«Non solo archistar, si guardi ai progetti»

Amedeo Schiattarella - Intervista del Sole 24 Ore

L'INTERVISTA - «Più concorsi per progettare la città». Amedeo Schiattarella. Il presidente dell'Ordine degli architetti di Roma commenta il Piano casa del Governo e lancia le sfide per ripensare la capitale: Sì al bonus del 35% per chi abbatte e ricostruisce, rischioso l'eccesso di semplificazione. «Non solo archistar, si guardi ai progetti»: Più concorsi per riprogettare la città e attenzione alla riqualificazione urbanistica. Le sfide per professionisti e amministratori secondo il presidente dell'Ordine degli architetti di Roma e Provincia.

Dal piano casa arriverà una spinta positiva, purché «non tenga conto solo dei valori economici ma anche di quelli della buona architettura». Amedeo Schiattarella, 65 anni, dal 1999 è il presidente dell'Ordine degli architetti di Roma (una città dove oggi gli architetti sono circa 16mila). Nelle sue parole c'è preoccupazione per un provvedimento che potrà muovere risorse ma che rappresenta un rischio per la qualità degli edifici della capitale. Per questo, dice, «bisogna legarlo ai concorsi di progettazione e bisogna evitare il pericolo della deregolamentazione selvaggia».

Ma non c'è solo il fronte politico. A impegnarlo ci sono anche i progetti che riguardano la professione: l'apertura di una web radio e di una web tv per raccontare la vita dell'Ordine e la "scrivania virtuale", un'idea che renderà più facile il legame tra architetti e burocrazia.

  • Partiamo dal piano casa. Qual è il suo giudizio generale? Come spesso si sente dire in giro, l'edilizia è un volano per l'economia. Quindi promuoverla va bene. Detto questo, bisogna stare attenti ad analizzare i singoli aspetti del provvedimento, che contiene cose buone e cose cattive.
  • Parliamo prima delle buone. Il bonus del 35 per cento per chi abbatte e ricostruisce è una di queste. Ma andrebbe accompagnato a misure che possano garantire anche la riqualificazione architettonica degli edifici. Non basta, quindi, adottare materiali eco-compatibili, ma servono anche concorsi di progettazione. Si potrebbe dare un ulteriore bonus a chi li utilizza per affidare gli incarichi.
  • Cosa c'è, invece, di negativo? L'eccesso di semplificazione. Ad esempio si parla di abolire qualsiasi forma di autorizzazione per gli interventi di manutenzione straordinaria. Interventi che, spesso, non sono poca cosa. E' una follia. Come faremmo a sapere quali cambiamenti vengono fatti nelle abitazioni? Quali ricadute ci sarebbero sulla sicurezza degli edifici? E quali conseguenze sul mercato nero?
  • Cosa pensa del bonus di cubatura del 20 per cento? Anche questo contiene dei rischi. Pensiamo ai quartieri romani dove ci sono case mono o bifamiliari, che sono le più interessate da questa misura. Oggi hanno una loro coerenza architettonica. Domani, con il bonus del venti per cento usato in modo indiscriminato, ognuno inizierebbe a inventarsi soluzioni autonome. Magari facendo un piano in più o allargandosi dove ha spazio. Questa crescita incontrollata porterebbe un peggioramento di interi quartieri.
  • La qualità, per lei, è sempre passata dai concorsi di progettazione. A Roma ne servono di più? Certamente sì. In questa città, ma in generale in tutta Italia paghiamo la cultura dei nomi. Pensiamo che a fare un bell'edificio o un bel quartiere basti un curriculum brillante. Io penso che, invece, la bontà dei prodotti vada misurata volta per volta. Senza guardare al progettista che c'è dietro.
  • Per questo lei ha scritto una lettera alle istituzioni della Regione... Ho fatto presente il problema ai presidenti di Regione e Provincia e al sindaco Alemanno. Ho chiesto che fosse chiusa la stagione degli affidamenti diretti e si ripartisse con i concorsi di progettazione per le opere pubbliche. Da tutti ho ricevuto segnali positivi. Anche se, finora, solo Zingaretti mi ha risposto in via ufficiale.
  • Eppure, la vecchia amministrazione aveva lanciato una serie di concorsi (chiamata "meno è più"). Praticamente nessuno di loro è arrivato ancora al cantiere. E' vero. Erano concorsi per piccole opere rivolti a giovani architetti. Purtroppo con quei progetti c'è stata la volontà di fare molto clamore mediatico, creando un'operazione quasi pubblicitaria. Ma poi è mancata la volontà di portare avanti le opere, passando dalle parole ai fatti.
  • Capitolo Marzano. Lei ha fatto parte della Commissione. Qual è stato il risultato più importante che avete raggiunto? E' stato importante sottolineare la necessità di una massiccia sburocratizzazione e semplificazione delle pubblica amministrazione. Per il nostro ordine questo rappresenta uno dei problemi storici ed è uno dei nostri campi privilegiati di azione.
  • Come lavorerete, allora, per la semplificazione? Abbiamo in cantiere un progetto, chiamato "scrivania virtuale". La sua idea guida è dare a tutti i professionisti la possibilità di presentare le pratiche che riguardano un progetto per via telematica. Senza necessità di lunghi spostamenti: vogliamo far viaggiare le informazioni al posto delle persone. Dopo una sperimentazione di cinque anni, la piattaforma è pronta all'uso. A breve l'assessore Corsini la porterà in giunta per l'approvazione e diventerà operativa.
  • In cantiere c'è anche un altro progetto che riguarda i media. Sì, avvieremo una web radio e una web tv. Saranno pensate per il pubblico e serviranno a parlare alla città di architettura e a comunicare a tutti le nostre attività. Le apriremo entrambe entro la metà di maggio.
  • Con la scomparsa del presidente del consiglio nazionale degli architetti, Raffaele Sirica, lei diventa uno dei più seri candidati a quella carica... Mi sembra presto per parlarne. Aspettiamo prima che l'attuale consiglio arrivi alla sua naturale scadenza, nel 2010. Dopo di allora è chiaro che il nostro Ordine, tra i più rappresentativi d'Italia, potrebbe avere uno spazio anche a livello nazionale. Ma solo se riusciremo a portare avanti su vasta scala i progetti che abbiamo già promosso sul nostro territorio in questi anni.

