Una nuova bussola per le costruzioni

Circolare sulle «Norme tecniche» - breve rass-stampa

Edilizia. Una nuova bussola per le costruzioni. Circolare sulle «Norme tecniche».

Arriva sulla «Gazzetta Ufficiale», un po' a sorpresa per gli addetti ai lavori, la circolare esplicativa delle «Norme tecniche per le costruzioni» del ministero delle Infrastrutture. Un testo che sarà fondamentale per i piccoli progettisti e servirà a chiarire molti dei punti controversi delle norme tecniche, ma che soprattutto sarà una utile guida per il lavoro di ogni giorno dei professionisti.

La circolare, attesa da tutto il settore, arriva al traguardo dopo aver completato un lunghissimo iter. E dopo essere stata ferma per mesi a metà strada tra il ministero delle Infrastrutture e il Consiglio superiore dei lavori pubblici. A marzo scorso il cammino verso il suo completamento era già quasi del tutto compiuto. La Commissione di studio del Consiglio superiore dei lavori pubblici, infatti, ne aveva approvato il testo il 5 marzo. Mancava solo la definitiva approvazione dell'assemblea generale. Passaggio sul quale il corposo testo (circa 450 pagine) è rimasto fermo.

Nei mesi successivi, infatti, qualcosa si è inceppato. Il cambio di Governo e l'avvicendamento alla presidenza del Consiglio superiore, con l'arrivo a ottobre di Angelo Balducci, hanno ritardato il completamento del suo cammino. Solo tra la fine dello scorso anno e l'inizio del 2009 la situazione di impasse si è sbloccata e la circolare è finalmente arrivata al ministro con il sì definifivo dell'assemblea del Consiglio superiore.

La circolare sarà, però, applicata a tutte le opere solo dal 30 giugno 2010. Fino ad allora, come stabilito recentemente dal decreto legge «milleproroghe» che ha rinviato di un anno l'obbligo per tutte le costruzioni, le norme tecniche riguarderanno soltanto gli edifici di interesse strategico e alcune opere infrastrutturali come scuole, caserme e centri commerciali. L'edilizia privata potrà continuare a fare riferimento al Dm del 1996 o alle norme più recenti del Testo unico del 14 settembre 2005.

Dal punto di vista sostanziale le 450 pagine non innovano aspetti di merito e non travalicano i compiti e i limiti propri di una circolare. Si tratta semplicemente di una guida con istruzioni applicative che abbraccia tutti i 12 capitoli delle Norme tecniche, dai materiali alle strutture portanti fino a opere infrastrutturali come ponti e viadotti.

Una guida giudicata fino a oggi essenziale da tutte le associazioni di categoria, tanto di progettisti e ingegneri che di costruttori. La proroga al 2010 delle norme tecniche è stata, tra le altre cose, più volte motivata proprio con la sua mancanza. Una falla che, finalmente, è stata chiusa.

  • IN GAZZETTA - Le linee guida al traguardo dopo un anno di attesa ma il «milleproroghe» ne ha rinviato l'operatività dal 30 giugno 2010

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore del 28.02.09


IN GAZZETTA - Nuove costruzioni, arriva la circolare

È stata pubblicata sul Supplemento ordinario 27 alla «Gazzetta ufficiale» n. 47 di ieri, 26 febbraio, la circolare 617 del 2 febbraio 2009 che contiene le istruzioni per applicare le nuove norme tecniche per le costruzioni, previste dal decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008.

 

pag. 33
da Il Sole 24ore del 27.02.09


Costruzioni. Le norme tecniche restano fuori dai cantieri. La nuova progettazione sarà facoltativa per più di un anno. Obbligo nel 2010 ma la proroga non soddisfa molti operatori.

Le norme tecniche per le costruzioni saltano un altro giro. Dopo essere state rinviate a fine giugno 2009, slittano ancora una volta, al 30 giugno 2010. Lo prevede l'ultima versione del decreto milleproroghe (Dl 207/2008), che questa settimana sarà sottoposta al voto finale della Camera per la conversione in legge.

