Un emendamento «ripesca» 559 disposizioni
Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa
Semplificazione. Sì della Camera - Il Dl taglia-leggi «ripesca» 559 disposizioni
MILANO - Alla fine sono diventati 559. Sono 239 le leggi di "rango" primario (si veda Il Sole 24 Ore di ieri [in calce, ndr]) e 320 gli atti amministrativi che hanno trovato ospitalità sulla scialuppa di salvataggio dell'emendamento 2.100 che li ha risparmiati dall'abrogazione prevista nel decreto taglia-leggi (200/2008). Decreto in fase di conversione che ieri l'Aula della Camera ha licenziato con 287 sì (di maggioranza e Idv), un voto contrario e 202 astenuti (Pd e Udc) e che ora passa al Senato, per essere varato definitivamente entro il prossimo 20 febbraio. Riportando in vita anche 6 provvedimenti inseriti nel primo "taglia-leggi" della scorsa estate.
«Molto soddisfatto» si è detto il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, che ha sottolineato il calo delle astensioni («anche l'Idv ha votato a favore»).
Il testo dà l'addio a circa 28mila leggi, decreti regi e luogotenenziali emanati prima del '47. Ma aveva incluso, nel tentativo di "disboscare" da leggi inutili, anche alcune disposizioni che sottendono al funzionamento di Enti e istituzioni. A partire dagli Albi: salve tutte le disposizioni che riguardano la tenuta degli Ordini professionali, le norme fondamentali per l'elezione dei Consigli e la "cornice" che regola la pratica forense, l'esame di abilitazione e le tariffe dei legali. Resta la repressione per l'esercizio abusivo delle professioni sanitarie, l'esercizio della professione di ragioniere e l'assetto degli Albi di ingegneri e architetti.
Restano in vita anche leggi "storiche", come il trasferimento della capitale da Firenze a Roma, i trattati di pace della prima e seconda guerra mondiale, la restituzione dei diritti civili agli ebrei e l'istituzione della Fao.
Ripescata anche la legge 1966/1939 con le norme istitutive delle società fiduciarie e di revisione. E corretta anche la "svista" che, eliminando la legge 288/1944, faceva venir meno, nel nostro ordinamento, le norme che tutelano il cittadino da eventuali abusi da parte dei pubblici ufficiali. Salva la "devolution" di alcuni servizi alla Valle d'Aosta e lo status di Comune autonomo per le isole Tremiti, la società della celebre enciclopedia italiana «Treccani» e l'istituzione della festa nazionale del 4 novembre. Infine, tra i 559 provvedimenti fanno parte anche l'abolizione della pena di morte dal Codice penale e il funzionamento del Tribunale dei minori.
Infine, il Governo ha presentato un altro emendamento che fa riferimento all'articolo 3 del decreto e agisce sul primo "taglia-leggi", quello inserito nel decreto sulla manovra d'estate (Dl 112/08 convertito con legge 133/08) riportando in vita altri sei provvedimenti: sull'ordinamento di architetti, ingegneri e geometri, l'istruzione elementare e media, la nominatività dei titoli azionari e l'assegnazione di alloggi popolari.
Entro il 30 giugno, il ministro Calderoli dovrà trasmettere alle Camere una relazione motivata sull'impatto delle abrogazioni nell'ordinamento vigente. La decadenza definitiva di tutte le norme abrogate scatterà il 16 dicembre prossimo.
- L'EMENDAMENTO - Il Governo ha rivisto l'elenco dei provvedimenti considerati superati. La cancellazione effettiva scatterà il 16 dicembre
di Laura Cavestri
da Il sole 24ore del 28.01.09
Professioni senza vuoto normativo. Sì della camera al dl n. 200. Che rischiava di abrogare il regio decreto sui diritti civili degli ebrei. Salve tutte le vecchie leggi che ancora regolano ordini e collegi.
