Il ponte e il futuro di Venezia

Il montaggio e il monitoraggio - agg. rassegna stampa

Venezia, il ponte di Calatrava sorvegliato speciale. L'opera dell'architetto spagnolo sarà monitorata 24 ore su 24: "Si è mosso di un centimetro".

VENEZIA - Il ponte di Calatrava sorvegliato speciale. Una squadra di tecnici ne dovrà monitorare i «movimenti» 24 ore su 24, per almeno cinque anni. In ogni attimo della giornata ci dovrà essere un esperto pronto a leggere i dati trasmessi dai sensori piazzati nei punti strategici dell'opera progettata dall'architetto spagnolo. Perché il ponte, in assestamento, si muove: un centimetro fino ad aggi, quattro quelli che farebbero scattare l'allarme

Non c'è pace sul quarto ponte sul Canal Grande. Dopo gli infiniti ritardi, i costi impazziti, arriva un'altra tegola. Eppure il collaudo era andato bene, anche se il ponte resta chiuso ai turisti e la sua inaugurazione viene rinviata di giorno in giorno. E, infatti, il ponte che ha una firma illustre ma non un nome resta un sorvegliato speciale.

«Il monitoraggio del ponte di Calatrava - precisa il direttore dei lavori, Roberto Casarin - è attualmente continuo per pura precauzione, ma i dati che abbiamo sono assolutamente tranquillizzanti. Abbiamo previsto un monitoraggio della durata di cinque anni, sottoscrivendo un contratto di 7mila euro l´anno con una ditta specializzata di Bolzano, la Quattro Emme Service, che effettuerà i controlli con i sensori istallati». «Ci siamo resi conto - aveva confessato l'altro giorno lo stesso Casarin ai consiglieri della commissione d'indagine del Consiglio comunale - di doverlo mettere sotto osservazione: lo scheletro d'acciaio ha un'anima viva, si dilata e si restringe con il variare della temperatura». Le conseguenze potrebbero determinare lo spostamento laterale della struttura, in particolare sotto la pressione della folla.

Il presidente della commissione, Raffaele Speranzon di An, da sempre ostile al progetto, ha colto l'occasione per partire all'attacco: «È una notizia che ha dell'incredibile». Il Comune getta comunque acqua sul fuoco, stigmatizzando il grido d'allarme di Speranzon. Per Casarin «ha riferito il quadro della situazione all'esterno con toni troppo allarmistici».

Resta però il fatto che sulla strada della costruzione del ponte di Calatrava, che Cacciari vorrebbe battezzare "de la Zirada", s'incontra un ostacolo dopo l'altro. E l'inaugurazione è sempre di là da venire: non sarà a Carnevale, come annunciato, e nemmeno in aprile.

 

di Nicola Pellicani
da La Repubblica del 19.01.08


Il ponte. Manca ancora l'ok del ministero per il mezzo dei disabili. Calatrava, problemi per l'ovovia: 400 mila euro in più. Ca' Farsetti non fa più previsioni per l'apertura.

VENEZIA - Il Comune ormai ha rinunciato a fare previsioni. «Preferisco non dire niente», dice l'assessore ai Lavori pubblici Mara Venier. «Ci sono gli imprevisti tecnici, e di questo non possiamo fare niente», aggiunge il sindaco Massimo Cacciari. Il risultato è che non si sa ancora quando sarà inaugurato il ponte di Calatrava. Perché se è vero che la Cignoni ha chiesto 145 giorni di tempo (e di proroga) per completare i lavori, è anche vero che nessuno sa quando sarà pronta l'ovovia, indispensabile - secondo Ca' Farsetti - all'apertura. Il progetto infatti è fermo da luglio al ministero dei Trasporti che non ha dato ancora l'ok per l'omologazione. Di sicuro il costo previsto aumenterà: oltre ai 750 mila euro stimati, il Comune metterà a bilancio ulteriori 400 mila perché saranno necessarie alcune modifiche.

L'ovovia infatti è stata parificata ad un ascensore, prima di fatto era come un montacarichi, così è cambiata la normativa di riferimento e quindi anche le prescrizioni. Quel che è certo è che non sarà pronta con il ponte: per realizzarla potrebbe servire un anno, mentre per completare la struttura dopo aver superato il collaudo è cominciato il conto alla rovescia, che porta tra aprile e maggio. I problemi però non mancano, a partire dal taglio dei gradini di vetro che dovrà avvenire sono quando saranno montate le alzate dei gradini stessi. L'assessore Rumiz lo dice chiaramente: «Sarebbe opportuno inaugurare ponte e ovovia assieme», anche se poi apre ad altre soluzioni. «Potremmo pensare a palliativi come navette, ma non è il caso di discuterne ora». L'incertezza sui costi (che così supererebbero gli 11 milioni di euro) e sui tempi, ha fatto tornare alla carica l'opposizione. «Una cosa vergognosa, vedrete che lo useremo per la prossima campagna elettorale », dice Alberto Mazzonetto della Lega. «Non capisco perché il Comune abbia affidato direttamente e in modo discrezionale alla Cignoni i lavori dell'ovovia nonostante i problemi che ci sono stati con l'impresa», aggiunge Raffaele Speranzon. «Andando avanti di questo passo chissà quando finirà il ponte, se anche il Comune non vuole dire nessuna data», dice Alfonso Saetta dell'Udc. Anche perché è ancora aperto il contenzioso tra Comune e Cignoni. Il problema sta nelle diverse posizioni, con l'impresa che chiede almeno il triplo di quanto invece hanno quantificato gli uffici di Ca' Farsetti per i ritardi accumulati. Ma anche nel responso che darà, probabilmente la prossima settimana, la commissione prevista dall'articolo 31 bis della legge Merloni, istituita per fare chiarezza.

  • Ritardi - Incertezza sulla fine dei lavori

 

di F.B.
dal Corriere del Veneto del 07.12.07


Il ponte Sabbadino antenato di Calatrava. Sullo stesso punto del Canal Grande fu realizzato un progetto già nel 1557. L'idea di un ingegnere chioggiotto, «proto» del Collegio alle Acque.

Non si può escludere che quei veneziani ai quali Dio concederà lunga vita, possano un giorno percorrere il quarto ponte sul Canal Grande. E può anche darsi che, allora, il manufatto abbia ricevuto un nome. Oggi lo chiamiamo Calatrava come il suo progettista; il criterio insomma è quello anagrafico, ma va detto che suona bene e poi ricorda un antico ordine cavalleresco spagnolo. Tuttavia, a ben vedere, la denominazione non appare felicissima, visto che è legata a doppio filo ai tempi biblici della sua realizzazione: essa è infatti riconducibile a un calcolo sbagliato dei nostri amministratori, i quali pensavano che l'opera sarebbe stata ultimata alla svelta, dopo di che avrebbero messo su una bella commissione a decidere il nome. Senonché non c'è più l'Austria, che in meno di cinque anni, coi mezzi di allora, realizzò il ponte ferroviario translagunare, tre chilometri e mezzo in pietra d'Istria inaugurati l'11 gennaio 1846; qui per mettere in opera 65 metri di metallo, di anni ce ne sono voluti - sinora - più del doppio. E allora ecco che, con lo scorrere delle stagioni, ci si è avvezzati a chiamarlo Calatrava, tanto per farsi capire: la qual cosa, come ognuno intende, non torna propriamente a lode dell'efficienza comunale, dell'affidabilità delle ditte preposte all'impresa, della vigilanza dei nostri governanti in fatto di pubblico denaro.

Ebbene, qualche giorno fa una giovane, apprezzata studiosa di architettura, Elena Svalduz, ha fatto presente che, già nel 1557, il «proto» del Collegio alle Acque (oggi si direbbe ingegnere idraulico) Cristoforo Sabbadino aveva previsto un nuovo ponte sul Canal Grande, proprio lì dove è in fase di realizzazione quello attuale. Chi era Sabbadino? Un ingegnere chioggiotto cui Venezia deve molto; fu lui infatti a intraprendere una ventennale battaglia a suon di trattati con Alvise Cornaro, che voleva bonificare il Veneto cominciando dalla laguna; siccome si stava interrando, disse, tanto vale dimezzarla: niente più malsane paludi da Malamocco a Chioggia, ma tanti bei campi, un granaio sotto casa. Era un formidabile polemista, e per contrastarlo ci volle la scienza e il talento di Sabbadino; per Venezia fu una vera fortuna (o forse, piu' semplicemente, il Senato di allora sapeva scegliere bene i suoi funzionari).

