Piano casa Lazio

Legge regionale 11.08.09 n.21 - rass.stampa

 vedi aggiornamento del 26.10.09

PIANO CASA - Roma, servono oltre 50 mila abitazioni

Semplificazione delle procedure, premio di cubatura non solo per gli edifici residenziali ma anche per le attività artigianali e produttive; interventi di demolizione-ricostruzione come freno al consumo del territorio e come strumento per il risanamento di zone pregiate dal punto di vista ambientale, in particolare il litorale; nuove possibilità di intervento per la Regione per far fronte all'emergenza abitativa. Questi i quattro punti cardine del piano casa del Lazio che è strumento anche per reperire zone dove costruire le case popolari. Nei nuovi piani regolatori, in tutti gli interventi, i costruttori dovranno cedere il 20% della superficie all'amministrazione, una quota che sarà destinata a edilizia sociale. In questa maniera non ci saranno più quartieri di edilizia economica e popolare, ma una varietà di tipologie all'interno della stessa zona. Sarà introdotta la formula del riscatto, oltre che quella della locazione classica.

«A Roma mancano circa 50 mila alloggi», ha affermato il presidente dell'Acer, Eugenio Batelli, «allo stato attuale, pur attivando gli strumenti urbanistici oggi disponibili, quali la densificazione dei Piani di zona, i cambi di destinazione d'uso, gli incentivi edificatori legati al Piano Casa e le aree pubbliche derivanti dall'attuazione del piano regolatore, non si arriverebbe a coprire neanche il 50% dell'emergenza esistente». Il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, ha confermato che «nella capitale esiste un problema casa pregresso: la città cresce di 14 mila famiglie l'anno, nel 2015 avremo 320 mila stranieri regolari residenti. Abbiamo 65 mila fuori sede e ogni posto letto pubblico a loro riservato ha 23 richieste. Abbiamo 30 mila famiglie con reddito compatibile e in attesa di un alloggio e a queste bisogna aggiungerne altre 20-25 mila. Occorre ragionare in termini di housing sociale: c’è bisogno più abitazioni in affitto a un prezzo convenzionato». Intanto, la Regione Lazio offre una convenzione alle banche interessate a finanziare l'acquisto di immobili dismessi da società ed enti da parte delle Ater laziali, per i quali i locatari non abbiano esercitato il diritto di acquisto. La convenzione permetterà gli istituti di credito di concedere mutui agevolati attraverso un finanziamento che attinge alle risorse del «Fondo di rotazione per la realizzazione di programmi pluriennali di edilizia residenziale agevolata» e alla fondi ordinari della banca.

 

di Loredana Diglio
da Italia Oggi del 15.08.09


CUBATURE E CAOS - IL PIANO CASA E I DIRITTI DEL PAESAGGIO

Quando lo scorso marzo il gover­no Berlusconi annunciò il suo piano casa, quella di Marrazzo fu una delle voci più critiche. Non per questo, tuttavia, la Regione Lazio poteva esimersi dall'approvare una legge che desse attuazione al piano del gover­no. Era un atto dovuto derivante dalla ne­cessità di rispettare un preciso accordo siglato in sede di conferenza Stato-regio­ni, e così anche il Lazio ha dovuto fare di necessità virtù. Grazie alla legge approva­ta dal consiglio regionale i proprietari po­tranno ampliare i loro immobili del 20% purché non si trovino in zone vincolate o di particolare pregio e addirittura il pre­mio di cubatura salirà al 35% se si tratta di demolizione e ricostruzione e del 50% se si demoliscono immobili in aree vin­colate e si ricostruiscono altrove.

Viene sventata, con questa legge, la possibilità che la nostra regione subisca un'ulteriore ondata di cementificazione? Purtroppo no. Con questi nuove agevola­zioni, le nostre città senza verde, dove le case sono già ammassate l'una accanto al­l'altra saranno ancora più caotiche e di­sordinate. Si darà un po' di fiato all'indu­stria delle costruzioni, oggi fortemente in crisi, ma con il rischio di un aumento del disordine urbanistico che ha deturpa­to una delle regioni più belle del mondo. E tuttavia, la legge approvata dal consi­glio regionale cerca di limitare, per quan­to possibile, i danni. Non si consentono sopraelevazioni, vengono limitati gli am­pliamenti nelle zone agricole e viene proibito qualsiasi ampliamento a 300 me­tri dalla costa. Non è molto, se si conside­rano i rischi a cui vanno incontro le no­stre caotiche città, e la progressiva scom­parsa dell'agro romano, ma forse è il massimo che si poteva fare. E poi, accan­to ai provvedimenti che attuano le diretti­ve del governo, la legge cerca di ampliare le possibilità d'intervento della regione in tema di edilizia sociale: la Regione po­trà proporre alloggi in affitto a canone so­stenibile e con diritto di riscatto.

C'è chi ritiene che le limitazioni impo­ste dalla legge regionale svuotino di fatto l'efficacia del piano casa lanciato dal go­verno come strumento per rilanciare l'economia attraverso uno stimolo all'in­dustria delle costruzioni, ma francamen­te queste critiche ci sembrano un po' pre­testuose. Non è consentendo un'aggres­sione selvaggia del territorio che si risol­vono i gravi e profondi problemi dell’eco­nomia italiana.
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di Fabrizio Mattesini
dal Corriere della sera del 10.08.09


Piano casa, operazione tre miliardi. Demolizioni e premi di cubatura, ecco la nuova urbanistica. Demolizioni e premi di cubatura, la Regione riscrive le norme urbanistiche. Tra riordino e tutela nuove regole anche per sottotetti e villette. I costruttori: "Legge importante". Dalle mansarde alle villette di campagna. L'assessore Di Carlo: "Così fermiamo il saccheggio dell'Agro".

Un provvedimento che porterà, nel Lazio, quasi tre miliardi di investimenti. Così i costruttori accolgono il nuovo piano casa varato dalla Regione, incentrato sul rispetto del territorio e l'housing sociale. In sostanza, il piano esclude interventi nei centro storici, nelle aree vincolate e nelle zone a rischio e prevede premi di cubatura del 20% per le abitazioni e premi del 35% per chi demolirà e ricostruirà gli edifici che deturpano il paesaggio. Vietate le sopraelevazioni. «Così smonteremo il principio di allargamento delle città a macchia d'olio e tuteleremo l'agro romano» dice l'assessore regionale alla Casa Mario Di Carlo.

