Match su architettura e futuro della città

Alemanno/Rutelli - rassegna stampa

Alemanno e Rutelli - Casa, metro e Gra: scintille nel confronto. Alla Casa dell'Architettura primo confronto fra i due candidati. Polemica sulle «grandi firme» internazionali. Una stretta di mano, poi lo scontro: «Chiarezza su Action». «Diciamo no all'illegalità». Faccia a faccia di un'ora e mezza. Alemanno: «Faremo altri duelli?». Rutelli: «Ne ho fatti cinque, dillo a Berlusconi».

Un'ora e mezza di faccia a faccia: Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, candidati sindaco rispettivamente per Pd e Pdl, hanno dato vita ieri a un «duello» alla Casa dell'Architettura, nel rione Esquilino. Non sono mancati toni accesi e battute sarcastiche. Rutelli ha ricordato ad Alemanno i condoni edilizi, Alemanno ha preso spunto dall'occupazione della Bufalotta per parlare della «zona grigia tra lui e Action». Rutelli: «No all'illegalità».

«Presidente non posso stare fino alle quattro, ho un appuntamento dopo. Iniziamo lo stesso»: Francesco Rutelli non gradisce i venti minuti di ritardo di Gianni Alemanno. E non è che l'inizio. I due candidati sindaco si ritrovano - alle due e venti del pomeriggio, appunto venti minuti dopo l'orario previsto - alla Casa dell'architettura, rione Esquilino. Non è un luogo qualsiasi, quello: «Simbolo della trasformazione della zona», attacca Rutelli. Ma è parlando d'altro che i toni dei due si faranno alti, accusatori, a tratti sarcastici. Chi ha vinto? Di certo, architettura è materia di Rutelli; a sostenere Alemanno arrivano i quadri del partito, da Piso a Saltamartini a Barbareschi. Tanto che Rutelli, dopo aver ricevuto il primo applauso, chiede «un dibattito senza battimani». Non sarà così. L'applausometro alla fine segna un pareggio. Ma il dibattito no. Alemanno dice d'aver vinto, Rutelli sorride: «Giudicate voi, lui s'è portato la claque». Alle quattordici e venti, alla casa dell'Architettura, rione Esquilino, Rutelli e Alemanno si trovano uno di fronte all'altro.

L'inizio, per la verità, è un poco comico. Avrebbe dovuto moderare Luca Telese, che però dà forfait; il presidente dell'ordine degli architetti, Amedeo Schiattarella, prova a sostituirlo ma è completamente afono; e Rutelli: «Dopo faccia un salto all'Ordine dei medici...». I microfoni fischiano, il volume è basso e poi troppo alto, il fischio si fa assordante. Per dirla con Rutelli, «qui c'è un casino che non finisce mai». Risolti i problemi tecnici e trovata una voce per le domande, finalmente si comincia.

Alemanno attacca, parte dalla teca di Meier e allude agli incarichi senza concorso: «Meno ingerenza pubblica, no alle nomine politiche, se gli architetti stranieri sono bravi partecipano al bando e lo vincono».

Rutelli: «Se avessimo dato retta a voi non avremmo fatto neanche l'Auditorium, e lì il concorso è stato fatto». Alemanno: «Noi volevamo farlo, l'Auditorium, ma da un'altra parte, dopo i ritrovamenti archeologici e l'innalzamento del progetto s'è capito che problemi lì ci sono stati». Rutelli: «Non c'è stato nessun bradisismo di Renzo Piano, Alemanno... La verità è che siete capaci solo a dire no, siete un'opposizione catastrofica e poco credibile, dite solo ciò che non va. Mai una soluzione ».

Alemanno: «Non vogliamo cancellare il Piano regolatore, ma ci sono ragioni politiche che bloccano l'attuazione del piano. Questa è l'unica città con due assessori, uno dei veti, il bel ragazzo Morassut, uno dei progetti speciali, che è Minelli: il primo dice no, il secondo, se la richiesta arriva da un grande gruppo in sintonia col sindaco, avvia il progetto speciale». Rutelli dice di «non poter rispondere dell'operato di altri».

