Piano casa Puglia

Legge regionale 30.07.09 n.14 - rass.stampa

In Consiglio - Approvato il Piano Casa. Deroghe sui parcheggi. Prevista un’ammenda per chi non realizza i parcheggi Barbanente: «Interventi senza offese al paesaggio»

BARI - Il Consiglio regionale ha approvato ieri il «Piano Casa» che consente l’ampliamento degli appartamenti. L’impianto - per il quale i costruttori avevano chiesto sostanziali modifiche - resta lo stesso elaborato dall’assessora Angela Barbanente (nella foto): «Le uniche deroge - ha spiegato riguardano i posti auto. Dove non si possano realizzare parcheggi privati è consentita anche la monetizzazione, ma solo nel caso degli ampliamenti».

Via libera bipartisan alla legge che consente gli ampliamenti di volumetria alle abitazioni. Il voto non ha modificato l’impianto del testo uscito lunedì scorso dalla Commissione. L’assessora al Territorio, Angela Barbanente, ha mantenuto la linea della fermezza rispetto alle richieste arrivate negli ultimi giorni dall’associazione dei costruttori. Poche le novità e limitate agli ampliamenti: è prevista la possibilità di «monetizzare » la mancata realizzazione dei parcheggi (si paga se non si riesce a creare il posto-auto, poi provvederà il Comune con quei fondi); si concede la possibilità di procedere agli ampliamenti per gli edifici realizzati in contrasto con la situazione ambientale circostante (il vecchio testo consentiva solo la demolizione e la ricostruzione con i criteri del risanamento ambientale).

La legge è il frutto dell’intesa Stato-Regioni e segue il progetto originario concepito da Berlusconi per ridare fiato all’industria del mattone. Riguarda, è bene sottolinearlo, solo le abitazioni: costruttori e opposizione avrebbero voluto che si allargasse anche ai capannoni industriali. Sul punto, Barbanente è stata irremovibile.

Ricapitolando: può essere ampliata del 20% la volumetria delle residenze che sviluppino al massimo mille metri cubi. Dunque, l’incremento può essere di 200 metri cubi. L’ampliamento deve avvenire «nel rispetto delle altezze massime e delle distanze» previste nei regolamenti urbanistici cittadini. È consentito anche demolire e ricostruire edifici. In questo caso, l’incentivo è rappresentato dall’incremento di cubatura pari al 35% della volumetria pre-esistente. L’aumento è concesso, a condizione che la ricostruzione venga eseguita secondo i criteri dell’edilizia «sostenibile » (risanamento ambientale, risparmio energetico, qualità dei servizi).

Ampliamenti e ricostruzioni non sono possibili ovunque. La legge li vieta nei centri storici, sulle abitazioni di valore culturale, nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, nelle aree di salvaguardia ambientale. I Comuni possono disporre di escludere altre aree del territorio in relazione a caratteristiche locali. Le demolizioni/ricostruzioni possono essere estesi anche a specifiche situazioni individuate dai Comuni. È la cosiddetta «delocalizzazione» delle volumetrie: si demolisce e si ricostruisce altrove con l’incremento di volumetria pari al 35%. Il via libera dell’Aula è arrivato in 15 minuti, ma sono occorse diverse ore per smussare gli angoli e recepire alcuni emendamenti proposti dal centrodestra.

Barbanente esulta: «La legge - dice - è in grado di sostenere l’economia ma senza recare offesa al paesaggio e senza deregolazione. La deregulation, finora, ha portato miseria pubblica e ricchezza privata. Mentre la ricchezza deve essere orientata ai beni pubblici». Festeggia l’opposizione che vede realizzato «un provvedimento concepito dal governo Berlusconi». Rocco Palese, Francesco Damone, Giammarco Surico esultano per gli ampliamenti estesi «ai capannoni industriali». Ma l’assessora Barbanente esclude che sia mai stata introdotta una norma di questo tipo. Antonio Maniglio (Pd) trova «infantile il giochino della destra di assegnare a Berlusconi la paternità delle norme: l’iniziativa unitaria delle Regioni ha costretto il governo a cambiare opinione». «Soddisfazione» da parte di Nino Marmo e Roberto Ruocco (An).

Il consiglio (voto contrario del centrodestra) ha approvato pure la legge che proroga al 31 dicembre la scadenza dei commissari alle Apt, in attesa della riforma del Turismo. Ritirato l’emendamento (di De Leonardis e Buccoliero, Udeur) che anticipava l’entrata in funzione dell’Agenzia per il turismo (alla cui presidenza è destinato l’ex assessore Massimo Ostillio). L’Agenzia arriverà con la riforma.

 

di Francesco Strippoli
da Corriere del Mezzogiorno del 25.07.09


Le regole - Case più grandi, sì della Regione. I Comuni potranno derogare alle norme. Il Pdl annuncia: vota a favore o astensione. Oggi in Consiglio il via al piano. I costruttori: «Cambiatelo». Oggi il via libera al piano casa. Ecco le regole per fare i lavori. In Consiglio regionale si annuncia una battaglia di emendamenti. Per i Comuni c’è la possibilità di decidere deroghe alle norme generali

BARI - È attesa dai costruttori e dai proprietari di case. Oggi sarà approvata dal Consiglio regionale: è la legge che consente l’aumento delle cubature delle abitazioni, del 20 o 35% a seconda dei casi. Il go­verno Berlusconi l’aveva concorda­ta con le Regioni per ridare fiato al­l’economia. Oggi in Aula sarà batta­glia di emendamenti, promessi dal centrodestra (e richiesti dai co­struttori). Ma il testo di legge non cambierà, assicura l’assessora al­l’Urbanistica. «Molte delle richie­ste degli imprenditori edili - dice Angela Barbanente - sono già state accolte in Commissione». Novità importante: gli incentivi sono rico­nosciuti anche a coloro che demoli­scono (in aree ben definite) per co­struire in un contesto più conge­niale. Ci sono 24 mesi per chiedere gli incentivi di volumetrie.

