Nuova legge per la chiarezza delle norme

di Enrico Milone - Legge 69/09

NUOVA LEGGE SULLA SEMPLIFICAZIONE

La legge 18.6.2009 n.69 su semplificazione ed altro è stata pubblicata sulla GU del 19 giugno, supplemento ordinario.

Tratta di moltissimi temi legati alla attività della pubblica amministrazione. Molti argomenti interessano la professione di architetto marginalmente o sostanzialmente. Ne indico sinteticamente solo alcuni, raccomandando ai colleghi una lettura diretta delle norme, in special modo di quelli che segnalo.

Chiarezza delle norme art.3. Stabilisce che il Governo deve emanare norme chiare e comprensibili. Ciò costituisce un elemento fondamentale per l'esercizio della professione, viste le responsabilità che gravano sui professionisti che redigono atti tecnici come progetti di edifici, di strutture, di impianti e consulenze negli stessi temi. Spesso si tratta di responsabilità sanzionabili anche penalmente, come quelle relative alla sicurezza dei lavoratori e alla stabilità delle costruzioni.

L'obbligo di chiarezza riguarda il Governo; resterebbe, comunque, il problema delle norme emanate dal Parlamento, che risultano spesso confuse, prolisse e contraddittorie, anche a causa della necessità di mediare tra spinte contrastanti. Analogo problema resterebbe nella normativa regionale.

Sulla chiarezza delle norme, vitale per gli architetti e per il territorio che è oggetto della attività professionale, dovrebbe essere esercitata molta attenzione e vigilanza dagli Ordini degli architetti.

Riproduco la parte più importante del testo dell'art.3:

  • 1. Al capo III della legge 23 agosto 1988, n. 400, prima dell’articolo 14 è inserito il seguente:
    «Art. 13-bis. - (Chiarezza dei testi normativi). - 1. Il Governo, nell’ambito delle proprie competenze, provvede a che:
    a) ogni norma che sia diretta a sostituire, modificare o abrogare norme vigenti ovvero a stabilire deroghe indichi espressamente le norme sostituite, modificate, abrogate o derogate;
    b) ogni rinvio ad altre norme contenuto in disposizioni legislative, nonché in regolamenti, decreti o circolari emanati dalla pubblica amministrazione, contestualmente indichi, in forma integrale o in forma sintetica e di chiara comprensione, il testo ovvero la materia alla quale le disposizioni fanno riferimento o il principio, contenuto nelle norme cui si rinvia, che esse intendono richiamare.
  • 2. Le disposizioni della presente legge in materia di chiarezza dei testi normativi costituiscono princìpi generali per la produzione normativa e non possono essere derogate, modificate o abrogate se non in modo esplicito.
  • 3. Periodicamente, e comunque almeno ogni sette anni, si provvede all’aggiornamento dei codici e dei testi unici con i medesimi criteri e procedure previsti nell’articolo 17-bis adottando, nel corpo del testo aggiornato, le opportune evidenziazioni.

Norme da abrogare art.4.  Stabilisce anche che entro due anni il Governo è delegato ad adottare decreti legislativi che individuano le norme anteriori al 1970, delle quali si ritiene indispensabile la permanenza in vigore, e le norme da abrogare esplicitamente includendo anche quelle successive al 1970.

Testi Unici art.5.  Demanda al Governo di raccogliere le disposizioni aventi forza di legge regolanti materie e settori omogenei, attenendosi ai seguenti criteri:

  • a) puntuale individuazione del testo vigente delle norme;
  • b) ricognizione delle norme abrogate, anche implicitamente, da successive disposizioni;
  • c) coordinamento formale del testo delle disposizioni vigenti in modo da garantire la coerenza logica e sistematica della normativa;
  • d) ricognizione delle disposizioni, non inserite nel testo unico, che restano comunque in vigore.

Tempi dei procedimenti art.7. Tratta dei tempi di conclusione del procedimento presso la pubblica amministrazione ristabilendo, tra l’altro, il termine generale di 30 giorni per la chiusura dei procedimenti,  già disposto nel 1990 con la legge 241. Sono fatte salve norme relative a specifici settori: per tutti i procedimenti autorizzativi concernenti i beni architettonici, culturali e paesaggistici restano fermi i termini stabiliti dal codice dei beni culturali e del paesaggio. Restano ferme anche le disposizioni vigenti in materia ambientale.

Conferenza di servizi art. 9. Modifica l'art. 14 ter della legge 241/1990 per stabilire che alla Conferenza di servizi sono convocati anche i soggetti proponenti il progetto.

Modifiche ai decreti ambientali art.12. Delega al Governo per l’adozione, entro il 30.6.2010, di decreti legislativi integrativi e correttivi in materia ambientale. La materia è molto delicata. Molti interessi economici spingono nella direzione di attenuare i vincoli ambientali. Ritengo necessario che gli architetti e gli organismi che tutelano la professione esercitino una vigilanza sulle imminenti proposte di modifica.

Gare d'appalto e consorzi art.17. Nelle gare per appalti pubblici di lavori e di servizi di progettazione è ammessa la partecipazione contemporanea del consorzio e dei consorziati, anche se si aggiudica al prezzo più basso e con l'esclusione delle offerte anomale. Pertanto sono abrogate le disposizioni di cui all’art.36.5 terzo periodo e all’art. 37.7 terzo periodo, del DLgs 163/2006. La norma riguarda anche i consorzi di società di ingegneria e di professionisti.

Fondazione MAXXI art. 25. istituisce la Fondazione MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo» che gestisce i musei «MAXXI Arte» e «MAXXI Architettura». Il Museo in via Reni a Roma è stato progettato, a seguito di concorso, dall’architetto  Zaha Hadid.

 

di Enrico Milone, architetto
del 01.07.09

 

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data pubblicazione: mercoledì 1 luglio 2009
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