Piano casa Lombardia

Legge regionale 16.07.09 n.13 - rass.stampa

La disciplina del Pirellone. La Lombardia scommette sul recupero. Le città devono deliberare gli eventuali limiti entro il 15 ottobre.

La Lombardia allarga l'intesa. La legge regionale varata la scorsa settimana, infatti, in aggiunta all'ampliamento e alla sostituzione degli edifici residenziali esistenti, consente anche il recupero delle porzioni immobiliari inutilizzate, la riconversione residenziale dei fabbricati rurali dismessi e prevede la possibilità di avvalersi della deroga alla strumentazione urbanistica locale anche nei centri storici.

Le «Azioni straordinarie per lo sviluppo e la qualificazione del patrimonio edilizio ed urbanistico della Lombardia» individuano sostanzialmente quattro tipi di intervento.

  • 1) Il recupero e riutilizzo a scopo residenziale di volumetrie abbandonate, sotto utilizzate o che attualmente hanno altra destinazione (vera innovazione lombarda che consente anche l'utilizzo delle altezze esuberanti mediante la realizzazione di interpiani e soppalchi anche per le destinazioni diverse dalla residenza, ove ammesse dal Prg o Pgt).
  • 2) L'ampliamento fino al 20% (e comunque per non più di 300 metri cubi) del volume complessivo di edifici mono e bifamiliari, ovvero di edifici con volumetria non superiore a 1.200 metri cubi (si stimano in tutta la Regione nuove volumetrie per circa 5·600.000 metri cubi complessivi e investimenti di circa 2,5 miliardi di euro).
  • 3) La demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30% del volume preesistente, aumentabile al 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde, cioè una dotazione arborea che copra almeno il 25% del lotto.
  • 4) La riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica (3.000 nuovi alloggi).

Conformemente alle indicazioni dell'Intesa, la legge ha carattere di straordinarietà, la sua applicazione avrà durata di 18 mesi e non sarà applicabile nelle aree naturali protette. Nei parchi sono ridotti a un terzo gli aumenti di volumetrie consentiti (quindi +13,3% anziché +20% per l'ampliamento di edifici esistenti e 20% anziché 30% nel caso di demolizione-ricostruzione). Sono anche previsti particolari requisiti per il risparmio energetico (nel caso di ampliamento, riduzione certificata del 10% del consumo energetico; nel caso di sostituzione di edifici. consumo energetico ridotto del 30% rispetto agli standard previsti in generale).

Vale la pena ricordare che la deroga prevista dalla legge attiene anzitutto all'indice di edificabilità fissato dal piano regolatore o dal piano di governo del territorio (indice quasi sempre già completamente sfruttato dagli edifici esistenti) e agli altri parametri edilizi stabiliti dai regolamenti locali (altezze, rapporti di copertura e permeabilità dei suoli, dotazione di aree per servizi pubblici e così via). La legge impone comunque che gli interventi di ampliamento e di sostituzione non possono determinare il superamento dell'indice fondiario e del rapporto di copertura previsti dallo strumento urbanistico, vigente o adottato, di più del 50 per cento. Questa limitazione alla deroga non si applica agli interventi di recupero edilizio e funzionale.

Va ricordato che la determinazione della volumetria di ciascun edificio è disciplinata dai regolamenti locali (Prg o Pgt e regolamento edilizio) e che normalmente si computa moltiplicando la superficie complessiva destinata alla presenza continuativa delle persone (con esclusione quindi di cantine, box, locali tecnici, porticati e così via) per l'altezza reale o virtuale (solitamente 3 metri) di ciascun piano.

La deroga può essere limitata dai Comuni lombardi: attraverso una delibera consiliare da assumere entro il 15 ottobre 2009.

C'è la possibilità di sostituire gli edifici incoerenti con le caratteristiche storiche, architettoniche, paesaggistiche e ambientali anche nei centri storici (previo parere vincolante delle commissioni paesaggistiche regionali). E si potranno recuperare all'uso residenziale i fabbricati rurali inutilizzati in zona agricola. Conformemente alla disciplina regionale della legge n.12/2005, tutti gli interventi del piano casa sono realizzabili attraverso dia o permesso di costruire (da presentare entro 18 mesi a partire dal 16 ottobre 2009), a eccezione delle opere relative al patrimonio residenziale pubblico, agli edifici in zona A e in zona sismica 2 e 3, per i quali ci vorrà l'autorizzazione comunale espressa.

  • LA NOVITÀ - È ammesso il risanamento a scopo residenziale di volumetrie abbandonate anche se adibite ad altra destinazione
  • LE ECCEZIONI - Prevista la possibilità di avvalersi della deroga agli strumenti urbanistici degli enti locali anche nei centri storici

Le possibilità - Gli interventi resi possibili dalla legge lombarda sul piano casa

  • 1 - Recupero e riutilizzo a scopo residenziale di volumetrie abbandonate, sotto utilizzate o che attualmente hanno altra destinazione.
  • 2 - Ampliamento fino al 20% (max 300 metri cubi) del volume complessivo di edifici mono e bifarniliari, o di edifici con volumetria non superiore a 1.200 metri cubi.
  • 3 - Demolizione e ricostruzione di edifici residenziali e produttivi, con bonus volumetrico sino al 30% del volume preesistente, aumentabile al 35% in presenza di adeguate dotazioni di verde.
  • 4 - Riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica con aumenti fino al 40 per cento delle volumetrie esistenti.

