Ristrutturazioni: incentivi oltre il 36%

Decreto Incentivi - DL 5/09 - rassegna stampa

Decreto legge incentivi. In salvo gli acquisti già effettuati. Al via dal 7 febbraio gli sconti su auto, mobili ed elettrodomestici. Le novità del provvedimento pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale».

MILANO - I nuovi incentivi ai consumi si applicheranno sulle autovetture, le moto, i mobili, gli elettrodomestici (esclusi i frigoriferi), la tv e il pc acquistati a partire dal 7 febbraio scorso e sino alla fine di quest'anno. La data di avvio dei benefici è una delle precisazioni inserite in extremis - rispetto al testo entrato all'esame del Consiglio dei ministri di venerdì 6 febbraio (si veda «Il Sole 24 Ore» del giorno successivo, [in calce, ndr]) - nel decreto legge 5/09, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» 34 dell'11 febbraio 2009.

Una data spartiacque almeno apparentemente strana, e tuttavia necessaria. In genere, infatti, l'efficacia delle disposizioni contenute nei decreti legge è quella dell'entrata in vigore del provvedimento stesso (che solitamente coincide con il giorno della pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale») o, al limite, quella del 1° gennaio dell'anno o, infine, per le norme tributarie, quella di inizio del periodo di imposta. In questo caso, invece, a rendere necessaria la fissazione nero su bianco della data del 7 febbraio 2009 sono state le aspettative dei consumatori, rassicurati da alcuni ministri, il giorno stesso del varo del decreto legge, che gli incentivi sarebbero stati concessi, ricorrendone le condizioni, sugli acquisti di particolari beni - auto, mobili ed elettrodomestici, appunto - fin dall'indomani, cioè da sabato 7 febbraio.

Ma non è questa la sola novità inserita nel decreto legge «incentivi» rispetto al testo circolato a ridosso del via libera governativo. Intanto, rimanendo alla detrazione del 20% sul prezzo pagato per gli elettrodomestici, è stata inserita l'esclusione dal beneficio dei frigoriferi e dei congelatori, il cui acquisto era già stato agevolato dal comma 353 dell'articolo 1 della legge 296/06, prorogato dal comma 20 dell'articolo 1 della legge 244/07. In quel contesto, poi, vale a dire nell'articolo 2 del decreto legge 5/09, è stata aggiunto il comma 3 per promuovere entro un mese un protocollo di intenti con i produttori di auto, mobili ed elettrodomestici, per definire impegni e strategie per mantenere i livelli occupazioni, stimolare la domanda e migliorare l'offerta.

Come previsto, poi, con il nuovo provvedimento è stato reintrodotto il "vecchio" bonus aggregazioni. Contrariamente alle prime indiscrezioni uscite dal Consiglio dei ministri, tuttavia, la norma effettiva è stata cambiata: il beneficio non riguarderà più solo le piccole e medie imprese fino a 250 dipendenti, ma tutte. E il valore massimo attribuito ai beni per effetto dell'aggregazione non è più di 10 ma di 5 milioni di euro. Eliminato, a questo punto, anche il richiamo alla subordinazione della disposizione al preventivo via libera della Ue.

Del tutto nuovo e inatteso, invece, l'articolo 7 del decreto legge poi pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale», che introduce nuove priorità nei controlli del Fisco e un ulteriore giro di vite - dopo quello deciso con il decreto legge 185/08 (la manovra «anti-crisi») - contro l'indebito utilizzo, da parte delle imprese, dei crediti d'imposta.

Attesa, ma non conosciuta prima della pubblicazione, anche la copertura finanziaria. Dall'attuazione del decreto legge deriveranno maggiori oneri per 382 milioni quest'anno, 230,5 per il 2010, 405,8 per il 2011, 308,4 per il 2012 e 2013 e 386,2 per il 2014.

  • LA PRECISAZIONE - Dalla nuova misura sono esclusi i frigoriferi e i congelatori, che beneficiano della vecchia agevolazione

 

di Marco Peruzzi
da Il Sole 24ore del 13.02.09


Mobili e 36% separati in casa. Le norme contenute nel dl n. 5/09 ancorano la detrazione del 20% alla ristrutturazione. Data indicata per la decorrenza ma non per il realizzo.

Mobili e elettrodomestici, acquisti entro fine 2009, ma esecuzione dei lavori del 36% “aperta”. La norma individua l'inizio dei lavori a partire dal 1° luglio del 2008, ma non pone limiti al riguardo, potendo gli stessi anche essere effettuati nel 2011. Ammessi per gli arredi i pagamenti rateali, ma sempre in base all'utilizzo del bonifico. In ogni caso, stop agli acquisti al 31 dicembre 2009. Molta attenzione agli ordinativi di fine anno e al pagamento di acconti sui mobili: dovrebbero essere ammessi anche acconti su acquisti perfezionati nel 2010.

La nuova disposizione di agevolazione per l'acquisto di arredi, di immobili ristrutturati offre diversi spunti interpretativi. In primo luogo, è posto un vincolo in funzione dell'avvio di interventi di recupero dal 1° luglio 2008 e relativa fruizione della detrazione del 36%. È da riflettere, comunque, che la norma effettua un testuale riferimento ai soggetti che fruiscono di detta detrazione in relazione a lavori iniziati dalla predetta data, senza esplicitare che gli stessi devono essersi conclusi entro il 2009. Infatti, la triplice condizione iniziale richiesta è che dal 1° luglio 2008 devono essere iniziati gli interventi di recupero (facendo fede la comunicazione preventiva), dalla medesima data devono comunque essere sostenute le relative spese (in pratica è sufficiente anche una spesa di modico importo, come nel caso di rilevante acconto nel giugno 2008 e lavori e saldo a luglio 2008, essendo escluso invece il totale pagamento se effettuato entro giugno 2008, pur se con lavori successivi) e infine che deve fruirsi della detrazione (da intendere come sussistenza dei requisiti, prescindendo dalla effettiva fruizione, che ad esempio potrebbe non accadere per incapienza dell'Irpef). Non sono invece posti limiti al periodo entro cui i lavori devono essere eseguiti e la detrazione fruita. Peraltro, l'agevolazione è ancorata alle ulteriori spese rispetto a quelle del 36%, ma è notorio che in tale contesto le spese possono anche essere antecedenti all'esecuzione dei lavori. In sostanza, atteso che al momento l'agevolazione del 36% si conclude nel 2011, sembra fattibile la seguente ipotesi:

  • iniziale pagamento dell'acconto sul 36%;
  • acquisto dei mobili ed elettrodomestici in data successiva ma pur sempre entro il 2009;
  • esecuzione dei lavori nel 2010.

Ovviamente, l'esecuzione dei lavori dovrà comunque avvenire, altrimenti decadendosi dalla relativa agevolazione si perde implicitamente il requisito per accedere al bonus dei mobili. Non sembra d'ostacolo a tale ipotesi l'osservazione che i mobili devono essere destinati all'immobile ristrutturato, sia in quanto in ogni caso tale passaggio normativo è affidato alla correttezza del contribuente (che anche nelle ipotesi di lavori precedenti all'acquisto degli arredi potrebbe destinare questi ultimi ad altri suoi immobili), sia perché l'acquisto degli arredi non impedisce di certo la successiva esecuzione degli interventi (che si ricorda, possono anche essere riferiti agli impianti, infissi, etc, e non soltanto ad opere murarie eseguibili in assenza di arredi). In pratica, stando alla lettera della norma, ciò che serve inizialmente è una spesa riferita al 36%, potendosi poi avere le ulteriori spese agevolabili al 20% e fino al massimo di 10 mila euro.

