Il coordinatore è garante per la sicurezza

di Enrico Milone - Cantiere & sicurezza

IL COORDINATORE E’ GARANTE PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI - La Cassazione: non solo funzioni di coordinamento ma anche di controllo

La Cassazione afferma una ampia responsabilità del coordinatore per l'esecuzione. Varie sentenze lo gravano di una responsabilità di “garanzia” della sicurezza dei lavoratori.

Ciò si desume da diverse sentenze di Cassazione penale: 17631/2009, 38002/2008, 24010/2004, 39869/2004. Tali sentenze sostanzialmente individuano per il coordinatore una posizione di “garanzia” rispetto alla sicurezza dei lavoratori nel cantiere. Si tratta di una posizione di garanzia che si affianca, in modo autonomo e indipendente, a quella degli altri soggetti stabiliti dalle norme infortunistiche. Garanzia che, pur non essendo esplicitamente stabilita dal DLgs 494/1996 e dall'attuale Testo Unico della sicurezza, si evince, o meglio si può evincere, dalla lettura incrociata delle norme.

Un'interpretazione restrittiva dei compiti di legge infatti affida al coordinatore una  semplice funzione di coordinamento delle varie imprese che operano nel cantiere, funzione che si estrinseca specialmente nelle fasi di lavorazioni interferenti cioè svolte nello stesso periodo da più imprese o nelle fasi di lavori di tipo diverso svolti nello stesso tempo da lavoratori diversi della stessa impresa.

Invece, a conferma dell'orientamento della Cassazione, la sentenza più recente, Cassazione IV sezione penale sentenza n.17631 del 24 aprile 2009, stabilisce che il coordinatore per l'esecuzione ha una posizione di garanzia di ampio contenuto che si estrinseca in compiti anche di vigilanza e di controllo e nei connessi poteri impeditivi, come quello di sospendere i lavori in caso di pericolo grave ed imminente, direttamente riscontrato.

Anche la sentenza 38002/2008 Cassazione penale, stabilisce che nei cantieri temporanei o mobili il coordinatore per l'esecuzione deve assicurare il collegamento tra impresa appaltatrice e committente al fine di realizzare la migliore organizzazione della sicurezza ed ha il compito di adeguare il piano di sicurezza e coordinamento in relazione all'evoluzione dei lavori, di vigilare sul rispetto del piano stesso e di sospendere le singole lavorazioni in caso di pericolo grave ed imminente. Assume quindi una specifica posizione di garanzia ed è responsabile delle conseguenze derivanti dalla violazione dei contenuti della sicurezza.

Tornando alla sentenza 17631/2009 Cassazione penale, questa ha annullato l'assoluzione (in Corte d'Appello) del coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione dei lavori di restauro di un palazzo storico a Torino. La condanna in primo grado era relativa alla morte di un operaio per caduta da un'impalcatura. Durante l'operazione di sollevamento di una putrella, al momento della presa da parte dell'operaio per collocare la trave stessa sul piano, la fune che teneva la trave si è slacciata e ha colpito l'operaio che, essendo privo della cintura di sicurezza, è caduto da 30 metri perdendo la vita. 

Motivi della condanna del coordinatore erano la inadeguata valutazione dei rischi dell'operazione di sollevamento dei carichi (putrella d'acciaio da portare a 30 metri) e la mancata verifica della corretta applicazione delle procedure di lavoro. 

La Corte d'appello aveva assolto il coordinatore per non aver commesso il fatto, considerando che la legge impone al coordinatore di assicurare l'applicazione del PSC tramite azioni di coordinamento, per i casi in cui la grande mole dei lavori e l'attività di numerose imprese possono generare rischi infortunistici nuovi. L'infortunio era derivato da singole fasi di attività di una sola impresa pertanto secondo la Corte d'Appello la responsabilità penale e civile dell'infortunio era dell'impresa e non del coordinatore.

Invece la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione della Corte d'Appello perché il coordinatore per l'esecuzione, stante la sua funzione di garanzia della sicurezza nel cantiere, era corresponsabile per il fatto che il mezzo di sollevamento e l'imbracatura della trave non erano idonei e che non erano state date disposizioni sull'uso delle cinture di sicurezza. Nel testo della sentenza vengono richiamate le conclusioni del consulente del Pm “…malgrado il profilo della sicurezza fosse presente in quasi tutti i documenti esibiti, nella sostanza la sicurezza, tranne l’aspetto cartaceo e formale, è risultata la grande esclusa…”.