 

di Guido Alberto Inzaghi
da Il Sole 24ore del 20.07.09


Vademecum - I consigli legali per rispettare i parametri della legge regionale. Piano casa, rebus dei ricorsi. Come evitare multe e litigi.

Ricorsi al Tar, cause al Tribunale civile, tempi lunghi e risar­cimenti. Il progetto di amplia­mento di un'abitazione non è una questione da sottovaluta­re. Soprattutto se una volta pre­sentate le richieste al Comune, inizia un percorso tortuoso tra carte bollate e bocciature.

E tra il rischio di demolizione delle nuove opere e risarcimenti da pagare, l'amplia­mento offerto dal­la nuova legge re­gionale sulla casa, può diventare una strada senza usci­ta. Allora convie­ne affidarsi al pare­re di un legale.

  • Una volta presentata la Dia, è possibile dare il via ai lavori? Il consiglio è sempre quello di attendere il termine dei 30 giorni dalla pre­sentazione della domanda in Comune. Durante questo peri­odo l’Amministrazione può sollevare eccezioni sul proget­to o chiedere maggiore docu­mentazione.
  • Se il termine dei 30 gironi non viene rispettato? Si incorre in una sanzione pecuniaria per aver dato il via al cantiere prima dei termi­ni previsti. In casi estremi il Co­mune può anche arrivare a chiedere la demolizione delle opere fino ad ora realizzate.
  • Se l'Amministrazione comunale boccia il progetto? Se si ritiene di avere buone ragioni è possibile entro 60 giorni il ricorso al Tar e, in appello, al Consiglio di Stato. Si può anche chiedere un risar­cimento.
  • Quali rischi si corrono? Quello di perdere la cau­sa e di essere condannati al pagamento delle spese lega­li.
  • Se il Comune autorizza a costruire, il progetto è al sicuro? Non sempre. Il vicino di ca­sa che lamenta un danno subito può rivolgersi al Tar o al Tribuna­le civile. Attenzio­ne: i tempi della giustizia civile so­no molto lunghi. Anche diversi an­ni prima di avere un giudizio.
  • Per quali motivi può ricorrere? Per esempio se la soprae­levazione - anche se consentita dalla legge - lede i di­ritti di chi abita negli stabili adiacenti.
  • Quando è meglio evitare la causa e rinunciare al progetto? Se l'ampliamento non ri­spetta le norme igieni­co-sanitarie, come le distanze tra gli edifici, la giurisprudenza non offre scappatoie. La condanna diventa quasi inevi­tabile.

 

di Paola D'Amico - Cesare Giuzzi
dal Corriere della sera del 19.07.09


Vademecum - La legge regionale - Istruzioni per l'uso. Piano casa, gli ecoincentivi. Più volumetrie se pianti gli alberi. Fino al 35 per cento di aumenti volumetrici se si costruisce rispettando l'ambiente. Piano casa, ecco gli ecovantaggi. Più spazi con pannelli solari e alberi.

Con la nuova legge sulla casa via libera agli ecoincentivi. Chi costruisce dovrà rispettare norme severe sul risparmio energetico e garantire fino al 30 per cento di risparmio sui consumi per il riscaldamento. Per villette e capannoni industriali è possibile sfruttare gli incentivi regionali anche in cambio di verde e nuovi alberi. Così tra piantumazioni, pannelli solari e impianti di riscaldamento a basso impatto, cambia il modo di costruire in Lombardia. In cambio la Regione offre la possibilità di ampliare fino al 35 per cento le volumetrie esistenti in caso di nuove costruzioni. La rivoluzione verde è partita.

Non solo cemento. La nuova legge regionale sulla casa preve­de il rispetto di severe normative ambientali. Si va dal risparmio energetico sul riscaldamento in­vernale, fino alla creazione di giardini e aree verde. Le aziende avranno anche la possibilità di piantumare il perimetro degli edi­fici e di ottenere così un doppio beneficio sul piano ambientale e paesaggistico.