E contrattacca: «L'unica proposta del centrodestra è quella del Nuovo raccordo anulare. Lo illustro: costerà 6 miliardi di euro, attraverserà, e stuprerà, tutte le aree protette, e in più costa quanto 52 chilometri di metropolitana... Ma dico io, è un progetto o un incubo notturno spuntato non si sa bene da dove? E poi: si finanzia col pedaggio per i cittadini sul Gra...». Alemanno: «Il secondo Gra è un'ipotesi, una proposta, scandalo è altro, è il tempo che ha perso la sinistra a Roma...». Ma Rutelli è sarcastico: «Prendo atto che ti sei sostanzialmente rimangiato l'idea, bene, i dibattiti sono fatti per capire quali cose sono giuste...».

Alemanno reagisce: «Scusa, in quanto tempo, nel '93, avevi promesso di chiudere l'anello ferroviario? Tre o quattro anni? Dopo quindici non è ancora chiuso...». Rutelli ironico: «Molti pensano che l'anello ferroviario sia come il trenino di Eurodisney... Sai perché abbiamo impiegato tanto tempo? Per i vostri condoni edilizi, che sono la lebbra della pianificazione urbanistica ». Alemanno: «Non li faremo mai più, è un impegno. Ma non dire che la colpa è di quattro capannoni da spostare ». Rutelli: «I vostri condoni hanno fatto nascere interi quartieri, e noi li abbiamo dovuti inseguire per portare servizi. Altro che teca di Meier, con i vostri condoni avete permesso lo stupro dell'Agro romano, del parco di Vejo... Alemanno! Io la demagogia la accetto una, due, tre, quattro volte, ma tu pigliati le tue responsabilità: quelle norme costano, vai a Trigoria e ti chiedono la rete idrica, ma perché avete costruito le case a sei chilometri dalla condotta? Te lo dico io, perché la gente ha tirato su case nella notte, ovunque, sperando in uno dei vostri condoni: Alemanno, questo non è il paese delle bambole e io non abbocco!».

Il candidato di An vacilla - «non ricordo più la domanda... » - poi però riparte aggressivo: «Il secondo piano di edilizia popolare doveva essere pronto nel '95, invece è stato approvato adesso nel Prg, e grazie a noi. La verità è che procedete a strappi e regali... Insomma, maledizione al condono edilizio ma anche maledizione all'urbanistica bloccata. E comunque il governo di centrodestra ha finanziato al 70 per cento la metro C...».

Rutelli interrompe l'avversario: «Non è vero, soldi stanziati dal governo D'Alema, Berlusconi ha aggiunto solo una parte». Alemanno: «No, soldi di Berlusconi». Uno dalla platea mette fine al contenzioso: «Sempre noi cittadini l'avemo cacciati...».

Si passa all'emergenza casa. L'occupazione della Bufalotta ma non solo, Alemanno accelera: «Rutelli rompa quest'area grigia di contiguità con Action, che aveva avuto in gestione lo sportello di emergenza abitativa. Nel nostro programma è prevista edilizia popolare per venticinquemila appartamenti». Rutelli precisa: «Totale rottura con l'illegalità, quanto avvenuto alla Bufalotta è opera di altri gruppi non quelli citati. Noi daremo 26 mila case. Però, in fatto di legalità, le regole fatele rispettare anche dai tassisti che hanno preso in ostaggio Roma, paralizzando il centro: quelle immagini della città sono andate su tutti i tg del mondo... Non date l'immunità parlamentare ai tassisti... In quanto a me, sarò severo e non farò alcun compromesso con chi pensa di togliere diritti agli altri».

Gli architetti chiedono del Foro Italico. Alemanno: «Sia dedicato allo sport e non ad iniziative ludiche ed estemporanee». L'estate romana? Chissà. Rutelli: «Tutela per i mosaici e i simboli mussoliniani, sono segni della storia. La casa della scherma, opera di Moretti quando aveva 26 anni, è ridotta ad aula bunker: ho già l'impegno di Scotti, la restituiremo alla città». Quando Alemanno propone un nuovo confronto, Rutelli rilancia: «Tu dillo a Berlusconi di fare un confronto, io sono al quinto e altri ne faremo. Tu fai fare un duello a Berlusconi, com'è normale in un paese civile...».