 

La presenza in cantiere del Coordinatore e del Direttore dei lavori. Il commento mio personale alla vicenda è che dobbiamo convincerci che il coordinatore per l'esecuzione deve stare in cantiere forse non sempre, ma certamente con quella continuità che gli consenta di verificare l'andamento di tutte le lavorazioni. Questo non si verifica nella realtà. L'andazzo è un comportamento simile a quello del Direttore dei lavori che, secondo la legge 143/1949 art.19 sulla tariffa, è tenuto a sorvegliare i lavori “con visite periodiche nel numero necessario a suo esclusivo giudizio”. Questo è un errore stabilito con una legge che nessuno chiede di cambiare, mentre tutti si lamentano che il sisma di L'Aquila ha fatto crollare fabbricati le cui strutture in calcestruzzo armato si sono rivelate carenti di armature e difettose nel conglomerato cementizio. E’ molto probabile che il direttore dei lavori non era sul cantiere durante l'esecuzione dei lavori strutturali. Invece la presenza deve essere assicurata. Perciò non dovrebbe essere consentito ad un professionista di fare il coordinatore e/o il direttore dei lavori in più cantieri specialmente se sono lontani fra loro. La presenza del coordinatore è una garanzia per la sicurezza dei lavoratori così come la presenza del direttore dei lavori è una garanzia per la stabilità delle strutture portanti, per la sicurezza degli impianti tecnologici e per la prevenzione degli incendi. Ma ciò viene ignorato anche dagli stessi professionisti, nonostante che in questo caso l'interesse generale dei lavoratori e degli utenti trovi una sua convergenza anche con l'interesse degli architetti. Un sistema di lavoro professionale che aumenti, con rigore e serietà, l'impegno di un professionista su un cantiere genera lavoro per altri professionisti e quindi più occupazione.

 

di Enrico Milone, architetto
del 17.05.09

 

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Commenti

18/05/2009 09:57: titolo
E' assolutamente condivisibile auspicare una codificazione riguardante l'effettiva presenza del coordinatore in fase di esecuzione all'interno del cantiere. Tuttavia non va sottovalutata la reale situazione della professione dove ad un ruolo così importante, come giustamente si evince dalle sentenze della Cassazione, corrisponde un mercato del lavoro selvaggio con ribassi assurdi che non possono consentire una dedizione specifica ad un singolo cantiere. Se i costi della sicurezza non sono soggetti a ribasso, per quale ragione l'esercizio della tutela e della responsabilità del professionista è invece considerato oggetto di mercato?
Fabio Viscardi

18/05/2009 11:20: Prima di tutto... risposte politiche
Giusto! Più cantiere per tutti e soprattutto parcelle adeguate. Adeguate per le competenze DL e per il Coordinatore, maggiore professionalizzazione, senso di responsabilità, serietà e cultura del lavoro in cantiere. Ma da questo a fare il cane da guardia di acqua ne corre sotto i ponti. Non è possibile accettare la logica per cui l'operaio non sia l'attore principale della sua stessa sicurezza e di quella dei compagni di lavoro. Non è accettabile che per scarsa cultura del lavoro e atteggiamenti sprezzanti l'imprenditore non sia di fatto responsabile primo ed unico della sicurezza e delle condizioni igieniche e logistiche dei suoi operai. Non è più accettabile che per diventare impresa edile basti aprire una partta iva ed iscriversi alla camera di commercio. Non è più accettabile che si perpreti una politica della sicurezza "cartacea" (l'ultimo cantiere seguito, con tanto di visita ASL, mi faceva contare una raccolta di 43 documenti di cui la maggior parte inerenti la verifica di ottemperanza agli obblighi di legge da parte dell'impresa). Io non voglio fare il polizziotto. Basta con l'ipocrisia dell'assegnazione degli incarichi al massimo ribasso. Io credo che gli Architetti e gli Ingegneri, una volta tanto, debbano PRETENDERE UNA RISPOSTA POLITICA per evitare il rischio di una condanna penale giustizialista prima che giusta.
Arch. Roberto Zompì

