L'Arco dell'E-42: «Un'idea confusa»

Adalberto Libera e l'Eur - breve rassegna stampa

Eur. Architetti perplessi sulla proposta di costruire l'opera di Libera. Arco di trionfo: «Un'idea confusa». Favorevole, con riserve, solo Paolo Marconi. L'Arco di Libera? «Idea estemporanea e un po' confusa». Gli architetti bocciano Rampelli.

Ricostruire l'arco monumentale, mai realizzato, che Adalberto Libera - uno dei più grandi architetti italiani del Novecento - immaginò all'Eur come «porta del sud» d'accesso a Roma in vista dell'E42. L'ipotesi, lanciata dal deputato del Pdl Fabio Rampelli, apre il dibattito fra gli architetti. Quattro le voci sentite fra autorevoli storici dell'architettura. Unico favorevole, Paolo Marconi. Perplesso invece Renato Nicolini. Contrari Giorgio Muratore e Giorgio Ciucci: «Ben venga il dibattito, ma mi pare un'idea confusa ed estemporanea».

Ricostruire l'arco monumentale che Adalberto Libera - uno dei più grandi architetti italiani del Novecento - immaginò all'Eur come «porta del sud» d'accesso a Roma in vista dell'E42, l'esposizione universale che coincise con il «canto del cigno» del regime fascista.

L'Eur, sogno e utopia d'archi, marmi e colonne, tra echi metafisici e istanze ora monumentali, ora razionaliste, progetto interrotto dalla guerra e ripreso negli anni Cinquanta-Sessanta (ministeri, olimpiadi...). L'idea è del deputato-architetto del Pdl Fabio Rampelli che, come riportato sul Corriere di ieri, suggerisce la forma del project finacing (in sintesi: non soldi pubblici, ma finanziamenti privati in cambio della gestione) e inevitabilmente suscita un dibattito che potrebbe essere solo all'inizio.

Un favorevole, due contrari, un perplesso. Quattro architetti e storici dell'architettura di fama commentano l'ipotesi. A bocciarla, senza mezzi termini, è Giorgio Muratore, ordinario di Storia dell'architettura a «La Sapienza » e fama di polemista: «Ma per favore... che devo dire... è una stupidaggine. Mi pare un'idea grottesca. Preferirei commentare, che ne so... Godzilla. Ogni cosa a suo tempo, quell'arco simboleggiava la realtà italiana di quegli anni, riproporlo ora è assurdo. Bisogna evocare fantasmi? E vabbè. Tutto è bello allora, oggi è la notte di Halloween, riproponiamo anche la trasvolata atlantica di Balbo con gli idrovolanti fino a Chicago. Piuttosto, si potrebbe pensare, grazie alle tecnologie di oggi, a un arco virtuale, fatto di luce, immateriale, questa sarebbe un'ipotesi su cui ragionare».

Perplesso Renato Nicolini, che fu storico assessore alla Cultura e inventore dell'Estate Romana: «L'idea è meno stupida di quelle che circolano di solito, certo... l'arco è bellissimo. Ma sono perplesso per due motivi. Si parla di realizzarlo con moderne tecnologie, ma... un'idea bellissima dei primi anni '40 realizzata con mezzi odierni può rivelarsi un inutile fondale kitsch. Altra perplessità, Libera, grandissimo architetto, è morto, e se non sbaglio, ma credo di non sbagliare, di quell'arco non esiste un progetto esecutivo. Oltretutto l'Eur oggi, pensiamo solo alle Olimpiadi, ha un'immagine più composita dell'E42 che non fu realizzata, immagine che va senz'altro tutelata, ma sarebbe una forzatura tentare di trasformarlo in un parco a tema della Roma mussoliniana».

Favorevole invece Paolo Marconi, ordinario in Restauro dei monumenti a Roma3, architetto, storico, vera celebrità nel campo della «chirurgia plastica» dei monumenti («Il Recupero della Bellezza» è il titolo di uno dei suo ultimi studi): « Sepoffà - dice -. Lo scopo di recuperare quanto più possibile la facies intenzionale dell'Eur mi pare un'idea interessante. L'Eur è un mito all'estero, considerato un grande museo dell'architettura anni Trenta a cielo aperto. E l'arco è un magnifico pezzo di architettura. Il punto però è: c'è il posto per le fondamenta? Tecnicamente è ipotesi percorribile? La proposta è di carattere simbolico e come tale l'apprezzo, ma il problema è dove collocarlo. Filologia vorrebbe che sorgesse là dove fu previsto (più o meno dove sorge il Palasport di Nervi, n.d.r.) e non mi pare semplice».