 

di Alessandro Capponi - Ernesto Menicucci
dal Corriere della sera del 09.04.08


Il confronto tra Alemanno e Rutelli alla Casa dell'Architettura - Match su architettura e futuro della città. Confronto' sull'urbanistica: Alemanno: "Ara Pacis rovinata". Rutelli: "Non volevate neanche l'Auditorium. Dite solo no".

Parte piano Francesco Rutelli, il fair play come parola d'ordine. Ma quando Gianni Alemanno prende il microfono per dire «basta con gli affidamenti diretti e la smania di avere architetti internazionali che realizzano progetti anche non eccezionali come la teca dell'Ara Pacis firmata da Meier, di cui questo signore» così il candidato del Pdl apostrofa lo sfidante «s'è invaghito assistendo a una mostra», qui il vicepremier scatena la contraerei. «Se vi avessimo dato retta non avremmo avuto neanche l'Auditorium» sbotta Rutelli, calcando la mano sulla «vostra raffica di no, senza mai una proposta alternativa, ed ecco perché siete poco credibili» attacca, «dovete dire quali sono le linee di sviluppo, non solo ciò che non funziona». E la platea di architetti e ingegneri convocata per il primo faccia a faccia tra i due principali competitor nella scalata al Campidoglio esplode in un applauso fragoroso. Assaggio del duello ingaggiato per quasi due ore alla Casa dell'Architettura: iniziato a colpi di fioretto e finito a palle di cannone.

Va giù duro Alemanno, nel mirino il nuovo Prg che comunque per Rutelli «va snellito nelle procedure» e che, secondo il candidato del Pdl, assegna a Roma un primato: «E' l'unica città al mondo ad aver avuto due assessori all'Urbanistica: quello che metteva i veti, il bel ragazzo Morassut, e quello ai progetti speciali Minelli che realizzava varianti in base agli interessi di sindaco e giunta». E la frecciata ai costruttori è servita. «Una città in ritardo, che doveva chiudere l'anello ferroviario quando era sindaco Rutelli e realizzare già nel '95 il Piano di edilizia popolare che invece è cominciato solo adesso» incalza Alemanno.

Ma il vicepremier non ci sta. «Il più importante contributo di trasformazione urbana portato dal centrodestra è stato il condono edilizio, che anche tu hai approvato» lo inchioda. «E se non si è potuto chiudere l'anello ferroviario, se abbiamo dovuto inseguire lo sviluppo disordinato delle borgate è colpa di abusivismo e sanatorie dissennate. Per Roma il condono è stato una lebbra. Impegnati, qualunque governo venga, a non farne più». «E la tua proposta di costruire il secondo anello del Gra è un'assurdità» lo boccia Rutelli, «120 km dentro tutte le aree protette, con 36 tra viadotti e gallerie, costo 6 miliardi, col pagamento del pedaggio e in contraddizione con gli assi su ferro e le nuove centralità. Un incubo». Che fa retrocedere Alemanno: «Mai parlato di pedaggio, è un progetto di massima, da vedere» si difende. «E se fossi in lui mi indignerei di più per il sequestro che subiscono migliaia di pendolari per raggiungere la città».

E ancora, sulla metro C: «È stata finanziata per il 70% dal governo Berlusconi e per il 12% dalla Regione di centrodestra» ricorda il candidato pdl. «Tecnicamente non è vero, l'ha finanziata il governo D'Alema e Berlusconi ha dato un ulteriore contributo» replica Rutelli. E un urlo dal pubblico: «Soldi cacciati sempre da noi». Risate e applausi, il match continua.

D'accordo solo su due punti: 25mila nuovi alloggi popolari da affittare a prezzi concordati, e più concorsi pubblici di progettazione. Per il resto, divisi. Sulle occupazioni alla Bufalotta «rompi l'area grigia di contiguità che ti lega ad Action, i cui membri sono in lista con la Sinistra Arcobaleno» lo sfida Alemanno. «Totale indisponibilità verso l'illegalità, le regole si rispettano» acconsente Rutelli, «ma le dovete far rispettare anche voi quando i tassisti bloccano Roma e poi voi candidate al Senato i capipopolo».

