Una scorciatoia per i piccoli appalti

DL 162/08 (caro-materiali) - agg.rass-stampa

Lavori pubblici. Trattativa privata estesa e incentivi ai tecnici Pa. Via libera definitivo del Senato al Dl.

ROMA - Arriva al traguardo il decreto prezzi. Con 148 sì, cinque astenuti e con il voto contrario del Partito democratico, il Senato ha approvato la legge di conversione del provvedimento. Diventano così definitive le modifiche introdotte dalla Camera.

A partire dall'entrata in vigore della legge di conversione, salirà fino a 500mila euro il valore delle gare per le quali è possibile la trattativa privata. In altre parole, una grossa fetta del mercato dei lavori pubblici (circa 2,6 miliardi di euro) non passerà più attraverso il bando. Ma attraverso una procedura "leggera" che prevede una fase di selezione informale della stazione appaltante, alla quale segue un invito rivolto ad almeno cinque imprese a formulare un'offerta economica.

La misura nasce per rendere più semplice il lavoro soprattutto ai Comuni piccoli, alleggerendo le loro procedure. Nelle dichiarazioni della maggioranza la norma è finalizzata a fronteggiare la crisi ma, in assenza di un termine esplicito, sembra destinata a diventare una riforma strutturale.

Definitivo anche l'incentivo del 2% per la progettazione interna dei tecnici della Pa. Viene abrogato il passaggio della manovra estiva che lo riduceva allo 0,5 per cento.

Sarà il dirigente responsabile dell'ufficio a disporlo e ogni tecnico avrà un tetto da non sforare, pari al proprio stipendio annuo lordo.

Diventa definitivo il meccanismo di adeguamento dei prezzi per i materiali da costruzione relativo al 2008. Entro il 31 gennaio il ministero delle Infrastrutture rileverà con decreto, su base semestrale e non più annuale, le variazioni superiori all'8% dei prezzi dei materiali più significativi. Sarà quindi attivato un meccanismo di compensazione per i lavori eseguiti e contabilizzati nel 2008. Saranno compensate le variazioni superiori all'8% con riferimento alla data dell'offerta, se questa è del 2008. Se, invece, l'offerta è più vecchia, l'alea salirà fino al dieci per cento. Questa norma sarà applicata, salvo espresse previsioni contrattuali, anche alle categorie speciali disciplinate dal Codice appalti. E potrà contare su un apposito Fondo dalla dotazione di 300 milioni di euro. Sempre in tema di materiali viene previsto un decreto che andrà a sostenere la filiera dei materiali da costruzione provenienti dal riciclo del legno e della plastica. Viene infine prorogato al 30 marzo il divieto di arbitrati per le controversie che nascono da appalti pubblici. Sarebbe dovuto entrare in vigore il 1° gennaio 2009. (...)

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore del 19.12.08


Stop al caro-lavori. Il senato ha convertito in legge il decreto n. 162/2008. Costruzioni, materiali calmierati.

È legge l'adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione più significativi che verranno individuati dal ministero delle infrastrutture entro fine gennaio; confermati gli aiuti al settore dell'autotrasporto, della pesca e dell'agricoltura per tamponare i rincari del petrolio dei mesi scorsi; ancora prorogati gli arbitrati fino al 30 marzo 2009; risorse per 223 milioni per il G8, di nuovo al 2% l'incentivo ai progettisti pubblici.

È quanto prevede il decreto legge n. 162, che reca norme sull'adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzioni, di sostegno ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca professionale, nonché di finanziamento delle opere per il G8 e definizione degli adempimenti tributari per le regioni Marche e Umbria, colpite dagli eventi sismici del 1997.

Il provvedimento ha avuto ieri pomeriggio il via libera definitivo da parte del senato con 148 voti favorevoli, 88 contrari e 5 astenuti.