Rispetto per il territorio, programmi di recupero ambientale e riordino urbano, ma anche una maggiore attenzione per la bioedilizia e l'housing sociale. Sono i punti salienti del nuovo Piano Casa approvato dalla Regione per il quale, secondo la stima del presidente dell'Ance Lazio Stefano Petrucci «se soltanto un 12% delle famiglie interessate aderisse, attiverebbe nell'intera regione un investimento di 2 miliardi e 800 milioni di euro, pari al 20% del totale degli investimenti in costruzioni realizzati nel Lazio nel 2008». Inoltre, secondo Petrucci «ci potrebbero essere 47mila nuovi occupati, di cui circa 35mila direttamente nelle costruzioni e 12mila nell'indotto. E' una legge con importanti prospettive».

Il piano, che punta in primo luogo a salvaguardare il territorio dagli scempi edilizi, esclude qualsiasi possibilità di intervento all'interno dei centri storici, delle aree naturali protette, delle zone sottoposte a inedificabilità e di quelle a rischio esondazione. Negli altri casi, invece, la maggior parte della abitazioni private (con volume non superiore a mille metri cubi) potrà ottenere un aumento di cubatura pari al 20%, purché l'intero edificio non subisca un incremento superiore ai 62,5 metri quadrati. Inoltre, l'immobile, che dovrà avere il fascicolo di fabbricato, dovrà mantenere la stessa destinazione d'uso per dieci anni. Non si potranno costruire sopraelevazioni (ma l'aumento di cubatura potrà avvenire ai lati dell´edificio esistente), ma è prevista la possibilità di rendere abitabili i sottotetti.

«Con questo provvedimento - ha spiegato il presidente della Regione Piero Marrazzo - non aggrediremo il territorio laziale, ma recupereremo le aree dismesse e gli edifici risanando così zone pregiate dal punto di vista ambientale e avvicinando Roma ad una città di dimensioni europee».

In caso di demolizione e ricostruzione di edifici che deturpano il paesaggio o fatiscenti, il premio di cubatura sale al 35%, mentre se verranno realizzate nuove unità immobiliari, il piano casa prevede che il 25% di queste deve essere destinato alla locazione a canone concordato. Per avviare i lavori basterà una dichiarazione di inizio attività (la normale Dia) e sarà possibile ottenere un premio di cubatura del 40% se per ricostruire l'immobile sarà indetto un concorso di progettazione. Per quanto riguarda le zone del litorale laziale, se la nuova destinazione dell'edificio demolito e riedificato sarà "turistico-ricettiva", allora l'incremento della cubatura potrà essere del 60%. Infine, la legge prevede un piano straordinario di dieci anni per l'housing sociale e i proprietari delle aree interessate da varianti urbanistiche dovranno cedere ai Comuni il 20% della superficie edificabile: di questa, almeno il 50% sarà destinato a case popolari. 

 

di Laura Mari
da La Repubblica del 09.08.09


"Più metri cubi a chi abbatte gli scempi e stop al saccheggio dell'Agro". L'assessore Di Carlo: "Così fermeremo l´espansione selvaggia della città". "Sono vietate le sopraelevazioni. Ma verranno resi abitabili lavatoi e soffitte già esistenti".

È un po' provato dalle maratone notturne che l'hanno inchiodato alla Pisana per settimane, ma non nasconde la sua soddisfazione. Il Piano casa appena approvato «è un cambio di prospettiva radicale», dice il suo "curatore", l'assessore alla Casa Mario Di Carlo.

  • Ci spiega cosa cambia assessore? «Questa legge smonta il principio dell'allargamento della città a macchia d'olio. Quella prassi consolidata secondo cui nulla si abbatte, nulla cambia di uso e tutto si aggiunge. Con inevitabile corollario di consumo del suolo e aumento dei costi in termini di servizi: una volta fatti, nei nuovi quartieri devi portarci bus e cassonetti, spazzare strade, manutere viabilità e giardini. Ebbene, noi diamo la possibilità di densificare dove è già costruito senza toccare le zone ancora vergini. E questo vale tanto più per l'edilizia economica e sociale».
  • Sta cioè dicendo che il sindaco Alemanno può accantonare il "bando delle aree di riserva", compreso l'agro romano, necessarie per costruire gli alloggi popolari? «Ogni comune è sovrano nelle scelte. Tuttavia forte è l'impressione che il social housing di Alemanno aprisse alla speculazione: incamerare aree verdi per renderle edificabili. Noi oggi forniamo uno strumento alternativo: ogni operatore, per costruire, sarà obbligato a cedere al Comune il 20% della superficie edificabile, il 50% della quale dovrà essere destinata alle case popolari. Così si raggiungono due obbiettivi: mischiando l'edilizia privata con quella sociale, si evitano i ghetti alla Tor Bella Monaca e Laurentino 38; le aree si ricevono gratis da ogni lottizzazione. In più i Comuni potranno aumentare la previsione edificatoria nelle zone già destinate al residenziale pubblico».
  • Ritorniamo al piccolo proprietario: cosa gli consente la legge? «Escludendo i centri storici, le aree protette e quelle sottoposte a vincolo, chi ha una proprietà non superiore a 1.000 metri cubi, circa 330 metri quadrati, la potrà ampliare del 20%: massimo 62,5 metri quadri. Premi di cubatura (ma solo del 10%) che abbiamo introdotto anche per gli edifici destinati ad artigianato e piccola industria».
  • Chi ha un attico potrà dunque costruirsi un superattico... «No, le sopraelevazioni sono vietate, salvo che non si debba sistemare un locale già esistente: per dotarlo, ad esempio, di un tetto coibentato che gli regali vivibilità. Penso alle soffitte o ai lavatoi in cima ai condomini: si potranno rendere abitabili, come nella realtà già sono».
  • E chi ha una casa grande? Potrà dividerla in più appartamenti? «Sì, ma è un discorso molto tecnico. Abbiamo semplificato le procedure e modificato gli standard, che ora si potranno monetizzare. Pagando, il frazionamento sarà più facile».
  • Ma perché con la demolizione-ricostruzione i premi di cubatura salgono fino al 60%? «Ci consente di rinnovare il patrimonio edilizio. E di tutelare il territorio. Mi spiego. Se hai una villetta nel parco dell'Appia Antica o in una zona di esondazione del Tevere, e decidi di demolirla, la potrai ricostruire fuori dall'area vincolata con un premio del 50%».
  • Cgil e movimenti per la Casa avevano criticato la prima stesura della legge. Ora vi applaudono. Come avete fatto? «Abbiamo reso decennale il Piano sull'edilizia sociale stanziando 100 milioni l'anno fino al 2020: una cifra pazzesca se si pensa che il governo ne ha messi 200 per tutta Italia. Secondo: l'intervento è strutturale, ha cioè una copertura certa che deriva dal 5% annuo del gettito del bollo auto. Vale per la giunta Marrazzo ma anche per chi verrà dopo».