I professionisti si salvano dal vuoto normativo. Dalla messe di provvedimenti obsoleti (28.889) che saranno spazzati via dal decreto taglialeggi (dl 200/2008), approvato ieri dalla camera, sono state espunte all'ultimo momento quasi tutte le leggi che ancora regolano il mondo delle professioni. Resteranno in vita le norme del 1938 sull'obbligatorietà dell'iscrizione agli albi e quelle del 1939 sulle società professionali, le disposizioni del 1944 su consigli degli ordini e quelle sull'esercizio della professione di ragioniere. E ancora, le regole per la tutela delle professioni di ingegnere e architetto e quelle sulla cassa del notariato. L'elenco di atti da mantenere in vigore, depositato lunedì sera alla camera dal governo sotto forma di emendamento, risulta molto più ampio rispetto al testo diffuso in un primo momento da palazzo Chigi. E pone rimedio a una possibile gaffe. Nel giorno della memoria si rischiava infatti di abrogare il regio decreto del 1944 che ha reintegrato i cittadini ebrei nei diritti civili e politici.
di Francesco Cerisano
da Italia Oggi del 28.01.09
Semplificazioni. Il Dl sarà corretto - Un emendamento salva 239 leggi.
MILANO - Salvi gli ordinamenti professionali, l'obbligatorietà di iscrizione agli Ordini e le regole per il loro funzionamento. Esonerate le regole sugli archivi notarili, le disposizioni istitutive delle fiduciarie ma anche le norme che eliminano la pena capitale dal Codice penale e quelle che istituiscono la Festa nazionale del 4 novembre, dichiarano monumenti nazionali la tomba di Giacomo Leopardi e la casa di Giuseppe Verdi.
Raccolte in un unico emendamento del Governo, depositato ieri sera, sono lievitate a 239 (fino a lunedì mattina il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, parlava di «146») le norme pre-repubblicane che si salveranno dalla scure del decreto taglia-leggi 200/2008, in fase di conversione in Aula alla Camera e in scadenza il 20 febbraio. Un provvedimento (si veda «Il Sole 24 Ore» del 20 gennaio) reso necessario dopo le diverse proteste e richieste di modifica giunte, in commissione, da maggioranza e opposizione, da associazioni, Ordini ed Enti locali (previo vaglio di merito da parte dei ministeri competenti), che avrebbero tagliato - nel ginepraio delle oltre 29mila disposizioni selezionate - anche alcune cornici normative fondamentali per il funzionamento dei moderni apparati.
Le professioni. Dalla scure sono salve praticamente tutte le disposizioni che riguardano la tenuta degli Albi (legge 254/1940) e le associazioni (1815/1939); le norme fondamentali per l'elezione dei Consigli (382/1944), alcune disposizioni sulla pratica forense (577/1919), sull'esame per avvocati (509/1943), sull'ordinamento (453/1926) e il decreto luogotenenziale 170/1946 sulle tariffe forensi. Resta la legge 1074/1928 che reprime l'esercizio abusivo delle professioni sanitarie (1074/28) e la loro disciplina giuridica (184/35). Integre anche le regole per l'esercizio della professione di ragioniere (965/1929), tenuta degli Albi e assetto ordinistico per ingegneri e architetti (1296/1930) e le norme per iscriversi all'Albo di questi ultimi (506/1941).
Le fiduciarie. Sfuggita al "disboscamento normativo" anche la legge 1966/1939 con le norme istitutive delle società fiduciarie e di revisione, che aveva sollevato il "pericolo deregulation" da parte del presidente di Assofiduciaria, Gustavo Visentini (...). «Una disciplina certamente da aggiornare - aveva detto Visentini - ma che non può far venire meno un quadro di regole certe e un'idonea struttura di vigilanza».
Norma anti-abusi. Corretta anche la "svista" che, eliminando la legge 288/1944 faceva venir meno le norme che tutelano il cittadino da eventuali abusi dei pubblici ufficiali. E tra le diverse leggi "recuperate" c'è anche la 224/1944 che prevede l'abolizione della pena di morte dal Codice penale, la 1354/22 che ha istituito le celebrazioni del 4 novembre (la Festa delle Forze Armate), la costituzione in Comune autonomo delle isole Tremiti (35/32) e l'individuazione di alcuni monumenti nazionali (240/1897 e 26/1901).
Per l'opposizione, ha spiegato Fabio Evangelisti (Idv): «L'emendamento è la dimostrazione che il meccanismo messo in piedi dal Governo per disboscare la giungla legislativa fa acqua da più parti e che è l'ennesimo spot dell'Esecutivo».
