Piano casa Lazio

Ddl in discussione - rass.stampa

vedi aggiornamento del 30.08.09

 

Edilizia. LA REGIONE - Ecco il «Piano casa». Cubature premio per chi ricostruisce. La giunta approva la proposta. Montino: «Le Regioni legiferano, il governo fa scena muta». Piano casa, la mossa della Regione. Cubature premio per chi ricostruisce fuori dalle aree di pregio.

Il premio più alto è per chi demolisce e ricostruisce sul litorale: il 60% di metri cubi in «regalo». Ma oltre al premio cubature nella legge regionale compare anche l'alloggio «a riscatto». Il testo presentato ieri.

La filosofia - come costruire, ricostruire e ampliare le cu­bature già acquisite nelle gran­di città in emergenza per l’al­loggio - è quella del decreto legge Berlusconi e del piano ca­sa approvato dalla regione Lombardia. Ossia semplifica­zioni procedurali per aprire il cantiere (e corsia «preferenzia­le» in caso di cantiere Ater). Più premi cubature e promo­zione della bio-edilizia.

Anche il Lazio ha le sue «Misure straordinarie per il setto­re edilizio ed interventi per l'edilizia residenziale sociale» che la Regione spera di liquida­re entro la fine del mese. Tema politicamente sensibile compli­cato da provvedimenti tampo­ne reiterati e mai superati, flus­si migratori e un mercato del­­l’affitto «assolutamente ano­malo» secondo lo stesso asses­sore alla Casa Mario Di Carlo: «Se si considera che, da noi, i proprietari raggiungono ormai il 73%, un'enormità rispetto agli altri paesi europei».

Ecco la legge per il Lazio: «È il nostro manifesto politico, un testo concertato che si propone come misura anticrisi per la Regione e come tutela del diritto di ogni famiglia ad avere una casa» dice il presi­dente della Regione Piero Mar­razzo. Fondamentale il premio cubature a cui il Lazio affianca anche la promozione di un'of­ferta di case «in locazione o a riscatto» secondo una propo­sta discussa nell'ultima campa­gna elettorale per le comunali. E poi: il quaranta per cento di metri cubi in più a chi (im­presa, cooperativa, costrutto­re) ristrutturando, destini a edilizia residenziale sociale una quota parte del fabbricato. E il cinquanta per cento a chi effettui un trasferimento a be­neficio del profilo paesaggisti­co e urbano. Così come, del re­sto, avevano suggerito i co­struttori Acer nelle settimane scorse: «Per rendere appetibile un intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio non possiamo scendere sotto un premio del 50%, altrimenti sarebbe in perdita per l'impren­ditore» dice Eugenio Batelli, presidente Acer (che aspetta di leggere il testo della legge per commentarla). Quanto agli in­terventi di «sostituzione edili­zia» di edifici residenziali (al­meno all’80%) la volumetria potrà essere ampliata del 35%.

Semplificazioni anche dal pun­to di vista procedurale. Basterà presentare una semplice Dia perchè con il silenzio-assenso si possa aprire il cantiere. Anzi, sul litorale la «gratifica» per i costruttori sale ulteriormente: il 60% di metri cubi in più «Con questo criterio si potreb­bero trasferire trecento metri indietro le palazzine sul mare a Torvaianica migliorando la zo­na» cita ad esempio l'assessore all'urbanistica Esterino Monti­no. Sempre che la moltiplica­zione di edifici in una delle zo­ne più fittamente edificate del­la costa laziale lo consenta.

 

di Ilaria Sacchettoni
dal Corriere della sera del 17.07.09


Regione, via al piano casa un premio per chi ricostruisce. Si potranno aumentare le cubature fino al 60%.

Approvata all'unanimità. La giunta della Regione, ieri mattina, ha dato l'ok alla proposta di legge sul "Piano casa". Ventitré articoli che, per dirla come il governatore del Lazio Marrazzo, daranno una risposta all'emergenza abitativa e una mano alle imprese edili che la crisi tiene sotto scacco. «E il beneficio per l'economia laziale, potrebbe essere quantificabile in svariati miliardi di euro», sostiene l'assessore Mario di Carlo. Gli imprenditori edili della Fedilter, ringraziano.

La legge, che dà largo spazio alla sostenibilità ambientale incentivando i materiali di bioedilizia, si muove su tre livelli: il premio delle cubature: dal 10 al 60% per chi modifica, demolisce e ricostruisce; "l'housing sociale", ovvero appartamenti che si possono dare ad affitti calmierati con possibilità di riscatto; e la semplificazione delle procedure. «Cosa molto importante, perché per fare una casa ex novo - spiega l'assessore Di Carlo - occorrono 2 anni e mezzo. Peccato però, che la posa del primo mattone, è preceduta da 12 anni di lungaggini burocratiche e difficoltà a trovare le aree edificabili».

Del resto, i tempi stringono. Il Lazio è la regione d'Italia col maggior numero di sfratti. E delle 7.600 ingiunzioni, l'83% è per morosità. L'"Housing sociale" è una soluzione. «La Regione - continua Di Carlo - si è impegnata nella costruzione di 30mila nuovi alloggi, edificati da pubblico e privato». Per una casa di 75 metri quadrati, valore 150 mila euro, si pagheranno 500 euro al mese. Poi, le famiglie potranno decidere se restare inquilini, lasciando che l'Ater acquisti la casa, o se diventarne proprietari, riscattandola. Sarà possibile grazie ad un voucher di 15mila euro che la Regione metterà all'inizio del contratto.