 

di Giovanna Vitale
da La Repubblica del 09.08.09


Pisana - Piano casa, sì di Cgil e costruttori. Critica l’opposizione: «Solo vincoli e paletti, l’aumento delle cubature è limitato». Marrazzo: «Cento milioni per l’edilizia residenziale pubblica».

Dalla tutela dei casali storici dell’agro romano alla sem­plificazione degli iter urbani­stici. Sono alcune delle novi­tà contenute nel «piano casa» approvato giovedì notte dal consiglio regionale del Lazio. In sintesi: sino al 2019, è pre­vista la spesa di 100 milioni di euro (35 di spesa corrente e 65 di investimenti) destina­ti a un piano di edilizia residenziale pubblica. Mentre go­dranno di iter semplificati fa­miglie e imprese interessate a ristrutturare l'abitazione o ri­costruirla dopo averla demoli­ta, osservando i criteri previ­sti nel provvedimento. Che in sostanza «va nella direzione - ­spiega il presidente della Re­gione Piero Marrazzo - di una forte semplificazione delle procedure e dà certezza dei di­ritti ai cittadini. Abbiamo pre­visto l'innovazione di un pre­mio di cubatura non solo le case dei privati, ma anche per le piccole attività artigianali e produttive». Non solo. «C’è anche una procedura - ag­giunge l’assessore alla Casa Mario Di Carlo - che utilizza interventi di demolizione-ri­costruzione: non più quindi il consumo del territorio e la continua estensione delle cit­tà, ma il recupero delle aree dismesse e degli edifici come strumento per il risanamento di zone pregiate».

Più in dettaglio, il «piano casa» prevede la possibilità di ampliare l'abitazione (con volume non superiore a 1000 metri cubi) del 20 per cento o un capannone del 10. Inoltre è previsto un premio del 35 per cento per chi demolisce e ricostruisce, con possibilità di salire sensibilmente se si li­berano zone vincolate.

Critica l'opposizione. Massimiliano Maselli, consigliere Pdl, parla di «vincoli e paletti che non sono una risposta al problema occupazionale. L'ampliamento delle cubatu­re è limitatissimo, solo il 20 per cento per gli immobili mono e bifamiliari». E Dona­to Robilotta aggiunge: «La legge non si applica nei par­chi. Non che si debba costrui­re lì. Ma gli enti di gestione dovrebbero decidere autono­mamente». Il «piano casa» piace però a costruttori e sindacati. Per Claudio Di Berardino, segreta­rio della Cgil Roma e Lazio, «il provvedimento - prose­gue - va nella direzione giu­sta, offre finalmente una risposta concreta all'emergen­za abitativa, che a Roma toc­ca il record di 50 mila alloggi e tiene conto degli effettivi bi­sogni delle famiglie, impove­rite dalla crisi». Mentre per Stefano Petrucci, presidente dell'Ance-Lazio, «l'aspetto po­sitivo è che è stato avviato un percorso e che si sono create alcune condizioni indispensa­bili affinché gli incentivi pre­visti possano trovare una con­creta applicazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

  • 20 Per cento - È la possibilità di ampliare l'abitazione secondo le norme del «Piano casa»
  • 35 Per cento - È la cubatura in più per chi demolisce e ricostruisce

 

di Alessandro Fulloni
dal Corriere della sera del 08.08.09


Regione - Un miliardo in 10 anni per le case popolari. Regione, un miliardo in 10 anni per costruire case popolari. Entro l'anno saranno stanziati 50 milioni di euro, il doppio a partire dal 2010. L'assessore al Bilancio Nieri: "Una risposta concreta all´emergenza abitativa". 

Un miliardo di euro in dieci anni per costruire fra 10 mila e 15 mila nuove case popolari a Roma e nel Lazio. È il piano straordinario votato dal Consiglio regionale giovedì scorso all'interno del complesso piano casa. Secondo il nuovo protocollo nel 2009 saranno sbloccati 50 milioni di euro. Mentre a partire dal 2010 fino al 2018, la Regione metterà a disposizione 100 milioni di euro, derivanti in parte dai proventi di investimenti ma anche da alcune voci di spesa corrente (il 5 % del bollo dell'auto).

I finanziamenti, però, non serviranno solo a costruire nuove strutture: una parte andrà a coprire la ristrutturazione delle case popolari esistenti e il recupero degli edifici dismessi. «Un investimento eccezionale, mai visto nella storia della nostra Regione - commenta l'assessore al Bilancio della Regione Lazio Luigi Nieri - e una risposta importante all'emergenza abitativa». Emergenza a cui, dal 2005 a oggi, la giunta ha risposto stanziando, per edilizia agevolata e sovvenzionata, oltre 1,5 miliardo di euro.

«Nei momenti di crisi economica - prosegue Nieri - le difficoltà delle persone si concentrano sul reddito e sulla casa: noi abbiamo lavorato per dare una risposta concreta su entrambi i fronti». Una risposta che, nelle sue linee generali, è stata accolta con soddisfazione dalla Cgil: il piano, spiega Claudio Di Berardino, va nella «direzione giusta». Non solo per l'impegno a coniugare rilancio dell'edilizia e tutela del territorio, ma perché offre «una risposta concreta all'emergenza abitativa (che a Roma tocca il record di 50 mila alloggi) e tiene conto degli effettivi bisogni delle famiglie impoverite dalla crisi». I movimenti per la casa - soddisfatti per i nuovi finanziamenti ma scettici sulla semplificazione di alcune norme dell'edilizia - adesso guardano anche al Comune, e chiedono al sindaco Alemanno, alla prefettura e alla Provincia «risposte celeri». 

