La competenza degli architetti per gli impianti

di Enrico Milone

Dal punto di vista delle competenze per legge, ai sensi dell'art.51 del RD 2537/1925, la competenza esclusiva degli ingegneri è limitata agli impianti industriali e ai servizi tecnologici urbani, mentre per gli impianti negli edifici sono competenti sia gli ingegneri che gli architetti. Ciò emerge dalla lettura del secondo comma dell'art.52 del RD 2537/1925 "la parte tecnica può essere compiuta tanto dall'architetto quanto dall'ingegnere". Il che significa che gli architetti sono abilitati ad intervenire nel campo degli impianti negli edifici.

La Corte di cassazione con sentenza 8348/93 ha stabilito una sostanziale equivalenza tra le professioni di architetto e di ingegnere, che sono state definite "promiscue ed indifferenziate stante l'equiparazione tra le due categorie e che solo in linea eccezionale sussistono attribuzioni riservate all'una o all'altra professione, quali impianti industriali per gli ingegneri e edilizia civile di rilevante carattere artistico per gli architetti."  Inoltre, le argomentazioni contenute nella sentenza confermano il principio che nella legislazione vigente, il titolo di ingegnere quando compaia da solo, deve essere inteso nel suo originario e ampio significato, comprensivo delle categorie degli ingegneri e degli architetti.

Il decreto del Ministero dell'industria DM 6.4.2000, ha aperto gli elenchi dei professionisti per le verifiche degli impianti a tutti gli iscritti agli Albi (quindi anche gli architetti) che, nell'ambito delle proprie competenze professionali ritengono di poter assumere incarichi di verifica e collaudo di impianti, sulla base della propria esperienza dimostrabile attraverso il proprio curriculum.

Ricordo anche che il TAR Piemonte, II sezione, con decisione n.100 del 25.2.1989 ha stabilito che "rientrano nella competenza di un architetto tutte le opere poste a diretto servizio dei singoli fabbricati, ivi compresa la progettazione dell'adeguamento alle norme di sicurezza di una centrale termica di un fabbricato".

Esiste un orientamento della magistratura ad interpretare in senso ampio le competenze stabilite nell'art.52 de RD 2537/1925. Infatti il Consiglio di Stato che dapprima aveva ammesso che le opere stradali potessero essere progettate anche da architetti, ma solo a condizione che siano connesse ai singoli fabbricati (sentenza 92 del 19.02.1990), in più recenti pronunzie (sentenze del Consiglio di Stato n.2938/2000 e n.20/2002), ha stabilito che “spetta non solo agli ingegneri, ma anche agli architetti la progettazione di massima ed esecutiva di una strada che si sviluppi all’interno del tessuto urbano e serva da collegamento fra due punti del medesimo”. Nelle stesse sentenze è chiarito che esiste la competenza degli architetti anche per le opere di progettazione di illuminazione pubblica: “deve accedersi ad una interpretazione della nozione di edilizia civile sufficientemente estesa, che non limiti pertanto l'opera di progettazione dell'illuminazione viaria pubblica in ambito comunale ad un fenomeno di mera applicazione di energia elettrica, potendo essa invece costituire una efficace mezzo di valorizzazione dei singoli fabbricati e del complesso patrimonio edilizio comunale”.

Tale orientamento è stato confermato dalla Corte di Cassazione (sentenza 3814/2000) che ha stabilito la competenza dell'architetto per la progettazione di tutti gli impianti affini o connessi con i progetti di opere di edilizia civile, quale è un impianto di illuminazione, dato che l'art.52 del RD 2537/1925 ha totalmente equiparato le due professioni di architetto e di ingegnere, per le materie ivi previste. 

Nonostante quanto detto, sul tema restano ancora opinioni controverse. Il Consiglio nazionale ingegneri non riconosce la competenza degli architetti e si appella al parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici del 16.12.1983, alla sentenza del Consiglio di Stato del 6.4.1998 e alla prassi in uso presso l'ISPESL di non accettare progetti di impianti a firma di architetti. Tale posizione risulta insostenibile. Infatti il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici in primis non ha valenza giuridica, e in secondo luogo è emesso da un organo in larga maggioranza composto da ingegneri. Inoltre il parere del Consiglio di Stato del 1983 è stato abbondantemente superato non solo dalla sentenza della Cassazione ma anche dallo stesso Consiglio di Stato con le sopracitate sentenze del 1990, del 2000 e del 2002. Conseguentemente, per quanto riguarda l'ISPESL, occorrerebbe che gli Ordini degli Architetti ricorrano alla magistratura nell'eventualità di rifiuto dell'Istituto di accettare un progetto firmato da un architetto con la motivazione della mancanza di competenza.

