Colpo di forbice a 29mila leggi

Decreto Taglia-leggi - rassegna stampa

In vigore il nuovo taglia-leggi - Salvate in extremis quasi 60 norme.

Sono quasi 60 le disposizioni, destinate al macero dal primo intervento taglia-leggi, che sono state salvate con il nuovo decreto legge 200/08, pubblicato sul supplemento ordinario alla «Gazzetta Ufficiale» del 22 dicembre.

La manovra estiva (Dl 25 giugno 2008, n.112) aveva disposto l'eliminazione dall'ordinamento di ben 3.313 disposizioni normative, ritenute ormai inutili (si veda, da ultimo, «Il Sole 24 Ore» di ieri [in calce, ndr]).

Allo scoccare della mezzanotte di oggi le leggi elencate nell'allegato A del cosiddetto decreto taglia-leggi, messo a punto dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, perdono la loro efficacia, con l'eccezione delle 57 salvate (nella tabella riproduciamo l'elenco proposto in entrata al Consiglio dei ministri, come allegato al Dl 200/08).

Tra le disposizioni ritenute ancora valide dal Consiglio dei ministri che si è riunito giovedì, emerge la legge 22 febbraio 1934, n.370 che stabilisce il «Riposo domenicale e settimanale». La più importante, senza dubbio, per i lavoratori italiani. Tra le altre disposizioni del periodo fascista che il legislatore ha deciso di conservare, anche quella che detta «Norme per l'uso degli apparecchi di radiodiffusione all'aperto e nei pubblici servizi» del 1936 e una legge su «Ordinamento dei Monti di Credito su pegno» del 1938.

La disposizione più recente che non è stata colpita dalla falce del decreto taglia-leggi è la legge 433 del 1991 riguardante «Disposizioni per la ricostruzione e la rinascita delle zone colpite dagli eventi sismici del dicembre 1990 nelle provincie di Siracusa, Catania e Ragusa». 

 

di R.U. - pag. 33
da Il Sole 24ore del 23.12.08


ANALISI - Un «puzzle» sistemato solo in parte

Tagliare le leggi inutili è un'opera meritoria, ma che non risolve tutti i problemi. Oggi è scattata l'abrogazione di oltre 3.300 leggi prevista dal decreto legge 112 (convertito dalla legge 133), che ha varato una manovra ad ampio spettro per rilanciare lo sviluppo economico e la competitività.

La legge 133 contiene una serie di articoli sulla semplificazione e sul contenimento della spesa, rubricati variamente come "Taglia-enti", "Taglia-oneri amministrativi" e persino "Taglia-carta". Tra di essi compare anche il "Taglia-leggi" (articolo 24), che prevede l'abrogazione di un lungo elenco di leggi. In più, l'articolo attribuisce al Governo il compito di individuare i regolamenti attuativi delle leggi abrogate, anch'essi decaduti in modo automatico.

Anzitutto, perché non sono state abrogate subito le leggi obsolete, ma la loro caducazione è stata posticipata di ben 180 giorni (contro i 60 previsti in origine dal decreto legge)? La ragione è emersa in questi giorni. Il Governo ha infatti varato giovedì scorso un decreto legge che sottrae all'abrogazione già disposta una sessantina di leggi incluse in un nuovo elenco. Una modesta marcia indietro, operata su sollecitazione delle amministrazioni che hanno segnalato al Governo la necessità di mantenerle in vigore.

In secondo luogo, nei sei mesi trascorsi il Governo non ha individuato i regolamenti attuativi decaduti. Non si tratta però di un'omissione grave. Infatti, l'elenco dei regolamenti abrogati avrebbe avuto comunque un valore soltanto ricognitivo dell'abrogazione avvenuta per effetto del venir meno della legge che li prevede. In ogni caso, i regolamenti citano nelle premesse e spesso anche nell'articolato la legge che viene attuata con norme più di dettaglio. Pertanto, con un minimo di diligenza, si è in grado di capire se le norme regolamentari sono ancora vigenti.