La parte più rilevante del provvedimento riguardava la questione dell'adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione, tema sul quale il governo e il parlamento sono venuti incontro alle esigenze del settore delle costruzioni riconoscendo un meccanismo che consenta di recuperare gli aumenti registrati in questi ultimi anni. Il procedimento, che consentirà sia per il 2008 sia per gli anni precedenti e anche nei settori speciali (acqua, energia e trasporti, ma soltanto limitatamente al 2008) di adeguare i prezzi dei materiali individuati dal ministero delle infrastrutture entro fine gennaio, sarà attivabile su richiesta dell'impresa di costruzioni (a patto che essa non abbia chiesto il pagamento anticipato dei materiali previsto dal codice dei contratti pubblici) e avrà a oggetto le variazioni dei prezzi dei materiali per il 2008, rispetto all'anno di presentazione dell'offerta, superiori all'8%, e quelle superiori al 10% relative agli anni precedenti il 2008. La domanda dovrà essere presentata alla stazione appaltante nei 30 giorni successivi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale. Rispetto al testo originario del decreto legge si ammette la richiesta di adeguamento anche se l'impresa è in ritardo sui lavori: dovrà però costituire una garanzia fideiussoria per l'importo dell'adeguamento richiesto che sarà escussa in caso di mancata restituzione dell'importo laddove risulti accertato in via definitiva il ritardo. La disciplina troverà copertura in un fondo di 300 milioni che rappresenta il tetto massimo di spesa.

Al decreto legge del governo sono state però aggiunte anche alcune nuove norme, al limite dell'estraneità della materia, che riguardano i lavori a trattativa privata, che sarà possibile affidare fino a 500 mila euro (fino a oggi il limite era a 100 mila euro); l'esclusione dall'ambito di applicazione soggettivo del codice dei contratti pubblici (a eccezione delle norme sulla pubblicità degli appalti) delle fondazioni e le associazioni a condizione che non abbiano goduto di contributi pubblici e il ripristino dell'incentivo del 2% a favore dei tecnici delle amministrazioni che, se no, in base alla legge n. 133/08, dal 1° gennaio 2009 si sarebbero visti decurtare di un punto e mezzo quello che è diventato in questi anni un vero e proprio elemento aggiuntivo della retribuzione.

Il decreto legge ha rappresentato anche l'occasione per prorogare ancora una volta la disciplina degli arbitrati attuale fino al 30 marzo 2008 anche se il governo si è impegnato a proporre al più presto una norma di delega per la riforma organica dell'istituto, con lo scopo di moralizzare l'istituto, dimezzare i compensi e incentivare l'utilizzo dell'accordo bonario.

Autorizzati 233 milioni di euro di spesa per le opere connesse al «grande evento» della presidenza italiana del G8, a valere sulle risorse del Fas, già destinate alla regione. (...)

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 19.12.08


Prezzari, via allo sblocca cantieri. La camera ha approvato con modifiche il decreto che contiene norme anche sull'arbitrato. Ance soddisfatta, critici i progettisti. 223 mln per il G8 sardo.

La Camera dei deputati ha dato il via libera, ieri, al decreto legge su infrastrutture, autotrasporto e agricoltura, noto come sblocca-cantieri. Il provvedimento è stato approvato con modifiche e dovrà pertanto tornare al senato per la conversione in legge. Il decreto ha ricevuto dall'aula di Montecitorio 276 voti favorevoli e 22 contrari, 204 astenuti. Soddisfatti i costruttori dell'Ance, critici i progettisti, ingegneri e architetti riuniti nell'Oice.

Il provvedimento ammette l'adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione sia per il 2008, sia per gli anni precedenti, anche nei settori speciali; prorogati gli arbitrati fino al 31 marzo 2009 anche se il Governo presto lancerà una riforma organica dell'istituto; confermati i 223 milioni di euro per l'organizzazione del G8 in Sardegna; ammesse le trattative private fino a mezzo milione di euro; riportato al due per cento l'incentivo ai progettisti pubblici, fondazioni e associazioni esentate dal rispetto del Codice dei contratti a condizione che non godano di fondi pubblici.

Sono questi i contenuti principali del decreto legge 162/08 come risultante dal testo approvato ieri pomeriggio alla Camera e che, fra oggi e domani, dovrebbe essere varato in via definitiva e senza modifiche dal Senato. Le variazioni apportate dal parlamento al testo del governo soddisferanno certamente il settore delle costruzioni che, scontento per l'originario testo, adesso può portare a casa l'estensione anche a prima del 2008 dell'adeguamento, la sua applicabilità anche ai settori speciali e l'innalzamento della soglia per la trattativa privata fino a 500.000 euro.

Meno soddisfatti i progettisti del settore privato che criticano il ripristino del 2 per cento di incentivo ai dipendenti tecnici delle amministrazioni (che era stato ridotto dalla legge 133 allo 0,5%): «Rimaniamo perplessi», ha affermato il presidente dell'Oice Braccio Oddi Baglioni, «perché il Parlamento, da un lato ha badato a tutelare le esigenze dei progettisti pubblici senza considerare i progettisti privati che operano sul mercato in situazioni difficili e complesse e, dall'altro lato ha evidenziato una palese miopia non comprendendo che il problema non è quello di incentivare la progettazione pubblica ma di rendere efficiente la fase di programmazione e controllo, oggi del tutto carente; su questa fase doveva essere spostato il due per cento».