 

di Tiziana Guerrisi
da La Repubblica del 08.08.09


Piano casa, ecco la legge regionale. Semplificate le procedure. Il presidente Marrazzo: «Contributo vero per rilanciare l’economia». Sì ad ampliamenti, demolizioni-ricostruzioni e più fondi per l’housing sociale. Piano casa, via ad ampliamenti e ricostruzioni. Disco verde della Regione alla legge per l’edilizia: il 5% del bollo auto andrà all’housing sociale.

Trentasei voti favorevoli e nove contrari: il Consiglio regionale ieri sera ha approvato il piano casa. «E’ un provvedimento di cui andiamo orgogliosi, che sarà una legge modello per tutto il Paese e darà impulso all’economia» ha dichiarato il presidente della Regione, Piero Marrazzo. Il piano consentirà di ampliare la propria casa del 20 per cento, ma vale solo per gli immobili con volume non superiore a 1000 metri cubi e fuori dai centri storici. Opportunità di demolizione-ricostruzione. Un altro elemento importante del provvedimento riguarda l’edilizia sociale. La Regione prevede un piano decennale, con uno stanziamento annuo di 100 milioni di euro. E sarà destinato a questo obiettivo il 5 per cento di quanto s’incassa dal bollo auto. Critica l’opposizione: «E’ un provvedimento distante dagli obiettivi indicati dal Governo», hanno detto dai banchi del Pdl.

Possibilità di ampliare una casa (con volume non superiore a 1000 metri cubi) del 20 per cento o un capannone del 10; premio del 35 per cento per chi demolisce e ricostruisce, con possibilità di salire sensibilmente se si liberano zone vincolate; piano straordinario di durata decennale per l’edilizia sociale al quale sarà destinato il 5 per cento di quanto s’incassa grazie al bollo auto; infine, semplificazione degli iter urbanistici. Sono alcune delle novità introdotte dal Piano casa, la cui approvazione è arrivata ieri alle 22, dopo una lunga maratona in consiglio regionale che proseguirà oggi con l’assestamento di bilancio. Il nuovo provvedimento legislativo ha raccolto 36 sì della maggioranza e 9 no dalla minoranza.

Secondo l’assessore alla Casa, Mario Di Carlo, l’innovazione più importante introdotta «è un piano decennale per l’edilizia residenziale pubblica con uno stanziamento annuale di 100 milioni di euro (35 di spesa corrente e 65 di investimenti)». Per Piero Marrazzo, presidente della Regione, «il piano va incontro alla prima esigenza dei cittadini, la casa, ed è un contributo vero al rilancio economico del Lazio. Quattro sono i punti cardine della legge. Semplificazione delle procedure e la certezza dei diritti per i cittadini. L’innovazione di un premio di cubatura non solo per le case dei privati, ma anche per le piccole attività artigianali e produttive. Una procedura innovativa che utilizza interventi di demolizione-ricostruzione. Nuove possibilità di intervento per la Regione, come l’housing sociale, per far fronte all’emergenza abitativa». Ha aggiunto Marrazzo: «Abbiamo unito difesa dei territori e sviluppo dell’edilizia. Nella Capitale, innanzitutto: con questa legge non ci sarà bisogno di consumare nuovo territorio, l’agro romano, in particolare, per dare vita a un nuovo piano di edilizia popolare. Questo è il manifesto del riformismo del centrosinistra nel Lazio».

Critica l’opposizione. Secondo Donato Robilotta il piano «servirà solo per il 20% della Regione» a causa «dei vincoli. La legge non si applica ad esempio nei parchi che coprono il 45% della superficie regionale. Non penso bisogna costruire lì, ma penso che i parchi nei loro piani di zona debbano decidere dove farlo». «Sul piano casa la Regione si è mossa su di una linea del tutto divergente rispetto all’indirizzo e alle esigenze che l’accordo Stato-Regioni aveva stabilito», hanno spiegato dall’Udc, i consiglieri Forte, Gigli, Cirilli e D’Ambrosio. Per Fabio Desideri (Pdl) restano «dubbi e perplessità su una norma che esclude tanti cittadini». Aggiunge Francesco Lollobrigida (An-Pdl): «E’ una legge distante dallo scopo che si proponeva e dal provvedimento voluto da Berlusconi. E’ un coacervo di posizioni ideologiche che non porterà alcun beneficio alla nostra Regione». Ma vediamo nello specifico alcuni punti del piano. I premi di cubatura interessano molti cittadini che sperano di ampliare casa. Sono esclusi però i centri storici, le aree naturali protette, le zone a rischio esondazione, le zone sottoposte a vincolo di inedificabilità, le fasce di rispetto dei territori costieri, dei fiumi e dei laghi. L’ampliamento massimo, come è noto, è del 20 per cento, ma solo in immobili con volume non superiore a 1.000 metri cubi.

  • Dopo il protocollo d’intesa Stato-Regioni, ecco tutte le norme: dall’aumento di cubatura ai limiti ambientali e architettonici
  • Semplificate le procedure: esclusa la necessità di varianti per stabilire la viabilità primaria o il cambio di destinazione d’uso
  • PIERO MARRAZZO (Presidente Regione) - «Contributo al vero rilancio economico»
  • MARIO DI CARLO (Assessore alla Casa) - «Cento milioni per l’edilizia pubblica agevolata»

Modifiche - Premi di cubatura e interventi di demolizione-ricostruzione. Potranno ampliare la loro casa del 20% i proprietari di immobili a uso residenziale, con volume non superiore a 1.000 metri cubi. L’incremento massimo per l’intero edifico sarà pari a 62.5 metri quadrati. Il “premio di cubatura” (in questo caso del 10%) si applica anche agli edifici a destinazione non residenziale per artigianato e piccola industria. Per quanto riguarda le zone agricole, potranno usufruire dei benefici previsti dalla legge solo i coltivatori diretti, gli imprenditori agricoli a titolo professionale e i loro eredi. L’ampliamento sarà possibile costruendo a lato dell’edificio esistente. Tutti gli interventi dovranno rispettare le norme antisismiche e la legge regionale in materia di bioedilizia. Per quanto riguarda, invece, gli interventi di demolizione-ricostruzione, il premio di cubatura sale al 35%: se vengono realizzate nuove unità immobiliari, il 25% di queste deve essere destinato alla locazione a canone concordato. Per avviare i lavori basterà una Dia, se la demolizione-ricostruzione interessa un complesso con volume superiore ai 3.000 metri cubi sarà necessario il permesso di costruire. Le Dia dovranno essere presentate entro due anni dall’entrata in vigore della legge.