  • Cosa prevede la nuova legge regionale sulla casa in materia di ambiente ed energia? Tra le condizioni per ottenere l'ampliamento di un edificio uni-bifamiliare o di un capanno­ne industriale è obbligatorio adottare requisiti di natura «ambientale»: dotazione di verde, qualità architettonico-paesistica; risparmio energetico.
  • La presenza di verde cosa comporta? Nel caso di abbattimento e ricostruzione di un edifico, la nuova normativa prevede la pos­sibilità di aumentare la superfi­cie volumetrica fino al 35%. Sen­za il verde o requisiti energetici, il guadagno di cubatura si ridu­ce.
  • Cosa si intende per aree verdi, quali dimensioni devono avere? I benefici della legge si applicano nel caso in cui ci siano in­terventi che assicurano un «con­gruo equipaggiamento arboreo», ovvero una dotazione di verde in misura non inferiore al 25% della superficie totale del lotto. In questo modo l'incremento po­trà salire dal 30 al 35 per cento.
  • Questo vale solo per le abitazioni private? Non solo. La norma vale per gli edifici uni-bifamiliari, sia per gli edifici industriali e artigia­nali. I criteri per la dotazione di verde-giardino saranno definiti nel dettaglio entro il 31 luglio.
  • Ma alla dotazione potranno contribuire, per esempio, le alberature perimetrali? Sì, nel caso di complessi industriali saranno conteggiate an­che le piantumazioni lungo i con­fini dell’area: gli alberi aiutano a migliorare l'impatto estetico.
  • La qualità architettonico-paesistica di un ampliamento come viene certificata? Come per i grandi progetti architettonici, anche l'amplia­mento della villetta o del capan­none artigianale dovranno esse­re corredati da un rendering: il progettista dovrà produrre foto e rilievi del nuovo elemento nel contesto del paesaggio esistente.
  • A chi compete il giudizio sulle opere? Alla commissione paesaggistica di cui ogni Comune dovreb­be essersi dotato in funzione del­le leggi già in vigore.
  • Se non c’è la possibilità di aumento del verde come è possibile beneficiare della legge? La normativa prescrive - indifferentemente - la possibi­lità di adempiere con la presenza di verde o con risparmio energeti­co.
  • In che modo? Nel caso di ampliamento di un edificio, la parte di nuova costruzione deve consentire un miglioramento energetico del 30% rispetto alle attuali normative. Anche la costruzione pre-esi­stente deve ottenere una riduzio­ne del fabbisogno energetico del 10%. Questo vale sia per le abita­zioni sia per gli insediamenti in­dustriali.
  • Se, invece, si demolisce per ricostruire? Il fabbisogno annuo di energia per il riscaldamen­to deve essere sempre inferiore del 30 per cento rispetto al valore limite previsto dai provvedimen­ti regionali della legge 24/2006.
  • Come si raggiunge il risparmio energetico? Con panelli solari o cellule fotovoltaiche. Oppure con la coibentazione degli edifici o in­tervenendo sull'efficienza degli impianti di riscaldamento, con vetri adeguati o maggior spessore dei solai.
  • Come si ottiene la certificazione energetica? La certificazione energetica degli edifici contiene le in­formazioni sulle caratteristiche energetiche del «sistema edificio-impianto», ossia sul rappor­to consumi-rendimenti energeti­ci dell'edifico.
  • Chi rilascia l’attestato energetico? L'attestato di certificazione energetica (Ace) è rilascia­to da un professionista abilitato e iscritto nell’elenco regionale (...).
  • La certificazione energetica deve essere rinnovata nel tempo? La certificazione vale 10 anni. La documentazione va fornita in caso di vendita dell'im­mobile.

 

di Paola D'Amico - Cesare Giuzzi
dal Corriere della sera del 18.07.09


Vademecum. Domande & risposte - I COSTI E I TEMPI. Piano casa - Dal progetto ai cantieri. Via libera al recupero anche di cantine e taverne. Previsioni di spesa: si parte da duemila euro al metro quadrato. Piano casa, i nuovi permessi per costruire. Costi e progetti per aumentare le volumetrie. Primo passo? La denuncia di inizio attività.

Dal progetto alla Denuncia d’inizio attività. Con il nuovo piano casa della Regione, sa­rà più semplice ampliare le volumetrie delle abitazioni.
Per accedere agli incentivi occorre rispettare la «buro­crazia» e rivolgersi ad un'im­presa edile in regola con certi­ficati e permessi. Una volta terminati i lavori, cambiano i parametri per Ici e Tarsu.

Recupero delle aree dismes­se, incentivi «volumetrici» per chi costruisce, nuove nor­me ambientali per le abitazio­ni. La legge regionale sulla ca­sa offre nuove opportunità per i proprietari immobiliari. Ma per accedere ai benefici previsti dalla legge regionale occorre rispettare le procedu­re burocratiche, magari con l'assistenza di un professionista. E i costi, a volte, non so­no un aspetto secondario.