Architetto - Amedeo Schiattarella. Nato a Roma nel 1943  si è laureato all'Università della Sapienza nel 1969. Dal 1999 presiede l'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia. Insignito nel 2005 del titolo di Officier de l'Orde des Arts e des Lettres dal ministero della Cultura francese.

L'Ordine. L'Albo degli architetti di Roma conta 16mila iscritti. Di questi 2mila hanno meno di 35 anni. Ha sede nel quartiere Esquilino presso il palazzo monumentale dell'Acquario romano. Tra gli associati Paolo Desideri, Massimiliano Fuksas, Paolo Portoghesi, Franco Purini e Tommaso Valle. 

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 29.04.09

 

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Commenti

18/05/2009 12:04: titolo
Vorrei rilevare solo un peccato veniale ! Da un lato "....non solo superstar negli incarichi e nei concorsi...."; dall'altro l'Ordine cita come fiore all'occhiello tra gli iscritti i soliti: Portoghesi, Fuxas e via discorrendo. Ma allora caro Presidente ,..... tutti gli altri non fanno onore all'Ordine ? Con simpatia
Gaetano Ingaglio

18/05/2009 13:16: Risposta all'arch Ingaglio
Non è l'Ordine che "cita come fiore all'occhiello" gli iscritti da lei menzionati, bensì è la testata "Il Sole 24 Ore", che ha pubblicato l'intervista rilasciata dal nostro presidente.
Si tratta insomma semplicemente di "chiose" aggiunte dal giornalista per inquadrare il nostro Ordine.

Redazione Archweb

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data pubblicazione: sabato 2 maggio 2009
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