L'idea non convince del tutto Giorgio Ciucci, ordinario di storia dell'architettura contemporanea a Roma3 e segretario dell'Accademia di San Luca, che di Libera è un esperto: «Ben venga il dibattito, ricordo a tutti che l'arco di Libera è stato già riproposto e realizzato negli anni Cinquanta a St. Louis da Saarinen. Non capisco però il perché di questa operazione, che mi pare intellettualmente estemporanea e un po' confusa. L'arco aveva, quando fu pensato, un suo significato simbolico e politico molto forte, il mito del Mediterraneo. Perché ricostruirlo oggi in un contesto profondamente modificato? L'Eur non è più, o non è più solo, l'E42. Esistono poi, altra perplessità, motivi di complessità tecnica. Semmai si decidesse di farlo, bisognerebbe utilizzare le tecniche costruttive della fine degli anni Trenta, altrimenti davvero la cosa non avrebbe senso. E l'arco, per chi la conosce, ha una storia complessissima dal punto di vista tecnico-costruttivo e non facilmente riproponibile».

  • La proposta. Il deputato di An Fabio Rampelli propone di costruire l'Arco Trionfale progettato durante il Ventennio per l'E42 da Adalberto Libera - grande firma del razionalismo italiano - e mai realizzato.
  • Giorgio Ciucci. Perché ricostruirlo oggi? Il contesto dell'Eur è profondamente modificato
  • Renato Nicolini. Una bella idea dei primi anni '40 può rivelarsi oggi un inutile fondale kitsch
  • Giorgio Muratore. Ma che devo dire? Preferisco commentare Godzilla
  • Controcorrente. Paolo Marconi: «Si tratta di una buona idea, ma bisognerà capire come e dove procedere»

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 01.11.08


Rampelli: «Un arco trionfale all'Eur». Il colloquio, Il teorico dell'urbanistica di destra: arco trionfale all'Eur. Rampelli (An): io, Cederna e la mia Capitale. I luoghi «Seguiamo il progetto di Libera, ho già contattato investitori interessati all'opera». Deputato Pdl, architetto e teorico della «nuova Roma». Ecco le sue proposte: «Mi ispiro a Cederna, demolirei il palazzo di giustizia e lo ricostruirei altrove». Nel decalogo del deputato: «Non solo i jumbo bus, via anche i pullman turistici da via dei Fori Imperiali. E in prospettiva, liberare dalle auto il centro storico». Il sogno di Cederna: «Mi ispiro a lui, uomo notoriamente di sinistra».

Pensa a un arco trionfale di 200 metri - quello progettato e mai compiuto da Adalberto Libera per l'E42 - da realizzare oggi all'Eur: «Con il sistema del progetto di finanza, esiste un interesse di alcuni investitori». Sogna anche («ma non è nemmeno un'idea per ora, è un ideogramma », scherza) di far abbattere «l'orrendo tribunale di piazzale Clodio». Ecco la Roma di Fabio Rampelli - architetto e deputato Pdl - in un decalogo di progetti. Lui, uomo forte di An, che ha traghettato Italia Nostra al dialogo con la destra e che tra i suoi maestri indica oggi Antonio Cederna.

Alcune sono «solo idee», dice. Altre «nemmeno idee, ma semplici ideogrammi», scherza. Per dire di progetti allo stato embrionale.

Ma lui, architetto di formazione, politico di lungo corso (consigliere comunale prima, regionale poi, oggi deputato) è, come si dice spesso, «l'uomo forte di An» a Roma. E in tema di urbanistica, ambiente o difesa della storicità dei luoghi (Eur e Foro Italico, in primis) non c'è battaglia di Fabio Rampelli che non sia entrata nell'agenda politica della città: Ara Pacis (no a Meier), Tor Marancia (salvaguardia del verde) e in tempi più recenti le battaglie (vinte) per ridurre l'invasione di «ultracorpi» al Foro (nuovo stadio del tennis) e per bloccare il garage multipiano nel ventre del Pincio.