Spostamenti - Programmi di riordino urbano e recupero ambientale. Si tratta di due strumenti urbanistici strettamente collegati agli interventi di demolizione-ricostruzione che potranno essere adottati da ciascun Comune. In pratica, in presenza di territori pregiati dal punto di vista ambientale, naturalistico, culturale, le amministrazioni locali potranno predisporre dei programmi integrati che prevedano non solo la demolizione-ricostruzione di edifici, ma l’eventuale spostamento di questi ultimi al di fuori dell’area vincolata. In questo caso il premio di cubatura sale fino al cinquanta per cento. Per quanto riguarda, invece, le zone del litorale, l’incremento viene portato al sessanta per cento, se la nuova destinazione urbanistica dell’edificio sarà “turistico-ricettiva”. Stesso discorso (ma la cubatura in più, in questo caso, si ferma al quaranta per cento) vale se il programma integrato interessa una zona urbana da riqualificare o una periferia con presenza di funzioni eterogenee, tessuti edilizi disorganici.

Nuovi alloggi - Contributi e mutui agevolati per comprare la prima abitazione. La legge prevede la predisposizione di un piano straordinario di durata decennale per realizzare nuove case popolari. Che, dopo i finanziamenti previsti già nell’assestamento di bilancio in discussione nei prossimi giorni, sarà finanziato in maniera stabile: a partire dall’esercizio finanziario 2010, al piano straordinario sarà destinato il 5% del gettito della tassa automobilistica. Accanto ai classici standard urbanistici, inoltre, viene introdotta una quota che i proprietari delle aree interessate da varianti urbanistiche dovranno cedere ai Comuni. Almeno il 50% di queste aree sarà destinato alla realizzazione di case popolari. Previsto un iter semplificato per il cambio di destinazione d’uso per immobili residenziali Ater. L’Ater avrà, poi, la possibilità di realizzare alloggi accessibili ai disabili utilizzando i piani terra. La Regione potrà esercitare poteri sostitutivi nei confronti dell’Ater in caso di inadempienza. Previsti contributi regionali e mutui agevolati per acquisto o costruzione prima casa. Misure analoghe per progetti di autorecupero. Tali contributi potranno essere richiesti da nuclei familiari con reddito Isee fino a 40 mila euro. I beneficiari dei finanziamenti regionali per l’edilizia residenziale pubblica, devono curare la redazione del fascicolo di fabbricato.

Pratiche veloci - Semplificazione delle procedure per snellire gli iter urbanistici. Semplificazione delle procedure: è uno dei punti sulla cui importanza il presidente della Regione, Piero Marrazzo, ha insistito. Si tratta di norme che tendono a disciplinare in maniera più semplice l’iter, solitamente molto complesso, dei provvedimenti urbanistici. Viene esclusa, ad esempio, la necessità di varianti per quanto riguarda la definizione della viabilità primaria, il reperimento all’esterno degli ex nuclei abusivi delle aree per il verde, i servizi pubblici e i parcheggi, il mutamento delle destinazioni d’uso. Basteranno piani attuativi, con un percorso più semplice e abbreviato rispetto agli strumenti classici. Per quanto riguarda la prevenzione del rischio sismico, infine, la Giunta regionale adotterà uno specifico regolamento entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge. Ha ricordato il presidente della Regione Piero Marrazzo: «L’introduzione di una forte semplificazione delle procedure consente anche maggiore certezza dei diritti per i cittadini. Si tratta di un elemento che non va sottovalutato».

 

di Mauro Evangelisti
da Il Messaggero del 07.08.09


Piano casa Pdl ancora perplesso: «Troppi vincoli, così non serve». Sono tanti gli aspetti che non convincono, dai limiti imposti nelle aree agricole fino alle lacune sull’housing sociale.

Il centrodestra continua a dare battaglia sul piano casa della Regione, reo secondo l’opposizione di mortificare quanto stabilito in materia dal governo, che puntava al rilancio dell’economia attraverso l’edilizia. Rilancio impossibile, ha ribadito ancora una volta il Pdl, se alla fine la giunta Marrazzo apporrà i numerosissimi vincoli che ha in mente. «Un compromesso al ribasso tra tutte le forze che compongono la maggioranza», così lo hanno definito ieri i consiglieri azzurri alla Pisana nel corso di una conferenza stampa dell’ultimo momento.

Sull’argomento appaiono tutti d’accordo. Una coesione, la loro, che (ci tengono a ribadire) fa difetto alla maggioranza. Ed è solo così, a loro avviso, che si spiega come mai si è arrivati a una soluzione che alla fine «non risolverà nulla», e che stando a quanto ripetono da giorni rischia di andare a deludere le aspettative di coloro che vivono il problema dell’emergenza abitativa.

Nel frattempo c’è chi spera ancora nel dialogo. E aspetta un’apertura in tal senso da parte della Regione. Così quelli del centrodestra hanno dato prova di buona volontà ritirando la maggior parte degli emendamenti (centinaia e centinaia) presentati nei giorni scorsi. Ora ne rimangono solo 20, definiti «qualificati». Un modo carino, dicono, per far capire alla controparte che l’intenzione di base non è quella di lasciarsi andare all’ostruzionismo, ma semmai di collaborare.

Tanti i punti che non convincono l’opposizione. Dai limiti imposti sull’ampliamento nelle aree agricole, a quelli stabiliti per le zone C, che prevedono «allargamenti» per edifici fino a mille metri cubi, una tipologia edilizia minoritaria a Roma e nel Lazio, passando per le lacune presenti nel documento relative all’iniziativa di housing sociale («attraverso quali risorse e strumenti verranno reperiti i terreni?») e finendo con l’esclusione della sopraelevazione come possibilità di ampliamento per gli edifici residenziali fino a un massimo di 200 metri cubi.