Il dibattito è finito, Alemanno esulta: «Rutelli non ha potuto negare le responsabilità, anche personali, nel ritardo storico della città sul tema dell'urbanistica. Ha perso il confronto». L'altro: «Chi ha vinto? Giudicate voi».

 

di Giovanna Vitale
da La Repubblica del 09.04.08


La Casa dell'Architettura. Rutelli-Alemanno, sfida faccia a faccia. Fair play, ma senza sconti: ieri faccia a faccia fra Alemanno e Rutelli, candidati a sindaco per Pdl e centrosinistra. Dall'urbanistica alla mobilità, posizioni distanti. Il confronto ieri mattina alla Casa dell'Architettura: dall’urbanistica alla mobilità, ricette differenti. La polemica sui finanziamenti della Metro C: «Merito di Berlusconi», «No, del Governo D'Alema». Alemanno-Rutelli, scontro a tutto campo. Il candidato Pdl accusa: «Varianti al Prg per interessi specifici». Il vicepremier: «Pensate ai vostri condoni».

Il primo scambio di colpi è puro riscaldamento. Alemanno che prova l'affondo: «Con la Teca dell'Ara Pacis l'affidamento straordinario a Richard Meier non ha prodotto risultati straordinari...». Rutelli che contrattacca: «Se avessimo dato retta all'opposizione e a tutti i vostri “no” oggi non avremmo l'Auditorium». Eccolo, ma a soli 4 giorni dal voto, il primo confronto-scontro fra i due candidati rivali, i big più accreditati: Gianni Alemanno contro Francesco Rutelli.

Il ring, si fa per dire, è l'Aquarium della Casa dell'Architettura, gioiello incastonato al centro dell'Esquilino. «Nel '93 - prende slancio l'ex ministro del governo Berlusconi - prometteste la chiusura dell'anello ferroviario in tre anni. Siamo nel 2008. Dov'è?». «Non l'abbiamo potuto fare - replica il vicepremier - perché nel frattempo voi avevate varato il condono edilizio. Come potevamo spostare i 4 capannoni abusivi che voi avete sanato?».

E si va avanti così, due sfidanti che non s'insultano, non s'interrompono, che per parlare aspettano il proprio turno. E su alcune cose sono persino d'accordo. «Il condono è stato un errore - ammette, ad esempio, Alemanno -. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: m'inpegno a fare in modo che non ve ne siano altri. Ma bisogna anche dire - continua l'ex ministro alle Politiche agrarie - che quel condono è soprattutto il risultato di un fallimento. Il vostro. L'abusivismo romano sorge come distorsione ed effetto di una urbanistica paralizzante». Non fa in tempo a finire la frase Alemanno e gli stessi che prima avevano applaudito Rutelli ora si spellano le mani per lui.

È l’ora di pranzo, fuori piove e la platea pullula di architetti. Il presidente dell'Ordine Amedeo Schiattarella è l'unico contrariato. Avrebbe dovuto condurre la sfida ma è afono. A rincuorarlo ci pensa Rutelli: «Tranquillo, dopo andiamo insieme all'Ordine dei medici», scherza, mentre a fare le domande ci pensano il presidente dell'Ordine degli Ingegneri Francesco Duilio Rossi e l'architetto Francesco Orofino.

Alemanno torna alla carica. Critica le opere a scomputo, chiede conto di un «piano regolatore che voi volevate modificare 5 minuti dopo averlo approvato per interessi specifici»; incalza l'avversario sui «dieci anni di ritardo del II Pep». Perché, secondo il candidato del Pdl, «non c'è solo la maledizione del condono ma anche la maledizione dell'urbanistica bloccata per sanare le vostre contraddizioni».

Si parla quindi della Bufalotta e delle occupazioni abusive. Alemanno lancia un fendente: «È il frutto delle contiguità tra voi e gli estremisti di Action i cui candidati sono in lista con la sinistra arcobaleno». Rutelli, traballa, cela qualche difficoltà: «Incontrerò i titolari delle abitazioni, c'è la nostra totale indisponibilità verso l'illegalità; le regole si rispettano. Ma se parliamo di regole allora vanno rispettate anche quando i tassisti bloccano Roma».

