Eur, più travertino sul progetto di Piano

Renzo Piano e le ex torri dell'Eur - agg. rass-stampa

Il progetto. Eur, sì a Piano (ma con più travertino). Sindaco e architetto trovano l'accordo sulle ex Torri. Piano-Alemanno, c'è l'accordo. Ma più travertino per le Torri. Il Municipio XII dà l'ok all'arco di Libera.

Più travertino per Renzo Piano, su consiglio del sindaco Alemanno e dell'amministrazione comunale. E il progetto, così rivisto e corretto, si farà. Il via libera è stato ufficializzato ieri dallo stesso primo cittadino, in visita al cantiere dove ancora sopravvivono gli scheletri in cemento di quelle che furono le (ex) Torri di Cesare Ligini, di cui sarà completato l'abbattimento. «Sì al progetto - Alemanno dixit - ma attraverso un maggior uso del travertino, con la possibilità dunque di legare di più l'opera al suo contesto».

Una sorta di «terza via» dunque. Tra quanti si opponevano all'intero progetto (abbattimento Torri e ricostruzione della «Casa di vetro» griffata dall'archistar genovese) e i favorevoli tout court all'opera (ieri di fronte al cantiere hanno manifestato pro-Piano alcuni esponenti del Pd in XII municipio) il sindaco ha scelto una via di mezzo: l'ok al progetto, ma modificato puntando sulla maggiore utilizzazione di un materiale, il travertino appunto, «caratteristico dei luoghi» (almeno per l'Eur storico, ovvero l'E42, l'altro materiale tipico, nella fase bis del quartiere, quella olimpica- ministeriale, è invece proprio il curtain wall con cui furono realizzate in origine le Torri di Ligini).

Pare che la trovata del «più travertino» per uscire dall'impasse (c'è un fronte politicamente vicino al sindaco che si oppone da sempre al progetto complessivo e a prescindere dalla riconosciuta qualità del progetto Piano) metta ora d'accordo sindaco e architetto, il quale ieri (assente perché impegnato a New York) si è collegato via telefono con Alemanno durante la visita.

Lo stesso Piano aveva infatti già scritto al sindaco nei giorni scorsi, dichiarandosi pronto a modificare il suo progetto (né torri, né grattacieli come spesso erroneamente riportato) che punta su ecologia, trasparenze e una scenografica serra tropicale. In realtà, l'uso del travertino era già nella prima fase progettuale ampiamente previsto dallo stesso Piano: «L'attenzione alla cultura e ai materiali locali - già si legge nella presentazione - caratterizza gli edifici con ampi rivestimenti in travertino».

«Da parte nostra non c'è affatto la richiesta di stravolgimenti - ha detto Alemanno - noi rispettiamo la coerenza artistica di un architetto come Piano. Unico quesito che abbiamo posto è di compatibilità con il resto dell'Eur. La chiave è il travertino...». Alemanno (presenti ieri in cantiere anche l'assessore all'urbanistica Marco Corsini e il deputato Pdl Fabio Rampelli) ha anche annunciato che «non appena Piano tornerà dagli Stati Uniti avremo il design definitivo». L'architetto, ha poi ricordato il sindaco, ha anche suggerito «un percorso pedonale che dovrebbe collegare questo palazzo alla Nuvola di Fuksas, al Palazzo dei Congressi e al laghetto».

No comment invece da parte (a domanda: «Non argomento di oggi» ha risposto il sindaco) sull'ipotesi di ricostruire l'arco pensato da Adalberto Libera per l'E42 e mai realizzato. Il municipio XII ha espresso ieri un parere favorevole all'idea lanciata da Fabio Rampelli. Perplesso l'assessore Corsini: «Per ora l'arco esiste solo sulla carta. Non può essere realizzato in project financing perché non ne vedo la remunerabilità».

