TU sicurezza – i compiti degli architetti

di Enrico Milone

SICUREZZA SUL LAVORO E NEI CANTIERI EDILI

Dal mese di maggio abbiamo finalmente un testo coordinato sulla sicurezza nel lavoro. Viene denominato correntemente come Testo Unico. Ma è davvero un testo unico?

Esaminiamo la Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008 dove è stato pubblicato il decreto legislativo 81 del 9.4.2008 sulla tutela delle sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro.

Per rispondere comincio dalla fine: dall'art. 304, abrogazioni. Il decreto abroga tutte le principale norme precedenti a cominciare da quelle del decennio 1950, (DPR 547/55 infortuni sul lavoro, DPR 164/56 sui cantieri edilizi, DPR 303/56 igiene del lavoro, eccetto art.64). Abrogate anche le norme degli anni '90, attuative delle direttive europee, come il DLgs 277/91 sulle sanzioni, il DLgs 626/94 madre di tutte le direttive sulla sicurezza, il DLgs 493/96 sulla segnaletica e il DLgs 494/96 sui cantieri edilizi.

Tuttavia non viene abrogato il regolamento DPR 222/2003 sui contenuti dei piani di sicurezza, nonostante che i contenuti dei piani e del fascicolo siano descritti negli allegati al TU n.XV e n.XVI. Strano è anche il fatto che nel TU il DPR non venga citato. La mancata abrogazione probabilmente è dovuta al fatto che il DPR è attuativo della legge quadro sui lavori pubblici e non della 494. Pertanto la abrogazione avrebbe inciso su una norma estranea al settore di delegificazione (quello della sicurezza sul lavoro) stabilito nella legge delega, legge 123/2007 art.1. Restano in vigore anche le norme sulla sicurezza contro gli incendi.

Tutto sommato si può concludere che possiamo definire il DLgs 81/2008 come Testo Unico, informalmente, tanto per intenderci e per brevità.

In questa mia breve illustrazione intendo approfondire l'esame solo degli aspetti relativi alla sicurezza nei cantieri. Che costituisce una parte minore dell'intero articolato.

 

STRUTTURA DEL TESTO UNICO

Tuttavia per avere una idea della consistenza complessiva del TU conviene scorrere almeno l'indice per sapere in quali Titoli e Parti  dell'articolato sono stati collocati i vari argomenti.

  • Il Titolo primo, Capo III, tratta dei principi comuni: tra l’altro della Valutazione dei rischi e del Servizio di prevenzione e protezione, della gestione delle emergenze. Il Capo IV tratta di sanzioni e aspetti penali.
  • Il Titolo II è sui luoghi di lavoro. In esso sono contenute pressochè tutte le disposizioni che facevano parte del titolo II del DLgs 626/1994. Le disposizioni tecniche sono però contenute non tanto nell'articolato, quanto nell'Allegato IV: Requisiti dei luoghi di lavoro. Ivi sono indicati i requisiti fondamentali per la progettazione degli ambienti di uffici e aziende: altezza dei locali, cubatura pro-capite, dimensioni dei corridoi, vie e uscite d'emergenza, microclima, illuminazione,  misure anticendio ecc. 
  • Il Titolo III definisce l'uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale (DPI), inclusi gli impianti e le apparecchiature elettriche.
  • Il Titolo IV, al Capo primo, regola i cantieri edilizi (cantieri temporanei o mobili). Di esso darò, di seguito, una sintetica disamina, evidenziando le differenze rispetto alla previgente normativa del DLgs 494/1996. Lo stesso Titolo IV, al Capo II dà disposizioni per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota. In sostanza coordina e aggiorna le norme del DPR 164/1956 (scavi e fondazioni, ponteggi, costruzioni edilizie, demolizioni ecc.).
  • Il Titolo V sostituisce il DLgs 493/1996 sulla segnaletica nei luoghi di lavoro.
  • Seguono il Titolo VI sulla movimentazione manuale dei carichi, il Titolo VII sulle attrezzature munite di videoterminali, il Titolo VIII su agenti fisici, rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ecc. Il Titolo IX tratta di sostanze pericolose, agenti chimici e cancerogeni, amianto, il Titolo X esposizione ad agenti biologici, il Titolo XI protezione da atmosfere esplosive. Il Titolo XII dà disposizioni in materia penale e di procedura penale e il Titolo XIII disposizioni finali compreso l'art.304, abrogazione di norme.