La sfida si accende. Rutelli:«La proposta paradossale del centrodestra, è di creare un nuovo raccordo anulare di 120 chilometri con 36 viadotti. Costerebbe 6 miliardi di euro, più il pedaggio a carico degli automobilisti. Con gli stessi soldi si potrebbero realizzare 52 km di metropolitane senza deturpare le aree protette. Più che su un secondo anellone bisogna investire sui corridoi della mobilità». E Alemanno, questa volta, è lui a finire nell'angolo: «Non si è mai parlato di pedaggio e non ci si sono violazioni di vincoli - chiarisce -. Il progetto è in via di massima e da vedere. Ad ogni modo non mi sembra uno scandalo, il vero scandalo sono quei poveri disgraziati che tutti i giorni restano bloccati nel traffico di questa città».

Tra un argomento l'altro c'è poi il sipearietto che si apre e si chiude sul tema stesso dei faccia faccia. Rutelli che fa pesare ad Alemanno «l'indisponibilità di Berlusconi ad un confronto a livello nazionale». E il concorrente rivale che ribatte: «Se sei disposto a fare un altro faccia a faccia con me, io mi rendo disponibile a chiederlo a Berlusconi». «Io ci sto, ma dubito che ci riuscirai», accetta la scommessa Rutelli.

Una disputa s'accende infine tra i due candidati sulla Metro C. A chi spetta il merito di averla finanziata? «Per il 70% al governo Berlusconi e per il 12% al governo regionale di centrodestra», rivendica Alemanno. «Tecnicamente non è vero - obietta Rutelli -: l'ha finanziata il governo D'Alema, anche se, sia chiaro, non mi sarebbe dispiaciuto che lo avesse fatto interamente il governo Berlusconi». Una voce si leva dal pubblico in sala: «Sempre noi li abbiamo cacciati quei soldi». Applausi. 

 

di Claudio Marincola
da Il Messaggero del 09.04.08


Rutelli: «Il no alle illegalità deve valere anche per An». Il candidato Pd al Campidoglio replica ad Alemanno: parlate di regole e poi spalleggiate i tassisti che paralizzano Roma.

IL BELLO DEL CONFRONTO - «Perchè non dici a Berlusconi se lo fa anche lui?», suggerisce Rutelli. «Se tu accetti di farne un altro con me, glielo propongo», replica Alemanno. Ai due principali sfidanti per il Campidoglio, invece, a quanto pare, il confronto piace. E non escludono che dopo quello ospitato ieri alla Casa dell'Architettura ce ne possa essere un altro. «Se convinci Berlusconi, accetto», scherza Rutelli.

Ieri, comunque, per un'ora e mezzo, ospiti degli architetti e degli ingegneri di Roma, buone maniere a parte, se le sono date di brutto. Tema imposto: lo sviluppo della città. Alemanno attacca Rutelli sulla teca di Meier. E lui replica: «Pensa a quello che avete fatto col condono edilizio...». Alemanno critica i risultati di 15 anni di governo cittadino, specie su casa e traffico. E Rutelli gli fa muro: «Ma se l'unica proposta per Roma che avete tirato fuori è un nuovo raccordo anulare che sventra i parchi!». E poi il vero e proprio duello all'arma bianca: sull'illegalità. Alemanno prova a mettere in difficoltà il rivale sulle occupazioni: «Dovete rompere la continuità che lega centrosinistra e Action». «Sulla totale rottura con l'illegalità già mi sono pronunciato in modo molto chiaro», assicura Rutelli che però, a tradimento, rilancia: «Le regole le dovete far rispettare anche voi quando i tassisti tengono in ostaggio un'intera città» .Touché.

Appare molto sicuro di sè Rutelli. Dà persino consigli tecnici su come utilizzare i microfoni. E sembra non disdegnare il corpo a corpo con l'avversario, al quale riserva alcuni scientifici attacchi. Anche se prima del confronto accenna a spazientirsi nell'attesa dello sfidante, che si presenta con quasi mezz'ora di ritardo.