  • Quali sono i passaggi burocratici da affrontare per un proprietario che intende ampliare la propria abitazione? Innanzitutto rivolgersi ad un professionista (ingegnere, architetto, geometra). Il primo passo da fare è un calcolo delle volumetrie da «guadagnare» in funzione dell’intervento.
  • Quali sono le aree di casa che si possono trasformare con la nuova legge regionale? Nel caso di una villa indi­pendente o bi-familiare è possibile recuperare cantine e taverne, o anche sottotetti. A patto che vengano rispetta­re le norme igienico-sanita­rie e di abitabilità (altezza dei soffitti).
  • E nel caso di un appartamento in condominio? In questo caso è più diffici­le l’applicazione della leg­ge. Si può pensare alla coper­tura di una terrazza, ma tutti i condomini devono essere d’accordo. In ogni caso, ogni progetto è vincolato al giudi­zio di impatto paesistico del Comune.
  • Una volta elaborato un progetto di massima, a chi ci si deve rivolgere? Per avere un preventivo del costo degli interventi occorre rivolgersi ad un’im­presa edile. Fondamentale per accedere ai benefici della legge, che l’impresa sia rego­larmente iscritta alla Camera di commercio e in possesso del Durc.
  • Cos’è il Durc? Il Durc è il documento unico di regolarità con­tributiva. È l'attestazione del­l’assolvimento, da parte del­l’impresa, degli obblighi legi­slativi e contrattuali nei con­fronti di Inps, Inail e Cassa edile. Il possesso del certifica­to è fondamentale per attesta­re la regolarità dell’impresa.
  • Quanto può costare un intervento? A Milano i costi per la ri­strutturazione variano da 1.500 a 2.000 euro al me­tro quadrato. Si sale a 2.500 per un bagno. Nel caso di nuova costruzione i costi so­no variabili in base alle finitu­re e ai materiali utilizzati. Fuo­ri città il costo può diminuire sensibilmente.
  • Una volta accettato il preventivo dei costi e ottenuto il progetto, quali documenti occorrono per avviare i lavori? Basta presentare al Co­mune una Dia, denuncia di inizio attività con il proget­to allegato. A Milano, la Dia deve essere presentata agli uf­fici di via Pirelli. Una volta consegnata la documentazio­ne l’impresa può dare il via ai lavori.
  • Quali altri costi bisogna sostenere? Ci sono gli oneri di urbanizzazione, che vanno cal­colati sull’aumento di superfi­cie. A Milano, ad esempio, il costo varia da 58 a 73 euro al metro cubo. Con possibilità di una diminuzione dei costi in funzione delle opere realiz­zate
  • Una volta ampliata l’abitazione e terminati i lavori, quali altri costi si devono sostenere? Con l’aumento dei volu­mi dell’edificio, cambia­no i parametri di pagamento di alcune imposte. Innanzitut­to viene variato l’accatasta­mento della nuova porzione di abitazione. In secondo luo­go la Tarsu, l’imposta sui ri­fiuti deve essere calcolata sul­la nuova dimensione volume­trica. L’aumento è proporzio­nale alla volumetria guada­gnata: dal 20 al 35 per cento.
  • E aumenta anche l’Ici? Solo se si tratta di una seconda casa. Per la pri­ma casa vale il provvedimen­to del governo che ha elimina­to l’imposta. In ogni caso, gra­zie agli aumenti di volume­tria, l’abitazione aumenta il proprio valore di mercato.

 

di Paola D'Amico - Cesare Giuzzi
dal Corriere della sera del 17.07.09


Piano casa, il vademecum per costruire. La legge La Regione ha approvato le linee guida, resteranno in vigore per 18 mesi. Dai Comuni ai parchi, quanto e come si potrà edificare. Recupero delle aree dismesse e ampliamento delle abitazioni: così cambiano le norme in Lombardia. Piano casa della Regione «Nuove regole, ecco cosa cambia». Più opportunità per i proprietari di casa, incenti­vi «volumetrici» per chi ri­struttura e recupero delle aree dismesse.

Il nuovo piano casa della Regione rivoluziona le nor­me urbanistiche dei Comu­ni lombardi. Prevista la pos­sibilità di ampliare fino al 35% la volumetria delle abi­tazioni. Le aree dismesse, collocate in zone con desti­nazioni d’uso residenziali, diventeranno nuove case. Ma il piano prevede an­che la possibilità di costrui­re nei parchi regionali. Una norma contestata da Verdi e ambientalisti che promet­tono battaglia.

Più spazi per nuove abitazioni, recupero delle aree dismesse e incentivi. Il nuovo piano casa della Regione si preannuncia come una rivoluzione per le norme urbanistiche dei Comuni lombardi.

Secondo l’assessore regionale all’Urbanistica Davide Boni, il piano casa avrà «ricadute anche sull’economia e l’occupazione». L’insieme degli investimenti potenziali è stimato tra i 5,8 e i 6,5 miliardi di euro. E secondo la Regione la ricaduta sull’indotto occupazionale sarà di 30 mila nuovi posti di lavoro, mentre sul profilo energetico si avrà un risparmio annuo valutabile in circa 44 milioni di euro. La Regione ha previsto la possibilità di aumentare le volumetrie delle abitazioni del 20 e del 35%. La medesima possibilità è stata riservata anche ad artigiani e imprenditori.

Le nuove norme regionali hanno incassato il favore dei costruttori riuniti dall’Ance, che parlano di un piano «in grado di rilanciare il settore attraverso interventi orientati sulla qualità». Di parere opposto, invece le opposizioni in Consiglio regionale, con il verde Carlo Monguzzi che lamenta la «mano libera dei cementificatori su parchi e aree protette». La nuova legge prevede infatti che possano essere applicati gli incentivi «volumetrici» anche nelle aree interessate dai parchi regionali. Solo nelle zone di elevato interesse naturalistico, invece, saranno vietate nuove costruzioni.