Per cui le idee (o «ideogrammi » che siano) by Rampelli sulla città eterna possono (potrebbero) diventare realtà. Ed ecco una sorta di decalogo che parte dalla realizzazione all'Eur del gigantesco (200 metri di «luce») Arco Trionfale progettato durante il Ventennio per l'E42 da Adalberto Libera - grande firma del razionalismo italiano - e mai realizzato: «Non con soldi pubblici, ma con il sistema della finanza di progetto».

Il Project financing (ma l'onorevole usa l'espressione italiana) è il suo concetto-chiave per il futuro di molte cose da realizzare in città, tutte piuttosto «avveniristiche» nelle intenzioni: quella ad esempio di abbattere e ricostruire altrove la città giudiziaria. «Ma è ancora un ideogramma - spiega - anche se, fosse per me, l'orrendo tribunale di piazzale Clodio andrebbe abbattuto domani». E ancora: un percorso riunificato lungo le Mura Aureliane, un progetto ipogeo in piazza Risorgimento che colleghi in sotterranea i Musei Vaticani, la liberazione dalle auto del centro storico, divieto assoluto di pullman turistici su via dei Fori Imperiali, un Foro Italico bis a Tor di Quinto con ponte che lo colleghi all'Acqua Acetosa e nuovi sbarchi e accessi al Tevere.

Libro dei sogni? «No. Per la parte sportiva si può procedere con misto di finanza di progetto e fondi pubblici per il 150° dell'Unità d'Italia. A uno stadio più avanzato - dice poi l'ex azzurro di nuoto (ha vinto titoli nazionali e partecipato ai mondiali di Berlino) - si trova l'ipotesi Arco all'Eur. Sul progetto un emendamento di An fu approvato all'unanimità dal Consiglio comunale in era Veltroni».

Da sempre critico («ma sono procedure ereditate e in stato avanzato, bisognerà pur procedere in qualche modo») sui progetti «Nuvola» (Fuksas) e «Casa di Vetro» di Renzo Piano al posto delle Torri abbattute dell'architetto Ligini, Rampelli propone dunque all'Eur «un arco - specifica - da realizzare secondo il progetto originario di Libera ma con tecnologie avanzate e grazie ai soldi di investitori, alcuni dei quali hanno già manifestato interesse. Non sarà solo un segno geometrico di grande impatto, ma avrà una sua funzionalità, ad esempio con un roof garden». Ispirandosi a Nikos Salingaros (teorico urbanista con cui è in contatto), difesa dell'identità del territorio e tutela sono diventate parole-chiave nell'agenda di questo politico che oggi dice di avere Antonio Cederna - gran vate di Italia Nostra e della sinistra ambientalista - tra i suoi maestri: «Non è un mistero che fosse di sinistra, ma a me di questo non importa nulla».

E il richiamo a Cederna non è casuale, se è vero (ed è vero) che Rampelli, con tempi e modi da diplomazia, è l'uomo che ha traghettato Italia Nostra e vari intellettuali nel solco di un «dialogo» con An che sembrava impossibile.

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 31.10.08

 

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Commenti

07/11/2008 08:38: titolo
potrebbe essere un arco che segue il percorso del sole e completato con elementi fotovoltaici rappresenterebbe simbolicamente una rinnovata un'alleanza con l'ambiente
autore

08/11/2008 14:14: che ne penserebbe Libera???
Mi sembra che il miglior commento a questa iniziativa sono le parole dello stesso Libera: "All'EUR dove ancora si vede il cimitero delle nostre sconfitte, ognuno ha perso come poteva". A quanto pare non abbastanza.....
autore

12/11/2008 14:37: Ma piuttosto il ponte dei congressi ?
xche' non incentivare l'avvio della costruzione del ponte dei congressi? A proposito qualcuno ha notizie al riguardo
Max

vedi anche:

In Italia, la retorica affossa l'architettura

Renzo Piano e le torri dell'Eur - agg. rassegna stampa

Un blitz alla Nuvola di Fuksas

"Il cantiere va avanti" - agg. rass-stampa

La tradizione contro il moderno (?)

Roma - breve rassegna stampa


data pubblicazione: giovedì 6 novembre 2008
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