Sollecita una rapida approvazione il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, dal momento che l'adeguamento dei prezzari è inserito in un provvedimento che prevede anche norme su altre questioni. «Non vorremmo che trovi difficoltà su altri fronti», ha sottolineato Buzzetti, «a noi va sostanzialmente bene perchè coglie per il 2008 una risposta che serviva rispetto ad un meccanismo che non funzionava e che permettere di ricevere le compensazioni per il nostro settore. Ma ora bisogna pensare ad un meccanismo per il futuro che metta a regime in maniera strutturale il sistema delle compensazioni anche nell'edilizia, come già prevedeva l'articolo 1064 del codice civile, non applicabile per effetto della Merloni».

Nel merito, il provvedimento approvato consentirà alle imprese di costruzioni di chiedere l'adeguamento, per l'anno 2008, sulle variazioni, riferite all'anno di presentazione dell'offerta, superiori all'8 per cento rilevate dal Ministero delle infrastrutture entro il 31 gennaio 2009 su base semestrale, e su quelle superiori al dieci per cento relative agli anni precedenti il 2008.

Il meccanismo previsto dal provvedimento approvato ieri dalla Camera non sarà utilizzabile laddove l'impresa abbia chiesto il pagamento anticipato dei materiali ai sensi dell'articolo 133, comma 1-bis del Codice dei contratti pubblici.

Dal punto di vista operativo dovrà essere l'impresa di costruzioni a chiedere l'adeguamento del prezzo per i materiali rilevati nel decreto ministeriale che dovrà uscire entro la fine di gennaio e la domanda dovrà essere presentata direttamente alla stazione appaltante nei trenta giorni successivi alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del decreto ministeriale. Se all'impresa dovesse essere addebitabile un ritardo rispetto al cronoprogramma dei lavori, sarà il responsabile del procedimento (o il collaudatore, in caso di collaudo in corso d'opera) l'adeguamento sarà possibile soltanto laddove l'impresa costituisca una garanzia fidejussoria pari all'importo dell'adeguamento che sarà escussa in caso di mancata restituzione dell'importo laddove risulti accertato in via definitiva il ritardo. Questa disciplina è stata estesa anche ai settori dell'acqua, dell'energia e dei trasporti. I fondi per procedere all'adeguamento sono pari a 300 milioni (tetto massimo di spesa).

Vengono escluse dall'ambito di applicazione soggettivo del Codice dei contratti pubblici (ad eccezione delle norme sulla pubblicità degli appalti) le fondazioni e le associazioni a condizione che non abbiano goduto di contributi pubblici.

Viene elevato da 100.000 a 500.000 euro il tetto per affidare lavori a trattativa privata previa scelta fra almeno tre offerenti.

In materia di arbitrati è confermata la proroga al 31 marzo 2008 anche se martedì sera il sottosegretario Bartolomeo Giachino ha anticipato che il Governo proporrà un emendamento al decreto-legge n. 185 per la riforma organica dell'arbitrato, con la finalità di moralizzare l'istituto, riducendo i costi dei giudizi arbitrali mediante il dimezzamento dei compensi e incentivando l'utilizzo di un accordo bonario, che comporta minori costi. (...)

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 18.12.08


LAVORI PUBBLICI. Trattativa privata per gli appalti fino a 500mila euro. Il Dl «prezzi» verso il voto finale. 

ROMA - Trattativa privata per i lavori di importo compreso tra 100mila e 500mila euro. Si allarga in questo modo, dalla soglia di 100mila euro oggi prevista dal Codice appalti, l'area della cosiddetta procedura negoziata. È la più importante novità introdotta ieri all'ultima ora nella legge di conversione del decreto prezzi (decreto legge 162/08), che sarà votata nella mattinata di oggi dalla Camera. Torna anche il tetto del 2% pieno per i compensi dei tecnici degli enti locali per la progettazione interna, che era stato tagliato, a partire dal prossimo primo gennaio, allo 0,5% dalla manovra estiva (decreto legge 112/08). Troverà, invece, spazio nel decreto anti-crisi (decreto legge 185/08), come annunciato dal Governo, un emendamento di riforma della materia degli arbitrati.