Premio cubature. Sarà del 20% per le villette monofamiliari e plurifamiliari (escluse quelle nelle aree vincolate e i centri storici), che potranno crescere per un massimo di 200 metri cubi. E solo in orizzontale. Premio del 40% per chi decide di demolire palazzi degradati per ricostruirne dei nuovi. Cinquanta per cento di cubature in più, invece, per chi butterà giù gli "ecomostri", in parchi e coste, per trasferirsi altrove. «Consentendo così il ripristino naturalistico dell'area e delle visuali e la salvaguardia di luoghi pregiati», dice l'assessore al Bilancio Luigi Nieri. Se poi, spostandosi, si deciderà di trasformare l'edificio in albergo, il premio arriverà al 60%. Gli artigiani e le piccole imprese potranno invece allargare i laboratori del 10%. Tutti Interventi che porteranno a un recupero del tessuto edilizio, specie nelle borgate, a sentire l'assessore all'Urbanistica della Regione, Esterino Montino. Soddisfatto che «il Piano agirà sulla città già costruita, senza interessare la campagna romana».

 

di Alessandra Paolini
da La Repubblica del 17.07.09


Varato il piano casa: ampliamenti del 20% e 30.000 alloggi sociali. Ampliamenti e ricostruzioni: via al piano casa. La giunta regionale vara la legge. E sull'edilizia sociale si punta a realizzare 30.000 alloggi.

La giunta regionale ha approvato il suo piano casa. Recepisce l'accordo quadro siglato tra Governo e Regioni. Si punta su quattro strumenti per dare nuovo impulso all’edilizia: demolizione e ricostruzione, assegnazione di premi di cubatura per chi demolisce edifici in aree di pregio naturalistico, housing sociale e snellimento delle procedure. Il piano prevede un premio di cubatura del 20% per gli edifici residenziali. E sul fronte dell’edilizia sociale, si punta alla realizzazione di 30 mila alloggi, con una formula in base alla quale a famiglie con reddito basso sarà consentito di pagare la rata del mutuo o il canone di locazione di circa 500 euro. La legge comunque deve ancora essere approvata dal consiglio regionale.

La giunta regionale vara il piano casa, ora la parola passa prima alle commissioni poi al consiglio per l’approvazione definitiva. Va a mettere in pratica quanto sottoscritto nel patto fra Regioni e Governo e punta a dare un impulso all’economia e in particolare al settore dell’edilizia. Muovendosi in diverse direzioni: offrirà la possibilità ai cittadini di ampliare del 20 per cento le proprie abitazioni (in alcuni casi); ma anche del 35 per cento se si demolisce e si ricostruisce secondo i principi della bioarchitettura e del risparmio energetico; se la demolizione avviene in zone di grande valore ambientale, come parchi e coste, il premio di cubatura per la ricostruzione in un’altra area sale al 50 per cento, anche al 60 se si realizza un albergo. Infine, il piano casa ha un altro versante importante, quello dell’housing sociale, con l’obiettivo di realizzare 30 mila nuovi alloggi.

Contro la crisi. Prima di entrare nello specifico dei 23 punti della proposta di legge, ecco come il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che ieri ha presentato il piano insieme a Esterino Montino (Urbanistica) e Mario Di Carlo (Casa) ha parlato di questo provvedimento: «Rivendichiamo politicamente questa legge, è un provvedimento manifesto di una linea politica. Avrà una forte logica anticongiunturale contro la crisi e vuole disegnare il futuro del territorio, sia per quanto riguarda il diritto dei cittadini all'abitazione che le richieste delle imprese. Questo piano dà forza e vigore ad un settore economico chiedendogli al contempo di essere innovativo, dalla bioedilizia alle fonti sostenibili, fino all'housing sociale. È un testo su cui chiederò alla maggioranza di costruire una forte compattezza per farlo approvare nel minor tempo possibile in Consiglio regionale e rispettare i termini che il governo ci ha chiesto».

Gli ampliamenti. Cosa prevede il piano? E’ ipotizzato un premio di cubatura del 20 per cento per immobili monofamiliari e plurifamiliari se non si trovano in aree vincolate e nei centri storici, per un massimo di 200 metri cubi (ma solo in orizzontale). Per quanto riguarda gli edifici non residenziali (artigianato e piccola industria) l’ampliamento potrà essere del 10 per cento.

Demolire e ricostruire. In caso di palazzi degradati, l’edificio deve essere abbattuto almeno dell’80 per cento, con la possibilità di costruirlo con una cubatura maggiore del 35 per cento. La percentuale sale al 50 per cento se l’operazione libera aree di valore naturalistico, come le coste o i parchi. Ha aggiunto il vicepresidente Esterino Montino: «Per riqualificare le periferie che presentano tessuti edilizi disorganici o incumpiuti il piano prevede fino al 40 per cento in più della volumetria demolita. Abbiamo puntato sulla città costruita e non sulle aree nuove per ridensificarla e recuperarla. Ma anche per dotarla di infrastrutture e servizi. In sintesi: la legge insiste non su aree di agro romano nuove o su aree agricole, ma interviene essenzialmente sulla città costruita da completare».

Edilizia sociale. Su come incidere su questo fronte - ad esempio consentendo all’Ater di ricavare più abitazioni da appartamenti di vecchia concezione e dunque con un’ampia superficie - è intervenuto l’assessore alla Casa, Mario Di Carlo: «Costruiremo abitazioni per le famiglie più disagiate che mensilmente costeranno, per l'affitto o la rata del mutuo, dai 500 ai 550 euro. I fondi non ci mancano, ne potremmo realizzare circa 30.000 nel Lazio. Ci sarò un Albo aperto a operatori pubblici o privati che accetteranno i regolamenti dell'housing sociale. Gli inquilini potranno riscattare l'abitazione in cui vivono, trasformando l'affitto in mutuo e per questo stiamo contrattando un protocollo d'intesa, con le principali banche. Se l'inquilino non vorrà riscattare subentrerà l'Ater nella proprietà». Hanno commentato due assessori del gruppo della Sinistra, Filiberto Zaratti e Luigi Nieri: «Anche grazie al nostro contributo, sono stati introdotti alcuni importanti provvedimenti indirizzati alla riqualificazione ambientale e urbanistica, al sostegno e alla diffusione dell'edilizia residenziale pubblica e sociale, alla promozione del risparmio energetico».

