Ddl Bondi - Lettera aperta al Ministro

di Massimo Bilò

Lettera aperta al Ministro Bondi

Signor Ministro, conosco il suo tentativo per conferire una migliore qualità all'architettura italiana; purtroppo Lei ricalca le orme dei suoi predecessori, proponendo la terza edizione di uno strumento che nel tempo è sempre più diventato un ballon d'essai sgonfio e di modesto raggio d'azione.

L'idea di questa legge (ispirata a quella francese) è nata nell’Istituto Nazionale di Architettura nel 1994 (quattordici anni fa!). Chi, come me, conserva le tante varianti, non può non vederne il progressivo decadimento, da documento tecnico e pragmatico a manifesto d'intenzioni.

Oggi, una buona legge a tutela della qualità architettonica non può che partire da una sostanziale riforma di alcuni aspetti del Codice degli appalti.

Infatti, se Lei non si accontenta di qualche raro caso di eccellenza, ma condivide l'idea che la qualità dell'architettura si misura sulla generalità delle opere, non può disconoscere il fatto che con le leggi sui lavori pubblici in vigore questo tipo di qualità è impossibile da ottenere.

La invito quindi ad accantonare i manifesti d'intenzioni e a riportare la legge per l'architettura verso quel campo di norme pragmatiche ed incisive che caratterizzano la legge francese sin dal 1977.

La Sua proposta allarga lodevolmente l'area della concorsualità, ma la restringe alle attività del Suo dicastero e di Palazzo Chigi. Quale infinitesima percentuale sul totale della produzione edilizia riguarderà? E il resto sarà sempre sotto la mannaia delle norme prodotte dal ministero delle Infrastrutture? Lo sa cosa significano sul piano della qualità? Le faccio tre soli esempi, presi dalla cronaca più recente, che dimostrano come le procedure possono ostacolare la qualità.

  1. Comune di ... (soprassiedo) Progetto d'idee per la riqualificazione di un Parco pubblico in zona centrale. Composizione della Commissione giudicatrice: il Geometra responsabile del Servizio Lavori pubblici (con funzioni di Presidente?) e due architetti dipendenti dell’Amministrazione. Tutto legittimo, perché le norme dicono e non dicono. Le garba? Prima di rispondere, La prego di leggere qualche capitolo del bel libro di Biondillo “Metropoli per principianti” a partire da pag. 20.
  2. Comune di ... Appalto-concorso per l'ospedale bandito dalla Regione Lazio. I giurati giudicavano sulla base di un buon rapporto qualità/prezzo: 70 punti per la prima e 30 per il ribasso. Finalmente!!! Ma come era composta la giuria? Unico professionista competente (?) in materia di qualità architettonica, un ingegnere edile. Non è pochino per garantire la qualità? Le garba?
  3. Comune di ... Riqualificazione di una piazza in zona centrale. Gara da aggiudicare con il criterio dell'offerta più vantaggiosa. Incarico per tutte le attività connesse al progetto e alla realizzazione, comprese sicurezza e consulenze specialistiche. Importo a base d'asta circa la metà dell’importo calcolato sulla base delle tariffe professionali. Vince un concorrente che fa un ribasso di circa la metà dell'importo.  Il compenso sarà dunque pari al 25% del ragionevole. La qualità sarà garantita? A Lei la risposta; ma tenga conto che tutto è stato lecito sulla base delle norme in vigore. Le garba?

Nelle scorsa legislatura fu presentato al Senato un disegno di legge sul tema delle trasformazioni del territorio. Elencava alcuni articoli del Codice fissando i criteri per la loro revisione. Gli darebbe un'occhiata?

Grato per l'attenzione.

 

di Massimo Bilò, architetto
del 03.12.08

 

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Commenti

06/12/2008 13:50: perfetta
Ricalca perfettamente la prassi in uso in Italia. la condivido pienamente. Badate bene però: 1) fino a che Voi architetti non scenderete in politica e comincierete a ricoprire posti chiave nelle pubbliche amministrazioni, non cambierà nulla. 2) gli ingegneri già lo fanno da tempo (ultimi esempi sindaco di Assisi, Sindaco di Roma, ex ministro Lunardi)
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data pubblicazione: giovedì 4 dicembre 2008
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