  • Cosa cambia con il nuovo piano della Regione? Con il Piano casa approvato martedì scorso dal Consiglio regionale sarà possibile ampliare le volumetrie degli edifici esisten­ti. La Regione ha previsto il recupe­ro delle aree dismesse che potran­no essere trasformate in abitazioni a patto che si trovino in aree a destinazione d’uso residenziale. È sta­to anche prevista la riqualificazio­ne di quartieri di edilizia pubblica.
  • Di quanto è possibile ampliare un’abitazione? La legge prevede un aumento del 20% dei volumi per gli edifi­ci residenziali mono o bi-familiari di volumetria inferiore ai 1.200 me­tri cubi (circa 400 metri quadrati). Le abitazioni devono trovarsi fuori dai centri storici. In caso di demoli­zione e ricostruzione dell’edificio è possibile salire fino al 35% della vo­lumetria.
  • Come si calcola la volumetria degli edifici? Il consiglio è di affidarsi a un tecnico qualificato. Per avere un’indicazione, basta calcolare la superficie in metri quadrati e molti­plicarla per l'altezza. Ad esempio una casa di 100 metri quadrati alta 5 metri corrisponde — indicativa­mente — a 500 metri cubi. Box, cantine e aree comuni vengono cal­colate in maniera differente da ogni Comune.
  • Le aree dismesse possono essere trasformate in nuove case? È possibile recuperare le aree di­smesse e trasformale in nuove abitazioni a patto che si trovino in zone per le quali è prevista dal Pia­no regolatore comunale una desti­nazione d’uso residenziale. In que­sto caso la superficie volumetrica rimane invariata ed è vincolata alle disposizione degli indici di edifica­bilità dei singoli Comuni.
  • E per un imprenditore è possibile ingrandire le aree produttive? Se il capannone o la fabbrica si trovano in un’area a destinazio­ne d’uso produttivo, è possibile ampliare l’edificio esistente con un incremento massimo dei volumi del 35%. In ogni caso l’applicazio­ne della legge regionale è vincolata alle disposizioni delle singole am­ministrazioni che dovranno stabili­re entro il 15 ottobre quali aree arti­gianali o industriali saranno inte­ressate dal piano.
  • La legge regionale sostituisce il Piano regolatore comunale? In parte. Per quanto riguarda la destinazione delle aree (resi­denziale, produttivo, verde) non cambia nulla. Le singole ammini­strazioni hanno la possibilità di in­dicare in quali aree non è prevista l’applicazione della nuova legge. Nel caso di aree residenziali, i Co­muni possono decidere quali zone escludere. Nel caso di aree produt­tive, invece, il Comuni dovranno indicare quali aree potranno bene­ficiare della legge regionale.
  • Ma gli indici di edificabilità restano invariati? No. La legge regionale consente l’ampliamento dei volumi, di conseguenza autorizza indici di edi­ficabilità superiori a quelli stabiliti dai Prg dei singoli comuni. Le am­ministrazioni avranno però la pos­sibilità di indicare le aree dove non sarà possibile applicare le nuove norme.
  • Se un’amministrazione comunale non si esprime sull’applicazione della nuova legge cose succede? In questo caso, la legge regiona­le non può essere applicata. Il termine ultimo per presentare i pia­ni è il 15 ottobre. Dal 16 i piani de­vono essere operativi.
  • Quando la legge regionale diventerà operativa? Dalla Gazzetta ufficiale.
  • Fino a quando sarà possibile beneficiare delle nuove norme? La data di pubblicazione sulla legge regionale resterà in vigore per 18 mesi. Più o me­no fino a gennaio 2011.
  • Le nuove abitazioni dovranno rispondere a particolari requisiti? Sì. In particolare per le disposizioni sul fronte energetico. È richiesta maggiore attenzione per l’isolamento termico degli edi­fici, per la coibentazione, per gli in­fissi anti-dispersione, per caldaia e impianto di riscaldamento.
  • La nuova legge permette di costruire nei parchi? In parte. Le aree protette co­me il parco del Ticino o quel­lo delle Groane, ad esempio, sono divise in aree a parco regionale e a parco naturale. Nel primo caso, si considera l’intera zona d’influenza del parco, che comprende anche centri abitati (come Pavia). In que­sto caso è consentito costruire, con limitazione degli ampliamenti volumetrici, che sono diminuiti del 30%. Per un’abitazione si passa dal 20% al 13.3%.
  • E dove è invece vietato? Nelle aree a parco naturale, che sono zone più circoscrit­te rispetto all’intero parco regiona­le. Nel caso del Parco del Ticino, si tratta dei boschi e delle zone a ri­dosso del fiume, le cosiddette aree umide. Qui non è consentito co­struire.
  • Le nuove norme prevedono deroghe per le distanze tra gli edifici? No. Le norme relative alle di­stanze tra gli edifici, così co­me quelle igienico-sanitarie, non saranno mutate. Lo stesso avviene per i regolamenti in materia di be­ni culturali e paesaggio. In ogni ca­so la nuova legge regionale è disci­plinata dalle norme del Codice civi­le.
  • Il Comune potrà vietare l’ampliamento delle abitazioni? Sì. Le amministrazioni potranno esprimere parere ne­gativo vincolante sulla compatibili­tà paesistica degli interventi. Le norme non si applicano a edifici abusivi. 

 

di Paola D'Amico - Cesare Giuzzi
dal Corriere della sera del 16.07.09


Rivolta contro il piano casa - Verdi e ambientalisti all'attacco. La Regione: muoverà un giro d´affari di 5 miliardi.