  • Percorso della legge. La proposta di legge varata ieri dalla giunta regionale, dovrà poi passare al vaglio del consiglio prima della sua approvazione definitiva. «La nostra maggioranza rivendica la linea politica di questa legge», ha spiegato Marrazzo
  • Housing Sociale. Secondo l’assessore alla Casa, Mario Di Carlo, il piano consentirà fra l’altro alle famiglie con un reddito inferiore ai 25 mila euro annui di accedere ai mutui; canone d’affitto o rata del mutuo da 500 euro
  • Ampliamento massimo. Il premio del 20 per cento di cubatura per immobili monofamiliari o plurifamiliari (fuori dai centri storici) non potrà superare i 62,5 metri quadrati in orizzontale, solo in adiacenza del corpo di fabbrica
  • Le Periferie. Per le periferie è ipotizzato l’aumento del 40% della cubatura: l’obiettivo della Regione è ricompattare il territorio, intervenendo su quelle borgate sorte in maniera non omogenea con il resto della città 

Le imprese: «Giusto incentivare la ripresa». Sul piano casa ieri si sono susseguiti i commenti. Positivi quelli del mondo delle imprese. Alessandro Maruffi, presidente dell'Unione Costruzione della Cna: «E’ interessante l'aspetto dell'ampliamento e della demolizione e costruzione degli edifici legata, però, alla riqualificazione ambientale e al rispetto dei canoni della bioedilizia. Per le imprese delle costruzioni significa una nuova linfa vitale, ma anche una sfida visto che dovranno coniugare nuove opportunità di investimento con la qualità di interventi». Dario Coen, presidente Associazione imprenditori edili del terziario (Fedilter), aderente a Confcommercio: «Va sottolineata l'importanza del piano per la sua particolare attenzione alla riqualificazione urbana grazie a premi di cubatura significativi per interventi di elevato valore urbanistico». Critiche invece dalla minoranza. Fabio Desideri (Pdl): «Questo piano non va bene, è troppo timido». E Donato Robilotta, sempre Pdl: «Il testo risulta lacunoso in diversi punti. Non tiene conto dei grandi centri urbani come Roma, l'aumento delle cubature del 30% e, come ha richiesto l'Acer, la semplificazione delle procedure autorizzatorie».

 

di Mauro Evangelisti
da Il Messaggero del 17.07.09


Piano casa, sì della giunta regionale - I premi di cubatura? Del 20 per cento. Marrazzo parla di un «provvedimento anti-crisi» ma il Pdl chiede modifiche. L’assessore Di Carlo: «30mila nuovi alloggi nel progetto di housing sociale»

Seppure con qualche settimana di ritardo, la giunta regionale del Lazio ha approvato ieri il piano casa in base all’accordo firmato in conferenza Stato-Regioni. Nel nuovo quadro normativo (anche questo, come tanti altri, frutto di compromessi) ognuno individua ciò che gli sta più a cuore. Marrazzo, per esempio, considera il piano come un «manifesto politico per combattere la crisi», mentre il consigliere regionale del Pdl Donato Robilotta fa notare che «non risponde alla richiesta di semplificare le procedure autorizzatorie avanzata dall’Acer, così come l’aumento della cubatura». C’è l’assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo che nel piano vede finalmente la possibilità di realizzare un progetto di housing sociale in grado di garantire un alloggio popolare a mutuo agevolato o in affitto a 30mila persone e, al contrario, il presidente della commissione Urbanistica del Campidoglio Marco Di Cosimo sostiene che «non servirà a risolvere il problema dell’emergenza abitativa a Roma e che la legge necessita di correttivi e aggiustamenti durante l’esame alla Pisana». Per l’assessore all’Urbanistica Montino il piano punta a «riqualificare la città già costruita e non a realizzare nuove case in aree nuove» e rivendica il merito dell’approvazione delle nuove norme, mentre il deputato del Pdl Fabio Rampelli fa notare che «se c’è una cosa al di fuori di qualsiasi discussione, è che i piani casa che stanno prendendo forma in buona parte delle Regioni italiane hanno per promotori Berlusconi e il suo governo».

Ma al di la delle divergenze interpretative, vediamo nel dettaglio che cosa prevede il Piano per chi vuole riqualificare e ampliare la sua abitazione. Il premio di cubatura è del 20% per le villette monofamiliari e plurifamiliari che, fatta eccezione per le aree vincolate e i centri storici, potranno crescere per un massimo di 200 metri cubi solo in orizzontale; e del 10% per gli edifici non residenziali destinati all’artigianato o alla piccola industria. Il principio «abbattere per ricostruire» ha ispirato il premio di cubatura del 35% per chi decide di demolire edifici degradati per ricostruirne dei nuovi e del 50% per coloro che accetteranno di buttare giù gli stabili situati in zone di massimo valore ambientale, come parchi e coste, per trasferirsi altrove. Quest’ultima possibilità, tra l’altro di difficile realizzazione, porta la firma degli ambientalisti del centrosinistra. Spostandosi dalle zone di particolare pregio ambientale, se si deciderà di trasformare l’edificio in albergo il premio di cubatura salirà al 60%. Per riqualificare le periferie, infine, il piano prevede fino al 40% in più della volumetria demolita.

A proposito dell’housing sociale, l’assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo ha spiegato: «Costruiremo abitazioni per le famiglie più disagiate che mensilmente costeranno, per l’affitto o la rata del mutuo a dai 500 ai 550 euro. I fondi non ci mancano, ne potremmo realizzare circa 30.000 nel Lazio».

 

di Claudio Pompei
da Il Giornale del 17.07.09


La palla passa alla Pisana - Regione, Piano pronto. Riscatto dell'affitto e premi di cubatura.