Il messaggio è chiaro: l'ex sindaco non ci sta al gioco al massacro contro 15 anni di governo del centrosinistra. «Nel governo nazionale e regionale ci siete stati anche voi. E non mi sembra abbiate fatto molto per Roma», dice attaccando a testa bassa il condono di Berlusconi e il braccio corto di Storace: «La Regione non ha investito un centesimo sul trasporto pubblico, la Provincia ha dovuto comprare i treni per far muovere i pendolari». Mentre Alemanno attacca Risorse per Roma, le consulenze esterne, il governo «doppio» dell'urbanistica, con un assessore «preposto ai veti» («Ma se è stato An il partito del veto», replica fuori campo Morassut) e uno «ai progetti speciali» (ovvero Minelli, ndr) cari a «qualche costruttore amico».

«Sono orgoglioso del lavoro fatto e consapevole delle criticità», sintetizza Rutelli, che rivendica i concorsi internazionali, i grandi architetti, le scelte (verde e ferro) del prg. E promette, insieme a 200 microprogetti per le periferie: «L'oro di Roma, la crescita dei valori immobiliari, deve tornare alla città attraverso nuove infrastrutture e servizi dignitosi». E poi la metropolitana. «L'ha finanziata Berlusconi», rivendica Alemanno. «No D'Alema, Berlusconi ha aggiunto una parte», risponde Rutelli: «Ma se anche li avesse dati tutti lui non mi sarebbe dispiaciuto, anzi, sarebbe stato nonnale».

I TEMI DELLA SFIDA

  • Ara Pacis - Le critiche all'opera di Meier un leitmotiv cavalcato da An. Non poteva mancare il tormentone sull'Ara Pacis. L'attacco alla teca rifatta dall'architetto newyorkese Richard Meier, è uno dei cavalli di battaglia della destra e Alemanno non tralascia di cavalcarlo, attaccando l'ex sindaco, ora candidato-rivale sul metodo prima ancora che sulla qualità estetica del progetto. «L'affidamento diretto delle opere non produce cose straordinarie, lo si vede con la teca di Meier», punzecchia Alemanno, che offre della vicenda una sua ricostruzione. «Rutelli - spiega - vide una mostra internazionale che gli piacque moltissimo e decise che il progetto della copertura dell'Ara Pacis si doveva affidare direttamente a Meier e così per anni si dovette girare attorno alla mancanza di evidenza pubblica. Non è quello il metodo da seguire».
  • Auditorium - «La destra sa solo dire no, non voleva nemmeno il Parco della Musica». «La vostra risposta è sempre no. Avete detto no a tutto. Se dovessimo dare retta alla destra oggi non avremmo nemmeno l'Auditorium», contro-attacca con il più efficace degli argomento Francesco Rutelli: le cose fatte. E tra tutte la prima, la più popolare: l'Auditorium. Tanto che persino Alemanno spiega che il problema era la collocazione e non il progetto. «Sì ma non ho ancora capito dove altro lo volevate realizzare», rispedisce al mittente Rutelli che ricostruisce la trafila dei ricorsi: «Quante ore ho passato davanti alla Procura, davanti al Tar, davanti alla Corte dei Conti... Eppure (diversamente dall'Ara Pacis ndr) in quel caso c'era stato il concorso e la gara  d'appalto». Insomma: «Oltre a dire no qualche volta dovreste dire anche quale sono le linee alternative di sviluppo che proponete».
  • Raccordo bis - «L'unica proposta del Pdl farebbe sventrare i parchi». «La sola proposta che il Pdl è riuscito ad avanzare è un nuovo raccordo anulare che costerebbe 6 miliardi e sventrerebbe tutti i parchi, da Decima all'Appia», attacca Rutelli: «Con quei soldi ci si costruiscono 52 Km di metro». «Un'assurdità» per Rutelli quella grande opera che incoraggia il trasporto su gomma. Di più: «Uno stupro» rispetto al prg «che ha scelto il trasporto sul ferro». Ma anche uno spreco con tutte le opere da realizzare anche per la viabilità. «Il trasporto su gomma non si può eliminare da un giorno all'altro», replica Alemanno: «Prima di indignarsi Rutelli pensi ai poveri disgraziati che rimangono ostaggio del traffico sul raccordo. Il vero scandalo sono i parcheggi di scambio non realizzati». E che su quest'ultimo punto occorra accelerare è d'accordo anche Rutelli: «Ma voi avete votato contro anche il piano parcheggi».
  • Cemento - «Il vero scempio? I condoni di Berlusconi». E Alemanno ammette. «Il più grande contrasto alla trasformazione urbana è stato il condono edilizio fatto dai governi Berlusconi. E c'eri anche tu», attacca Rutelli: «Altro che teca di Meier, vai a vedere quello che è successo nel resto della città, a Gabii o a Vejo che non valgono meno del centro. Abbiamo dovuto inseguire la città che cresceva abusivamente, sulla spinta del condono che è stata una vera e propria lebbra a cui abbiamo cercato di porre riparo stringendo un patto con i cittadini per arrestare l'abusivismo e portare, grazie alle cosiddette opere a scomputo, le fogne, la luce, l'acqua». Ad Alemanno non resta che sottoscrivere: «Mai più condoni». E poi rilancia: «Condanno il condono ma anche l'inverso, i ritardi per cui le case popolari che dovevano essere completate nel 1995 stanno cominciando a costruirle adesso nelle aree individuate nel 2006».