18/05/2009 11:55: Piccola chiosa
Quando poi il legislastore impone (DPR 554) che il DL sia anche Coordinatore, vuol dire che non vuole effettivamente la sicurezza: immaginate come possa una sola persona, in un cantiere di notevoli proporzioni, adempiere ad entrambe le cose (mi pare infine che l'emanando regolamento LL.PP. sia + elastico). Ma il pesce puzza dalla "..capa", e gli interventi giurisprudenziali mi sembrano solo il portato finale e parruccone di queste ipocrisie, parola di chi si è sempre battuto per la differenzazione delle 2 figure in cantiere.
gianfilippo lo masto

20/05/2009 12:36: Tocca prendere entrambi gli incarichi
Purtroppo si tende sempre più da parte del committente ad accorpare gli incarichi di direzione lavori e di coordinamento della sicurezza, per ottenere un risparmio sulla parcella. Ciò crea discriminazioni e la perdita degli incarichi da parte degli architetti non abilitati alla sicurezza. Inoltre l'esiguità della parcella rispetto ai rischi potenziali rendono tale tipo di incarico poco appetibile, ma volente o nolente occore farlo per poter lavorare. In definitiva, c'è molto da rivedere.
un collega iscritto all'Albo di roma

21/05/2009 17:06: La storia è sempre la stessa!
"....Perciò non dovrebbe essere consentito ad un professionista di fare il coordinatore e/o il direttore dei lavori in più cantieri specialmente se sono lontani fra loro...." "....Un sistema di lavoro professionale che aumenti, con rigore e serietà, l'impegno di un professionista su un cantiere genera lavoro per altri professionisti e quindi più occupazione..." Concordo con il pensiero del collega che stimo, ma........su Roma siamo oramai circa 20.000 e moltissimi colleghi vivacchiano di lavoretti da 300 - 400,00 euro; dignità professionale bassissima, oneri fiscali e previdenziali pesanti - senza considerare le spese di chi ancora mantiene una struttura produttiva - liberalizzazione delle parcelle che già di per se stesse - vedi la sicurezza - sono inadeguate per non dire offensive. Orbene vogliamo auspicare la possibilità di gestire un solo cantiere? Vogliamo così spalmare le occasioni di mercato su più professionisti? E continuiamo a dividere ricchezza per raccogliere povertà a discapito della dignità professionale! Formiamo invece meno professionisti e molto più qualificati; apriamo i golosi cantieri che il nostro paese ha opportunità di aprire (quanti beni immobili ha il comune di Roma necessitanti di interventi tra i più vari e specificatamente di competenza degli Architetti). Torniamo a fare i veri professionisti, che per essere tali non possono essere più di tanti e devono poter garantire "professionalmente" la committenza. La professione da molti è praticata "a canzonella", in particolar modo la sicurezza, e viene retribuita a bassissimo livello. La gran parte degli Architetti svolge lavoretti tecnici di bassa lega. Che splendida Facoltà è la nostra, che meravigliosa Professione abbiamo tra le mani! Ma abbiamo ancora la cultura e lo stile della professionalità che ci spetta? Vogliamo averli ancora?
Arch. Valter Giansanti

22/05/2009 12:31: Risposta ai commenti
Ringrazio Fabio Viscardi, Roberto Zompi, Gianfilippo Lo Masto e Valter Giansanti per i loro commenti che mettono in risalto, tra l'altro, il problema del compenso del coordinatore e del direttore dei lavori. Un aspetto che volutamente non avevo trattato, ma avevo messo l'innesco per trattare quando avevo citato la legge sulla tariffa professionale n.143 del 1949 come giustificazione alla spesso scarsa presenza in cantiere del direttore dei lavori. Ma esiste anche l'art.67 del DPR 164/1956 (ora art.145 DLgs 81/2008) che richiede l'autorizzazione del Direttore dei lavori per il disarmo delle casseforme e dei sostegni dei getti (pilastri, travi e solai) delle strutture in cemento armato.
In merito penso che una sentenza come questa può essere considerata un fatto nuovo che comporta una maggiore impegno del coordinatore, pertanto occorre aumentare il compenso del coordinatore per l'esecuzione stabilito con DM 4.4.2001, valido per i lavori pubblici, ma applicabile anche in quelli privati. Questo è un tema sul quale chiedo iniziative da parte del Consiglio Nazionale Architetti PPC, al quale è demandato anche di decidere una linea sui ribassi assurdi di molte gare per affidamento di incarichi pubblici.
Qualcuno ha osservato che la sentenza responsabilizza il coordinatore e non fa altrettanto con l'imprenditore ed altri soggetti, tra i quali gli stessi operai. In realtà la Cassazione nella sentenza stabilisce che “il coordinatore per l'esecuzione è titolare di una posizione di garanzia che... si affianca a quella degli altri soggetti destinatari delle norme antinfortunistiche”, tra i quali il principale è sempre stato e continua ad essere l'imprenditore. In questa vicenda le responsabilità degli altri soggetti sono state trattate con un altro processo.