«Diritto alla casa, sviluppo economico e rispetto dell'ambiente».
Su queste tre direttrici che si muove il piano per il settore edilizio approvato all'unanimità in Giunta e pronto ad approdare la prossima settimana nelle commissioni competenti e in Aula consiliare. Ventidue articoli che trasformano in proposta di legge l'accordo raggiunto in conferenza Stato-Regioni. Arriva nel Lazio l'«housing sociale»: «Costruiremo 30mila case in tempi contenuti, i fondi non ci mancano – ha annunciato l'assessore alla Casa Mario Di Carlo – Saranno alloggi a canone contenuto, dai 500 ai 550 euro mensili, pagabili come affitto o come mutuo. Acquistando inizialmente un voucher da 15 mila euro per una casa di 75 metri quadrati del valore di 150 mila euro, l'inquilino potrà decidere se riscattarla divenendone proprietario. Se non vorrà, lo farà l'Ater, lasciandogli l'alloggio in affitto. È una vera rivoluzione». Sempre all'interno dell'housing sociale, i provvedimenti per contenere l'emergenza sfratti: «Gli ultimi dati – ha commentato Di Carlo – ci parlano di 7.600 sfratti, per l'83 per cento legati alla morosità. Vogliamo irrobustire la rete di protezione sociale legata ai mutui e alla morosità e istituiamo l'albergo sociale come una struttura che vada oltre il residence, capace di fornire una sistemazione temporanea con servizi e spazi comuni».

Il piano casa della Giunta Marrazzo prevede poi interventi di ampliamento degli edifici, a seconda delle zone e destinazioni d'uso: «Abbiamo un tessuto edilizio completamente sfrangiato – ha spiegato l'assessore all'Urbanistica Esterino Montino – Il provvedimento non incide sulle aree di agro romano, ma su parti della città già costruite. Come sulle periferie, dove si potrà aumentare la cubatura fino al 40 per cento». Fatte salve le aree vincolate, i centri storici e le fasce costiere, è previsto, tra l'altro, un premio di cubatura del 20 per cento per le villette mono e plurifamiliari, del 10 per cento per gli edifici destinati all'artigianato o alla piccola industria. Per liberare poi le coste dall'abusivismo selvaggio, è prevista la possibilità di demolire gli edifici delocalizzandoli in aree edificabili esterne al vincolo, oltre 300 metri, attraverso un premio di cubatura del 50 per cento, che aumenta a 60 se cambia la destinazione d'uso in albergo. Soddisfatto il presidente Piero Marrazzo: «Rivendichiamo politicamente questa legge – ha commentato – È un provvedimento-manifesto per il rilancio dell'economia e la protezione sociale dei cittadini».

 

di Viviana Spinella
da Il Tempo del 17.07.09


EDILIZIA - LE NOVITÀ NORMATIVE. Edilizia salvata dal piano casa. Il provvedimento dopodomani sarà all'esame della giunta. La maggior parte delle aziende romane si aspetta una crescita del fatturato fino al 20%. Con il piano casa sale del 20% il giro d'affari nella capitale. I risultati di un'indagine condotta su 100 imprese del settore.

Un valore medio di interventi intorno ai 30mila euro. E una ricaduta finale positiva sui fatturati delle aziende. Tra le imprese edili di Roma prevale l'ottimismo sull'impatto del piano casa laziale, relativamente alla sola parte degli ampliamenti del 20% di cubatura. Lo rivela un'indagine commissionata da Senaf (azienda leader nella gestione di fiere) su un campione di 100 aziende edili di Roma e provincia. In prevalenza (39%) le imprese si aspettano un'incidenza fino al 20% del loro giro d'affari. Il 23% pensa a un incremento che potrebbe avvicinarsi al 40%. Anche se un quarto (soprattutto quelle che lavorano con il pubblico) teme che non avrà nessun impatto. Nel dettaglio delle tipologie di intervento attese, il piano dovrebbe interessare soprattutto camera da letto (per il 30%) o soggiorno (per il 20%). Intanto il provvedimento della Regione dovrebbe essere approvato dopodomani in giunt ed entro fine mese in consiglio. Il testo è uscito dalla commissione ristretta formata dagli assessori Di Carlo (Casa), Zaratti (Ambiente) e Montino (Urbanistica). Novità importante dell'ultim ominuto: l'incentivo alla costruzione di alberghi nei Comuni del litorale romano, con un super bonus del 60% di volumetria per chi demolisce edifici in prossimità del mare e li ricostruisce in aree fissate dalle singole amministrazioni, facendone strutture ricettive. Tutti gli interventi dovranno rispettare la normativa antisismica e i criteri della bioedilizia.

Camera da letto o soggiorno, ovviamente realizzati da zero. Per un valore medio degli interventi intorno ai 30mila euro. E una ricaduta finale sui fatturati delle aziende di circa il 20%. Le imprese edili di Roma e provincia si aspettano questo tipo di impatto dal piano casa laziale (ormai prossimo al varo definitivo prima della giunta e poi del consiglio regionale), relativamente alla sola parte degli ampliamenti di cubatura.

Lo rivela un'indagine commissionata da Senaf (azienda leader nella gestione di fiere) su un campione di 100 aziende edili di Roma e provincia in previsione di Expoedilizia, la fiera professionale per l'edilizia e l'architettura organizzata da RoS (società partecipata da Fiera di Roma) e Senaf, che si svolgerà presso il polo fieristico della capitale tra il 12 e il 15 novembre prossimi.

La ricerca parte dalla congiuntura del settore delle costruzioni nei primi sei mesi del 2009. Delle imprese sentite, circa la metà prevede di tenere stabile il numero di addetti e circa un terzo pronostica dei tagli. «L'indagine fotografa un mercato che lascia intravedere una certa fiducia per il futuro, come dimostrano i dati relativi all'occupazione - afferma Emilio Bianchi, direttore di Senaf -. L'attuazione del piano casa offre, inoltre, l'opportunità a livello occupazionale di creare nuovi posti di lavoro e a livello progettuale di porre l'accento sui criteri di efficienza energetica e di sicurezza edile che non possono più essere messi in secondo piano».