Più complesso si presenta, invece, un altro problema: che succede delle leggi successive a quella abrogata che in qualche articolo richiamano quest'ultima? Le situazioni possono essere infatti le più varie. Talvolta la legge successiva rinvia in modo selettivo a uno o più articoli di una legge precedente solo per evitare di dover ripeterne i contenuti. In questi casi si parla di rinvio "materiale", che consiste nel far proprio il contenuto di una norma, a prescindere dalla fonte formale che la contiene. Ne segue che l'abrogazione di quest'ultima lascia invariato il suo contenuto prescrittivo, ormai incorporato nella fonte normativa successiva vigente.

In altri casi, invece, una legge successiva può introdurre una deroga a una legge precedente. In questo caso occorre chiedersi se, abrogata la legge precedente, la legge successiva configura un regime giuridico completo per i casi ai quali si riferisce. Se la risposta è positiva, l'abrogazione non incide su questi ultimi. Si pone piuttosto il problema di quale possa essere il regime applicabile ai casi non assoggettati al regime derogatorio.

Ma questo tipo di incertezze è in qualche misura fisiologico. Ogni intervento legislativo sia di tipo positivo, con la previsione di un nuovo regime giuridico, sia di tipo negativo, con la fiera abrogazione di norme precedenti, crea problemi di coordinamento o di diritto intertemporale.

In ogni caso, molte leggi ora abrogate avevano esaurito, di fatto, i loro effetti da tempo immemorabile. E dunque questo tipo di problemi sono già stati ormai risolti.

Va anzi vista con favore l'opera di disboscamento e di pulizia, proseguita anche dal decreto legge emanato la settimana scorsa, di quella che è divenuta ormai una vera e propria giungla legislativa. Un sistema normativo intricato e disordinato favorisce, infatti, i più furbi e privi di scrupoli.

  • INCASTRI COMPLICATI - Bisogna capire come comportarsi con norme cancellate che sono richiamate in altri documenti
     

di Marcello Clarich
da Il Sole 24ore del 22.12.08


Semplificazioni. Al macero le prime 3mila leggi. Scatta oggi il piano previsto dalla manovra estiva che avvia il disboscamento più volte annunciato. La prossima tappa sarà individuare i regolamenti attuativi degli atti abrogati.

Da oggi le leggi in vigore nel nostro Paese sono 3.313 in meno. Tante sono, infatti, le disposizioni che vanno definitivamente in soffitta per effetto dell'operazione taglia-leggi, voluta dalla manovra estiva (il decreto legge 112). La prima vera potatura, che arriva dopo anni di tentativi falliti. In realtà, le leggi da inviare al macero sarebbero dovute essere 3.370, ma il decreto legge approvato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri ne ha salvate 57. All'ultimo momento ci si è resi conto che quelle disposizioni erano ancora necessarie.

Agli oltre 3mila atti che da oggi scompaiono, presto se ne aggiungeranno 29mila. Si tratta di vecchie norme, emanate tra gli albori del Regno d'Italia e la nascita della Repubblica, e il cui elenco è sempre contenuto nel decreto legge di giovedì scorso, che ha previsto che questo stock di documenti finisca definitivamente in archivio entro febbraio (si veda l'articolo sotto).

Non si pensi, però, che a questo punto l'Italia rimarrà orfana di regole. Tutt'altro. Potremo ancora contare su numerosissime leggi. Basta, infatti, considerare che la ricognizione effettuata a fine 2007, e che ha portato al taglio di oggi, aveva messo in fila 21.690 disposizioni in vigore, adottate a partire dal 1860. Anche a voler considerare che una parte di quelle norme sia contenuta nel nuovo stock di 29mila vecchie normative individuate con il recente decreto legge e che erano sfuggite al primo conteggio (e questo la dice lunga sulla difficoltà di capire effettivamente quante e quali siano le regole che disciplinano la vita del nostro Paese), restano pur sempre migliaia di atti con cui fare i conti.

Una vera giungla, che si dovrebbe continuare a disboscare. Alcune future tappe sono già fissate. Intanto, c'è l'impegno del Governo di effettuare la ricognizione - ma non è prevista una scadenza - dei regolamenti che rimandano alle oltre 3milaleggi tagliate oggi. Entro dicembre del prossimo anno, poi, sempre il Governo dovrà emanare i decreti legislativi con cui individuare le leggi anteriori al 1° gennaio 1970 che intende far sopravvivere.