Tutto questo discorrere per dire che il nome di Calatrava - con il dovuto rispetto che si deve a un architetto che onora la nostra epoca - non mi sembra il più adatto, visto che è diretta conseguenza del malaccorto procedere del Comune veneziano: avrebbe insomma sapor di forte agrume (anzi, di agrume e basta, ché ci vuol altro per contristarli davvero, i nostri amministratori). Ma allora, visto che Calatrava è «bruciato», perché non dargli il nome di chi lo aveva ideato nell'ambito di un grandioso progetto di riqualificazione urbanistica, giusto quattrocentocinquant'anni fa?

 

di Beppe Gullino
dal Corriere del Veneto del 11.11.07 


I CONTROLLI - Calatrava, il ponte si sposta di un millimetro. Cominciate le prove. A ottobre Canal Grande chiuso per il collaudo.

VENEZIA - Un millimentro. Le spalle e il ponte sono rimasti praticamente ferme nonostante l'arco rosso tra ferrovia e piazzale Roma abbia cominciato a scaricare il proprio peso, quasi 1500 tonnellate sulle rive. Gli operai infatti hanno completato le operazioni di saldatura della struttura e allentato le catene che tenevano il ponte di Calatrava in tensione. E' cominciato così il conto alla rovescia per il collaudo prima e il rivestimento dopo con la posa dei gradini e del corrimano in vetro. L'obiettivo è di arrivare all'inaugurazione tra Natale e Capodanno ma sarà una corsa contro il tempo difficile da vincere: più probabile invece la prima passeggiata a gennaio, nonostante Ca' Farsetti insista per la fine del 2007. Difficile accorciare i tempi anche perché molti sono prestabiliti come il mese che deve passare da quando la struttura comincia a scaricare il proprio peso sulle fondazioni laterali al collaudo.

Con ogni probabilità la prova verrà fatta a fine ottobre, e per farlo il Canal Grande dovrà essere chiuso un'altra volta: due chiatte infatti si dovranno posizionare sotto l'arcata per le operazioni che prevedono le prove di resistenza del ponte. Nelle prossime settimane la conferenza dei servizi dovrà stabilire le modalità della chiusura e le deviazioni dei mezzi pubblici, così come è stato fatto per il doppio trasporto dell'arcata rossa durante l'estate. Quel che è certo è che il Canal Grande verrà diviso in due con l'interruzione tra la ferrovia e piazzale Roma. Una volta completato il collaudo sul posto (quello in cantiere ha avuto esito positivo) comincerà il montaggio dei gradini, delle lastre in vetro, del corrimano e dell'ovovia per i disabili che l'assessore ai Lavori Pubblici Mara Rumiz ha sempre detto di voler contestualmente con l'inaugurazione del quarto ponte. Per ottobre le imprese dovrebbero avere a disposizione tutto il materiale necessario dopo le modifiche ad esempio ai gradini che non saranno più in pietra d'Istria (rimarrà solo nelle alzate) ma in trachite per non creare problemi agli ipovedenti, mentre sono stati risolti in accordo tra lo studio Calatrava, il responsabile unico del procedimento Salvatore Vento e il direttore dei lavori Roberto Casarin i problemi legati al bloccaggio del vetro sui gradini laterali.

Il monitoraggio della struttura continuerà anche dopo le fasi di installazione per la particolarità dell'arco ribassato disegnato da Santiago Calatrava. Di sicuro il ponte tra estate e inverno mostrerà una differenza di tre centimetri: ogni dieci gradi di temperatura la struttura infatti cambia la sua lunghezza di un centimetro. Non a caso tutti i movimenti verranno monitorati 24 ore su 24 grazie ad una serie di sensori che sono stati inseriti lungo la struttura e le fondazioni. Se dovessero essere superati i quattro centimetri di lunghezza diversa entrerebbero in funzione i martinetti per garantire la stabilità del ponte come ha previsto l'architetto spagnolo.

 

di F.B.
dal Corriere del Veneto del 26.09.07


Calatrava, il ponte sfiora quota 14 milioni. Cacciari: i costi sono stati sottovalutati in fase di appalto. Vento: «Aumenti del 50-60% sul prezzo iniziale sono normali». Inaugurazione entro fine anno. Costi più che raddoppiati rispetto alle previsioni. Mancano tre mesi di lavoro per completare la struttura: il termine è il 28 dicembre. L'incognita Lorenzon sui tempi.

VENEZIA — Il sindaco Massimo Cacciari dice: «L'aumento dei costi è dovuto ad una complessiva sottovalutazione, in fase di appalto, delle difficoltà a realizzare opere uniche». Ca' Farsetti fa chiarezza su costi, tempi e ritardi (il cantiere doveva essere finito nel giugno 2005). Alla fine il ponte di Calatrava costerà 14 milioni, euro più, euro meno. Salvatore Vento, responsabile unico del procedimento cerca di smorzare le polemiche: «Per opere di questa natura, aumenti nell'ordine del 50-60% sul prezzo iniziale sono quasi normali». L'obiettivo è di finire il ponte entro fine anno.

Massimo Cacciari dice: «L'aumento dei costi è dovuto ad una complessiva sottovalutazione, in fase di appalto, delle difficoltà a realizzare opere uniche». Come dire che la colpa è di chi ha mandato a gara il ponte di Calatrava, ossia la giunta di Paolo Costa.

Poche parole nel momento in cui Ca' Farsetti fa chiarezza su costi, tempi e ritardi (il cantiere doveva essere finito nel giugno 2005). Perché alla fine il ponte di Calatrava costerà 14 milioni, euro più, euro meno. Ci sono gli 11,7 quantificati ad oggi (compresa l'ovovia che costerà un milione) e quelli che il Comune dovrà pagare alla Cignoni per le riserve che l'impresa appaltatrice ha presentato. Salvatore Vento, responsabile unico del procedimento cerca di smorzare le polemiche: «Per opere di questa natura, di assoluta innovazione, aumenti nell'ordine del 50-60 per cento sul prezzo iniziale sono quasi normali». In realtà le riserve presentate dalla Cignoni (quasi sette milioni) faranno più che raddoppiare l'importo iniziale se, verosimilmente, azienda e Comune troveranno un accordo sul 30 per cento della cifra, ossia tra i due e i tre milioni di euro.

In questo momento però l'obiettivo dell'amministrazione è quello di portare a termine velocemente il montaggio completo del ponte e passare a quella che l'assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz ha chiamato «terza fase», dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione al trasporto della struttura da Marghera a piazzale Roma. «Senza nessuna concessione ai lustrini », si affretta a precisare. Davanti impresa e Comune avranno altri quattro mesi, visto che l'ultima proroga richiesta dalla Cignoni scade il 28 dicembre. «Daremo la geometria definitiva, anche se il ponte verrà monitorato 24 su 24 per diversi anni, non a caso è stato investito molto sui sensori», spiega il direttore dei lavori Roberto Casarin. Mara Rumiz e Massimo Cacciari puntano a Natale per la prima passeggiata sul quarto ponte, ma è lo stesso Bruno Cignoni a mettere le mani avanti. «L'obiettivo è di finire a fine anno o quanto meno da quelle parti — ha detto ieri durante la conferenza stampa tenutasi a Ca' Farsetti - Faremo di tutto per rispettare gli impegni sperando che non ci siano ostacoli e che qualcuno non faccia le bizze». Il riferimento alla Lorenzon - l'impresa a cui è stata subappaltata la costruzione delle parti in acciaio e con cui è aperto un contenzioso - è evidente, tanto che ieri è intervenuto anche il professor Giorgio Romaro, l'ingegnere voluto da Calatrava per programmare la fase di montaggio.