Intanto però ieri qualcosa si è mosso: «Grazie all’azione compatta del Pdl in aula consiliare - ha reso noto Fabio Desideri, vicepresidente della commissione Urbanistica del Consiglio regionale - l’assemblea ha approvato la riduzione dei costi relativi all’ampliamento delle cosiddette prime abitazioni. È un risultato importante, che sana una delle tante negatività del piano casa, così come è stato concepito dalla giunta. Ai Comuni è stata riconosciuta la facoltà di consentire la riduzione, fino a un massimo del 30 per cento, del contributo dovuto per gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria».

Ma ciò non basta a sedare le critiche. Il centrodestra è un mare in piena. Da Donato Robilotta («il piano casa così com’è potrà essere applicato solo su un 20 per cento della superficie regionale») a Francesco Lollobrigida («il provvedimento presentato in aula è un’altra cosa rispetto al piano casa»), da Nicola Palombi («è stato uno strappo istituzionale non aver sentito il parere del Consiglio delle autonomie locali») a Luigi Celori («il piano casa proposto rende impossibile qualsiasi ampliamento a 300 metri dalla costa e penalizza i Comuni della fascia costiera che di fatto, avendo gli abitati a ridosso del mare, non potranno fare interventi»).

 

da Il Giornale del 07.08.09


La Pisana - Piano casa, la battaglia degli emendamenti. L’assessore Di Carlo: con il nostro provvedimento abbiamo riscoperto Fanfani.

Dopo una settimana di lavoro le commissioni Urbanistica e Casa del Consiglio regionale hanno dato il via libera ieri pomeriggio al Piano casa. Ora il documento è passato subito all’esame del­l’aula della Pisana: in Consiglio è così iniziata l’analisi del testo che prosegue oggi. L’opposizio­ne, che ha espresso giudizi negativi sul provvedi­mento, ha annunciato battaglia: saranno miglia­ia gli emendamenti che i consiglieri del Pdl pre­senteranno.

«Abbiamo riattualizzato Fanfani - commenta Mario Di Carlo, assessore regionale alla Casa, che ha elaborato il testo insieme al collega Esterino Montino - Mi riferisco alla reintroduzione della modalità del 'riscatto' per gli affittuari delle case popolari, di edilizia agevolata e sovvenzionata e ai cento milioni di euro l’anno, per 10 anni, che vogliamo introdurre nell’assestamento di bilan­cio per costruire un piano decennale di edilizia popolare». Inoltre l’utilizzo di demolizioni e rico­struzioni «è stato indirizzato a ridurre il consu­mo di territorio - aggiunge Di Carlo - dove si è già costruito, cioè dentro il corpo vivo delle cit­tà ». La giunta Marrazzo vuole usare questo vola­no «per il risanamento ambientale togliendo edi­fici dalle zone di pregio».

Soddisfatti Claudio Moscardelli e Giovanni Ca­rapella (entrambi Pd), presidenti delle Commis­sioni Urbanistica e Casa: «Abbiamo fatto un lavo­ro positivo che ha portato a miglioramenti al te­sto presentato dalla giunta. Sono state accolte parte delle soluzioni della proposta Udc e del gruppo misto». Astenuti Prc, Pdc e la consigliera Pizzo in dissenso dal gruppo Sinistra e libertà. Tra gli emendamenti approvati il primo riserva alle case popolari almeno il 50% delle aree desti­nate all’edilizia sociale. Il secondo introduce il 40% di cubatura in più quando l’intervento di de­molizione-ricostruzione avviene attraverso un concorso, con l’assistenza degli ordini professio­nali, a patto che sia realizzato sulla base del pro­getto vincitore del progetto stesso.

Protesta l’opposizione: «Nel testo - ha detto Francesco Lollobrigida (Pdl) - la maggioranza ha inserito norme sull’edilizia residenziale pubblica (erp) per le quali serviva invece una legge organi­ca ». Più duro il commento di Donato Robilotta (Sr-Pdl): «Il provvedimento non contiene nes­sun elemento per il rilancio dell’economia attraverso le misure straordinarie per il settore edili­zio, dal momento che i provvedimenti adottati non consentono di utilizzare gli ampliamenti pre­visti dall’accordo sottoscritto in conferenza Sta­to- Regioni». Rincara la dose Fabio Desideri (Pdl): «Il documento rimane un compromesso al ribasso fra le varie componenti di una maggio­ranza pesantemente sbilanciata a sinistra».

L’opposizione I consiglieri del Pdl contano di presentare entro oggi migliaia di emendamenti per ritardare l’approvazione del testo. Robilotta: il provvedimento non contiene nessun elemento per il rilancio del settore
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di F.D.F.
dal Corriere della sera del 04.08.09


Regione - Piano casa, ok in commissione premi per chi fa gare di architettura

Dopo una settimana di lavoro, le commissioni Urbanistica e Casa della Regione hanno dato il via libera al "piano casa". Fra i vari emendamenti approvati uno riserva almeno il 50 per cento delle aree riservate alle case popolari. Il secondo introduce un premio maggiore (il 40 per cento di cubatura in più) quando l'intervento di "demolizione-ricostruzione" avviene attraverso un concorso di progettazione. In serata Di Carlo ha aperto la discussione in Consiglio. Protesta del Pdl che ha abbandonato l'aula.

 

pag. IX - Roma
da La Repubblica del 04.08.09


ALLA PISANA - Piano casa, alloggi sociali e iter più semplici. La legge approda in serata in Consiglio regionale: si punta anche su demolizioni e ricostruzioni. L’assessore Di Carlo presenta il testo varato dalla Giunta a luglio: «Semplificazione burocratica e certezza dei diritti per i cittadini». Polemiche in aula: l’opposizione ha lasciato l’emiciclo denunciando irregolarità procedurali. L’assemblea riconvocata questa mattina.

Il Piano casa della Regione è approdato in Aula consiliare con la relazione dell’assessore Mario Di Carlo, ma l’opposizione, denunciando irregolarità procedurali, ha abbandonato l’emiciclo. La seduta, sospesa dal vicepresidente della Pisana Carlo Lucherini dopo la relazione, riprenderà oggi con la discussione generale.
Dopo una settimana di lavoro le commissioni Urbanistica, Lavori pubblici e Casa della Regione hanno dato il via libera al Piano casa.