In coda all'articolato vi sono tanti allegati che rivestono una grande importanza, perché contengono gran parte delle disposizioni di carattere tecnico.

 

SICUREZZA NEI CANTIERI

Gli articoli da 88 a 103 del Titolo quarto sostituiscono e modificano il DLgs 494/1996. Vediamo quali sono le principali modifiche.

Il progettista e il direttore lavori sono i responsabili dei lavori.
L'art.89 del TU stabilisce una nuova definizione del responsabile dei lavori come “soggetto incaricato, dal committente, della progettazione o del controllo dell'esecuzione dell'opera; tale soggetto coincide con il progettista per la fase di progettazione dell'opera e con il direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell'opera.”  Secondo l'art. 2 del DLgs 494/1996 il responsabile dei lavori era il “soggetto che può essere incaricato dal committente ai fini della progettazione o della esecuzione o del controllo dell'esecuzione dell'opera”. Ora invece, viene stabilito che il committente, se decide di nominare il responsabile dei lavori, deve nominare il progettista dell'opera, durante la progettazione, e il direttore dei lavori durante l'esecuzione dei lavori. La innovazione è importante. Vengono coinvolte nella sicurezza due figure centrali nel processo edilizio, completamente ignorate dalla precedente normativa. Sono due figure che possono dare un contributo serio alla sicurezza, in quanto si tratta di professionisti iscritti all'Ordine o comunque abilitati all'esercizio della professione. Due figure che, ovviamente, godono della fiducia del committente e che conoscono benissimo la problematica di quello specifico cantiere, che è oggetto dell'incarico professionale da loro ricevuto. 

Incompatibilità del coordinatore per l'esecuzione
Lo stesso articolo 89 stabilisce che il coordinatore per l'esecuzione dei lavori non può essere il datore di lavoro delle imprese esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio  di prevenzione e protezione (RSPP).

Casi di nomina del coordinatore per la progettazione
L'art.90 comma 3 rivoluziona il criterio di assoggettamento del cantiere alla normativa: stabilisce che il coordinatore per la progettazione deve essere nominato per tutti i cantieri ove operino più di una impresa. Il Dlgs 494 invece prevedeva che dovessero essere verificate due condizioni: la prima che nel cantiere operassero più di una impresa e la seconda che la durata dei lavori fosse di oltre 200 giornate di operaio o che si eseguissero lavori pericolosi. In tal modo cresce il numero di cantieri coinvolti. Ma ciò riguarda solo i lavori pubblici: infatti il comma 11 dell'art.90 stabilisce che “in caso di lavori privati, la disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori non soggetti a permesso di costruire. Si applica in ogni caso quanto disposto dall'articolo 92, comma 2”. Cioè in caso di cantiere non soggetto alla nomina del coordinatore per la progettazione, il piano di sicurezza e il fascicolo vengono redatti dal coordinatore per l'esecuzione. La norma è stata redatta in maniera poco comprensibile. Tuttavia si deduce che nei cantieri pubblici il coordinatore per la progettazione deve essere nominato per tutti i lavori con più imprese anche operanti non contemporaneamente.

Invece nel caso di cantiere privato con più di una impresa:

  • il coordinatore per la progettazione deve essere nominato solo se il lavoro è soggetto a permesso di costruire (non in caso di D.I.A.);
  • se manca il coordinatore per la progettazione, il piano di sicurezza e il fascicolo devono essere redatti dal coordinatore per l’esecuzione.

Altra novità è la precisazione che l'obbligo del committente sussiste anche se il committente coincide con l'impresa esecutrice.

Casi di nomina del coordinatore per l'esecuzione
Il coordinatore per l’esecuzione dei lavori deve essere nominato per tutti i cantieri con più imprese, sia che si tratti di lavori pubblici che di lavori privati, sia che si tratti di cantieri di nuove opere che di lavori manutenzione anche di importo minimo. (art.90 comma 4).