E non c'è dubbio che - per quanto il taglio non possa riguardare diverse disposizioni di settore, come quelle tributarie e di bilancio - si troveranno tante norme che non hanno più ragione di esistere. Come le disposizioni sulla «speciale censura sui nuovi testi originali da incidersi sui dischi», di evidente stampo fascista, che compare nell'elenco cancellato oggi. Nel quale trova posto anche il Monopolio statale sulle banane, sancito da una legge del 1964.

Ai tempi del cellulare non c'è dubbio che risultino obsolete le cinque leggi sui piccioni viaggiatori, compreso il regio decreto del 1938 sulla Federazione Colombofila italiana, benché questa associazione sia ancora esistente. Al contrario, sembra d'attualità leggere fra le norme elencate la presenza di Alitalia, che però è nominata in una legge del 1969 in merito alla partecipazione alla gestione della società Somali Airlines, che non vola più dal 1991.

E se fosse sopravvissuta la legge del 1964 sulla «Statuizione del prezzo massimo di copertina dei libri di testo nelle scuole elementari», forse non ci sarebbe l'annuale richiesta di contenimento dei costi da parte delle famiglie.

Fra le leggi ripescate, invece, salta all'occhio un Regio decreto del 1930 sui «Provvedimenti per le suore addette agli stabilimenti sanitari del Regio esercito e della Regia marina», curioso quanto obsoleto almeno nei termini. Di sicuro interesse per tutti i lavoratori la legge del 1934 sul «riposo domenicale e settimanale».

E sono sempre di epoca fascista, ma evidentemente ancora attuali, le «Norme per l'uso degli apparecchi di radiodiffusione all'aperto e nei pubblici servizi» (1936), l'«Ordinamento dei monti di credito su pegno» (1938), ma anche «La semplificazione della procedura per la conservazione del nuovo catasto e l'aggiornamento di tutte le disposizioni di legge vigenti in materia di nuovo catasto» e i «Provvedimenti a favore dell'industria cinematografica nazionale», entrambi del 1939.

È del 1954, invece, il redivivo Decreto del Presidente della Repubblica sulle «Norme per la presentazione dei documenti nei concorsi per le carriere statali». Degli anni Sessanta altre due leggi che riguardano i militari: la prima assegna «contributi straordinari all'Associazione nazionale dei finanzieri in congedo»; la seconda concede «premi di operosità e per la scoperta e per la repressione di reati».

La potatura - LE TAPPE

  • Legge 59/1997. Viene avviata l'opera di riordino normativo
  • Legge 388/2000. È la Finanziaria per il 2001, che mette a disposizione quasi 13 milioni di euro (25 miliardi di lire) per realizzare in cinque anni una banca dati che raccolga tutte le norme in vigore
  • Legge 246/2005. Contiene l'operazione taglia leggi. A fare da spartiacque è il 1970: gli atti in vigore prima di quella data dovranno essere cancellati, a eccezione di quelli strettamente necessari
  • 14 dicembre 2007. Il Governo Prodi trasmette al Parlamento la relazione sui risultati del taglialeggi
  • 18 dicembre 2008. Il Consiglio dei ministri approva un decreto legge che salva 57 tra le 3.370 leggi da abrogare individuate dal Dl 112/2008
  • 22 dicembre 2008. Vengono abrogate 3.313 leggi: le 3.370 individuate dal Dl 112/2008, meno le 57 salvate dal Dl del 18 dicembre
  • Febbraio 2009. Sono abrogati 29.000 provvedimenti individuati dal Dl approvato dal Consiglio dei ministri il 18 dicembre
  • 16 dicembre 2009. Entro tale data dovranno essere adottati i decreti legislativi per salvare le leggi anteriori al 1970 ritenute indispensabili

 

di Antonello Cherchi - Alessandra Tibollo
da Il Sole 24ore del 22.12.08


Lunghi addii. A febbraio Regno d'Italia senza più regole. In vigore anche da più di un secolo.