Laddove il 36% non dovesse perfezionarsi, mancando la fruizione, il contribuente dovrà restituire le detrazioni indebitamente fruite (sia per il 36% che per gli arredi) mediante il ricorso alla tassazione separata.

Per quanto concerne i pagamenti, è stato più volte sottolineato che si richiedono anche per gli arredi le stesse modalità previste per il 36%, ossia il ricorso al bonifico, sia bancario che postale e anche on-line (ris. 353/08). Dal bonifico, dunque, deve risultare la causale del versamento, il codice fiscale dei soggetti beneficiari della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. Se nel bonifico bancario non sono riportati i riferimenti normativi si ha diritto alla detrazione, se si è in grado di dimostrare che le spese siano state sostenute nel rispetto delle condizioni e nei limiti ivi previsti (circolare n. 95/00). Ciò posto, se si ricorre ad eventuali pagamenti rateali, il beneficio è comunque ammesso a condizione che si adoperi sempre il bonifico (risoluzione n. 283/08).

Il pagamento rateale, però, potrebbe porre problemi nella fattispecie degli acquisti dei mobili laddove frequentemente si ricorre ad un acconto al momento dell'ordinazione e al versamento del saldo (anche a rate) alla consegna. Ciò in quanto la realizzazione di ambienti complessi (camere da letto, soggiorni, cucine), richiede per i mobilifici almeno 60 giorni lavorativi. Il punto di domanda al riguardo è l'esatta interpretazione da attribuire alla norma che prevede testualmente ulteriori spese sostenute, fino al 31 dicembre 2009, per l'acquisto dei mobili. Ai fini delle detrazioni Irpef, vige uno stretto principio di cassa, per cui l'agevolazione è ancorata all'effettivo pagamento. Ai fini IVA, invece, la cessione dei beni mobili (e dunque l'acquisto) si intende effettuata al momento della consegna o spedizione. In pratica, se si ordina una cucina a dicembre 2009 pagando il relativo acconto, la consegna (ed effettuazione dell'operazione) avviene solitamente 60 giorni dopo, ossia gennaio/febbraio 2010. Poiché però la norma consente la detrazione in riferimento alle spese sostenute per l'acquisto, si ritiene che in una simile ipotesi la detrazione relativamente all'acconto di dicembre 2009 possa essere fruita. Pertanto, se si intende fruire dell'agevolazione, è bene ricordarsi che quantomeno i mobili devono essere ordinati entro fine anno, con relativo pagamento di un sostanzioso acconto.

 

di Maurizio Tozzi
da Italia Oggi del 13.02.09


GLI INCENTIVI PER LA RIPRESA - Quello strano filtro agli sconti

Volere è potere? Sicuramente non per incentivi, economia e fisco. L'ultimo decreto legge anti-crisi è nato con l'ambizione di favorire i consumi. È nato per non aiutare solo l'auto. E ha scelto di dare una mano anche all'industria del mobile e al comparto degli elettrodomestici. Per poi allargare lo sguardo ai produttori di tv e computer.

Il Dl ha, però, dovuto fare i conti con le compatibilità di bilancio e ha scelto un filtro per ridurre l'impatto del bonus per mobili ed elettrodomestici. Potranno accedere all'agevolazione solo coloro che hanno in corso lavori di ristrutturazione e utilizzano la detrazione del 36 per cento. Il problema è che la scelta del filtro sembra legata più alle necessità dell'Erario che a una valutazione di mercato. Se si può (a fatica) immaginare che chi ristruttura casa acquisti mobili e lavatrice, il legame si rivela avventato quando l'agevolazione spetta per tv e computer. Né si può ritenere che il premio sui mobili convinca qualcuno a ristrutturare, influendo sul mercato dell'edilizia. O che l'impellenza di acquistare un televisore al plasma spinga a rivedere la distribuzione dei locali del proprio appartamento.

 

pag. 12
da Il Sole 24ore del 12.02.09


L'IMPATTO DELLE MISURE - Il Governo stima in edilizia 405mila ristrutturazioni. Oltre 230mila auto in più e 405mila interventi di ristrutturazione edilizia con relativo acquisto di elettrodomestici o mobili. È l'effetto incentivi che si attende il Governo. Il decreto con gli aiuti ai settori industriali è entrato in vigore ieri e stabilisce che i bonus scattino dal 7 febbraio.

ROMA - Oltre 230mila auto in più e 405mila interventi di ristrutturazione edilizia con relativo acquisto di elettrodomestici o mobili. È l'effetto incentivi che si attende il Governo, pronto ad aprire un tavolo con i produttori dei beni agevolati per definire gli impegni sul mantenimento dei livelli occupazionali e sui pagamenti ai fornitori.

Il Dl n.5 del 10 febbraio 2009, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, è in vigore da ieri e stabilisce che i bonus scattino per acquisti a partire dal 7 febbraio. I costi della manovra sono fissati in 2 miliardi fino al 2014 mentre è limitato a 610 milioni l'intervento per il biennio 2009-2010, quello che dovrebbe essere più toccato dalla crisi. (...)

Sono invece oltre 400mila gli interventi di ristrutturazione edilizia previsti nel 2009, ai quali dovrebbe accompagnarsi l'acquisto di elettrodomestici o mobili con lo sgravio Irpef del 20%. In questo caso il gettito di cassa per il 2009, peggiorato di 24 milioni dall'Irpef ma spinto da 67 milioni di Iva, dovrebbe essere positivo per 43 milioni per poi passare in negativo in ciascuno degli anni tra il 2010 e il 2013. (...) 

C'è attesa poi per il protocollo di intenti che, entro i prossimi 30 giorni, la Presidenza del consiglio dovrà firmare con i produttori per garantire i livelli occupazionali. Significative le parole pronunciate due giorni fa a Bruxelles dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti: «Non avrebbe senso fare i mercatisti quando si danno gli aiuti». La linea è non chiedere alla Ue deroghe per gli aiuti ma legarli alla salvaguardia dell'occupazione. Senza imporre vincoli eccessivi, ad esempio sulla delocalizzazione, che farebbero scivolare anche l'Italia nella possibile deriva protezionistica paventata da Bruxelles nel caso della Francia.

Ieri le grandi associazioni di settore, Anfia per l'auto ed Anie per gli elettrodomestici, hanno preferito non commentare la novità sui livelli occupazionali contenuta nel decreto, in attesa dei primi incontri con il Governo. E lo stesso hanno fatto Fiat e Indesit Company, quest'ultima alle prese con la possibile chiusura dello stabilimento piemontese di None.

  • GARANZIE OCCUPAZIONALI - I produttori dei beni ammessi agli incentivi in attesa di incontri con l'Esecutivo per definire il protocollo di intesa

Le novità rispetto alla prima bozza - IL DECRETO INCENTIVI

Garanzie livelli occupazionali. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto la Presidenza del Consiglio dei ministri stipula con i produttori dei beni agevolati un protocollo di intenti sul mantenimento dei livelli occupazionali.

  • Aiuti anche per televisori e pc. Entrano anche apparecchi televisivi e computer tra i beni agevolabili con lo sgravio Irpef del 20% da legare alla ristrutturazione edilizia. L'Agenzia delle entrate chiarirà quali modelli sono incentivabili.
  • Stretta sui controlli fiscali. I controlli sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale saranno selettivi, così da liberare maggiori risorse operative per aumentare i controlli sui crediti d'imposta indebitamente compensati.
  • Elettrodomestici e mobili. Le detrazioni Irpef del 20% (sempre collegate a ristrutturazioni) vengono spalmate in 5 anni anziché 10 come inizialmente previsto. Resta fermo il limite di spesa di 10mila euro.