Un appello contro il piano casa, che sarà operativo dal 16 ottobre, quando i cittadini potranno cominciare a presentare le dia, le dichiarazioni di inizio attività, per incrementare le volumetrie di edifici esistenti. Sono Fai, Italia Nostra, Legambiente, Lipu e Wwf a chiedere in una nota congiunta ai sindaci e ai consigli comunali di difendere il territorio: «Ora siete l´unico presidio per salvare la bellezza dei centri storici, delle campagne e dei parchi della Lombardia». Il verde Carlo Monguzzi si rivolge al governo: «Blocchi il piano casa, visto che nella trattativa con le Regioni aveva escluso l'ampliamento degli edifici e la demolizione con ampliamento nei parchi e nei centri storici».

Nella nota, le associazioni ambientaliste non puntano il dito solo contro gli aspetti più discussi del piano, come l´aumento del 20% delle volumetrie nei parchi e nei centri storici. L'effetto più grave, scrivono, «è la cancellazione di ogni principio elementare di pianificazione urbanistica». I Comuni, infatti, dovranno dire quali parti del territorio escludono dall'applicazione della legge. «Ma non potranno scegliere l'opzione zero - dice Costanza Pratesi del Fai - vale a dire escludere tutto il territorio».

Il Fai aveva chiesto nelle audizioni in commissione di consentire la ricostruzione nei centri storici ma senza incremento di volumetria e aveva ricordato che solo le aree naturalistiche, una parte minima dei parchi, sarebbero state indenni dall´aumento del costruito. «Nessuna delle nostre richieste è stata accolta», lamenta la Pratesi.

Al contrario, le associazioni prevedono che saranno «allargati o sopraelevati villette e caseggiati fino a 1.200 metri cubi» (nell'accordo Stato-Regioni il limite era di 1.000), che si potranno «ampliare capannoni sparsi nella campagna e magari farli diventare centri commerciali e aumentare indiscriminatamente la densità abitativa nei quartieri di edilizia popolare». E tutto «senza contrattazione con il privato e contropartite in forma di servizi per i cittadini». Di qui l'appello ai Comuni, «i veri danneggiati dal provvedimento». Anche Monguzzi vede nei sindaci «l'ultimo argine contro gli effetti più pericolosi del piano varato da Formigoni e dal centrodestra».

Non mancano, però, anche i commenti positivi alla nuova legge. Luigi Colombo, presidente dei costruttori edili lombardi dell'Ance, parla di «boccata di ossigeno», perché «la Regione riconosce il ruolo strategico per uscire da una grave crisi economica di un comparto che in Lombardia conta 140.000 imprese e 330.000 addetti». «Con il piano casa si stima che il lavoro per le piccole e medie imprese del settore edilizio possa aumentare del 30%», osserva Paolo Galassi, presidente delle 3.000 imprese di Confapi.

Difendono naturalmente il loro provvedimento (contestato ieri dagli ambientalisti davanti all'assessorato al Territorio) sia l'assessore Davide Boni che il governatore Roberto Formigoni. «Se un edificio su cento fra quelli coinvolti nel piano edilizio fosse ristrutturato - dice Boni - l'indotto sarebbe di 5 miliardi, con 30-40.000 posti di lavoro nel settore edilizio». «È una legge, limitata nel tempo, che servirà al rilancio dell'edilizia», il commento di Formigoni. 

 

di Stefano Rossi
da La Repubblica del 16.07.09


Via libera del Consiglio al piano casa. Bonus volumetrico per il «residenziale» della Lombardia.

MILANO - Taglia il traguardo il piano casa della Lombardia. Ieri, il Consiglio regionale ha dato il via libera al progetto di legge per rilanciare il comparto edile. Il provvedimento è passato con i voti favorevoli della maggioranza, mentre l'opposizione compatta ha votato contro.

La versione definitiva del testo - che nei giorni scorsi ha subito qualche rinvio per alcune incomprensioni all'interno della maggioranza - prevede l'autorizzazione alla variazione di destinazione d'uso per demolire e ricostruire in residenziale con un bonus volumetrico.

Il passaggio è stato fortemente voluto dall'assessore al Territorio, Davide Boni, che con un emendamento ha allargato la facoltà di demolizione e ricostruzione anche agli «edifici parzialmente residenziali e a quelli non residenziali ubicati in zone a prevalente destinazione residenziale». Le nuove costruzioni dovranno essere destinate esclusivamente a residenza e potranno avere una volumetria non superiore a quella esistente. Relativamente all'altezza, la misura non potrà essere «superiore al massimo tra il valore esistente e quello ammesso dallo strumento urbanistico, e con un rapporto di copertura maggiorato fino al 25% rispetto a quanto previsto dallo strumento stesso».

Un'altra modifica al testo - particolarmente caldeggiata dai costruttori - è quella relativa alla riqualificazione dei quartieri di edilizia residenziale pubblica. In questo caso la nuova volumetria potrà essere ceduta in tutto o in parte ad altri operatori che si impegnino a realizzare alloggi popolari.

Un'ultima modifica riguarda la facoltà di ampliamento del 20% delle palazzine fino a 1.200 metri cubi, le classiche villette a schiera.

La legge - che entrerà in vigore il 16 settembre - consente il recupero edilizio e funzionale di edifici o porzioni di edifici ultimati entro il 31 marzo 2005 (data di entrata in vigore della legge per il Governo del territorio 12/2005), se non situati in zone destinate dagli strumenti urbanistici vigenti all'agricoltura o ad attività produttive, ed entro il 13 giugno 1980 (entrata in vigore della legge 93/80) se si tratta di aree agricole.