La novità sulle gare nasce «allo scopo di fronteggiare la crisi del settore delle opere pubbliche», per semplificare le procedure e rendere più veloci ed economici gli iter di preparazione delle gare per le stazioni appaltanti. E, almeno nelle premesse, sembra destinata a incidere in modo sostanziale, visto che riguarda una fetta consistente del mercato. Per la precisione, circa 9mila gare ogni anno per un importo totale poco superiore ai 2,6 miliardi di euro: si tratta del 9% del valore del mercato dei bandi pubblici e del 35% del numero complessivo di bandi.

La nuova norma prevede che a queste gare venga applicata la trattativa privata senza previa pubblicazione del bando. In altre parole, la stazione appaltante individua dopo l'avviso le imprese idonee a eseguire il lavoro e ne invita almeno cinque, laddove vi siano, a presentare un'offerta. Successivamente sceglie quella che ha presentato le condizioni economiche migliori.

La Camera ha poi votato a favore di un emendamento che lascia inalterato l'incentivo del 2% ai tecnici, tagliato dal decreto legge 112, per la progettazione interna alla Pubblica amministrazione. Sul punto la trattativa con il ministero dell'Economia per trovare la copertura è stata lunga, ma alla fine si è conclusa a favore di un ritorno all'antico: «Abbiamo ripristinato il vecchio meccanismo - spiega il relatore del provvedimento Franco Stradella (Pdl) - con in più un limite: ciascun tecnico non potrà percepire in un anno per questa voce somme superiori al suo stipendio».

Infine, il sottosegretario alle Infrastrutture, Bartolomeo Giachino, ha annunciato un emendamento di riforma degli arbitrati da inserire nel decreto anticrisi, «con la finalità di moralizzare l'istituto: si prevede di ridurre i costi del giudizio arbitrale mediante il dimezzamento dei compensi e di incentivare l'utilizzo dell'accordo bonario che comporta minori costi». Allo studio dei tecnici del Governo, su questo punto, c'è l'ipotesi di rendere impugnabile il lodo arbitrale anche nel merito.

Adesso, dopo l'approvazione della Camera, manca solo l'ultimo passaggio per la seconda lettura in Senato. Che dovrebbe essere completata in tempi rapidi, entro questa settimana.


di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore del 17.12.08


AL VIA LA TRATTATIVA PRIVATA - La scorciatoia dei piccoli appalti

La semplificazione dei piccoli appalti che la Camera ha approvato ieri ha l'obiettivo annunciato di «fronteggiare la crisi nel settore delle opere pubbliche». Il Parlamento sceglie di semplificare le piccole gare e aumentare di quattro volte la soglia delle trattative private. Tutti i lavori fino a 500mila euro potranno così essere affidati con un sondaggio semplificato tra cinque ditte invitate. Un segnale per far partire subito, senza le lungaggini attribuite alle gare, tutti quei piccoli lavori in grado di sostenere davvero le piccole e medie imprese su tutto il territorio.

Ma l'operazione sottrae alla trasparenza del mercato una quota non trascurabile degli investimenti in costruzioni: nel 2007 le gare sotto i 500mila euro valevano 2,6 miliardi su trenta. Secondo le prime analisi dei tecnici la trattativa privata potrebbe non tradursi in un immediato taglio dei tempi: le amministrazioni dovranno comunque vagliare tutte le richieste di partecipazione. Inoltre, la norma non ha una scadenza, pur essendo legata alla crisi. Sarebbe opportuno, allora, a distanza di un anno, una verifica del rapporto costi/benefici e dell'effettiva accelerazione della spesa.

 

pag. 14 - Commenti
da Il Sole 24ore del 17.12.08


Adeguamento prezzi al voto. Approvato l'emendamento sui costi dei materiali da costruzione con rialzi sopra l'8%. Ritorno degli incentivi per i progettisti della p.a.

Ripristino dell'incentivo ai tecnici progettisti delle amministrazioni nella misura del 2% del valore dell'opera, soppressione della riduzione allo 0,5%, affidamento di lavori a trattativa privata fino a 500 mila euro, adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione anche prima del 2008 per variazioni superiori all'8% del valore dei prezzi rilevati dal ministero delle infrastrutture ogni sei mesi.

Sono queste le principali novità introdotte al decreto legge 162/08 sull'adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione, che erano state approvate ieri sera al momento della chiusura del giornale, in attesa della votazione finale su tutto il decreto. La ripresa della discussione È prevista per oggi.