Chi pensa di assumere cercherà soprattutto personale altamente qualificato. Tra i profili professionali più richiesti, infatti, troviamo ingegneri, geometri, responsabili della sicurezza nei cantieri e architetti con specializzazione in area ambientale. Quanto ai fatturati, il 21% conta di mantenerli stabili rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre il 39% ha già programmato un probabile calo. Il quadro generale, quindi, è di sofferenza, anche se con qualche nota di ottimismo.

Antonio D'Onofrio, presidente del settore edile di Federlazio, ha una spiegazione interessante per questi dati: «Mi stupisce che le imprese sentite abbiano dato una previsione così buona. Ma credo che questi numeri trovino il loro motivo in una caratteristica strutturale del mercato dell'edilizia. Le costruzioni soffrono di uno sfasamento di qualche mese rispetto al resto dell'economia. Quindi, se è vero che il primo semestre non sarà così drammatico, prevedo un impatto molto più duro nel corso del secondo, in particolare tra novembre e dicembre».

Il piano casa potrebbe rappresentare l'alternativa a questo destino. Almeno per una parte delle imprese. Gli intervistati, infatti, si dimostrano moderatamente ottimisti sul provvedimento. In prevalenza (39%) si aspettano un'incidenza fino al 20% del loro giro d'affari. Il 23% pensa a un incremento che potrebbe avvicinarsi addirittura al 40 per cento. Ma un quarto delle imprese ritiene che non avrà nessun impatto. Sono soprattutto quelle che lavorano con il pubblico, come spiega Filippo Lupo, titolare dell'azienda Lupo Rocco spa, 50 dipendenti: «Noi lavoriamo per la quasi totalità con appalti pubblici. Il piano casa, invece, inciderà molto sull'edilizia privata e sulle aziende piccole. Per tutti quelli che hanno una struttura di azienda simile alla nostra, alla fine l'impatto sarà vicino allo zero».

E anche nel settore dei lavori privati le aziende tendono ad andare con i piedi di piombo. «Il problema, per ora, è la scarsa circolazione di denaro - spiega Mauro Troiani, titolare di una piccola ditta edile - le famiglie spendono poco. Sicuramente il piano casa ci darà qualche lavoro in più, ma finché resta l'aria di crisi, non penso a un impatto particolarmente forte».

Andando nel dettaglio delle tipologie di intervento attese, il piano casa secondo gli imprenditori dovrebbe interessare soprattutto la camera da letto (per il 30%) o il soggiorno (per il 20%). Di fatto, il modello di intervento previsto dalla legge dà indizi su quali lavori chiederanno le famiglie. «Gli ampliamenti consentiti sono fino al limite del 20% di cubatura in più - dice Giuseppe Gori, presidente della Piccola industria di Confindustria Lazio e titolare di un'impresa che produce impianti per l'edilizia -. Questo significa che si può tranquillamente fare anche una stanza in più. Il modello tipo sarà la costruzione di una nuova camera da letto con un piccolo bagno, per un valore dei lavori intorno ai 30mila euro». Concordano con Gori gli intervistati: in larga maggioranza (60%) dicono che la spesa media sarà compresa tra un minimo di 10mila euro e un massimo di 30mila. Pochissimi, appena il 3%, pensano che i lavori avranno un valore più consistente, oltre i 50mila euro.
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LE PREVISIONI

  • 30mila € - È la cifra media che dovrebbe essere spesa per ampliare casa con una nuova stanza
  • 30% - È la percentuale di interventi che dovrebbe riguardare la costruzione di un soggiorno

INTERVISTA - Mario Di Carlo - Assessore regionale alla casa: «Riqualificheremo periferie e litorale». «Il piano casa laziale sarà prima di tutto uno strumento di riqualificazione». Per il litorale romano, per le periferie della capitale e per tutte quelle aree degradate che attraversano da nord a sud la regione. L'anima del piano casa laziale sarà questa per Mario Di Carlo, classe 1954, assessore regionale alla Casa. Una delle tre menti del provvedimento, insieme ai titolari di Ambiente e Urbanistica, Filiberto Zaratti ed Esterino Montino.

  • Cosa intende per riqualificazione? Anzitutto mi viene in mente la periferia romana. Fuori dal raccordo ci sono molti quartieri con una densità edilizia bassissima. E una città poco densa è una città molto costosa e con servizi scadenti. La demolizione e ricostruzione a Roma potrà essere usata per spostare palazzi da zone dove sono isolati ad aree più densamente abitate.
  • E fuori dalla città di Roma? Penso al litorale, sia romano che di altre province. Qui chi demolisce la sua casa sul mare e la ricostruisce in altre aree previste dal proprio Comune ottiene un premio in volumetria del 50 per cento.
  • Che aumenta al 60 se cambia la destinazione d'uso ad alberghiero. Perché? Roma è una delle province marine più grandi d'Italia, ha qualcosa come 37 km di spiagge. Potrebbe avere tranquillamente un turismo simile a Miami; tutto sta a creare le strutture. Se si va a Rimini, si trovano tre o quattro grandi alberghi. E guardi che lì il mare non è migliore che a Ostia...
  • Quindi, un incentivo per gli imprenditori a investire? Abbiamo inteso costruire un sistema di opportunità che premino gli imprenditori che valorizzano le nostre terre. Per creare finalmente un'offerta che faccia sfondare il muro dei due giorni e mezzo di permanenza a Roma.
  • Non è il solo provvedimento pensato per le imprese. Sì, l'altro è l'estensione degli ampliamenti del 20 per cento anche agli immobili non residenziali entro i mille metri cubi. Qui la nostra idea era dare un segnale alle attività produttive. Abbiamo in mente quelle attività piccole e piccolissime, come ristoranti, artigiani, officine, che in questa fase vogliono crescere ma non hanno lo spazio vitale per farlo.
  • Confartigianato ha stimato un impatto sul Lazio da 600 milioni. Stima attendibile? Assolutamente al ribasso. È un numero che va bene se si considera il solo bonus ampliamento. La demolizione e ricostruzione è destinata ad avere un impatto molto più forte.
  • A che impatto pensa? Non lo posso quantificare. Ma credo che cambierà il volto della città. Roma è come una casa con una cantina molto grande, dove si mettono tutte le cose vecchie senza alcun criterio. È così per i suoi edifici, a volte di scarso pregio, che sono rimasti in piedi negli anni e che adesso sono stratificati senza una logica. Questa legge cambierà la cultura italiana e laziale, introducendo finalmente l'idea di demolizione e ricostruzione. E facendoci svuotare la nostra cantina. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ampliabili anche i capannoni. Dopodomani in giunta il provvedimento della Regione sull'edilizia residenziale