- IL RECUPERO - Non saranno cancellate le regole su ordinamenti e iscrizione agli Albi oltre alla tutela del cittadino da abusi dei pubblici ufficiali
Le fasi
- Il primo taglia-leggi. Con il decreto legge 112 del 25 giugno 2008 (la manovra estiva) è stata disposta, su iniziativa del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, l'eliminazione dall'ordinamento nazionale di 3.313 disposizioni normative, ritenute ormai inutili per l'ordinamento. Le norme sono state cancellate con effetto dal 24 dicembre 2008.
- Il secondo intervento. Il 22 dicembre del 2008 è però entrata in vigore la seconda tranche di "cancellazioni" predisposta sempre dal ministro Calderoli. Questo nuovo decreto legge (200 del 2008):
- dispone l'abrogazione di circa 29mila disposizioni giudicate ormai inutili;
- salva una sessantina di leggi e decreti destinati all'abrogazione dal precedente Dl 122/08. - Le correzioni. Nel corso del dibattito parlamentare per la conversione in legge del Dl 200/08 sono emerse altre disposizioni da confermare. Un emendamento del Governo ha attualmente predisposto un elenco di 239 leggi e decreti da salvare da questa seconda ondata di abrogazioni. Tra le norme confermate, quelle sulle professioni e le fiduciarie.
di Laura Cavestri
da Il Sole 24ore del 27.01.09
Le professioni si salvano a metà. Il governo ha depositato l'emendamento con l'elenco dei provvedimenti esclusi dal dl taglialeggi. Rivivono le norme su albi e società, non quelle sui collegi.
Professioni salve a metà. La scure del decreto taglialeggi (dl 200/2008) ha risparmiato le norme del 1938 sull'obbligatorietà dell'iscrizione agli albi e quelle del 1939 che disegnano il quadro giuridico di carattere generale delle società professionali.
Ma non le disposizioni su consigli degli ordini e collegi contenute nel decreto legislativo luogotenenziale n.382 del 1944. E ancora vigenti per periti industriali, agrari e geometri (si veda ItaliaOggi del 15/1/2009). Quest'ultimo provvedimento, infatti, a differenza dei primi due, non figura nell'elenco delle leggi da salvare messo a punto dai tecnici del ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, e depositato alla camera ieri sotto forma di emendamento del governo.
Il dietrofront dell'esecutivo si è reso necessario per impedire l'abrogazione di un groppuscolo di leggi finite nel calderone dei 28.889 atti destinati a essere abrogati dal dl 200. La falcidia tuttavia non scatterà dal prossimo 20 febbraio, come previsto nella versione originaria del dl, ma solo a partire dal 16 dicembre 2009. La commissione affari costituzionali di Montecitorio ha infatti modificato la tempistica del decreto dando al governo dieci mesi di tempo in più per completare la ricognizione delle norme da eliminare. Ma ha previsto anche una verifica di metà percorso che l'esecutivo dovrà effettuare entro il prossimo 30 giugno, riferendo in parlamento sull'abrogazione dei 29 mila atti. Toccherà al ministro Calderoli spiegare alle camere l'impatto delle abrogazioni previste con riferimento ai diversi settori di competenza dei singoli ministeri.
Ieri, parlando alla camera nel corso della discussione sul decreto legge, Calderoli ha dato i numeri del provvedimento di semplificazione: delle 28.889 norme che sono state sottoposte all'abrogazione, 543 sono quelle di cui è stato richiesto il salvataggio. Tra queste solo 223 sono atti di valenza primaria, mentre 320, ha ammesso il ministro, «sono sono stati inseriti per errore nella classificazione del Ced». Tra i 223 provvedimenti, 123 sono stati segnalati dai ministeri della giustizia, dell'economia e del lavoro, 14 dal ministero dell'interno, 24 dal ministero della difesa, 2 dal Consiglio nazionale forense, 48 su indicazione delle commissioni della camera e 12 su segnalazione del comitato per la legislazione.
Il ministro leghista è consapevole che lo attenderà un compito non facile. «Il lavoro andrà perfezionato ulteriormente» ha ammesso. «Tuttavia, credo che attraverso questo strumento si stia compiendo un'operazione con conoscenza e responsabilità di ciò che si sta realizzando; diversamente, l'effetto del taglialeggi sarebbe stato quantitativamente molto importante, ma purtroppo qualitativamente poco curato. Pertanto, credo che si tratti di un intervento assolutamente necessario».
