese urbane di mala architettura. Perché? Dei professionisti all'opera, il 66% segue una committenza privata e il 17% pubblico/privata. Ma sono le imprese o gli architetti i maggiori responsabili della diffusa mediocrità (se non peggio) che pesa sull'attività edificatoria? I costruttori badano al sodo e risparmiano il più possibile facendo nascere case e quartieri senza qualità. I progettisti sono condizionati da questa logica ma aggiungono forse una formazione un po' provinciale: ed ecco che a Roma, fatte le debite eccezioni, sembra che si costruisca a tirare via, come se gli edifici non durassero centinaia di anni.

Il presidente dell'Ordine di Roma e provincia, Amedeo Schiattarella, dice che la trasformazione del territorio non può essere lasciata alle imprese e alla politica ma deve tornare a far centro sul progetto architettonico. Ma forse è l'autostima dell'intera comunità a scarseggiare, altrimenti la città intera si ribellerebbe all'incessante degrado della propria immagine.

 

di Giuseppe Pullara
dal Corriere della sera del 02.04.08

 

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DIBATTITO on line a seguito dell'incontro IN/ARCH del 31.03.08 sul tema:

Il Mercato della Progettazione Architettonica in Italia
Una ricerca del CNAPPC - CRESME
Quali prospettive per 123.000 architetti?

 

“… l'Italia è un paese di architetti, è infatti il paese con il maggior numero di architetti iscritti all'ordine d'Europa: 123 mila. E' anche il paese con il maggior numero di studenti in architettura.” Eppure l'Italia è anche il paese in cui si produce meno architettura di qualità rispetto al resto d'Europa.

Un paese di architetti ma non di architettura. Questo è il paradosso su cui riflettere e da cui partire per ogni riflessione sul futuro del mercato della progettazione architettonica.


 

Commenti

04/04/2008 15:25: università+costruttori+clienti=quale qualità?
La colpa è delle Università che sfornano cattivi architetti, grazie al sistema degli esami di gruppo e materie che spesso non hanno a che fare con la realtà. Ad esempio a Firenze c'era un famoso esame su i moduli abitativi da costruire sulla luna!! Non dimentichiamo che la qualità si abbassa anche in base al titolo di studio di provenienza. Il colpo di grazia viene inferto dai costruttori ai quali poco o niente interessa della resa estetica degli immobili, basta spendere poco. Infine il cliente finale, ha scarsa sensibilità e cultura, e spesso parla con disprezzo degli architetti come specie di inutili sognatori... e si affida al classico geometra praticone che ha i contatti giusti.....(Vd. abusi edilizi)
Danilo Sergio

04/04/2008 18:45: E non basta...
E non basta ! Siccome non vogliamo farci mancare mai nulla, a questa sconfortante, ma emblematica condizione, bisogna aggiungere il fatto che questo è l'unico paese europeo (ma... temo al mondo) in cui la progettazione architettonica è consentita anche ad altre notoriamente coltissime categorie... Questo Paese va commissariato dalla Comunità Europea, con espresso e legale divieto ad ogni cittadino italiano di ricoprire qualsiasi incarico pubblico. Allora, forse, c'è speranza...
marbis

05/04/2008 20:34: non soltanto architetti
Nonostante la quantità ingente di architetti, l'attività edificatoria a Roma ed in Italia non è di dominio esclusivo degli Architetti ma anche di Ingegneri e Geometri. Aggiungo che l'opinione diffusa e da me non condivisa è che gli Architetti siano l'elemento "inutile" del processo costruttivo tutte le volte che provano a dire la loro. Se gli studi di architettura sono affascinanti la professione nel 2008 è frustrante! A dire il vero con la sovrapposizione di competenze non si sa neanche troppo bene chi fa cosa.
architetto 2008

05/04/2008 23:25: E' il pane che manca altro che architettura.
Provate a fare un'indagine presso l'ufficio concessioni edilizie del comune di Roma per sapere quanti progetti di edilizia sono firmati, negli ultimi dieci anni, da geometri, quanti da architetti e da ingegneri. Non si ha la percezione chiara che in Italia, unico paese europeo, la progettazione edilizia è in mano ai tecnici diplomati i quali almeno hanno più senso pratico di noi che continuiamo ad inseguire le chimere della grande architettura non riuscendo così neppure a fare della discreta edilizia.
mario porreca