 

di Carmine Fotina
da Il Sole 24ore del 12.02.09


Decreto incentivi al via con più controlli fiscali. Incentivi a difesa dell'occupazione. Agevolazioni solo per i prodotti di aziende che non tagliano posti - Napolitano firma.

Il decreto legge sugli incentivi è stato firmato ieri dal presidente della Repubblica ed è atteso oggi in Gazzetta UffIciale. Rispetto alle prime bozze, il Dl prevede una stretta sui controlli fiscali per garantire la copertura. I produttori dei beni oggetto di incentivi dovranno impegnarsi a non ridurre l'occupazione e a rispettare i pagamenti ai fornitori.

ROMA - Nel Dl salva-consumi spunta un articolo sui controlli fiscali con cui verrà coperta buona parte dei costi. Il decreto con le misure per auto, elettrodomestici, mobili ed imprese è stato controfirmato ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dovrebbe essere pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale. Per tutta la giornata di ieri il testo sembrava destinato ad avere un iter accelerato confluendo in un maxiemendamento al Dl "milleproroghe" in discussione al Senato, mentre in serata l'ipotesi è rientrata e il provvedimento dovrebbe a questo punto seguire il proprio percorso legislativo.

Garanzie sull'occupazione. Oltre all'estensione dello sgravio fiscale a televisori e computer e al periodo in cui sarà spalmata l'agevolazione (5 anni anziché 10), il "decreto Scajola" contiene una significativa novità sugli obblighi per i produttori di beni che verranno incentivati. Proprio ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sottolineava che collegare la concessione degli aiuti di Stato alla salvaguardia dell'occupazione è cosa «ragionevole e compatibile con gli orientamenti europei».

Entro 30 giorni dall'entrata in vigore la presidenza del Consiglio promuoverà la stipula di un protocollo di intenti con i produttori di auto ed elettrodomestici per definire gli impegni in ordine alle garanzie di mantenimento dei livelli occupazionali e le modalità per assicurare il rispetto dei termini di pagamento previsti nei rapporti con i fornitori e con gli altri soggetti della filiera produttiva. Una norma, quest'ultima, a garanzia della componentistica così «come lo sviluppo di iniziative promozionali per migliorare l'offerta dei servizi di assistenza e manutenzione». Gli incentivi per passare ad auto più ecologiche abbandonando i vecchi modelli scatteranno retroattivamente dal 7 febbraio 2009 e saranno validi fino al 31 dicembre 2009 per immatricolazioni non oltre il 31 marzo 2010. Per gli elettrodomestici, viene specificato che gli incentivi sono riservati ai prodotti «ad alta efficienza», sebbene non ci siano ulteriori dettagli sulla classe energetica.

I costi. Il nodo delle coperture, che aveva reso complicata la stesura del provvedimento approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, è stato dunque sciolto. Il Governo spalma l'intervento su un arco di tempo molto lungo (al 2014) e non confinato al biennio 2009-2010 che si prevede determinante per uscire dalla crisi. Per l'anno in corso e per il prossimo si stima un costo per lo Stato rispettivamente di 382 e 230,5 milioni. Dei 2 miliardi della manovra, 1,4 sono costi "netti" per lo Stato, il resto arriverà dal maggior gettito Iva. (...)

  • SALTA L'ITER RAPIDO - Sfuma l'ipotesi di inserire il Dl nel «milleproroghe». Dalle revoche ex 488 anche 175 milioni per il Fondo di garanzia per Pmi e Confidi
  • LA COPERTURA - Misure complessive per 2 miliardi, spalmati fino al 2014. Costo netto per lo Stato a 1,4 miliardi, oltre 600 milioni da incremento Iva

 

di Carmine Fotina
da Il Sole 24ore del 11.02.09


Compensazioni fiscali al setaccio. Oggi in Gazzetta Ufficiale il decreto incentivi. Misure su auto e mobili retroattive dal 7 febbraio. Uffici delle Entrate in azione. E controlli anche sul catasto.

Compensazione dei crediti di imposta inesistenti superiori a 50 mila euro con maxisanzione netta del 200%. La sanzione prevista, per chi utilizza dei crediti inesistenti, oltre la soglia dei 50 mila euro, per anno solare sarà punita con una sanzione netta del 200% euro. Inoltre saranno previsti specifici controlli sulle agevolazioni in materia di imposte di registro, ipotecaria, e catastale, successioni e donazioni in sede di liquidazione e autoliquidazione dell'imposta principale. I controlli saranno effettuati dall'Agenzia delle entrate che opereranno attraverso specifiche analisi di rischio per la verifica di indebito utilizzo delle agevolazioni. Le verifiche mirate consentiranno all'Agenzia delle entrate di liberare maggiori risorse destinate a una lotta a tutto campo sull'utilizzo dei crediti inesistenti.

La novità è stata inserita nel decreto legge sugli incentivi approvato venerdì scorso dal governo e che sarà pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale. Il decreto prevederà inoltre l'efficacia retroattiva per le misure sulla rottamazione delle auto e la detrazione del 20% sui mobili e l'acquisto di elettrodomestici verdi. La detrazione, poi, sarà allargata anche a computer e televisori, e la restituzione al contribuente sarà determinata in cinque rate dello stesso importo e non come indicato nel testo esaminato venerdì dal consiglio dei ministri, in 10 anni.

Il decreto legge per il momento seguirà una strada autonoma e il suo innesto nel dl milleproroghe (...) avverrà una volta questo provvedimento arriverà alla camera. Anche in questo caso, comunque sarà previsto un voto di fiducia, considerato che il dl sulle proroghe scadrà il primo marzo e dovrà inevitabilmente tornare al senato per una nuova lettura. Il decreto legge ecoincentivi sarà finanziato con i tagli alla legge 488/92. (...)

 

di Cristina Bartelli
da Italia Oggi del 11.02.09


Misure anticrisi in Gazzetta: aiuti anche per Tv e computer

ROMA - Anche televisori e computer beneficeranno degli aiuti varati dal governo la scorsa settimana con il decreto anticrisi. Il provvedimento è stato firmato ieri dal presidente della Repubblica e arriva oggi sulla Gazzetta ufficiale. (...) E veniamo agli elettrodomestici (ad «alta efficienza energetica») e mobili, inclusi televisioni e computer. Possono beneficiare del 20% di detrazione dall'Irpef lorda gli acquisti effettuati tra il 7 febbraio e il 31 dicembre 2009 fino a un massimo di 2.000 euro in 5 anni. L'agevolazione, però, è riservata a chi ha iniziato i lavori dal 1° luglio 2008 in poi e in base alla legge 449 del '97.

 

di Barbara Corrao
da Il Messaggero del 11.02.09


GLI INCENTIVI PER LA RIPRESA - Bonus anche per tv e computer. Bonus fiscale restituito in 5 anni. Tempi dimezzati, il tetto sale a 400 euro l'anno - Il Senato accelera sul pacchetto.

Atteso per oggi in Gazzetta Ufficiale il decreto incentivi varato venerdì scorso. Tra le novità dell'ultima ora la riduzione a cinque anni (e non più dieci) del periodo su cui spalmare le detrazioni fiscali per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici. L'importo massimo sarà di 400 euro l'anno e lo sconto sarà esteso anche ai televisori e ai computer da tavolo. Intanto Palazzo Madama è pronto a inserire il testo nel milleproroghe per assicurarne l'approvazione senza possibilità di modifiche entro il primo di marzo.