Ma quanti saranno di preciso i provvedimenti da salvare? Calderoli alla camera ha dato un numero: 146 («che corrispondono alla percentuale dello 0,5 che ci era stata indicata»).
In realtà, però, nell'elenco di leggi da mantenere in vita (che ItaliaOggi è in grado di anticipare) ne figurano molte meno: 94 in totale. Segno che qualcuna si è persa per strada. Come appunto il decreto legislativo luogotenenziale del 1944.
di Francesco Cerisano
da Italia Oggi del 27.01.09
Semplificazioni. Salvataggio immediato per 200 «vecchie» leggi. In arrivo le correzioni al Dl.
MILANO - Saranno almeno 200 le «regie norme» pronte a essere subito salvate, a partire da lunedì, dall'Aula della Camera. Tra queste, anche quelle sugli Ordini professionali eviteranno la scure del secondo decreto taglia leggi. Inoltre, dal ministero per la Semplificazione normativa si dicono soddisfatti per la dilazione dei tempi - votata martedì in commissione Giustizia della Camera - previsti per la decadenza delle leggi pre-1948: il termine per il definitivo "tratto di penna" sarà prorogato al 16 dicembre 2009, innalzando così i 180 giorni previsti rispetto alla data di entrata in vigore del Dl convertito.
A rassicurare Ordini e Collegi sul mantenimento delle norme pre-repubblicane che ancora oggi costituiscono un architrave giuridico per la tenuta degli Albi, la loro struttura istituzionale, l'iscrizione obbligatoria e le tariffe forensi è stato, ieri, lo stesso Alfonso Celotto, capo ufficio legislativo del dicastero per la Semplificazione. Che spiega: «Lunedì, in Aula a Montecitorio, sarà presentato un emendamento governativo con un elenco dei provvedimenti "da salvare", già segnalati e verificati con i relativi ministeri competenti. Saranno circa duecento (ma il vaglio non è ancora concluso) e copriranno aree trasversali. In lista figureranno anche le sei norme segnalate dagli organismi professionali, che riguardano sia gli ordinamenti degli Albi che le disposizioni dedicate all'attività forense».
Ieri, infatti, lo stesso Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense - con una lettera inviata ai ministri della Giustizia, Angelino Alfano, e per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli (oltre che ai presidenti delle Commissioni parlamentari Affari costituzionali e Giustizia di Camera e Senato) aveva sottolineato l'urgenza di escludere dal decreto taglia-leggi le norme sugli avvocati; altrimenti tutto il sistema organizzativo della professione rischia «una completa paralisi», mettendo in pericolo «la tutela giudiziaria dei cittadini». Sotto la scure, finirebbero la legge 254/1940 (che regola la tenuta degli Albi), il regio decreto legge 509/1943 (che ancora disciplina alcuni aspetti dell'esame di abilitazione), il decreto legislativo luogotenenziale 382/1944 (sulle norme fondamentali per l'elezione dei Consigli e la riscossione dei contributi per il loro funzionamento), nonché il decreto legislativo luogotenenziale 170/1946 (con disposizioni per l'approvazione delle tariffe forensi).
Per parte sua, Alpa ha specificato che da anni l'Avvocatura auspica una riforma del proprio ordinamento professionale, «ma fino a quel momento sarà senz'altro necessario mantenere in vita la normativa fondamentale fino ad oggi vigente».
Oltre a queste misure, nei giorni scorsi, anche il Cup - il Comitato unitario che riunisce gli Ordini - aveva lanciato l'allarme sullo sfoltimento indiscriminato delle norme professionali (si veda «Il Sole 24 Ore» del 20 gennaio), aggiungendo alla lista anche la legge 1815/1939 che vieta la costituzione di società (oggi superata dalle due "leggi Bersani" 266/1997 e 248/2006) ma ancora in piedi per la parte che disciplina le associazioni professionali e la legge 897/1938 che obbliga l'iscrizione all'Albo per l'esercizio di una libera professione.