Quasi un secolo. Tanto è passato tra il primo stanziamento straordinario di 100 milioni per la costruzione della ferrovia direttissima Roma-Firenze e l'effettivo decollo dell'Alta velocità, con l'avvento del "Frecciarossa". Era infatti il 1924 quando un regio decreto, varato dal regime fascista, autorizzò una spesa straordinaria per velocizzare il trasporto su rotaia.

Un provvedimento che insieme alla relativa legge di conversione, pur avendo cessato i suoi effetti, è di fatto rimasto in vita fino ai giorni nostri. Almeno per la raccolta dei provvedimenti legislativi italiani. Così come molte altre disposizioni approvate tra il 1861, agli albori del Regno di Italia, e il 1947 nell'immediato dopoguerra. Comprese quelle sull'indennità di bagaglio per il cavallo o per la sua bardatura o le misure sulla tombola telegrafica in favore della società di previdenza fra gli artisti drammatici. Per non parlare delle norme sull'istituzione della Camera dei fasci.

In tutto si tratta di circa 31mila testi, 29mila dei quali cesseranno definitivamente di esistere dalla seconda metà del mese di febbraio 2009, per effetto del decreto legge varato giovedì scorso dal Governo con l'obiettivo di dare finalmente attuazione alla nuova banca dati della normativa vigente. Il Dl sancisce la piena soppressione, o in alcuni casi la ri-abrograzione, di leggi, regi decreti, decreti legge e decreti legislativi luogotenenziali e decreti legislativi del Capo provvisorio dello Stato vecchi anche di 145 anni e oltre.

Un'operazione voluta dal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, che si raccorda con il primo intervento taglia-leggi (cessazione di circa 3.300 norme) messo in moto con la manovra estiva. In pochi mesi, dunque, sono saltati oltre 32mila provvedimenti a dir poco datati e, in ogni caso, superflui o inutili. Anche se, in extremis, se ne sono salvati una sessantina di quelli originariamente destinati al "macero".

Ma per avviare questo disboscamento si è dovuto attendere quasi un decennio, da quando, con le riforme Bassanini, si cominciò a fertilizzare il terreno su cui si estendeva l'infinita giungla legislativa italiana. Un disboscamento reso possibile dal lavoro effettuato negli anni scorsi dalla task force di esperti guidata da Alessandro Pajno, già capo di gabinetto al Tesoro di Carlo Azeglio Ciampi e di Giuliano Amato e sottosegretario all'Interno nell'ultimo Governo Prodi.

Operativamente a far scattare il count down finale è stata la legge 28 novembre 2005 n.246, la cosiddetta "taglia-leggi", approvata quando alla guida della Funzione Pubblica c'era Mario Baccini. Un provvedimento che è servito a creare un primo spartiacque tra atti necessari e atti non indispensabili. E, soprattutto, a dare vita a un censimento attendibile di tutti i testi in vigore .

Ora non resta che attendere l'attivazione della nuova banca dati a prova di "alta velocità", sperando che, in questo caso, non occorra aspettare altri cento anni.

  • ARCHIVI PULITI - In soffitta 29mila documenti emanati tra il 1861 e il 1947: operazione necessaria per dare vita alla banca dati delle disposizioni vigenti

 

di Marco Rogari
da Il Sole 24ore del 22.12.08


Semplificazioni. Colpo di forbice a 29mila leggi. Abrogazioni dal 1961 al secondo dopoguerra.

ROMA - Fu promulgata nell'ormai lontano 21 aprile 1861 per stabilire la formula con cui dovevano essere «intestati tutti gli atti in nome del re». Ed è passata alla storia per essere la prima legge del Regno d'Italia. Ma soltanto ora, dopo oltre 125 anni, cessa definitivamente di esistere. A cancellarla è il decreto legge, targato Calderoli, che spazza via in un colpo solo 29.084 provvedimenti legislativi varati tra il periodo monarchico e la fine del 1947 attraversando il ventennio fascista. Tra questi il regio decreto sul trattamento doganale del prosciutto cotto conservato in scatola, le misure per la lotta alle cavallette o alle coccinelle degli agrumi.