Per tutti gli interventi sarà necessario presentare entro 18 mesi a partire dal 16 ottobre la Dichiarazione di inizio lavori (DIA) o richiedere il permesso di costruire e osservare le norme antisismiche vigenti. Gli interventi di edilizia residenziale saranno realizzabili previa acquisizione del permesso di costruire da richiedersi entro 24 mesi, sempre dal 16 ottobre 2009.

L'insieme degli investimenti potenziali è stimato attorno ai 6 miliardi; positiva anche la ricaduta sull'indotto occupazionale, valutabile in 30mila nuovi posti di lavoro, e sul profilo energetico con un risparmio annuo attorno ai 44 milioni di euro.
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  • IL PERCORSO - La legge entrerà in vigore il 16 settembre e prevede incentivi alla realizzazione di nuove case popolari

 

di Cristina Gamba
da Il Sole 24ore del 15.07.09


Regione - Approvato il piano casa: sì agli ampliamenti, ma «ecologici». Via libera del consiglio al provvedimento con il voto della sola maggioranza. Le agevolazioni dureranno 18 mesi.

Possibilità di ampliare le case fino al 20 per cento di vo­lumetria in più, di sostituire quelle «non più compatibili» nei centri storici e di tornare a costruire nei quartieri di edilizia residenziale pubbli­ca.

La Lombardia ha il suo piano casa. Dal Consiglio regio­nale ieri è arrivato il via libe­ra al piano di rilancio dell'edi­lizia sulla scia dell'accordo Stato-Regioni firmato lo scor­so aprile. La nuova legge, la cui applicazione durerà 18 mesi in deroga alla legge ur­banistica del 2005, «punta a rilanciare il comparto dell'edilizia in un momento di cri­si». Nel documento si preve­dono anche interventi nei centri storici, «ma solo per sostituire - ha confermato l'assessore al Territorio, Davi­de Boni - quegli edifici non coerenti con le caratteristi­che storico-architettoniche del centro storico stesso» e previo parere vincolante del­la commissione regionale pa­esistica. «Questo provvedi­mento - ha commentato l’as­sessore - è eccezionale per­ché eccezionale è la congiun­tura, tanto è vero che ha una durata di 18 mesi. E non è ve­ro che dà il via libera alle cola­te di cemento perché le nor­me consentono di interveni­re solo sulle aree già edifica­te». Soddisfatto anche il go­vernatore Roberto Formigo­ni: «È un testo che si attaglia come un vestito sulla nostra Regione; un vestito che da og­gi potrà essere ancora più bel­lo, più forte e più adatto alle esigenze delle famiglie. Con questa legge diamo impulso al settore edilizio, favorendo una ripresa dell'edilizia di qualità, migliorando il patri­monio residenziale esistente dal punto di vista estetico, funzionale e sotto il profilo energetico e ambientale».

Fortemente negativo il giudizio invece delle opposizio­ni di centrosinistra: «Avrem­mo approvato un piano simi­le a quello appena approvato in Toscana - ha spiegato il pd Franco Mirabelli -. Ma la giunta ha deciso di smarcare la Lombardia su un punto qualificante come la tutela di parchi e centri storici. Per Per Mario Agostinelli, del gruppo Sinistra-Altralombar­dia, il «piano casa è un regalo alle rendita e ai costruttori a danno del territorio». «Si densificano le nostre città senza un progetto, dando una delega indiscriminata a tutti: non mi pare un grande conquista sul piano della pia­nificazione urbanistica», dice il verde Carlo Monguzzi.

  • La legge. Da ieri è legge il piano casa della Lombardia. Possibilità di ampliare gli immobili fino al 20% in più fuori dai centri storici, in cambio di risparmio energetico

 

di A. Se.
dal Corriere della sera del 15.07.09


Cemento nei parchi e in centro il piano casa è legge con un blitz. Il centrodestra vota unito i punti più contestati, l'opposizione protesta. Regole speciali in vigore per 18 mesi ma la giunta già rilancia: "I bonus nelle zone storiche possono diventare permanenti".

Il piano casa della Lombardia, che per un anno e mezzo consentirà di aumentare di un quinto le volumetrie degli edifici costruiti, da ieri è legge. Il consiglio regionale lo ha approvato ieri sera con il voto contrario dell'opposizione.

Nel feuilleton che era diventato questo provvedimento, non poteva mancare l'ultimo colpo di scena. Lo ha dispensato l'assessore al Territorio, il leghista Davide Boni, presentando una ventina di emendamenti. Mossa tattica, per far decadere gli oltre 200 emendamenti presentati dall'opposizione e riuscita solo in parte, perché un centinaio sono stati ripresentati come sub-emendamenti alle modifiche chieste dall'assessore. Ma pure mossa sostanziale, perché Boni ha accolto le richieste del Pdl su cui si era incagliato l'esame in commissione.