Le novità più importanti apportate dalla camera attengono ai lavori sotto soglia e all'incentivo ai tecnici delle stazioni appaltanti. La prima modifica riguarda i contratti di importo compreso fra 100 mila e 500 mila euro e prevede che essi possano essere affidati a cura del responsabile del procedimento, nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, secondo le procedure di cui all'articolo 57, comma 6 del Codice, cioè scegliendo l'affidatario dopo avere invitato almeno cinque soggetti idonei. In sostanza, quindi, l'emendamento, con la finalità di «semplificare le procedure di appalto per i lavori sottosoglia», consente di affidare in via diretta, dopo una sorta di gara informale, lavori fino a 500 mila euro, alzando quindi il limite dei 100 mila euro. La seconda modifica viene in soccorso dei tecnici delle amministrazioni pubbliche che, con il decreto legge 122/08 (convertito nella legge 133/08), sarebbero stati soggetti, a partire dal prossimo gennaio, alla riduzione dal 2 allo 0,5% dell'incentivo per la progettazione, la direzione lavori e il collaudo. Il taglio dell'incentivo di un punto e mezzo percentuale era stato voluto dal ministero dell'economia e doveva entrare in vigore dal 1° gennaio 2009, ma con la norma votata ieri viene soppresso per «incentivare la progettualità delle amministrazioni aggiudicatici»; all'ultimo è stato inserito un paletto che vieta, per i dipendenti che svolgono attività progettuale, che l'incentivo superi il proprio compenso annuo lordo. La Commissione bilancio aveva dato il suo nulla osta rilevando che la soppressione della norma della legge 133, pur facendo venire meno le risorse destinate a integrare il Fondo sulla sicurezza pubblica, sul soccorso pubblico e sul finanziamento della contrattazione integrativa delle amministrazioni pubbliche, non comporta conseguenze negative per la finanza pubblica.

Viene confermata anche alla camera la modifica approvata dal senato che prevede che il ministero delle infrastrutture rilevi le variazioni dei prezzi dei materiali aumentati nel corso del 2008 con un decreto da emettere entro fine gennaio prossimo, andando a prendere in esame le variazioni su base semestrale non più ogni anno, ma ogni sei mesi. Altra importante novità è che la compensazione non riguarderà soltanto l'anno 2008, ma anche quelli precedenti. In base al comma 3, infatti, alle quantità dei materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori nel 2008 si applicherà una variazione del prezzo, riferita al decreto ministeriale e partendo dalla data dell'offerta, per la parte che supererà l'8% laddove relativa al 2008 e al 10% se riguardante gli anni precedenti.

Il provvedimento stabilisce anche che per le variazioni concernenti gli anni precedenti il 2008 si prenderanno come riferimento le variazioni sui singoli materiali da costruzione «più significativi», rilevate dai decreti ministeriali adottati in base all'art. 133 del Codice dei contratti.

Viene anche mitigata la norma originaria del decreto legge che ammetteva il riconoscimento dell'adeguamento prezzi soltanto in caso di assenza di ritardi rispetto al cronoprogramma dei lavori. Con la modifica votata a palazzo Madama e passata senza modifiche ulteriori a Montecitorio, se il collaudatore in corso d'opera o il responsabile del procedimento riscontrano ritardi presuntivamente addebitabili all'appaltatore potranno disporre l'adeguamento dei prezzi soltanto a condizione che l'impresa costituisca una fideiussione pari all'importo dell'adeguamento. In caso di mancata restituzione delle somme indebitamente riconosciute all'impresa, se si accerterà «definitivamente», da parte del collaudatore o del responsabile del procedimento, che il ritardo è da ascrivere all'impresa, si procederà all'escussione della garanzia. Prevista anche l'estensione della disciplina sull'adeguamento dei prezzi anche per i settori speciali (acqua, energia e trasporti).

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 17.12.08


Prezzari, adeguamento anche ai settori speciali.

Estensione ai settori speciali della norma sull'adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzione ma soltanto per il 2008. E' questo il contenuto di uno dei tre emendamenti presentati dal relatore Francesco Stradella al decreto legge 23 ottobre 2008, n.162 recante interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi e altre norme in materia di autotrasporto, finanziamenti al G8 e pesca professionale, all'esame del senato. L'emendamento che riguarda i prezzi è stato annunciato ieri nel primo pomeriggio con un ordine del giorno e presentato nel corso delle ore successive per l'esame dell'Assemblea che, però, potrebbe rinviare ad oggi la discussione.