«Il ponte era fatto al 90 per cento, ma si dice costruito quando ha tutti i documenti a posto, comprese le relazioni di calcolo - ha detto - la ditta Lorenzon non le aveva fatte né per il progetto né per la struttura, quelle le ho fatto io». Una vicenda di cui il sindaco non vuol sentire nemmeno parlare: «Questo sono affari loro, il Comune ha un appalto con la Cignoni, il resto per noi non conta». Massimo Cacciari sottolinea invece come il ponte sia stato voluto per motivi funzionali («Realizzare un'unica piattaforma logistica dal Tronchetto alla stazione, grazie anche al people mover»), ma anche di ordine simbolico. «Questa è una grande opera di ingegneria e architettura contemporanea che sarà visita, vista e ammirata soprattutto da giovani - spiega -. Chi governa ha il dovere di dare alla città una grande opera d'arte al pari di realizzare i marciapiedi. Stiamo cercando di fare sia uno che l'altro, convinti che il futuro ci darà ragione».

  • IL SINDACO - «Lasciare alla città un'opera contemporanea è doveroso per l'amministrazione quanto realizzare i marciapiedi. Noi faremo entrambi»

LA TECNICA - Arcata più corta di tre centimetri durante l'inverno

VENEZIA - Tre centimetri di differenza tra estate e inverno. Tanto si accorcerà con il cambio delle stagioni il ponte di Calatrava: ogni dieci gradi di temperatura di la struttura cambia la sua lunghezza di un centimetro. Non a caso tutti i movimenti dell'arco ribassato di Calatrava verranno monitorati 24 ore su 24 grazie ad una serie di sensori che sono stati inseriti lungo la struttura e le fondazioni. Se dovessero essere superati i quattro centimetri di lunghezza diversa entrerebbero in funzione i martinetti per garantire la stabilità del ponte. «Tutto previsto da Calatrava», spiega l'ingegner Giorgio Romaro. Un monitoraggio che partirà a fine settembre, non appena cioè il ponte sarà saldato e comincerà a scaricare il proprio peso (quasi 1500 tonnellate) sulle fondazioni laterali.

All'appello intanto mancano i gradini, l'ovovia, i parapetti, il materiale per il rivestimento. Bruno Cignoni li chiama «dettagli», in realtà ci sono ancora diversi elementi da definire, tanto che Santiago Calatrava si dovrà incontrare a settembre con impresa, direttore dei lavori e Comune per dare le indicazioni finali. «In opere simili è normale», dicono all'unisono Salvatore Vento (responsabile del procedimento) e Roberto Casarin (direttore dei lavori). E' stato cambiato il materiale dei gradini centrali, non sarà più la pietra d'Istria (che rimarrà solo nelle alzate) ma la trachite per non creare problemi agli ipovedenti, dovranno essere risolti i problemi legati al bloccaggio del vetro sui gradini laterali. E dovranno essere definiti alcuni particolari sulle due rampe di accesso al ponte nelle due rive.

 

di Francesco Bottazzo
dal Corriere del Veneto del 15.08.07


L'INTERVENTO - IL PONTE & IL FUTURO DI VENEZIA. Calatrava, il valore di un simbolo nella città dei ripetuti «non si può».

Ora che l'arcata del quarto ponte sul Canal Grande si è composta, vale la pena di riflettere sull'accaduto. Innanzitutto per riconoscere i meriti di chi ha voluto e poi attuato, tra mille difficoltà, quest'opera: lode dunque a Paolo Costa e a Massimo Cacciari, che hanno dimostrato non solo che si può pensare alla grande ma che è fondamentale la continuità tra amministrazioni.

Ma poi penso che si debba riconoscere il valore politico della partecipazione di tanti cittadini, che hanno compreso il significato simbolico di questo avvenimento. Mara Rumiz ha sottolineato questo significato, affermando che si può rompere con una tradizione di «non si può». Dire - come ha detto Rumiz - che questo ponte collegherà Venezia al mondo significa affermare fortemente il desiderio di inserirsi da protagonisti nella contemporaneità. La città che ha rifiutato Wright, Le Corbusier, Kahn (e magari ha accettato progetti insipidi ma «in stile»), la città che si è trincerata in un mortifero «dov'era com'era» (vedi La Fenice) questa volta ha scelto di realizzare l'opera di un importante progettista.

E i cittadini hanno risposto con la partecipazione, con l'entusiasmo, anche - come è importante che sia in democrazia - col dissenso.

Per Natale troveremo sotto l'albero il ponte bell'e pronto e percorribile, ma intanto guardiamo l'indicazione che scaturisce da questo evento: un fatto materiale che esprime un forte valore simbolico riscuote la partecipazione e - in grande maggioranza - il consenso della popolazione. Verrebbe da dire: avanti tutta! A cominciare, ad esempio, dalla metropolitana sublagunare. Sabato c'è stata anche la stonatura della dichiarazione del presidente della Provincia, Zoggia, che - a quanto riferiscono le cronache - avrebbe detto che l'Arsenale non è più il cuore della città e dunque non avrebbe senso portarci la sublagunare. Naturalmente è vero l'inverso, che cioè l'Arsenale potrebbe tornare ad essere il cuore della città se ci fossero le infrastrutture necessarie.

Ma quel che bisogna aggiungere è che la metropolitana avrebbe anche un altro senso, appunto quello - fondamentale - di simboleggiare che si può vivere la contemporaneità a Venezia meglio che in altre città. Non sarebbe, questo messaggio, un potente invito a tornare ad abitare Venezia?

Se si ricominciasse a usare un sistema di simboli condivisi, com'è accaduto (in parte involontariamente) per il ponte di Calatrava, forse i cittadini riprenderebbero a parlare e a partecipare. La ricerca attuale di un nome per il nuovo ponte ha allora anche questo significato: trovare il modo di esprimere con la parola la condivisione di un contenuto simbolico forte, del nostro vitale desiderio. E la difficoltà di questa ricerca mostra quanto siamo drammaticamente disabituati a comunicare. A Venezia pensiamo molto al passato: perché non chiamare questo «Ponte sul futuro» o, più cautamente, «Ponte del futuro»?

 

di Antonio Alberto Semi
dal Corriere del Veneto del 14.08.07


Posato sul Canal grande il ponte di Calatrava. Grandi opere. completata ieri la struttura sul canal grande che unisce piazzale Roma con la ferrovia - Sarà agibile da dicembre. Venezia, il ponte delle polemiche. Lorenzon: abbiamo corretto gli errori del progetto di Calatrava ma non ci pagano.

E' stata posata ieri sul Canal grande di Venezia la struttura del ponte disegnato da Santiago Calatrava, il cui progetto ha già destato molte polemiche. Sarà agibile a dicembre.

VENEZIA - Un quarto ponte da ieri unisce a Venezia le due sponde del Canal Grande. Si trova tra piazzale Roma (il terminal automobilistico alla città) e la stazione, che sono affiancati ma divisi dal canale: per passare al treno all'autobus bisogna percorrere un giro di molte centinaia di metri per ponti e per fondamente.

Il nuovo ponte sarà agibile in dicembre ma, se prima ancora di essere collocato aveva fatto discutere urbanisti e storici dell'arte, quando sarà finito con vetro e marmo sarà impossibile non schierarsi pro o contro tanto è visibile. In ogni caso s'è vinta una importante scommessa tecnica, aprendo oltretutto Venezia ad una importante opera contemporanea, anche se è rimasto un mare di polemiche, di procedimenti giudiziari e contabili.

Santiago Calatrava ha disegnato l'opera azzardando un arco particolarmente ribassato, suggestivo ma impegnativo da collocare per un problema di spinte sulle delicate rive veneziane. Ieri la parte centrale è andata ad unirsi millimetricamente con i due conci laterali piazzati sulle rive da una decina di giorni. Un sofisticato sistema di computer ha controllato martinetti e sistemi di rotazione di questo colosso lungo 55 metri e pesante oltre 270 tonnellate. Poco più di sei ore, e tutto era finito con un generale sospiro di sollievo. Per tutti fuorchè per uno, Lino Lorenzon, 54 anni, direttore generale della Lorenzon Techmec System, l'azienda veneziana che ha costruito lo scheletro d'acciaio. Lorenzon ha contestato l'operazione e annuncia azioni giudiziarie in tutte le sedi. In primis perchè ha ricevuto appena 800mila euro mentre, secondo i suoi conteggi, alla Lorenzon spettano almeno 5 dei 12-14 milioni che il ponte costerà. Poi perchè è stato messo fuori nella fase finale dei lavori, lui dice, per una sorta di lesa maestà.