ROMA - Il decreto legge incentivi probabilmente vedrà oggi la luce sulla Gazzetta Ufficiale, ma più che verso la conversione "autonoma" si potrebbe trattare di un decreto "a perdere", visto che la norma a regime sarebbe trasposta nel testo in conversione del decreto milleproroghe all'esame del Senato. Rispetto al testo reso noto nei giorni scorsi però dovrebbero entrare le norme sulle aggregazioni aziendali, ma non è chiaro se già nel testo del Dl o nell'emendamento al milleproroghe. Inoltre si fanno insistenti le voci di alcuni cambiamenti, come la riduzione del periodo su cui spalmare la detrazione da dieci a cinque anni, con l'aumento dell'importo massimo a 400 euro all'anno, e l'ingresso dello sconto anche per i televisori e i computer da tavolo. (...) 

  • BENEFICI ESTESI - Gli sconti saranno riconosciuti anche per l'acquisto di tv e computer. Il decreto nel milleproproghe: sarà legge entro marzo
  • 10.000€ - SCONTI FISCALI - La spesa per mobili ed elettrodomestici. È prevista una detrazione dell'Irpef lorda del 20%, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici fino a un tetto massimo di 10.000 euro di spesa. In pratica la detrazione che si può ottenere è di 2mila euro. Lo sconto vale su acquisti «ulteriori» rispetto ai costi sostenuti per la ristrutturazione dell'immobile iniziata dopo il 1° luglio 2008. Gli aiuti scadono il 31 dicembre 2009.

 

di Antonio Criscione - Luca Gaiani
da Il Sole 24ore del 10.02.09


Mobili, inizio lavori spartiacque. Quando scatta la detrazione Irpef per l'acquisto di arredi e frigoriferi. Tetto di 10 mila euro. Ristrutturazione dimostrata con la comunicazione per il 36%

Bonus mobili e elettrodomestici, per l'inizio lavori previsto per il 36%, fa fede la comunicazione inizio lavori ed è necessario il pagamento mediante bonifico. Per i frigoriferi, invece, rispetto allo stesso acquisto impossibile cumulare le detrazioni esistenti. Il riferimento al cumulo delle agevolazioni, a cui fa riferimento la norma contenuta nel decreto legge, approvato venerdì dal consiglio dei ministri, è da intendersi come possibilità di scelta della detrazione più conveniente a fronte dello stesso acquisto oppure di avvalersi delle agevolazioni per due differenti acquisti. Se si eseguono lavori su più immobili, sono possibili altrettante spese di acquisto di arredi.

Queste le prime considerazioni che emergono dalla lettura della norma riferita alla detrazione Irpef del 20% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici.

A chi è diretta l'agevolazione. La norma è chiara sui destinatari dell'agevolazione: possono fruirne soltanto coloro che si avvalgono della detrazione del 36% delle spese riferite agli interventi di recupero del patrimonio edilizio eseguiti dal 1° luglio 2008 su singole unità immobiliari residenziali e aventi come fine l'arredamento dello stesso immobile ristrutturato. Da questo concetto iniziale discendono diverse conseguenze:

  • entrano in gioco solo i lavori riferiti alle unità abitative (escluse le pertinenze e i lavori condominiali), a prescindere se si tratta di prima casa o meno;
  • l'agevolazione è rivolta a tutti i beneficiari del 36%, anche se comproprietari di un immobile. Ad ogni buon conto, in presenza di spese di ristrutturazione cointestate, così come la detrazione del 36% ha quale limite di spesa quello di 48 mila euro per immobile, anche l'agevolazione in oggetto ha il limite di spesa complessivo in riferimento all'immobile ristrutturato: pertanto, due coniugi devono comunque fermarsi a 10 mila euro di spesa (ad esempio, 5 mila ciascuno);
  • essendo le spese riferite all'immobile ristrutturato, ben può verificarsi l'ipotesi di interventi di recupero su tre/quattro distinti immobili residenziali, con altrettante possibilità di spesa per mobili ed elettrodomestici: in pratica l'agevolazione riguarda ogni singolo immobile ristrutturato.

L'inizio lavori. Da valutare con attenzione il richiamo all'inizio dei lavori. Dovendo il 36% essere obbligatoriamente preceduto dalla comunicazione preventiva di inizio lavori al centro operativo di Pescara, sarà la data di inizio lavori ivi indicata ad individuare il rispetto della condizione di aver avviato i lavori dal 1° luglio 2008, a prescindere dai pagamenti che come noto possono essere anche precedenti. Inoltre, non danno diritto alle agevolazioni, eventuali pagamenti relativi a prosecuzione di lavori iniziati precedentemente: in sostanza, la data dei bonifici bancari è irrilevante, facendo testo solo l'effettivo inizio lavoro come indicato nella comunicazione preventiva. Il limite di 10 mila euro è svincolato dall'ammontare delle spese sostenute per il 36%, mentre il richiamo tassativo alle modalità di pagamento mediante bonifico non lascia via d'uscite al riguardo, a prescindere dalle fatturazioni o da specifiche modalità di pagamento, dovendosi sempre ricorrere al bonifico bancario o postale, ivi incluso quello on-line.

Detrazione quando c'è il cumulo. Infine, da comprendere a fondo la possibilità di cumulo con la detrazione per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazione prevista dal comma 353 dell'articolo 1 della legge 27/12/2006, n. 296. La stessa spesa, per principio assodato degli oneri che danno diritto ad un beneficio, non può originare un doppio vantaggio fiscale. Ciò vuol dire, dunque, che in caso di acquisto di un frigorifero ad alta efficienza energetica, al ricorrere dei requisiti, al contribuente è data piena facoltà di scegliere la detrazione più conveniente, sapendo che:

  • per la nuova detrazione, il limite di spesa è maggiore (10 mila euro), ma gli adempimenti sono maggiormente “antipatici”, dovendosi attivare la procedura del 36% e, tra l'altro, pagare con bonifico, oltre che ricordarsi che l'agevolazione termina al 31 dicembre 2009;
  • per la detrazione del 20% dei frigoriferi di classe A+, non serve il 36% e nemmeno pagare con bonifico, ma il limite di spesa è più basso (1.000 euro) e tra le altre cose è indispensabile procedere alla sostituzione di un vecchio frigo, pur se l'agevolazione resta in piedi fino a tutto il 2010.

Potrebbe dunque chiedersi perché il legislatore richiama una possibilità di cumulo. In realtà, il legislatore vuole evidenziare non soltanto la predetta possibilità di scelta per il contribuente, ma anche che le due fattispecie possono coesistere, nel senso che ad esempio, un contribuente potrà:

  • sostituire un frigorifero con un altro di classe A+, fruendo della detrazione del 20% di cui alla legge 296 del 2006, fino al limite massimo di spesa di 1.000 euro;
  • effettuare lavori di ristrutturazione e comprare un ulteriore frigorifero, avendo come limite di spesa 10 mila euro e fruendo della nuova detrazione in commento. L'importante, dunque, è che si tratti di spese diverse, altrimenti vige il divieto di cumulo. 

 

di Maurizio Tozzi
da Italia Oggi del 10.02.09


Il decreto incentivi - Dai mobili al frigo, sconti «condizionati». Potrebbero essere oltre 500mila gli interessati ai bonus collegati alle ristrutturazioni edilizie.

Lavatrici, sofà, librerie, cucine e frigoriferi. E forse persino scrivanie d'antiquariato e lampade di design. Lo sconto fiscale euro varato venerdì scorso dal Governo include quasi tutti gli elementi d'arredo, almeno stando all'articolo 2 del decreto legge, che cita genericamente «mobili ed elettrodomestici».