Celotto, poi, segnala che anche le norme contenute nel decreto legislativo luogotenenziale 288/1944 - che tutelano il cittadino da eventuali abusi dei pubblici ufficiali e che già erano state segnalate in commissione Giustizia della Camera - «saranno espunte dall'elenco delle disposizioni da abrogare. Se a questo si aggiunge la modifica - già approvata in commissione - dei termini, al 16 dicembre prossimo, per la definitiva abrogazione delle norme, c'è tutto il tempo per verifiche e rettifiche». Inoltre, entro il 30 giugno, il ministro Calderoli dovrà trasmettere alle Camere una relazione motivata sull'impatto delle abrogazioni contenute all'allegato 1 nell'ordinamento vigente.
- L'approfondimento. Il Sole 24 Ore di martedì 21 gennaio ha riportato un primo approfondimento sugli effetti dell'applicazione del decreto taglia-leggi. L'elenco delle disposizioni soppresse (quasi 29mila) contiene anche leggi la cui eliminazione potrebbe causare più di di una difficoltà gestionale. Sul Sole di martedì, in particolare, l'attenzione si è concentrata sugli effetti per il sistema professionale. In particolare, per esempio, potrebbero essere eliminate le disposizioni sull'obbligatorietà di iscrizione all'Albo e sulle società fra professionisti.
di Laura Cavestri
da il Sole 24ore del 23.01.09
Questa legge non s'ha da tagliare. Le commissioni della Camera chiedono di salvare dal dl Calderoli anche il Piano Marshall. Hanno ancora effetto alcune norme emanate tra il 1861 e il '47.
Pensava, il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, di risolverla a colpi di bianchetto. Ma non aveva calcolato che sfoltire il libro delle leggi italiane, cancellando in un colpo solo più di 29mila vecchie leggi, avrebbe generato lacune normative in materia ancora viva come ordinamenti militari, ordini professionali e perfino entrate iscritte a bilancio dello stato. Non immaginava forse che il ministero delle Infrastrutture per esempio ha un capitolo di bilancio che si regge ancora su una disposizione del governo provvisorio del 1947 che dava «disposizioni per l'alloggio dei rimasti senza tetto in seguito ad eventi bellici e per l'attuazione dei piani di ricostruzione». Tradotto: la ricostruzione è ancora in corso e ci sono ancora fondi per il piano Marshall del 1947, il programma di aiuti economici elaborato dal segretario di stato statunitense nel dopoguerra. Questa legge Calderoli non la può cancellare. Anzi, toccherà rimettere dentro un bel po', minimo un centinaio, di quelle vecchie norme abrogate dal decreto.
Se ne sono accorte le commissioni della Camera dei deputati chiamati a esprimere i loro pareri in vista della conversione del decreto legge sulla semplificazione normativa, il cosiddetto «taglia-leggi». E tutte hanno accompagnato i pareri favorevoli con osservazioni. In realtà, veri e propri grida d'allarme. La commissione Difesa, per esempio, ha sottolineato che potrebbero avere ancora effetti sull'ordinamento militare vecchi regi decreti come quello del 1917 che obbligava i comuni a dare alloggi alle truppe del real esercito, oppure quello che regolava i trattamenti economici della regia Guardia di Finanza, i premi per i carabinieri reali e gli stipendi per i regi marinai. Così come devono essere assolutamente sottratte al bianchetto di Calderoli quei decreti emanati dal re nei primi del Novecento per le aree cimiteriali destinate ai sacrari militari e per il riconoscimento delle aree della Prima guerra mondiale a monumenti nazionali.