Sarà battaglia a suon di emendamenti, ma non si prevedono modifiche di sostanza. Oggi il consiglio regionale discute e approva il disegno di legge sull’aumento delle cubature delle abitazioni (20 o 35% a seconda dei casi) per ridare fiato all’industria del mattone. I costruttori dell’Ance da un lato, e l’opposizione dall’altro, sollecitano modifiche al provvedimento per renderlo più adattabile. Mentre i Comuni, al contrario, chiedono che non si modifichi il testo licenziato dalla Commissione lunedì scorso (si veda l’articolo al lato). L’assessora Angela Barbanente, autrice del testo, è chiara. «Molte delle richieste degli imprenditori edili - dice - sono già state accolte in Commissione». Oltre non si va, come si deduce dalla lettera che ha inviato nelle ultime ore ai costruttori.

I punti cardine del disegno di legge sono frutto dell’intesa Stato-Regioni e seguono il progetto originario concepito dal premier Berlusconi per ridare slancio all’economia. Riguarda solo le abitazioni (i costruttori vorrebbero che si allargasse anche ai capannoni industriali). In sintesi: può essere ampliata del 20% la volumetria delle residenze uni o bi-famigliari che sviluppino al massimo mille metri cubi. Dunque, l’incremento può essere di 200 metri cubi. In commissione è stato deciso di allargare il provvedimento agli immobili che siano tri o quadri-famigliari, ma sempre nel limite dei mille metri cubi (e 200 di aumento). Chi ha ottenuto la sanatoria per un pezzo dell’abitazione, deve detrarre quella parte dal calcolo dell’incremento. L’ampliamento deve avvenire «nel rispetto delle altezze massime e delle distanze» previste nei regolamenti urbanistici cittadini. Il che significa che un proprietario, per rientrare nei limiti delle norme regolamentari, potrebbe essere costretto ad utilizzare meno dei 200 metri cubi di cui può disporre.

La legge consente anche di demolire e ricostruire edifici. In questo caso, gli interessati possono godere di un incremento di cubatura pari al 35% della volumetria pre-esistente. Anche qui vale il discorso delle altezze e delle distanze da rispettare. E soprattutto va sottolineato che l’aumento di cubatura si applica a condizione che la ricostruzione venga eseguita secondo i criteri dell’edilizia «sostenibile ». Ovvero risanamento ambientale, risparmio energetico, qualità dei servizi. L’intervento è possibile su immobili già esistenti e accatastati (o in via di accatastamento).

È previsto il versamento di un contributo in denaro da parte degli interessati; la cessione di aree per le opere di urbanizzazione (o in alternativa un versamento in denaro); il reperimento di spazi per realizzare i parcheggi. Anche qui l’Ance (associazione dei costruttori edili) avrebbe voluto che fosse evitato il pagamento e l’obbligo degli spazi per i parcheggi.

Gli aumenti di volume (del 20 o del 35%) non sono possibili ovunque. Il disegno di legge fissa una serie di paletti. Divieto di intervento nei centri storici, sulle abitazione di valore storico o culturale, nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico, nelle aree di salvaguardia ambientale, nelle zone umide e in quelle dichiarate a rischio «idraulico». Non è tutto. I Comuni, con delibera di consiglio comunale, possono disporre di escludere altre aree del territorio in relazione a caratteristiche storico culturali, morfologiche, paesaggistiche, urbanistiche.

Novità importante introdotta dalla Commissione. Gli incrementi di volumetria pari al 35% possono essere estesi anche ad altre situazioni. Per esempio a specifici casi individuati dai Comuni. Si possono individuare edifici (e non solo abitazioni) che contrastano con il contesto paesaggistico e architettonico circostante. In questi casi, i piani urbanistici comunali possono disporre la «delocalizzazione » delle volumetrie: si demolisce e si ricostruisce altrove con l’incentivo dell’incremento di volumetria. In tutti i casi si prevedono 24 mesi, dalla pubblicazione della legge, per intervenire.

L’opposizione, per bocca di Rocco Palese, annuncia emendamenti. «Il disegno di legge dice il capogruppo forzista - è una grande opportunità per sbloccare il mercato delle costruzioni, come intuito dal governo centrale. Ma occorre evitare eccessive limitazioni per non vanificare lo spirito e l’obiettivo della legge nazionale ». Battaglie non se ne prevedono, anche perché il centrodestra ha votato a favore in Commissione. «Se saranno accolti i nostri emendamenti - dice Palese - daremo voto positivo, diversamente ci asterremo».

 

di Francesco Strippoli
da Corriere del Mezzogiorno del 24.07.09

 

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data pubblicazione: domenica 30 agosto 2009
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