Una definizione molto ampia, che fa il paio però con un limite generale, perché per beneficiare della detrazione del 20% sull'acquisto di oggetti d'arredo bisogna aver effettuato lavori di ristrutturazione edilizia agevolati al 36 per cento. Questo significa che - proiettando su quest'anno la tendenza di gennaio-ottobre 2008 rilevata dalle Entrate - i beneficiari potrebbero essere circa 500mila. Una platea ampia, anche se non quanto avrebbero voluto le imprese del settore, che premevano per aiuti generalizzati. E anche i sostenitori del risparmio energetico contestano il fatto che lo sconto fiscale non sia legato all'acquisto di apparecchi ad alta efficienza energetica.

Tenuto conto che si potrà scontare il 20% su una spesa massima di 10mila euro - con una detrazione quindi fino a 2mila euro - il vantaggio teorico ipotizzabile per le famiglie italiane sarà al massimo di un miliardo da spalmare in rate annuali. Con la conseguenza che l'onere del Fisco, in termini di mancato gettito annuale, non dovrebbe risultare eccessivamente pesante. Sempre che lo sconto sugli arredi non faccia aumentare oltre le previsioni il numero dei contribuenti che effettuano lavori agevolati al 36 per cento.

Lo slalom tra i requisiti. In attesa di eventuali circolari delle Entrate - che potranno meglio precisare nozioni o procedure - quel che è certo è che per ottenere lo sconto fiscale bisognerà completare uno slalom tra una serie di paletti piuttosto stretti.

Innanzitutto, gli interventi che consentono di avere lo sconto non sono quelli che beneficiano del 36%, ma solo quelli «di recupero del patrimonio edilizio effettuati su singole unità immobiliari residenziali». Sono escluse, quindi, le opere sulle parti comuni condominiali. E dovrebbe essere escluso anche l'acquisto di nuovi box auto (che non è un'opera di recupero di edilizio) e l'acquisto di immobili interamente ristrutturati da imprese (che gode del 36% grazie alla legge 448/2001 e non alla legge 449/1997, richiamata dal decreto legge).

Per avere la detrazione, inoltre, i lavori devono essere iniziati dopo il 1° luglio 2008. Chi ha cominciato prima è tagliato fuori. E comunque, non potendo verificare a posteriori quando si è aperto il cantiere, bisognerà fare riferimento al momento in cui è stata sostenuta la spesa. Quindi, per esempio, chi ha versato un primo acconto in contanti a metà giugno 2008, ma ha fatto il primo bonifico un mese dopo, avrà lo sconto. Anche se il cantiere si è aperto prima della data chiave.

Il nodo degli oneri. Lo slalom tra i requisiti, comunque, non è finito. Anche quando i lavori sono cominciati dopo il 1° luglio 2008, gli acquisti "agevolati" sono solo quelli effettuati dopo l'entrata in vigore del decreto legge ed entro il 31 dicembre di quest'anno. E questo impone una precisazione. Se una famiglia ha rifatto i pavimenti a settembre dell'anno scorso e a dicembre ha comprato un nuovo salotto, non avrà diritto ad alcuna detrazione per quell'acquisto. Viceversa, i nuovi acquisti effettuati il prossimo marzo potranno beneficiare della detrazione.

Quanto alle modalità di pagamento, il decreto legge parla di «spese documentate» ed «effettuate con le stesse modalità» previste per il 36 per cento. Alla lettera, significa dire che servirà un bonifico postale o bancario. Ma, se è vero che uno scontrino non sicuramente non sarà sufficiente, molti auspicano che possa essere sufficiente una fattura (decisamente più pratica del bonifico per le spese minori).

L'ultimo paletto riguarda l'utilizzo dei mobili e degli elettrodomestici, che devono essere «finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione». In altri termini, gli oggetti cui si applica lo sconto fiscale non possono finire in abitazioni diverse da quella in cui è intervenuto il muratore.

Sembra ovvio, ma la norma si presta a qualche furbizia. Infatti, chi ha iniziato i lavori dopo il 1° luglio dell'anno scorso - ma non ha bisogno di nuovi mobili o elettrodomestici - potrebbe fare l'acquisto a proprio nome e poi consegnare gli arredi a un parente. Il tutto, va da sé, è contro la legge. Ma è difficile immaginare controlli diretti nelle case dei contribuenti, soprattutto se le fatture risulteranno in regola dopo un primo riscontro documentale.

Un caso a sé è quello di frigoriferi e congelatori, che potranno cumulare la detrazione varata venerdì con quella prevista dalla legge 296/2006 per la sostituzione dei vecchi apparecchi inquinanti. In pratica, chi gode del 36% e acquista un nuovo frigorifero avrà la detrazione del 20%, ma se il nuovo apparecchio è almeno di classe «A+» e ne sostituisce un altro, ci sarà un'altra detrazione del 20 per cento.

  • LA PROVA D'ACQUISTO - Sulle modalità di pagamento il testo del Governo fa riferimento alle «spese documentate»

DOMANDE E RISPOSTE

  • 1 - Ho iniziato i lavori di ristrutturazione dopo il 1° luglio 2008, ma ho già acquistato tutti gli arredi di cui avevo bisogno. Posso beneficiare dello sconto per quegli acquisti? Secondo il decreto legge, non si può beneficiare della detrazione del 20% per gli acquisti effettuati in precedenza. Ma si ha diritto allo sconto fiscale sugli acquisti di mobili o elettrodomestici effettuati dopo l'entrata in vigore del decreto e fino al 31 dicembre 2009.
  • 2 - L'intervento di recupero edilizio è cominciato prima del 1° luglio 2008, ma i lavori sono andati per le lunghe e ora vorrei comprare dei mobili. Ho diritto allo sconto? I lavori sono partiti prima del termine richiesto dal decreto legge e non importa che non siano ancora stati completati: non si ha diritto allo sconto.
  • 3 - Ho in programma di ristrutturare la mia casa nei prossimi mesi e chiederò la detrazione del 36 per cento. Entro quale termine devo effettuare gli acquisti di mobili ed elettrodomestici per non perdere lo sconto? Il decreto non pone come condizione che l'acquisto avvenga nel corso dei lavori per il 36% né oltre il loro termine o il collaudo finale. Allo stato della normativa, basta rispettare la scadenza finale del 31 dicembre 2009.
  • 4 - Lo sconto fiscale sugli arredi può essere chiesto solo se si ha diritto al 36% per l'edilizia? Sì, è indispensabile avere anche la detrazione del 36 per cento. Detto questo, il 36% può essere teoricamente richiesto per lavori di scarso conto (come la sostituzione di un tubo del gas per ragioni di sicurezza, vedi circolare Entrate 6 febbraio 2001, n.13). Sempre teoricamente - e a patto di conoscere bene la procedura - chi vuole acquistare mobili ed elettrodomestici di un certo costo, potrebbe promuovere un intervento poco costoso, ma agevolato al 36 per cento.
  • 5 - Quali sono gli elettrodomestici con lo sconto fiscale? Tutti o solo quelli ad alta efficienza enegertica? Non esistono definizioni di legge su cosa sia un «mobile» o un «elettrodomestico». Né si fa riferimento a requisiti di efficienza. La definizione per ora è generica.
  • 6 - Come funziona la detrazione per i frigoriferi e i congelatori? Chi gode della del 36% e sostituisce il proprio frigorifero o congelatore con un modello di classe energetica non inferiore ad «A+», potrà godere di due detrazioni fiscali: il 20% sulla sostituzione e il 20 per cento sull'acquisto. Se invece non viene acquistato un nuovo frigorifero o non viene rottamato un vecchio apparecchio, ci sarà una sola detrazione pari al 20% del prezzo di acquisto.

