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Norme Tecniche per le Costruzioni - di E.Milone

NORME TECNICHE DELLE COSTRUZIONI – Applicazione rigorosa per lavori privati ma non per quelli pubblici


Dal 1° luglio 2009 è obbligatoria l'applicazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni (norme sulle strutture portanti anche in zona sismica) di cui al decreto del  Ministro delle infrastrutture 14 gennaio 2008 (G.U. 4.2.2008 n.29, S.O.).

Con Circolare del 5 agosto 2009 (G.U. 13.8.2009 n 187) il Ministero delle infrastrutture ha precisato che in taluni casi anche dopo il termine del 30 giugno 2009, è consentita l'applicazione della normativa tecnica precedentemente in vigore, DM del 1996 e DM 14 settembre 2005.

Per quanto riguarda i lavori pubblici, il comma 3 dell'art.20 della legge 31/2008 stabilisce che «Per le costruzioni e le opere infrastrutturali iniziate, nonchè per quelle   per le quali le amministrazioni aggiudicatrici abbiano affidato lavori o avviato progetti  definitivi o esecutivi prima dell'entrata in vigore della revisione generale delle norme tecniche per le costruzioni approvate con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti 14 settembre 2005, continua ad applicarsi la normativa tecnica utilizzata per la redazione dei progetti, fino all'ultimazione dei lavori e all'eventuale collaudo». Tenuto conto dei tempi biblici nella esecuzione delle opere pubbliche, si può prevedere che avremo a che fare con le vecchie norme tecniche per oltre dieci anni ancora. Questa norma è davvero sconcertante. Dopo il terremoto del 2009 sotto la spinta dell'opinione pubblica il Parlamento aveva anticipato l'applicazione delle nuove norme al 30 giugno 2009. Ma omettendo di modificare la legge 31/2008 tale applicazione viene resa di fatto nulla per le opere pubbliche. Continueremo per decine di anni a costruire opere pubbliche sulla base delle vecchie norme.  

La norma fa riferimento anche all'avvio di progetti definitivi e esecutivi, cosa non facilmente dimostrabile come datazione, per cui la circolare sostiene che la circostanza non può che essere accertata e dichiarata, nell'ambito dei propri compiti, dal Responsabile del procedimento. Faccio notare ai colleghi che la norma indica i progetti definitivi e quelli esecutivi e quindi esclude i progetti preliminari.

Per quanto riguarda i lavori privati, la legge prevede l'applicazione obbligatoria della nuova normativa tecnica alle costruzioni iniziate dopo il 30 giugno 2009. Non viene considerato che a quella data, pur non essendo ancora iniziati i lavori, il progetto strutturale, fatto sulla base della precedente normativa, avrebbe potuto essere concluso o in fase avanzata di elaborazione.

A mio avviso, la maggiore severità di applicazione per i lavori privati non appare pienamente giustificata. Casi di crolli clamorosi hanno riguardato edifici pubblici come scuole e ospedali. La circolare afferma che ciò è reso necessario da una “riconosciuta” esigenza  di  “rendere immediatamente operative le nuove norme, più penetranti  rispetto alla sicurezza strutturale, in un ambito, quale quello del comparto costruttivo privatistico, che ha evidenziato maggiori criticità riguardo a controlli e verifiche sia sulla  progettazione che in corso di esecuzione.” Come se non bastasse, la circolare rincara la dose aggiungendo che “E' da ritenere, peraltro, anche alla luce di consolidato indirizzo interpretativo del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che, anche per i lavori iniziati  prima di tale data, ove in corso d'opera il privato avesse la necessità di presentare   una variante, dovranno essere integralmente applicate le predette nuove norme tecniche allorquando la variante stessa modifichi in maniera sostanziale l'organismo architettonico ovvero il comportamento statico globale della costruzione.”

 

di Enrico Milone, architetto
del 07.09.09

 

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data pubblicazione: mercoledì 9 settembre 2009
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