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 08.11.08


Il caso. Eur, più travertino sulle torri di Piano

È il travertino il lasciapassare perché il palazzo di Renzo Piano, che deve sorgere sulle ceneri delle torri del ministero delle Finanze, veda la luce. Dopo aver sollevato dubbi sull'impatto nel contesto urbano dell'E42 del progetto firmato dall'architetto genovese, ieri Alemanno ha ritirato le riserve: «L'unico vincolo che abbiamo posto è quello della compatibilità architettonica con il resto dell'Eur. E da questo punto di vista l'unica risposta possibile è l'uso del travertino», ha detto il sindaco dopo la visita al cantiere.

È stato lo stesso Piano, con una lettera al sindaco del 30 ottobre, a proporre «ulteriori occasioni per l'uso del travertino». E l'aggiunta della pietra "romana" è stata sufficiente per dare il via libera alla demolizione delle torri progettate dagli architetti Cafiero, Ligini, Marinucci e Venturi. Iniziata l'anno scorso, la contestata distruzione del complesso (decisa prima che scattassero i 50 anni necessari per il vincolo) potrà ora ripartire dopo una lunga interruzione. Al posto delle torri nascerà quindi il complesso, per il 70 per cento residenziale, ideato, con la benedizione della giunta Veltroni, per un gruppo privato che comprende i fratelli Toti, Ligresti, Marchini, Fintecna.

Sin dall'inizio della progettazione, in realtà, Renzo Piano aveva scritto: «L'attenzione alla cultura e ai materiali locali caratterizzano gli edifici con ampi rivestimenti di travertino». Ma molte voci di An trovavano troppo preminente il vetro. Un incremento del travertino ha messo tutti d'accordo, insieme con l'idea di Piano di un percorso pedonale che unisca il laghetto con il suo edificio, passando per l'erigenda Nuvola di Fuksas e fino al palazzo dei Congressi di Libera.

Polemiche invece sull'idea del deputato di An Fabio Rampelli, approvata dal centrodestra del XII Municipio, di far costruire l'arco pensato da Adalberto Libera per l'Expo del 1942. I consiglieri municipali del Pd Santoro e Vecchio hanno evidenziato al sindaco gli sprechi di questa operazione. Rilanciata invece da Rampelli, il cui entusiasmo viene però smorzato dall'assessore all'Urbanistica Marco Corsini: «Libera non lasciò l'esecutivo e da allora il contesto è molto cambiato. Mancano il progetto e lo studio dei costi. Inoltre, qui non pare remunerativa l'ipotesi del "project financing"».

 

di Carlo Alberto Bucci
da La Repubblica del 08.11.08


Alemanno parla con Piano: «C'è l'accordo, le torri dell'Eur con il travertino e in verde»

Cambierà il progetto per le Torri dell’Eur: sarà utilizzato il travertino, mentre avrà più importanza il colore verde. Ancora: addio al vetro. Il sindaco Gianni Alemanno, insieme all'assessore all'Urbanistica, Marco Corsini, ieri ha visitato il cantiere delle Torri dell'Eur, in via Boston, progettate da Renzo Piano.

Proprio una telefonata fra il sindaco e l'architetto è servita per trovare un accordo sulle correzioni da apportare dopo le perplessità espresse nei giorni passati. Ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno: «Il progetto dell'architetto Renzo Piano, che prevede la costruzione di un nuovo complesso di residenze, uffici e negozi in un parco all'interno all'Eur, va avanti e prevede la demolizione delle torri esistenti. Per il Comune c’è un sì alla realizzazione del progetto e c'è la disponibilità a lavorare insieme». Dunque si va avanti, nessuna marcia indietro.