Si tratta di una modifica al testo già approvato alla Camera che consiste nell'aggiunta di un comma (l'11 bis) che rende applicabile i commi da 1 a 6, da 8 a 10 e 11 anche agli appalti di lavori nell'ambito dei settori speciali (acqua, energia e trasporti), così da rendere possibile l'eventuale adeguamento dei prezzi dei materiali più significativi rilevati dal ministero delle infrastrutture con apposito decreto ministeriale anche al di fuori dei settori tradizionali. L'estensione della disciplina anche ai settori speciali varrà però soltanto per quei contratti in cui non sia stato già previsto contrattualmente un diverso meccanismo di adeguamento dei prezzi. La norma non fa però parola della possibilità che il sistema di adeguamento previsto dal contratto possa essere più o meno svantaggioso per l'appaltatore: quanto previsto in contratto comunque varrà sempre, anche se sfavorevole rispetto alla norma di legge.

L'adeguamento varrà comunque soltanto per il 2008, dal momento che l'emendamento stabilisce che per le lavorazioni eseguite e contabilizzate negli anni anteriori al 2008 resta ferma la disciplina contrattuale. Nessuna modifica è stata invece proposta dal relatore per quanto attiene alle altre norme dell'articolo 1 che con tutta probabilità rimarranno invariate. Sarà quindi possibile chiedere l'adeguamento per le variazioni che superano l'8% del prezzo di ogni singolo materiale rilevato dal ministero e ciò non soltanto per il 2008 ma anche per gli anni precedenti.

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 11.12.08


Dagli appalti ai distretti della pesca. Dl alla camera.

Nuove misure in materia di arbitrato, disposizioni sulla disciplina degli appalti, cambio di marcia per favorire l'integrazione di filiera del sistema ittico e rafforzamento dei distretti di pesca nelle aree sottoutilizzate. E ancora un monitoraggio sul livello di sicurezza degli edifici scolastici e una facilitazione per accedere al finanziamento della Banca europea per gli investimenti (Bei). Sono solo tre delle materie su cui vanno a incidere gli emendamenti presentati a Montecitorio al ddl di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 162/2008 (atto camera 1936). Sul decreto ieri l'aula della camera ha iniziato la discussione.

Il provvedimento, già passato al vaglio del senato, reca interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione, di sostegno ai settori dell'autotrasporto, dell'agricoltura e della pesca professionale, nonché di finanziamento delle opere per il G8 e la definizione di adempimenti tributari per le regioni Marche ed Umbria, colpite dagli eventi sismici del 1997. A Montecitorio sono stati presentati diversi emendamenti, ma tutti recano la firma di singoli deputati. Nessun emendamento arriva dalla maggioranza sotto l'egida delle commissioni. E, nessuna correzione di rotta è stata richiesta dall'esecutivo.

 

pag. 45
da Italia Oggi del 10.12.08


ALLA CAMERA - Il Dl appalti va in Aula senza ritocchi. Nessuna modifica al decreto legge contro il caro-materiali per gli appalti.

Ieri la commissione Ambiente della Camera ha terminato l'esame del provvedimento senza intervenire sul meccanismo di compensazione per i lavori iniziati o proseguiti nel 2008.

Con un'intesa bipartisan, infatti, sono stati ritirati tutti gli emendamenti.

«Qualche spazio di intervento sarà forse possibile nel passaggio in Aula previsto per la prossima settimana», spiega Franco Stradella (Pdl), uno dei relatori.

Nel provvedimento, sono stanziate anche le risorse per l'autotrasporto e per le opere del G8 in Sardegna.

 

pag. 29
da Il Sole 24ore del 04.12.08


Prezzari, adeguamenti ante 2008. Il ddl approvato ieri dal senato prevede compensazioni anche in caso di ritardi delle imprese. Costruzioni: revisione semestrale dei costi dei materiali.

Adeguamento prezzi anche per gli anni precedenti il 2008, rilevazione dei prezzi su base semestrale e possibilità di ottenere l'adeguamento anche in caso di ritardi con una fideiussione; proroga per gli arbitrati fino al 30 giugno del 2009, esclusione delle fondazioni dall'ambito di applicazione del Codice dei contratti a condizione che non godano di finanziamenti pubblici. Sono queste alcune delle novità apportate dal senato al disegno di legge di conversione del 23 ottobre 2008, n.162, sull'adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione. Il disegno di legge approvato dal senato è stato assegnato ieri, in sede referente, alle Commissioni riunite VIII (Ambiente) e IX (Trasporti) della camera e dovrà essere convertito prima delle ferie natalizie.