Il problema è che Lorenzon, che lavora in tutto il mondo a importanti opere firmate da Richard Meier piuttosto che da Zaha Hadid, sostiene di essersi accorto subito che il progetto di Calatrava era strutturalmente sbagliato. «Abbiamo l'abitudine di controllare direttamente i progetti esecutivi che ci sono affidati - dice - ed era evidente che un ponte così disegnato non poteva avere sostegni portantì uguali alla base come sulla sommità: ci sono enormi differenze di spinte e di pesi. Noi l'abbiamo fatto presente al Comune di Venezia e all'impresa Cignoni, capocommessa, già nel 2003 quando stavamo costruendo i primi conci. Nel 2004 nello studio di Calatrava a Zurigo ho riproposto il problema ma i collaboratori dell'architetto mi hanno detto che il progetto era perfetto».

Lorenzon ha comunque concordato, trovando con ritardo il consenso anche di Comune e Cignoni, di portare la dimensione del doppio tubo di sostegno del ponte dai 200 millimetri della parte centrale ai 320 delle sponde, con uno spessore dell'acciaio portato da 40 ad 80 millimetri. Il tutto ha comportato un aggravio dei costi e anche procedimenti di saldatura molto più costosi e complicati. «Morale della favola - dice arrabbiato - mi hanno estromesso dal lavoro non riconoscendomi quanto fatto: con Cignoni siamo in causa e il Comune ha un comportamento da Ponzio Pilato».

Ma non è questo l'unico neo del ponte. Calatrava non ha pensato la struttura in modo da renderla accessibile agli invalidi. Così su un fianco del rosso manufatto sarà piazzata un'ovovia che, con macchinosi movimenti, consentirà di varcare il canale anche a chi ha difficoltà fisiche. Impiegherà, dicono, una decina di minuti per completare un passaggio e pare incida per 1,2 milioni sul totale dei costi.

Nel Cinquecento il ponte di Rialto fu costruito in meno di tre anni, per questo fra burocrazia ed intoppi gli anni sono stati undici, con costi più che triplicati.

 

di Claudio Pasqualetto
da Il Sole 24ore del 12.08.07


SUL CANAL GRANDE. Montato il Calatrava, Venezia ha il suo quarto ponte

VENEZIA - Venezia ha il suo quarto ponte sul Canal Grande: dopo oltre sei ore di lavoro, il suono di una sirena ha segnato, alle 14.32 di ieri, la riuscita del montaggio dell'ossatura portante in acciaio del nuovo ponte davanti alla Ferrovia, il Calatrava.

Troverà nome e inaugurazione, annuncia il Comune, entro la fine dell'anno. I veneziani dovranno farci l'occhio, le immagini delle guide turistiche dovranno essere aggiornate: la cupola verde rame di San Simeone Piccolo si intravede dietro al nuovo ponte. «E' il primo ponte che si incontra venendo dalla terraferma, mi auguro colleghi non solo le due sponde, ma Venezia al mondo», dice Mara Rumiz, Assessore ai lavori pubblici, ringraziando le maestranze di tutte le imprese, inclusa la ditta che ieri ha contestato il procedimento. Il sindaco Massimo Cacciari ha seguito l'operazione dal lato Stazione, andando su e giù a grandi passi. È ancora spoglio, il ponte concepito da Santiago Calatrava, architetto e scultore. I gradini in vetro zigrinato saranno ciascuno un pezzo unico: per realizzarli, è necessario attendere l'assestamento dell'ossatura d'acciaio, spiegano i tecnici. I parapetti saranno in vetro trasparente, la linea esterna del ponte in pietra d'Istria. A metà settembre saranno tolte le torrette laterali su cui ora poggia l'arcata, le rive - spiegano ancora i tecnici - dovranno reggere 1500 tonnellate per parte, saranno monitorate per anni.

 

pag. 21
dal Corriere della sera del 12.08.07


Venezia, ecco il ponte di Calatrava. E' il 435esimo della città, il quarto sul Canal Grande, il primo da 125 anni in qua.

VENEZIA - Da ieri pomeriggio Venezia ha il quarto ponte sul Canal Grande, il primo da 125 anni in qua, il 435esimo in totale. Collega la stazione ferroviaria di Santa Lucia a piazzale Roma, dove comincia la terraferma, e sarà aperto entro la fine dell'anno. Nota come il «ponte di Calatrava», dal nome dell'architetto catalano che lo ha progettato, l'opera è stata posata in quattro tronconi dalla fine di luglio ma a ben undici anni dalla decisione dell'allora sindaco Paolo Costa di aggiungere un nuovo ponte sul "Canalasso" dopo quelli di Rialto, dell'Accademia e degli Scalzi. Undici anni contrassegnati da polemiche sui costi, lievitati a oltre 4 milioni, sull'aspetto - il ponte è slanciato ma si stacca in modo netto dal contesto architettonico - e sui tempi. Di anni, per costruire il ponte di Rialto, ai tempi della Serenissima, ne bastarono tre.

Ieri, alle 14.32 è terminata la fase di montaggio del tratto centrale, alle 16 la struttura è stata liberata dai martinetti. Saranno necessari ancora quattro giorni di lavoro per saldarla definitivamente. Solo quando sarà consolidata sarà possibile montare i gradini di vetro zigrinato, ciascuno un pezzo unico. I parapetti saranno in vetro trasparente, la linea esterna in pietra d'Istria. A metà settembre sarano tolte le torrette laterali su cui poggia l'arcata ed entro la fine dell'anno al ponte, solo pedonale, si troverà il nome, che non sarà quello di Santiago Calatrava. E forse tornerà la pace, spera il maggiore sponsor dell'iniziativa, il sindaco Massimo Cacciari, che lo presenterà ufficialmente in conferenza stampa dopodomani.

 

pag. 25
da La Repubblica del 12.08.07


IL CONCIO CENTRALE - Il ponte di Calatrava prende forma. L'OPERA DI CALATRAVA. Sette ore, tre colpi di sirena e Venezia ha il quarto ponte. Montata l'ossatura. Sarà aperto a Natale.

Alle due e mezzo, dopo 7 ore di lavoro, si è concluso il montaggio del concio centrale del ponte di Calatrava ed è partito un battimani spontaneo da parte delle centinaia di persone che per tutta la mattina erano rimaste a seguire le operazioni. Da ieri l'arcata rossa fa parte dello skyline. Entusiasta l'assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz: «Questo ponte collegherà Venezia al mondo».

VENEZIA – Alla fine è toccato ancora una volta a lui, Dario Borsetti, comandante dello spintore Mantova, far scattare l'applauso con tre colpi di sirena. Alle due e mezzo in punto si è concluso il montaggio del concio centrale del ponte di Calatrava ed è partito un battimani spontaneo da parte delle centinaia di persone che per tutta la mattina erano rimaste a seguire le lente e precisissime operazioni da parte dei tecnici della Cignoni e della Fagioli. Da ieri l'arcata rossa fa dunque parte dello skyline veneziano a tutti gli effetti, dopo anni di polemiche su tempi e soldi spesi. «Ma io sono convinta che sia il dovere di ogni amministrazione lasciare un segno del mondo contemporaneo in una città – spiega l'assessore ai Lavori pubblici di Venezia Mara Rumiz – questo ponte collegherà non solo le due rive, ma Venezia al mondo».

SETTE ORE - Il brulicare di tecnici e operai – giubbino giallo fosforescente ed elmetto in testa – parte alle 7. Qualche saldatura viene fatta qua e là e alle 7,58 hanno inizio le operazioni, con l'accensione dello Sparviero, uno dei due pontoni di supporto. Si muove anche il Santa Marta, quindi tocca alla chiatta Susanna, che ospita il «bestione» di 55 metri e 270 tonnellate. I movimenti sono lenti, curati nei minimi dettagli. Alle 9,20 inizia la rotazione del concio di novanta gradi, dura una decina di minuti e i primi ad essere stupiti sono i tecnici a terra della Fagioli. Ora bisogna stabilizzare Susanna e per farlo ci vorranno un paio ore. I compartimenti della chiatta vengono riempiti e svuotati di acqua in continuazione, fino a trovare il perfetto equilibrio. Mancano pochi minuti alle undici e mezza quando la chiatta inizia a puntare verso i due conci laterali.

