Manovra estiva: gli effetti sulla professione

di Enrico Milone

Il decreto-legge 25.6.2008 n.112 su sviluppo economico, semplificazione, competitività e spesa pubblica è già in vigore ma dovrà essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni, pena la decadenza.

Tento di fare un quadro sommario, limitandomi alle norme che maggiormente possono interessare gli architetti.

  • Abrogazione di leggi. L'allegato A all'art.24 consiste in un elenco di 244 pagine (da pag.66 a pag.310) contenenti 3.574 leggi che verranno abrogate dopo 60 giorni dalla entrata in vigore del decreto-legge. Si tratta di una iniziativa meritoria, che porta a conclusione un'intenzione del precedente Governo: cominciare a disboscare la foresta di leggi è fondamentale per far crescere le imprese e tutelare i cittadini. Per gli architetti è questione vitale nella situazione in cui il progettista viene richiesto di dichiarare che il progetto o atto tecnico è conforme alle norme che regolano il settore dell'edilizia e dell'urbanistica o la materia della sicurezza del lavoro. Condiviso il principio, occorre entrare nel merito per verificare se, nel compilare l'elenco, sono stati commessi errori come la cancellazione di leggi utili e invece il mantenimento di norme che, oltre che inutili, sono dannose. A tale fine occorre che ciascuno dia una lettura  all'elenco ed anche il coinvolgimento di istituzioni come la Conferenza Stato-Regioni. Sembra che il Governo abbia programmato di abrogare altre leggi con successivi provvedimenti. Resta il dubbio che la abrogazione di leggi vecchie di decine di anni rivesta il carattere di urgenza che giustifica il ricorso al decreto-legge.
  • Piano casa. (art.11). Realizzazione di un Piano nazionale di edilizia abitativa con capitali pubblici e privati, per incrementare il patrimonio residenziale per le categorie impossibilitate ad accedere al mercato della locazione. Tra i mezzi a disposizione c'è la costituzione di fondo immobiliari. Un secondo modo d'intervento è rappresentato dalle risorse ricavabili dalla alienazione di alloggi di edilizia pubblica in favore degli occupanti. Gli interventi sono attuati ai sensi del DLgs 163/2006. Il Piano mette in crisi l'iniziativa del precedente Ministro Di Pietro, che aveva concordato con le Regioni l'attuazione del Programma straordinario di edilizia residenziale pubblica con DM 20.12.2007
  • Sicurezza degli impianti negli edifici. (art.35). Il Governo, entro il 31.3.2009, deve rivedere il nuovo Regolamento degli impianti DM 22.1.2008 n.37. Immediatamente viene abrogato l'art.13 del Regolamento che stabiliva i doveri di venditore e acquirente in caso di cessione dell'immobile. Questo articolo stabiliva l'obbligo di allegare al contratto la documentazione tecnica dell'impianto ai fini della sicurezza ovvero che le parti esplicitamente vi rinunciassero. Le statistiche Inail denunciano una altissima frequenza di incidenti all'interno delle abitazioni, dovuti a malfunzionamento degli impianti. La norma poteva spingere i proprietari a fare lavori per mettere a norma l'impianto. Averla abrogata favorisce le vendite immobiliari ma non la sicurezza. Mi auguro che non verrà approvata dal Parlamento.
  • Libere professioni. L'art.26 (Privacy) semplifica il “documento programmatico per la sicurezza” che deve essere tenuto anche negli studi professionali. L'art.29 tratta della soppressione degli enti inutili, ma espressamente esclude la soppressione degli Ordini professionali e delle loro federazioni. Certamente i Collegi dei geometri e dei periti industriali chiederanno di essere aggiunti. L'art.32 prevede la eliminazione della norma della legge 248/2007 (Bersani) che proibiva l'uso del contante nei pagamenti di onorari professionali oltre una certa soglia e consentiva solo assegni o bonifici bancari.
  • Lavoro professionale.  L'art.19 stabilisce dal 1.1.2009 la piena cumulabilità tra pensione anticipata e redditi di lavoro autonomo e dipendente. L'art.46 riduce le possibilità di affidare consulenze da parte della pubblica amministrazione. Possono essere conferiti incarichi di lavoro autonomo a esperti di comprovata specializzazione anche universitaria. Tale norma modifica di fatto quanto stabilito dalla legge finanziaria 2008 (L 244/2007) nell'art.3 c. 76, che gli incarichi sono conferibili solo a soggetti che possiedono una specializzazione universitaria, cioè una laurea quinquennale. Sono state così accolte le istanze di laureati triennali e geometri, periti industriali ecc. L'art.47 prevede controlli dell'Ispettorato della funzione pubblica sulle incompatibilità per cumulo di impieghi e di incarichi.

 

di Enrico Milone, architetto
del 30.06.08

 

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data pubblicazione: lunedì 30 giugno 2008
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