Architetti: chi ha vinto il confronto? Chi ha parlato dei 200 microprogetti

Come è andato il confronto Rutelli-Alemanno secondo gli ospiti della Casa dell'Architettura? Chi ha convinto di più? Chi ha vinto? «Bè Rutelli ha una grande capacità comunicativa e anche una conoscenza più dettagliata che gli deriva dall'esperienza, Alemanno... è apparso animato da un gran furore», osserva Amedeo Schiattarella, presidente dell'ordine degli architetti, che ha apprezzato in particolare un'idea esposta da Rutelli: stimolare i privati a indire dei concorsi riservati agli architetti under 40. «Spingerebbe il necessario ricambio generazionale, come soggetto pubblico noi non possiamo farlo, ma i privati sì». Di Alemanno, invece, ha apprezzato la proposta di affrontare l'emergenza abitativa attraverso l'housing sociale, coinvolgendo i costruttori.

D'accordo che la casa sia l'argomento più convincente usato dal candidato del Pdl anche gli altri due intervistatori. «Bisogna ritornare a fare edlizia residenziale pubblica», ribadisce Francesco Orofino, consigliere dell'ordine degli architetti. L'idea migliore di Rutelli? «Quella dei 200 micro-interventi da attuare nella periferia, davvero una bella idea». Sì ma chi ha vinto? «Rutelli ha mostrato di avere una cognizioni più di merito sulle trasformazioni urbane, Alemanno ha sollevato delle questioni reali, quello della qualità urbana, per esempio, basta con residenze malfatte e centri commerciali».

Francesco Duilio Rossi, presidente dell'ordine degli ingegneri, è quello che si sbilancia di meno. Si limita a dare un buon voto a tutti e due i candidati per aver accettato il confronto. «Sì e poi hanno mostrato una grande disponibilità a riaprire il ragionamento sulla trasformazione della città», incassa Schiattarella.

 

di Mariagrazia Gerina
da L'Unità del 09.04.08


La corsa per il Campidoglio. Alemanno-Rutelli, scontro finale. Il fair play è durato poco più di quindici minuti. Poi è iniziato il vero match: Francesco Rutelli e Gianni Alemanno per la prima volta in un confronto testa a testa alla Casa dell'Architettura. L'attesa è quella dei grandi eventi.

Poltroncine in ordine sul palco appositamente allestito, luci dirette sui candidati, microfoni all'ultimo grido (e mal funzionanti), e pannelli alle spalle con l'annuncio dell'incontro: «Elezioni amministrative 2008 - confronto con i candidati».

Puntuale Rutelli, accolto dal presidente dell'ordine degli Architetti, Amedeo Schiattarella, e degli Ingegneri di Roma, Francesco Duilio Rossi. Si fa attendere invece poco più di dieci minuti Alemanno.

Otto domande, ovviamente di «mestiere»: Valorizzazione delle professioni, Piano Regolatore, qualità urbanistica, consulenze d'oro, internazionalizzazione della Capitale, emergenza casa, il futuro del Foro italico. Temi tecnici presi a pretesto dai candidati non solo per parlare di programmi e progetti ma anche per sferrare attacchi all'«avversario».