Cosa comporta questo ennesimo rinvio? Innanzitutto, è bene precisare che - almeno in un settore specifico - le norme tecniche sono già vigenti. Infatti, sono obbligatorie per gli edifici di interesse strategico e per alcune opere infrastrutturali, incluse, tra le altre, scuole, caserme e centri commerciali. Mentre restano facoltative per l'edilizia privata, che può continuare a fare riferimento al Dm del 1996 o alle norme più recenti del Testo unico del 14 settembre 2005.

Il rinvio contenuto nel milleproroghe, perciò, rimanda di altri 12 mesi quella che sarà una vera rivoluzione nella progettazione. In linea generale le norme tecniche disciplinano in maniera nuova i criteri di progettazione delle strutture portanti degli edifici e delle opere infrastrutturali come ponti, viadotti e gallerie. Mettendo soprattutto l'accento sulla prevenzione antisismica. Ad esempio, i dati sulla pericolosità sismica con queste norme vengono calcolati in maniera assai più dettagliata che in passato.

Secondo fronte di innovazione sono i metodi di calcolo, per i quali sono previste nuove regole, ma soprattutto una filosofia nuova. Mentre con le vecchie norme erano fissate delle formule da applicare, con la nuova sono stabiliti semplicemente degli obiettivi: il tecnico è poi lasciato libero sulle modalità da utilizzare per raggiungere lo scopo. Una previsione che, chiaramente, rende assai spinoso il tema della formazione per gli ingegneri.

Proprio su questo punto mette l'accento Paolo Stefanelli, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri: «Accogliamo con favore questa proroga perché ci consente di lavorare più tranquillamente alla fase di formazione e aggiornamento dei nostri ingegneri».

Tra gli altri nodi che preoccupano maggiormente gli ingegneri, oltre alla formazione, ci sono la mancanza di una circolare esplicativa, più volte annunciata dal ministero delle Infrastrutture e mai arrivata, e la questione dei software di calcolo: «Non è ancora chiaro - spiega Stefanelli - chi li debba validare e quali parametri debbano rispettare».

La proroga, poi, cancella l'entrata in vigore degli obblighi in tema di materiali, dei quali si occupa il capitolo 11. Dove, in linea generale, viene richiesta la marcatura «Ce» laddove sia già disponibile una disciplina armonizzata. Altrimenti, vengono indicate altre procedure applicabili. Sul punto, fonti interne al ministero delle Infrastrutture fanno sapere che si stanno studiando soluzioni per tenere comunque viva la marcatura secondo le regole del capitolo 11. E proprio in questo ambito si è scatenata la polemica sulla certificazione degli impianti di produzione del calcestruzzo preconfezionato, la Fpc. Che vede schierati da una parte i produttori, già in parte adeguatisi alla nuova norma con consistenti investimenti (fino a 50mila euro). E dall'altra imprese e direttori dei lavori, poco favorevoli all'entrata in vigore dei nuovi obblighi.

La posizione di Atecap è chiara nelle parole del suo presidente Fabio Biasuzzi: «L'entrata in vigore della nuova norma è fondamentale per porre un vincolo di qualità al calcestruzzo in circolazione». La certificazione Fpc, infatti, crea un controllo che adatta il prodotto alle diverse esigenze dei singoli cantieri. Un'opzione che però potrebbe non piacere a tutti - spiega ancora Biasuzzi - dal momento che la maggiore qualità si farà pagare. Da parte degli ingegneri, poi, pesano i timori legati alle maggiori responsabilità, in fase di controllo, che la legge attribuisce loro. Responsabilità che non sono accompagnate da un'adeguata contropartita economica.

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore del 23.02.09

 

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vedi anche:

Arriva il decreto ma il caos resta

Norme tecniche sulle costruzioni - breve rass.stampa


data pubblicazione: martedì 3 marzo 2009
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