Semplificazione delle procedure e certezza dei diritti per i cittadini; premio di cubatura non solo per edifici a destinazione residenziale ma anche per piccole attività artigianali e produttive; uso degli interventi di demolizione-ricostruzione come freno al consumo del territorio e strumento per il risanamento di zone pregiate dal punto di vista ambientale, in particolare sul litorale; nuove possibilità di intervento per la Regione per far fronte all’emergenza abitativa. Queste le linee guida del piano casa del Lazio, illustrato dall’assessore Mario Di Carlo al Consiglio regionale.

«Non si tratta soltanto di rilanciare il settore edilizio - ha spiegato - Questa è una legge molto più ambiziosa. Vorrei puntare l’attenzione sulla parte della legge destinata alla politica dell’abitare. Intanto individuiamo un nuovo strumento per reperire le zone dove costruire case popolari. La mancanza delle aree, non dei finanziamenti, è la vera questione nella nostra Regione. Nei nuovi piani regolatori i costruttori dovranno cedere il 20 del cento della superficie all’amministrazione, quota che sarà destinata a edilizia sociale. Così non avremo più interi quartieri di edilizia economica e popolare, ma una varietà di tipologie all’interno della stessa zona».

Il campo di azione della Regione poi si allarga anche a nuove situazioni sociali come i cittadini interessati dal processo di dismissione dei grandi patrimoni immobiliari degli enti e progetti di autorecupero. Di Carlo parla anche dell’introduzione «della formula del riscatto, oltre che quella della locazione classica. Nell’assestamento di bilancio inseriremo un ulteriore investimento per la casa: 150 milioni di euro in tre anni. Sommati ai 275 già stanziati, si tratta di fondi superiori a quelli messi in campo dal Governo per l’intero territorio nazionale». Il Piano consentirà fra l’altro alle famiglie con un reddito annuo inferiore ai 25mila euro di accedere ai mutui, ma stabilisce anche che il premio del 20 per cento di cubatura per immobili monofamiliari o plurifamiliari non potrà superare i 62,5 metri quadrati in orizzontale.

Prima della relazione dell’assessore l’opposizione ha abbandonato l’aula per protesta contro l’inserimento all’ordine del giorno di questo provvedimento. Inserimento legittimo secondo la maggioranza, forzatura del regolamento secondo la minoranza. Il vicepresidente Lucherini, che in quel momento presiedeva la seduta, ha sottolineato invece come tale decisione - cioè portare il Piano in discussione non appena fosse stato licenziato dalle commissioni - fosse stato già deciso in conferenza dei capigruppo.

Negativo il giudizio del consigliere regionale Donato Robilotta (Pdl) su questo Piano: «Il testo non contiene alcun elemento per il rilancio dell’economia, i vincoli sono così tanti che di fatto annullano la platea interessata al Piano di rilancio dell’economia».

ALL’ESAME DELL’AULA CONSILIARE

  • HOUSING SOCIALE - Secondo l’assessore alla casa, mario di carlo, il piano consentirà fra l’altro alle famiglie con un reddito inferiore ai 25 mila euro annui di accedere ai mutui; canone d’affitto o rata del mutuo da 500 euro
  • AMPLIAMENTO MASSIMO - Il premio del 20 per cento di cubatura per immobili monofamiliari o plurifamiliari (fuori dai centri storici) non potrà superare i 62,5 metri quadrati in orizzontale, solo in adiacenza del corpo di fabbrica
  • ULTERIORI INVESTIMENTI - Nell’assestamento di bilancio saranno inseriti ulteriori investimenti per la casa: 150 milioni di euro in tre anni. Sommati ai 275 già stanziati, si tratta di fondi superiori a quelli messi in campo dal governo per l’intero territorio nazionale
  • LE PERIFERIE - Per le periferie è ipotizzato l’aumento del 40% della cubatura: l’obiettivo della regione è ricompattare il territorio, intervenendo su quelle borgate sorte in maniera non omogenea con il resto della città

 

pag. 35
da Il Messaggero del 04.08.09


Approvazione. Via libera della Regione al Piano Casa. Ora si passa all'esame dell'Aula. L'opposizione all'attacco. La Regione dà il via libera al piano casa.

Dopo una settimana di lavoro, le commissioni Urbanistica e Casa del consiglio regionale del Lazio hanno dato il loro nullaosta al progetto, che passa adesso all'esame dell'aula per l'approvazione definitiva Per arrivarci sono state necessarie circa cinquanta ore di riunione, audizioni con tutte le categorie interessate: «Un lavoro positivo - hanno dichiarato i presidenti Claudio Moscardelli (Partito democratico) e Giovanni Carapella (anche lui del Pd) - che ha portato a significativi miglioramenti al testo proposto dalla Giunta. Sono state accolte parte delle soluzioni contenute nella proposta di legge dell'Udc e del Gruppo misto. Molte delle osservazioni avanzate durante le audizioni sono state trasformati in emendamenti e approvate». Per l'opposizione, al contrario, «si tratta di un testo che non rispecchia la volontà del Governo - ha dichiarato Francesco Lollobrigida (An - Pdl) motivando il voto contrario - la maggioranza ha voluto inserire norme sull'edilizia residenziale pubblica per le quali serviva una legge organica, più volte annunciata e mai realizzata concretamente». Astenuti Prc, Pdci e la consigliera Anna Pizzo, in dissenso dal gruppo «Sinistra e libertà». Fra i vari emendamenti approvati, due - proposti da Moscardelli e Carapella - hanno particolare rilievo. Il primo riserva almeno il 50 per cento delle aree riservate all'edilizia sociale alla «sovvenzionata», in pratica alle case popolari. Il secondo introduce un premio maggiore (il quaranta per cento di cubatura in più) quando l'intervento di «demolizione-ricostruzione» avviene attraverso un concorso di progettazione, con l'assistenza degli ordini professionali competenti, a patto che sia realizzato sulla base del progetto vincitore del concorso stesso.

Moscardelli: Approvato il piano casa della Regione. «È stato approvato in Commissione congiunta Urbanistica e Lavori pubblici e politiche della casa il testo relativo al rilancio dell'economia del settore edilizio, cosiddetto Piano Casa, attraverso un lavoro importante e proficuo portato avanti in questi giorni».