Inadempienza del committente punita con la sospensione del permesso di costruire o DIA
L'art.90 commi 9 e 10, stabilisce che il committente o il responsabile dei lavori trasmette all'amministrazione competente, prima dell'inizio dei lavori, il nominativo delle imprese esecutrici dei lavori unitamente alla documentazione di cui alle lettere a) e b). L'obbligo sussiste anche in caso di lavori eseguiti in economia mediante affidamento delle singole lavorazioni a lavoratori autonomi, ovvero di lavori realizzati direttamente con proprio personale dipendente senza ricorso all'appalto. In assenza del documento unico di regolarità contributiva l'efficacia del titolo abilitativo è sospesa: il che significa che se i lavori proseguissero sarebbero abusivi. Tale sospensione si applica anche in assenza del piano di sicurezza e della notifica quando prevista.

Requisiti dei coordinatori
Sono ammessi alla funzione di coordinatore per la sicurezza i laureati  magistrali (o specialistici) in architettura, ingegneria, geologia, agraria (classi LM 4, 20, 35, 69, 73, 74), i laureati triennali in architettura e ingegneria delle classi L 7, 8, 9, 17, 23, geometri, periti industriali, periti agrari e agrotecnici. L'elenco dei titolo di studio è nell'art. 98.1. Viene confermato l'obbligo di frequenza del corso in materia di sicurezza di 120 ore, ma con la novità di una verifica di apprendimento a conclusione del corso. Altra novità è l’obbligo di aggiornamento di 40 ore ogni 5 anni.

Sanzioni per i coordinatori e per i responsabili dei lavori - art.157 e 158
Il coordinatore per la progettazione è soggetto all’arresto da 3 a 6 mesi in caso di mancata predisposizione del piano di sicurezza e del fascicolo. Stessa pena era prevista nel DLgs 494/1996. Tuttavia è stata quadruplicata la pena alternativa dell'ammenda, portata da 3.000 a 12.000 euro.

Il coordinatore per l'esecuzione deve rispettare una serie di obblighi previsti nell'art.92. Le pene sono differenziate a seconda dell'obbligo. Comunque sono rimaste invariate le pene detentive (da tre a sei mesi e da due a quattro mesi) mentre sono stati fortemente  aumentati gli importi delle ammende.

Come detto sopra, il responsabile dei lavori non può essere altri che il progettista dell'opera e il direttore dei lavori. Pertanto le due figure professionali qualora nominate responsabili, sono assoggettate alle stesse pene del committente in nome del quale operano. Anche in questo caso le pene detentive sono state confermate: da tre a sei mesi per mancata designazione dei coordinatori e da due a quattro mesi per mancata verifica dell'idoneità dell'impresa, mentre sono aumentati fortemente gli importi delle ammende.

 

di Enrico Milone, architetto
del 18.06.08

 

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  • DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 
    Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. (GU n. 101 del 30-4-2008  - Suppl. Ordinario n.108) 
    [fonte:gazzettaufficiale.it]



 

 

Commenti

20/06/2008 10.29: ... e l'articolo 32?
Sono alcuni giorni che cerco di avere conferme circa l'interpretazione dell'articolo 32 comma 5 circa l'esonero dai corsi A e B per gli architetti che vogliano svolgere incarichi di RSPP. Il Testo in molti punti come evidenziato dall'Arch. Milone è poco chiaro, mentre mi sembra inequivocabile questo comma 5. Le informazioni raccolte mi danno un 80% di pareri a conferma dell'esonero ed un 20% (centri di formazione vari!!??) che legano l'esonero comunque al fatto di aver precedentemente ricoperto tale incarico. Cosa ne pensa L'Arch. Milone a riguardo? Saluti
Mauro Galloni, architetto