Nel lungo elenco di soppressioni compaiono anche le disposizioni sull'aumento dell'indennità di bagaglio per il cavallo o per la sua bardatura e sull'acquisto di navi bananiere deciso sotto il regime di Mussolini, fino ad arrivare a quelle sulla Camera dei fasci (si veda «Il Sole 24 Ore» di mercoledì [in calce, ndr]).

Una pulizia necessaria per attivare finalmente (a partire da giugno) la banca dati della normativa statale vigente. E che è però servita anche a ripescare una sessantina di provvedimenti finiti sotto la "ghigliottina" del primo taglia-leggi azionato dal ministero della Semplificazione con la manovra estiva per sopprimere circa 3.300 norme. Un recupero dovuto a un iniziale errore di valutazione, visto che da un più attento esame dei tecnici alcune disposizioni si sono dimostrate essenziali, come nel caso della legge che disciplina il riposo domenicale e settimanale o di quella sul riordino delle soprintendenze alle antichità. Di qui la necessità di ricorrere a un decreto, dato che l'abrograzione dei provvedimenti "colpiti" dal taglia-leggi scatterà dopo il 22 dicembre.

«Abbiamo continuato l'operazione di ripulitura e abbiamo scoperto tesoretti di leggi nascosti un po' dappertutto», ha detto il ministro Roberto Calderoli. Che ha aggiunto: «Abbiamo eliminato l'eliminabile, cancellato leggi che avevano finito la loro ragion d'essere o che erano anche dannose». Il ministro ha poi sottolineatoche l'attivazione della banca dati dovrebbe garantire un risparmio di circa 6 milioni di euro, dato che l'inserimento nell'archivio informatico di una legge, con la sua classificazione, costa circa 200 euro. «Il mantenimento di una legge costa fino a 2mila euro l'anno», ha detto Calderoli mostrando un grosso pacco di carta, un cubo, pari a 5 risme di fogli ed equivalente a soli titoli degli oltre 29mila provvedimenti definitivamente soppressi.

L'operazione-Calderoli è definita «un utile lavoro» dal ministro ombra per la semplificazione del Pd, Linda Lanzillotta. Che però aggiunge: «Affinché i benefici possano trasferirsi veramente su cittadini e imprese serve uno snellimento generale dell'ordinamento finalizzato a ridurre tutti gli adempimenti burocratici».

  • RECUPERI IN EXTREMIS - L'intervento d'urgenza «salva» una sessantina di provvedimenti destinati alla scomparsa dopo la manovra d'estate

 

di Marco Rogari
da Il Sole 24ore del 19.12.08 


Vanno in soffitta 29 mila leggi. Oggi al governo il dl Calderoli sulla semplificazione. Soppresso il primo atto del Regno d'Italia. Una banca dati pubblica raggrupperà tutte le norme vigenti.

Un decreto legge di appena tre articoli per tagliare ben 29mila leggi. Lo porterà oggi in consiglio dei ministri il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli, che prosegue così l'operazione taglia-leggi dopo il provvedimento di giugno che ne ha abrogate circa 3.300. Con il decreto verrà istituita anche una banca dati pubblica delle norme vigenti, che si chiamerà Normativa e che dovrebbe essere operativa entro il 2009.

Le 29 mila leggi che verranno cancellate con il decreto sono tutte norme promulgate prima dell'entrata in vigore della Costituzione, nel periodo che va dal 1860 alla fine del 1947. Leggi praticamente non più applicate, molte delle quali propriamente «fasciste» nel senso che fanno riferimento a istituti come ad esempio la Camera dei fasci, ma che formalmente sono ancora in vigore. E che quindi, se non abrogate, dovrebbero essere inserite nella banca dati, con costi enormi. Il terzo articolo «salva» una trentina di leggi che, con il provvedimento di giugno, sarebbero state abrogate a partire dal 22 dicembre. Ma, spiegano dal ministero per la semplificazione, ci si è resi conto che tra quelle 3.300 leggi ce ne sono appunto circa trenta di cui serve ancora la vigenza. Un intervento che al ministero leggono come conferma della bontà del lavoro svolto: 30 leggi su 3.300 indicano un margine di errore inferiore all'1%.