Lo dichiara in una nota Claudio Moscardelli, Presiedente della Commisione Urbanistica della Regione Lazio «Si tratta di un pacchetto di misure straordinarie nel settore edilizio - spiega - volto a contrastare la crisi economica e a favorire l'adeguamento del patrimonio edilizio esistente alla normativa antisismica, a migliorarne la qualità architettonica e la sostenibilità energetico ambientale, secondo le tecniche e i principi della bioedilizia. Innanzitutto - prosegue - è stata operata un'unificazione del testo approvato in Giunta con la proposta di legge avanzata dall'UDC. In secondo luogo le due commissioni hanno svolto una fase intensa di audizioni coinvolgendo le associazioni in rappresentanza delle imprese e cooperative, associazioni ambientaliste, movimenti, sindacati, ordini professionali e associazioni in rappresentanza degli enti locali e borgate. Insieme al Presidente Carapella – aggiunge - sono stati approvati numerosi emendamenti che raccoglievano le sollecitazioni e i contributi raccolti nei giorni delle audizioni. Ciò che emerge dal testo di legge approvato in Commissione pone la legge della Regione Lazio come riferimento e modello per una risposta complessiva che abbraccia aspettative molteplici».

 

da Il Tempo del 04.08.09


Regione - Oggi in commissione, domani sera il voto. Piano casa, Cgil all’attacco «Manca l’edilizia sociale». Regione Di Carlo: «Mettiamo a disposizione 50 milioni l’anno per 3 anni». «Piano casa incompleto Manca l’edilizia sociale». Di Berardino (Cgil): chi pensa agli alloggi popolari?

La Cgil va all’attacco del «Piano casa» della Regione: «Non siamo di fronte a un vero piano - afferma il segretario di Ro­ma e del Lazio, Claudio Di Berardino - per­ché un testo degno di questo nome do­vrebbe prevedere un intervento massic­cio di edilizia sociale, di “ex case popola­ri”, che invece mancano». Secondo Di Be­rardino si «punta solo sull’housing socia­le, case da realizzare con interventi pub­blici e privati» e poi affittate a canoni con­cordati da 500 o 600 al mese: «non si può parlare di abitazioni economiche o popo­lari». Il segretario della Cgil lancia un «ul­timo appello alla Regione» perché tenga conto dell’emergenza abitativa, che a Ro­ma tocca il record della necessità di 50 mi­la alloggi. Ma i tempi del «Piano» regiona­le sono strettissimi: l’approvazione è pre­vista in consiglio per domani sera.

Tempi strettissimi per il «Pia­no casa» della Regione Lazio. Entro oggi a mezzogiorno le commissioni Urbanistica e Ca­sa della Pisana dovrebbero vota­re il testo perché arrivi in aula nel pomeriggio: l’approvazione definitiva del consiglio regiona­le è in programma per domani sera.

Ma dopo le proteste dei mo­vimenti di lotta per la casa, sfo­ciati venerdì scorso in tafferugli con la polizia, scendono in campo i sindacati. E le critiche arrivano dal segretario genera­le della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino: «Non sia­mo di fronte a un vero 'piano casa' - afferma - , perché un pia­no degno di questo nome dovrebbe prevedere un interven­to massiccio di edilizia sociale, di 'ex case popolari'». Secondo Di Berardino, invece, nell’artico­lato ci sono solo dei riferimenti a questo tipo di edilizia «ma non si capisce quale è la quota che dovrebbero realizzare i pri­vati e quella che dovrebbe esse­re costruita dal pubblico. Non sono stabiliti i numeri, le unità abitative - spiega - È un provve­dimento punta solo sull’ hou­sing sociale , ovvero case da realizzare con interventi pubblici e privati, poi messe a diposizione delle famiglie a un prezzo di 500-600 euro al mese di affitto: a queste cifre non si può parla­re di abitazioni economiche o popolari». E Claudio Di Berardi­no lancia un «ultimo appello prima del voto». «Il provvedi­mento deve rafforzare le case popolari - afferma - che tenga­no conto degli effettivi bisogni delle persone: a Roma ci sono redditi che non possono permettersi 500 euro al mese. La Regione deve mettere in campo un piano di edilizia sociale, que­sto non lo è». Secondo il segre­tario della Cgil «l’emergenza abitativa a Roma tocca il record di 50 mila alloggi». Quindi? «Chiediamo un piano plurien­nale per la loro realizzazione», e «che venga affrontato il tema del recupero allo scopo di edifi­ci pubblici in disuso, come ca­serme e scuole: potrebbero es­sere utilizzate per l’edilizia sociale, portando così nel centro abitazioni che sono solo e sem­pre in periferia». Altro tema da affrontare: «Ci sono anziani ­aggiunge Di Berardino - che abi­tano appartamenti troppo gran­di che non riescono a mantene­re: frazioniamoli, parte all’anzia­no, parte all’edilizia sociale. Co­sì nel centro storico possono re­stare anche persone 'norma­li' ». E oltre a chiedere «corsie preferenziali per impegnare ra­pidamente le risorse a disposizione e combattere la crisi» il se­gretario della Cgil propone la mediazione del sindacato in una riunione congiunta Campi­doglio-Regione su «uno scarica barile che va avanti da anni: la Regione che dice che ci sono le risorse, ma il Campidoglio non mette a disposizione le aree». Tema precisato dall'assessore regionale alla Casa Mario Di Car­lo: «L’edilizia economica e po­polare non c’è perché non ci so­no a disposizione le aree: le cu­bature che nel Prg erano previ­ste per l’Ater sono state tolte ­- dice Di Carlo - Ma il nostro è un piano che mette a disposizione dei comuni 50 milioni di euro l’anno per tre anni, quando Ber­lusconi ne mette a disposizione 200 milioni per tutta Italia».

  • Votazione. Domani sera alla Pisana ci sarà la votazione sul piano casa presentato dalla Giunta regionale guidata da Piero Marrazzo (...). Sul provvedimento non risparmia critiche il segretario della Cgil di Roma e Lazio Claudio Di Berardino (...)

 

di Lilli Garrone
dal Corriere della sera del 03.08.09

 

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data pubblicazione: domenica 30 agosto 2009
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