IL MONTAGGIO – La pioggerellina e il vento della prima mattina si sono intanto trasformati in un sole che scalda gli spettatori, numerosissimi sulle rive. Quando la Susanna, verso mezzogiorno e mezzo, si accosta ai conci laterali, tocca ai martinetti: i quattro sollevatori idraulici sono tarati per portare ognuno 300 tonnellate ed è uno scherzo alzare il ponte. Ma ad ogni «alzata» l'arco rosso si tende, oscilla, rimbalza un po', mostra tutta la sua elasticità. Va su due metri, per scavalcare i due conci in altezza. Il sollevamento dura una ventina di minuti, poi ne servono cinquanta per spostare la chiatta con gli argani collegati alle bitte: avanza un lato alla volta, lentamente. Quando il ponte è ben sopra inizia la calata: la parte dal lato piazzale Roma c'è, quella del lato stazione, sotto gli occhi del sindaco Cacciari, fa un po' le bizze, ma alla fine si appoggia. Il primo «dleng» dell'acciaio del ponte su quello della struttura provvisoria che lo sosterrà fino alle saldature arriva alle 2,25, un minuto dopo si posa anche la parte di Santa Lucia. Il tempo di essere sicuri che sia tutto a posto e partono il colpo di sirena e – di seguito – gli applausi.

A FINE ANNO – Bruno Cignoni, il titolare della società che aveva vinto l'appalto, e Giorgio Romaro, l'ingegnere che ha coordinato il montaggio, sono i primi a transitare sul nuovo ponte. Ma per i cittadini comuni bisognerà aspettare la fine dell'anno. Il ponte è solo appoggiato e scarica il suo peso verso il basso grazie ai tiranti sotto l'arcata. Nei prossimi giorni inizierà la saldatura, operazione delicatissima che durerà un mese: per gli operai verranno messi un tavolato di legno, dei parapetti provvisori e una rete di sicurezza. A metà settembre si molleranno i tiranti e per attutire l'enorme spinta laterale («pari ad una forza di 1500 tonnellate per lato », spiega il responsabile unico del procedimento Salvatore Vento) sono stati piazzati dodici martinetti sui plinti in cemento. È previsto anche l'inserimenti di dischi d'acciaio per colmare eventuali spessori. Per concludere l'opera serviranno poi i gradini in vetro zigrinato e con l'alzata in pietra d'Istria, i corrimano e la parte centrale in trachite. La prima passeggiata si farà a Natale.

  • 94 - La lunghezza (in metri) dell'enorme arco in acciaio rosso. Il ponte è largo dai 6 ai 9 metri, per un peso complessivo di 470 tonnellate
  • 10,7 - Il costo del ponte in milioni di euro, il doppio rispetto a quanto il Comune aveva previsto nel 2000 quando Calatrava ha consegnato il progetto

IL PIU' ALTO

  • 7 - ACCADEMIA. Originariamente in ferro, fu aperto il 20 novembre 1854. Rifatto per l'ultima volta nel 1933
  • 7,5 - RIALTO. L'attuale ponte in pietra ad arcata unica, disegnato da Antonio da Ponte, fu completato nel 1591
  • 7,4 - SCALZI. I lavori di costruzione sono iniziati nel 1932 su progetto di Eugenio Miozzi: inaugurato il 28 ottobre 1934 CALATRAVA
  • 10 - CALATRAVA. L'ultimo ponte realizzato in Canal Grande è anche quello più alto rispetto al livello dell'acqua

L'arco di luce. In vetro, pietra d'Istria e trachite 104 gradini diversi uno dall'altro 

VENEZIA — Centoquattro gradini: 76 sulla struttura in acciaio, 28 su quella in calcestruzzo delle spalle. Tutti diversi uno dall'altro, con l'architetto spagnolo che ha pensato a pendenze e angoli diversi per ognuno, così come aveva fatto con le parti in acciaio, tanto che il sindaco Massimo Cacciari l'ha definito «un'opera d'arte». Il ponte di Calatrava apparirà una volta completato come un enorme arco trasparente lungo 94 metri e largo dai 6 ai 9 metri, per un peso complessivo di 470 tonnellate. La struttura è in acciaio, i corrimano saranno bronzo, le alzate dei gradini in pietra d'Istria e gli scalini in vetro infrangibile con paraspigoli in bronzo rigato (quelli più esterni) e in trachite come gli altri ponti veneziani quelli centrali. Apparirà come una passerella di luce grazie a forti luci fluorescenti, che partiranno delle ringhiere in bronzo e in cascata taglieranno il parapetto di vetro fino ad arrivare alla parte bassa: di notte risalterà tutta la bellezza del ponte. Altre luci, incastonate nel pavimento, illumineranno i gradini, di vetro e pietra naturale di Istria, creando un vero e proprio percorso luminoso che sarà ancora più evidente durante con il buio.

 

di Alberto Zorzi
dal Corriere del Veneto del 12.08.07


Calatrava, basterà mezza giornata per montare l'ultimo pezzo di ponte

VENEZIA — Basterà mezza giornata o poco più, per montare il ponte di Calatrava e poche ore questa notte per far uscire attraversando il Canal Grande la chiatta Susanna e gli altri pontoni. (...) «In seguito al rapido procedere delle operazioni preliminari per la verifica della fase di montaggio del ponte - ha spiegato l'assessore comunale ai Lavori pubblici Mara Rumiz - la collocazione in sito del concio centrale si concluderà nel primo pomeriggio».

TEMPI RAPIDI - «Contrordine compagni», insomma. Dopo le polemiche per l'allungamento dei tempi e l'aumento dei costi, sembra insomma che Comune e imprese vogliano battere tutti record. Per entrambi i trasporti infatti - quello dei due conci la notte tra il 27 e il 28 e quello del concio centrale martedì scorso - sono state impiegate oltre la metà in meno delle ore originariamente previsto, e così sarà anche per il montaggio. Cignoni e Fagioli, la ditta vincitrice dell'appalto e quella di trasporto, hanno infatti assicurato a Ca' Farsetti che riusciranno a chiudere le operazioni senza problemi nel primo pomeriggio di oggi e quindi non avrebbe avuto senso attendere la notte tra domenica e lunedì per fare uscire i mezzi, tenendo bloccata per una giornata la navigazione in Canal Grande.

LE OPERAZIONI - Si parte alle 7 di stamattina. A quell'ora infatti la Susanna inizierà a muoversi dal «parcheggio» in cui si trova adesso di fronte a piazzale Roma. Verso le 9 dovrebbe iniziare l'operazione di rotazione dell'enorme scheletro rosso di 55 metri e 270 tonnellate, per la quale è stato necessario rimuovere i pontili della linea 82 a piazzale Roma. Il concio verrà prima alzato grazie ai martinetti e poi lentamente adagiato tra i due laterali già montati. All'ora di pranzo il ponte di Calatrava dovrebbe essere montato, a meno che - più che la pioggia - non ci si metta il vento a mettere in difficoltà una posa fatta al millimetro. Non finirà lì, la fase successiva sarà quella di mettere in equilibrio statico il ponte in attesa delle saldature, che inizieranno tra una decina di giorni, dopo un primo assestamento della struttura. Sotto il ponte verrà posizionata una rete di protezione per le imbarcazioni, mentre sopra verranno sistemati un piano in legno e dei parapetti provvisori per permettere di avviare le fasi successive.(...)