Arriverà in giunta dopodomani, salvo imprevisti dell'ultima ora. Per essere approvato definitivamente dal consiglio regionale entro la fine di luglio, come ha annunciato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Il piano casa si appresta a compiere l'allungo decisivo. Il testo è ormai definito ed è uscito dalla commissione ristretta formata dagli assessori Mario Di Carlo (Casa), Filiberto Zaratti (Ambiente) ed Esterino Montino (Urbanistica), che ci hanno lavorato in queste settimane. Inserendo una novità importante all'ultimo minuto: verrà incentivata la costruzione di alberghi nei Comuni del litorale romano, con un super bonus del 60% di volumetria extra per chi demolisce edifici in prossimità del mare e li ricostruisce in aree fissate dalle singole amministrazioni, facendone delle strutture ricettive.

Ci sarà il bonus di cubatura del 20% della volumetria (tetto massimo di aumento: 200 metri cubi) per gli edifici residenziali fino a mille metri cubi. L'ampliamento sarà possibile anche per gli edifici non residenziali con le medesime caratteristiche di volumetria: capannoni ed officine. Quindi, soltanto le piccole strutture saranno interessate dal piano casa: parlando di abitazioni, il limite dei mille metri cubi taglia completamente fuori i condomini. Viene esclusa la costruzione in sopraelevazione. Per l'ampliamento serviranno, inoltre, il fascicolo di fabbricato e la certificazione antisismica. E dovranno essere rispettate le regole della bioedilizia (si veda l'articolo pubblicato sul Sole 24 Ore del 5 luglio).

Ci sarà anche la possibilità di demolire e ricostruire, beneficiando del 35 per cento di volume extra. Anche in questo caso è richiesta la conformità della nuova costruzione alla normativa antisismica e ai criteri di bioedilizia.

Sulla legge si è fatta sentire l'azione dell'assessore all'Ambiente, Filiberto Zaratti. Sono, infatti, molti i paletti che vengono posti ai due bonus. Non sarà consentita nessuna operazione nelle aree vincolate, nei centri storici e nelle fasce di rispetto costiere. Il titolo abilitativo per tutte le operazioni del piano casa è la denuncia di inizio attività (Dia). Con l'unica eccezione delle demolizioni con ricostruzione sopra i 3mila metri cubi, per le quali servirà il permesso di costruire.

La seconda parte della legge contiene un intervento urbanistico. La modifica dei programmi integrati (una particolare tipologia di strumento urbanistico) sarà il mezzo principale attraverso il quale stimolare il riordino «dei tessuti edilizi disorganici o incompiuti». In altre parole i Comuni avranno il compito di sviluppare programmi integrati per promuovere la demolizione con ricostruzione allo scopo di spostare edifici residenziali e risistemare gli assetti urbani più infelici. Il trasferimento tipo sarà quello da aree di pregio paesaggistico da rigenerare (ad esempio gli alvei dei fiumi o le aree del litorale romano) a zone produttive dismesse da riqualificare.

Per incentivare questo trasferimento verrà previsto un super bonus fino al 50% sulla cubatura degli edifici demoliti. Sul punto, proprio l'assessore Zaratti è stato criticato. Qualcuno considera il bonus del 50% troppo alto.

Ma lui replica: «Bisogna vedere come si utilizza quell'incentivo. Nel nostro caso sarà un potente strumento di riqualificazione di alcune aree». Inoltre, ed è questa una delle novità dell'ultima ora, ci sarà un bonus di un ulteriore 10% (per un totale del 60%) nei Comuni del litorale romano per chi demolisce edifici in prossimità del mare e ricostruisce altrove cambiando la destinazione d'uso ad edifici turistico alberghieri.

Tanto che il ddl incassa anche il parere positivo dei progettisti. «Nelle sue linee generali mi sembra un piano molto responsabile», dice il presidente dell'Ordine degli architetti di Roma, Amedeo Schiattarella. Che trova una sola pecca al testo: «A noi sarebbe piaciuto l'inserimento di una norma che incentivasse i concorsi di progettazione per le operazioni di demolizione e ricostruzione».
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  • Amedeo Schiattarella - PRESIDENTE ORDINE ARCHITETTI DI ROMA: «Manca solo un incentivo ai concorsi di progetti per demolire e ricostruire»

 

I CONTENUTI DELLA LEGGE

  • Bonus ampliamento. Sarà consentito fino a un massimo del 20 per cento di volume in più. Ma solo per gli edifici (residenziali e non) grandi non più di mille metri cubi. Quindi sono esclusi i condomini.
  • Demolire per ricostruire. Il bonus di cubatura per chi fa questa operazione è del 35 per cento. Che sale al 50 per cento per chi passa da aree di pregio (litorali, alvei dei fiumi) a zone appositamente previste dai singoli Comuni.
  • Alberghi. Sul litorale sarà incentivata la costruzione di alberghi. Chi demolisce edifici in prossimità del mare e li ricostruisce in aree appositamente destinate, cambiando la destinazione d'uso ad alberghiera, avrà diritto a un bonus di volumetria del 60 per cento.

