Nuove regole per la progettazione delle opere pubbliche

Lettera a Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma

Al Presidente della Regione Lazio
Piero Marrazzo

Al Presidente della Provincia di Roma
Nicola Zingaretti

Al Sindaco di Roma
Gianni Alemanno


Oggetto: nuove regole per la progettazione delle opere pubbliche


Gentile Presidente Marrazzo, gentile Presidente Zingaretti, gentile Sindaco Alemanno,


L'Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia intende sottoporre alla vostra attenzione una proposta che consenta, per le opere pubbliche di rispettiva competenza e di particolare rilevanza dal punto di vista architettonico, di ricorrere sempre al confronto concorrenziale tra proposte progettuali e non a gare basate sui fatturati, sul personale, sui curricula dei progettisti.

La qualità delle trasformazioni del territorio è un fattore importante per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
Lo è ancor più quando il promotore delle trasformazioni è un soggetto pubblico che, oltretutto, ha il compito di offrire esempi emblematici che possano costituire un riferimento qualitativo anche per i soggetti privati.

Siamo convinti che, per perseguire una reale qualità degli interventi di configurazione dei nostri spazi di vita, il progetto sia elemento centrale e determinante. Un buon progetto è la condizione di base per realizzare un buon edificio, o uno spazio aperto, o una riqualificazione ecc.; un buon progetto consente di ottenere risultati sul piano economico, sociale, funzionale, estetico.

Siamo altrettanto convinti che la metodologia più vantaggiosa per affidare un incarico di progettazione di un’opera pubblica sia il concorso di progettazione, sia cioè la scelta tra progetti e non tra progettisti.

Il confronto fra alternative di progetto è un formidabile strumento della collettività per perseguire la qualità e non è un'istanza corporativa.
Scegliere il progettista solo sulla base del suo fatturato, o delle opere già progettate, o del numero medio annuo del personale impiegato non è, secondo noi, un criterio valido. Ancor meno valido è il meccanismo del ribasso sugli onorari o sui tempi di progettazione.

Purtroppo la normativa italiana, ed in particolare il Codice dei Contratti Pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, non stabilisce con chiarezza quando è sicuramente necessario ricorrere ad un concorso di progettazione.

L'articolo 91 del DLgs 163/2006, infatti, afferma che “quando la prestazione riguardi la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonché tecnologico, le stazioni appaltanti valutano in via prioritaria l'opportunità di applicare la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee.” (art. 91 comma 5).
Ma quali sono i lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, nonché tecnologico? Cosa significa esattamente valutare in via prioritaria?
I margini di discrezionalità delle Amministrazioni Pubbliche, in tal modo, restato quanto mai ampi.
Non è un caso, infatti, che registriamo quotidianamente moltissimi casi di Amministrazioni che, nelle procedure di incarichi di progettazione per asili, scuole, piazze, giardini, strutture sanitarie, edilizia residenziale pubblica ecc. ecc., ricorrono alla procedura della gara e non al concorso.

Da tutte queste considerazioni nasce la nostra proposta:

  • L'istituzione di un tavolo di confronto  tra Regione, Provincia, Comune e Ordini professionali per la definizione chiara di un elenco di tipologie di opere che sono sicuramente da ritenere di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, tecnologico;
  • un impegno formale da parte della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Roma a ricorrere SEMPRE al concorso di progettazione per le opere di propria competenza inserite nell'elenco;
  • la definizione di regole comuni e condivise per lo svolgimento dei concorsi di progettazione (bandi, composizione giurie, incarichi ai vincitori ecc.)

Crediamo che un tale impegno (e la prassi conseguente) da parte della Regione, della Provincia e del Comune rappresenterebbe una segnale importante per i cittadini, per i progettisti, per le imprese, nella direzione di un cambiamento decisivo per il perseguimento della qualità architettonica e ambientale dei nostri territori.

Sono certo che saprete valutare il significato e l'importanza della nostra proposta e, ringraziandovi sin da ora per l'attenzione con cui vorrete considerarla, resto in attesa di un riscontro.

Distinti saluti.


 

di Arch. Amedeo Schiattarella, Presidente Ordine Architetti P.P.C. Roma e Provincia
del 01.12.08

 