Il primo affondo è quello di Alemanno che, rispondendo alla domanda sul perché il 60% di architetti e ingegneri venga impiegato per seguire pratiche edilizie, afferma: «Bisogna dire basta alle assegnazioni dirette, come fece Rutelli per la teca dell'Ara Pacis di Meier». Una «stoccatina» che il candidato del centro sinistra incassa male. Seduto, prende appunti sul concorrente. Arrivato il suo turno contrattacca: «È vero che il centrodestra si è opposto alla Teca di Meier, così come si è sempre opposto a qualsiasi progetto di sviluppo della città. Fosse stato per loro non si sarebbe fatto neanche l'Auditorium». È solo il primo di una serie di sberleffi verbali. «Io sono qui a fare il confronto con te, mi aspetto che tu dica a Berlusconi di fare altrettanto a livello nazionale». Rilancia Alemanno: «Lo farò se tu ti impegni a fare un altro faccia a faccia con me».

Il tono sale, il pubblico diviso in supporter di uno e dell'altro. Il secondo Gra del programma del centro destra è un'altra occasione di scontro. Alemanno specifica che «si tratta di un'ipotesi per cui non ci sono vincoli, e non sarà soggetto a pedaggio». E Rutelli: «Mi fa piacere che la tua unica proposta te la sei praticamente già rimangiata».

E se sul Prg entrambi concordano sul non azzerarlo, è sul condono edilizio che si scaldano gli animi. «Vorrei sapere - parte Rutelli - quale contributo ha dato il tuo governo allo sviluppo urbanistico della città? Avete fatto un'opposizione catastrofica ma oggi vi dovete misurare sulle linee di sviluppo e non solo sul dire le cose che non vanno. La demagogia la reggo due, tre volte, ma alla quarta, caro Alemanno, ti pigli tutte le responsabilità di chi ha firmato quando era al governo le norme sui condoni edilizi che hanno stuprato il nostro territorio. Ti invito, se sarai al governo, a non concedere più condoni edilizi».

Pronta la replica: «Ci siamo impegnati già da tempo anche con l'ex ministro Matteoli a non concedere più condoni edilizi, ma il vero punto è che l'abusivismo a Roma non è altro che la conseguenza più diretta di un'urbanistica paralizzata».

È solo sulla condanna delle occupazioni abusive che i due trovano un punto d'accordo, ma dura solo pochi secondi: ne approfittano per scagliarsi contro i «parenti scomodi». Gli antagonisti per la casa di Action per Rutelli («che - dice Alemanno - candidate nelle vostre coalizioni e che gestiscono gli sportelli per la casa in alcuni Municipi»), i tassisti per Alemanno («Oggi volete dare l'immunità parlamentare al capopolo di chi ha paralizzato Roma facendola vergognare davanti al mondo», ribatte Rutelli).

Il finale è una battaglia di portafogli sulla metro C. Chi l'ha finanziata? Alemanno ne è certo: «Il governo Berlusconi, al 70 per cento». «No, è stato quello di D'Alema» replica l'ex sindaco scartabellando. «Rileggiti per bene le delibere» lo rintuzza il rivale. Salomonico, con ironia tutta romanesca, li interrompe uno spettatore: «Tanto quei sòrdi l'avemo sempre cacciati noi...»

 

di Gab. San.
da Il Tempo del 09.04.08

 

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Commenti

23/04/2008 16.56: inutilita' e artefazione....
ho partecipato all'incontro... purtroppo pur essendosi tenuto l'incontro all'interno dell'ordine degli architetti i problemi seri della citta' e della nostra professione non sono stati minimamente affrontati in modo serio. I due sfidanti hanno le idee fuorviate probabilmente dai loro rispettivi consulenti. Perche' il dibattito non e' stato aperto? A domande inutili ho sentito risposte inutili e artefatte... e poi Rutelli nella sua seconda campagna elettorale anni fa non aveva promesso di invalidare il concorso "ad inviti" dell'auditorium? perche'
christian rocchi


data pubblicazione: martedì 22 aprile 2008
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