E quindi, nei parchi si potrà demolire e ricostruire (il 20 per cento di incremento è ridotto di un terzo) in deroga ai piani di coordinamento degli stessi, escluse solo le aree naturali protette. Altrettanto si potrà fare nei centri storici, sostituendo gli edifici esistenti che non si adattano al contesto storico e architettonico. Fuori dai centri storici si potrà incrementare la volumetria esistente del 30%, se si useranno tecniche e materiali in grado diminuire di un terzo i consumi per il riscaldamento. Ma l'interessato dovrà solo «dotarsi» della certificazione energetica, non sarà più obbligato a presentarla in Comune. Ancora, in caso di «congruo equipaggiamento arboreo» pari almeno a un quarto del lotto interessato, l'incremento ammesso sarà del 35 per cento. Si potranno convertire i residenza i capannoni industriali e artigianali - non commerciali e terziari - per una quota pari alle volumetrie definite dagli indici residenziali del luogo, più il 20% concesso a tutti, più un 25% solo i capannoni (purché non si superi il 50% dell'indice edificatorio dell'area).

Infine, i quartieri di edilizia pubblica. Qui l'incremento massimo arriva al 40%, potrà riguardare un complesso di edifici e non uno solo e potrà concretizzarsi in un palazzo nuovo di zecca. La volumetria potrà essere ceduta a operatori privati e la durata della legge sarà di 24 mesi anziché di 18.

Tanto resterà in vigore il piano casa. Ma difficilmente si finirà lì: l'assessore Boni, infatti, già anticipa la possibilità di una nuova legge dicendo che «potremmo essere interessati a far diventare fissa la norma sui centri storici perché, purtroppo, ci troviamo davanti a delle situazioni legate agli anni Cinquanta e Sessanta che non hanno nulla a che vedere coi centri storici». L'assessore minimizza l'impatto delle modifiche: «Raccordi di sistema». Per Luciano Muhlbauer del Prc, invece, «la maggioranza difende i soliti interessi dei gruppi che spadroneggiano a Milano». «Il centrodestra ha raggiunto un accordo complessivo che riguarda anche le nomine della sanità», dice Carlo Monguzzi dei Verdi. Aggiunge Marco Cipriano di Sinistra democratica: «Formigoni aveva scritto ai giornali: "Ingiustificato parlare di rischi per i centri storici e i parchi". La legge tocca proprio quelli». «Su queste basi non potevamo che votare contro», conclude Franco Mirabelli del Pd. Per Paolo Valentini, Pdl, il piano «risolverà grandi problemi abitativi» mentre per Roberto Alboni (Pdl) e Giammarco Quadrini (Udc) «risponderà alla crisi rilanciando l'edilizia».

 

di Stefano Rossi
da La Repubblica del 15.07.09


LOMBARDIA

  • Impulso al riutilizzo. Possibilità di recuperare all'uso residenziale edifici agricoli o produttivi non utilizzati.
  • Ampliamenti. Interessati gli edifici fino a 1.000 metri cubi. Possibili incrementi del 20% se si riduce del 10% il fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento. Sconto del 30% sul contributo.
  • Demolizioni e ricostruzioni. Bonus volumetrico del 30% (35% con equipaggiamento arboreo) per chi ricostruisce edifici residenziali riducendo il fabbisogno di energia primaria di oltre il 30% rispetto ai requisiti della legge regionale 24/2006.
  • Limiti. Nei centri storici possibile sostituire edifici residenziali non coerenti, ma solo con parere delle commissioni regionali.

 

pag. 13 - Dossier del Lunedì
da Il Sole 24ore del 29.06.09


LOMBARDIA

  • Ddl in commissione, voto in aula il 30 giugno
  • Due nuove possibilità: 1) riutilizzo residenziale di edifici abbandonati, in deroga ai Prg; 2) ampliamento fino al 40% degli edifici degli ex Iacp

 

pag. 5
da Il Sole 24ore del 21.06.09


AMPLIAMENTI RESIDENZIALI

  • Incrementi e tipologia. +20% volume (max 1300 mc) su edifici mono e bifamiliari o comunque fino a 1.000 mc.
  • Criteri ambientali o energetici. Riduzione certificata del 10% del fabbisogno annuo di energia primaria per il riscaldamento.
  • Agevolazioni sui contributi costruzione. -30% contributo di costruzione più eventuali altri sconti decisi dai Comuni.
  • Titolo abilitativo. Dia o permesso di costruire.


DEMOLIZIONI E RICOSTRUZIONI RESIDENZIALI

  • Incrementi. +30% volume, +35% con equipaggiamento arboreo.
  • Criteri ambientali o energetici. Riduzione certificata del fabbisogno annuo di energia primaria superiore al 30% dei requisiti fissati dalla L.r.24/2006.
  • Agevolazioni sui contributi costruzione. -30% contributo di costruzione più eventuali altri sconti decisi dai Comuni.
  • Titolo abilitativo. Permesso di costruire o Dia.
  • Interventi su immobili non residenziali. Recupero all'uso residenziale di edifici agricoli o produttivi inutilizzati.
  • Interventi nei centri storici. Sostituzione di edifici residenziali non coerenti previo parere delle commissioni regionali.

 

pag. 4
da Il Sole 24ore del 05.06.09

 

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vedi anche:

Piano casa Puglia

Legge regionale 24.07.09 - rass.stampa

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Deliberazione 15.06.09 n.1609 - rass.stampa


data pubblicazione: martedì 28 luglio 2009
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