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Commenti

09/12/2008 09:58: Lettera a Babbo Natale..
Le lettere aperte che si sono ultimamente succedute mi hanno reso molto perplesso. Hanno avuto come solo effetto quello di generare una polemicuccia sterile interna agli architetti...o meglio a quegli architetti che vivono di luce riflessa della politica destra/sinistra, ma che dei problemi veri degli architetti ne sanno poco perche' sono fuori dalla competizione quotidiana (beati loro). Le letterine oggi non servono neanche a chiedere i regali a Babbo Natale. I politici se ne infischiano perche' comunque questi architetti che scrivono non fanno piu' male di una leggera folatina di vento. Nel mentre sul territorio spadroneggiano ancora i soliti 4,5 costruttori che intervistati poi da giornalisti poco informati riversano addosso a tecnici e comuni quelli che sono stati i loro peccati mortali. L'unico modo per rivalutare la nostra immagine di architetti e' ormai entrare nel solco mediatico dove le notizie vengono sparate per colpire una vasta platea. Questo ruolo mi sembra esserselo ritagliato solo Fuksas, che pero' non convince del tutto perche' antipatico. Siamo messi male: dobbiamo unirci al circo mediatico dove tutto e' caos e dove tutto procede senza filo conduttore, senza passato ne futuro, tutto teso alla confusione che fa ascolti e numeri...uniche due parole che condizionano il panorama politico..che pero' di panorama ormai non ha niente: la capacita' di prevedere, di vedere oltre non fa piu' parte della nostra dirigenza. E' un procedere multidirezionale alla ricerca di questioni da trattare che possano spostare il gradimento da sinistra a destra e viceversa. La progettualita' e la pragmaticita' vengono pensionate sacrificate sull'altare della paura. Paura di perdere un paio di punti di gradimento. A questi signori noi scriviamo. Serve a qualcosa?
christian rocchi

10/12/2008 11:34: Esulto
Eccezionale... "Siamo altrettanto convinti che la metodologia più vantaggiosa per affidare un incarico di progettazione di un'opera pubblica sia il concorso di progettazione, sia cioè la scelta tra progetti e non tra progettisti." Finalmente! Un architetto è tanto bravo per quanti pc ha in studio così come un'impresa è tanto più valida quanti più mezzi d'opera possiede, oppure una ottima idea progettuale ed un eccellente progetto possono venir fuori da una bella mente ed una buona matita? In proposito mi son sempre chiesto quante penne d'oca e calamai e carboncini avrebbero dovuto avere il Borromini, Michelangelo e tutti gli altri per vincere, anzi per essere ammessi, ad un concorso di progettazione oggi ?! Molto più seriamente mi son sempre chiesto, riguardo al fatturato su opere specifiche, se un architetto, formato per risolvere qualsivoglia problematica progettuale, per il fatto che non abbia mai avuto occasione di progettare una scuola, non possa quindi accedere ai concorsi per tali opere e.......quindi non avere mai un inizio nel circolo vizioso instaurato dalla norma becera che equipara le prestazioni intellettuali alla fornitura in opera di tramezzi ed altro! Bravi, approvo. Grazie
arch. Valter Giansanti

11/12/2008 15:14: SVILUPPO E PROGRESSO
Approvo e sottoscrivo la lettera inviata dal Presidente Amedeo Schiattarella alle autorità politico-amministrative della nostra Regione. Finalmente una proposta seria e sensata! La nostra professione da qualche anno subisce passivamente normative che tendono ad esaltare lo Sviluppo dell'ambiente in cui viviamo, a detrimento del suo Progresso. Lo Sviluppo favorisce la mercificazione degli interventi, inibendo la loro qualità e costringendo i tecnici a svolgere un ruolo di semplici comparse. Il Progresso è invece affidato alla capacità dell'Uomo-Architetto d'incidere culturalmente sull'ambiente, dando il suo miglior contributo all'evoluzione della società. Inutile rimarcare la coincidenza del Progresso con il concorso di Progettazione.
Arch. Paolo Macoratti

14/12/2008 13:06: titolo
Sono pienamente d'accordo !!!!!
arch. Roberta Lentini

15/12/2008 18:39: ecco ....babbo natale
Forse sono troppo "maturo"... perchè non ho capito l'intervento del collega Christian Rocchi... pazienza, ci sono abituato!!
A Federico Scaroni vorrei dire che gli architetti non sono troppi...
- sono troppi i tecnici che occupano i ruoli dell'architetto;
- sono troppi gli architetti che non sanno essere Tecnici... (forse si sentono teologi, filantropi, politologi, esperti di un non so che)
- sono troppe le Università che non preparano adeguatamente gli architetti
- sono troppi gli architetti che, in assenza di adeguata preparazione universitaria, non sanno che professione svolgere
Per brevità, concludo:
- sono sempre pochi gli architetti con le "palle".
Mi sembra che per oggi possa bastare!!! Auguri di buone feste a tutti!!

Quintino Cerutti

19/12/2008 17:35: NUOVE REGOLE PER LA PROGETTAZ. DELLE OPERE PUBBL.
INIZIATIVA APPREZZABILE, MA SIAMO SICURI CHE IN QUESTO MODO SI GARANTIREBBE L'IMPARZIALITA'? I CONCORSI DI FATTO NON SONO QUASI SEMPRE TRUCCATI?
ARCH. ANTONIO STANZIOLA

31/12/2008 19:30: un'aspirina per il malato grave
condivido in parte lo scetticismo di alcuni sull'iniziativa E' una valida iniziativa in un mare di iniziative non prese Dove erano gli ordini quando ci hanno ridotti a pizzicagnoli? e dove sono adesso e la famigerata legge sull'Architettura? Tanto potranno fare ma gli architetti sono una razza strana da che l'uomo ha scoperto il monolite ha decretato l'inevitabilità del fare architettura
arch. Antonio Nardacci

vedi anche:

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data pubblicazione: lunedì 1 dicembre 2008
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Ordine Nuove regole per la progettazione delle opere pubbliche