Architettura e strutture portanti

di Enrico Milone - Norme Tecniche per le Costruzioni

Dato il via alle NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI - La relazione tra progetto architettonico e strutture portanti.

Il supplemento ordinario della GU del 27 giugno ha pubblicato la legge 24.6.2009 n. 77 sul sisma dell'Abruzzo, che stabilisce anche l'entrata in vigore dal 1° luglio 2009 delle Norme Tecniche delle Costruzioni, DM 14.1.2008 (GU 4.2.2008 S.O.n.30). Una prima versione delle Norme approvata con DM 14.9.2005 era stata più volte modificata e rinviata. Il testo oggi in vigore era stato rinviato al 30.6.2010, ma dopo il sisma è stato deciso di ripristinare la precedente entrata in vigore del 1°.7.2009.

Le Norme stabiliscono i criteri di progettazione delle strutture portanti degli edifici e delle opere infrastrutturali (ponti, viadotti, gallerie): il metodo di verifica previsto è  quello che si basa sul calcolo agli stati limite. Le nuove norme trattano anche degli  interventi sulle strutture degli edifici esistenti e degli edifici in zona sismica; solo per la zona sismica 4 e per edifici regolari (definiti qui sotto) è possibile eseguire ancora calcoli secondo il metodo delle tensioni ammissibili.

La struttura delle Norme Tecniche tratta i temi qui sommariamente descritti:

  • Principi fondamentali;
  • Azioni sulle costruzioni : sismica, vento, neve, temperatura, incendio, esplosioni, urti;
  • Costruzioni civili e industriali: calcestruzzo, acciaio, calcestruzzo-acciaio, legno, muratura; Ponti stradali e ferroviari;
  • Progettazione geotecnica: pendii, fondazioni, opere in sotterranei discariche;
  • Progettazione antisismica: calcestruzzo, acciaio, calcestruzzo-acciaio, legno, muratura;
  • Costruzioni esistenti. Valutazione della sicurezza. Classificazione degli interventi. Analisi storico-critica, rilievo, materiali.
  • Collaudo statico;
  • Redazione dei progetti strutturali esecutivi e delle relazioni di calcolo;
  • Materiali e prodotti per uso strutturale.

Negli allegati al decreto è trattata diffusamente la pericolosità sismica del nostro territorio. Le zone sismiche regolamentate sono 3. Roma è inclusa nella zona 3. Una quarta zona è considerata a bassa sismicità come per esempio la Sardegna, parte della Puglia e del Piemonte. Tale livello di analisi sismica più specifica è stato conseguito in base alla definizione di parametri di pericolosità sismica, definiti in corrispondenza di 10751 punti, secondo un reticolo di riferimento di circa 10 chilometri di lato (e relative formule di interpolazione). 

La progettazione architettonica. Le Norme vanno applicate principalmente da architetti e ingegneri esperti nella progettazione di strutture e nei calcoli di stabilità.

Ma non solo. Le norme interessano anche la progettazione architettonica. Gli effetti sugli edifici del terremoto in Abruzzo danno ulteriore conferma all'importanza di una progettazione architettonica consapevole dei problemi sismici. Il progetto dell'architettura costituisce la prima e fondamentale concezione statica e dinamica dell'edificio alla quale lo specialista delle strutture non può che adeguarsi. Se l'edificio ha una configurazione inadatta a resistere alle scosse sismiche, lo strutturista non avrà sufficienti margini di manovra. E se troverà soluzioni queste potranno comportare alti costi.

Questo aspetto è affrontato dalle Norme Tecniche nel Capitolo 7 del quale raccomando la lettura agli architetti.

In particolare il punto 7.2.2 stabilisce che le costruzioni devono avere struttura iperstatica caratterizzata da regolarità in pianta e in altezza. A tale fine è possibile suddividere la struttura in giunti. Una costruzione è regolare in pianta se è compatta ed approssimativamente simmetrica nei due lati ortogonali. Il rapporto tra i due lati del rettangolo in cui la costruzione è inscritta deve essere inferiore a 4. Nessun rientro o sporgenza deve superare il 25% della dimensione delle costruzione nella corrispondente direzione.

Una costruzione è regolare in altezza se tutti i sistemi resistenti verticali (telai e pareti) sono sviluppati per tutta l'altezza. Eventuali restringimenti devono essere previsti in modo graduale.

Sono regolate anche l'altezza massima degli edifici, l'altezza in funzione della larghezza stradale e la distanza tra costruzioni.

Al punto 7.2.3 vengono regolati anche gli elementi strutturali secondari e quelli non strutturali, parapetti, pareti interne e esterne, con la sola eccezione dei tramezzi di spessore inferiore a 100 mm, anche in relazione alla loro disposizione planimetricamente irregolare.

La direzione dei lavori. Il capitolo 11 tratta dei materiali per uso strutturale. I materiali devono essere accettati dal Direttore dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione (in particolare la marcatura CE), nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione.

In particolare il punto 11.2.5 stabilisce che il Direttore dei Lavori ha l'obbligo di eseguire controlli sistematici in corso d'opera per verificare la conformità delle caratteristiche del calcestruzzo e dell'acciaio messo in opera rispetto a quello stabilito dal progetto e sperimentalmente verificato in sede di valutazione preliminare.

Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del Direttore dei Lavori. La domanda di prove al laboratorio deve essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori.

 

di Enrico Milone, architetto
del 06.07.09

 

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vedi anche:

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data pubblicazione: lunedì 6 luglio 2009
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