Le fasi finali

  • La rotazione. Questa mattina alle sette la chiatta Susanna con il concio centrale sarà spostata al centro del Canal Grande e la parte centrale del ponte di Calatrava verrà fatta ruotare di novanta grandi
  • L'assemblaggio. A metà mattina il concio centrale lungo 55 metri e pesante 270 tonnellate sarà fatto calare gradualmente con dei martinetti fino a «posarsi» sulle due parte laterali montate quindici giorni fa

Come si svolgerà il montaggio? Se lo ricorderà, questo ponte. «Venezia come Atene, anche lì polemiche». L'ingegnere: fatte delle modifiche grazie alla prova «in bianco»

VENEZIA – «Teso? No, anzi, sono tranquillissimo. Per fortuna alle spalle ho 50 anni di cantieri, ho iniziato seguendo mio padre quando avevo i calzoni corti».
L'ingegner Giorgio Romaro non ha paura dei riflettori che oggi si accenderanno sul montaggio del ponte di Calatrava. Il Comune di Venezia lo scorso anno lo ha chiamato come consulente, professionista stimato e docente universitario a Padova, che con l'architetto spagnolo ha collaborato anche alla costruzione dello stadio Olimpico e di altre strutture dei Giochi di Atene. «E non che in quel caso siano mancate le polemiche. Si figuri che negli Stati Uniti alcuni media dissero che sarebbe crollato e molti americani rimasero a casa pur avendo comprato i biglietti».

  • Qualcuno dice che in questo caso saranno le rive a crollare, visto la spinta laterale eccezionale del ponte, una volta montato. «Le ripeto, sono assolutamente tranquillo. È per questo motivo che ho chiesto di poter effettuare il "montaggio in bianco" in banchina a Marghera: abbiamo provato tutta la manovra, abbiamo fatto i conti, guai se non l'avessimo fatto».
  • In che senso? «Nel senso che montandolo in cantiere abbiamo potuto correggere alcune imperfezioni, mettere a posto tutti i pezzi».
  • Quanto durerà l'operazione? «La prima parte non spetta a me e sarà quella di girare il pontone che ha trasportato il ponte. Poi entrerò in campo io, conto di metterci circa tre ore» «La ditta Fagioli solleverà il pezzo, che verrà poi infilato in cinque perni. Una volta montato il ponte, lo manterremo in equilibrio con un sistema di catene e di pesi da svariate tonnellate, saranno 47 solo per le funi inferiori. Potremo "mollarlo" solo quando saranno terminate le saldature. Ci sarà un controllo costante dello stato delle fondazioni, per vedere se ci sono cedimenti. Nel mio staff ci sarà anche un ingegnere topografo».
  • Quante persone lavoreranno all'operazione? «Credo che la Fagioli avrà tutto il personale che ha partecipato al trasporto, ovvero una ventina di persone. Noi saremo una decina».

 

di Alberto Zorzi
da Corriere del Veneto del 11.08.07


Calatrava divide in due la città. Domani sarà montato. Da oggi pontili soppressi e vaporetti deviati.

VENEZIA – Canal Grande chiuso, linee Actv deviate, pontili soppressi. Comincia questa sera la due giorni più difficile per l'operazione-Calatrava. Più difficile per veneziani e turisti che vedranno rivoluzionate le linee di trasporto per permettere la posa del concio centrale del ponte che sarà issato e poi calato tra i due conci laterali già montati. La terza fase dell'operazione taglierà in due la città. (...)

Il concio centrale è pronto per essere montato. Ieri l'ingegner Giorgio Romaro, consulente per l'operazione del montaggio e già collaboratore di Calatrava allo stadio Olimpico di Atene, ha passato tutta la mattinata per fare le ultime verifiche. «Il ponte sarà montato sabato pomeriggio», dicono all'unisono Rumiz e il responsabile unico del procedimento Salvatore Vento. Ma i più ottimisti dicono che addirittura si potrebbe terminare l'operazione in mattinata. Quel che è certo è che una bottiglia è già pronta per essere stappata a fine montaggio, un brindisi liberatorio sulla chiatta Susanna. Poi si inizierà con le saldature e solo nella notte tra domenica e lunedì la chiatta col nome di donna, divenuta ormai una star in laguna, prenderà la via di casa.

 

di Alberto Zorzi
da Corriere del Veneto del 10.08.07


Il rebus dei conti. Venezia, il ponte costa il 300% in più. Polemiche in Laguna. Arrivati tutti i pezzi, sabato il montaggio dell'opera di Calatrava

VENEZIA - La passerella, in notturna, fra migliaia di spettatori assiepati sulle rive del Canal Grande; è stata degna di una star cinematografica, ma c'è chi teme che, come nella Venezia del Settecento, dietro al belletto di facciata, ci siano problemi non di poco conto. Comunque sia, dopo undici anni di attesa contro i tre al massimo previsti, il quarto ponte sul Canal Grande a Venezia, firmato da Santiago Calatrava, è ormai praticamente una realtà.

Il concio centrale, un'arcata di 50 metri in acciaio verniciato in rosso, è arrivato via acqua fino alla sua sede di collocazione definitiva. Tra oggi e domani sono previste le ultime verifiche, sabato è il grande giorno del montaggio definitivo. Come in una sorta di grande meccano verrà unito con precisione millimetrica ai due conci laterali già piazzati sulle rive opposte da una decina di giorni, e da domenica comincerà il lavoro, tecnicamente più delicato, quello delle saldature.

Poi a seguire si passerà alla posa dei marmi e dei vetri per un ponte che tutti, nel bene e nel male, dicono sia destinato a segnare comunque un punto di svolta per Venezia.

Se non ci saranno ulteriori intoppi il Comune conta di poterlo inaugurare ufficialmente prima di Natale, unendo così direttamente piazzale Roma e la Stazione, vale a dire il terminal automobilistico e quello ferroviario. Di sicuro quando si tireranno i conti finali il Comune avrà di che piangere. Rispetto ai circa tre milioni del preventivo di spesa iniziale le ultime stime sono arrivate fra i 12 e di 14 milioni (oltre il 300% in più) e non a caso la Guardia di Finanza anche ieri mattina era negli uffici comunali a raccogliere documentazione per una indagine che la Corte dei Conti ha avviato da tempo. «Ma noi siamo assolutamente tranquilli e collaboriamo in pieno - ha commentato l'assessore comunale ai lavori pubblici Mara Rumiz - così come stiamo facendo con l'autorità di vigilanza del ministero delle infrastrutture». Strascichi pesanti sembra poi destinata a lasciarli anche la "guerra" fra la ditta appaltatrice del ponte, la Cignoni di Rovigo, e la Lorenzon di Noventa di Piave che proprio da Cignoni aveva avuto la commessa di realizzare la struttura in acciaio. Lino Lorenzon, titolare con i fratelli della ditta veneziana, ripeteva anche ieri cbe sono stati loro ad accorgersi che il progetto iniziale aveva un errore di fondo, i loro ingegneri hanno corretto il disegno dei conci, salvo poi ritrovarsi estromessi dai lavori proprio dalla Cignoni dopo aver individuato il presunto punto debole del progetto. I costi sono lievitati proprio in queste fasi, per la necessità di rifare, rivedere, migliorare, dare più sicurezza ad un'opera destinata ad essere incastrata in uno scenari delicato come quello di Venezia. Il "regalo" di Caiatrava, alla fine, è costato fin troppo caro.

 

di Claudio Pasqualetto
da Il Sole 24ore del 09.08.07


Arriva il ponte di Calatrava, l'opera che divide Venezia

VENEZIA - Arriva a Venezia il quarto ponte del Canal Grande, progettato dal famoso architetto e ingegnere catalano Santiago Calatrava. Fra la folla di cittadini e turisti entusiasti - circa 4 mila persone - che martedì notte ha salutato il passaggio del ponte sul canale, anche un piccolo gruppo di manifestanti di Lega, An e Giovani Veneziani. I contestatori, riuniti ai piedi del ponte Rialto, muniti di cartelli, striscioni e manifesti hanno contestato l'uso dei fondi speciali utilizzati per la costruzione del ponte.

 

pag. 15 - Cronaca
da La Repubblica del 09.08.07


VENEZIA. Calatrava, la notte più temuta Il ponte supera l'esame-Rialto. Il ponte nuovo «s'inchina» a Rialto ma la Finanza rovina la festa. Chiesti i documenti della commissione d'inchiesta sui costi lievitati.