In base alle considerazioni che ho svolto ritengo che la progettazioni di impianti negli edifici sia di competenza degli architetti iscritti al settore architettura della sezione A dell'Ordine degli Architetti PPC. La competenza riguarda la progettazione e direzione lavori di impianti. Nel caso di verifiche degli impianti (Legge 46/1990) occorre anche che l'architetto sia iscritto all'elenco tenuto dalla Camera di Commercio ai sensi de DM 6.4.2000. Iscrizione subordinata alla dimostrazione di esperienza fatta nel settore impiantistico. Nel caso di dichiarazione di rispondenza di cui all'art. 7.6 del DM 22.1.2008 n. 37 occorre anche che l'architetto abbia esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.

Per gli architetti junior non esiste normativa specifica né giurisprudenza. L'unico riferimento normativo è il DPR 328/2001 che assegna competenza per “costruzioni civili semplici”. Ritengo che la competenza per un edificio semplice includa tutti gli aspetti della progettazione e direzione lavori dell'edificio, inclusi quindi  anche gli impianti.

Occorre anche considerare che il legislatore ha stabilito che per progetti di impianti non complessi il progetto possa essere redatto anche dal responsabile tecnico dell'impresa installatrice (art.5 DM 37/2008). Questi può essere sia un laureato in materia tecnica specifica che un diplomato, sia un operaio installatore qualificato. (Art.3 legge 46/1990, art.4 DM 37/2008).

 

di Enrico Milone, architetto
del 18.06.08

 

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Commenti

24/02/2010 18.47: decisione consiglio di stato Sez. 4 n. 4866/09
Importante decisione del Consiglio di Stato Sez. 4° n.4866/09 che affronta la materia delle competenze professionali degli Architetti in materia impiantistica approfondendo complesse problematiche. In particolare, il Consiglio di Stato adotta con un'interpretazione di tipo evolutivo degli artt. 51 e 52 del Regio Decreto del 1925 n. 2537, privilegiando il momento unitario della costruzione dell'opera di edilizia civile, senza artificiose frammentazioni, tenendo conto sia della trasformazione dei sistemi produttivi, che dell'evoluzione tecnologica anche nelle applicazioni civili. In conclusione, lo stesso Consiglio di Stato ribadisce come "il concetto di opere di edilizia civile si estenda sicuramente oltre gli ambiti più specificatamente strutturali, fino a ricomprendere l'intero complesso degli impianti tecnologici a corredo del fabbricato". Lo stesso Consesso Amministrativo precisa che trattandosi di impianto accessorio ad un edificio, la circostanza che il progetto sia presentato autonomamente non fa venire meno il collegamento con l'opera di edilizia civile e quindi permette che il progetto stesso sia sottoscritto anche da un architetto. dopo un tiraemolla infinito, speriamo che questo sia l'ultimo provvedimento.. è assurdo pensare che un architetto venga formato nel corso di laurea su materie di impiantistica e poi non possa redigere un progetto di un impianto domestico (per l'urbano lasciamo fare agli ingegneri..anche se non sono poi così difficili) il pdf del documento lo trovate qui: http://www.architettiroma.it/archweb/notizie/12033.aspx
Agrippino Roberto, architetto

17/09/2012 22.21: architetti junior
quindi gli architetti junior iscritti all'albo sez. B anche con nessuna esperienza con imprese installatrici possono firmare, collaudare e certificare progetti di impianti (gas, elettrico, idrico sanitario ecc.) per un edificio semplice di piccola media cubatura? la ringrazio
arch. alessandro de francesco

vedi anche:

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Impianti negli edifici - agg. rassegna stampa


data pubblicazione: martedì 24 giugno 2008
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