Le leggi abrogate con il decreto Calderoli sulla semplificazione sono per la precisione 29.084. E alcune di queste hanno, in tutti i sensi, un significato storico. Come ad esempio la legge 21 aprile 1861, n. 1, «che stabilisce la formula con cui devono essere intestati tutti gli atti intitolati in nome del re». Si tratta della prima legge del Regno d'Italia. Il parlamento infatti si era riunito per la prima volta il 18 febbraio 1861 e Vittorio Emanuele II venne proclamato re il 17 marzo di quell'anno. L'ultima legge mandata in soffitta, in base all'allegato al provvedimento, è invece risalente alla fine del 1947. Si tratta di un decreto legge del capo provvisorio dello stato (dlcps 1875 del 31 dicembre 1947) che provvede alla «erezione in ente morale della Cassa scolastica della scuola elementare di Locri (Reggio Calabria)». In mezzo, spiccano provvedimenti sui temi più disparati. Un regio decreto legge del 1919 che istituiva un diritto di monopolio sulle lampadine elettriche. La «fascistissima» legge del 1933 che amplia l'organico della milizia nazionale della strada. Le norme (sempre dello stesso anno) sulle assunzioni delle donne nelle pubbliche amministrazioni. Alla fase immediatamente post-unificazione risalgono invece molte disposizioni ormai cadute in desuetudine o i cui effetti si sono ormai esauriti. Tra queste, le leggi sull'assistenza dei «colerosi poveri», sull'esenzione fiscale per le case di Palermo, lo stanziamento di 100 mila lire per acquistare l'isola di Montecristo.Senza trascurare provvedimenti «storici» come la legge 6165 del 1870 che sancì l'annessione al regno d'Italia della provincia di Roma.

La soppressione di questi provvedimenti ha, secondo il ministero della semplificazione, un significato anche economico, oltre che di «pulizia normativa». Nella relazione illustrativa del decreto, infatti, si sostiene che l'operazione «contribuisce in maniera decisiva alla certezza del diritto» e soprattutto «consente di non dover procedere alla marcatura e all'inserimento nella banca Normattiva di circa 29 mila provvedimenti, con cospicui risparmi di spesa, considerando che l'inserimento e la marcatura di un atto legislativo nella banca dati Normattiva viene stimata in circa 200 euro». Facendo quattro conti, un risparmio di quasi sei milioni di euro.

 

di Gianni Macheda - Luigi Chiarello
da Italia Oggi del 18.12.08 


I tempi (lunghi) del legislatore - Scompare la Camera dei fasci

E' stata cancellata dalla storia, oltre che da un regio decreto legge del 1943. Ma per la raccolta dei testi legislativi italiani la Camera dei fasci esiste ancora: la legge del 19 gennaio 1939 n°39, che l'ha istituita, risulta a tutt'oggi formalmente in vigore. L'esplicita abrograzione, almeno sotto il profilo normativo, non è mai avvenuta, e così per molti altri provvedimenti di stampo fascista.

Giunti ormai alla seconda Repubblica, a far scattare la soppressione formale dei provvedimenti sopravvissuti, seppure solo sulla carta, alla caduta del regime sarà un decreto legge del Governo che, a meno di sorprese dell'ultima ora, sarà varato dal Consiglio dei ministri di domani (o di venerdì).

In tutto saranno oltre 29mila le «norme primarie del Regno d'Italia», considerate ormai inutili o obsolete, che verranno soppresse, o ri-abrogate, per effetto del Dl.

A "salvarsi" saranno, sulla base del "setaccio" previsto dal provvedimento "taglia leggi" varato nel 2005, poco meno di 2mila atti visto che dalla somma di tutti testi del periodo monarchico (leggi, regi decreti legge, decreti legge e decreti legislativi luogoteneziali e decreti del Capo provvisorio dello Stato) si arriva a quota 31mila.

L'orientamento del Governo a ricorrere a un Dl per realizzare quest'opera di potatura definitiva è legata all'ormai prossima scadenza del termine (22 dicembre 2008) fissato dalla manovra estiva per la "cancellazione" di una lunga serie di provvedimenti legislativi.