VENEZIA - La lunga notte del ponte ha toccato il suo culmine all'una e un quarto, quando la grande arcata ha superato il ponte di Rialto, il punto più critico del viaggio. Poi il sospiro di sollievo: tutto bene.

All'una e un quarto il sindaco dice: «E' proprio bello». L'arcata ha superato il ponte di Rialto, il punto più critico del viaggio da Marghera a piazzale Roma: per tre quarti d'ora Massimo Cacciari, la Sovrintendente ai Beni architettonici Renata Codello e migliaia di veneziani sono rimasti con il fiato sospeso aspettando che i 60 metri rossi del ponte di Calatrava oltrepassassero l'arcata in marmo di Rialto. Due ore dopo (alle 3.15) i tecnici della Fagioli concludevano l'ormeggio della chiatta di fronte ai pontili dell'Actv e scrivevano la parola fine alla seconda notte bianca di Venezia, dopo quella di dieci giorni quando furono trasportati lungo il Canal Grande i conci laterali che sono già stati montati a piazzale Roma e alla Ferrovia.

Qualche protesta sulle rive da parte dell'associazione «Venessia.com» a cui si sono aggiunti gli esponenti della Lega e di Alleanza Nazionale che contestavano l'aumento dei costi dell'opera e gli oltre dieci anni passati da quando Ca' Farsetti ha deciso di costruire il ponte a quando è stato installato, messi a tacere però dagli applausi di migliaia di veneziani (quasi cinquemila) e turisti. «Per l'unicità dell'evento questa volta le polemiche dovevano rimanere fuori, come segno di rispetto per lo sforzo di quanti hanno lavorato attorno al ponte e per l'opinione degli altri: un avvenimento così in altre città avrebbe fatto il giro del mondo», dice la Sovrintendente. Poco male comunque perché a Ca' Farsetti la tensione ha lasciato spazio alla soddisfazione per quello che Riccardo Bernini responsabile del procedimento per la Fagioli, definisce un «viaggio quasi perfetto».

L'INCHIESTA - Non erano passate nemmeno dieci ore che la Guardia di Finanza ha chiesto gli atti della Commissione d'indagine interna al Comune di Venezia sul procedimento di realizzazione del quarto ponte nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla Corte dei Conti due ani fa proprio per i ritardi e i costi lievitati da quasi cinque milioni a oltre dieci. «Niente di nuovo, è normale che le Fiamme Gialle chiedano agli uffici ulteriore documentazione », dice l'assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz. Sulla vicenda c'è anche l'Autorità di vigilanza del ministero alle Infrastrutture che da tempo sta seguendo le fasi di realizzazione. Le attenzioni di Ca' Farsetti sono però focalizzate al montaggio finale che ci sarà sabato e domenica. A sentire tecnici e assessori però il «peggio» è passato l'altra notte con il transito dell'arcata lunga sessanta metri sotto il ponte di Rialto, dopo il passaggio sotto l'Accademia.

IL VIAGGIO - Tre quarti d'ora per attraversarlo tutto, operazioni svolte al centimetro, con lo spintore vicinissimo all'arcata di marmo, quasi a toccarla: qualcuno dice che alla fine la chiatta si sia anche «appoggiata» a Rialto, tanto che sul ponte ci sono due macchie verdi, ma amministrazione e Fagioli fanno fronte comune: «Impossibile, tutto era studiato nei minimi particolari, solo un'impressione, la chiatta e lo spintore erano guidati». All'una il ponte il ponte di Calatrava ha incrociato Rialto: un metro dalla parte più alta dell'arcata, un'autostrada per chi è abituato a lavorare con scarti di qualche centimetro. Meno margine agli Scalzi dove la distanza è scesa a 70 centimetri, prima della virata a piazzale Roma e l'ormeggio davanti ai pontili dell'Actv. Se il passaggio alle sole luci proprie dell'arcata rossa di Calatrava è stato scenografico, non sarà da meno il montaggio tra le due rive.

LA FASE FINALE - Un'operazione particolarmente delicata, tanto che barche e mezzi pubblici rimarranno a debita distanza e il Canal Grande sarà spezzato in due con Actv che sospenderà i pontili di Ferrovia e Piazzale Roma già da venerdì notte: capolinea alternativi a Riva de Biasio-Palazzo Labia e a Santa Marta-Tronchetto con i bus navetta per piazzale Roma. Non a caso Salvatore Vento, responsabile unico del procedimento dice: «E' fondamentale l'assenza di elementi di disturbo: vento o onde che siano». Tre le fasi dell'installazione: dalla rotazione dei 60 metri sulla chiatta, al posizionamento tra le due rive, fino alla lenta discesa della struttura fino a toccare (con quattro grandi martinetti) i conci laterali. «Già oggi (ieri, ndr) la struttura è stata alzata di un metro dalla chiatta per metterla in tensione e farle raggiungere la giusta dimensione », spiega il direttore dei lavori Roberto Casarin. Alla fine il concio centrale sarà «semplicemente» appoggiato: la saldatura delle tre parti verrà fatta dopo le ferie, e solo allora il ponte comincerà a «spingere» sulle rive.

 

di Francesco Bottazzo
dal Corriere del Veneto del 09.08.07


Ancora senza nome il ponte di Santiago Calatrava a Venezia

Proseguono i lavori per la posa del quarto ponte sul Canal Grande, a Venezia (...). Il ponte è stato progettato da Santiago Calatrava, uno dei maggiori architetti contemporanei e non ha ancora un nome: tra le proposte ci Sono "pontenovo", "novissimo", "ponte di Santa Lucia" e, naturalmente, "ponte di Calatrava". Alla realizzazione hanno contribuito molte aziende italiane: il vetro dei parapetti, ad esempio, viene dalla Saint Gobain di Pisa, mentre la grande schiena arcuata in ferro del pontè è della Cignoni di Rovigo.

 

pag. 17
da Il Sole 24ore del 08.08.07


Ponte di Calatrava, notte da Redentore. L'arco illuminato ha attraversato il canale della Giudecca e poi il Canal grande. Folla sulle rive. (...)

VENEZIA - «State tranquilli, è partito più tardi ma arriverà puntuale, come da programma», diceva l'assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz poco dopo le 22.30 di ieri sera. Dalla banchina di Marghera al canale della Giudecca prima di entrare in «canalasso » per un viaggio che qualcuno ha già battezzato storico: il concio centrale del ponte di Calatrava, quello più grande e bello da vedere (tutto illuminato) è partito alle 22.31, con quasi 45 minuti di ritardo, per disposizioni delle Capitaneria di Porto, prima di passare sotto le arcate dei tre attuali — fino a domenica mattina — ponti sul Canal Grande. Una nave in ritardo, che sembra dovesse passare sul canale dei Petroli, la causa della partenza spostata secondo il sito del Comune. Anche se in tarda serata la Capitaneria negava qualsiasi disposizione. Così come aveva promesso il responsabile unico del procedimento Salvatore Vento l'arcata è arrivata a Venezia illuminata (...), con la stesse luci che illumineranno il ponte una volta montato tra la fondamenta della Ferrovia e piazzale Roma.

Il sindaco ha sfidato la cabala cambiando luoghi e programma rispetto a dieci giorni fa quando passarono i due conci laterali. Nell'ultimo venerdì di luglio aveva atteso il passaggio della chiatta alle Zattere mangiando un gelato prima di andare in barca con i vigili e seguire il passaggio del ponte sotto Rialto. Ieri non è mancato al Lido alla festa organizzata per l'occasione da Cesare Dal Palù, professore di Chimica medica generale all'Università di Padova: con lui anche il filosofo Umberto Curi, l'avvocato Alfredo Bianchini e Emilio Rosini che poi hanno assistito in Bacino all'arrivo del ponte di Calatrava. Rispetto a dieci giorni fa le operazioni sono state più complesse, sia all'altezza di Palazzo Balbi che sotto il ponte di Rialto quando la chiatta è stata fatta avanzare con dei verricelli. A piazzale Roma rimarrà ormeggiata davanti alle fermate dei mezzi pubblici fino a sabato, mentre i tecnici lavoreranno alle due sponde laterali.