Enrico Milone

13/06/2009 16:13: titolo
Purtroppo la realta è spesso molto diversa. Ad esempio non sempre la richiesta prescritta dal piano di essere informato in quanto coordinatore sulle fasi di lavoro da parte dell'impresario è seguita. L'impresa spesso cambia procedure e tempi di realizzazione secondo le sue esigenze, e spesso ci troviamo i quanto coordinatori in cantiere che non capiamo più cosa sta accadendo, e con fatica chiamando impresa e direttore dei lavori veniamo a conoscenza di repentini cambiamenti di programma di lavoro. Verrebbe voglia di fermare i lavori, ma poi non abbiamo nessun potere e se provi a rompere troppo le scatole il committente cerca di allontanarti dall'incarico. Io in cantiere ci vado, ma con le imprese e con gli stessi direttori dei lavori e committenti è una continua lotta. Le carte sono troppe e la concretezza della sicurezza è in realtà secondaria anche per il legislatore. Inoltre la parcella del coordinatore è vissuta sempre come un furto legalizzato dai committenti, e mettono in gara l'incarico a volte con la complicità dello stesso direttore dei lavori. E alla fine diventa così un massacro fra colleghi.
Arch Matteo Pandolfo

03/07/2009 16:51: Sicurezza e anzianità
Ho letto con molto interesse l'articolo dell'Arch. Milone sulla garanzia della sicurezza. Da quanto riportato non sembra che la presenza per altro non continuativa sul cantiere dei tecnici incaricati sia determinante ad evitare incidenti. I vari corsi di formazione non mi sembra che diano i mezzi necessari per poter gestire la sicurezza in modo determinante. La conduzione della sicurezza in un cantiere viene acquisita dopo anni di apprendistato sul posto come coadiuatore e che un corso non potrà mai insegnare, stante le molteplici componenti della materia. Io personalmente varie volte ho assistito (in qualità di solo progettista dell'opera) a direzioni per la sicurezza che con la stessa poco avevano a che vedere. Poi dovremmo anche chiederci: ma un Tecnico dopo 20 o più anni lavorativi e con alle spalle un curriculum serio e di rilievo, perchè deve essere costretto a frequentare un corso in molti casi insufficiente per accedere a quasti incarichi? Sarebbe il caso che riflettessimo su questo ultimo punto. Grazie
Arch. Gioacchino Ciancaglioni

05/07/2009 12:29: Risposta all'architetto Matteo Pandolfo
Il commento dell'architetto Matteo Pandolfo segnala il fatto che il coordinatore spesso non viene messo in condizione di svolgere i propri compiti perché l'impresa non lo informa di variazioni ai lavori definiti nel Piano di sicurezza. La mia risposta è che il coordinatore per l'esecuzione deve adempiere agli obblighi stabiliti dall'art.92 del DLgs 81/2008. Tra gli obblighi c'è quello di segnalare al committente che l'impresa non osserva il Piano di sicurezza o le altre norme del DLgs 81/2008, e di proporre la sospensione dei lavori, l'allontanamento dell'impresa o la risoluzione del contratto.
Se il coordinatore non adempie ai suoi obblighi è soggetto alle sanzioni di cui all'art.158. Inoltre, se dal mancato rispetto delle norme deriva un infortunio ad un lavoratore, il coordinatore può essere perseguito anche ai sensi del codice penale. So benissimo che in pratica il coordinatore è sommerso dalle carte, ha pochi poteri e, principalmente, può perdere l'incarico da parte del committente se crea problemi. Tuttavia l'adempimento ai propri obblighi costituisce il solo modo perchè il coordinatore non sia perseguibile ai sensi di legge.
Il mio articolo ha lo scopo di mettere sull'avviso i colleghi sul fatto che la magistratura sta assumendo un atteggiamento molto rigoroso sulla figura del coordinatore per l'esecuzione, attribuendogli il ruolo di garante per la sicurezza dei lavoratori. Ciò deriva da una formulazione dell'art. 92 che assegna obblighi in campi che vanno al di là del compito di coordinamento e di controllo dei lavori interferenti che, secondo me, dovrebbero rappresentare la sola funzione del coordinatore.
La soluzione di questo problema è legislativa, visto che la magistratura non può non osservare la legge. Occorre cambiare l'art.92.