06/04/2008 17:28: Quale speranza per questo Paese!
Sinceramente non capisco questo articolo di Pullara. Pone il problema del degrado dell'immagine degli Architetti quando è tutta l'Italia ad essere degradata e tutti fanno finta di non accorgersene o minimizzano. Nessun partito politico ha posto la "questione morale" come elemento centrale tra le priorità del proprio programma. Si continuano a perpetrare sperperi di denaro ed a consumare discriminazioni tra lavoratore e lavoratore sia esso dipendente o libero professionista. Si parla di giovani e di pensionati senza fare veramente nulla per loro. No, credo che Pullara sbagli, nel suo articolo questo è il paese dove si fa più architettura al mondo; L'Architettura delle Parole, attraverso le quali si costruiscono scenari senza luogo e senza tempo e senza senso, sui quali impegnare la gente in dibattiti estenuanti, senza soluzione di continuità mentre chi deve fare i propri interessi continua indisturbato lungo la propria strada. Grazie Pullara, anche oggi hai guadagnato la tua giornata.
Architetto andrea Balsimelli

06/04/2008 21:39: nessuno parla di pensiero...
Salve, sono un architetto, giovane, uno(a) dei 130 mila che vive e lavora in italia. Sono davvero allibita dall'inutilità e mediocrità di chi fa(o dovrebbe fare) informazione in questo paese. oltre al "censimento" degli architetti e via di seguito, l'articolo ci propone qualcosa che poteva essere valido già anche senza nessun dato...basta guardarsi intorno. non c'è mai un approfondimento, non si riesce mai ad andare oltre la notizia. ma il pensiero??? dov'è il nostro pensiero? giornalista?? oltre a riportarmi quanti colleghi ho cosa hai da dirmi? tu?? che ricerca hai fatto sul mondo dell'architettura in italia? oltre ai numeri? viviamo in un paese che dal punto di vista "culturale" vive di passato, bloccato nella memoria e completamente perso in un rimbecillimento mediatico dove gran parte della la comunicazione e cultura è in mano a balordi. Basta guardarsi intorno, dalla televisione alla politica... basta leggere un giornale, è veramente raro trovare qualcosa o qualcuno che faccia riflettere o, che riesca a "proporre" qualcosa. il vero problema non è, come qualcuno dice quasi da bambino offeso, nella categoria dei geometri "rivali" professionisti, o delle committenze ignoranti, ecc.. possiamo inventare di tutto... il problema è culturale! dell'intero paese! è un problema di mancanza di sensibilità e di "curiosità". di opportunità... mancano e nessuno se ne accorge, e chi se ne accorge ormai ha imparato a farne a meno... L'architettura, l'arte dell'uomo e "per" l'uomo, è il primo specchio a riflettere questo malessere e decadimento... questa "indifferenza" allo spazio... "alla città...e non per ultimo ai rapporti". non serve a nulla accusare imprese, o categorie di lavoratori riconosciute ad esercitare il nostro medesimo lavoro...ci vorrebbe più "desiderio" e coraggio ad andare "avanti", per cambiare, e cercare nuove forme e colori... invece di restare immobili nella propria vita, insensibili all'insensibilità e...alla bruttezza.
caterina esposito, architetto

16/04/2008 15:16: Chiamiamo Striscia la notizia!!!!
Poco da aggiungere ai commenti: In italia sono i medici ad operare o gli infermieri? Questo paragone può essere facilmente riproposto nelle costruzioni: In Italia sono gli architetti o i geometri ad operare (progettare)? STRISCIA LA NOTIZIA FA CONTINUAMENTE SERVIZI SU FALSI DENTISTI O DOTTORI... CHIAMIAMOLA PURE NOI!!!! Già far rispettare le competenze servirebbe a tanto!!!!!!!
STRISCIA....

vedi anche:

I nuovi architetti: meglio la Terza via

né utopie totalitarie né ritorni nostalgici al classico

«La vera architettura? È fuori di casa»

Venezia - Biennale Architettura 2008 - rass.stampa

Etica ed Architettura

una "provocazione" di Daniel Libeskind - rass.stampa

Architetti, due pesi e due misure

Trento, ex Michelin - breve rassegna stampa

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inviata al CNAPPC ed agli Ordini provinciali

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Un appello, non solo, per Palermo...


data pubblicazione: venerdì 4 aprile 2008
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