Nel nuovo testo dell'articolo 1 si prevede che il ministero delle infrastrutture rilevi le variazioni dei prezzi dei materiali aumentati nel corso del 2008 con un decreto da emettere entro fine gennaio prossimo andando a prendere in esame le variazioni su base semestrale non più ogni anno ma ogni sei mesi. Altra importante novità è che la compensazione non riguarderà soltanto l'anno 2008 ma anche quelli precedenti. In base al comma 3, infatti, alle quantità dei materiali impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori nel 2008 si applicherà una variazione del prezzo, riferita al decreto ministeriale e partendo dalla data dell'offerta, per la parte che supererà l'8% laddove relativa al 2008 e al 10% se riguardante gli anni precedenti.

Il decreto legge stabilisce anche che per le variazioni concernenti gli anni precedenti il 2008 si prenderanno come riferimento le variazioni sui singoli materiali da costruzione «più significativi», rilevate dai decreti ministeriali adottati (ogni 31 marzo) in base all'articolo 133 del Codice dei contratti. Viene anche mitigata la norma originaria del decreto legge che ammetteva il riconoscimento dell'adeguamento prezzi soltanto in caso di assenza di ritardi rispetto al cronoprogramma dei lavori. Con la modifica votata a Palazzo Madama se il collaudatore in corso d'opera o il responsabile del procedimento riscontrano ritardi presuntivamente addebitabili all'appaltatore, potranno disporre l'adeguamento dei prezzi soltanto a condizione che l'impresa costituisca una fideiussione pari all'importo dell'adeguamento. In caso di mancata restituzione delle somme indebitamente riconosciute all'impresa, se si accerterà «definitivamente», da parte del collaudatore o del responsabile del procedimento, che il ritardo è da ascrivere all'impresa, si procederà all'escussione della garanzia.

Sempre nell'articolo 1 è stato poi inserito un comma con il quale si stabilisce l'esclusione dall'ambito di applicazione del Codice dei contratti pubblici per le fondazioni e gli enti (organismi di diritto pubblico) che siano stati trasformati in associazioni o in fondazioni. L'esclusione dall'obbligo di rispettare il Codice (ma le norme sulla pubblicità dovranno essere sempre applicate) scatta però soltanto a condizione che la fondazione o l'ente «trasformato» non goda di finanziamenti pubblici o di altri «ausili pubblici di carattere finanziario». Viene inoltre previsto un articolo ad hoc che promuove forme di collaborazione con la Bei per gli interventi infrastrutturali del piano decennale delle opere strategiche per quelli delle reti Ten; sarà il ministero a trasmettere ogni anno alla Bei la lista dei progetti da finanziare con i fondi della Bei. Nel decreto legge è stata infine inserita la proroga degli arbitrati fino al 30 giugno 2009.

 

di Andrea Mascolini
da Italia Oggi del 25.11.08


Appalti, prezzari da rifare. Il governo sta lavorando a un emendamento al decreto legge n. 162/2008. Revisione se lo scostamento dal contratto è al 10%.

Revisione dei prezzi degli appalti se il costo complessivo del contratto aumenta o diminuisce del 10% per variazioni dei prezzi successivi alla presentazione dell'offerta; la revisione prezzi si affiancherebbe, in alternativa, all'adeguamento annuale e alle compensazione dei materiali già disciplinata dal Codice degli appalti. Potrebbe essere questa una delle modifiche apportate al decreto legge 23 ottobre 2008, n.162 recante interventi urgenti in materia di adeguamento dei prezzi dei materiali da costruzioni che ItaliaOggi è in grado di anticipare, anche se soltanto oggi se ne avrà conferma,quando sarà possibile conoscere quanti e quali emendamenti sono stati presentati in commissione lavori pubblici del senato.

L'ipotesi governativa, che sarebbe stata messa a punto dai tecnici del ministero delle infrastrutture, stando alle indiscrezioni circolate nella serata di ieri, consisterebbe in una modifica dell'articolo 133 del Codice dei contratti pubblici di lavori, forniture e servizi (il decreto legislativo 163 modificato da ultimo con il decreto 152/08, che mette le imprese nella condizione di optare per tre soluzioni, prima della presentazione delle offerte). La prima soluzione sarebbe una revisione dei prezzi che scatterebbe quando l'importo totale dell'appalto sia aumentato o diminuito di più del 10% per variazioni dei prezzi successive alla presentazione dell'offerta. In tale caso la revisione opererebbe per la parte eccedente il 10% e sul nuovo importo si applicherebbe il ribasso contrattuale. Sarà il ministero delle infrastrutture a rilevare le quote percentuali di incidenza della mano d'opera e dei materiali sul costo complessivo dell'opera considerando accanto ai materiali anche i trasporti e i noli.