 

di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore Roma del 08.07.09


Autonomie. La pianificazione del Lazio scommette sulla bioedilizia. Il Governatore Marrazzo: il primo intervento per Roma Capitale.

ROMA - «Con il nostro piano casa abbiamo voluto fare il primo grande provvedimento per Roma capitale, avviando una ridefinizione della sua struttura urbanistica». Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, presenta così il disegno di legge regionale su bonus di cubatura, demolizioni con ricostruzione e ampliamenti.

«La mia idea è stata colorare la proposta del governo con concetti come la bioedilizia. Vogliamo fermare l'allargamento indiscriminato dei nostri centri abitati: elimineremo le costruzioni brutte che verranno ricostruite altrove con criteri di rispetto dell'ambiente». Il ddl, appena completato, approderà in Giunta venerdì per essere poi approvato dal Consiglio entro luglio. La lunga trattativa che ha preceduto la definizione del testo lo rende ampiamente condiviso dalle diverse anime della coalizione di centro sinistra. Al provvedimento ha lavorato una mini task force di tre assessori: Mario Di Carlo (Casa), Esterino Montino (Urbanistica) e Filiberto Zaratti (Ambiente).

Nel piano casa laziale saranno inclusi sia il bonus di ampliamento sia quello per demolire e ricostruire. Gli ampliamenti saranno possibili fino al massimo del 20% e solo in immobili che non superano i mille metri cubi, sia residenziali che non residenziali. Quindi, potranno allargarsi solo i proprietari di ville o di piccole attività produttive. Con alcuni vincoli. Gli edifici, infatti, dovranno avere il fascicolo di fabbricato e la certificazione antisismica e, nel progetto di ampliamento, dovranno rispettare le regole sulla bioedilizia. E non potranno crescere in altezza. Tutti i nuovi elementi dovranno sorgere «in adiacenza al corpo di fabbrica», senza sopraelevazioni.

Non tutto il territorio sarà interessato dal provvedimento. Sono esclusi gli immobili sottoposti a vincolo paesaggistico o ambientale, i centri storici, le aree protette e la fasce di rispetto costiere (300 metri dalla battigia). Via libera anche alla demolizione con ricostruzione, che riprende i criteri già visti in altre regioni: bonus di cubatura secco del 35% per chi abbatte e riedifica rispettando la normativa antisismica e le regole sulla bioedilizia.

Fin qui vengono ripresi molti passaggi dell'accordo con il governo. Ma proprio lo strumento della demolizione con ricostruzione è stato usato nel Lazio per creare la parte più innovativa del testo, che punta a essere un'arma nelle mani dei comuni per ridefinire gli assetti urbani più infelici. Chi demolisce in aree di pregio da riqualificare (come aree vincolate o protette) e ricostruisce in zone destinate dagli strumenti urbanistici comunali avrà diritto a un super bonus del 50% di volumetria.

Spiega Marrazzo: «Lo abbiamo pensato come un provvedimento salva coste e salva centri storici. Salva coste, perché chi è proprietario di una villa che sorge vicino al mare per spostarsi altrove, lasciando libero lo spazio che occupa, potrà beneficiare di un incentivo fortissimo. Salva centri storici, perché i piccoli artigiani che vogliono spostarsi dalle zone più vecchie dei centri urbani a nuove zone produttive avranno diritto a loro volta a un incentivo».

Nella capitale la misura sarà usata per riordinare alcune aree periferiche: «Servirà - come spiega l'assessore alla Casa, Mario Di Carlo - a densificare zone oggi poco abitate e che, per questo, hanno un livello di servizi scadente». L'incentivo diventa maggiore (+60% di cubatura) nei comuni del litorale se alla ricostruzione si accompagna il cambio di destinazione dell'immobile ad uso alberghiero. Chiosa Di Carlo: «Abbiamo voluto dare un'opportunità agli imprenditori che mirano a potenziare la vocazione turistica del nostro litorale».
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di Giuseppe Latour
da Il Sole 24ore del 05.07.09


LAZIO

  • Bozza pronta per l'esame della Giunta
  • Niente sopraelevazioni, libretto di fabbricato obbligatorio

 

pag. 5
da Il sole 24ore del 21.06.09


Regione. Incentivi a chi abbatte abusi. Nel Piano Casa il premio cubatura. L’assessore Di Carlo presenta le linee guida. Un premio nel Piano Casa per chi butta giù gli abusi.

Il Piano Casa della Regione sarà pronto in due settimane. E tra le linee guida - illustrate ieri nell’ex teatro Volturno dal­l’assessore Mario Di Carlo ­spunta anche il premio cuba­tura: in sostanza saranno pre­visti incentivi fino al 50 % per chi abbatte edifici in zone tute­late e accetta di spostarsi da un’altra parte. Gli appartamen­ti di edilizia sociale nelle nuo­ve costruzioni dovrebbero es­sere locati a un canone calmie­rato tra i 500 e i 600 euro. 

Sarà pronto tra due settimane il piano casa a cui sta lavo­rando la giunta regionale del Lazio. Tra le linee guida conte­nute all'interno del provvedi­mento saranno previsti premi di cubatura, con percentuali tra il 35 e il 50%, per co­loro che accetteran­no di «buttare giù» edifici costrui­ti in zone da resti­tuire al patrimonio naturalistico e l'in­troduzione dell'edi­lizia sociale all'in­terno degli stan­dard per le nuove edificazioni. Previ­sti anche apparta­menti destinati all' edilizia agevolata. Destinati ad essere affittati a un canone calmierato tra i 500 ed i 600 euro. A spiegare i dettagli del provvedimento è stato l'asses­sore alla casa della Regione La­zio, Mario Di Carlo, a margine di un’iniziativa dei movimen­ti sul diritto all'abitare. Che tra le altre cose chiedono alla regione di realizzare 100 mila alloggi popolari.