Vantaggi e limiti: ecco cosa prevede l'articolo 2. Lo sconto fiscale sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici è disciplinato dall'articolo 2 del decreto legge varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. Il bonus è riservato ai contribuenti che hanno effettuato lavori di ristrutturazione edilizia agevolati al 36 per cento. La detrazione sugli arredi, dunque, accompagna quella sui lavori in casa. Con alcune limitazioni, però. Secondo la prima lettura della norma, restano esclusi coloro che hanno fatto lavori sulle parti comuni condominiali, chi ha acquistato nuovi box auto e chi ha acquistato immobili ristrutturati dai costruttori.

  • 500mila - I POTENZIALI BENEFICIARI. Considerando i dati dell'agenzia delle Entrate e stimando che il numero di ristrutturazioni rimanga costante nel 2009, si può calcolare una platea di circa 500mila potenziali beneficiari dello sconto
  • 1 miliardo - IL VALORE MASSIMO COMPLESSIVO DELLO SCONTO. Se tutti i potenziali beneficiari acquistassero nuovi mobili ed elettrodomestici per 10.000 euro, lo sconto fiscale massimo sarebbe di un miliardo circa da ripartire in più annualità. L'esborso per il Fisco, dunque, non dovrebbe rivelarsi troppo pesante
  • 20 per cento - IL LIMITE DELLA DETRAZIONE. La detrazione del 20% per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici va calcolato sul prezzo d'acquisto Iva compresa fino a 10.000 euro. La detrazione massima è di 2.000 euro. La prima rata sarà sottratta nella dichiarazione dei redditi 2010
  • 36 per cento - LA DETRAZIONE CHE FA DA PRESUPPOSTO. Lo sconto sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici è riservato a coloro che godono della detrazione del 36% per lavori di recupero del patrimonio edilizio su singole unità immobiliari residenziali
  • 1° luglio 2008 - IL TERMINE DECISIVO PER I LAVORI. Per avere diritto alla detrazione sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici occorre che i lavori agevolati al 36% siano iniziati dopo il 1°luglio. La «partenza» dei valori sarà documentata in base al momento in cui sono state effettuate le spese
  • 31 dicembre 2009 - LA SCADENZA DEL BONUS. L'agevolazione per gli arredi riguarda le spese sostenute fino alla fine di quest'anno. La norma, comunque, non menziona un termine rispetto alla fine dei lavori: quindi si può ultimare la ristrutturazione a febbraio e pagare i mobili a dicembre

 

di Cristiano Dell'Oste - Silvio Rezzonico - Giovanni Tucci
da Il Sole 24ore del 09.02.09


Le stime delle imprese. Vendite attese: 3 milioni di pezzi. Il provvedimento permetterà di attenuare gli effetti della crisi economica.

Gli incentivi sui grandi elettrodomestici potrebbero spingere le vendite fino a 3,3 milioni di pezzi da metà febbraio a dicembre 2009. L'effetto degli incentivi potrebbe neutralizzare almeno in parte il trend negativo per i produttori di bianco che dallo scorso settembre registrano un tonfo delle vendite valutabile intorno al 7 per cento. Tuttavia la forma d'incentivazione scelta dal governo non convince fino in fondo i produttori di elettrodomestici che lamentano l'inutile collegamento dell'incentivo alla ristrutturazione edilizia e la scarsa incisività degli sconti fiscali. Insomma, stando agli industriali, sarà difficile che questo decreto ottenga gli stessi risultati conseguiti dagli sconti fiscali concessi a frigoriferi e congelatori nel 2008: 800mila pezzi in più immessi sul mercato, 8mila posti di lavoro salvati e 180 milioni di fatturato in più. Quasi una "nuova fabbrica". E appena 12 milioni l'anno di minori introiti per lo Stato.

«Inoltre - commenta Antonio Guerrini, direttore generale di Ceced Italia, il consorzio che riunisce un centinaio di aziende attive negli apparecchi domestici e professionali - ho l'impressione che produrre provvedimenti in più fasi possa alla fine creare disorientamento. Mi spiego meglio: pensavo che questo provvedimento d'incentivazione potesse essere inglobato in un Piano straordinario di efficienza energetica sul quale stiamo parlando da tempo con il Governo».

Progetti strategici e straordinari a parte, rimane il decreto della scorsa settimana. Ipotizzando che grazie agli sconti fiscali il sell-out nei 10 mesi e mezzo (l'incentivo scatta con la pubblicazione del provvedimento) rimanenti del 2009 eguaglino quelle medie del 2007, le vendite in Italia di frigo, lavatrici, lavastoviglie, condizionatori, piani cottura e cucine a gas arriverebbero a 3,3 milioni. Nella simulazione si sono considerati nulli, da una parte, gli effetti depressivi sulla domanda indotti della crisi economica e, dall'altra, l'ipotetico scossone alle vendite prodotto dagli incentivi stessi. I prodotti più venduti risulterebbero le lavabiancherie con 825mila pezzi, seguite dai frigoriferi, 765mila, e dalle lavastoviglie, 750mila. «Siamo la seconda industria del Paese - osserva Guerrini - e nel 2007 abbiamo fatturato 16 miliardi, di cui 9,3 dall'export». Tuttavia nel 2008 la flessione complessiva dei pezzi prodotti dovrebbe aver generato un taglio del 14%, cioè 3,7 milioni di pezzi in meno a 23,2 milioni.

Se gli incentivi non funzioneranno a dovere si rischia di tagliare anche gli investimenti e dare un'altra spinta al processo di delocalizzazione. «Probabilmente - conclude Guerrini - così come sono stati formulati nel decreto gli incentivi non alimenteranno le vendite di apparecchi ecologici e non supporteranno gli investimenti dei costruttori in prodotti innovativi a maggiore valore aggiunto».

«Un vero peccato - soggiunge Piero Moscatelli, presidente di Ceced Italia - non estendere l'esperienza del modello di incentivi sperimentato con frigoriferi e congelatori: in pochi anni la vendita di prodotti efficienti si è avvicinata al 50 per cento».

In effetti gli sconti fiscali su frigoriferi e congelatori nelle classi energetiche super-efficienti A+/A++ hanno fortemente modificato il mix delle vendite: l'incidenza di queste classi è passata dal 12% del mercato nel 2006 (un anno senza incentivi) al 26% nel 2007 (primo anno di incentivazioni) fino al 47% stimato per il 2008.

Inoltre, sulla base dei 2,2 milioni di pezzi in sell-in 2008, e considerando il differenziale rispetto a un mercato senza incentivi, la quantità aggiuntiva di frigoriferi "risparmiosi" immessi sul mercato è stimata da Ceced Italia in 800mila pezzi. Con un impatto sull'occupazione di 800 addetti.

«È come - conclude Moscatelli - se si fosse creata una nuova impresa con un fatturato di almeno 150-180 milioni e con un evidente effetto moltiplicatore su tutti i parametri operativi, economici e sociali».

  • I PRECEDENTI - Le agevolazioni varate negli scorsi anni hanno prodotto un onere per lo Stato di soli 12 milioni di euro

 

di Emanuele Scarci
da Il Sole 24ore del 09.02.09


Il decreto incentivi - INFRASTRUTTURE: Cantieri subito per 3,5 miliardi. Ultimatum Ance: ora tocca a un piano straordinario per le piccole opere.