L'obiettivo principale del Dl è attribuire al ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, tutti i poteri, ripartiti tra varie strutture, per il completamento della banca dati della normativa statale vigente (pubblica e gratuita), prevista fin dal 2000 ma mai portata a termine. Allo stesso tempo verrebbero accorpate le strutture operanti presso la Presidenza del Consiglio e altri organismi così da far convergere tutti i progetti di informatizzazione e di classificazione della normativa statale e regionale fin qui elaborati.

L'operazione messa a punto dal ministero della Semplificazione punta anche ad ottenere risultati delicato fronte dei risparmi di spesa. Il costo stimato per la sola "classificazione" nella banca dati di un provvedimento legislativo sarebbe di circa 200 euro. Con la definitiva abolizione di 29mila atti "tramandati" dal regno di Italia si otterrebbe un risparmio potenziale di quasi 6 milioni di euro. Che si andrebbe ad aggiungere al contenimento certo dei costi dovuto all'opera di accorpamento di strutture e personale attualmente coinvolte nel processo di snellimento legislativo.

  • LA SEMPLIFICAZIONE - Saranno cancellate circa 29mila leggi dell'epoca fascista cadute in oblio ma mai abrogate in modo formale

 

di Marco Rogari
da Il Sole 24ore del 17.12.08 


Gli effetti partiranno in dicembre. Via al riordino per il lavoro: l'operazione taglia-leggi cancella 25 provvedimenti. Il censimento dei tagli operativi dal 22 dicembre. Lavoro, con la manovra vanno in archivio 25 leggi. Cancellato il regio decreto del 1925 sui limiti di orario.

Tra gli oltre 3.300 provvedimenti che cadranno il 22 dicembre sotto la falce del «taglia-leggi», sono 25 quelli che riguardano il lavoro. È questo il risultato del censimento condotto dai consulenti del lavoro, che consente di misurare gli effetti della manovra d'estate. Saranno cancellati, tra l'altro, i regi decreti del 1925 sull'orario di lavoro e sul collocamento della gente di mare. 

Tra gli oltre 3.300 provvedimenti che cadranno il 22 dicembre sotto la falce del «Taglia-leggi», sono 25 quelli che riguardano il lavoro. E questo il risultato del censimento (...) condotto dalla Fondazione studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro che costituisce una prima esperienza per misurare gli effetti del «Taglia-leggi».

Il "rasoio" destinato a calare su leggi e regi decreti è contenuto nell'articolo 24 della manovra d'estate (legge 133/2008), che rimanda per l'elenco delle norme cancellate all'«allegato A». E l'opera di semplificazione è solo al primo passo. Durante il passaggio parlamentare, infatti, per evitare ambiguità collegate a eventuali "provvedimenti a cascata", è stato previsto che il Governo «individua, con atto ricognitivo, le disposizione di rango regolamentare implicitamente abrogate in quanto connesse esclusivamente alla vigenza degli atti legislativi inseriti nell'allegato A». La pulizia legislativa, contenuta nella manovra d'estate, si riallaccia al progetto di semplificazione varato nel 2005 dal Governo Berlusconi con la legge 246, che aveva posto le basi per una radicale sforbiciata delle leggi pubblicate prima del 1970. Probabilmente si spiega così il passaggio contenuto nell'articolo 24 in cui si afferma che «sono o restano abrogate» le disposizioni elencate nell'allegato A. Ed è proprio la manovra d'estate che integra il mandato di riepilogare e razionalizzare la vecchia legislazione, per dar corso al taglio dei provvedimenti che ormai hanno esaurito la loro funzione. (...)

La legge di conversione del decreto 112 ha infatti spostato dal 24 agosto al 22 dicembre il termine di entrata in vigore della tabella sulle abrogazioni.

