Consumi energetici degli edifici

di Enrico Milone

Il DLgs 30.5.2008 n.115 all'art.11, in vigore dal 4.7.2008, stabilisce norme per la progettazione, sotto il profilo energetico, di edifici di nuova costruzione e di interventi su edifici esistenti. L'art.11 anticipa parte del contenuto dei non ancora emanati decreti attuativi del DLgs 192/2005 (recepimento direttiva UE) e delle linee guida nazionali.

La certificazione energetica degli edifici è necessaria (DLgs 311/2006) dal primo luglio in caso di trasferimento a titolo oneroso di interi edifici fino a 1000 metri quadrati, con esclusione di singole unità immobiliari. Per queste ultime l'obbligo decorrerà dal 1.7.2009. Il termine per interi edifici di oltre 1000 metri quadrati era il 1.7.2007. Con un emendamento al decreto-legge 25.6.2008 n.112, manovra estiva, il Governo ha proposto di eliminare l'obbligo di certificazione energetica in caso di compravendita di immobili esistenti. L'emendamento dovrà essere approvato del Parlamento. Se l'obbligo sarà eliminato, difficilmente i proprietari degli immobili intraprenderanno lavori per il contenimento dei consumi energetici.

In estrema sintesi, l'art.11 stabilisce che nel caso di edifici di nuova costruzione, lo spessore delle murature esterne superiori ai 30 centimetri e il maggior spessore dei  solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari ad ottenere una riduzione minima del 10 per cento dell'indice di prestazione energetica, previsto dal DLgs 192/2005, non  sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi e delle superfici, con riferimento alla sola parte eccedente i 30 centimetri e fino ad un massimo di ulteriori 25 centimetri per gli elementi verticali e di copertura e di 15 centimetri per quelli orizzontali intermedi.

Ciò in deroga dai limiti stabiliti dal piano regolatore e dal Regolamento edilizio. La deroga agisce anche sulle distanze minime tra edifici e sulla altezza massima. Misure analoghe, ma diverse, sono fissate per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti.

Possono essere realizzati, come manutenzione ordinaria e quindi senza richiedere DIA né permesso edilizio, generatori eolici alti non più di m 1,50 e impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo  stesso orientamento della falda. Basterà una comunicazione preventiva al comune.
Il comma 7 stabilisce norme per La costruzione e l'esercizio degli impianti di cogenerazione di potenza  termica inferiore ai 300 MW.

L'Allegato III all'art.18 stabilisce le metodologie di calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli impianti, nonchè i requisiti dei soggetti per l'esecuzione delle  diagnosi  energetiche e la certificazione energetica degli edifici. Si applica fino all’entrata in vigore dei decreti attuativi del DLgs 192/2005.

Requisiti dei professionisti. Il punto 2 dell'Allegato III definisce i requisiti dei soggetti abilitati alla certificazione energetica degli edifici:

  • dipendente di enti pubblici o di societa' di servizi pubbliche o private ovvero professionista libero od associato, iscritto ai relativi ordini e collegi professionali, ed abilitato all'esercizio della professione relativa alla progettazione di edifici ed impianti, asserviti agli edifici stessi, nell'ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente. Ove il tecnico non sia competente nei campi sopra citati (o nel  caso che alcuni di essi esulino dal proprio ambito di competenza), egli deve operare in collaborazione con altro tecnico abilitato in modo che il gruppo costituito copra tutti gli ambiti professionali su cui e' richiesta la competenza.

Ai soli fini della certificazione energetica, sono tecnici abilitati anche i soggetti in possesso di titoli di studio tecnico scientifici, individuati in ambito territoriale dalle regioni e abilitati dalle predette amministrazioni a seguito di specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici con superamento di esami finale.

La formulazione è confusa, come sempre avviene quando si tratta di competenza delle varie professioni. Non si parla di laureati triennali e si fa cenno a nuove figure di tecnici da creare a livello regionale. Comunque la dicitura “progettazione di edifici ed impianti, asserviti agli edifici stessi” definisce bene la completa competenza dell'architetto come chiarita dalle sentenze della Cassazione 8348/1993 e 3814/2000.

Dalla formulazione dell'allegato III si evince che il professionista dipendente o libero professionista iscritto all'Ordine o al Collegio e abilitato all'esercizio della professione non è tenuto a frequentare corsi di aggiornamento.

 

di Enrico Milone, architetto
del 23.07.08

 

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normative citate:

 

 



 


data pubblicazione: sabato 26 luglio 2008
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