22/06/2008 17.29: Il Dlgs 81/08 è ambiguo.
Hanno abrogato la 164/56 e la 547/55. Hanno cambiato il numero dei titoli per il rischio chimico, biologico, rumore e vibrazioni, etc. Hanno introdotto come standard di valutazione il rischio stress e le donne in gravidanza. C'è il documento di valutazione dei rischi comune che regola l'ex art. 7 del Dlgs 626/94. Ma nel decreto si fa spesso riferimento al concetto di "adeguato". Se mi fanno progettare gli spazi di lavoro così a me sta bene. Ma la sensazione è che la parola adeguato abbia lo stesso spessore del criterio con cui applicano le sanzioni : "da un minimo di..." ad un "massimo di ..." senza indicare a quali parametri fare riferimento per decidere quando è tanto e quando è poco. Avere un testo unico è importante perchè è importante semplificare. Ma la semplificazione non è cosa semplice e al contrario di quello che sembra serve gente che la sappia fare. O devo pensare che l'ambiguità non è casuale ma strumento di gestione del potere?
max berr

24/06/2008 21.31: RISPOSTA al questito dell'arch. Mauro Galloni
Nel mio articolo ho scritto che nel trattare il TU sarei entrato nel merito solo della parte relativa ai cantieri edili artt.88-103. Il quesito posto dall’architetto Galloni riguarda l'art.32, pertanto rispondo fruendo anche della collaborazione dell'arch. Giampiero Angelucci, esperto e docente in materia, vd il seguente link: http://www.architettiroma.it/archweb/dettagli.asp?id=10425
Enrico Milone

02/10/2008 12.41: Obbligo del Piano per un lavoro privato con rischi
Vorrei porre un quesito: per un lavoro privato di allaccio alla fognatura da eseguirsi in galleria con unica impresa e importo di 28.000,00 Euro ho desunto dal testo unico che non è obbligatorio nominare il Coord. per la Sicurezza, e quindi neppure la redigere il PSC, ma solo il POS da parte dell'unica impresa esecutrice dei lavori. Mi confermate questa interpretazione?
Roberto De Sanctis

02/10/2008 17.08: Risposta al quesito di Roberto De Sanctis
Si tratta di un cantiere con una sola impresa, per tutta la durata dei lavori. Pertanto ritengo giusta la interpretazione data. In questo caso non ha rilievo il fatto che si tratti di lavoro pubblico o privato ovvero di lavoro che richieda o meno il permesso di costruire ovvero ancora che si tratti o meno di lavori pericolosi.
Enrico Milone

25/09/2009 11.55: Corso 120 ore e figure cantiere
Volevo cortesemente sapere...ma se ho fatto un po' di anni fa il corso senza verifica finale, oggi mi è sufficiente l'aggiornamento o devo frequentarlo nuovamente? E poi...dovendo avviare un cantiere nel quale il committente è anche l'Impresa del mio convivente, io posso rivestire sia l'incarico di progettista che quello di D.L., nonchè di coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione? Ed uno dei due può fare anche l'RSPP? Diciamo che andiamo un po' al risparmio... Grazie
Elena Marinoni architetto

29/09/2009 15.02: Risposta all'architetto Elena Marinoni
I corsi già frequentati prima dell’entrata in vigore del TU 81/2008 (privi di verifica finale) sono del tutto validi, come precisato anche nel DLgs 160/2009, correttivo del TU. Dall’entrata in vigore del DLgs 81/2008 è comunque necessario l’aggiornamento di 40 ore ogni cinque anni.
In base alla recente modifica all’art.89 comma 1 f) del DLgs 81/2009, “Le incompatibilita' di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice.”
Pertanto se il committente, suo convivente, coincide con l’impresa, sia Lei che il suo convivente, potete svolgere tutte le funzioni indicate nel commento, sempre che ne abbiate i requisiti professionali.

Enrico Milone

vedi anche:

Sicurezza, riforma al traguardo

Testo unico Sicurezza - agg. rassegna stampa

Approvato il Dlgs Sicurezza

TU sicurezza - notizia in breve

Negli appalti la sicurezza non ha più alibi

Iter decreto sicurezza - breve rassegna stampa

Stop ai cantieri senza sicurezza

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...ma non ancora il Testo Unico


data pubblicazione: giovedì 19 giugno 2008
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