 

di Maria Carla De Cesari - Enzo De Fusco
da Il Sole 24ore del 27.08.08


ANALISI - Non basta chiudere il passato

L'articolo 24 della manovra d'estate (legge 133/08), intitolato «Taglia-leggi», prevede al comma 1 che «a far data dal 180mo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto sono o restano abrogate le disposizioni elencate nell'allegato A». Un sistema simile di "falciatura" delle leggi era già stato proposto da Antonio Saliceti, uno studioso del 1800 che era stato anche ministro della Giustizia e Presidente della Corte di cassazione di Napoli. Egli aveva fortemente criticato le leggi del suo tempo e aveva proposto di tagliarle tutte e di ritornare a «poche proposizioni semplici e a pochi articoli, simili alle regole delle XII Tavole». Queste ultime erano formule legislative sintetiche, che riflettevano il mondo agricolo primitivo - e talora crudele - della repubblica romana. Per esempio, la Tavola VIII, n. 6, stabiliva che «chi ha arrecato un danno deve risarcirlo», ma vi era anche la tragica disposizione della Tavola III, n. 6, per cui il debitore poteva essere tagliato a pezzi dai creditori. Anzi, si precisava che «se i creditori ne taglieranno più o meno del dovuto, ciò non andrà a loro pregiudizio». Il Saliceti non pensava affatto di ritornare a regole con questo contenuto, ma aveva voluto indicare un modello di regole legislative concise, seguendo il pensiero illuminista per cui le leggi dovevano essere poche, chiare e comprensibili a tutti.

La semplificazione che è ora proposta dalla manovra d'estate è certamente utile, ma non è sufficiente, perché - come l'erba che ricresce - le nuove leggi saranno numerose e frammentarie come quelle precedenti. Se si vuole perseguire l'obiettivo della semplificazione e del "rimboschimento" legislativo programmato, è necessario che la formulazione delle leggi sia diversa da quella che è praticata oggi.

Le leggi dei nostri giorni sono per lo più frammentarie, disorganiche, contengono disposizioni e commi di inusitata lunghezza (le hanno chiamate leggi-lenzuolo), e formano un labirinto di regole speciali, eccezionali, singolari, particolari, che disorientano l'esperto di diritto e lasciano sconcertato il cittadino comune. Le leggi dovrebbero essere semplificate sin dall'origine e formulate non come sfilacciate «disposizioni», ma come «norme», e più precisamente come «norme di principio», che sono i mattoni che costituiscono le «leggi di principio». Il «principio» è una regola basilare, che è usata anche in altre scienze (si pensi al principio di Archimede o di Pascal), e che nel campo del diritto indica una regola iniziale (da cui il termine principio), fondamentale, formulata in termini sintetici.

Nella Costituzione e in altre leggi si fa riferimento alle leggi di principio. Si pensi al titolo dei primi 12 articoli della Costituzione: «Principi fondamentali»; ai «principi e criteri direttivi» dell'articolo 76 della Costituzione; ai «principi fondamentali» dell'articolo 117, comma 3, della Costituzione; ai «principi fissati dalla legge» previsti dall'articolo 7 del decreto legislativo 267 del 2000 come limite ai regolamenti locali. Ma la previsione delle leggi di principio non è stata valorizzata e ancora oggi si legifera con disposizioni minute e di dettaglio, necessariamente disorganiche e frammentarie.

È quindi necessario, oltre al «Taglia-leggi», che le nuove leggi (almeno quelle più importanti) siano predisposte come leggi di principio: in termini sintetici e con la precisione tecnico-giuridica necessaria per le norme di questo tipo. Non si tratta di un compito facile, ma occorre che questa insostenibile situazione normativa sia affrontata e risolta. I principi sono come i fili dell'ordito di ogni tessitura, che devono essere più robusti dei fili della trama, e le leggi di principio devono essere poche e brevi, perché - come affermava Rousseau - «qualunque Stato abbia più leggi di quante i cittadini ne possano ricordare, è uno Stato male ordinato».

 

di Vittorio Italia
da Il Sole 24ore del 27.08.08

 

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vedi anche:

E' Legge il Taglia-Leggi

Conversione DL 200/08 - agg. rassegna stampa

Un emendamento «ripesca» 559 disposizioni

Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa

Semplificazioni pericolose: rinvio di 6 mesi

Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa

Decreto Taglia-leggi - Lettera al CNAPPC

Abrogazione leggi ordinamento professione architetto

Un buco normativo per la professione (?)

di Enrico Milone - Decreto TAGLIA-LEGGI

Manovra estiva e architetti

di Enrico Milone


data pubblicazione: mercoledì 14 gennaio 2009
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