«Bene gli interventi sull'auto e altri beni» ma servono sgravi fiscali per chi investe. Lo ha detto ieri la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia aggiungendo che per gli ammortizzatori occorreranno più risorse dallo Stato se il Fondo sociale europeo non sarà sufficiente. L'Ance, associazione dei costruttori, chiede di finanziare subito un piano di rilancio delle infrastrutture da 3,5 miliardi.

ROMA - Non ha alcuna intenzione di creare tensione con il Governo e con il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che incontrerà giovedì prossimo. Ma, dopo aver appreso del decreto legge sugli incentivi all'auto, il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, si è innervosito per l'ennesima esclusione delle richieste dell'edilizia e si è convinto ancora di più della propria linea: adesso nessun rinvio è più possibile, è il momento di finanziare un piano straordinario di rilancio delle infrastrutture, del piano casa e degli aiuti all'edilizia. «Aiuti ai mobili nuovi nelle case vecchie? No grazie», è lo slogan di Buzzetti.

C'è bisogno di qualcosa di diverso dei 16,6 miliardi di cui il Governo continua a parlare. «Quelle - dice Buzzetti - sono risorse ordinarie e invece questo è il momento di un piano straordinario di opere piccole e medie immediatamente cantierabili». Non c'è più tempo da perdere. In questo senso, l'appuntamento di questa settimana è per l'Ance uno spartiacque.

Buzzetti si presenterà al ministro Matteoli con un elenco di opere per cui è possibile aprire subito i cantieri. «Ora basta con gli alibi», dice. L'elenco è il frutto del lavoro di setacciamento fatto dall'associazione: le ricerche del centro studi nei programmi già approvati e le segnalazioni delle associazioni territoriali. Fanno parte del pacchetto 35 opere dell'Anas già inserite nei programmi regionali finanziati con il Fas (fondo aree sottoutilizzate) per un investimento complessivo di 954,7 milioni, coperti solo per 211,2 milioni. Nel piano anche 7 opere ferroviarie, anch'esse inserite nei programmi finanziati con il Fas, per un fabbisogno di 423,6 milioni. Ancora, due interventi nei porti per 126 milioni, pure queste inserite nella pianificazione del Fas, quasi a dire che queste risorse, oltre a essere riprogrammate in una giostra senza fini, bisognerebbe pure cominciare a spenderle, dando il via a ciò che è immediatamente attivabile.

Ma il "cuore" delle proposte Ance sono 166 interventi variabili fra 800mila euro e 50 milioni che sommano complessivamente 3.504 milioni. Provengono dal monitoraggio sul territorio fatto dalle associazioni periferiche dei costruttori. È su queste opere che Buzzetti chiede una risposta immediata al Governo. «Occorre varare subito un piano da almeno 3,5 miliardi che possa godere di procedure accelerate e finanziamenti pronti», dice il presidente dell'Ance.

Nei giorni scorsi Buzzetti ha visto anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Abbiamo verificato che c'è sintonia e non c'è alcuna preclusione all'avvio di un piano per sostenere il settore, considerato comunque fondamentale in questa fase», racconta Buzzetti. Sulle risorse, difficile pensare ad aumenti. «Dei 16,6 miliardi di cui parla il Governo - dice ancora il presidente dell'Ance - restano 3,7 miliardi di risorse vere, ancora da assegnare. Si parta da lì, prima di prevedere un piano di fondi aggiuntivi e straordinari». In realtà quei 3,7 miliardi sono stati assegnati al «fondo Matteoli» e alla legge obiettivo per le grandi opere. Ma l'ultimo decreto legge anticrisi ha aperto uno spiraglio, con l'affermazione che quelle risorse possono andare anche a programmi di piccole e medie opere. Ed è lì che vuole andare a parare Buzzetti. La decisione sulla ripartizione delle risorse spetta a Matteoli ed è su questo che l'Ance attende risposte certe giovedì.

L'altro tema è quello dell'accelerazione delle procedure. Su questo fronte, sempre caldo in Italia, l'Ance guarda al modello spagnolo. Per far fronte alla crisi, il Governo spagnolo ha avviato a novembre un programma di finanziamento di opere medio-piccole di 8 miliardi e ha ripartito le risorse, in base alla popolazione, tra gli 8.112 comuni: 177 euro per abitante. Poi ha chiesto a ciascun Comune di avviare uno o più interventi sulla base della disponibilità. Con procedure snelle di presentazione dei progetti e di erogazione dei finanziamenti: risultato, 31mila progetti medio-piccoli, con la creazione di posti 280mila di lavoro. Dopo due mesi, il 28 gennaio scorso, erano stati già finanziati 15mila progetti in 3.500 Comuni. 

  • I LAVORI CANTIERABILI - Buzzetti presenterà una lista di 49 interventi inseriti nei Fas regionali e di altri 166 immediatamente attuabili individuati dal territorio
  • IL MODELLO SPAGNOLO - Zapatero ha ripartito otto miliardi fra gli 8.112 Comuni per finanziare subito una o più opere ciascuno: in due mesi avviati 15mila progetti
     

di Giorgio Santilli
da Il Sole 24ore del 08.02.09 


Il decreto incentivi - Elettrodomestici e mobili, sconti fino a 2mila euro. Ma la detrazione va divisa in dieci quote annuali.

Via libera alla detrazione Irpef del 20% sull'acquisto di mobili ed elettrodomestici pagati dall'entrata in vigore del decreto anti-crisi e fino al 31 dicembre 2009.

L'agevolazione, introdotta dal decreto anti-crisi varato dal Consiglio dei ministri, consiste in una detrazione dall'Irpef lorda del 20% sulle spese documentate per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, finalizzati all'arredo di immobili oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia agevolabili al 36 per cento. L'acquisto può essere effettuato in qualunque periodo, ma deve essere pagato dalla data di entrata in vigore del decreto anti-crisi e fino al 31 dicembre 2009. Il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario o postale con le stesse modalità previste per la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie.

La spesa massima agevolabile, su cui calcolare il 20% di detrazione Irpef, è pari a 10.000 euro, quindi, l'importo massimo della riduzione dalle imposte è di 2.000 euro. Questa detrazione complessiva deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, quindi, nel modello Unico PF/2010 o nel 730/2010. La riduzione dell'Irpef del 2009 potrà essere al massimo di 200 euro (2.000 diviso 10).

I lavori interessati. L'agevolazione per mobili ed elettrodomestici spetta ai contribuenti che già fruiscono della detrazione Irpef del 36% per gli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia (articolo 3, comma 1, lettere b, c, d, Dpr 380/2001), effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, possedute o detenute e sulle loro pertinenze.

La norma, nel testo ora disponibile, parla di interventi di recupero del patrimonio edilizio su singole unità immobiliari residenziali: quindi, non è agevolato, per mobili ed elettrodomestici, chi abita in un condominio che ha effettuato gli interventi sulle parti comuni. La ristrutturazione deve essere iniziata non prima del 1° luglio 2008 e questa verifica va effettuata recuperando la Comunicazione di inizio lavori inviata al Centro operativo di Pescara. Questa comunicazione è obbligatoria per chi vuole fruire della detrazione del 36% sulle ristrutturazioni e deve essere inviata prima dell'inizio dei lavori. Possono essere agevolati, per mobili ed elettrodomestici, anche i contribuenti che hanno inviato la comunicazione a Pescara prima del 1° luglio 2008, a patto che abbiano indicato nel modello una data di inizio lavori successiva al 30 giugno 2008.