Ma quale sarà il futuro del progetto? Si andrà avanti o si rischia una frenata? «Si è avviato un confronto molto positivo - ha assicurato il sindaco Gianni Alemanno - Ho sentito per telefono Piano, il committente è privato ma per lui anche la comunità cittadina. Ritiene giusto un confronto con il sindaco per un ragionamento che evidenzi il valore di questa opera. Da parte nostra non c'è richiesta di stravolgimento, rispettiamo la coerenza artistica di un architetto come Piano. L'unica richiesta che abbiamo posto è di cambiare il legame con il resto dell'Eur. La chiave e la risposta è il travertino, il materiale di Roma, largamente utilizzato da Renzo Piano proprio qui, pensiamo all'Auditorium». Non è l'unica novità. «Sì, insieme al travertino il colore dominante sarà il verde. Si potrà costruire quella compatibilità che non riuscivamo a vedere nella prima parte del progetto. Piano ha suggerito la creazione di un percorso pedonale che dal laghetto arriva al Palazzo di Libera che collega questo impianto, la Nuvola di Fuksas e il Palacongressi». (...)

 

da Il Messaggero del 08.11.08


Torri dell'Eur, Piano scrive al sindaco. La lettera «Rivediamo insieme il progetto, materiali, colori e forma». Progetto delle Torri. Piano ad Alemanno: «Rivediamolo insieme».

Chissà perché, tutti continuano a chiamarlo il progetto delle «Torri dell'Eur di Renzo Piano». Le torri in realtà c'erano, ed erano quelle degli anni Sessanta firmate da Ligini. Ora sono state in gran parte abbattute, ma la notizia, di ieri, è che Renzo Piano ha scritto al sindaco Alemanno dichiarandosi pronto a modificare il suo contestatissimo progetto, che non prevede torri, o almeno non le prevedeva, bensì volumi trasparenti e piuttosto orizzontale. «Riflettendo sulle sue osservazioni», scrive l'archistar al sindaco, credo si possa ragionare».

«Credo si possa ragionare sui materiali ricercando ad esempio nuove e ulteriori occasioni per l'uso del travertino. Si potrebbe anche lavorare sul colore degli elementi primari e secondari, delle facciate e forse ancora sulla frammentazione dei volumi d'angolo, in special modo sul fronte di viale Boston». E così il più celebre architetto del mondo si dice pronto a soluzioni alternative per quanto concerne materiali, colori e forma della (ex?) creatura uscita dalla sua matita.

Oggi, sul cantiere dove dovrebbe comunque sorgere l'edificio griffato Piano, si svolgerà un sopralluogo al quale parteciperà lo stesso Alemanno. L'archistar non ci sarà, è a New York, ma ha assicurato di inviare un suo collaboratore, l'architetto Giorgio Grandi, e si è detto pronto a collegarsi via telefonino con il sindaco. «Mi piacerebbe parlare con lei - ha scritto ancora l'architetto genovese nella sua missiva datata 30 ottobre - di una nuova idea che trovo intrigante: un asse pedonale alberato, ben illuminato e arredato che dal laghetto dell'Eur, attraverso il nostro edificio e la Nuvola, porti fino al Palazzo dei Congressi di Libera. Una formidabile occasione di riqualificazione urbana come sequenza di eccellenze architettoniche e luoghi di interesse sociale e culturale».

Come è noto, le perplessità del sindaco sul progetto-Piano (pensato e gestito durante l'era Veltroni, con abbattimento delle Torri dell'ex ministero, concessione di cambio di destinazione d'uso, e l'area affidata ai privati nell'ambito di una complessa operazione a «domino» che coinvolge il maxi progetto Campidoglio 2) erano legate all'esigenza di «mantenere l'unità architettonica dell'Eur». Anche nel dibattito tra storici dell'architettura si erano levate moltissime voci critiche, che non mettevano tanto in discussione il progetto-Piano in sé, quanto l'operazione abbattimento Torri di Ligini, opera ampiamente storicizzata e tipica di un'epoca.

 

di Edoardo Sassi
dal Corriere della sera del 07.11.08


Piano scrive a Alemanno "Così modifico le Torri". Piano: "Per l'Eur cambio progetto ma vorrei un viale alberato dal laghetto".