Enrico Milone

05/07/2009 12:30: Risposta all'arch. Gioacchino Ciancaglioni
Il commento dell'arch. Gioacchino Ciancaglioni affronta grosso modo la stessa tematica, sottolineando l'opinione che i corsi di aggiornamento siano inutili. Concordo sul fatto che i corsi di aggiornamento per un architetto iscritto all'Ordine non dovrebbero essere obbligatori, visto che l'abilitazione all'esercizio professionale comprende tutto il campo di attività. Se un architetto è in grado di fare il Direttore dei lavori deve essere capace anche di fare il coordinatore per la sicurezza. Dal punto di vista legale dovrebbe contare solo l'abilitazione all'esercizio della professione, mentre dal punto di vista pratico conta solo l'esperienza e la capacità individuale. Ritengo che la partecipazione ad un corso di aggiornamento dovrebbe essere facoltativa e dovrebbe costituire un titolo per dimostrare, in caso l'architetto non abbia sufficiente esperienza di cantiere, la sua concreta capacità di svolgere il compito di coordinatore.
Enrico Milone

15/02/2010 19:54: e se dopo una riunione si cambia la ditta
Sono il Per. Ind. Carlo Del Sarto dopo una mia riunione di coordinamento tenuta il venerdì con la ditta che doveva eseguire i getti la stessa si assenta dal cantiere Lun Mar Merch. rientrando il giovedi per eseguire il getto ma manda un sub appaltatore che elude le prescrizioni del PSC e della riunione di cantiere e si infortuna, il tribunale mi accusa di mancata vigilanza ma sia io che la DL avevamo chiesto la data della ripresa dei lavori, su 20 giorni di lavorazioni sono state fatte 4 riunioni di cantiere e sospeso l'attività di cantiere perchè scoperto un sub appalto abusivo. In questi casi cosa deve vare il coordinatore qunado al cambio di una squadra in cantiere non comunicato si verifica l'incidente?
Per. Ind. Carlo Del Sarto

25/02/2010 12:48: Risposta al p.i. Del Sarto
La situazione descritta non è chiara. Comunque si può dire che, in linea generale, il coordinatore per la sicurezza deve stare in cantiere quando occorre ai fini della sicurezza, come in una fase di getto di strutture in calcestruzzo. Tuttavia, se i lavori sono stati sospesi dal direttore dei lavori senza fissare la data della ripresa, il coordinatore non è tenuto ad andare al cantiere fino a quando riceve comunicazione della ripresa dei lavori. E.M.
Enrico Milone

16/06/2010 13:09: titolo
hai perfettamente ragione...e cmq gli insegnanti e/o i professori universitari come fanno ad avere un incarico di coordinatore della sicurezza quando passano l'intera e/o parziale giornata negli uffici? dovrebbere occuparsi della sola progettazione in senso generale, e non della direzione lavori e della sicurezza in fase di esecuzione
angelo fedele

vedi anche:

Legge Milleproroghe 2009

di Enrico Milone

Ulteriori rinvii per sicurezza e paesaggio

di Enrico Milone - DL Milleproroghe 2009

RSPP - Errore nel TU sicurezza (?)

esonerati dai corsi solo alcuni triennali

Sicurezza, riforma al traguardo

Testo unico Sicurezza - agg. rassegna stampa

Approvato il Dlgs Sicurezza

TU sicurezza - notizia in breve

Negli appalti la sicurezza non ha più alibi

Iter decreto sicurezza - breve rassegna stampa

Stop ai cantieri senza sicurezza

legge 123/07 - breve agg. rassegna stampa

Novità per la sicurezza nei cantieri

Modifiche apportate dalla legge 123/07

Sicurezza: c'è la legge...

...ma non ancora il Testo Unico


data pubblicazione: domenica 17 maggio 2009
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