La seconda ipotesi sarebbe quella dell'adeguamento annuale consistente nel prezzo dei lavori al netto del ribasso d'asta aumentato di una percentuale da applicarsi ai lavori in corso nell'anno, questa percentuale scatterebbe soltanto se vi è una differenza fra tasso d'inflazione programmato e tasso d'inflazione reale nel settore delle costruzioni superiore al 2%.

La terza ipotesi è quella dell'adeguamento dei prezzi per gli aumenti eccezionali di alcuni materiali da costruzione superiori al 10%, così come oggi previsto dal Codice dei contratti pubblici. Nelle audizioni che si sono svolte in commissione lavori pubblici del senato in questi giorni i rappresentanti delle imprese (Ance, Agi, Ancpl), unitamente a Confindustria e Igi, hanno molto insistito sulla necessità di modificare il testo del decreto legge cercando di apportare correttivi che siano finalizzati a comprendere nei costi dei materiali anche quelli di natura «energetica» relativi, per esempio, all'aumento del costo del gasolio.

Altre richieste di emendamento proposte dalle imprese riguardano l'aspetto della valutazione dei ritardi sul cronoprogramma, dal momento che l'eventuale applicazione della norma scatta soltanto se il responsabile del procedimento ha rilevato che l'appaltatore non abbia ritardi rispetto alla tabella di marcia prevista dal contratto; inoltre è stata chiesta anche la cumulabilità degli aumenti. Su tutte queste proposte sia il relatore, Angelo Maria Cicolani, sia i commissari presenti all'audizione avrebbero mostrato disponibilità. Da oggi sarà possibile capire meglio il quadro, esaminando gli emendamenti depositati ieri. 

 

di Angelica Ratti
da Italia Oggi del 13.11.08


Agi: insufficiente il decreto sui prezzi negli appalti

ROMA - Il governo ha varato il decreto per far fronte alle difficoltà che le imprese appaltatrici stanno sopportando per il forte aumento dei prezzi delle materie prime. Ma per l'Agi, l'Associazione imprese generali che riunisce i grandi appaltatori di opere pubbliche, il decreto, «pur muovendo da queste giuste premesse», è comunque «sbagliato perchè del tutto insufficiente a raggiungere l'obiettivo e forse addirittura peggiorativo della disciplina esistente».

Il decreto - spiega l'Agi in un comunicato - «riconosce testualmente la straordinaria necessità ed urgenza di misure di riequilibrio dei rapporti contrattuali tra stazioni appaltanti e imprese esecutrici» di opere pubbliche, «modificatesi a seguito di rilevanti aumenti dei costi di alcuni materiali da costruzione». Riconosce anche che altrimenti si rischia «il blocco della realizzazione di infrastrutture importanti per lo sviluppo del Paese, con le conseguenti pesanti ricadute anche di ordine occupazionale. Purtroppo, pur muovendo da queste giuste premesse, il Governo adotta un provvedimento sbagliato perchè del tutto insufficiente a raggiungere l'obiettivo e forse addirittura peggiorativo della disciplina esistente».

L'Agi spiega che «la denunciata insufficienza è dovuta a un riconoscimento alle imprese limitato, quanto a perimetro, ai soli maggiori oneri relativi ai materiali da costruzione, con esclusione dei forti rincari dovuti ad energia e prodotti petroliferi e, quanto ad arco temporale, al solo 2008 e non invece esteso all'intero arco temporale trascorso dalla presentazione dell'offerta». «Sono state in tal modo disattese - prosegue la nota - le motivate istanze dell'Agi e delle altre Associazioni imprenditoriali e non è stato scongiurato il rischio della crisi delle imprese, della chiusura dei cantieri e dei licenziamenti dei lavoratori». L'Agi «auspica e sollecita pertanto una correzione del provvedimento e si adopererà in tal senso durante l'iter della sua conversione in legge».

 

da Il Messaggero del 26.10.08

 

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Commenti

21/12/2008 16:40: assurdo
sempre meno trasparenza negli appalti - legge merloni ecc...anni buttati al vento. italia che procede ormai solo con subdoli decreti legge.
lorenaramondelli

08/06/2009 01:04: titolo
sono un giovane artigiano edile e ho la soa per partecipare a lavori fino a 310.000 Euro, adesso a causa delle procedure negoziate le gare sono diminuite del 70% e alle trattative non mi invitano; posso chiudere.
autore

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data pubblicazione: sabato 20 dicembre 2008
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