ROMA - È disposto a rivedere in parte il progetto sulle Torri dell'Eur. In una lettera del 30 ottobre, l'architetto Renzo Piano ha assicurato al sindaco Alemanno la disponibilità ad apportare delle modifiche. Rispondendo alle "osservazioni" del sindaco sui grattacieli (170mila metri cubi destinati a ospitare uffici e abitazioni), Piano ha prospettato modifiche dei materiali, riconsiderando il travertino (ora il progetto privilegia il vetro), del colore degli elementi primari e secondari e della pianificazione «degli elementi d'angolo».

Rivedere il progetto delle Torri dell'Eur ragionando a soluzioni alternative su materiali, colori e forma. L'apertura arriva da Renzo Piano, l'architetto che firmerà il nuovo edificio. Il professionista genovese ha infatti scritto al sindaco Gianni Alemanno una lettera che anticipa il sopralluogo al cantiere che si terrà oggi alle 15. «Riflettendo sulle sue osservazioni - sottolinea Piano nella missiva datata 30 ottobre - credo si possa ragionare sui materiali ricercando ad esempio nuove e ulteriori occasioni per l'uso del travertino». Ancora: «Mi piacerebbe parlare con lei di un'idea che trovo intrigante: un asse pedonale alberato, ben illuminato e arredato, che dal laghetto, attraverso le Torri e la Nuvola, porti fino al palazzo dei Congressi di Libera».

 

pag. 24 - Cronaca
da La Repubblica del 07.11.08


Eur, Piano scrive ad Alemanno: «Ok, rivediamo il progetto».

Disposto a rivedere in parte il progetto sulle Torri dell'Eur per quanto concerne i materiali, il colore e i volumi d'angolo. E’ la sintesi della lettera, datata 30 ottobre, l'architetto Renzo Piano, progettista delle Torri dell'Eur, ha assicurato al sindaco la sua disponibilità ad apportare modifiche. L'architetto, riferendosi alle «osservazioni» sull'opera avanzate dal sindaco, prospetta possibili modifiche e propone «un asse pedonale, alberato, bene illuminato e arredato, che dal laghetto, attraverso le Torri e la Nuvola, porti fino al Palazzo dei Congressi». Un’idea definita da Piano «intrigante» e che, secondo l’architetto, rappresenta una «formidabile occasione di riqualificazione urbana come sequenza di eccellenze architettoniche e luoghi di interesse sociale e culturale».

Eppure Renzo Piano il 27 ottobre scorso, in un'intervista, aveva detto di essere pronto ad incontrare il sindaco Alemanno per discutere della sua opera ma di non essere disposto ad «obbedire» e a modificare il progetto. Proprio oggi il sindaco effettuerà un sopralluogo al cantiere di viale Boston dove sorgeranno le Torri. Nel progetto originario i grattacieli erano stati pensati in vetro: 170 mila metri cubi destinati ad ospitare uffici e 400 famiglie. Un'opera che per molti però stride con l'archittetura razionalista, che predilige il travertino e le forme pure, che è il segno dominante del quartiere Eur.

L'annuncio della disponibilità di Piano a rivedere il progetto Torri dell'Eur è stato accolto con soddisfazione, oltre che dal presidente della commissione Urbanistica del Comune di Roma Marco di Cosimo, anche dall'ordine degli Ingegneri di Roma.

«Nella lettera che ha inviato al sindaco, Piano esprime passaggi rilevanti che vanno inequivocabilmente nella direzione del mantenimento dell'unità architettonica e culturale dell'Eur - dice , il presidente Francesco Duilio Rossi - Siamo d'accordo con il sindaco quando sostiene che Roma ha bisogno di progetti che valorizzino il disegno unitario dei diversi quartieri e che vadano verso le reali esigenze dei cittadini».

  • L'ORDINE DEGLI INGEGNERI. «Roma ha bisogno di progetti che vadano incontro alle reali esigenze dei cittadini»

 

di D.Des.
da Il Messaggero del 07.11.08

 

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vedi anche:

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data pubblicazione: domenica 16 novembre 2008
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Architettura sul web Eur, più travertino sul progetto di Piano