Non solo persone fisiche. La norma sulle detrazioni del 55% per gli interventi sul risparmio energetico è stata estesa anche ai soggetti Ires, in quanto il soggetto agevolato era genericamente il «contribuente» e lo sconto fiscale era una «detrazione d'imposta», senza specificare il tipo di imposta. Per i mobili e gli elettrodomestici, però, lo sconto fiscale può essere utilizzato solo da chi fruisce già del bonus Irpef del 36% per le ristrutturazioni. Quindi, la platea viene ridotta alle persone fisiche che sono soggetti passivi dell'Irpef, residenti e non residenti; sono soggetti che hanno sostenuto le spese agevolate e queste restano a loro carico; posseggono o detengono l'immobile ristrutturato.

Sono agevolati, quindi, proprietario, nudo proprietario, titolare di un diritto reale sull'immobile, inquilino, comodatario e socio di cooperative a proprietà divisa e indivisa assegnatario di un alloggio.

Lo sconto Irpef del 20%, si estende anche ai familiari conviventi del proprietario o del titolare di un diritto reale sull'immobile agevolato. È agevolato anche l'imprenditore individuale, anche agricolo, se l'immobile ristrutturato non è strumentale o bene merce. Alle stesse condizioni, sono agevolate anche società semplici, Snc, Sas e imprese familiari. Il beneficio va ripartito ai soci in base alle percentuali di divisione degli utili.

  • LA PLATEA - Può accedere al premio chi già fruisce del bonus Irpef del 36% e ha iniziato a ristrutturare non prima del 1° luglio 2008

I LIMITI

  • 1° luglio 2008 - L'inizio dei lavori. È la data a partire dalla quale devono essere iniziati i lavori di ristrutturazione edilizia con le agevolazioni fiscali della detrazione Irpef del 36%, nell'immobile per arredare il quale si acquistano i mobili e gli elettrodomestici oggetto dei nuovi incentivi.
  • 31 dicembre 2009 - La scadenza degli aiuti. La detrazione Irpef del 20% può essere fatta valere per gli acquisti di mobili ed elettrodomestici pagati dalla data di entrata in vigore del decreto legge sino alla fine di quest'anno.
  • 10mila euro - La spesa massima. È l'importo massimo totale della spesa sostenuta per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici per cui può essere utilizzata la detrazione Irpef del 20 per cento; in pratica, la detrazione massima che si può ottenere è pari a 2mila euro (il 20% di 10mila). Questa spesa deve essere «ulteriore» rispetto ai costi sostenuti per la ristrutturazione dell'immobile.

Il percorso. Limiti e vincoli per accedere all'agevolazione

  • 1 - RISTRUTTURAZIONE. Chi riguarda. Chi ha iniziato dal 1° luglio 2008 interventi di manutenzione straodinaria, di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, possedute o detenute e sulle loro pertinenze.
  • 2 - ARREDAMENTO. La condizione/1. Se acquista mobili ed elettrodomestici, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione, dalla data di entrata in vigore del decreto anticrisi e fino al 31 dicembre 2009.
  • 3 - BONIFICO. La condizione/2. Se effettua i pagamenti con bonifico bancario o postale, in cui risulta il riferimento normativa, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
  • SCONTO FISCALE - L'aiuto. Spetta una detrazione dell'Irpef lorda del 20% della spesa documentata, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo, calcolate su un importo massimo complessivo non superiore a 10mila euro.

Spazio al cumulo con i benefici per acquisti verdi

La nuova agevolazione fiscale per l'acquisto di elettrodomestici, introdotta dal decreto anti-crisi, è cumulabile con la detrazione per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazione con apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+, introdotta dalla Finanziaria 2007. Chi ha iniziato a ristrutturare la propria casa dal 1° luglio 2008 e sostituisce, entro la fine del 2009, il vecchio frigorifero con uno ecologico, pagando ad esempio mille euro, può usufruire delle due detrazioni Irpef del 20% (entrambe pari a 200 euro). Quella della Finanziaria 2007 verrà detratta completamente nel modello Unico PF 2010 o 730 2010, mentre quella introdotta dalla manovra anti-crisi potrà essere detratta in dieci anni (20 euro all'anno) nei modelli Unici o 730 dal 2010 al 2020.

Elettrodomestici. La nuova detrazione Irpef del 20% per gli elettrodomestici potrà riguardare le lavatrici, le lavastoviglie, i frigoriferi, i congelatori e qualunque altro elettrodomestico, di qualunque tipo, dimensione o consumo. Considerando che fiscalmente non esiste una definizione di elettrodomestico, è necessario un chiarimento da parte dell'agenzia delle Entrate, onde evitare la fruizione indebita dell'incentivo per l'acquisto di beni non propriamente classificabili tra gli elettrodomestici. Una volta individuate le macro categorie di prodotti che rientrano nella nuova agevolazione, però, non si potrà in via interpretativa restringere il campo solo a quelli a basso consumo di energia, in quanto questa caratteristica non viene imposta dalla norma. Non è prevista neanche la sostituzione del vecchio apparecchio con uno nuovo. Quello che si acquista, inoltre, può essere anche un bene usato.

Frigoriferi. Solo per i frigoriferi e solo se si vuole usufruire delle due detrazioni del 20% Irpef, si dovrà provvedere alla sostituzione del vecchio frigorifero, congelatore o loro combinazione con un apparecchio di classe energetica non inferiore ad A+. La sostituzione con un frigorifero ecologico, infatti, è richiesta solo per lo sconto Irpef introdotto dalla Finanziaria 2007. Sconto che è stato prorogato fino al 2010 e prevede la detrazione del 20% del costo sostenuto. La soglia massima dello sconto fiscale per ciascun apparecchio è di 200 euro. Nel costo totale agevolato, pari a mille euro, rientrano anche le spese di trasporto e per lo smaltimento dell'apparecchiatura sostituita, purché debitamente documentate dal percettore dei corrispettivi.

Limiti cumulabili. Il limite di spesa di 10mila euro per l'acquisto di mobili e di elettrodomestici non influenzerà negativamente quello per le ristrutturazioni edilizie (48mila euro). Queste due agevolazioni sono autonome da questo punto di vista, anche se per usufruire dell'agevolazione per i mobili e gli elettrodomestici va attivata quella per le ristrutturazioni.

 

di Luca De Stefani
da Il Sole 24ore del 07.02.09

 

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Commenti

08/05/2009 09:14: titolo
Sarebbe stato sicuramente più utile dare la possibilità di portare in detrazione l'acquisto di mobili ed elettrodomestici legati ad una DIA ancora aperta, indipendentemente dalla data di inizio!
Maria

06/10/2009 09:56: lavatrice
ho chiamato l'agenzia delle entrate riguardo all'acquisto di elettrodomestici per delucitazioni. mi indicano la CIRCOLARE N.35/E del 16 luglio 2009, la quale cita:"elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, esclusi quelli indicati al secondo periodo...". tralasciamo l'interpretazione di cosa voglia dire "secondo periodo", ma a tutt'oggi non esiste una lavatrice A+, ossia si ha solo solo con una funzionalità in a+, quindi nella fattura del venditore non potrà mettere acquisto lavatrice classe a+. sarei lieto di un consiglio a riguardo
angelo m.

vedi anche:

Il decreto anti crisi è legge

di Enrico Milone - conversione DL 185/08

Il «congelamento delle gru»

Crisi & grandi cantieri - rassegna stampa

Ulteriori rinvii per sicurezza e paesaggio

di Enrico Milone - DL Milleproroghe 2009


data pubblicazione: lunedì 16 febbraio 2009
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Architettura sul web Ristrutturazioni: incentivi oltre il 36%