Panico, invece, alla commissione Finanze davanti all'elenco delle leggi abrogate dal decreto da convertire. Non solo si intravede un pericoloso vuoto normativo, ma si rischia la scomparsa materiale di beni e proprietà in mano a amministrazioni locali, enti, istituti. Gli eredi del signor Angelo Ranieri, per esempio, potrebbero avere contraccolpi se venisse, come vuole il «taglia-legge», cancellata la legge del 1869 con la quale il capostipite otteneva un pezzo della mitica spiagga dei Maronti a Ischia. Imprevedibili gli effetti, invece, se venisse sbianchettata la legge con la quale nel 1871 si autorizzò la vendita della tenuta di Portici alla Provincia di Napoli, che oggi ospita la nota Facoltà d'Agraria i cui laboratori lavorano a pieno regime in caso di emergenze e truffe alimentari. La Società Dante Alighieri rischia di non avere più la sede a palazzo Firenze a Roma (assegnata nel 1928). Contraccolpi più seri intravede la commissione se dovesse evaporare la legge del 1938 che contiene disposizioni per la difesa del risparmi. La commissione Affari sociali, dal suo canto, chiede «una più attenta ponderazione» sull'opportunità di abrogare norme di carattere sociale e sanitario come il regio decreto del 1924 sull'esercizio dell'odontoiatria e le protesi dentarie. Oppure, come la legge del 1940 sulle infermiere e le puericultrici, e la legge del 1942 emanata per l'assistenza ai sordomuti. Teme contraccolpi seri anche la commissione Bilancio perché pare che una serie di atti legislativi emanati tra il 1861 e il 1947 sia ancora iscritto a capitoli del bilancio dello stato a legislazione vigente. La legge del 1921, per esempio, concernente l'imposta sul caffé e i suoi surrogati reca uno stanziamento iscritto nel capitolo 1416 dello stato di previsione dell'entrata, come il regio decreto legge del 1934 sullo sviluppo delle radiodiffusioni, oppure la legge del 1941 sull'ordinamento della cassa di previdenza per le pensioni ai salariati degli enti locali.
Stato d'allarme anche nella commissione Attività produttive dove si chiede di valutare l'opportunità di abrogare la legge del 1939, sulla disciplina giuridica degli studi di assistenza e consulenza, e il decreto legislativo luogotenenziale del 1944 che detta norme sui consigli degli ordini e collegi e sulle commissioni centrali professionali. Per il presidente del consiglio nazionale forense, Guido Alpa, si tratta di «norme insostituibili per la tutela giudiziaria dei cittadini».
di Emilio Gioventù
da Italia Oggi del 23.01.09
Brevi
Il governo avrà 180 giorni di tempo dall'entrata in vigore delle norme taglialeggi per stabilire se alcune di quelle elencate debbano essere salvate. La decisione è stata assunta dalla commissione affari costituzionali della camera, che ha all'esame il decreto 200 del 2008, e finirà per salvare sia alcune leggi riguardanti le professioni sia altre (in totale circa 150 su 29 mila elencate nel dl Calderoli). Donato Bruno, relatore del provvedimento ha spiegato che i sei mesi concessi all'amministrazione centrale serviranno ai ministeri e agli uffici del parlamento per verificare gli effetti dell'abrogazione delle leggi.
pag. 30
da Italia Oggi del 22.01.09
- ITER "Conversione in legge del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, recante misure urgenti in materia di semplificazione normativa" (2044)
[fonte: camera.it]
- DECRETO-LEGGE 22 dicembre 2008, n. 200
Misure urgenti in materia di semplificazione normativa. (GU n. 298 del 22-12-2008 - Suppl. Ordinario n.282)
[fonte: gazzettaufficiale.it - on line entro 60gg dalla data di pubblicazione in GU]
- Elenco delle quasi 30.000 leggi tagliate dal dl 200/08
[PDF - fonte: ilsole24ore.com]
- Elenco delle 60 norme salvate in extremis
[PDF - fonte: ilsole24ore.com]
- Le norme relative alle professioni contenute nel Dl 200/08
[PDF - fonte: sole24ore.com]
Commenti
22/03/2009 18.24: legge 6/giugno 1929 n.965 esercizo professione rag
E' una legge che non andrebbe tagliata in quanto lascia un grande vuoto in merito alla professione di ragioniere. sebbene gli ordini siano stati unificati col d.l. 139/2005 molti ragionieri siamo rimasti fuori. la norma andrebbe salvata proprio per dare la possibilità ai ragionieri abilitati che avevano momentaneamente sospeso la professione di rientrare nell'albo
maria francesca bonaccorso
vedi anche:
Salvate le tre leggi della professione di architetto
di Enrico Milone - Taglia-leggi
E' Legge il Taglia-Leggi
Conversione DL 200/08 - agg. rassegna stampa
Semplificazioni pericolose: rinvio di 6 mesi
Dl Taglia-Leggi & Albi - agg. rassegna stampa
Colpo di forbice a 29mila leggi
Decreto Taglia-leggi - rassegna stampa
Decreto Taglia-leggi - Lettera al CNAPPC
Abrogazione leggi ordinamento professione architetto
Un buco normativo per la professione (?)
di Enrico Milone - Decreto TAGLIA-LEGGI