La proposta di legge che sta elaborando la giunta, secon­do Di Carlo, «innanzitutto chiarisce che cosa è l'housing sociale». La novità per l'asses­sore sarà costituita dall'intro­duzione di una «terza catego­ria » di housing sociale, «che va oltre la sovvenzionata e l'agevolata, la categoria più in sofferenza in questo momen­to, a cui prima dava risposta il mercato ed oggi sostanzial­mente non gliela da più a cau­sa della crisi del sistema credi­tizio e dell'abbassamento del reddito». Con il piano casa re­gionale l'edilizia sociale verrà introdotta «entro gli standard per qualsiasi nuova edificazio­ne, ogni nuova lottizzazione dovrà prevedere una quota di case date in affitto all'interno dell'edilizia residenziale socia­le, ad una cifra che viaggerà intorno ai 500/600 euro».

Quanto ai premi di cubatura l'assessore ne elenca due tipi. «Metteremo il pre­mio di cubatura del 20% per edifici, damonofamiliare fino a quelli quadri­familiari - spiega Di Carlo - ma non in elevazione, solo a fianco, mante­nendo inalterati i distacchi, con la salvaguardia di tut­te quelle aree co­me i parchi, i cen­tri storici e le zone vincolate». La seconda tipologia di pre­mio di cubatura invece riguar­derà la demolizione e la rico­struzione di edifici situati in aree degradate da restituire al patrimonio ambientale. «Sul­le aree particolarmente degra­date - prosegue - introdurre­mo un premio di cubatura su­periore al 35%, fino ad arriva­re al 50% nelle zone particolar­mente rilevanti della nostra regione, come a 300 metri del­la battigia. Un premio di cuba­tura a chi butta giù palazzi nel­le zone A e B e nei parchi e de­cide di spostarsi da un'altra parte. Si butta giù il palazzo e la zona diventa di inedificabi­lità assoluta passando alla proprietà del Comune».

Per Di Carlo si tratta di un «sistema incentivante perché questa proposta sia un fattore di riambientalizzazione, to­gliendo gli scempi che sono stati fatti».

 

pag. 1 e 5 - Cronaca di Roma
dal Corriere della sera del 21.06.09


Piano casa pronta la legge: più cubature no ai quartieri ghetto. Di Carlo: "Stop agli ecomostri". Piano casa, premi per chi abbatte gli ecomostri. L'assessore Di Carlo: "Cubature e housing sociale, nuova legge fra due settimane". Ingrandimenti fino al 20% di abitazioni monofamiliari ma non in altezza bensì a "fianco".

EDIFICI-ecomostri, magari costruiti di fronte al mare, che i proprietari possono demolire e ricostruire, anche ampliati, ma in zone meno pregiate. Ingrandimenti fino al 20% di case, ma non in altezza bensì a "fianco". E anche una terza via dell´"housing sociale" per non avere più ghetti come Corviale o il Laurentino 38, ma luoghi di integrazione. Con "premi di cubature" ma anche abbattimenti, procedure più snelle, e altri provvedimenti già messi a punto dei tecnici, tra due settimane il "piano casa" della Regione Lazio sarà pronto, snodo fondamentale su cui si scommetterà per cercare di risolvere il problema abitativo.

A illustrare nuovi dettagli della prossima legge è stato l´assessore regionale alla casa Mario Di Carlo: «Daremo premi di cubatura del 20% per edifici, da monofamiliare a quadrifamiliari, ma non in elevazione, solo a fianco, mantenendo inalterati i distacchi, con la salvaguardia di tutte le aree di pregio come i parchi, i centri storici e le zone vincolate». E si potranno anche ottenere nuovi spazi abitativi nei sottotetti, grazie a una legge già approvata in Consiglio regionale. Una seconda tipologia di premio di cubatura, dal 35 al 50%, riguarderà invece la demolizione e la ricostruzione altrove di edifici tirati su in zone di pregio ambientale: a 300 metri dal mare (e il litorale laziale ne è pieno) o a 150 dai fiumi, oppure nei parchi. «Edifici così ce ne sono a migliaia - continua Di Carlo - basti pensare che nella nostra regione una casa su quattro è stata edificata in zone fuori dal piano regolatore, poi legalizzate dai condoni. Un modo per rimediare agli scempi».

L´altro aspetto su cui si punterà, sarà introdurre l´edilizia sociale negli standard delle nuove costruzioni. Ovvero, palazzi di 30 appartamenti in cui 10 sono in edilizia sovvenzionata, 10 in agevolata e 10 di proprietà. «In una casa popolare ci sono nato - ha spiegato l´assessore - e solo così ci sarà coesione sociale». Un modo anche per dare una mano anche alla terza categoria dell´"Sos casa": l´Ers. «Cioè, edilizia residenziale sociale - continua Di Carlo - da offrire ai tanti che possono spendere 600-700 euro mese. Che magari un tempo potevano acquistare casa con un mutuo ma che ora con gli stessi soldi non arrivano a fine mese». 

 

di Alessandra Paolini
da La Repubblica del 21.06.09

 

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vedi anche:

Piano casa Puglia

Legge regionale 24.07.09 - rass.stampa

Piano casa Valle d'Aosta

Legge regionale 29.07.09 - rass.stampa

Sul piano casa la parola alle Regioni

Piani casa regionali - agg. rassegna stampa

Piano casa Piemonte

Legge regionale 14.07.09 n.20 - rass.stampa

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Legge regionale 16.07.09 n.13 - rass.stampa

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Legge regionale 08.07.09 n.14 - rass.stampa

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Legge regionale 26.06.09 n.13 - rass.stampa

Piano casa Toscana

Legge regionale 08.05.09 n.24 - rass.stampa

Piano casa Bolzano

Deliberazione 15.06.09 n.1609 - rass.stampa


data pubblicazione: martedì 28 luglio 2009
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