L'ultima fase, quella ancor più delicata, ci sarà infatti l'11 e l'12 agosto quando la parte centrale verrà unita con quelle laterali montate due settimane prima. Il concio più lungo verrà fatto scendere con dei martinetti fino a toccare le due sponde e il Canal Grande sarà spezzato in due. Verrà tolto il pontile dell'Actv e limitata la circolazione di mezzi privati e di quelli dell'Actv. Non ci sarà la fermata della stazione, spostata a riva de Biasio, mentre a piazzale Roma saranno attivi solo i pontili del magazzini Parisi. Per due giorni operai e ingegneri si alterneranno a piazzale Roma e alla stazione ferroviaria per seguire le operazioni di montaggio che comunque potrebbero essere già concluse sabato sera.

La chiatta poi farà il viaggio di ritorno domenica notte, verosimilmente intorno alle quattro: due ore in cui il Canal Grande rimarrà chiuso. Per l'ultima volta.

 

di R.C.
dal Corriere del Veneto del 08.08.07


A PIAZZALE ROMA. Tutti sulle rive, passa il Ponte di Calatrava 

VENEZIA - Questa mattina, salvo imprevisti accaduti nella notte, Venezia si dovrebbe essere svegliata con l'enorme concio centrale del ponte di Calatrava ancorato vicino a piazzale Roma.

La parte centrale del ponte disegnato dal famoso architetto spagnolo Santiago Calatrava è stata infatti trasportata nella notte attraverso tutto il Canal Grande e sarà pronta per essere montata nella terza notte di operazioni programmata, quella tra l'11 e il 12 agosto prossimi.

Dopo il trasporto dei due conci laterali lunghi «solo» quindici metri e pesanti cento tonnellate l'uno, questa volta l'operazione era decisamente più complessa, visto che il concio centrale è lungo quasi sessanta metri e pesa 270 tonnellate.

Il ponte rosso fiammante, illuminato dalle stesse luci che avrà anche una volta montato e percorribile, è stato trasportato anche questa volta dalla chiatta «Susanna» dell'impresa Fagioli, attraverso due ali di folla, composta sia da veneziani che da tanti turisti curiosi. Dopo il montaggio del prossimo week-end bisognerà comunque aspettare ancora prima di poter passeggiare sul ponte tanto amato ma anche tanto contestato, per i costi lievitati a oltre 10 milioni di euro e per i tempi lunghi.

Serviranno infatti almeno un paio di mesi per installare i gradini e i corrimano necessari e previsti dal progetto.

 

di Alberto Zorzi
dal Corriere del Veneto del 08.08.07


Calatrava, il giorno più difficile. Sotto Rialto nel buio totale. Stanotte il passaggio dell'ultimo pezzo in Canal Grande.

VENEZIA - Un arco luminoso che scivola lungo il Canale della Giudecca prima e lungo il Canal Grande poi. Ecco cosa vedranno i veneziani assiepati stasera lungo le rive per assistere all'arrivo del concio centrale, l'ultimo, del ponte disegnato da Santiago Calatrava. Le luci al neon nascoste nel costolone centrale del ponte, infatti, saranno accese lungo tutto il tragitto per illuminarlo dal basso verso l'alto come sarà una volta ultimato. Con un'eccezione: in prossimità del ponte di Rialto le luci si spegneranno per consentire al manovratore della chiatta Susanna di godere della massima visibilità. Questa sera l'ansa di Rialto potrebbe rivelarsi insidiosa visto che il margine di manovra è di soli 70 centimetri. Insomma: vietato sbagliare.

Questa sera, più di una settimana fa quando sulla chiatta c'erano «solo» le spalle laterali del ponte, l'ansa di Rialto potrebbe rivelarsi insidiosa visto che il margine di manovra è di soli 70 centimetri. Insomma: vietato sbagliare. «Abbiamo raddoppiato le misure di sicurezza - spiegano l'ingegnere Salvatore Vento e l'assessore Mara Rumiz dei Lavori pubblici - come richiesto da Sovrintendenza e Magistrato alle acque, lo scheletro del ponte è stato munito di ‘respingenti' in gomma ripieni di poliuretano espanso per attuttire qualsiasi eventuale contatto con il marmo dei palazzi».

La sicurezza aumenta anche a riva con transenne montate in Erbaria e all'altezza del palazzo dei Camerlenghi per non consentire al pubblico di avvicinarsi troppo al canale.

IL PERCORSO - Il viaggio è iniziato ieri alla banchina della Vecon da cui l'arco è stato caricato sulla chiatta che si muoverà stasera alle 21.30, arriverà in Canal Grande alle 23.30 e passerà sotto il ponte di Rialto verso l'1 e 30. Il gigante che sosterrà un ponte in vetro e pietra d'Istria che sporgerà dalla chiatta per 5 metri sul lato di prua, pesa 250 tonnellate ed è lungo 60 metri. Solo per superare l'ansa realtina ci vorranno 4 ore e 30 minuti con il pontone Susanna che si sposterà a soli 9 centimetri dal fondo del Canal Grande con un carico complessivo fra verricelli e argani di 344 tonnellate. A pesare è pure l'acqua contenuta nei cassoni all'interno della chiatta, 2 milioni e mezzo di litri che sono serviti a controbilanciare il peso del concio centrale durante le operazioni di carico ieri e la navigazione stasera. Superato Rialto, le luci del ponte si riaccenderanno protette da una particolare intelaiatura di gomma siliconata a proteggere le lastre di vetro temperato che evitano le saldature e dovrebbero garantire una rapida manutenzione. (...)

 

di Martina Zambon
dal Corriere del Veneto del 07.08.07


PAOLO COSTA: «Per il mondo non sarà più la città di ieri». L'ex sindaco: «Le polemiche? Questa notte resterà negli annali»

VENEZIA - «Il ponte è essenziale per ricollocare il senso di Venezia nella storia», dice Paolo Costa. L'ex sindaco di Venezia questa sera ci sarà, «è un evento storico, e poi quelle sono le costole mie», aggiunge sorridendo. Paolo Costa quando era a Ca' Farsetti si era preso la briga anche di stimare la strada e il tempo che veneziani e turisti avrebbero risparmiato transitando per il ponte di Calatrava anziché fare il giro completo per gli Scalzi. «Ma il discorso è ben più ampio: Venezia è percepita come una città immutabile, si distrugge e poi si ricostruisce».

  • Come è successo con la Fenice. «Infatti, questa però è la città di ieri. Venezia ha accolto per millenni i segni di tutte le civiltà in ogni momento».
  • Ma l'architettura contemporanea fa fatica ad essere accettata. «Sì, i segni moderni già presenti non sono così prepotenti, il ponte è questo, al di là della sua utilità indiscussa. Oggi la città ha bisogno di un segnale e questo è quello giusto: il messaggio al mondo che diamo con il ponte di Calatrava è che Venezia è la città del futuro in assoluto».
  • Non tutti i veneziani la pensano come lei però. «Può darsi, ma qui c'è un'anomalia. Non può essere che in una città le categorie siano i commercianti, i gondolieri e i venditori di articoli artigianali locali. Altrove le categorie sono rappresentate dal mondo della finanza, dell'industria e dei servizi avanzati. Comunque mi lasci dire una cosa: anche domani (oggi, ndr) sarà un grande spettacolo coreografico e la festa della gente. Alla fine infatti, mi ci metto dentro anch'io, a fare le polemiche siamo in dieci».
  • Il Comune ha preferito fare le cose in sordina, nessuna festa, nessuna celebrazione, lei cosa avrebbe fatto? «Noi avevamo previsto tutto due anni fa, poi le cose sono andate diversamente e non voglio fare polemiche. Come non voglio entrare in contrasto con l'attuale amministrazione, ognuno fa come crede. Ma sarà lo stesso una festa spontanea perché è un evento unico, affascinante in sè, a prescindere da tutto il resto. Quando capiterà di vedere passare un ponte sotto l'Accademia, Rialto e gli Scalzi? E' una cosa che resterà negli annali, facendo di Venezia una città ancora più unica».

 

di F.B.
dal Corriere del Veneto del 07.08.07

 

invia la tua opinione!

 



 


data pubblicazione: domenica 20 gennaio 2008
architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Architettura sul web Il ponte e il futuro di Venezia